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15/02/17

riflessioni post san remo

da   un paio  d'anni non seguivo  san remo    ma    sentendo e leggendo  i vasi   ( alcuni seri  o altri frivoli  )  bla  ... bla    sono andato a riascoltarmi  le  tre  canzoni  vincitrici  





E dico ai mie contatti e agli amici dei miei contatti Non state a rosicare e a polemizzare sempre. Quante volte il podio di Sanremo è stato una vera merda monnezza tanto da non ricordare a differenza a degli altri anni incui ero più giovane 😀🙎😇 nè i nomi nè le musiche ) melodie e testi ) dei vincitori ) ? Quest'anno invece abbiamo avuto tre pezzi buoni: un classico come quello della Mannoia e due contemporanei di livello Come Gabbani ed Ermal Meta, entrambi originali e con qualcosa da dire. È stata una bella edizione e francamente non ci speravo. E mi parte , alcuni cantanti ( Masini , Mannoia , Moro ) Sulla carta i concorrenti non mi ispiravano molto.
posso dire che aggiungo , soprattutto con i testi della seconda e della terza , una risposta alle mie domande \ eluicubrazioni mentali espresse nel post : cosa è la vita.... una bella domanda e simili vedere questo l'url ed eventualmente anche l'archivio del blog ) . E ora andiamo avanti a vivere non solo come monumento per parafrasare una vecchia canzone dei Mau Mau



07/02/17

cosa è la vita parte II

 riprendo  il mio post precedente  :che cosa è la vita ? .... una bella domanda con  questo dialogo avvenuto   con *****  su facebook

La vita è uno strano regalo. All’inizio lo si sopravvaluta, questo regalo: si crede di aver ricevuto la vita eterna. Dopo lo si sottovaluta, lo si trova scadente, troppo corto, si sarebbe quasi pronto a gettarlo. Infine, ci si rende conto che non era un regalo, ma solo un prestito.”
(Eric-Emmanuel Schmitt)
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 *****Ciao Giuseppe, buon giorno  la vita è una: dalla nascita all'eternità. Abbiamo in prestito la libertà di scegliere qui, entro la morte corporale, di chi si è figli: di Satana o di Dio. Ignorarli entrambi non dà via di scampo <>
Giuseppe Scano si puo anche scegliere di non schierarsi nè per uno nè per l' altro
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*****  Mi dispiace dovermi ripetere: >>ignorarli entrambi non da via di scampo<< è superba ignoranza... Tanto grande l'Universo... è insulso che l'uomo si senta padrone di una tale sapienza in cui tutto ha un ordine e di cui pretende fottersene e fare a coccia sua! Comunque vada, le opere di ognuno dicono da che parte stiamo: se nel bene o messi male. Questo, l'Universo, cataloga con lo stesso minuzioso e scientifico ordine per cui tutto sussiste, sia che lo pensiamo sia che lo ignoriamo!
Giuseppe Scano   cara******* mi sono espresso male . non volevo dire ignorarli ma di on usare ne solo uno ne solo l'altro . perchè giustamente come dice tu Comunque vada, le opere di ognuno dicono da che parte stiamo: se nel bene o messi male. Questo, l'Universo, cataloga con lo stesso minuzioso e scientifico ordine per cui tutto sussiste, sia che lo pensiamo sia che lo ignoriamo! ma soprattutto perchè l'uomo è entrambe le cose
****** Eh, no! Scusami Giuseppe, non devo convincenti di niente, ma dico: ci sarà pure una destinazione, sia pure se solo cognitiva, x chi è "carne" e x chi è "pesce" & pure pe' nu 'mbiastr'!?! 
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Giuseppe Scano ******* 


Se avete altre interpretazioni ben vengano

01/08/15

aiutare o no aiutare gli altri ? si aiutare ma fino ad un certo unto

A volte tendiamo la mano verso una persona che ha bisogno, anche quando la persona stessa non ce lo chiede... A volte lo stesso aiuto viene denigrato e attaccato... Mai aiutare chi non vuole essere aiutato... questo video lo spiega chiaramente..

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da  https://www.facebook.com/DanielePennaFanPage/

25/03/15

Il giovane favoloso ( il film su leopardi ) di Mario Martone come fare un film letterario senza stravolgerlo


ti  potrebero  interessare 

« E 'l naufragar m'è dolce in questo mare »
(Giacomo Leopardi, L'infinito, v.15)


Come promesso nel post precedente sono riuscito, fra cazzeggio , lavoro  , ecc   a ritagliarmi un po' di spazio e a scrivere il post sul film di Giacomo Leopardi .

Nei giorni scorsi in attesa impaziente, visto che si è anche da poco si è celebrato il centenario della brigata sassari una delle brigate più decorate della grande guerra , che   al cinema del mio  paese   il e portino tornavano i prati ( III ) di Olmi , ho visto  due  film  :    1)  Uomini contro un film del 1970 diretto da Francesco Rosi, liberamente ispirato al romanzo di Emilio Lussu Un anno sull'Altipiano. Insomma un classico del cinema italiano prima della decadenza,della mediocrità e dell'appiattimento   ed omologazione al modello  hollywoodiano ( quasi totale salvo eccezioni  come questa ) ., 2) il film  su Leopardi   il giovane favoloso di Mario Martone .
Il primo sul web ( lo so che non si dovrebbe ma .... questa è un altra storia prima o poi ne riparleremo  . IL  secondo al  cinema Ed è di questoi film  che  intendo parlavi  .
IL mio   giudizio è  stupendo   * * * 1/2 -
 Ma  andiamo  ad  analizzarlo  .
Un film bello , triste e profondo . Sembra una lezione di eltteratura . Buon gioco quello dei padroni della sala di organizzare una giornata speciale per le scuole . Peccato visto che qui in sardegna arrivano diei film , non da " cassetta " \ dozzinali solo poche copie , e quindi i cinema dei piccoli paesi lo possono tenere ( e quindi farlo vedere pubblico ) solo per pochissimo tempo massimo due giorni .Nonostante la sua lunghezza sembra renderlo pesante esso è recitato magistralmente da un buon cast in particolare 
Elio Germano un giovane attore che racchiude il talento di un grande io lo adoro e sicuramente in questa performance è superlativo !! . Esso e' riuscito ad immegersi nel mondo del poeta restituendone un ritratto complesso e inedito raccontando il poeta come un giovane ribelle. E alla fine, a ventiquattro anni, quando riesce a lasciare il natìo borgo selvaggio la dura esperienza dell'alta società italiana: prima Firenze, poi Napoli dove viene prima celebrato, poi criticato e emarginato. Il bravissimo il regista Mario Martone che racconta anche il lato umano e meno conosciuto del poeta de L’Infinito , riuscendo a rimanere fedele alla sua opera . 
 
 
video
 
 
Infatti La produzione ha avuto l'autorizzazione degli eredi a girare in Casa Leopardi e in luoghi simboli come la sala dedicata allo studio e alla lettura in particolare la biblioteca dei Conti leopardi e quindi sui veri luoghi di famiglia . ILl film mostra il percorso di Leopardi insieme all'amico Ranieri (Michele Riondino), dopo aver lasciato Firenze l'arrivo a Napoli che è un colpo al cuore e un colpo di fulmine. Leopardi si innamora della gente dei quartieri popolari: degli scugnizzi, delle prostitute,
delle taverne, dei bicchieri di vino e dei taralli. Finché scoppia il colera e l'amico Ranieri lo trascina a Torre Annunziata ai piedi del Vesuvio dove scrive La ginestra, la lunga poesia che racchiude il suo pensiero e con la quale si chiude il film. "La sfida era pronunciare quelle parole senza declamarle, dire quei versi portandoli nella carne, nella quotidianità - dice Germano - Ho cercato di non pensare di essere un attore che recita una poesia, ma di immaginare di essere la persona che li ha scritti. Mi sono immedesimato in un Leopardi che li stava rileggendo, li provava per vedere se funzionavano. La mia grande fortuna è stata che ho avuto un grande sceneggiatore. Ogni battuta che pronuncio nel film proviene dai suoi scritti: lettere, poesie o saggi. Una cosa folle per un attore al cinema, ma un grandissimo regalo".
Concludo    concordando con  quanto dice   quest''ottima recensione  di myomvies.it    : << [... ]   Il giovane favoloso è  << un film erudito sulla sensibilità postmoderna che ha collocato Leopardi fuori del suo tempo, origine della sua immortalità e causa della sua umana dannazione. Martone costruisce una grammatica filmica fatta di scansioni teatrali, citazioni letterarie e immagini evocative ai limiti del delirio, come sanno esserlo le parole della poesia leopardiana. All'interno di una costruzione classica si permette intuizioni d'autore, come l'urlo silenzioso di Giacomo davanti alle intimidazioni del padre e dello zio, o le visioni del poeta nella parte finale della vita. Il giovane favoloso "centra" in pieno la parabola di un artista che sapeva guardare oltre il confine "che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude". E ci invita a riconoscerci nel suo desiderio di infinito. >>


 
 

01/01/15

La tartaruga è rovesciata: salvata dal compagno c'è più solidarietà tra gli animali che tra gli uomini .

  da  http://www.msn.com/it-it/video/notizie/

video


È uno straordinario esempio di solidarietà animale, quello ripreso nello zoo di Taipei. Un esemplare di tartaruga nota il compagno steso sul carapace e impossibilitato a muoversi. Allora prende a spingerlo facendo leva con la testa e col proprio guscio fino a capovolgerlo di nuovo nella giusta posizione. Questa scena, registrata da un papà in visita con la propria figlia, ha fato il giro del web, raccogliendo centinaia di migliaia di visualizzazioni(a cura di Matteo Marini)

09/11/13

questa è la vita


deliberatamente tratto   , eccetto le frasi in grassetto che  sono miei pensieri \ mie integrazioni ,     da
da http://sergiobonellieditore.it/scheda/10270/Sulla-pelle.html




ogni disegno (  in questo caso ogni nostra  opera  d'arte  )  è una piccola  sfida  . Di solito iniziamo  sapendo di dover  arrivare in un luogo inesplorato . 
Lassù da qualche parte del bianco . inquadriamo un punto B   ai margini del foglio.Ma  ancora non conosciamo il percorso   che  dobbiamo  fare  per raggiungerlo . E una misurata  follia .L'esordio di  un'idea .L'unica  cosa di cui possiamo essere  certi  è la partenza . Il nostro punto A .
A  volte succede al termine di un disegno d'avere la tentazione  d cancellare  tutto. Ogni curva  , linea  campitura , ogni traccia del nostro lungo lavoro  . Eppure  ci abbiamo messo l'anima  , abbiamo  come si dice  sputato sangue  e quel sangue  ad  un certo punto è diventato inchiostro (  bit  ) . Un istante  dopo  però , ammirando la nostra opera  dall'alto  , sentiamo  come una vertigine  .. in un momento ci rendiamo  conto che  qualunque sia stato il percorso , in un modo  o nell'altro  siamo arrivati alla  FINE Perché non scordiamoci che siamo partiti dal punto A  per arrivare  al punto B  Quello che  dobbiamo
da https://www.facebook.com/DanielaChiodiPsicologa?ref=stream
domandarci   , osservando la nostra opera   e  se  esprime  ciò  che volevamo   esprimere  .Evitandoci se  nel contempo do chiederci se  abbia un senso  e un significato 
E cosi ogni volta  rincominciamo restiamo in attesa  di un un 'altra  idea un altro progetto  anche se rimuginiamo  ancora  su quello su quello vecchio   e ci chiediamo   se  sarebbero bastati pochi tratti  a renderlo diverso . e  a  fargli prendere  una forma  piuttosto  che un altra  . Comunque  che sia il semplice risultato  dell'unione di due punti  o il percorso  sinuoso  ( curvilineo )  di una penna  ( tastiera  ) nervosa , è meglio non dimenticare mai   che si tratta  di un disegno (  della nostra opera  d'arte  ) 

17/09/13

«La memoria è una pagina di sabbia»Andrés Neuman e il suo nuovo romanzo: «La scrittura trasforma la coscienza, non la riconferma»

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sulle  note  di questa  canzone  di Piero Marras 


riporto questo interessante  articolo  della  nuova  sardegna di qualche  giorno fa  


Andrés Neuman e il suo nuovo romanzo: «La scrittura trasforma la coscienza, non la riconferma»

«La memoria è una pagina di sabbia»
di Angiola Bellu Un canto a tre voci, un romanzo di viaggio, l'attesa di un ritorno, l'eterno binomio Eros Thanatos, la dolorosa dialettica tra verità e menzogna. “Parlare da soli” (Ponte alle Grazie), l'ultimo libro dell'argentino Andrés Neuman, indaga l'animo umano e riflette sull'istinto alla vita nelle situazioni estreme senza mai inciampare nel melodramma
l'autore
I monologhi interiori del decenne Lito, di sua madre Elena e di suo padre – malato terminale – Mario, occupano l'intero romanzo disegnando un trittico sulla vita e sul tempo, semplice profondo e sorprendentemente coerente. Ne abbiamo parlato con l'autore, che dedica il libro a suo padre «che è anche una madre». Iniziamo proprio col chiedergli perché. «La dedica è una specie di sintesi dell'emotività del romanzo che si interroga costantemente sull'altro da sé, su quello “che non sono io”. La voce principale del romanzo è quella di una donna che vive un'esperienza simile a quella che ha vissuto mio padre prendendosi cura di mia madre». “Parlare dal soli” riesce a descrivere perfettamente tre punti di vista, tre psicologie assolutamente differenti. Qual'è la sua idea della narrativa di finzione? «Credo che parte della finzione di un romanzo consista nel vivere la vita che non abbiamo avuto la sorte di vivere; non mi sembra che sia sufficiente la nostra esperienza: la finzione letteraria serve a moltiplicarla. Il poter narrare la storia dal punto di vista di una donna, il poter convertire mio padre in mia madre. Lo sguardo alternativo al proprio, è il cuore del progetto narrativo di questo libro. Le storie che amo sono quelle che contaminano la purezza dei ruoli: tutti siamo padri e madri, uomo e donna, carnefice e vittima, oppressore e oppresso». Nella sua vita suo padre si prese cura di sua madre, qui c'è una donna che si prende cura del proprio compagno morente. «E' vero, infatti so perfettamente che gli uomini possono prendersi cura dell'altro, ma la società non ci educa ancora per questo, dobbiamo impararlo. Il patriarcato ha distribuito i ruoli: sino a pochi decenni fa l'unico ruolo della donna era quello di prendersi cura». Viviamo ancora in un patriarcato anche in Occidente, secondo lei? «Naturalmente sì; oggi il patriarcato si è alleggerito, ma non è finito. Certo sarebbe una falsità dire che una donna nel Ventunesimo secolo vive come sua nonna. Oggi c'è una specie di misoginia nascosta, mutata in forme meno evidenti. Si può incontrare un uomo che si comporta come una madre - perché in realtà la maternità è un'attitudine emotiva, tutti possiamo essere madri ma rompere il cliché biologico è molto difficile. Per questo mi emoziona molto assistere al comportamento “femminile” di mio padre anche ora che mia madre non c'è più». Che rapporto c'è – secondo lei – tra scrittura e coscienza? «Credo che la scrittura sia un meccanismo di trasformazione della coscienza, non la sua riconferma. Per questo mi interessa poter ragionare come una donna, come un bambino, un lavoratore oppresso. Mi piacerebbe essere capace di descrivere qualsiasi tipi di conflitto. Parlare da soli parte da tre voci che erano impossibili per me: quella di un bambino, di una donna e di un malato terminale». E' un romanzo che parte da un fattore autobiografico. Crede che la scrittura parta sempre dalla propria biografia? «Credo che la autobiografia sia un elemento che prima o poi si riveli nella scrittura, non sempre ne è il principio. Viviamo in una società troppo ossessionata dai casi reali, c'è una logica, televisiva, del reality show, applicata alla finzione letteraria che mi sembra impoverente. Credo che la letteratura – tutta la letteratura, quella immaginaria e quella biografica – sia un cammino di andata e ritorno nella memoria». La memoria, nel senso di produzione di ricordi, è fondamentale nel suo romanzo. Mario vuole creare nel figlio ricordi bellissimi prima di morire?

«La memoria è importante nel mio romanzo come nella vita, che credo sia una continua domanda di ricordi». Mario è consapevole del fatto che stia costruendo ricordi nel figlio; quanto è importante questo tipo di coscienza? «Credo che tutto abbiamo bisogno di rileggere e riscrivere la nostra memoria in continuazione. Per esempio, avere un figlio credo sia un'occasione per riscrivere la nostra infanzia; è la riscrittura di una memoria e la costruzione di un futuro al tempo stesso. La memoria non è qualcosa di statico, l'importante è assistere a come la memoria si trasformi dinamicamente. La memoria è una specie di libro di sabbia di Borges, in cui è impossibile tornare alla pagina precedente e trovarla uguale. La memoria lavora così. La narrativa è la definizione continua del nostro presente a partire dal nostro passato, lo stesso vale per la Storia. Non è importante solo quello che ricordiamo ma soprattutto come lo ricordiamo. Per questo la narrativa è sempre qualcosa di profondamente politico anche se non parla di politica». In questa chiave qual'è la differenza fondamentale tra politica e narrativa? «La politica consiste nella continua riaffermazione del proprio punto di vista, la narrazione consiste nel mettere alla prova il nostro punto di vista per vedere fino a che punto ci siamo sbagliati. La politica afferma, la narrativa dubita».

24/08/13

la vita

Nulla é più lo stesso quando il mondo reale irrompe nella piccola finzione quotidiana, fatta di azioni e parole ripetute solo per abitudine, pigrizia o noia, di comodi, banali e rassicuranti pensieri spacciati per solide convinzioni, per ideali assoluti o fedi incrollabili.
Arriva il mondo reale, quello vero, magari via mare ed assume la forma di un barcone di legno fradicio che si schianta su uno scoglio a pochi passi dalla riva.
Sopra ci sono anime perse, esseri umani di ogni età che portano come pesante bagaglio la guerra, la fame, la disperazione, la voglia di sopravvivere al mondo reale, quello vero, che sta cercando di eliminarli. Perché il mondo reale non è come la televisione in prima serata: è spietato ed ha bisogno continuo di vite da divorare.
E loro non vogliono essere inghiottiti nel nulla, come nessun essere vivente sulla faccia della terra d'altronde.
E quando la realtà arriva non c'è finzione o parola vuota che tenga.
Non esiste nazione o razza, religione o ragione di stato, non c'è pregiudizio o ignoranza che conti.
Tutto il castello di menzogne e di falsi ideali crolla sotto il peso della realtà che è arrivata all'improvviso nel bel mezzo della vacanza estiva.
Che poi tu nel mondo della finzione abbia deciso di essere razzista o altruista, ateo o credente, cattivo o buono, meschino o generoso, conta poco.
La realtà è arrivata e finalmente la conosci.
La grande finzione è finita e non puoi far altro che prendere per mano quei disperati, portarli a riva e ringraziarli per averti salvato la vita.

04/07/13

Aglientu lancia i seminari estivi. Tema centrale sarà il linguaggio della politica La filosofia sotto l’ombrellone.



AGLIENTU Filosofare sotto l’ombrellone o all’interno di un bel chiostro è ormai una delle trovate più accattivanti per un’estate da vivere all’insegna della cultura. Un’idea che si sta facendo strada anche nell’isola e, da qualche anno, anche in Gallura, grazie all'Associazione Inshibboleth e alle amministrazioni comunali e alle agenzie culturali del territorio che hanno deciso di sostenerla. Così, tra il 10 e il 12 luglio, ad Aglientu, si terrà la prima tranche della summer school di filosofia che culminerà, pochi giorni dopo, nei seminari finali di Castelsardo. Ospiti della summer school di Aglientu saranno i filosofi Miguel Abensour, dell’Université Paris-Diderot, e Gianfranco Dalmasso, dell’Università di Bergamo. In tutto questo c’è lo zampino creativo dell’Istituto Cossu e del suo presidente Luigi Agus. «A due anni dalla fondazione dell'Istituto – dichiara Agus – e a un anno esatto dall'apertura della struttura museale di Aglientu, grazie alla fattiva collaborazione con l'amministrazione comunale passata e al contributo della presente, abbiamo potuto organizzare un evento culturale di grande portata, coinvolgendo l'Università di Sassari e la Diderot di Parigi, oltre all'Associazione Inshibboleth, che sta curando la parte della segreteria dei corsi e la logistica. È quindi giusto ringraziare l'ex sindaco dottoressa Battino e l'attuale sindaco, geometra Tirotto, per l'interesse e la fattiva collaborazione in questo e in altri progetti che vedranno il Mud'à protagonista dell'estate aglientese». Incontri e lezioni con i due filosofi si terranno, infatti, nella struttura del Mud'à. Tema della scuola di alta filosofia sarà il rapporto tra metapolitica e politica, vale a dire una riflessione sul linguaggio e le categorie che aiutano a comprendere le forme e le teorie della politica. L’11 luglio è in programma la lezione di Dalmasso, mentre il 10 e il 12 toccherà ad Abensour, specialista della scuola francofortese, in particolare di Walter Benjamin, Hannah Arendt e Levinas. Dal ’74 dirige la collana “Critique de la Politique” per l’editore Payot. (g.pu.)

20/06/13

compromesso fra auto critica ed elucubrazioni \ seghe mentali

Non è importante   trovare  sempre  la risposta  giusta   è più utile  farsi le domande  giuste  . A  volte però  quando   ci poniamo  una  ( o più domande  ) la  risposta  non arriva  immediatamente   e per  questo non dobbiamo  smettere  di  farci le domande

03/03/13

leggende urbane , morte , ed altre sciochezze


da   facebook Albero piegato dal vento, Yosemite National Park, California, c. 1940
Fotografia di Ansel Easton Adams (1902-1984)

Molti di voi  mi fanno i complimenti (  chi sinceri chi ruffiani )    e mi  vantano  per  le  storie  e  gli argomenti  che tratto nel blog o di conseguenza   , dove  ho configurato il mio  ( ma  anche  vostro    che mi leggetre  e che  ci scrivete  ) su  : 1)  facebook , twitter ,linkedin . 
Soggetto e sceneggiatura: Giovanni Di Gregorio
Disegni: Ugolino Cossu 
Copertina: Angelo Stano
Ma   a volte  la vita  è assurda  che spesso <<  le  spiegazioni  più assurde  sono anche le  più probabili  . D'altronde  è cosi   difficile   capire >> come giustamente  dice   Dylan Dog  in leggende  Urbane (  copertina  a destra  )   << cosa  esista  e cosa  no ... . >> A  vote  non mi ci raccapezzo , leggendo  storie  che  qui riporto  ,  neppure  io  che  possa succedere  cose  del genere  . Il fatto   che  certe cose  esistano o meno   non significa   che  possiamo  fare  come se  non esistessero . Noi  tutti   non siamo altro che lo specchio delle paure    e delle necessità  più  profonde  dell'uomo moderno  << Cosi come   >>   sempre  Dylan Dog  << in miti  antiche , le  favole , le tradizioni contemporanee  lo erano per i loro contemporanei . Viviamo  sulle vostre bocche  e nelle vostre orecchie   , nei libri  e  tra i canali televisivi [...] >>.L'umanità  ha  bisogno di racconti, e  farne  a meno  non  è semplice ed  quasi  utopistico,ecco perchè bufale  e catene  ( alcune simpatiche  , alcune noiose  e cattive perchè  come   nella  storia  di  Dylan  Dog    SPOILER   illudono i parenti  di un morto   SPOILER   ) , proprio come ha  bisogno di cibo e sentimenti .
Infatti  proprio mentre  scrivo questo  post  , mi è arrivata  una  email , vado  ad  aprirla  e  cosa  vi  trovo  la solita  catena  di  una vedeva  che  ha   ricevuto dal marito  una  reredità ,ma   lei  non ha  bisogno di tutti quei soldi e  vuole regalarteli  , ma  però per  poterli avere devi pagare  le spesse  bancarie   del conto  .Bah storia assurda    come se  non  fosse  sufficiente  la  dura  realtà  a rendere fole  questa  vita . Ma  << in fondo   la  vita  non è  altro   che una storia  senza  ne  capo  ne  coda   il cui finale  è  sempre   quello ed uguale per  tutti  
 Aveva  ragione Luigi Pirandello(1867-1936) le  assurdità della vita non hanno  bisogno di parer  verosimili  è perchè  sono vere  . 
Concludo  e  cosi rispondo  ad  un amico  che parafrasando una famosa  canzone   dei  Nomadi \ Guccini  si chiede  per la morte   di  un suo parente  : << vorrei sapere a che cosa è servito vivere,amare soffrire,spendere tutti i tuoi giorni passati se cosi presto sei dovuto partire (...)  >>


Caro   ***** . la  risposta  è  :1)   nel resto  nella  canzone in particolare   in questo verso  :<< voglio pero' ricortati com'eri  (....)  >>E poi tutti  presto o  tardi  dobbiamo purtroppo speriamo il più tardi possibile, morire  è destino  . Ma  solo le  storie  (  e  il ricordo delle  persone  care  e degli amici   o   dei nemici  )  non muoiono mai    quelle  vere , a volte   storie   speciali  per  gente  normale    storie normali per  gente  speciale per  parafrasare  un'altra  canzone   famosa    stavolta  De Andreiana  



 a volte    quelle finte  , assurde  e verosimili , quelle  tristi , allegre  ( come quella  che  ho riportato qui in un precedente post  )  non cesseranno d'essere  raccontate  o ( nel caso delle catene  e\o leggende  urbane-metropolitane  )  raccontante  nel  web e  tramite il vecchio metodo del passaparola  .  Le   ritroveremo  ancora  , leggermente  cambiate  o sempre  uguale  a se stesse  pronte , chi sa  a raccontarci nuove  emozioni  o incazzature   arrabbiature  e magari  ad  essere    messe  o  in musica  o  raccontate  come  ha  fatto  La  storia  di  Dylan Dog   citata  in questo  post  .  

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