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06/05/16

Ciao, sono un autistico ad alto funzionamento. Faccio belle foto. E questa è la mia mente

carlos_in evidenza



Carlos ci ha scritto, giorni fa, che avrebbe voluto raccontarci la sua vita. Una vita “aspie”, perché Carlos è – e si definisce – “un autistico ad alto funzionamento. Ha 23 anni e abita in provincia di Biella. In poche righe di presentazione, ci ha fatto capire che valeva la pena dargli la parola.
La mia giornata è come un cielo azzurro che poi improvvisamente si riempie di nuvole scure. Mi viene l’ansia e tutto diventa difficile e mi agito. Mi preoccupo se cambiano orario del film che voglio registrare se non mi ascoltano fino in fondo se mi parlano velocemente se non mi lasciano scegliere da libero e da adulto.
E che fosse giusto, ma soprattutto interessante, esaudire il suo desiderio:
Voglio parlare della mia vita di ragazzo autistico ad alto funzionamento. Mi piacerebbe fare conoscere la mia esperienza per aiutare i ragazzi come me. La mia amica Nicole Orlando è andata in tanti programmi per parlare di lei anch’io voglio farmi conoscere sono preoccupato non riesco a farlo.
carlos fotografo
Carlos fotografo


Così lo abbiamo contattato, gli abbiamo promesso lo spazio che chiedeva per le sue parole e per le sue immagini. Immagini, sì, perché Carlos è un bravo fotografo.
Ho trovato un grande aiuto nella fotografia. Facevo foto alle medie ora sto studiando con un fotografo professionale da tre anni  ho fatto già due mostre personali. Con la fotografia posso esprimere le mie sensazioni con le parole è difficile.
E ora eccoci a mantenere la promessa. E’ un articolo lungo, ma quasi certamente arriverete fino in fondo e leggerete tutto d’un fiato questo racconto, che pubblichiamo così come lo abbiamo ricevuto, perché possa essere un’immersione tridimensionale nella mente “ad alto funzionamento” di Carlos e di quelli come lui.

carlos e mamma
Carlos con la mamma


Inizio a  raccontare  la mia storia  da quando mi ricordo. Quando andavo alla materna avevo già l’ insegnante di sostegno che mi insegnava a lavorare. C’era un giardino mi piaceva tanto giocare li’ con la bici ma non pedalavo. A casa avevo una jeep verdone a pedali ma usavo i piedi. Era difficile pedalare. Ho imparato a pedalare alle elementari.  Ho fatto 4 anni di materna. Il mio nonno mi portava a Lessona a fare logopedia. Quando c’è stata la prima visita dal dentista la mia logopedista ha usato una papera di peluches e abbiamo giocato al dentista così non ho avuto paura.

I miei piedi mi servono per conoscere luoghi lontani e per conoscere le persone per diventare adulto per superare le difficotà dell'autismo come parlare e gestire anzia
“I miei piedi mi servono per conoscere luoghi lontani e per conoscere le persone per diventare
adulto per superare le difficotà dell’autismo come parlare e gestire ansia”


Alle elementari  ho avute insegnati molto gentili e simpatiche. I miei compagni mi aiutavano soprattutto Martina che metteva tutte le mie cose nello zaino quando suonava il campanello. Io stavo li’ a guardare perché ci avrei messo troppo tempo. Non mi piace fare le cose di fretta. Durante l’estate andavo al centro estivo il mese di luglio. Facevo le gite ogni venerdì’ anche lontano come a Gardaland. Non mi piacevano i giochi da fare con gli altri. Preferivo stare tranquillo a guardare e ascoltare la musica. Chiedevo sempre musica da copiare agli educatori.
Alle medie ho avuto due insegnati di sostegno molto carine e brave. Mi aiutavano quando avevo difficoltà a stare con gli altri e quando facevo i dispetti. Potevo sentire la musica nell’intervallo e come premio quando finivo un compito e stavo attento. Qualche volta facevo il furbetto e non rispettavo le regole. Le insegnanti mi sequestravano il lettore cd. Io mi arrabbiavo e facevo dispetti anche gravi, come buttare tanti rotoli di carta igienica nel water e scrivere sui muri. C’erano le riunioni per parlare di questo e aiutarmi. Ho iniziato ad andare a cavallo.

non riesco a parlar ee socializzare facilmente
“Non riesco a parlare e socializzare facilmente”


Anche alle superiori facevo il furbetto e portavo cd di nascosto. Al primo anno ho avuto un’ insegnate di sostegno simpatica che mi faceva lavorare bene. Al secondo anno è arrivato un professore con la testa tra le nuvole che non mi faceva fare niente. Era sovente via e io stavo in classe con grande difficoltà. A volte la mamma preferiva che uscissi prima cosi’ poi ero piu’ tranquillo. La mamma si è arrabbiata tantissimo ha litigato con il Preside e cosi’ il professore alla fine non è piu’ venuto. Io non volevo piu’ andare a scuola ero sempre ansioso. Mi spiegava le cose in modo difficile a casa la mamma me le spiegava facili. Una volta non sono sceso alla fermata giusta perché il professore si è dimenticato di avvisare l’autista nuovo. La mamma si è preoccupata molto. Io sono  sceso alla fermata dopo le ho mandato un messaggio e cosi’ mi è venuta a prendere. La mamma si è arrabbiata molto con il preside.
Al terzo anno ho avuto una insegnate molto brava che mi spiegava le cose in modo semplice. Abbiamo studiato tanti argomenti interessanti. Al quarto e quinto anno ho avuto lo stesso insegnate molto simpatico e bravissimo. Con lui ho imparato tante cose. Facevano anche laboratorio e educazione fisica. Per Natale per il compleanno e per la fine della scuola andavamo a comprare il mio regalo. Mi aiutava a organizzare la festa di compleanno in classe.
Nelle superiori la mamma e tutte le figure che mi seguivano hanno sempre parlato con me per decidere le materie da studiare  quelle che mi piacevano e che mi erano utili : geografia, storia, arte, italiano, inglese, matematica per sapere comprare nei negozi e scienze. Dal terzo anno la mamma è riuscita a farmi avere un’educatrice tutta per me. Con lei ho fatto fotografia, nuoto,autonomia personale. Ho imparato a fare la spesa in modo autonomo. Andavamo in biblioteca. Mi veniva a prendere a casa. Stavamo tanto fuori e poco in classe. Parlavamo tantissimo. Era dolce e tanto bella. Ogni tanto veniva a cena da noi con l’insegnante del terzo anno.
C’era anche l’educatrice di territorio che mi ha insegnato a prendere il pulman al ritorno da scuola e a fare la spesa nei supermercati a cucinare. Al pomeriggio c’era a casa la mamma. Mi portava a autonomia dove trovavo i mie amici. Andavamo in maneggio, a nuoto, in giro insieme a fare tante cose interessanti e a parlare.
Nel 2010 ho iniziato un percorso sulla sessualità con una sessuologa molto brava e gentile. Con lei parlavo di alcune cose segrete e facevamo il quaderno con immagini. Sono andato da lei per 3 anni.
A ottobre 2012 la mamma mi ha iscritto ad un percorso alla Casa Autismo che faccio ancora adesso. Qui ho trovato amici con cui sono andato in giro. Da due anni faccio un percorso da solo con una educatrice psicologa della Casa Autismo. Mi aiuta a gestire l’ansia e a socializzare. La mamma  lavora solo al mattino cosi’ abbiamo tanto tempo per stare insieme e parlare. Al giovedi’ lei è a casa e studiamo come a scuola le materie che mi piacciono.

                              La mia settimana

Al lunedi’ tolgo la polvere nella mia camera. Al martedi’ in salotto e nelle camere. Alcune volta vado nei negozi a comprare oppure in Comune. Mi manda la mamma perché impari a comprare e a parlare. Al pomeriggio vado dal mio fotografo. Mercoledì prendo il pulman e vado a Biella. Mi aspetta la mia istruttrice di nuoto e equitazione. Andiamo in piscina poi a pranzo a casa sua e poi in maneggio. Qui monto e poi aiuto con gli altri ragazzi che hanno difficoltà.Faccio equitazione tanto anche in un maneggio a Varese. Al giovedi’ sono con la mamma e facciamo tante cose. Al venerdi’ vado a Casa autismo e poi sto con il mio fotografo.  Al pomeriggio vado anche a trovare la mia nonnina. Lei e il nonno sono state figure importanti perché stavano con me tanto e mi coccolavano tantissimo. Al venerdi’ vado dal papy e torno sabato alle 18. Ogni tanto con lui mi annoio perché non facciamo niente e rimaniamo a casa cosi’ io ascolto sempre musica.
Dopo torno a casa ansioso e certe volte allora ho dei gesti di violenza con la mamma. Le do’ i pizzicotti o la spingo. Dopo bisogna parlare di questo e trovare una soluzione alla mia ansia. Il cuoco e la mamma mi parlano.

                                   La mia famiglia

Io, il cuoco Giancarlo (lavora in banca), la mamma Alexandra, i mie gattini Chia (10 anni)ly e Oscar (1 anno) chiamato scavatore curiosone. Facciamo cene e aperitivi con i nostri amici che mi coccolano e scherzano tanto con me. Con il cuoco vado in bici e a correre per diventare magro. 
Le cose che chiedo sempre in giro: musica e le foto con le ragazze.
L
a mia famiglia mi spiega che le foto sono cose personali  non si possono chiedere a chiunque. Bisogna conoscere un po’la persona. Quando vado in vacanza aspetto qualche giorno per chiedere le foto. La mamma dice sempre che ho il diritto di chiedere ma gli altri hanno il diritto di dire di no, aspetta, non adesso ecc.
Le cose che mi piacciono: viaggiare, fotografare, equitazione, ascoltare la musica, masterizzare film e mangiare cibi particolari. Con la mia mamma e poi anche con il cuoco ho fatto tantissimi viaggi bellissimi. Quando parto per un viaggio mi sento tranquillo e felice.

Le cose che mi danno ansia

Il telegiornale, gli incidenti, la violenza,  quando non posso chiedere  la musica,  quando non posso fare le foto, quando non posso registrare il film, quando mi mettono fretta, quando non mi lasciano decidere da adulto, quando urlano forte, quando c’è tanto rumore, certi gesti,  quando mi danno le multe, le regole, quando mi trattano da bambino, la tv cubica, certi oggetti nei locali o nelle case delle persone. Quando vado a mangiare da qualcuno alcune volte devo trovarmi uno spazio dove mangiare da solo. Quando siamo in giro per il mondo questo non mi succede. Non ho mai paura nei locali. La confusione mi da’ meno fastidio.

 

 





                                    L’omino senza sedia

C’e’ quando mi viene l’ansia. Nella mia testolina arrivano tante idee e preoccupazioni. Per me e’ difficile gestirle.  C’è quell’omino senza sedia che non sa dove sedersi e quindi rimane agitato. Quando penso a questo mi sembra piu’ facile gestire la mia ansia perche’ mi fa ridere l’omino. L’ho trovato con la mamma.
Quando sono agitato chiedo tante cose tutte insieme. Non riesco  aspettare la risposta  chiedo subito altre cose. Con la mamma abbiamo inventato la frase: un cassetto per volta, cosi’ so che devo aspettare. Queste frasi buffe mi aiutano.
Sono molto allegro e mi piace scherzare. Quando sono tanto felice dico sono contentA, quando invece devo accettare le cose dico sono contentO.
Nel 2013 ho provato a fare un lavoro con il corso di autonomia era difficile e c’era troppa gente. Dovevo costruire degli oggetti. Mi sentivo nervoso e cosi’ facevo i dispetti. La mamma e ‘ l’ educatrice hanno detto che era troppo presto per me.
Mi piacerebbe fare il fotografo come lavoro perché è un lavoro calmo posso pensare con tranquillità senza fretta. Mi piacerebbe un giorno incontrare un altro fotografo famoso che mi insegna. Mi piacerebbe studiare fotografia all’estero. Mi piacerebbe vivere all’estero perché si conoscono tante persone.
Avrei bisogno di conoscere altri ragazzi della mia eta’ con i miei interessi che sanno parlare piu’ di me cosi’ mi aiuterebbero a socializzare per fare vacanze insieme e mi piacerebbe che ci fossero anche delle ragazze. Nel mio gruppo i ragazzi non hanno i miei interessi parlano poco e ci sono poche ragazze. Sono contento si essere su Facebook cosi’ mi possono conoscere tante persone e vedere le mie foto. Mi piacerebbe diventare famoso andare in televisione per parlare delle cose che so fare e spiegare come si sentono le persone autistiche
Il mio comune Valdengo è speciale.  Ha fatto tanto per me. Ha ospitato le due mostre e ha fatto il calendario da dare a tutte le famiglie con le mie fotografie. Il sindaco Pella mi ha premiato per le medaglie che ho vinto per nuoto per equitazione e per le foto. Quando vado in giro per il mio comune mi sento tranquillo e protetto. Questo è bello e voglio dirlo in televisione, le persone devono saperlo. Per i ragazzi come me è importante uscire e essere sicuri.

                     Anch’io ho i miei sogni

il treeno attraversa un fiume di fiorio 

 Ho fatto un bellissimo dvd per la mia seconda mostra dove spiego cos’è l’autismo. Ho usato parole semplici e bella musica. Ho già messo un video su Facebook,  me lo hanno tolto perché c’era la musica e  mi sono arrabbiato tanto. Su youtube ci sono tanti video con musica. Vorrei mettere anche il mio.
Carlos ci ha dato il permesso di pubblicare le sue fotografie e lo facciamo volentieri: ne abbiamo scelte alcune e le abbiamo disseminate lungo la pagina. altre le abbiamo raccolte nella gallery che vi proponiamo qui sotto. Tante ne troverete sul profilo dedicato di “Carlos Gianesini fotografo“. Grazie di cuore a Carlos per averci fatto esplorare la sua mente.

18/01/16

Incredibile ma vero solo al sud succedono simili cose . Napoli se l'autobus è in ritardo ecco un salottino per l'attesa

Solo al Sud  succedono simili cose  dove  



Se l'autobus tarda ad arrivare si trova un espediente per ingannare le lunghe attese e così alla fermata di via Diocleziano, alla fermata Esedra, sono comparsi tavolino e sedie. E' stato allestito un vero e proprio salottino in vimini e chissà che con il passare del tempo non compaiano anche riviste e libri per rendere ancora più dolce l'attesa di un autobus che sembra non arrivare mai. (anita santalucia)




21/09/15

dadaviajem nove mesi in sud america mostra di daniele castiglia

bellissima . questo si chiama viaggiare non con i tour operator o con le droghe ho deciso di seguire quanto dice http://galluranews.altervista.org/




Tempio Pausania, “DadaviaJem”, sito di viaggi e turismo propone una interessante mostra fotografica al Caffè Gabriel. Dal 21 al 30 settembre 2015.

Posted on settembre 20, 2015 da Web Master in CULTURA /



Tempio Pausania, 20 set. 2015-

Al Caffè Gabriel di Tempio Pausania, in via Mannu 43, da lunedì 21 a mercoledì 30 settembre, saranno esposte fotografie e didascalie che racconteranno un viaggio di nove mesi in Sud America, dal Brasile all’Argentina, dal Paraguay all’Uruguay, dal Cile al Perù e all’Ecuador, compreso l’arcipelago delle Galapagos.
L’occasione per prendere un aperitivo tra spiagge caraibiche, ghiacciai australi, vulcani andini, imponenti cascate, sale da tango, leoni marini e un’infinità di altri paesaggi, personaggi e avventure.
Una opportunità di vedere splendide foto e di conoscere questo sito di viaggi e turismo che potrete visitare su facebook a questo indirizzo DadaviaJem. Mettete il like perché merita.


:
  • dall'introduzione    della  pagina  fb  Fotografie di viaggio. Sud America: Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay, Cile, Bolivia, Perù, Ecuador...I
    La fotografia nell'epoca della producibilità esponenziale
    Dadaviajem è una parola inventata e ortograficamente sbagliata. Inventata perché la radice Dada si riferisce solo a me (è il soprannome che qualcuno mi aveva messo da ragazzo, ma il "dadaismo" è anche l'oggetto della mia tesi di laurea). La parola viajem è ortograficamente sbagliata perché in portoghese viaggio si scrive viagem, mentre in spagnolo viaje. Ho voluto combinare le due parole in viajem perché ciò che indica è un viaggio, un attraversamento, un mescolamento di esperienze tra il Brasile lusofono e gli altri paesi ispanofoni del Sud America. Quindi, inventata o sbagliata, è la parola migliore che potessi trovare per questa pagina...
i miei n  14 lettori\trici    rimarranno delusi    se  non riporto  , come faccio di solito  quando  vado  a mostre  , foto dell'evento  , ma  sono talmente belle  anche se  l'autore   con la sua modestia  ha  scriotto nell'introduzione    che    sono solo  delle  semplici foto e  niente  di che  .  Comunque per  chi volesse  vederle  c'è la pagina  facebook  e  l'album fotografico   su  flikr 

18/05/14

"Non sono un artista io documento intervista al maestro della fotografia Gianni Berengo Gardin e Laurea ad honorem a su puzonarju, fotografo dei rapaci domenico ruiu

la  prima storia    viene da       rainews  24

video

Parlas  de . "Il libro dei libri" ultima fatica  uscita  di recente  di Gianni Berengo Gardin, edito da Contrasto. Riunisce un'ampia raccolta della produzione editoriale di un maestro della fotografia italiana, che si racconta in questa intervista di Cristina Bolzani. 

La seconda  dalla  nuova  sartdegna  online  

Laurea ad honorem a su puzonarju, fotografo dei rapaci Dopo quarant’anni di attività documentaristica, il 28 il riconoscimento dell’Università di Sassari-Nuoro a Domenico Ruiu



 NUORO. Laurea magistrale ad honorem a su puzonarju Domenico Ruiu  ( foto  a  destra  ) Sassari, dipartimento di Agraria, attraverso il corso gemmato nuorese in Scienze ambientali e forestali. Una laurea conquistata sul campo, nel vero senso della parola, per il fotografo naturalista, o meglio: «naturalista fotografo», come già nel 1993 lo definiva Fulco Pratesi nella sovraccoperta di uno dei tanti capolavori firmati da Ruiu, I miei rapaci. E proprio i “suoi rapaci”, il loro ruolo ecologico e soprattutto la loro conservazione, saranno i protagonisti della lectio doctoralis che su puzonarju terrà il prossimo 28 maggio, alle 11,30, nell’aula magna dell’ateneo turritano, davanti al rettore Attilio Mastino, al direttore del dipartimento di Agraria Giuseppe Pulina e al presidente del corso di laurea in Scienze ambientali e forestali Pietro Luciano.
. Dottore, d’ora in avanti. Così vuole l’università di
Una laurea che arriva dopo quasi quattro decenni spesi a documentare con passione sconfinata l’ambiente naturale della Sardegna e non solo. Classe 1947,
diploma in Ragioneria, una vita da impiegato pubblico, Domenico Ruiu ha iniziato a girare in lungo e in largo armato di reflex nel 1977. Ma è da sempre, fin da quando era un adolescente che passava le estati all’Ortobene, che questo eterno ragazzino puzonarju che ora scrive libri e usa il computer si lascia andare alle emozioni forti davanti a un comunissimo esemplare di passerotto o a un maestoso e raro avvoltoio monaco, un gipeto, una poiana, un gheppio, uno sparviero, un astore, un falco pellegrino, un’aquila reale... oppure davanti a un grifone. Sua maestà il grifone. Il rapace che ha segnato l’esordio editoriale di Domenico Ruiu, nel 1981. Caro grifone, il titolo di quel primo libro che gli valse anche un servizio sulle pagine di Epoca. Numerosi i saggi fotografici pubblicati nel corso degli anni.



Dopo Caro grifone sono arrivati titoli come Compagni di viaggioSupramonteIl mufloneIl fenicotteroI miei rapaciSu puzonarjuSu MonteObiettivo aquilaLa Sardegna, fino alle ultime due novità, l’impegnato Ali sul fiume, sulle tematiche ambientali della valle del Rio Posada stravolta dall’alluvione di novembre scorso, e il monumentale Il fotografo dei rapaci. The photographer of birds of prey
Librone da collezione, quest’ultimo, tiratura limitata, 1.250 copie numerate e firmate dall’autore. 
È proprio nel corso della presentazione di questo volume, nell’università di Nuoro a marzo del 2013, che è saltata fuori la prima idea di attribuire la laurea magistrale ad honorem a Domenico Ruiu. Lui si era subito seduto, quasi accasciato: «In qualsiasi modo vada a finire, grazie» aveva detto convinto che la proposta non sarebbe andata in porto. Poi, invece, è arrivato il sì unanime del senato accademico. Due giorni fa il decreto ministeriale.

Aggiungo  a   quanto  già detto   dall'ottimo articolo  ivi     riportato   che  Ruiu    se  lo merita , proprio tale riconoscimento  . Infatti  nelle sue  foto  c'è  una  conoscenza   del territorio  fatta  sul campo  e   non come  certi burocrati  solo  sulle carte  e  o  sul pc  . Finalmente  si dà la laurea  honoris  causa  ad uno che  se  lo merita e non  ad i soliti noti  , raccomandati  . Quello che  non  capisco , ma  come spesso accade  la risposta  vola  nel vento  ,  è  come mai   gli venga  concessa  non   fin dal 3  libro  ma   ora  . 
Un  fotografo  che   applica   quello che dice   Berengo  Gardin , vedere   intervista  riporta   nelle righe  precedenti  . 

18/04/14

Iran, sospesa esecuzione in piazza: madre della vittima salva l'assassino

anche  i credenti  di  una religione  , considerata  in occidente  solo  come fanatismo  ,  sono capaci di  grandi gesti  come quello del perdono  

 Ora poichè  



  riporto qui     sotto  sole  alcune  immagini   prese  ( eccetto  l'ultima   , che  è  una mia   foto   fatta   con il cellulare  da repubblica  cartacea  d'oggi)  le altre    sulla  galleria  fotografica  di repubblica  da  cui  ho preso  le  note   


L'esecuzione è stata sospesa all'ultimo minuto dai genitori della vittima. E' successo in Iran. L'assassino aveva già il cappio intorno al collo quando la mamma del diciottenne che aveva ucciso gli è avvicinata e lo ha schiaffeggiato in viso risparmiandogli la vita. La storia: sette anni fa Balal, 20 anni, aveva massacrato a pugnalate Abdollah Hosseinzadeh durante una lite in una delle strade di Royan. 

miglio verde
ultima  volontà prima della corda  

perdono  dai  familiari della  vittima
La Qisas (legge della sharia della retribuzione) ha deciso che fossero i familiari della vittima a compiere il gesto definitivo, spingere la sedia dell'esecuzione capitale. Ma quello che è accaduto in piazza ha sorpreso tutti e ha segnato un precedente importante in uno dei paesi con il più alto numero di condanne a morte nel mondo dopo la Cina. La madre di Abdollah ha schiaffeggiato Balal e il marito gli ha levato il cappio dal collo. Gli attimi seguenti raccontano uno straordinario abbraccio tra due madri in lacrime: una che piange il figlio morto e l'altra quello risparmiato. 

                                                           le  due madri  
  La famiglia di Abdollah aveva già perso un altro figlio di 11 anni in un incidente di moto. "Ho deciso di salvarlo - spiega il padre - perché un sogno mi ha cambiato: Abdollah mi diceva che si trovava in un bel posto e non c'era più bisogno di vendicarsi". 
Oggi Balal è salvo, ma in prigione   e  la sedia  delle esecuzioni    non si  è mossa   (  corsivi ed  aggiunta  mia  ) 



 (di RAFFAELLA SCUDERI)

P.s
un altra mia  aggiunta    sono le didascalie  alle  foto  

15/02/14

in giro a fare foto diga del liscia il 9.2..2014

da  http://topolino.it/archivio-post/
Cari amici\che  , compagni  di  strada   \  di viaggio (  chi mi segue  dal  vecchio blog  di splinder  )   come va? Oggi mi sento particolarmente ISPIRATO,e  ho deciso  di  scrivere   e rispondere  cosi alle vostre  domande     su cosa  faccio  quando non lavoro  , oltre  a leggere  fumetti e  sminchionare  \  cazzeggiare  perdere  tempo  su facebook , raccontandomi  , specialmente  attraverso le mie  foto  , dell'uscita  fatta il  9  c.m   con il gruppo ( le nostre pagine di facebook  : quella  chiusa  solo per  l'associazione .,  quella  aperta   ) .  
IL luogo  è  la  diga  del Liscia   fra  S'antonio , Calangianus  , Luras  ( vedere sotto  la  cartina   )  presa  , tramite  il cattura  schermata in quanto  il sito non permette  il  copia e incolla   da  http://www.lamiasardegna.it/files/luras.htm  dove  troverete    dei  buoni itinerari   se  non amate le spiagge  o  volete  vedere  luoghi interni   di una regione  

ecco le mie  foto    Purtroppo   essendo abituato al sperimentare  e\o  all'automatico sto imparando da poco ad  usare il manualee  quindi a destreggiarmi con  tempi e diametri   . E poi   c'era   una luce pessima   essendo nuvoloso   e  ventoso  .



































e per  finire  le  foto  "  dell'allegra  brigata   " ( parziale  perchè  su 50 ne  mancavano molti  )  , alcuni   quelli dello studio fotografico Gallura  hanno fotografato    ed  altri  non si sono voluti mettere  nella foto  di gruppo 



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