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07/03/16

Nardò e gli 11 metri di capitan Vicedomini

leggendo la news che troverete sotto mi soni ritornate in mente oltre i miei classici ricordi d'infanzia : 1)il cartone Holly e Benji, due fuoriclasse ., 2) La Compagnia dei Celestini un romanzo di Stefano Benni, edito da Feltrinelli nel 1992.Da questo racconto è stata liberamente tratta una serie a cartoni animati di co-produzione italo-francese: Street Football - La compagnia dei Celestini  3)   il bar sport  sempre  di Benni e     queste  due  canzoni    che  canticchio  mentre    finisco di  copia ed  incollare  l articolo d'oggi


                                            Carlo Vicedomini, capitano del Nardò

NARDO’- “Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”, così Francesco De Gregori, nella celebre canzone “La leva calcistica della classe 1968” descriveva le avventure, le peripezie e le emozioni che il calcio può dare. Gioie, tante, e dolori, insopportabili. I rimpianti del Nardò dopo lo 0-0 di oggi contro il Taranto sono lunghi undici metri, quegli undici metri dai qualiCarlo Vicedomini ha calciato in aria la palla del potenziale 1-0, e del virtuale aggancio in classifica sulla Virtus Francavilla, ancora affetta da “pareggite” in casa contro il Manfredonia nell’altro 0-0 di giornata. Il tiro mandato sopra la traversa, a De Lucia battuto, ha tagliato le gambe alla voglia e alla lucidità di una squadra vogliosa nel conquistare il derby, bissando il successo di tre anni fa, ma con una diversa, più sostanziosa, posta in palio. Un pallone pesante come un macigno caduto rovinosamente sulla strada che portava il Nardò a un importantissimo salto di qualità, sbarrandola proprio al momento del potenziale affiancamento alla macchina Virtus Francavilla, con più cavalli di quella granata ma inceppata in qualche meccanismo in queste ultime uscite.
Vicedomini e il Nardò sono due entità del calcio salentino, e non solo, che sono ripartite insieme. Il centrocampista dopo la vittoria più importante della sua vita e la voglia di disegnare geometrie sui campi da gioco, il Toro rinato dalle proprie ceneri dopo l’onta della radiazione della vecchia Nardò Calcio.
L’occasione era ghiotta, ghiottissima, ma il Nardò ha ancora sette partite per lottare con le altre battistrada del Girone H e credere nel sogno della promozione in Lega Pro, da inseguire con unità d’intenti e con lo spirito giusto, quello tracciato dalla società e da mister Ragno sempre nel corso di questa stagione che, in ogni caso, avrà superato le più rosee aspettative. Dopotutto, chi se lo sarebbe aspettato due anni fa, prima di tracciare e percorrere una nuova storia…

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01/01/16

Castellania, trovata la bici dell’ultima corsa di Coppi Scoperta da un appassionato a Milano, esposta durante le celebrazioni di sabato. Realizzata da Fiorello Masi nel 1959, usata dal Campionissimo al Trofeo Baracchi

 Mi  sa  che   de  Gregori quando   ha  ripreso  dal fratello   questa  canzone


pensasse    a    storie  come     questa   del ritrovamento  della  famosa    che  il grande   Fausto  Coppi   uso  nella  sua ultima corsa  .
La news   è    riportata     da http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca del 30 dicembre 2015.  Una  storia   bellissima   che  dimostra    che  anche  come  sembra  volerci dire     lo stesso  De  Gregori  in  la  storia  , è la passione ti fa fare delle scoperte storiche . 
 come quella  riportata  sotto  





CASTELLANIA
 Il Campionissimo: un mito che non muore, anzi che si rilancia grazie a una sorprendente scoperta. E’ stata, infatti, ritrovata a Milano e sarà esposta nei prossimi giorni, a Castellania, la mitica bicicletta, con la quale Fausto Coppi gareggiò nell'ultimo anno di attività agonistica.
Il prossimo due gennaio, in occasione delle annuali manifestazioni commemorative per l’anniversario della morte del campionissimo, sarà presentata ed esposta al pubblico la “Fiorelli Coppi” con la quale l’Airone gareggio nella squadra della Tricofilina Coppi.
Nella giornata in cui tutti gli appassionati di ciclismo si danno appuntamento per ricordare il grande ciclista tortonese, il Comitato Colli di Coppi, organizzatore de “La Mitica” ciclostorica, ha donato agli appassionati, un’occasione in più per ritornare a Castellania. L’ultima mitica bicicletta che il grande Fausto usò nel 1959, sarà presentata alla stampa ed al pubblico.
«E’ stata ritrovata a Milano grazie alle ricerche di un appassionato di ciclismo, Giampaolo Bovone – dichiara il presidente del Comitato Pietro Cordelli - E’ una Fiorelli Coppi che il grande Faliero Masi costruì all’inizio del 1959 per la squadra “Tricofilina Coppi” capitanata dal Campionissimo».
Una bicicletta davvero bella che Fausto Coppi fece realizzare da uno dei migliori telaisti italiani dell’epoca e che accompagnò Fausto nella sua ultima impresa agonistica, il “Trofeo Baracchi” del 4 novembre 1959, disputato in coppia con il campione francese Louison Bobet».
La bicicletta, perfettamente conservata, è dal punto di vista della ciclistica, come indicano gli esperti,un raro esempio di stile ed eleganza e porta ancora il nastro del manubrio di quell’ultima corsa di Fausto Coppi.
Acquisita recentemente dal figlio Faustino Coppi, sarà esposta nella sala consiliare del Comune di Castellania dove farà bella mostra insieme ad un’altra bicicletta gemella, da pista, con identiche misure di telaio, 58 ½ x 57 cm.
L’invito naturalmente, che avanza il Comitato, è quello ad intervenire numerosi per commemorare Fausto Coppi, ammirare la mitica Fiorelli Coppi. Resta anche vivo l’invito per firmare la petizione a sostegno della candidatura della “Bicicletta” al Premio Nobel
per la Pace 2016 “Bike the Nobel” promossa dalla trasmissione “Caterpillar” di Radio 2». Sempre sabato 2 gennaio alle ore 10.30, nel mausoleo di Castellania, si terrà la tradizionale consegna del premio “Welcome Castellania” a due noti giornalisti sportivi.

                                 Paola Dellagiovanna

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