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21/04/16

Un sapore di ruggine e ossa di Jacques Audiard.



Non potendo uscire per un forte mal di schiena mi sono visto in streaming ( nessun rimorso in quanto il film è del 2012 e quindi non è di quelli appena usciti nelle sale )
Un sapore di ruggine e ossa  * * * - -
Nel nord della Francia, Ali si ritrova improvvisamente sulle spalle Sam, il figlio di cinque anni che conosce appena. Senza un tetto né un soldo, i due trovano accoglienza a sud, ad Antibes, in casa della sorella di Alì. Tutto sembra andare subito meglio. Il giovane padre trova un lavoro come buttafuori in una discoteca e, una sera, conosce Stephane, bella e sicura, animatrice di uno spettacolo di orche marine. Una tragedia, però, rovescia presto la loro condizione.
A partire da alcuni racconti del canadese Craig Davidson, Audiard e Thomas Bidegain, già coppia creativa nel Profeta, traggono un racconto cinematografico a tinte forti, temperate però da una scrittura delle scene tutta in levare. La trama e la regia sono estremamente coerenti nel seguire uno stesso rischiosissimo movimento, che spinge il film verso il melodramma e non solo verso la singola tragica virata del destino ma verso la concatenazione di disgrazie, salvo poi rientrare appena in tempo, addolcire l'impatto della storia con "la ruggine" di un personaggio maschile straordinario, per giunta trovando un appiglio narrativo che tutto giustifica e tutto rilancia. Un equilibrismo che può anche infastidire ma che rende il film teso, malgrado alcune mosse prevedibili.
Come spesso, nella filmografia di Audiard, corpo e spirito fanno tutt'uno, si ammaccano e si rimarginano insieme, senza bisogno di troppe parole: al contrario, la comunicazione, specie quella femminile, passa attraverso un linguaggio muto ma intimamente comprensivo (qui è Stef che "parla" con l'animale ma anche il "dialogo" sessuale che si approfondisce senza l'uso di parole).
La macchina da presa del regista non è certo invisibile e le tesi, dietro il suo modo di filmare, sono sempre molto evidenti. Questo film non fa eccezione e anzi spinge più che mai sui contrasti manichei tra bellezza e squallore, forza e debolezza, spirituali e letterali, fin quasi alla maniera. Ma raggiunge un risultato non scontato laddove, pur essendo in realtà un lavoro molto scritto, dove tutto, fin dal primo istante, è pensato per tornare a domandar vendetta, la direzione degli attori e la qualità dei dialoghi ci distraggono magistralmente, facendo sì che non ce ne accorgiamo quasi mai. La capacità del miglior cinema di Audiard di scartarsi da un percorso troppo rigido o incline alla retorica, questa volta non si manifesta né a livello di soggetto né di regia ma si ritrova più sottilmente nelle pieghe della messa in scena, nei gesti e nelle espressioni degli attori. 
 

Marion Cotillard, Jacques Audiard e Matthias Schoenaerts al Festival di Cannes 2012.
Confermo   la recensione  , riportata  sopra  ,  che ne fa  http://www.mymovies.it/film . E' proprio  un film Un film a tinte forti temperato da una scrittura in levare . Era dal film Quasi amici (Intouchables) 2011 diretto da Olivier Nakache e Éric Toledano che  non vedevo un film  cosi  intenso   . Un esempio di  come dalle  avversità  si  può ripartire   e  di come uno  possa  aiutare    l'altro 


il regista
scheda  del film













04/01/16

Much Loved", le ragazze coraggiose che cambiano la testa degli uomini


ho visto in streaming (   stavolta    nessuna  remora  \  senso di colpa    perchè ho aspettato    che passase  un anno  e  fosse  già andato  nelle sale )   il  film much  loved  di  Nabil Ayouch, esponente del cinema d'autore marocchino, e il suo viaggio nel mondo della prostituzione del suo paese. Il film è uscito   in Italia il 29 ottobre  2015 . Un film bello sembra un film di  Pedro Admodovar   , lo so che  è improprio  come paragone  , ma  mi ricorda  tali atmosfere  . Dove  sia la pornografia   (  e chi lo dice   è un pornodipendente   e consumatore  di  film porno  )  non capisce  niente  o non ha idea   di cosa  sia  e la  confonde  con il  sesso e  l'erotismo .
Dopo la sua presentazione al Festival di Cannes 2015, la proiezione di Much Loved è stata vietata in Marocco, il Ministero delle Comunicazioni ha dichiarato: "il film è un grave oltraggio ai valorimorali delle donne marocchine, è una evidente violazione dell'immagine del regno". Il film è stato aspramente criticato negli ambienti islamici. Un'associazione ha anche annunciato l'intenzione di presentare una denuncia contro il regista e l'attrice protagonista Lubna Abidar per aver danneggiato l'immagine di Marrakech e del Marocco.Siamo  alle  solite  ,  forse  perchè si denncia la corruzione della polizia   e  del  governo.  Sembrano le  stesse  motivazioni che  usavano i magistrati e  i politiic  Dc  , dal secondo dopo guerra  fino agli anni  70\80  , quando denunciavano e sensuravano   i  film  del neorealismo  italiano  .
Nabil Ayouch inoltre è stato minacciato di morte insieme alle attrici dai gruppi salafiti. Riguardo alle accuse il regista replica che la sua intenzione non era di danneggiare l'immagine del Marocco, ma di affrontare un problema sociale, "la prostituzione è intorno a noi e invece di rifiutare di vedere, bisogna cercare di capire le cause che portano le donne alla strada della prostituzione"
La Repubblica     nel'articolo sotto riportato  ha ha intervistato   la  protagonista,la bella   Loubna Abidar 

da  http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2015/10/06

 La condizione della donna araba scuote il cinema d'autore francese. Se pur molto diversi tra loro, due film in questo momento nelle sale hanno lo stesso messaggio: non è facile essere donna nel mondo arabo. Uno s'intitola Mustang (è il candidato francese per l'Oscar straniero), è girato da una ragazza - Deniz Gamze Ergüven - e racconta la storia di cinque sorelle nella Turchia di oggi (in Italia il 29 ottobre, dopo un passaggio al Festival di Roma). L'altro, che uscirà da noi giovedi 8 ottobre, è un viaggio assai realista nella prostituzione in Marocco. Girato da Nabil Ayouch, uno dei registi più importanti del cinema d'autore marocchino, il film nega il suo titolo - Much loved, molto amate - dal primo all'ultimo fotogramma. Nessuno ama le quattro prostitute protagoniste del film; né gli arroganti clienti sauditi (ai quali Ayouch fa dire orrori dei palestinesi) o francesi, né le loro famiglie mantenute da quel denaro oscenamente guadagnato. Ma, soprattutto, avendo le autorità marocchine censurato il film senza neanche vederlo, neanche dal pubblico del loro paese le quattro ragazze saranno amate. In maggio, dopo la proiezione a Cannes,




(sia Mustang che Much lovederano nella "Quinzaine") Nabil Ayouch e Loubna Abidar, l'attrice protagonista, hanno ricevuto minacce e denunce, tanto da dover girare con la scorta e non poter tornare a casa a Marrakech. Adesso va un po' meglio. Regista e attrice sono in Belgio a promuovere il film. E quando, collegata via skype da un albergo di Bruxelles, Loubna Abidar si materializza sullo schermo di un computer è bella, decisa e piena di energia come
Noha, il suo personaggio.Essa  è   una prostituta di Marrakesh, vive con le compagne di lavoro Soukaina e Randa, Said è il loro autista e tuttofare, l'unica figura maschile positiva di questo universo. La presenza nei nightclub di un gruppo di "generosi" sauditi impegna le serate delle ragazze. Di giorno, Noha indossa il velo e fa visita alla madre, che si prende cura di suo figlio, la rimprovera per la vita che conduce ma le chiede soldi in continuazione. La vita delle tre ragazze e di Hilma, che si aggiunge al gruppo strada facendo, è rischiosa e fatta di abusi e illusioni ma la loro unione riesce a trasformarla in un'occasione di allegria e di affetto. 
Le vicende di un piccolo gruppo di ragazze, prostitute a Marrakech, in un paese in cui a decidere sono sempre e solo gli uomini. L'amicizia, la voglia di riscatto e un ritratto della condizione femminile raccontata attraverso gli occhi delle giovani protagoniste. E' "Much Loved", il film di Nabil Ayouch con Loubna Abidar, Danny Boushebel, Carlo Brandt, Abdellah Didane, Sara Elhamdi Elalaoui, al cinema dall'8 ottobre  del  2015

Sarà difficile per lei continuare a fare parte del cinema marocchino. Chissà per quanto tempo sarà identificata con una prostituta.
"Andrà proprio così, ma non mi preoccupo. Ho moltissime proposte di lavoro e un agente francese molto dinamico".


N.B  Le  foto non fanno parete  dell'articolo di repubblica  ma sono prese    dalla  scheda   di   http://www.imdb.com

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