01/10/16

Una vita su Instagram tra feste e alcol Ma la giovane protagonista non esiste . un trucco di una campagna contro l'alcolismo ma nessuno se ne accorge

La  vicenda    , riportata  sotto  oltre  che    dal titolo     mi fa ritornare alla mente un film della mia infanzia Eroe per caso (Hero) è un film del 1992 diretto dal regista Stephen Frears.
Il film apparentemente ispirato a una comicità leggera si rifà invece a un significato molto più intenso offrendo spunti di amara riflessione
Ormai non vi sono più valori certi e tutto avviene sotto l'insegna dell'apparire televisivo che costruisce falsi personaggi, che non importa siano veri "eroi" ma che sappiano bene interpretare la loro parte.
Infatti sempre secondo la  voce  di  wikipedia


«... lo spirito di fondo del film sia per questo meno amarognolo e pessimista sulla umana natura. Frank Capra è la vera vittima di questa storia. L'ha ucciso non tanto la brillante sceneggiatura di Peoples quanto la cultura della mediocrazia, l'arroganza della società del consenso e del sentimento pilotato.» (Irene Bignardi, Il declino dell'impero americano, Feltrinelli, Milano, 1996)

»Ecco perché "Bernie" LaPlante si preoccupa di volare basso: non vuole restar preso nella rete dell'ideologia “televisiva” dominante, della stupida antropologia i cui uomini e le cui donne somigliano tutti a modelli fatti di nulla, ma con la pretesa di essere veri» (Da Il Sole-24 ore).




.... Ma   ora basta cosi non divaghiamo, non è del film chje vi voglio parlare n questo post anche se l'argomento è collegato ed attinente . Ma di questa storia qua sotto di come ormai informazione e pubblicità si stiano fondendo tanto da rendere quasi , se non si è allenatio criticamente al linguaggio dei media a prendere sul serio campagne pubblicitarie come questa di cui parla la vicenda sotto riportata ed  una delle mie tante esperienze personali  fatta con un post condiviso su facebook \ twitter su fb


  dal corriere  della sera  di  Greta Sclaunich

Louise Delage ha 25 anni, è parigina, viaggia spesso (un weekend a Berlino, una settimana a Saint-Tropez, un ponte in Bretagna), esce parecchio. La sua vita, fatta di tuffi in piscina, aperitivi e serate in discoteca e soprattutto alcol, tanto alcol, la racconta sul suo profilo Instagram dove in pochi mesi (è sbarcata il 1 agosto) ha già raccolto 50 mila like e conquistato 7.500 follower.
                                         © Fornito da Corriere della Sera

Louise Delage, la star di Instagram che non esiste: il suo profilo è una campagna contro l’alcolismo. Ma nessuno l’ha capito
L’alcol, il vero protagonista
A ben guardare le immagini, però, c’è qualcosa di strano: gli amici di Louise non compaiono spesso in primo piano mentre invece il vero protagonista sembra essere l’alcol. Un bicchiere qui, una bottiglia là. Les Echos rivela il perché di questa strana scelta: Louise non esiste. È solo un personaggio finto, creato ad hoc dal portale Addict Aide, che combatte le dipendenze e che voleva, con questo profilo, raggiungere e sensibilizzare i giovani francesi usando uno dei social preferiti da ventenni e teenager. L’obiettivo era infatti mostrare come, di foto in foto e di bicchiere in bicchiere, la vita di Louise peggiorasse. La giovane sorride sempre meno, a volte sembra stanca e provata. Nell’ultima foto ha l’aria misteriosa e anche un po’ triste: sorseggia un bicchiere di vino con il viso in ombra e una strana luce rossa ad avvolgerla.
50mila like e solo cinque commenti negativi
«È difficile parlare di alcol in Francia. Da un lato è legato ad una dimensione culturale che rimanda al piacere e alla convivialità. Dall’altro è comunque un prodotto che può far male: in Francia le persone che ne sono dipendenti sono circa un milione», sottolinea la psichiatra e additologa Amine Benyamina, sentita da Les Echos per commentare la campagna. La strategia di Addiction Aide (che per l’operazione ha messo in campo un fondo da 20mila euro) è quella di mostrare ai giovani persone «proprio come loro: belli, pieni di voglia di vivere, ma che stanno per entrare in un tunnel che potrebbe portarli all’inferno». Insomma, proprio il tipo di utenti che mostrano la loro vita di feste, aperitivi e viaggi su Instagram. L’obiettivo è farli identificare con Louise. Stando al numero di like raccolti dalle foto (50mila) è stato raggiunto. Stando al numero di commenti negativi sulla deriva alcolica della ragazza (solo cinque) pare però che nessuno o quasi si sia reso conto che non si trattava di un esempio da non seguire.

30/09/16

stava girando un video con il cellulare prima dello schianto: muore a 25 anni in un incidente d'auto

voi che usate i social e wzp mentre guidate e vi fate fottuti dannati selfie o video idioti pensateci bene e chiedetevi  ma  vale  la pena  di mettere    a repentaglio la mia  vita   per  simili cose  ? perchè c.....  mi hanno sequestrato   \  tolto  punti  dalla patente  ?   Se  proprio  non ci tenete  alle  vostre  vite  ( come  mi sembra  di capire  dal numero sempre  più alto d' incidenti  dovuti all'auso  del cellulare  mentre  si  guida  )  abbiate rispetto per  quelle degli altri  che  rischiate  di mettere in pericolo  . E voi genitori non date la colpa ai telefonini ma all'uso che la gente ,  compreso   vostro figlio\a o voi stessi ne fate  durante  la  guida  . E voi  mass media  spesso regionali  \ locali  finitela  dimettewre  nei titoli  e negli articoli   :  strada assassina e menate varie .Dobbiamo  prendere   esempio   dalle   parole di questa povera madre


 downloadhelper  mi  scaroca  solo la  pubblicità   e non il  video  .  quindi lo trovate  qui  

 


Scambiati per sciacalli, gli han tolto il nipote, Salvini li ha insultati, i media che ci han fatto i titoli scandalizzati poi li hanno ignorati. Vittime del pregiudizio e di funzionari decisamente al di sotto degli standard minimi richiesti. Dopo un mese i genitori, accorsi dall'estero, stanno ancora cercando di riavere il figlio




Pare che invece fossero proprio dei turisti, e nemmeno sfollati. Io qui di sciacalli ne vedo tanti, a iniziare dall'autore del post 

 Chissà se avrà la dignità di chiedere scusa per avere infangato queste due persone.

da http://www.giornalettismo.com/

Due coniugi sono stati scambiati per sciacalli tra le strade colpite dal sisma. Messi alla gogna da Salvini ora sono stati rilasciati ma la burocrazia blocca il loro nipotino, presente con loro al momento del fermo

Tutto inizia il 29 agosto quando una coppia di romeni, Ion e Letizia, rispettivamente 44 e 45 anni, vengono fermati vicino ad Amatrice dai carabinieri. La coppia era in auto con il loro nipotino di sei anni. Ion e Letizia si trovano in Italia per raggiungere alcuni parenti a Ponte Galeria, Roma. Sono stati fermati per dei controlli anche a L’Aquila ma le autorità li avevano lasciati andare via tranquillamente. Nelle zone del terremoto invece no. Accade l’impensabile. La coppia di rom, con la stessa macchina carica di vestiti e giochi del piccolo, viene fermata per un controllo. I nonni, che a stento riescono a parlare italiano, vengono trattenuti perché, con la auto piena di roba e con una pistola che poi si sarebbe rivelata giocattolo, vengono sospettati di sciacallaggio tra le case colpite dal terremoto.

ION E LETIZIA: I ROM SCIACALLI CHE POI SCIACALLI NON ERANO

I due vengono sottoposti allo stato di fermo, comprensibile data l’allerta della situazione. Esce il comunicato dal commissariato ripreso da diverse testate locali e nazionali. In un attimo Ion e Letizia da “turisti” finiscono per esser bollati come sciacalli. I due nonni finiscono perfino sulla pagina Facebook di Matteo Salvini, leader della Lega Nord, con un post e un filmato dei due.

Ecco il video  con relativo commento  cretino ed  exenofobo    di Salvini
video


con i due SCIACALLI – scrive Salvini -, pregiudicati rumeni (con figlioletto al seguito…), trovati ad Amatrice con l’auto piena di refurtiva, denaro, attrezzi da scasso. Pare si fingessero “turisti sfollati”… VERGOGNATEVI, FATE SCHIFO!!!”
per  chi mi dicesse     che invento  le  cose     ed   ogni  occasione  è buona  per  gettare  fango  contro  chi denuncia    queste  cose  eccovi il post Originale   da me  verificato   andando a cercarlo  sulla pagina  fb  di Salvini  (  ogni tanto  un viaggio nella  pattumiera    è necessario  )

nonni rom

dopo questa  precisaziuone  riprendiamo l'articolo

Secondo la versione delle forze dell’ordine la coppia di rom sarebbe gravata da numerosi precedenti penali, furti e altri reati contro il patrimonio. All’interno della macchina sarebbero stati rinvenuti degli oggetti utilizzati per effettuare gli scassi. Strano però. Perché poi, davanti al processo per direttissima dei due, la situazione cambia decisamente. Gli arnesi da scasso diventano kit per sostituire la gomma di una macchina, la pistola presente nella vettura era una pistola giocattolo e sopratutto i precedenti penali non risultano più. La prima udienza non è stata semplice. I due parlavano a stento la lingua italiana e si sono serviti di un interprete in aula. Hanno spiegato che si trovavano lì per caso, non sapevano neanche del sisma che aveva scosso il Centro Italia. La coppia è attualmente denunciata ma si trova ora a piede libero perché non vi sono appunto elementi utili per trattenerla. Non solo. L’auto sulla quale viaggiavano i due coniugi e gran parte della merce è stata dissequestrata. Ma l’amarezza di Ion e Letizia è un’altra. Al momento della scarcerazione non trovano più il loro nipotino di sei anni, presente con loro al momento del fermo.

CHE FINE HA FATTO IL NIPOTINO DI ION E LETIZIA?

Ed è qui che la vicenda precipita nei ranghi della burocrazia italiana. Il minore è stato sistemato in una comunità a Rieti, la procura ha passato tutto al tribunale per i minorenni di Roma e il bambino è stato trasferito in una casa famiglia di Acilia, vicino a Ostia. I genitori, davanti al fermo dei nonni, si sono precipitati in Italia per poter riavere il figlio ma non l’hanno ancora riottenuto. Dal 29 agosto hanno avuto la possibilità di vedere il bambino soltanto due volte. La prima venerdì 23 settembre, l’altra questo martedì. Questo perché, dopo aver letto la relazione dei servizi sociali, il magistrato aveva autorizzato la necessità di una traduzione del certificato di nascita. Immaginate la tempistica su casi simili. In pratica da un mese circa oramai, a causa delle lungaggini burocratiche il bambino, che non sa una parola di italiano, non è ancora tornato tra le braccia dei suoi genitori. Come ha spiegato a Giornalettismo Cristian Todini, il legale che segue  la coppia, la procura procede come da prassi perché ritiene il minore in stato di abbandono. Il problema è che dal momento in cui è stata fatta l’istanza per ottenere il riaffidamento si poteva esser più celeri. La prima udienza per il minore era stata programmata per giovedì 22 settembre, ma per mancanza dell’interprete è stata rinviata a oggi. Il processo per direttissima dei nonni dovrebbe invece chiudersi il 20 ottobre e appare sempre più improbabile una loro condanna. Quello che è assurdo è come, davanti a meri comunicati delle forze dell’ordine, i media non abbiano approfondito la situazione. Perché sui nonni sciacalli è calato il buio. Un buio chiarito soltanto da due articoli. Uno appare sul blog Insorgenze di Paolo Persichetti, l’altro sulla testata Il dubbio, con la penna di Damiano Aliprandi. Sono state le uniche realtà che hanno continuato a raccontare la storia di Ion e Letizia. I due nonni ora dormono con i genitori del piccolo a Ponte Galeria. Aspettano che questa vicenda arrivi al termine e sopratutto aspettano di riabbracciare il loro piccolo.

29/09/16

buon viaggio ovunque tu sia cara Franca Corradini ci rivedremo prima o poi . che laterra ti sia lieve guerriera


in sottofondo  Cover di "Another day in paradise" (Phil Collins)  eseguita  da TonyTroja
qui il video

oggi tornando dal lavoro e dalla mia passeggiata settimanale leggo sul mio  fb  questa news Sono sconvolto per la perdita prematura di una mia amica virtuale conosciuta al tempo del blog di splinder.



Franca Corradini
4 h ·






Buonasera a tutti gli amici di Franca, sono il figlio Daniele Colangelo.
Annuncio la prematura scomparsa della mamma avvenuta questo pomeriggio all'ospedale di Arezzo.... per chi volesse dargli un ultimo saluto ci può trovare alla camera ardente dell'ospedale di Arezzo.
Grazie mille a tutti quanti.






Una donna in gamba, combattiva, guerriera, con la quale ho condiviso molte battaglie. Non so dove sia, ma spero si trovi benissimo e per cercare conforto lo trovo nella musica e fra le varie canzoni










Una delle più belle dei Modena City Ramblers










Canzone per un'amica (nota anche come In morte di S.F.) è una canzone di Francesco Guccini, scritta nel 1967 e pubblicata nello stesso anno all'interno del suo primo album, Folk beat n. 1.
È famosa per essere stata da sempre la canzone di apertura di ogni suo concerto. da https://it.wikipedia.org/wiki/Canzone_per_un'amica




Non so quale delle due scegliere perché entrambe descrivono il mio stato d'animo ogni volta che apprendo queste news




la prima  perché 

Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire,
spendere tutti i tuoi giorni passati se così presto hai dovuto partire,
se presto hai dovuto partire...
Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi e che come allora sorridi...



La seconda  perché   la  morte  come  la vita  è un viaggio  infatti 


Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada. 


Quindi buon viaggio amica virtuale e non solo ovunque tu sia

































































28/09/16

La storia di Isabel e Federica: ieri suore, oggi spose Il rito civile sarà celebrato a Pinerolo: “Dio vuole persone felici”














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antonio giaimo 

La sposa ha 44 anni, una laurea in Filosofia e la vita intera passata nelle missioni del mondo. Anche l’altra sposa si è sempre dedicata ai poveri ed ai tossicodipendenti, da Roma all’Africa. Si sono conosciute durante un viaggio pastorale, essendo entrambe due suore francescane. Ma oggi Isabel e Federica si sono unite in matrimonio a Pinerolo. Perché hanno capito di amarsi. 
«Dio vuole le persone felici, che vivano l’amore alla luce del sole», dice Isabel. «Chiediamo alla nostra chiesa di accogliere tutte le persone che si amano», dice Federica. Sono molto timide, molto forti. E chiedono di non dire altro. 
L’unione civile è stata celebrata dal sindaco del Movimento 5 Stelle Luca Salvai in municipio, la seconda da quando è entrata in vigore la legge. Ma ci sarà anche una funzione religiosa, e forse davvero non poteva essere diversamente. Verrà officiata dalla persona che meglio di tutte conosce la storia di Isabel e Federica. Come è nato il loro amore? «Come tutte le storie d’amore del mondo» risponde don Barbero. «Lentamente. Conoscendosi. Capendo, infine, di provare un sentimento profondo. Sarà bello averle qui nella nostra comunità di ascolto e preghiera». 
Due ex suore si sono sposate oggi, altro non è che una storia d’amore


Il commento di Niccolò Zancan sulla storia delle due ex suore che si sono sposate oggi a Pinerolo, in provincia di Torino.



Non è corretto chiamarlo don. Perché Franco Barbero dopo numerosi processi ecclesiastici, nel 2003 ha ricevuto da Papa Giovanni Paolo II la sospensione a divinis, che di fatto lo ha messo fuori dalla Chiesa cattolica. All’origine della scomunica papale ci sono proprio le sue posizioni sui matrimoni omosessuali. «Ma io continuo a sentirmi un prete fino alla punta dei capelli - dice - amo la mia chiesa, faccio il prete tutto il giorno a tempo pieno. Scrivo dei libri, curo un blog, sono in contatto con tantissimi sacerdoti che la pensano come me. Ed è proprio attraverso la rete che ho conosciuto anche Isabel e Federica». 
Sono coetanee. Una è italiana, l’altra è sudamericana. Il fatto che Isabel qui in Italia abbia solo un visto turistico ha reso necessario accelerare le pratiche per la cerimonia. «Sono due persone belle, con due lauree importanti. Persone di fede intensissima. Si sono conosciute tre anni fa. La loro è stata una decisione pregata. Hanno riflettuto a lungo, è stato un cammino tormentato. Hanno preso la loro decisione con coraggio, sapendo che non sarebbe stata molto condivisa». Molto? «Posso assicurare che non tutti sono stati contrari. Sono state criticate, ma anche capite da alcune consorelle. Così come ci sono tantissimi preti buoni che non condannano questo genere di scelte. E devo aggiungere, per la cronaca, che non è neppure la prima volta che mi capita di sposare due suore». 
Quest’anno Franco Barbero ha celebrato 19 matrimoni omosessuali. Quello di Isabel e Federica sarà il ventesimo. Il rito consiste nella benedizione della coppia. Una messa lunga e partecipata, con liberi interventi e ricordi. Le spose hanno chiesto l’anonimato. Vorrebbero che questo loro sogno coraggioso rimanesse riservato. «Non è pudore, ma paura dei pregiudizi. Non vogliamo diventare delle celebrità, ma vivere serenamente insieme e trovare presto un nuovo lavoro. Usciamo dal convento, ma non lasciamo la Chiesa e non dimentichiamo la fede». 
Stanno distribuendo i loro curricula. Diplomi, lauree, esperienze fatte in Italia e nel mondo. Della loro speranza di una vita nuova, si è già fatta carico la Cgil di Pinerolo. «Ma qui non si tratta soltanto di trovare un lavoro e uno stipendio, ma di un progetto di inclusione. Le due donne hanno una grande esperienza nell’insegnamento, vedremo... ». Così parla il segretario Fedele Mandarano. Che poi aggiunge: «Grazie alla legge Cirinnà si aprono scenari che non eravamo abituati a vedere. Ben venga questa apertura mentale!». 
Per arrivare a questa giornata di festa, Federica e Isabel hanno dovuto fare tutti i passaggi formali in Vaticano per farsi togliere i voti e lasciare il velo. Ma all’ex suora italiana resta ancora il compito forse più difficile. È nata in un piccolo paese del Meridione italiano: «Non solo dovrò dire a mio padre che non sono più suora, ma anche che sono felice di sposarmi con Isabel».

27/09/16

non credevo di ... ( con la collaborazione di Tina galante )

il post  d'oggi   è frutto di  una collaborazione  facebookiana   con  l'amica  Tina  galante  ( alias  tisbe )

Non avrei mai pensato di dover vivere in un momento storico in cui si ergono muri e si installa filo spinato.
Non avrei mai immaginato che ad una chiusura delle famiglie nelle proprie case, abbandonando le piazze e i luoghi deputati agli incontri, sarebbe corrisposta un'altrettanta chiusura delle nazioni.
Non avrei mai immaginato di vedere tutti quelli che avevano esultato e brindato per la caduta del muro di Berlino essere favorevoli ai nuovi muri e spendere parole che pesano come macigni sul dorso della storia.

Ed  ecco la mia  parte  .....  e  segnano  un ritorno al passato  ( leggi     ideologie  del  secolo scorso  . guerra  fredda )  da  cui sembra   ci fossimo liberati lasciandocele alle  spalle   dopo  sofferenze  e sensi di colpa  .

26/09/16

je suis Nahed Hattar scrittore giordano ucciso per una vignetta satirica contro lo stato islamico . precisazioni Rubino Blu,

  Leggi anche questo
 perchè  non userò più  il termine Isis  come tag  ma  il termine Daesh 

Precisazioni  all'articolo  sul corriere della sera  del   26\9\20017

di Rubino  Blu
Punto primo: la vignetta PUBBLICATA dallo scrittore Nahed Hattar 






(recava una firma diversa dalla sua) NON era contro l'Islam ma CONTRO DAESH. Chi confonde i due termini lo fa per ignoranza e/o malizia. I cristiani si offenderebbero forse per un disegno anti-Inquisizione? No di certo!

Punto secondo: in Occidente il nome di Hattar era sconosciuto. Lo scopriamo ora, quand'è finita. Accade spesso. Tanti, troppi sono gli spiriti liberi, uomini e donne, lasciati soli, occultati dal tritacarne del pregiudizio e dell'oppressione.
Punto terzo: di formazione cristiana, Hattar era laico. Leggiamo delle sue simpatie per Assad. Ma leggiamo, soprattutto, ciò che conta leggere: si trattava d'un artista, d'un intellettuale. Contro di lui era già in corso un processo..
Punto quarto: riteniamo, dal poco che abbiamo saputo di lui, che Hattar fosse un uomo libero. NON in quanto ateo. Ma perché lucido. Vuoto, cioè senza precomprensioni. Hattar, insomma, "sapeva" perché intellettuale, scrittore ecc. ecc. Il suo ateismo, nella contingenza, gli è servito per denunciare i veri miscredenti: quelli di Daesh. Pubblicando la fatale vignetta, Hattar non ha colpito l'Islam ma l'ha semmai DIFESO dall'usurpazione jihadista. Egli ha voluto smascherare cosa nascondono le guerresante, i paradisi deliranti, i suicidi/omicidi a causa della "fede" ecc.: una volgare, rozza, nichilista pretesa di possesso, bramosia di beni materiali, violenza ed empieta'.
Punto quinto: Hattar quindi andava protetto (e, adesso, onorato) per i motivi suesposti e NON perché fosse "anti-islamico" - NON lo era - come s'arrabatta a scribacchiare qualche reporter occidentale dell'ultima ora.
Punto sesto: ma il problema, a quanto pare, affligge solo noi e pochi altri. Tutti sono stati Charlie, nessuno è né sarà mai Hattar. I motivi, inutile negarlo, risiedono nella sua arabitudine e probabilmente nel suo cristianesimo (aveva da tempo abbandonato la fede, ma per saperlo bisogna andare oltre i titoli: gli internauti, di norma, non lo fanno e, per i razionalisti-illuminati da boudoir, tutto quanto ricordi il cristianesimo è da cancellare, esecrare o, alla meno peggio, allontanare con indifferenza).
Così ci saranno altri Hattar, altri innocenti sacrificati, altre gerarchie delle morti, altre incomprensioni, altre ingiustizie, altro sangue, altro insopportabile obbrobrio.

24/09/16

trento Lei marocchina, lui italiano sposi solo grazie al giudice Nozze vietate dal consolato per motivi religiosi, alla fine il tribunale dà il via libera Fatima racconta la sua battaglia: «Ho lottato anche contro la mia famiglia»

Scomettiamo  se il coniuge musulmano invece della donna fosse stato l’uomo? In quel caso - secondo l’ordinamento marocchino - non ci sarebbero stati problemi. Infatti la sentenza permette ad una donna islamica di poter sposare un cattolico senza che lui debba per forza convertirsi all'islam o fare finta






TRENTO. Pare impossibile, ma in questo mondo globale c’è bisogno del giudice per unire in matrimonio due giovani di nazionalità e religione diversa. E’ stata una battaglia lunga e faticosa, ma alla fine - grazie alla sentenza del tribunale di Trento - Fatima ed Enrico, questi i loro nomi, entrambi venticinquenni, lei operaia e lui dipendente dello Stato, potranno sposarsi anche se lei è di religione islamica e lui cattolico.
Le pubblicazioni sono state autorizzate proprio ieri dal Comune di Trento, ma per capire la storia di questi due giovani fidanzati bisogna fare qualche passo indietro. Ad esempio all’estate scorsa quando la coppia - che in realtà già convive da qualche tempo - decide che è giunta l’ora di unirsi in matrimonio. Ma al momento di raccogliere i documenti arrivano i primi problemi: «In Comune mi hanno spiegato che nel caso di cittadini stranieri serve un nulla osta del consolato» racconta Fatima, che è nata in Marocco 25 anni fa e che è giunta in Italia nel 2008 per raggiungere il padre assieme ai suoi familiari.
Così Fatima si reca negli uffici di Verona per ottenere il via libera dalle autorità marocchine, ma torna a Trento a mani vuote: «Mi hanno spiegato che il nulla osta sarebbe arrivato solamente dopo la conversione all’Islam del mio fidanzato. Altrimenti niente, perché la legge del mio paese non prevede il matrimonio tra una musulmana con un non musulmano».
Ma di una finta conversione, magari alla moschea di Roma, come prevede la procedura, recitando alcuni versi del Corano imparati a memoria, i due ragazzi non ne hanno voluto sapere. Per questo si sono rivolti all’avvocato Nicola Degaudenz per avviare la battaglia legale che si è conclusa nelle settimane scorse con l’ordine del tribunale di Trento al Comune: «Via libera alle pubblicazioni di matrimonio, anche se non c’è il nulla osta del Consolato» hanno stabilito i giudici, visto anche il parere favorevole del procuratore della Repubblica. Perché - si legge nella sentenza - non può essere impedito un matrimonio sulla base di considerazioni che sono contrarie alla libertà di religione e quindi alla Costituzione italiana.
Il matrimonio sarà quindi celebrato a novembre e Fatima - al termine della sua battaglia - ha voluto raccontare la sua storia al Trentino: «Non è stato facile, ho avuto pressioni da parte dei funzionari del Consolato che pretendevano la conversione all’Islam del mio fidanzato. Parlavano sempre con me, lui doveva restare fuori dall’ufficio o in sala d’aspetto: non è stato facile. Ma ho dovuto lottare anche contro la mia famiglia, in particolare mio padre e i miei fratelli, che non hanno mai accettato questo matrimonio con un ragazzo cattolico».
Il percorso di Fatima ed Enrico si concluderà con le nozze (che la famiglia italiana, almeno quella, festeggerà come si deve) ma in altri casi la battaglia legale è stata più difficile. Gli uffici dell’ambasciata infatti spesso si rifiutano di rilasciare il nulla osta senza fornire alcuna motivazione formale, né altre informazioni. Nel caso della giovane residente in Trentino invece è stato almeno allegato
un certificato secondo cui la donna risulta nubile. Tanto è bastato ai giudici per autorizzare le nozze. E se il coniuge musulmano invece della donna fosse stato l’uomo? In quel caso - secondo l’ordinamento marocchino - non ci sarebbero stati problemi.

non si sconfigge l'odio , il razzismo , l'antisemitismo , l'islamofobia , omofobia censurando o proibendo lo studio a scuola delle opere letterarie del passato

in sottofondo  proibito  - Litfiba  e  a seguire il  giardino  proibito - Sandro Giacobbe

A volte succede mi succede che certi post nascano per caso . E questo è uno dei casi . Leggendo la bacheca generale cioè la home di fb , sono capitato su un post dell'amica \ compagna di viaggio prima  splinderiana ora blogger  ed utente  facebook









Premettendo che non sono un fautore delle bocciature... ma qualcuno può spiegarmi dove sarebbero le novità?? Saranno venti anni che non si boccia più alle elementari... alle medie e superiori poi per fermare un ragazzo non solo occorre fare la "guerra" contro dirigenti e colleghi finti buonisti (alias nullafacenti), ma occorre pure che un ragazzo si impegni a dismisura per ripetere l'anno... a questo punto più che abolire la bocciatura, abolite direttamente la scuola, facciamo prima... e in tutta sincerità, dal momento che sono ormai nauseato, sarei strafelice di cambiare lavoro... W la meritocrazia... manica di incompetenti ignoranti... Nico Iannaccone










Al Ministero si lavora per abolire definitivamente le bocciature alle elementari. Una novità che affiancherà la riforma degli esami di stato per secondaria di …
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stavo cercando   con google ( dante  and  pecore )  perché non ricordavo con precisione  i riferimenti  esatti quelli che  poi   erano versi  81\84   canto  terzo purgatorio  della  Divina  Commedia  di Dante 
 
 Come le pecorelle escon del chiuso
a una, a due, a tre, e l’altre stanno
timidette atterrando l’occhio e ‘l muso;                        
 e ciò che fa la prima, e l’altre fanno,
addossandosi a lei, s’ella s’arresta,
semplici e quete, e lo ‘mperché non sanno;    

e  mi sono  imbattuto  in questo articolo  del corriere della sera  del  12 marzo 2012 (modifica il 13 marzo 2012)


Un'immagine della Divina Commedia un incunabolo
stampato presso Bonino de Boninis, Brescia 1487, con commenti di Landino


«Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici»
in alternativa alcune parti del capolavoro andrebbero espunte dal testo
«Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici»
L'accusa di Gherush92 organizzazione di ricercatori consulente dell'Onu



MILANO - La Divina Commedia deve essere tolta dai programmi scolastici: troppi contenuti antisemiti, islamofobici, razzisti ed omofobici. La sorprendente richiesta arriva da «Gherush92», organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e che svolge progetti di educazione allo sviluppo, diritti umani, risoluzione dei conflitti. (  ...... continua  qui  ) 

Infatti    fra i risultati della ricerca  internet    ho  trovato   sul questo portale   dantesco http://divinacommedia.weebly.com/ che nei  i versi  81-84  del canto  V   del paradiso    ( e nei canti   riportati dall'articolo    prima citato  )    compare  in senso   antisemita la  parola  giudeo  .   Risultato    testimoniato anche  da letture  ed  approfondimenti extra  scolastici  \ universitari   e  dalla  ricerca  su  internet   del  testo   dell'opera  di Dante .
Ora   leggendo   tale  articolo  trovo  conferma   dell'idiozia   e  l'ipocrisia     del politicamente  corretto  a  tutti i costi .Quindi  no alla censura  o   al divieto ipocrita  , la  soluzione   sarebbe  si  a filtri  perché   se  fatti studiare  senza  note  ed  apparati   critici    e slegate  dalla cultura   del tempo   cioè senza  spiegare  che  la  chiesa  in quel periodo  fomenteva  tali mali   , onde  evitare   che queste nuove  generazioni ( al  90  % defilipilizzatibimibiminkia  e la maggior  parte  delle  generazioni social  cresciuti  all'epoca  dei  Game , reality ,  talk  show   in somma   tipo :  1984  di Orweel  e  Fahrenheit 451) prenderebbero  sul serio ed  acriticamene  ciò  che l  viene  spiegato   vedere il film L'onda (Die Welle) del 2008 diretto da Dennis Gansel, tratto dal romanzo omonimo di Todd Strasser

Infatti   Sempre  secondo   l'articolo   in   questione 

CRIMINI - «Oggi - conclude Sereni - il razzismo è considerato un crimine ed esistono leggi e convenzioni internazionali che tutelano la diversità culturale e preservano dalla discriminazione, dall'odio o dalla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, e a queste bisogna riferirsi; quindi questi contenuti, se insegnati nelle scuole o declamati in pubblico, contravvengono a queste leggi, soprattutto se in presenza di una delle categorie discriminate. È nostro dovere segnalare alle autoritá competenti, anche giudiziarie, che la Commedia presenta contenuti offensivi e razzisti che vanno approfonditi e conosciuti. Chiediamo, quindi, di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali o, almeno, di inserire i necessari commenti e chiarimenti». Certo c'è da chiederci cosa succederebbe se il criterio proposto da «Gherush92» venisse applicato ai grandi autori della letteratura. In Gran Bretagna vedremmo censurato «Il mercante di Venezia» di Shakespeare? O alcuni dei racconti di Chaucer? Certo è che il tema del politicamente corretto finisce sempre più per invadere sfere distanti dalla politica vera e propria. Così il Corriere in un articolo del 1996 racconta come, al momento di scegliere personaggi celebri per adornare le future banconote dell'euro , Shakespeare fu scartato perchè potenzialmente antisemita Mozart perché massone, Leonardo Da Vinci perché omosessuale. Alla fine si decise per mettere sulle banconote immagini di ponti almeno loro non accusabili di nulla.


Ora   leggendo   tale  articolo  trovo  conferma   dell'idiozia   e  l'ipocrisia     del politicamente  corretto  a  tutti i costi .Quindi  no alla censura  o   al divieto ipocrita  . 
Ora   sarà anche  una news   vecchia  , infatti l'articolo risale  al  2012  , ma  l'imbecillità  non  ha  confini temporali , geografici ,  culturali  , ideologici  . Queste persone  ignorano  il  fatto  che  ( successe  anche  a me     giovane studente  universitario  all'esame di letteratura  italiana   che  definìe  fu  per  questo che il prof  mi fece ripetere  l'esame   senza  però  darmi l'occasione di spiegare l'errore   che mi  usci fuori  quando lui  anziché passare  ad  altro continuava   e  rimaneva insoddisfatto  dello striminzito    riassunto che  feci dell'opera    teatrale , mi pare  fosse  rose  caduche    e lo stile   di verga  ,  attualizzando  e decontestualizzandolo dal  suo  contesto storico  ,  come pedestre  e barbino  ) un opera letteraria  scritta     quasi mile  anni fa  sia  figlia del proprio tempo   e come tale  vada letta ed  attualizzata  all'oggi . E' vero   che  in Dante  , lo stesso discorso potremmo   dirlo  di altri autori ed  artisti   ( scrittori    filosofi   sceneggiatori   registi  , ecc  )  ,  sono presenti  elementi  di : razzismo  , antisemitismo  , omofobia  ,  islamfobia  , ecc ,ma  con questo  mica bisogna  proibirli o censurarli   o chiederne  in base  a leggi   giuste certo    perché tali crimini  non  si diffondano ulteriormente    facendo ulteriori guasti   come    è avvenuto ed  avviene ancora  oggi   nel corso della storia  e    sia  estirpati o ridotti    


la  soluzione   sarebbe ,  come proposto  in alternativa (  forse  in un  barlume  di  falsa  democrazia  e libertà )      dallo stesso  Sereni dell' Gherush92 , d' inserire i necessari commenti e chiarimenti  insoma  le  classiche  note   critiche  . Tesi  che   condivido   rispetto  ala  censura  e al divieto stupido  e cretino    perché   se  fatti studiare  senza  note  ed  apparati   critici    e slegate  dalla cultura   del tempo   cioè senza  spiegare  che  la  chiesa  in quel periodo  fomenteva  tali mali   , onde  evitare   che queste nuove  generazioni ( al  90  % defilipilizzatibimibiminkia  e la maggior  parte  delle  generazioni social  cresciuti  all'epoca  dei  Game , reality ,  talk  show   in somma   tipo :  1984  di Orweel  e  Fahrenheit 451) prenderebbero  sul serio ed  acriticamene  ciò  che l  viene  spiegato   vedere il film L'onda (Die Welle) del 2008 diretto da Dennis Gansel, tratto dal romanzo omonimo di Todd Strasser

22/09/16

smontiamo i miti e i luoghi comuni chi lo ha detto che l'autunno sia solo tristezza e malinconia ?


musica  consigliata
  • autunno di Vivaldi
  • Autunno di Guccini
ma  soprattutto  questa

o


Eccoci come ogni anno alla fine dell'estate e all'inizio dell'autunno . Stagione che con le sue feste



Festa di metà autunno (la cui data può cadere anche prima dell'equinozio, pertanto quando è ancora in corso l'estate);
Festa dei nonni e ricordo degli angeli custodi (2 ottobre);
Oktoberfest (mese di ottobre);
Halloween (31 ottobre);
Ognissanti (1 novembre);
Commemorazione dei defunti (2 novembre);
Notte dei falò (5 novembre);
Estate di San Martino (11 novembre);
Giorno del ringraziamento (giovedì dal 22 al 28 novembre);
Immacolata Concezione (8 dicembre).

le Cortes Apertas (letteralmente Cortili aperti) è una manifestazione che si svolge nei fine settimana fra settembre e dicembre in 27 comuni della Provincia di Nuoro. Ogni settimana, in un diverso comune, le case storiche del paese aprono i loro cortili e tra questi si svolge un percorso enogastronomico e artistico. All'interno dei diversi cortili vengono rappresentati i mestieri tradizionali, quali la lavorazione della lana, la trebbiatura, la pulizia e la raccolta del grano, mentre nelle piazze del paese vengono allestiti spettacoli folkloristici di balli e canti popolari Con il tempo la manifestazione è diventata per i comuni uno degli appuntamenti più importanti all'interno della stagione turistica[ attirando decine di migliaia di visitatori da tutta la Sardegna  e  non solo .
qui il calendario  delle varie cortes


alcune ormai commercializzate ed omologate pensiamo ad halloween esempio ci accompagnerà fino a dicembre .
Essa ha come caratteristica tipica è il fatto che le ore diurne e notturne risultino avere pari durata. Con il proseguire della stagione, invece, lo spazio orario occupato dalla luce prende a diminuire in favore del buio: a ciò concorre anche l'ora solare, che entra in vigore a fine ottobre. Gli altri elementi principali dell'autunno sono il cambiare colore ( vedere mie foto scattate qualche autunno fa mi pare nel novembre 2014 ) e la caduta del fogliame[ e la temperatura fredda, che porta con sé la pioggia.











Ed quindi per alcuni è elemento di nostalgia e di tristezza perchè finiscono le vacanze e si rincomincia cone la scuola e con un ritorno ( almeno per chi lo ha ancora ) al lavoro o ulteriore carico di lavoro come nel mio caso per preparare le piante per l'inverno e la primavera . Ma allo stesso tempo è una stagione bellissima , anche se intermedia , con buonissimi e buonissime verdure con cui , come ho già parlato da qualche parte del blog , si preparano conserve marmellate e sotto aceti \ sotto olio , di belle piante con degli ottimi colori con cui si posso addobbare i nostri balconi . I colori dell’autunno sono meravigliosi . E poi l'autunno funge da preparazione per la primavera e l'estate , Infatti i bulbi dei famosi tulipani si piantano ora
L’autunno è la stagione in cui la natura si manifesta con i propri colori più belli. E’ impossibile non lasciarsi catturare dai fantastici colori autunnali delle foglie e degli alberi. Basta fare una passeggiata in un parco per rendersi conto di quanto la natura sia meravigliosa in questa stagione. I colori dell’autunno ci regalano relax e ci rallegrano nonostante l’estate sia finita.
Quindi non lasciamoci scoraggiare dalle prime giornate di pioggia e impariamo ad apprezzare l’autunno in tutti i suoi aspetti. Le temperature iniziano ad abbassarsi ma i colori vivaci dell’autunno ci riscaldano. Ecco alcun motivi per amare l’autunno e per accoglierlo al meglio e smentire la leggenda che vede solo l'autunno come stagione malinconica e triste . Se i mie motivi non dovessero bastarvi eccovene altri 1o suggeriti da




10 ottimi motivi per amare l’autunno (al di là del piacevole freschetto)
Settembre 23, 2015
Scritto da Marta Albè



L’autunno è una stagione meravigliosa. L’equinozio d’autunno segna la fine dell’estate e l’inizio del cammino verso l’inverno con un vero e proprio spettacolo di profumi e di colori tipico di questa stagione.




Non lasciamoci scoraggiare dalle prime giornate di pioggia e impariamo ad apprezzare l’autunno in tutti i suoi aspetti. Le temperature iniziano ad abbassarsi ma i colori vivaci dell’autunno ci riscaldano. Ecco dieci motivi per amare l’autunno e per accoglierlo al meglio.

1) Ricomincia la stagione delle zucche

Con l’arrivo dell’autunno ricomincia ufficialmente la stagione delle zucche e noi amiamo molto questo ortaggio. La zucca ha un sapore caratteristico che si adatta alla preparazione sia di piatti salati, come zuppe, sformati e contorni, sia di dolci, come torte e crostate. Via libera alla fantasia in cucina.

Leggi anche: Zucca: 10 ricette di stagione

2) I colori dell’autunno sono meravigliosi

L’autunno è la stagione in cui la natura si manifesta con i propri colori più belli. E’ impossibile non lasciarsi catturare dai fantastici colori autunnali delle foglie e degli alberi. Basta fare una passeggiata in un parco per rendersi conto di quanto la natura sia meravigliosa in questa stagione. I colori dell’autunno ci regalano relax e ci rallegrano nonostante l’estate sia finita.





                             Fonte foto: Wallcoo

3) Possiamo andare a raccogliere le castagne

Chi adora le castagne potrà approfittare dei mesi autunnali per andare a raccoglierle. Molti di voi ricorderanno le gite dell’infanzia in cui si passavano dei pomeriggi a raccogliere le castagne in compagnia di tutta la famiglia per poi ritrovarsi la sera a gustare delle ottime caldarroste. E chi sa riconoscere i funghi potrà approfittare dell’autunno per andare a raccoglierli.

4) Scattiamo le foto più belle dell’anno

Chi ama la fotografia sa che i colori dell’autunno e la luce tipica di questa stagione sono una combinazione davvero ideale per scattare delle bellissime immagini. Pensiamo sia a fotografie dedicate alla natura di per sé sia alla scelta del paesaggio autunnale come sfondo per i ritratti. Se amate fotografare, non perdete questa occasione.


Fonte foto: Education Scotland


5) Ci ritroviamo con gli amici per raccontarci le vacanze

Alla fine dell’estate e con l’inizio dell’autunno è bello incontrare di nuovo gli amici dopo il ritorno dalle vacanze. Ognuno avrà sicuramente delle storie da raccontare e sarà divertente ricordare insieme l’estate ed iniziare ad organizzare qualche attività da svolgere insieme durante l’autunno.
6) Le serate di pioggia in compagnia di un libro sono fantastiche
L’autunno è accompagnato anche dal ritorno delle serate di pioggia dopo il caldo estivo. Quando ci si sente un po’ stanchi e si vorrebbe riposare, è fantastico trascorrere una serata tranquilla sulla poltrona o sul divano in compagnia di un libro e di una tazza di tè o di una ottima cioccolata calda.


Fonte foto: Tumblr

7) Non fa ancora troppo freddo per gite all’aria aperta e pic-nic

All’inizio dell’autunno non fa ancora così tanto freddo da dover rinunciare ad una gita all’aria aperta. Anzi, anche durante l’autunno potremmo avere la fortuna di ricevere in regalo dei fine settimana dalle temperature quasi estive. Dunque è il momento di organizzare una bella gita in campagna o in montagna e magari anche un pic-nic.

Leggi anche: 10 trucchi per un pic nic perfetto (non solo a Pasquetta)

8) Possiamo continuare a coltivare l’orto

In base al luogo in cui viviamo anche in autunno possiamo continuare a coltivare l’orto. Il segreto è avere un minimo di organizzazione e prevedere ciò che vorremo raccogliere in autunno già durante l’estate. Poter avere a disposizione zucche e cavoli dal nostro orto durante i mesi autunnali sarà davvero una grande soddisfazione.

Leggi anche: Coltivare l’orto in autunno: consigli e preparativi


Fonte foto: Wallpaper Room

9) Abbiamo più tempo per l’autoproduzione e il fai-da-te

Si sa, non sempre in autunno il tempo è clemente, ma possiamo dedicare le giornate di pioggia a tutto ciò che amiamo, a partire dall’autoproduzione, dal fai-da-te e dai lavoretti da realizzare con i bambini. Magari proviamo a preparare in casa il pane e le conserve e a realizzare dei semplici giocattoli fatti a mano.

Leggi anche: Le vie dell’autoproduzione sono infinite

10) Finalmente possiamo riunirci attorno al camino

Se potete in autunno non perdete l’occasione di riunirvi attorno al camino o alla stufa con le persone più care. Il tepore del camino è davvero accogliente e la compagnia degli amici e della famiglia durante le serate autunnali scalda il cuore e aiuta a ridurre lo stress. E per chi non ha il camino? Create comunque un punto di incontro accogliente: magari preparate una torta o dei biscotti e preparatevi a sfidarvi con una partita a carte o con i giochi da tavolo.

Anche voi amate l’autunno? Per quali motivi?

21/09/16

Ecco il segreto che si nasconde dietro le nostre extension con capelli veri - Il lungo viaggio dei capelli che si trasformano in extension Hair India di Marco Leopardi, Raffaele Brunetti

Lo  so che  , chi  fra i mie contatti    s'occupa  di tali cose  ed ha  ampie  vedute come me  , lo sapra  già , ma  io  scrivo   e condivido  specialmente  per  quelli \  e  che non  lo sanno  o  lo hanno dimenticato.

E poi  lo sapete  che   io scrivo e  riporto  molte  volte , ed è  questo è il caso , quello che  dice  questa  una  famosa  canzone  \  poesia 


È una storia da dimenticare
è una storia da non raccontare
è una storia un po' complicata
è una storia sbagliata.
Cominciò con la luna sul posto
e finì con un fiume d'inchiostro
è una storia un poco scontata
è una storia sbagliata.
Storia diversa per gente normale
storia comune per gente speciale
cos'altro vi serve da queste vite
ora che il cielo al centro le ha colpite
ora che il cielo ai bordi le ha scolpite.

(....)

Ecco il segreto che si nasconde dietro le nostre extension con capelli veri di Dominella Trunfio da https://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/ di settembre  2016.I  due  video dell'articolo ) il primo  il trailler  in italiano , il secondo  quello integrale in inglese  )   sono il  Documentario di Raffaele Brunetti e Marco Leopardi.Prodotto da B&B Film in coproduzione con: ARTE RAI OHM YLE TERRA . Esso è Il viaggio dei capelli di una giovane donna indiana. Offerti al tempio e poi trasformati in preziose hair extension in Italia, gli stessi capelli torneranno in India per soddisfare la vanità di una donna in carriera di Bombay.
Un racconto sul culto della bellezza nellera della globalizzazione. Un inedito ritratto dellIndia doggi con le sue contraddizioni, tra modernità, crescita economica e tradizioni millenarie.


                                                                                                 
donne_indu_extension_capelli
Vi siete mai chiesti da dove arrivano le extension di capelli veri? Effettivamente è molto difficile immaginare che dietro alle folte chiome dei colori più svariati si nascondano storie di povertà, di inganni e soprattutto di tradizioni religiose.

Si trovano ormai in qualsiasi negozio, sono gettonatissime, e non solo tra le star di Hollywood. Sebbene molte provengano dal mercato cinese, è soprattutto quello indiano ad essere il più ambito.

Il viaggio delle extension inizia, infatti, laddove le donne possono vantare splendidi capelli forti, lucenti e lunghissimi, laddove qualcuno ha scoperto che venderli può valere una fortuna da oltre 250 milioni di dollari l’anno.
Le donne che offrono i loro capelli a Vishnu



Con i capelli sciolti, abiti luminosi e pelle colorata dall’hennè ogni anno, centinaia di donne (ma anche uomini) raggiungono a piedi i templi di Tamil Nadu e Andhra Pradesh per adorare Vishnu alla quale offrono in dono i loro capelli.
Il tutto è ovviamente legato a tradizioni indù, ce ne sono differenti. Secondo una delle tante, la divinità maschile dopo un colpo d’ascia in testa, perse parte dei suoi capelli e l’angelo Nila Devi gli offrì qualche ciocca delle sue. Un gesto così apprezzato che da quel momento in poi, mito vuole, che chiunque doni i suoi capelli a Vishnu riceva in cambio un miracolo o la realizzazione dei propri desideri.
extension capelli india
Secondo il documentario "Hair India", i pellegrini indù donano i loro capelli nel tentativo di purificarsi. Il protagonista è sempre Vishnu. La tradizione dice la divinità abbia chiesto un prestito per pagare il suo matrimonio e che i fedeli debbano contribuire a sanarlo offrendogli i loro capelli. Secondo un'altra tradizione, poi, le donne si rasano per mettere da parte la loro vanità, come la quarantenne Punari Aruna, accompagnata al tempio da 25 parenti. "E’ la quinta volta che dono i miei capelli, perché offrendoli al dio cedo il mio ego".
E fin qui non ci sarebbe nulla da discutere.
Ogni popolo rispetta le proprie tradizioni, il proprio credo, sia esso induista, musulmano, cattolico. Qui comincia il lato oscuro della storia delle extension: nel momento in cui questo sacrificio religioso si trasforma in un business.
Da sacrificio religioso a business mondiale
Ogni mese i templi indù raccolgono tonnellate di capelli umani perché chiunque, almeno una volta nella vita, si rivolge a Vishnu per chiedere qualcosa in cambio. Ad esempio che il raccolto vada bene, che la figlia si sposi, che gli animali siano in salute. Si tratta in maggioranza di donne che vivono nella povertà più assoluta. 
Il maggior centro di raccolta del mondo è il tempio di Tirupati, dedicato a una reincarnazione della divinità maschile, dove vengono tagliate e smistate oltre 70 tonnellate di capelli l’anno. 
I capelli vengono tagliati nei "luoghi della felicità", al secolo nelle Kalyankattan, 18 grandi stanze dove oltre 650 di barbieri sono pagati una miseria per rasare completamente i capelli delle persone in fila.
capelli extension india
Una coda interminabile composta da donne, uomini e tantissimi bambini. Il taglio avviene in maniera netta e veloce: si entra con capelli lunghissimi e si esce con la testa completamente calva. Seduti sul pavimento, i barbieri tagliano prima la coda di cavallo con le forbici, subito dopo usano il rasoio e infine, lavano la testa per pulirla dal sangue. I fedeli aspettano anche cinque ore in fila, poi sperano nella benedizione divina, dopo aver mostrato il risultato alla statua di Visnu.
Quei capelli che un tempo venivano ammassati a terra e poi bruciati subito dopo il taglio vanno oggi a creare ciocche di extension e parrucche (quelli degli uomini, spazzole). Secondo un report pubblicato su The Guardian, il desiderio occidentale di avere capelli lunghissimi e folti ha portato alla creazione di un vero e proprio business senza scrupoli.
Nel giro di pochi giorni, infatti, le tonnellate di capelli donate senza scopo di lucro vengono portate al porto di Chennai da li, arrivano in Gran Bretagna, America e Francia sottoforma di extension. E ovviamente, dei lauti guadagni, niente va a coloro che donano i loro capelli che spesso, vengono ingannati con la promessa che i soldi ricavati dalla vendita, serviranno a scopo benefico per finanziare orfanotrofi e ospedali."Per esempio, abbiamo finanziato l'educazione dei bambini attraverso la costruzione di scuole. Abbiamo distribuito circa 30mila pasti gratuiti ogni giorno per i poveri", sostengono dal tempio Tirumala.
La verità però è che spesso i guadagni finiscono nelle tasche di commercianti senza scrupoli.



Il lungo viaggio dei capelli che si trasformano in extension
I capelli vengono ammassati in cesti e deposti in un grande magazzino, vengono poi venduti online alle aziende che trattano capelli umani. Una tonnellata è pari alla donazione di circa 3mila donne, ma non c’è pericolo che il mercato vada in crisi.
Se non vengono acquistati da aziende produttori di extension o parrucche, i capelli finiscono per riempire materassi. I sacchi di yuta vengono venduti per 200 o 400 euro al chilo. Una volta decolorati, tinti e cuciti insieme in piccole ciocche, inizia la distribuzione in tutto il mondo, con prezzi che arrivano anche a 2mila euro per una testa completa.
Tra le aziende che acquistano dai templi c’è la Great Lenghts, che ha sede a Roma. Qui, dopo averli lavati in grandi vasche, i capelli vengono stirati a mano e legati in fasci da 200 filamenti ciascuno. Sono poi confezionati in scatole di cartone e spediti a Nepi, dove vengono tolti i pigmenti attraverso una soluzione specifica.
donne indu extension capelli3
A questo punto, la riflessione potrebbe partire da un presupposto: assodato che le extension piacciono e vengono molto usate, si potrebbe ormai approfittare delle tradizioni per offrire un guadagno alle proprietarie dei capelli e non per sfruttarle e basta. Acquistare così si trasformerebbe in qualcosa di equo e solidale e non in un business in cui, tanto per cambiare, ci guadagnano in pochi. E non certo i bisognosi.
Allo stato attuale, le ciocche di capelli che vengono donate ai templi costituiscono solo il 20% del totale dei capelli provenienti dall’India e per questo si teme che il resto sia frutto di violenze e intimidazioni perpetrate soprattutto tra i bambini. E quindi, per rispondere alla domanda iniziale: dietro le extension si nasconde l'ennesima storia di sfruttamento e di povertà.


briatrore se noi sardi non ti piaciamo che cazzo ci stai a fare in Sardegna . vendi il bilionare e vattene oltrove o statti zitto

Spetttabile Briatore
Ha ragione  sui  sardi  e  turismo , ma   ha  pisciato fuori dal vaso .. ehm sbagliato indirizzo . Infatti cosi offende    tutti  noi sardi , compresi quelli   che   frequentano ,  dandole da mangiare  il suo minchioner  ops  bilioner   , in quanto   l'accusa andava    rivolta  ai nostro  politicanti  .  Se  la  sardegna   non ti piace e non ti piaciamo perchè c....  continui  a  tenere la  tua  attività  invece di venderla o  a qualche sardo  capace  o qualche   altro comntinentale    che ,  e mi  che  ce  ne  sono    , che   capiscono  cosa  siano   il rispetto  dei luoghi  e delle persone  in cui lavora  . A me   che  lei  non abbia   voluto  , per mantere  alta l'attenzione  da parte  dei media  ( non solo quelli di gossip  ) anche  nel periodo di bassa  stagione ,  sparare  una  cazzata




leggi anche:




Briatore e la Sardegna: "Posti straordinari, ma i sardi vogliono fare i pastori non turismo" 

In un convegno in Puglia, il patron del Billionaire accusa gli amministratori sardi di non aver risolto il problema del caro trasporti e di non saper sfruttare le potenzialità turistiche dell'isola.  Acceso dibattito sui social
dalla  nuova  sardegna  del


SASSARI. "La Sardegna ha posti straordinari. Il problema è che i sardi vogliono fare i pastori e che il turismo non sanno cos’è".
Flavio Briatore, il patron del Billionaire di Porto Cervo, apre un nuovo fronte nella sua battaglia contro la gestione dell'industria turistica da parte della Sardegna. Lo fa durante un dibattito pubblico a Otranto, in Puglia, sul tema "Prospettive a Mezzogiorno".
Briatore boccia il modello turistico italiano, partendo proprio dalla Sardegna del suo Billionaire. Intanto per il caro traporti: "Hanno un'isola e non lo sanno - dice Briatore alla platea del convegno - pensano che la gente arrivi per caso. La gente arriva o via mare o via aerea: sono due monopoli, per cui fanno i prezzi (che vogliono). Se tu vai da Barcellona a Maiorca, quattro persone sul traghetto spendono 600 euro. Da Genova ad Algheroi ne spendono 1600".
"L'80 per cento degli amministratori - aggiunge ancora Briatore - non ha mai preso un aereo. Come si fa a parlare di turismo senza averlo mai visto?".

 
 "La Sardegna ha posti straordinari. Il problema è che i sardi vogliono fare i pastori e che il turismo non sanno cos’è": ne ha per tutti Flavio Briatore nel dibattito pubblico 'Prospettive a Mezzogiorno' a cui ha partecipato a Otranto. Boccia il modello turistico italiano su tutta la linea, partendo proprio dalla Sardegna del suo Billionaire: "L'80 per cento degli amministratori non ha mai preso un aereo. Come si fa a parlare di turismo senza averlo mai visto?>. E poi passa alla Puglia, dove l’estate 2017 aprirà il Twiga Beach di Otranto grazie a una cordata di imprenditori locali: “Se volete il turismo servono i grandi marchi e non la pensione Mariuccia, non bastano prati né musei, il turismo di cultura prende una fascia bassa di ospiti, mentre il turismo degli yacht è quello che porta i soldi, perché una barca da 70 metri può spendere fino a 25mila euro al giorno" (video di Chiara Spagnolo)



Briatore è  poi passato alla Puglia, dove nell’estate 2017 aprirà il Twiga Beach di Otranto grazie a una cordata di imprenditori locali: “Se volete il turismo servono i grandi marchi e non la pensione Mariuccia, non bastano prati né musei, il turismo di cultura prende una fascia bassa di ospiti, mentre il turismo degli yacht è quello che porta i soldi, perché una barca da 70 metri può spendere fino a 25mila euro al giorno"
Sulle affermazioni di Briatore si è scatenato un acceso dibattito, in particolare sui social: centinaia i commenti, molti contro e molti a favore delle affermazioni di Briatore

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