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13/02/12

“La morte della Houston? Un monito come l’Aids contro la conversione all’Islam” Il blog cattolico Pontifex commenta la scomparsa della cantante che "non ha dato un esempio di vita cristallina"

Sicuramente oggi avrete letto della notizia su ilfatttoquotidiano o sulle  vostre bacheche   di fb e  affini  . Inizialmente  comparsa sulla mia bacheca  ho provato  a  vincere  la tentazione di non leggere  dopo  aver letto il titolo  :

 “La morte della Houston? Un monito come l’Aids contro la conversione all’Islam”
Il blog cattolico Pontifex commenta la scomparsa della cantante che "non ha dato un esempio di vita cristallina" 

ma alla fine ho aperto la pagina   degli articoli ( quello del fatto quotidiano     che trovate  sotto   e quello    di Pontifex ma  arrivato a metà  era  nauseato e schifato per  tanto odio e   violenza  verbale  che non sono riuscito  a leggerlo tutto   per  chi ha  stomaco forte   lo trova  qui   . e  mi  viene  da  chiedermi  la  solita  domanda  di cui  , come   i miei 40 lettori (   cit Manzoniana  )  , conosco  la  risposta  ( ma  è  più forte di me  )  <<  ma  che  .....  di  cattolici  sono  >>

 A  voi ulteriori commenti  , ma  mi raccomando  nessun insulto  , bestemmie , ecc  , rispetto  perchè non tutti   i cattolici in questo caso sono cosi  ,  non  abbassiamoci  allivello degli idioti   di pontefix  o ( ma  non è questo  è  il caso )   di un altro gruppo di  cattolici  fanatici   fattisentire


da il fattoquotidiano CRONACA di Eleonora Bianchini | 12 febbraio 2012 



La morte di Whitney Houston “può anche essere letta come un ammonimento a scegliere vie meno storte”. A scriverlo è Pontifex, il “blog cattolico non secolarizzato” che in passato si era già espresso sul giovane operaio che aveva perso la vita mentre montava il palco di Jovanotti, giudicando il tragico evento “un segno della giustizia divina contro il libertinaggio sessuale”. Oggi il sito pubblica due post dedicati alla cantante, colpevole di avere da poco abbracciato la religione musulmana. Infatti scrive che la sua scomparsa “potrebbe essere letta come un bene, affinché chi frettolosamente e con inutile trionfalismo, voglia convertirsi all’Islam ci pensi sopra”. Non solo: “E’ anche un avvertimento a rendere le nostre vite più limpide e pulite. Prendiamo l’Aids: in tanti casi il contagio avviene senza colpa, ma in altri a seguito di abitudini sessuali perverse ed aberranti come la sodomia o la sessualità etero sregolata e senza decenza”.
Bruno Volpe, ideatore del blog, pur apprezzando il talento della Houston, condanna le sue abitudini, alla base del declino fisico e morale. “Se la mettiamo sul piano dei valori musicali puri – scrive-, si tratta di una grave perdita, ma proviamo a scavare nel profondo, senza con questo voler dare giudizi o esprimere condanne”. E poi attacca: “La defunta, certamente, non ha dato un esempio di vita cristallina, come spesso accade nel mondo dello spettacolo. Capricci, mode, ricerca di emozioni forti e paradisi artificiali senza esclusione di sorta”. Nel mirino finisce la sua “controversa conversione all’ Islam” annunciata “con tanto di orgoglio e proclama”. Una decisione personale che comporta delle conseguenze. Infatti Dio, come dimostrano l’Apocalisse e il libro di Giobbe castiga “per il bene e per la correzione” e permette il male “altrimenti non ci sarebbero i casi delle possessioni diaboliche, la morte, la malattia o la disgrazia”. Per questo la morte della cantante “é anche un avvertimento a rendere le nostre vite più limpide e pulite”. Proprio come l’Aids.
A dar man forte a Volpe anche un altro post firmato da Carlo Di Pietro, che insiste sugli stessi punti. “Preghiamo per questa grande artista, morta (come sembra) a causa di vizi diabolici e di animo fortemente turbato e vessato da tante tentazioni. Purtroppo il successo non è sinonimo di serenità e di felicità e, troppo spesso, si ricerca aiuto e conforto nelle persone sbagliate, in falsi credi e nell’artificialità distruttiva”. E si stupisce che la Houston avesse “ritrovato la serenità convertendosi all’Islam”. Una notizia diffusa a inizio febbraio ripresa “con molta risonanza sui siti islamici americani che, con grande esultanza, accoglievano una nuova star”. Il risultato? La sua morte. Ma è davvero da considerarsi un monito? ”Chi può dirlo – chiosa l’autore-. A noi non è dato conoscere certe dinamiche, anche se la vicenda e la triste coincidenza parlano chiaro”.
Volpe, convinto dell’ortodossia della sua interpretazione, non accetta che venga sminuita: “E non si dica che siamo medievalisti,- osserva- qui si esprimono esclusivamente opinioni che, per altro, sono in perfetta aderenza con la retta dottrina cattolica di sempre”. E se la Chiesa non fosse allineata su queste posizioni? “I religiosi che vi nascondono queste verità – conclude – o sono ignoranti o sono non cattolici, non vi sono altre spiegazioni”.


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