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26/02/17

oltre gli insulti anche la burocrazia e l'interpretazione capziosa delle leggi si riversano sui esuli istriani iul caso di Rosalba santoro e di Aldo Candusio

  rimettendo in ordine i preferiti e  siti memorizzati temporaneamente  mi sono imbattuto in questa storia .  tali storture ed interpretazioni a ...... di leggi sono insulto per un cittadino normale comune figuriamoci per uno\a che ha subito sulla propria pelle tale situazione

http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca 24 febbraio 2017

CURTATONE
Una donna, 5 codici fiscali. La strana storia di Rosalba
Odissea burocratica per un’esule istriana residente a Montanara. Diverse interpretazioni di una legge del 1989 alla base del disguido





CURTATONE.
La burocrazia, si sa, è un mostro impersonale che quando si mette di traverso nella vita di una persona riesce a trasformarla in un vero e incubo. È il caso di Rosalba Santoro, esule istriana che per una serie di interpretazioni di una legge del 1989 che stabilisce la nazionalità degli esuli per il rilascio del codice fiscale si ritrova ad averne ben cinque: uno diverso dall’altro. Rosalba, ex insegnante che ora gestisce un bed &breakfast a Montanara, nata nel 1944 a Lussinpiccolo (ora Mali Losinj) sull’isola di Lussino in provincia di Pola, oggi Croazia, è una dei tanti esuli istriani che alla fine della seconda guerra mondiale dovettero lasciare tutto e fuggire in Italia.
«Non mi soffermo sulle peripezie subite dagli abitanti di quelle zone che desideravano rimanere italiani, per evidenziare invece la logica della burocrazia italiana» sottolinea Rosalba. «Quando fu istituito il codice fiscale mi fu attribuito il codice corrispondente al comune di nascita, Lussinpiccolo allora Italia».
Dopo vari anni l’agenzia delle Entrate le comunicò un secondo codice, corrispondente a Pola: «Continuai ad usare il primo codice per le operazioni bancarie e fiscali, mentre il secondo per le operazioni sanitarie. Mi recai allora all’agenzia delle Entrate per cercare di avere un solo codice, ma mi risposero che i codici non possono essere cancellati ma che potevo usarli entrambi in quanto erano collegati». In quell’occasione Rosalba scoprì di averne anche un terzo, sempre legato a Pola. Ma non è finita qui: «Nel giugno dello scorso anno - racconta la donna - la Regione mi comunicò che il mio codice era variato e che dovevo usarne un altro legato alla Croazia».
Una situazione ingarbugliata che si è complicata ancor di più quando, circa tre mesi fa, l’ex insegnante ha dovuto rinnovare il bollo dell’auto: «Mi reco al Pra e scopro di avere un ennesimo, il quinto, codice fiscale, legato all’ex Jugoslavia. A questo punto mi chiedo perché il luogo di nascita che determina il codice fiscale non rimane quello in cui effettivamente si è nati? Io sono nata in quella che allora era Italia e desidero che anche il mio codice fiscale lo riconosca». Un diritto legittimo e sacrosanto», osserva Dino Grebaz,esule istriano, di Castel d’Ario, con due codici fiscali che ha scritto al Ministero degli Interni per le stesse ragioni. «Mi è stato confermato che la legge 15 Febbraio 1989 n. 54 per le identità degli esuli va applicata solo ai soggetti nati entro il 15 Febbraio 1947 nei territori ceduti alle potenze straniere, ovvero indicando solo il comune di nascita. Quindi per Rosalba Lussinpiccolo, codice E766Y. Gli altri sono solo interpretazioni di circolari e non della legge».

                          Lino Fontana


ma  non sembra  un caso isolato


Aldo Candusio
Anch'io sono un esule istriano e ho un codice fiscale che molto spesso non viene riconosciuto dai sistemi automatici di riconscimento i. Mi sono ritrovato adirittura ad avere due posizioni ICI con solleciti di pagamento per una delle due che non sapevo neanche di avere creandomi problemi con l'Ufficio delle Entrate. Con il mio codice fiscale non posso entrare in siti come quello della motorizzazine civile ed altri simili.

03/02/17

Concerto nazista per le foibe alla palazzina Liberty di Milano proprio un " bel modo " per ricordare la giornata delle foibe


Si avvicina il Giorno del Ricordo, la giornata dedicata alle vittime delle foibe, ed il Municipio 4 del Comune di Milano ha deciso di patrocinare un'iniziativa che già sta suscitando molta polemica . Infatti nella Palazzina Liberty il 13 febbraio sosterrà una manifestazione che, denuncia la sinistra milanese, avrà come protagonisti "personaggi dichiaratamente vicini all'ultradestra neofascista di Lealtà e Azione e a tesi revisioniste  "  e negazioniste .


Ecco perchè  come dico    tutti  gli anni nel  giorno del ricordo (cioè il 10' febbraio )  ricordo le  le  foibe e  l'esodo partendo  dalle  " pulizie  etniche "  prima di Tito (  Impero austro ungarico , fascismo , nazismo )  e dell'esodo . onde evitare  che materia  cosi delicata sia usata  da  tale feccia neonazista  e  negazionista  oltre  che  a senso unico .
Ora   sempre  secondo ---  milano repubblica  del  2\02\2017 --- La  maggioranza di centrodestra del Municipio, guidato dal leghista Paolo Bassi, ha concesso il logo istituzionale a una serata dedicata alla tragedia delle foibe, invitando sul palco anche il cantante Federico Goglio, in arte Skoll, "rappresentante di spicco del cosiddetto ‘rock identitario’ italiano, ovvero formazioni musicali di ultradestra vicino a Lealtà e Azione" denuncia il gruppo consiliare di Sinistra x Milano.La sinistra di maggioranza ricorda anche che Goglio "ha il poco nobile merito di essere finito sotto processo (e poi assolto) per apologia di fascismo; l’accusa era di aver fatto il saluto romano insieme ad altri camerati durante la ‘marcia’ per Sergio Ramelli del 2015. All’epoca dichiarò che anche in caso di condanna non si sarebbe mai pentito del gesto. Con il cantante di estrema destra il Municipio 4 ha invitato anche Tito Lucilio Sidari, sindaco del ‘libero Comune di Pola in esilio’, vicino a Casa Pound e a Lealtà e Azione, noto per le sue teorie revisioniste". Sidari, in realtà, fa sapere di essere solo il vice del sindaco ma soprattutto di essere estraneo a Casa Pound e Lealtà e Azione.
Attacca Sinistra x Milano: "Riteniamo che il legittimo ricordo delle vicende istriane e dalmate in quegli anni di atroce scontro tra popoli e regimi non possa essere strumentalizzato per dare spazio a persone che si riconoscono e fanno esplicito riferimento a teorie e pratiche neofasciste, ed è ancora più grave che questo avvenga nella Palazzina Liberty, dove Dario Fo e Franca Rame fondarono nel 1974 il collettivo teatrale La Comune, e a Milano, città medaglia d’Oro per la Resistenza". La richiesta, quindi, è esplicita, e arriva dalla capogruppo Anita Pirovano: "Il Municipio 4 tolga il sostegno all'iniziativa". Richiesta che il presidente Bassi respinge al mittente: "Sarà una serata in ricordo dell’esodo e del dramma degli infoibati, in cui ci sarà spazio per le memorie degli esuli istriano-dalmati e canzoni a tema legati a quel periodo”. Anche Roberto Cenati di Anpi attacca: "Chiediamo che il Municipio 4 revochi il patrocinio a questa iniziativa, visto che sono stati invitati personaggi legati all'organizzazione di estrema destra ‘Libertà e azione’ la cui ideologia si pone in netto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza”.
Nell'ottobre scorso, quando è morto Dario Fo, è nata l''idea di intitolargli la Palazzina Liberty. Lo ricorda, ma per polemizzare, il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Riccardo De Corato: "La Palazzina non è intestata a Dario Fo, né è di proprietà della sinistra, è un bene di tutti. Ormai gli esponenti della sinistra vedono 'fascisti' da tutte le parti, ne sono ossessionati, a sentir loro ce ne sono più oggi che nel Ventennio".  (  ....) . 
Quindi  anch'io  mi unisco  alla  richiesta  della   sinistra per  milano  ----- da   http://www.milanotoday.it/cronaca/foibe-palazzo-liberty.html da  cui è tratta  la foto sopra  ---- “Riteniamo che il legittimo ricordo delle vicende istriane e dalmate in quegli anni di atroce scontro tra popoli e regimi non possa - la tesi del partito arancione - comunque essere strumentalizzato per dare spazio e agibilità a persone che si riconoscono e fanno esplicito riferimento a teorie e pratiche neofasciste”. 

Potrebbe interessarti: http://www.milanotoday.it/cronaca/foibe-palazzo-liberty.html
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11/02/16

Sanremo, Gasparri: cantanti espongano il tricolore



Dubitate di chi vuole vendervi la sua "Verità".
Il rispetto per le diversità e la pluralità di opinioni ed idee è la base della democrazia.


Capisco(    oltre a condannare )  il revisionismo storico  ed il  sminuire  , almeno da certa destra , le proprie responsabilità  e  ingigantire  quelle  dell'altro  partecipante  a  tale tragedia ed  aberrazione   ( ne  ho parlato  nei  giorni scorsi  )  . Ma   qui si esagera  e  si strumentalizza   facendo della becera  politica  .




Gasparri sfida Sanremo: "Dopo quei nastri arcobaleno esporre il Tricolore per le foibe"


Gasparri sfida i cantanti e la direzione artistica del Festival: "Dopo i nastri arcobaleno a Sanremo, si mostri il tricolore per il giorno del ricordo"
Sergio Rame - Mer, 10/02/2016 - 17:15

L'Italia ricorda l'orrore delle foibe. Un orrore a lungo messo a tacere dalla sinistra ma che oggi può essere condannato con una voce sole.


"Ricordiamo sempre le vittime delle foibe - ha esortato il premier Matteo Renzi - e i nostri fratelli e sorelle che furono costretti a lasciare la loro terra". In questo giorno di doloreMaurizio Gasparri sfida gli organizzatori e i cantanti di Sanremo a esporre il Tricolore per dare un segnale pubblico. "Dopo i nastri arcobaleno a Sanremo - ha twittato il senatore di Forza Italia - si mostri il tricolore per il giorno del ricordo".
video


se  non lo  vedeste  lo trovate  qui  Sanremo, Gasparri: cantanti espongano il tricolore o  qui Sanremo, Gasparri: cantanti...


Su Twitter Gasparri ha lanciato l'hashtag #tricoloreasanremo. All'indomani di una serata, che con nastri arcobaleno e appelli in diretta tivù è stata trasformata in un vero e proprio spot a favore delle unioni civili e dei matrimoni omosessuali, il senatore di Forza Italia invita ai cantanti e la direzione artistica del Festival a esporre il Tricolore in onore dei martiri delle foibe. Un gesto di unità nazionale nel Giorno del Ricordo che servirebbe ba lanciare un messaggio positivo a tutto il Paese. "Dopo i nastri arcobaleno a Sanremo - ha twittato Gasparri - si mostri il tricolore per il giorno del ricordo".












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