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10/02/17

chi lo dice che i film di nicchia non posso essere belli ed interessanti . il caso di K-PAX - Da un altro mondo

  attratto  da  questo  articolo di http://www.galluranews.org/

Tempio Pausania, 27 gen. 2017


Cinema e psichiatria, la diversità è sempre una patologia? Il tema trattato, come ci spiega Giuseppe Pulina, è concentrato nella malattia mentale. Racconta Giuseppe: << Il cinema racconta la vita, la psichiatria invece la vita la interroga in tutte le sue forme ed espressioni. Il cinema e la psichiatria però possono incontrarsi e attingere l’uno dall’altra. Un binomio fertile specialmente se si ha la fortuna di assistere ad un film come “K-Pax, da un altro mondo”. Un film del 2001 diretto da Iain Softley, leggero e godibile nello sviluppo di una trama così seria. Non un film da pienone ma assolutamente pregno di spunti di riflessione. K-Pax è un nome fittizio di un presunto pianeta miliardi di anni luce distante dal nostro sistema solare. Da questo pianeta proviene il protagonista Prot, interpretato da Kevin Spacey che pur essendo un Kpaxiano sembra avere tutto dell’uomo, e forse in questo sta la metafora della pellicola, una metafora dello scienziato non umano che ha la conoscenza delle leggi del cosmo come nessun umano potrebbe avere. Non aggiungo altro perché il film va visto e goduto per capire meglio il mondo a volte che la malattia fa parte della vita“>>
K-Pax si potrà vedere venerdì 3 febbraio al Teatro del Carmine alle ore 17.00. L’organizzazione è di OMNIA APS- Associazione Promozione Sociale che invita la cittadinanza alla partecipazione. La proiezione del film sarà preceduta dai saluti di OMNIA APS. Previsti anche gli interventi di due psichiatri, il Dr Piero Pintore e la Dr.ssa Luisa Budroni.

K-PAX. Da un altro mondo-
diretto da Iain Softley.

venerdì 3 febbraio, Teatro del Carmine, ore 17.00.

m'ero promesso d'andarci  , ma   purtroppo   coincideva  con  un altro  impegno  . 
Ecco  che allora  me  lo sono visto   in streaming (  non sto   a  dilungarmi    sul perchè  a volte  l streaming    dei film in rete  è  utile  e non solo dannoso  o un furto    d'arte   non  è  questo il post  per parlarne  ulteriormente  visto  che  ne  ho  già accennato   in alcuni  post  del  blog   )  . 

N.b
Anche se   il film  è del 2001\2 ( quindi  un po'  datato  😀😎 )  non , su  suggerimento  dell'articolo   citato  prima ,   aggiungo altro perché il film : 1) va visto e goduto per capire meglio il mondo ., 2)  che  a  volte   che la malattia  , soprattutto  quella  mentale   e  psichica  fa parte della vita  cosi  come  la  felicità .  Quindi  rimanderò  a dei link  che  trovate   nel corso del post  ed  eventualmente     farò  , non so se  ci riuscirò completamente  ,  SPOILER   (  cosa  che  di solito  faccio per  i  film  appena  usciti    nel caso in cui  dovessi rilevare la trama o elementi sensibili   )  ed  al  trailer  


http://www.mymovies.it/film/2001/kpax/

Esso è stato  un viaggio nella  mia infanzia  e  mi ha  riportato   alla mente Reginella  (  I  II  ) 
Risultati immagini per reginella topolino
(  tanto  da  dover    interromperne per  un po' la  visione  ,  visto  che m'ero messo  a leggere  una  storia online   oltre  che a  cercarne notizie  ) ,  oltre  ad  Eta beta    un altro  personaggio  disney   della mia generazione  poco  conosciuto alle nuove  generazioni  (  e di cui secondo    voci   ufficiali e non   ad  agosto ritornerà sulle pagine di topolino  ).
Un film simile  ad il kolossal  Et -extraterrestre  diretto da Steven Spielberg
( un altro rifferimenti alla mia infanzia caspita  come  c.... son nostalgico oggi  😁😑😉 ) 
in quanto a pellicola affronta temi del rispetto e della tolleranza, aggiunti  ai problemi psichici  .  Infatti Il film risulta essere un'opera filo-fantascientifica, con forti richiami filosofici, come la teoria dell'eterno ritorno.  Le stelle attorno a cui orbita K-PAX (il pianeta dal quale Prot dice di venire), inesistenti nella realtà, sono dei richiami ad alcune teorie filosofiche sull'io e sull'essere. I K-paxiani (gli abitanti del pianeta K-PAX) vengono descritti da Prot come degli esseri straordinari, essi infatti vivono in un pianeta senza leggi, in quanto tutti sono in grado di seguire la strada del bene senza condizionamenti legali. Lo stesso Prot dice infatti che "chiunque nell'universo è in grado di distinguere il bene dal male" e che su queste cose anche da noi Buddha e Cristo avevano avuto delle idee diverse da quelle dei comuni uomini, ma non erano stati molto ascoltati.
Un film Film spettacolare, Spacey fantastico.  secondo  giakomix2 di youtube  << A mio avviso è stato sottovalutato dall'accademia per gli oscar >> e   da molta  critica  ( alcune   al limite  della stroncatura )   come  http://www.filmtv.it/e  questìaltra    di   film.it Infatti  tale  film  secondo http://www.persinsala.it/ : << Questo film al botteghino fu un semi disastro e la carriera di Kevin Spacey subi' un brutto colpo a seguito di quella che molti definirono la sua peggiore interpretazione.(...)  >> .Del film è stata soprattutto apprezzata --  secondo  wikipedia --  l'interpretazione di Kevin Spacey, nonché i temi trattati che hanno molto affascinato il pubblico di fascia più colta. Il film si è tuttavia dimostrato inadatto ad attirare altre fasce di pubblico, per le quali è stato visto soprattutto come una delle tante opere cinematografiche basate sul mondo della medicina e, fra queste, non fra le più eccelse. In realtà il film non è propriamente dedicato al solo mondo della medicina e della psichiatria.

Condivido  la  recensione  di  persinsala 

SPOILER  


K-Pax e' un film particolare di quelli che oscillano con facilita' tra il ridicolo e lo struggente, il patetico e il bellissimo.E' la storia di Prott (Spacey), sedicente alieno proveniente dal pianeta k-Pax (in effetti un nome piu' credibile potevano studiarlo), in visita sul Pianeta Terra per darsi un occhiata e ripartire a cavallo di un raggio di luce, unico mezzo di locomozione usato dai k-paxiani. Fin qui tutto assurdo vero? Bene, proseguiamo. Finito per errore (?) in un ospedale psichiatrico fara' la conoscenza dell'imbalsamato Kurt Russel, medico che si interessera' a lui in maniera non proprio ortodossa e barcollera' mettendo in dubbio la sua stessa professionalita' invitandolo a pranzo a casa sua, insieme a moglie e figlie. Prott sorprendera' tutti stravolgendo l'ospedale e praticamente curando uno per uno i pazienti del dottor Mark Powell, che nel frattempo, si strugge alla ricerca di una chiave per interpretare il bizzarro caso di un uomo colto e intelligentissimo, ironico e immune alla torazina somministrata in dosi massicce, capace di vedere ultrarossi e ultravioletti, che si tiene in vita nutrendosi di sola frutta (mangiata con tutta la buccia). 
Il film e' un po' lungo, a tratti debole ma a mio parere dolcissimo e corredato di musiche che ti entrano dentro senza lasciarti indifferente, e dipingono il malinconico mondo di Prott, forse alieno, forse pazzo, in maniera decisiva e precisa. La fotografia gioca spesso con raggi di luce intensi che si dipartono da ogni dove, e tutto sembra rimandare continuamente un messaggio di adesione alle teorie di Prott, strepitoso Spacey alla prese con una scrittura complicata che si', sfiora il ridicolo piu' volte, ma non lo abbraccia mai del tutto proprio grazie alla sua delicata e infantile rappresentazione dell'alieno, tanto avulso al mondo, quanto estremo conoscitore delle leggi dell'universo. La sceneggiatura, un adattamento dal romanzo di Gene Brewer, brilla in piu' punti con dialoghi (spesso monologhi di Prott) intensi e provocatori, imperdibili perle di saggezza somiglianti a passi di letteratura vagamente new age, ma senza esagerare. Menziono la teoria della "bolla di sapone" come dimostrazione che le molecole si aggregano secondo la configurazione piu' utile ed efficace, portata da Prott a spiegazione del perche' lui sulla Terra appaia "umano" e non sotto le sembianze da k-paxiano, o la descrizione del mondo come soggetto a continua esplosione e implosione, in un rincorrersi e ripetersi di eventi, che strizza l'occhio all'eterno ritorno di Nietszche, e che invita a compiere oggi la scelta piu' giusta, perche' "questa occasione e' l'unica che avremo, e che rivivremo in eterno." A questo aggiungiamo ipnosi, teoria dell'autoguarigione dei corpi, drammi famigliari irrisolti e un pizzico di giallo con tanto di assassino e colpevole, in un'opera che mette tanta carne al fuoco ma, a mio parere, non lascia cadere niente e dosa tutti gli ingredienti con lievita', pur mantenendosi toccante e a tratti commovente. Da segnalare l'ironica nota di colore rappresentata dalla sequenza dell' "addio a Prott" da parte dei ricoverati del manicomio, che lo salutano con una festa in reparto dove lo sfondo musicale e' un Elton John che canta (of course!) Rocket Man! Il finale aperto (che di solito detesto), costituisce una frizzante sfida allo spettatore, che puo' scegliere se credere alla favola o alla malattia. K-Pax: Particolare film ben scritto e ben diretto. Una storia che puo' star stretta e rimanere indigesta, per chi e' senza troppi pregiudizi. La Frase: "Dottore, dottore, dottore. Quanti dottori su questo pianeta!"

 SPOILER  

I film non era   male   gli do  un  6.5 |7  ovvero come  suggerisce il portale  http://www.mymovies.it/ * * * - -
forse perchè : mi piacciono i film celebrali e con un approccio sistemico-relazionale”e le tematiche dylan dog di Sclavi e alla Napoleone di Carlo Ambrosini . Ma  soprattutto  perchè   ha saputo usare  i diversi generici  e sottogeneri artistici  in maniera ottimale  per  raccontare  la diversità  e la malattia 


 












31/12/16

chi dice che l'Alzheimer fa ridere si guardi Still Alice . cambierà idea

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colonna sonora del  film



causa influenza ho passato capodanno in casa ed ho visto questo film  Stilla  Alice La storia di una deriva che elude qualsiasi forma di patetismo o di esibizionismo, interrogandosi e misurandosi col dolore muto e ingrato dell'Alzheimer

Marzia Gandolfi di http://www.mymovies.it/film/2014/stillalice/

Marzia Gandolfi     * * * - -
Still Alice è un film del 2014 scritto e diretto da Richard Glatzer e Wash Westmoreland, con protagonista Julianne Moore, la quale grazie alla sua interpretazione si è aggiudicata il Premio Oscar per la Miglior attrice protagonista.
Locandina italiana Still Alice
La pellicola è l'adattamento cinematografico del romanzo Perdersi (Still Alice), scritto nel 2007 dalla neuroscienziata Lisa Genova e pubblicato in Italia da Edizioni Piemme
Un film secondo la  mia  amica  facebook    Elisabetta Roviaro  : << Molto toccante e ben fatto.  >> Il film mi  è stato  suggerito anche , da un'altra mia amica su Facebook Federica Camilò la quale  afferma : << bellissima interpretazione di J.Moore >>. 
Infatti  esso è La storia di una deriva che elude qualsiasi forma di patetismo o di esibizionismo, interrogandosi e misurandosi col dolore muto e ingrato dell'Alzheimer .  Mi è piaciuto molto  ed , scambiatemi per  una femminuccia  ma  chi se ne frega  , ho pianto  ,  in quanto  mi ha  ricordato  il mio  trascorso (   12  anni  ) con  dell'   di mia nonna paterna . . Una bruttissima  malattia    se  , recita  talmente  bene   che sembra  che l'abbia  davvero  , la protagonista  tenta senza  riuscirvi  il suicidio  e dice  quando lo stato della malattia   è appena  all'inizio  che  è meglio  che   abbia un cancro piuttosto che l'Alzheimer . 
E' vero  , ed è questo il suo punto debole  ,  anche se  in certi   punti   i dialoghi  sembrano  insulsi  a livello  della serie   serie   TV  una mamma per  amica  e  simili  fiction  americane  , ma   solo  questa  scena centrale  




lo fa  pensare  in secondo piano  e vale  da sola   tutto  il  film  . Uno dei  più belli  in ambito  " medico "  che ho visto ,  dopo :  Rain Man ( l'uomo della pioggia) , My Life - Questa mia vita ., Le invasioni barbariche (Les Invasions barbares) .Mare dentro (Mar adentro)


Non so che altro dire . buon visione

21/04/16

Un sapore di ruggine e ossa di Jacques Audiard.



Non potendo uscire per un forte mal di schiena mi sono visto in streaming ( nessun rimorso in quanto il film è del 2012 e quindi non è di quelli appena usciti nelle sale )
Un sapore di ruggine e ossa  * * * - -
Nel nord della Francia, Ali si ritrova improvvisamente sulle spalle Sam, il figlio di cinque anni che conosce appena. Senza un tetto né un soldo, i due trovano accoglienza a sud, ad Antibes, in casa della sorella di Alì. Tutto sembra andare subito meglio. Il giovane padre trova un lavoro come buttafuori in una discoteca e, una sera, conosce Stephane, bella e sicura, animatrice di uno spettacolo di orche marine. Una tragedia, però, rovescia presto la loro condizione.
A partire da alcuni racconti del canadese Craig Davidson, Audiard e Thomas Bidegain, già coppia creativa nel Profeta, traggono un racconto cinematografico a tinte forti, temperate però da una scrittura delle scene tutta in levare. La trama e la regia sono estremamente coerenti nel seguire uno stesso rischiosissimo movimento, che spinge il film verso il melodramma e non solo verso la singola tragica virata del destino ma verso la concatenazione di disgrazie, salvo poi rientrare appena in tempo, addolcire l'impatto della storia con "la ruggine" di un personaggio maschile straordinario, per giunta trovando un appiglio narrativo che tutto giustifica e tutto rilancia. Un equilibrismo che può anche infastidire ma che rende il film teso, malgrado alcune mosse prevedibili.
Come spesso, nella filmografia di Audiard, corpo e spirito fanno tutt'uno, si ammaccano e si rimarginano insieme, senza bisogno di troppe parole: al contrario, la comunicazione, specie quella femminile, passa attraverso un linguaggio muto ma intimamente comprensivo (qui è Stef che "parla" con l'animale ma anche il "dialogo" sessuale che si approfondisce senza l'uso di parole).
La macchina da presa del regista non è certo invisibile e le tesi, dietro il suo modo di filmare, sono sempre molto evidenti. Questo film non fa eccezione e anzi spinge più che mai sui contrasti manichei tra bellezza e squallore, forza e debolezza, spirituali e letterali, fin quasi alla maniera. Ma raggiunge un risultato non scontato laddove, pur essendo in realtà un lavoro molto scritto, dove tutto, fin dal primo istante, è pensato per tornare a domandar vendetta, la direzione degli attori e la qualità dei dialoghi ci distraggono magistralmente, facendo sì che non ce ne accorgiamo quasi mai. La capacità del miglior cinema di Audiard di scartarsi da un percorso troppo rigido o incline alla retorica, questa volta non si manifesta né a livello di soggetto né di regia ma si ritrova più sottilmente nelle pieghe della messa in scena, nei gesti e nelle espressioni degli attori. 
 

Marion Cotillard, Jacques Audiard e Matthias Schoenaerts al Festival di Cannes 2012.
Confermo   la recensione  , riportata  sopra  ,  che ne fa  http://www.mymovies.it/film . E' proprio  un film Un film a tinte forti temperato da una scrittura in levare . Era dal film Quasi amici (Intouchables) 2011 diretto da Olivier Nakache e Éric Toledano che  non vedevo un film  cosi  intenso   . Un esempio di  come dalle  avversità  si  può ripartire   e  di come uno  possa  aiutare    l'altro 


il regista
scheda  del film













06/08/15

La donna che canta Regia di Denis Villeneuve




per  chi volesse  approffondire  il contesto storico e  culturale    del film   o  storie  di quelle  zone  

Premessa  prima di continuare  la  leggere  la recensione  ed  eventualmente  a vedere  oltre  il trailer  il film    in questione 

Sappiate  che  non è un film di cassetta, nè un film divertente"; non è un film di svago, sconsigliato quindi se si è dell'umore per una serata di cabaret o si cerca un film per distrarsi \ rilassarsi .Infatti  secondo  
Una visione di un altro Edipo re?Quanto è complessa la storia della vita. Induce molte rivisitazioni di realtà che ci sembrano e forse ci portiamo dentro.; l'odio ,l'amore, l'anaffettività, la sensibilità al sentire degli altri.

Detto  questo  la  la recensione ha inizio  


IL film   corre per due ore, senza arresti di intensità e di emozione, nel va e vieni tra le storia di oggi e quella sovrapposta di decenni fa, al 1970 al '90;certo, è una storia difficilissima, per la sua crudeltà e per la credibilità di questa crudeltà che abbiamo sentito , da lontano, ripetersi più volte dopo la guerra civile in Libano;sembra quasi di essere in un documentario, ci si dimentica che le scene di devastazione sono ricostruite;non c'è nessuna "perfezione di funzioni matematiche", ci sono sofferenza, sentimenti umani, persone, e c'è questa inesorabile disponibilità al male e all'inumanità che hanno gli esseri umani quando si sentono minacciati;certo, l'espediente finale è probabilmente ridondante, aggiunge uno stravolgimento - sono d'accordo, paradossale - a una quantità di male già grandissima, e porta la tragedia ordinaria al livello della tragedia teatrale, alla "tragedia greca"; se ne poteva fare a meno, rende l'esito meno cedibile, ma era nel testo teatrale di partenza, c'è rimasto, e non rende banale il cumulo di sofferenza accumulato fino a quel punto;il regista descrive fatti crudeli con un tocco umanissimo, il rispetto per l'umanità violata si esprime attraverso l'assenza di qualsiasi dettaglio insistito e truculento;non c'è bisogno di effetti speciali; per normale rispetto e civltà non si partecipa a un funerale insistendo su dettagli truculenti; semmai i dettagli truculenti si espongono per
scherno in una carnevalata, lontani dalla morte; e questo fa il regista, ha rispetto umano e civile educazione per la tanta gente di cui descrive la tragedia; attori bravi, personaggi interessanti e veri, film intensissimo, più di una volta dà un groppo in gola e lascia senza fiato; non passa senza conseguenze;Un film tristissimo . un nodo alla gola .Non credeo che i film orientali fossero cosi intensi . Infatti La donna che canta (Incendies) è un film del 2010 diretto da Denis Villeneuve e tratto dall'opera teatrale Incendies di Wajdi Mouawad. Ha ricevuto la nomination come miglior film straniero ai premi Oscar 2011.Ottime le fotografie . .Ottimo l'uso del racconti a due fasi ( quella delal figlia nel presente che dopo aver appreso daltestamento dela madre va alla ricerca del padre e del fratello ) , quello della madre ( che vive le vicende che poteranno a raccontare al notaio lasua storia ed a lascuare ai figli le sue volontà e di come trovare il fratello ed il padre ) . La donna che canta è un film costruito come una formula e la prima inquadratura è la sua equazione: la prima immagine mostra infatti una finestra affacciata su una piantagione di ulivi, passando poi lentamente verso l'interno di una stanza dove un ragazzino rasato da dei miliziani palestinesi guarda verso di noi. 
Dentro quello sguardo in macchina pieno di rabbia e innocenza si situa l'avvio e la soluzione dell'intricata epopea di due gemelli canadesi alla ricerca della verità sulle loro radici. Le indagini scorrono parallele al percorso travagliato che porta la madre cristiana a diventare una dissidente politica, subire reiterate violenze e poi fuggire in Quebec. Villeneuve mette in scena due personaggi dall'identica incognita (l'enigma sui parenti dei due gemelli) e ne segue, passaggio dopo passaggio, la soluzione del problema e la rivelazione dell'enigma, aprendo uno sguardo storico sul sanguinoso percorso di costruzione di un'identità palestinese. Le indagini di Jeanne e la vita della "madre coraggio" Niwal rappresentano infatti dimostrazione e corollario dello stesso enunciato: due percorsi che non solo arrivano alla medesima verità, ma anche a raccontare, in sostanza, la stessa storia due volte. Ma la ridondanza non fa paura a Villeneuve. Sa che la matematica crea solo certezze e perciò evita ogni di lasciare ogni possibile dubbio, costruendo la tensione ricorrendo a una logica talmente ferrea da pensare di poter rendere credibili anche le espressioni numeriche più paradossali (1+1=1). Infatti è un teorema Di pregio perché richiama l'attenzione su un territorio e su una storia con un tono da tragedia greca. Ma ha ragione Becattini, è un teorema, pieno di contraddizioni e di appigli che non stanno insieme: l'età dei personaggi, la finta ignoranza dei fatti e dell'esito della ricerca messa in scena da parte del notaio, pene "leggere" che non hanno alcuna credibilità nel contesto in cui la vita valeva ben poco (sia quella della madre che quella del figlio), conversione alla schiera del nemico non plausibile... Nell'insieme è tutto troppo tirato. Era decisamente più credibile Edipo re.
Le ambizioni di La donna che canta sono quindi molto alte: cercare di raccontare un pezzo della sanguinosa storia recente della Palestina attraverso una drammaturgia di ampio respiro, tragica e complessa come un romanzo d'appendice. Ma le vicende della storia e della politica contemporanea, così ispide e indecifrabili, non si adattano bene alla liscia perfezione delle funzioni matematiche.>> da http://www.mymovies.it/film/2010/ladonnachecanta/ 
Concordo inoltre  con  con  questa recensione pubblicata  su  www.filmtv.it/ esso è la << commovente storia di due giovani verso l'epicentro dell'odio, dell'amore duraturo e delle guerre senza fine.un'immagine straziante e implacabile della sofferenza: esemplare, in questo senso, la figura della protagonista Nawal, che, come ogni vittima della barbarie più atroce, finisce per nutrirsi dello stesso odio da cui è stata divorata. Quell'odio, quella rabbia per i tormenti e le sofferenze subite e nate dall'intolleranza e dal fanatismo (politico, etnico, religioso), che hanno scolpito sul suo volto di donna i segni di un dolore troppo grande per trasfigurarsi immediatamente in perdono, ma che non le hanno impedito di lasciare ai suoi figli quegli insegnamenti per spezzare quella disumana catena. >> . ) ripetuto diecimila volte come un mantra, resta dentro le orecchie per una mezz’ora buona dopo l’uscita dalla sala, e vien da chiedersi se si sia visto un drammaticissimo film o piuttosto non ci si sia risvegliati da un brutto sogno. Magari (perché no? I nostri tempi son quel che sono…) collettivo o d'aver visto " dal vivo " tali eventi . Uno dei film straniero non hollywoodiano o di cassetta più belli che ho visto .  chi se  ne  frega    se  

Giuseppe ScanoGiuseppe Scano
adesso con e lacrime agli occhi per la visione del film visto in streaming vado a coricarmi notte a tutti\e . vecchi e nuovi . in particolare a ***** la protagonista del post https://goo.gl/RKF7YzPiace a 1 persona1 commento
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Piace a Francesca Pedroni.Roberto Facchini Miii stai invecchiando....
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17/05/14

THE BUTLER UN NUOVO FOREST GUMP ?



Come musica  di sottofondo   Giacomo  Spano -Eremo 2014 
  ti potrebbe   interessare  

http://it.wikipedia.org/wiki/Eugene_Allen (il protagonista  che ha ispirato il film  ) 

In uno  dei miei  noiosi  sabati     sono riuscito a  vedere   ( ogni  volta  che lo chiedevo a noleggio , non mi  va   di vedere  un film  appena  uscito   in streaming  o scaricato  dala rete , aspetto possibilmente    che esca  in dvd  o  ache  sia  pssato massimo 4\5 mesi  prima di  vederlo  in rete  )  )  questo film  

 trailler  ufficiale


in italiano  

 devo dire che l'ho trovato bellissimo e molto emozionante…..un cast di attori veramente fantastico…..bravissima a mio parere Oprah Winfrey nei panni della moglie del maggiordomo…..da vedere in silenzio…..e  con i  sottotitoli  per  non perdere  una  virgola   ....  per capire la storia d America ed imparare ad accettare etnie diverse dalla nostre…..perchè in tutti noi c e' un qualcosa di bello, nonostante il colore diverso della pelle….. Cast ed interpretazione degli attori eccezionali! Un film emozionante,commovente,significativo...insomma bellissimo! 
Un giovane bambino un tempo era schiavo nei campi di cotone di Macon, Georgia. Qualche anno dopo sarebbe entrato alla Casa Bianca e avrebbe servito 7 presidenti degli Stati Uniti, per 34 anni. Si chiamava Eugene Allen  ( vedere  url opra  )  e il suo nome è ormai entrato nella storia.
“The Butler – Un Maggiordomo alla Casa Bianca”, con il suo cast stellare sa toccare l’anima di chi lo guarda, facendogli vibrare per un solo ma intenso istante il cuore.
Un film molto bello! uno di quei film che ti fa capire che nazione e l'america dove conta la meritocrazia e i sacrifici vengono ripagati.
gli argomenti trattati in sottofondo sono tantissimi ( il kkk,l'uccisione  di Martin Luter king e  di Malcom X  , il  vietnam  ,  l'avvento delle black panther, l'apartheid, le presidenze controverse di johnson  e  nixon ), premettendo che il film mi è piaciuto molto, ho trovato qualche leggerezza nel trattare la figura di kennedy, dipinto come un bonaccione in preda alle sue lune o l'anima magnanima di johnson, cosa sulla quale si può dibattere parecchio ( ma non mi sembra  il caso ) .Ma  il  film  è  è ben fatto, anche se  nel finale si dilunga un po' troppo, ma  ma  ciò  non toglie  niente  anzi   è  un valore  aggiunto  .Emozionante se fosse finito qualche minuto prima, comunque è cosigliato, come al solito il trend è quello di un film americano, con tutte quelle sviste forzate su alcuni temi, è un film che vuole far forza sull'emozione per ribadire un concetto, non sempre è una strategia vincente per le nuove generazioni, al tempo l'ultima parola




colonna   sonora  

CD: 1
1. Rodrigo Leao - Louis Leaves
2. Gladys Knight - You And I Ain'T Nothin' No More
3. The Meditation Singers - I'M Determined To Run This Race
4. Faye Adams - Hurts Me To My Heart
5. Dean Martin - Ain'T That A Kick In The Head
6. Shorty Long - Function At The Junction
7. Patti Drew - Tell Him
8. Dinah Washington - I'Ll Close My Eyes
9. James Brown - Out Of Sight
10. Fantasia - In The Middle Of The Night
11. People'S Choice - Party Is A Groovy Thing
12. Gladys Knight - You And I Ain'T Nothin' No More

  azzeccattisima  e non ovvia    e scontata  (  come è  avvenuto per   forest  Gump  )   come   nota  dalla   scerlta dai titoli  . Peccato  solo  Soul  e Gospel . 

Un film  sublime  . commovente  . cupo  . malinconico .Alcuni  lo considerano  un feuleitton  come  questa recensione su http://www.mymovies.it/  ma in realtà se  si  guarda  fino in fondo    non lo è per  niente e   se lo è non è  né melenso  né  sdolcinato  . Infatti  : <<  se  la definizione di genere  narrativo è di  per se   piuttosto problematica  >>  in  a partire  da   Aristotele  ci sono   con alterno successo arrovvelati  >>  
<<  di fatto  >> -- come  dice   ancora  GianMaria Contro  nel'introduzione dell'ultimo album le  storie    della Bonelli -- << chiunque  s'avventuri    su quest sdrucciolevole   terreno   finisce  per  illustrare [ come sto  facendo io   ]  i proprio punto di vista   appoggiandosi   alla  provvidenziale stampella  di esempio  concreto >> e facendo dei confronti   spesso impropri  come faccio io  nel  titolo del post  




11/05/14

anche con il sarcasmo e l'ironia si può raccontare la mafia . La mafia uccide solo d'estate NO SPOILER



Nel quotidiano la catastrofe, quando deflagra violenta e totale, non la puoi evitare: ma dalle macerie si può far uscire qualcosa, lavorando sull’onesta condivisione del dolore e la memoria.





\  


Un film bello e divertente , sagace , che riesce a dire ( farebbero bene a vederselo anche chi le conosce già ) cose note e stra note anche ai muri , parlando del futuro e con un finale pieno di speranza e carico di un messaggio .
Nonostante a tratti sia , per chi ha sentito e risentito parlare di tali avvenimenti , prevedibile a l limite dello scontato , in quanto << ( .. )  Pif ha colto una verità di per sé poco appariscente, e ce la mostra da dietro una maschera di apparente ingenuità e goffaggine, che fa ridere e commuovere, di quelle lacrime che arrivano da non si sa bene dove e rimangono anche dopo che le hai asciugate. Perché nel quotidiano la catastrofe non la puoi evitare, quando deflagra violenta e totale, decisa da altri e messa in moto da mani occulte: ma dalle macerie si può far uscire qualcosa, lavorando sull’onesta condivisione del dolore e la memoria. (....) da http://www.valigiablu.it/la-mafia-uccide-solo-destate-il-quasi-capolavoro-di-pif/ è un film da vedere e far vedere nelle scuole anche alle elementari .
Questa è vera antimafia non quella da salotto o da professionisti .Un modo nuovo di raccontare la mafia. Un film che dissacra i boss e restituisce l’umanità dei grandi eroi dell’antimafia. Un sorriso ironico e mai banale sugli anni terribili degli omicidi eccellenti.Un modo originale , quindi , nel trattare il tema mafie non retorico e stereotipato o classico ( il padrino , la piovra , bronx , cento passi ,-- a cui lo stesso pif vi ha partecipato come auto regista --- ecc ) . Un film che sulla scia de il dolce e l'amaro , va alle origini sociali ed affronta la zona grigia fatta di silenzio assenso , e sdramatizzazione del fenomeno mafioso , vedere il titolo del film che è anche un dialogo del film : << Ma la mafia ucciderà anche noi?  Tranquillo. Ora siamo d’inverno. La mafia uccide solo d’estate.[IL padre al piccolo Arturo, prima di andare a dormire] >>
Lo stile del film utilizza, per molti aspetti, il linguaggio tipico della trasmissione televisiva Il Testimone di MTV di cui Pif è autore e conduttore. Gli argomenti, anche quelli più scabrosi e delicati, vengono trattati con un doppio registro fatto di ironia e fredda presentazione dei fatti, in una originale alternanza tra momenti comici e pugni allo stomaco . Infatti da http://www.mymovies.it/film/2013/solodestate/

Costruito come un romanzo di formazione, La mafia uccide solo d'estate trova la sua rilevanza in quello che racconta e la sua forza in come lo racconta e come rappresenta la mafia senza indulgenze celebrative. Infilato il terreno minato dell'universo criminale, Pif contempla il fascino sinistro dell'eroe del male, incarnato nel film da Giulio Andreotti e allargato a una lunga serie di 'persone perbene'e istituzionali fino alla bassa macelleria criminale, scartando i sentimenti retorici e i cliché che veicolano l'idea dell'immutabilità della Mafia. Nato in una regione incline al fatalismo come la Sicilia, Pif fa qualcosa di più che dimostrare la parabola discendente di Cosa Nostra, scegliendo come protagonista un ragazzino che coltiva sogni, speranze e illusioni e che imparerà a sottrarsi alle regole del gioco sentendosi e volendosi 'diverso' rispetto alla cultura diffusa di cui la criminalità organizzata è espressione. I padrini forti e arcaici visti sempre nella loro sacralità di potenti e cattivi vengono 'rovesciati' in una storia drammaturgicamente valida e capace di scendere dentro le cose.
Cinema impegnato in prima linea, che arriva col sorriso fino in fondo, fino a sentire e a far sentire un dolore lancinante, La Mafia uccide solo d'estate capovolge il comico in tragico ricordandoci che ribellarsi è possibile. Il film porta a coscienza del protagonista e della sua città i mostri che stanno anche dentro chi li vorrebbe cacciare e che decide per questo di dichiarare guerra a una parte di sé. Lo sguardo attonito e incredulo di Arturo bambino sulle omertà e le brutalità del mondo degli adulti, che lo hanno sedotto (Giulio Andreotti), innescato (il giornalista esiliato di Claudio Gioè) e (ri)educato (i 'retroscena' del potere mafioso), si posa adesso consapevole sul figlio e sulle targhe di marmo.
Targhe che 'medicano' le ferite di Palermo, targhe fissate sui suoi muri e nella sua memoria, targhe su cui Arturo legge i nomi dei caduti per la Mafia. Legge il loro impegno, le loro imprese, rompendo l'ordine delle cose (nostre) e avviando il processo di eredità di chi ha saputo far esistere la cultura come possibilità della comunità.






http://www.lamafiauccidesolodestate.com
http://it.wikipedia.org/wiki/La_mafia_uccide_solo_d'estate
http://www.valigiablu.it/la-mafia-uccide-solo-destate-il-quasi-capolavoro-di-pif/

29/03/14

L'onda (Die Welle) 2008 diretto da Dennis Gansel

non essendoci nulla d'interessante su rai-mediaset o quel che c'è buono non è visibile su rai replay in quanto lai non possiede i diritti per il web . mi riguardo nel mio solito ( salvo eccezioni ) sabato solitario . Effetto collaterale d'avere amici sposati o fidanzati \ conviventi  o essere 




il film citato nel film http://it.wikipedia.org/wiki/L%27onda_(film_2008)



lo trovate su http://www.tubeonair.com/ più precisamente qui da vedere con mozilla firex fox (con l'estensione anonymox )o torbrowser visto che sia google chrome che internet explorer ne bloccano l'accesso.

molto bello e molto vero non si è mai immuni dal male fino a che non ti rendi conto che è male.più attuale che mai


05/03/14

ma che .... in italia si tenta di combattere la pirateria cinematografica riducendo il passaggio dal'home video alla tv trasmettendo la grande bellezza e già si scatenano polemiche

Riprendendo  il  titolo mi chiedo   ma   allora   che  cavolo bisogna    fare  per  contrastare  la pirateria informatica \  artistica  spesso in mano ( vedere il caso di megavideo  ) in mano  a quella  che  molti economisti  ad iniziare  da Loretta  napoleoni chiamano economia canaglia   sol  reprime e proibire   ? Tutta  questa polemica   per una delle rarissime   volte chela  tv  o il biscione non trasmette cag**te o  film no stra visti  e  rivisti  o  film  di   mio nonno .
Ma  ritorniamo a noi  .
Mi sembra strano che  canale  5   abbia  trasmesso  un film  contenente  : <<   uno spaccato della nostra società, vuota , insignificante, becera, fasulla, ipocrita.... pur avendo molti politici osannato questo "capolavoro" non si sono resi conto che Sorrentino li ha fotografati , per  non dire   volgarità gratuita  ed  ovvia   , per benino?' Insomma questa è la verità sulla nostra società. Più che GRANDE BELLEZZA, direi GRANDE TRISTEZZA  >> (  da https://www.facebook.com/natalina.garavaglia  )  .
  Un  'opera   che  si prende  gioco  anche  se  implicitamente    dal suo capo e  della sua  greffa  anzi peggio  dei salotti   intellettuali  e  mondani    ( vedere cafonal di dagospia  )  .
 Un film  pesante  lento  e  soporifero come  ho  già  avuto modo  dirlo  in un precedente post   a  cui rimando per maggiori dettagli .
Infatti rivedendone l'inizio , mi è  venuto l'abbiocco   come  giustamente  dice   questo post  virale    su  facebook 


  (  vedere per  ulteriori  dettagli  mia recensione )  . Le  ipotesi sono due  :  o mediaset  ha  bisogno di far cassa e  quindi  continuare  a rimanere  in vita  oppure  essendo proprietaria dei diritti ha deciso    come   s'evince  dall'articolo , sotto   riportato  , per  contrapporsi a  Sky Tv .



Nonostante le polemiche suscitate dalla decisione di mandare in onda "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino, nel giorno successivo al trionfo agli Oscar, Mediaset conferma che il film sarà trasmesso in prima serata su Canale5 martedì 4 marzo.
Proprio la probabile vittoria dell'Oscar come miglior film straniero aveva indotto gli esercenti cinema, riuniti nelle sigle Anec, Anem, Fice Acec, a protestare contro la scelta editoriale del Gruppo Fininvest che, attraverso la casa di produzione e distribuzione Medusa, dispone dei diritti della pellicola.
Decisione che, secondo gli esercenti, penalizzerà "l'ulteriore sfruttamento dell'opera all'interno della filiera audiovisiva", considerando che il film è ancora in proiezione in 14 cinema italiani con buon riscontro di pubblico, e che l'effetto Oscar avrebbe sicuramente aumentato gli accessi nelle sale. Prima di approdare in
"Un indubbio valore promozionale per la serata televisiva - aveva affermato Lionello Cerri, presidente dell'Anec - che rischia tuttavia di tradursi in una forte attenuazione del potenziale cinematografico, e non solo, del film, oltre a stravolgere la prassi che vede approdare alla tv generalista un'opera cinematografica a circa 24 mesi dalla prima uscita in sala, dopo lo sfruttamento in home video, in video on demand, pay per view e pay tv". Il film, aveva aggiunto Carlo Bernaschi, presidente Anem, "ha già incassato oltre 7 milioni di euro ma si avvia a diventare un successo longevo, considerando inoltre che concorrerà ai David di Donatello che saranno assegnati ai primi di giugno".Scelta editoriale, quella di Mediaset, non estranea alla competizione con Sky. Non è un segreto che il gruppo di Murdoch punti al monopolio sullo sport e sul cinema, così, dopo aver avuto l'esclusiva su Sochi, Formula1 e Moto Gp, ha programmato una serata all'indomani degli Oscar interamente dedicata al capolavoro di Sorrentino. L'opportunità di sabotarla potrebbe aver tentato Mediaset più degli ascolti che, è prevedibile, saranno altissimi.A "La Grande bellezza" Canale5 farà anche seguire “This Must Be the Place”, altro film diretto da Sorrentino e altra prima tv assoluta. Dopo l'accoppiata con Servillo gli spettatori potranno così vedere il regista all'opera con un altro grandissimo attore: Sean Penn.

14/09/13

i miei film di quest'estate\ autunno parte II

continuo  il mio post  precedente con l'elenco  che  dei film  che ho visto   quest'estate  \  primi  d'autunno  fra   cinema   all'aperto (  oratorio  e  piazza del coomue  )  , dvd  e  dvx  e in straminge  non  in internet

                                   BENVENUTO PRESIDENTE



 Niente  di speciale   almeno per  chi  : << Si devo dirlo ma a chi \Se mai qualcuno capirà\ sarà senz'altro un altro come me  >>  cioè  s'interessa  alla  storia  e contro storia  del nostro amato  \  odiayto paese   dal  congresso di vienna  ad  oggi . Bello per chw fa  capire   si rifugia    nella  sua  torre  d'avorio ,  ma  anche  no  , è :  <<  E poi ti dicono "Tutti sono uguali, \tutti rubano alla stessa maniera >>    coem di ce nel  discorso finale        dovrebbe venire  da  noi   il r4inno  visto  che  i  politicanti  sono , primna  che  s'incollino alle  poltrone   gente normale   porta   al potere   cioè eletta  da noi  .
Un altra scena  cult  è quella  in cu  i poteri forti no sono  , e  qui  c'è  anche  una critica    sferzante  a ttutti  ei dietrologi e  complottisti  , i  soliti  seìrvizi segreti ma   dei famosi  registi italiani che /( fanno    dei  film , gfeneralmente  dei polpettoni   )   vedendo    che il  nuovo presidente  della  repubblica  è    non un politico maun cittadino  normale   preso dal popolo   e  il suo modo  d  fare  ,  s'incavolano  con  i loro proteti in parlamento    che  poi sono quelli  che  gli rendono al vita  impossibile   e con le loro pressioni



                                                               MR.BEAVER


Un film incompleto . Infatti : << L'idea non è male, gli attori sono bravi, ma un tema come quello della schizofrenia se trattato superficialmente non può venire capito, e quindi o una persona finisce a non capire il film, o lo trova incompleto. Per avere coraggio fino in fondo, cosa che probabilmente è mancata anche per non perdere quel tocco leggero che strizza l'occhio alle platee più vaste, si è persa lìoccasione di parlare seriamente di malattia mentale. >> ( foolonthehill da http://www.mymovies.it/film/2011/thebeaver/pubblico/?id=591977 ) Ma nonostante questo limite è stato coraggioso nell'affrontare tale male , quasi tabù nel cinema , in maniera accessibile a tutti\e . Un film senza infamia e senza lode

                                                     QUASI AMICI




Senza  parole  , sia  per  la colonna sonora  azzeccatissima  ,  ma  soprattutto la delicatezza e  l'ironia con cu  vengono tratte   certe cose  ( la malattia  di uno  , il disagio sociale dell'altro ) . Tematiche trattate benissimo senza  cadere   nel retorico , nel pliticamente  corretto   e nel pietismo \  bonismo  d'accatto ( come di mostra questa  scena.
è un bellissimo film, forse

05/09/13

i mie film di di quest'estate\ autunno parte I


ecco  i film  che ho visto quest'estate  o  al cinema  all'aperto   dell'oratorio   o  in dvd  \  dvx  o  in streaming  con amici\che  . Ora poichè  sono troppi  e  non vorrei annoiarvi tediarvi  ,  ho diviso il post  in due  parti  ecco  i primi  





  Viva la libertà . 
                              

 Un film che tutti gli esponenti della sinistra ( istituzionale\ parlamentare ed extra \parlamentare dovrebbe vedere ) . mette in atto o almeno ci prova le parole di Nanni moretti nel famoso discorso di piazza navona di undici  anni fa











                     Lo Hobbit 1 - Un viaggio inaspettato


bello , la storia tarda ad ingranare , ma si sà è solo il primo dei tre . come inizio è promettente . Aspettiamo gli altri 2 per dare un giudizio globale





                                                                  Acciaio 


video
Alle  recensioni  che trovatre  sotto  prese  da    http://www.mymovies.it/film/2012/acciaio/  aggiungo  che     il   regista  deve  essersi  informato e basato  il  film  sulle polemiche  fra  i   Mcr  e  Paolo Pietrangeli   per  il  cambio   di testo della  canzone  contessa  .Cosi  come    e  deve aver sento la  canzone  mia dolce rivoluzionaria  dei Mcr , visto  che   nel  film descrive   benissimo  senza  nessuna forma  di'arte militanrte  ed    in maniera  fiera  ed  indigesta,  la  situazione  operaria  . Ha  capito     ora  di lasciarsi  alle  spalle ,  cioè  che servono  nuove parole  ,   le vecchie ideologie     e  di smettere  d'inseguire  la destra  ma  di proporre   nuove  strade  . Senza   scordarsi  chi siamo   e  dove  veniamo  . un film che ci ricorda che gli operai esistono ancora


Vero acciaio
giovedì 18 ottobre 2012 di Mollimolinari

Ferroso, scuro, ma insieme anche romantico e realista. Ottima scelta musicale in perfetta sintonia con le scene, brave le ragazze così giovani ma molto espressive. Bella la fotografia e gli spazi vuoti che lasciano allo spettatore maggior interpretazione. Regia perfetta, il film esprime pienamente il carattere sensibile, pratico e legato alle radici del regista Stefano Mordini. Bravi gli attori e finale davvero toccante. continua »

La fabbrica non si ferma e si divora i sogni
lunedì 14 gennaio 2013 di Filippo Catani

Piombino. Le acciaierie Lucchini danno lavoro a numerosi operai della città. Due ragazze vivono con difficoltà il momento di passaggio tra le scuole medie e le superiori alle prese entrambe con grossi problemi familiari. Intanto il fratello di una di loro vede tornare la ragazza di cui è ancora innamorato che ha il terribile compito di "ottimizzare" i costi attraverso il licenziamento di diverse persone. Tratto dall'omonimo romanzo. Certo non è e non può continua »


Cinema operaio.
martedì 26 marzo 2013 di ultimoboyscout

Anna e Francesca vivono la loro estate da quattordicenni in crescita fra i casermoni della periferia di Piombino e mentre sognano di scappare, Alessio, operaio in acciaieria, ritrova il suo vecchio amore Elena, nel frattempo diventata dirigente dell'azienda. Mordini ha lavorato sul romanzo di Silvia Avallone con sensibilità, ma lo sguardo non è stato del tutto lucido, creando un'opera poco armonica, sia nella forma che nei contenuti. Ha lasciato nell'ombra alcuni continua »

Impatto ambientale e sociale
martedì 27 novembre 2012 di Nexus

Il film descrive magistralmente il grande impatto ambientale e sociale che ha l’acciaieria sulla realtà di Piombino. Lo stabilimento genera nelle persone che vivono e lavorano in quella realtà una sorta di repulsione ma anche una potente attrattiva. La maggior parte di chi ci lavora vorrebbe fuggire (lavorare) altrove ma realisticamente si rende conto di non avere le possibilità concrete per farlo. Anche una persona colta, “che ha studiato”, con grandi aspettative e progetti come Elena (ex fidanzata continua »


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