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31/05/17

Milano, "disegna il tuo pensiero": così alle elementari si insegna ai bambini a filosofare




Milano, filosofia alle elementari: i disegni dei bambini raccontano il pensiero


DA http://milano.repubblica.it/cronaca  del  31 maggio 2017


L'esperimento portato avanti da un gruppo di studiosi dell'università Cattolica con gli sudenti di sei classi di quarta e di quinta dell'istituto Leone XIII. Dal prossimo anno l'esperienza sarà estesa alle scuole pubbliche
Il filosofare come materia alle elementari è un esperimento che nasce da un gruppo di studiosi della facoltà di filosofia dell'Università Cattolica e che è approdato quest'anno al Leone XIII, dove in sei classi tra quarta e quinta elementare, si è introdotta questa materia. Molto importante, per fissare i concetti e per rappresentarli, l'uso dei disegni. I bambini hanno rappresentato il tempo, parole inesistenti come Compallo, Pinrillo e Lampottero, ma anche i pensieri e le paure.

Milano, "disegna il tuo pensiero": così alle elementari si insegna ai bambini a filosofare"Il mio pensiero, quando penso, sono io. Ma una volta che l'ho pensato è altro da me". Sembra la massima di un filosofo e invece queste parole sono il frutto della riflessione di un bambino di nove anni. Il "filosofare" come materia alle elementari è un esperimento che nasce da un gruppo di studiosi della facoltà di filosofia dell'Università Cattolica e che è approdato quest'anno al Leone XIII, dove in sei classi tra quarta e quinta elementare si sono svolte quattro lezioni per classe, di due ore ciascuna.

Un percorso che si conclude nella Cripta aula magna dell'ateneo di Largo Gemelli con una lezione frontale di filosofia dal titolo: "Alla ricerca della bellezza con Sant'Agostino". Un'esperienza che però dal prossimo anno arriverà per la prima volta anche nelle scuole pubbliche milanesi.

Quando hanno cominciato l'esperimento, probabilmente gli stessi studiosi non si aspettavano di riuscire a portare in classe i concetti della filosofia classica. Con gli under 10 arrivare alle domande sulla vita, sul mondo, sulle parole e il rapporto con i pensieri non sembrava scontato. "Siamo partiti senza contenuti, cercando di far arrivare i bambini alla concettualizzazione cominciando dalla descrizione di una loro esperienza concreta - spiega Paola Muller, docente di Storia della filosofia medievale dell'ateneo di Largo Gemelli - Ad esempio, il punto di partenza è stato presentarsi facendo il giro: nome, soprannome, diminutivo, eccetera. Così abbiamo parlato subito di un sacco di cose: che valore hanno i soprannomi, se possono essere cambiati, il valore che gli viene dato. Ci hanno fatto sorridere quando è venuto fuori che il nome lungo e non abbreviato lo usa la mamma arrabbiata o la maestra quando dà un brutto voto".




Ben presto, il gruppo di lavoro coordinato dalla professoressa Mueller e a cui hanno preso parte anche Ingrid Basso e Pia De Simone, si è accorto che le cose funzionavano. E il progetto, che inizialmente era rivolto soltanto a due classi, è stato esteso a sei.

"L'idea è quella di un vero e proprio laboratorio per "filosofare" con i bambini - aggiunge Muller - non ci proponiamo a livello pedagogico, né psicologico ma a livello prettamente filosofico. E abbiamo utilizzato gli strumenti più vari: testi, immagini, fotografie, canzoni". L'obiettivo principale era di aggregare i piccoli, perché la parte fondamentale del progetto era la classe: un modo per sottolineare il valore sociale del dialogo, del confrontarsi, del mettersi in discussione.

Nel confronto c'era un filo da seguire. Attraverso le domande, gli argomenti venivano affrontati passo dopo passo: "qual è il valore delle parole?", "le parole esistono o non esistono?", "esiste solo ciò che ha un nome?", "ciò che non esiste può avere un nome?", "la paura ha un nome?", "qual è la differenza tra il mio pensiero e il mio corpo?". E così via. Poi si passava alla rappresentazione: ai bambini veniva chiesto di disegnare dei concetti, come ad esempio l'elaborazione del pensiero o il tempo. Per quelli di quarta elementare è stato un percorso epistemico, mentre i bambini di quinta hanno affrontato temi più legati alla crescita, sul proprio essere e sulle scelte della vita.
Dal prossimo anno la filosofia arriverà anche alle elementari pubbliche di via Pisacane 9 (dove cominceranno cinque sezioni) e forse anche in altre due scuole paritarie. Ma l'obiettivo è quello di far diventare il filosofare una materia curriculare all'interno del triennio finale delle elementari, al pari di matematica, italiano e storia. Un progetto che si sta muovendo nell'ambito delle singole scuole, ma che domani potrebbe anche approdare al ministero dell'Istruzione.

L'incontro di oggi sarà l'ultima tappa del percorso per i bambini del Leone XIII. "Il nostro desiderio è quello di far scoprire la bellezza che c'è in ciascun bambino - spiega Mueller - per sviluppare
un'autostima e per sentirsi bene con se stessi. Però questa bellezza la scopri anche guardandoti intorno. Per questo abbiamo trovato un testo di Sant'Agostino che interroga la bellezza del cielo e del mare". Dopo la lezione, arriveranno i compiti per le vacanze: "leggere il libro del mondo". I bambini dovranno armarsi di carta e penna e annotare tutte le domande che vengono loro in mente. Mentre giocano, osservano il cielo, leggono un libro o guardano un film.

07/02/17

cosa è la vita parte II

 riprendo  il mio post precedente  :che cosa è la vita ? .... una bella domanda con  questo dialogo avvenuto   con *****  su facebook

La vita è uno strano regalo. All’inizio lo si sopravvaluta, questo regalo: si crede di aver ricevuto la vita eterna. Dopo lo si sottovaluta, lo si trova scadente, troppo corto, si sarebbe quasi pronto a gettarlo. Infine, ci si rende conto che non era un regalo, ma solo un prestito.”
(Eric-Emmanuel Schmitt)
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 *****Ciao Giuseppe, buon giorno  la vita è una: dalla nascita all'eternità. Abbiamo in prestito la libertà di scegliere qui, entro la morte corporale, di chi si è figli: di Satana o di Dio. Ignorarli entrambi non dà via di scampo <>
Giuseppe Scano si puo anche scegliere di non schierarsi nè per uno nè per l' altro
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*****  Mi dispiace dovermi ripetere: >>ignorarli entrambi non da via di scampo<< è superba ignoranza... Tanto grande l'Universo... è insulso che l'uomo si senta padrone di una tale sapienza in cui tutto ha un ordine e di cui pretende fottersene e fare a coccia sua! Comunque vada, le opere di ognuno dicono da che parte stiamo: se nel bene o messi male. Questo, l'Universo, cataloga con lo stesso minuzioso e scientifico ordine per cui tutto sussiste, sia che lo pensiamo sia che lo ignoriamo!
Giuseppe Scano   cara******* mi sono espresso male . non volevo dire ignorarli ma di on usare ne solo uno ne solo l'altro . perchè giustamente come dice tu Comunque vada, le opere di ognuno dicono da che parte stiamo: se nel bene o messi male. Questo, l'Universo, cataloga con lo stesso minuzioso e scientifico ordine per cui tutto sussiste, sia che lo pensiamo sia che lo ignoriamo! ma soprattutto perchè l'uomo è entrambe le cose
****** Eh, no! Scusami Giuseppe, non devo convincenti di niente, ma dico: ci sarà pure una destinazione, sia pure se solo cognitiva, x chi è "carne" e x chi è "pesce" & pure pe' nu 'mbiastr'!?! 
Mi piaceRispondi1 h
Giuseppe Scano ******* 


Se avete altre interpretazioni ben vengano

13/01/17

che cosa è la vita ? .... una bella domanda

Ogni giornata è una piccola vita, ogni risveglio una piccola nascita, ogni nuova mattina è una piccola giovinezza. (Arthur Schopenhauer)


Era  da era  da tempo che  non riportavo qui  le  mie  elucubrazioni mentali . Eccovene una recente

Cosa  è  la vita  ?
Alcuni  come  l'introduzione d  questo articolo ( da cui ho tratto l'incipit ) di questo sito 

da   http://www.lescienze.it/
Chi non desidera vivere in modo più appagato e consapevole? Vivi l’attimo è un tema che riguarda direttamente ognuno di noi, e più precisamente la nostra vita. Tutti noi parliamo spesso della nostra vita, ma ci chiediamo poche volte: in che cosa consiste la nostra vita terrena? La risposta più ovvia potrebbe essere: è logico che la nostra vita terrena è costituita da attimi, secondi, minuti, ore, giornate, mesi e anni. Tuttavia, ci siamo mai chiesti fino a che punto conosciamo e utilizziamo la nostra vita terrena e se negli attimi della nostra vita sulla Terra siamo veramente presso di noi? Sì, noi tutti - ognuno di noi in prima persona - siamo presso di noi negli innumerevoli attimi della giornata, nei secondi, minuti e nelle ore?
La  considerano   come una  sorta  di Carpe  diem . Altri   come qualcosa  di indefinibile in quanto  Malgrado secoli di discussioni, esperimenti, riflessioni e progressi scientifici, nessuna delle definizioni di "vita" proposte finora riesce a discriminare in modo netto e soddisfacente fra ciò che chiamiamo animato e ciò che consideriamo inanimato. Forse perché il vero elemento comune delle cose che definiamo vive non è una loro proprietà intrinseca, ma la nostra percezione di ... continua  qui  su http://www.lescienze.it/ .
Ciascuno di noi  ha  una  sua definizione ( I II III ) e la  vede a  360 gradi  ed  in modo   differente  vedere  qui   alcune  mie  ricerche fatte su google alla voce video   per    trovare  un ispirazione    .


dai   http://www.fedeleallalinea.it/wordpress/galleria sito ufficiale del  film  fedele alla linea



Ora  Condivido    quanto  viene  detto , non ricordo il post  preciso  esatto  ma  lo  ritrovate   sfogliando le  pagine di  quei tre  link , su  https://it.answers.yahoo.com/

non cercare di risolvere il mistero, non è definibile ,e bella,,, per questo
spiritcars · 9 anni fa

noi purtroppo non sapremo mai veramente il perche siamo stati creati o cosa ci ha creati.... ma possiamo dare un senso alla nostra vita... in modo che quando verrà l'ora di morire seremmo felici di aver vissuto.....
Pamythestrange · 9 anni fa



Infatti  per  me  La  vita   è una delle cose  più  strane e complicate che ci sono  come potete vedere  ( N.B  alcuni sono ripetuti per  degli errori  d'ortografia  , di  punteggiatura  cioè mancanza della  virgola   e non , ripetizioni di  tag  )  i miei  tag      :  1) Lezione   di vita  , 2) le  storie  ) .
Insomma  "un qualcosa"  che  a  volte  può  far  male o far bene  a  volte anche  no  dipende da come scegli di viverla   cioè da come gestiamo  usiamo   o non usiamo il  libero arbitrio  \  spirito critico. Come Disse Frost [ Robert  Frost ], Due Strade Trovai nel Bosco e Io Scelsi Quella Meno Battuta ed è per Questo che Sono Diverso.(  dal film sotto  riportato )



 Inoltre  la  vita non è solo  il vivere  giorno per  giorno come  se  fosse  l'ultimo    o il  battere  e levare  o  ricostruire  su macerie  ed  mantenermi vivo è fatta  anche  di  : ritorni ,  di  riportando tutto a  casa  e di radici ed ali . Ma  soprattutto , in tempi come questi  di riscoperta  delle  proprie radici \ identità (   a meno  che  tu non preferisca  essere  seme  od  entrambe  come  mi  è stato   riposto qui  dallo  scrittore Karim Metref   e  come a volte mi sento  anch'io  ) . Insomma  le  piccole cose   come questa

non so  che  altro dire  se  non che   essa   fatta di strade,bvi  che si incrociano   e  si separano   ( ed  a  volte  si  rigongiungono  )   per  arrivare  tuitte  alla stessa  metà  finale    e  che ti permettono di andare nella stessa direzione oppure che ci allontaneranno per sempre . Stradwe  su  cui  muoviamo i nostri passi, dove ci condurranno non possiamo saperlo  con certezza , ciò che importa è camminare senza fermarsi, ogni grande avventura bella  o brutta  che  sia   inizierà sempre dal primo passo
Concluso     con queste  citazioni  
Cogli la rosa quando è il momento, che il tempo, lo sai, vola e lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà.
Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato. Li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli, pieni di ormoni, come voi, invincibili, come vi sentite voi. Il mondo è la loro ostrica, pensano di essere destinati a grandi cose, come molti di voi, i loro occhi sono pieni di speranza, proprio come i vostri. Avranno atteso finche non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora, sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione, li sentirete bisbigliare il loro monito: carpe... carpe diem... cogliete l'attimo, ragazzi... rendete straordinaria la vostra vita...   sempre  dal famoso 
film  e  goditi anche le piccole  cose 





01/08/15

aiutare o no aiutare gli altri ? si aiutare ma fino ad un certo unto

A volte tendiamo la mano verso una persona che ha bisogno, anche quando la persona stessa non ce lo chiede... A volte lo stesso aiuto viene denigrato e attaccato... Mai aiutare chi non vuole essere aiutato... questo video lo spiega chiaramente..

video


da  https://www.facebook.com/DanielePennaFanPage/

29/03/15

Alcune domande all’autore di “Pensiero Riflesso” Cristian A. Porcino Ferrara

Leggendo   sia  l'intervista    citata  sotto (  che trovate  qui in un mio precedente post  )  e  alcune recensioni su questo libro   mi sono  venute delle  curiosità  che ho rivolto all'autore   . Ecco le sue  risposte

1) Il tuo ultimo libro  "Pensiero riflesso. La filosofia come la vedo io" ( in vendita su Amazon) è da intendersi  un libro  egocentrico,  dedicato a se stesso come  i Dialoghi con Leuco'  di Cesare Pavese  o Lettere a Lucillo di Seneca?  O  è un libro corale,  socratico  come sembra  di capire  da  quanto dici  in una recente  intervista:  << Il libro di un filosofo sulla filosofia. Al giorno d'oggi, un'impresa rischiosa, persino azzardata... «Beh, a 34 anni   posso pure permettermi di scrivere un libro senza dover pensare necessariamente al tipo di pubblico che lo leggerà. Sono stanco d’inseguire qualcuno. Volevo raccontare la filosofia così come l’ho percepita io. Credo che dietro questa splendida disciplina ognuno di noi può facilmente trovare un terreno fertile per raccogliere validi spunti riflessivi. Quando ho deciso di scrivere questo libro non mi sono posto il problema di chi lo avrebbe successivamente pubblicato. È da un pezzo che non mi pongo più simili domande. Non l’ho nemmeno proposto alle case editrici tradizionali >>

«I libri non si devono spiegare ma leggere, motivo per cui non posso definire in alcun modo il mio ultimo lavoro. In quel passaggio da te citato, non mi riferivo al tema trattato nel libro, bensì all’attuale condizione in cui versa l’editoria italiana. Io sostengo che non c’è molto spazio per gli scrittori indipendenti che non tentano di ammorbare il lettore, e di conseguenza il mercato, con le solite paccottiglie di pornografia splatter spacciata per erotismo raffinato. Nel senso che: o questo spazio te lo prendi senza alcuna concessione, oppure diventi servo del sistema vigente! Il mio libro racconta la filosofia con un linguaggio narrativo, poco accademico. Il testo si rivolge a chiunque desidera accostarsi ai temi della nostra esistenza senza pregiudizio o antichi retaggi culturali. Non ho un pubblico di riferimento, semplicemente perché non mi occupo di foraggiare i gusti della massa. Per intenderci non scrivo un tanto al chilo o  su commissione. Io sono un filosofo e guardo al mondo e all’essere umano nella sua completezza. Inoltre ogni autore ha il sacrosanto diritto di scrivere ciò che vuole senza dover pensare alla tipologia di lettore che si accosterà all'opera. Proprio per questo non propongo più alle case editrici tradizionali i miei lavori. Tale  discorso vale soltanto in Italia, in quanto ho la fortuna di aver incontrato un editore americano che ha tradotto la mia opera in inglese e l’ha distribuita in Usa, Canada e Inghilterra senza chiedermi un centesimo. Dunque perché sprecare del tempo con case editrici che non desiderano accostarsi a qualcosa di non omologato? Grazie ai diversi attestati di stima che ricevo quotidianamente dai lettori e dai giornalisti, mi sento lusingato per aver effettuato la scelta più giusta. Tengo molto  a questo mio lavoro e i risultati mi fanno ben sperare» . 


2) Tu  giustamente  parli di contaminazioni   tra  la filosofia   e le arti  ed il mondo circostante ( 
http://solferino28.corriere.it/2012/09/26/perche-ha-senso-iscriversi-a-filosofia-anche-per-trovare-lavoro )  Infatti è  evidente che  nei secoli,  ed  in particolare  a partire dal primo decennio del  XX secolo,  la  filosofia si contamina  con altri mezzi di comunicazione. E quindi anche  in cartoni animati,  vedi gli studi  sui  Simpsonshttp://goo.gl/kLFIYf ) su South Parkwww.amazon.it/South-Park-filosofia-R-Arp/dp/8876383581 )  e  i  fumetti,  come  la  prima  e  la seconda  serie   di Orfani della Bonelli o  "  la filosofia di Paperino  " di  Guido Giorello - Tito Faraci (  soggetto e sceneggiatura)  - Silvia Ziche  ( disegni  )  in   topolino  n 3054  Speciale  Paperino  . Ma   come   hai detto  tu   anche  con  i  cantanti  e  nello sport. Ma   non c'è  il rischio   che  : <<  (....)   Un artigiano di scoop forzati scrisse che Weimer già si scorgeva \e fra biscotti sponsorizzati videro un anchorman che piangeva.(...)   >>  Guccini “Nostra  signora dell'ipocrisia”  (www.testitradotti.it/canzoni/francesco-guccini/nostra-signora-dellipocrisia).


«Il sapere è diventato ormai prerogativa di determinate caste. Per ogni argomento o dibattito televisivo si convocano in studio solamente docenti universitari, giornalisti che scrivono per i settimanali e quotidiani più importanti del paese, e così via. Poi ci sono i nomi famosi che mettono soltanto la firma tanto a scriverlo, nella maggior parte dei casi, ci pensa  un ghostwriter, oppure uno scribacchino che si presta al gioco incassando una bella somma.
Ma ritornando a noi i discorsi filosofici non sono qualcosa di morto. La Filosofia è vita. Se si guarda bene la filosofia si cela dietro ad ogni cosa. Occorre soltanto osservare con molta attenzione, senza i soliti paraocchi che questa società tenta di metterci per deviare l’attenzione su altro. A mio avviso l’ipocrisia sta nel mascherare determinate verità per poi camuffarle da scoop e propinarle al volgo. Se esiste un messaggio sincero e vero poco importa che  a svelarlo sia uno scrittore o un cantautore o un fumettista.  Conta il risultato finale. Comunque in “Pensiero Riflesso” mi occupo anche  di sport e di certi fenomeni di violenza che si verificano negli stadi. Nel testo, ad esempio, racconto di essere un sopravvissuto della strage di Heysel e molto altro».

3)  Ritornando al discorso di prima, in  che modo  e  come  vedi la  filosofia  nello sport  che  vada oltre il classico  motto   di  Pierre de Coubertin  l'importante  non è vincere   è partecipare  o il film http://it.wikipedia.org/wiki/Running_-_Il_vincitore?


«Come dicevo esiste una filosofia dello sport che non si discosta molto dall’etica del rispetto del proprio avversario. In “Pensiero Riflesso” porto come esempio pratico Alessandro Del Piero. La mia riflessione si concentra soprattutto sullo sport che seguo personalmente, il calcio. Anche in questo caso rimando inevitabilmente alla lettura del testo perché un tema così delicato non può essere liquidato in due parole. Altrimenti si corre il rischio di apparire superficiali e populisti. Quindi vi consiglio la lettura dell’apposito capitolo».

09/11/13

questa è la vita


deliberatamente tratto   , eccetto le frasi in grassetto che  sono miei pensieri \ mie integrazioni ,     da
da http://sergiobonellieditore.it/scheda/10270/Sulla-pelle.html




ogni disegno (  in questo caso ogni nostra  opera  d'arte  )  è una piccola  sfida  . Di solito iniziamo  sapendo di dover  arrivare in un luogo inesplorato . 
Lassù da qualche parte del bianco . inquadriamo un punto B   ai margini del foglio.Ma  ancora non conosciamo il percorso   che  dobbiamo  fare  per raggiungerlo . E una misurata  follia .L'esordio di  un'idea .L'unica  cosa di cui possiamo essere  certi  è la partenza . Il nostro punto A .
A  volte succede al termine di un disegno d'avere la tentazione  d cancellare  tutto. Ogni curva  , linea  campitura , ogni traccia del nostro lungo lavoro  . Eppure  ci abbiamo messo l'anima  , abbiamo  come si dice  sputato sangue  e quel sangue  ad  un certo punto è diventato inchiostro (  bit  ) . Un istante  dopo  però , ammirando la nostra opera  dall'alto  , sentiamo  come una vertigine  .. in un momento ci rendiamo  conto che  qualunque sia stato il percorso , in un modo  o nell'altro  siamo arrivati alla  FINE Perché non scordiamoci che siamo partiti dal punto A  per arrivare  al punto B  Quello che  dobbiamo
da https://www.facebook.com/DanielaChiodiPsicologa?ref=stream
domandarci   , osservando la nostra opera   e  se  esprime  ciò  che volevamo   esprimere  .Evitandoci se  nel contempo do chiederci se  abbia un senso  e un significato 
E cosi ogni volta  rincominciamo restiamo in attesa  di un un 'altra  idea un altro progetto  anche se rimuginiamo  ancora  su quello su quello vecchio   e ci chiediamo   se  sarebbero bastati pochi tratti  a renderlo diverso . e  a  fargli prendere  una forma  piuttosto  che un altra  . Comunque  che sia il semplice risultato  dell'unione di due punti  o il percorso  sinuoso  ( curvilineo )  di una penna  ( tastiera  ) nervosa , è meglio non dimenticare mai   che si tratta  di un disegno (  della nostra opera  d'arte  ) 

21/10/13

l'amicizia oltre la morte [post notturno ]

musica  consigliata







 nel traferire   i file   dal vecchio cellulare  un nokia navigator 67100  (  sotto  a sinistra   ) al nuovo  smartphone   il samsung  gt-s6500 galaxy mini 2 (  sotto  a  destra  )  fra  le  foto    ho trovato questa   che  riporto sotto  e    che  ha   dato origine al post in questione   . 
Ora  molti mi diranno , chi era lo  conoscevi  ?  perchè hai  fotografato  un momento privato  ? 

 Come  ho risposto   ad  un commento     sul mio Facebook :  non lo  so  in quanto la  foto  risale  ad  uno \  due anni fa . E poi  che  importanza   ha  se  lo conoscevo  o meno . 
Sinceramente  non so  chi sia  . Ricordo  solo   che leggendo  i necrologi   mi colpi  molto il contenuto  , spontaneo ,  fresco e diretto  e   poco  retorico  e  standard  che si usa  di solito in tali occasioni  e  senza   chiedermi  se  stavo  facendo bene  o male   scattato . I necrologi sono pubblici  non vedo  dove  sia la  violazione di qualche legge  . Posso   solo dire   che    anche   se  nella vita   ci si perde  di vista   è  con la morte che  ci si ritrova . Quindi  in culo a  chi   rappresenta  la morte   solo ed  esclusivamente   come qualcosa  di negativo  e di terribile   rappresentata  fin dal medioevo   da uno scheletro con la falce  . Ma   venga vista  come la fine dell'inizio  e  non    solo  come  l'inizio della fine   . Proprio morfeo  , mi  sta  rapendo   ho trovato ,  sulla mia  home , questo post  di  Alexandra Zambà .






































che  descrive   e riassume  quando detto fin'ora in questo post





Spesso penso alla morte
al modo in cui dirò addio alla vita
a come avrò la bocca in quell'istante
le mani il corpo.
Vorrei morire mi dico
senza saperlo
a tradimento
in un momento
in cui non me l'aspetto.
Ma ecco che l'alba
riaffiora assurda
e la vita ridiventa
l'incontenibile gioco.

                                                  Salvatore Toma (1951 – 1987 )

 Proprio mentre  termino di  copiare  questa poesia mi ritorna in mente  questa  canzone



 

P.s
Se nel caso il post dovesse  urtare la sensibilità degli interessati  (  i familiari del morto e l'amico  che  gli ha dedicato  il necrologio  qui riportato )  me  li  si faccia  sapere  e  sarà rimosso

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