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23/05/15

Matteo Salvini, novello generale Cadorna? secondo salvini Il 24 maggio «non passa lo straniero»? No, eravamo noi ad attaccare



Chiedo scusa ai miei pochi lettori , se ritorno a  breve  distanza  di tempo   ( vedere  il precedente  post  )  ancora sul 24 maggio ma certe cose mi danno fastidio, specialmente  quando  sono dettate  da becera  ignoranza o peggio uso  politico  \  ideologico della storia  ,  specie  quando uno come  Matteo   (  ancora  non ha   come annunciato   di fare  cambiato il suo nome  )   Salvini  si  è  iscritto     <<  (  .. )  al corso di laurea in Scienze Storiche dell'Università degli Studi di Milano, rimanendo iscritto per 16 anni, di cui 12 fuori corso, e fermandosi, secondo quanto riportato sul suo sito a 5 esami dalla laurea; (....) >>  da  http://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Salvini 


Ora  il manifesti   leghista ricorda una data e un luogo in cui, 100 anni fa, non successe nulla di quello che viene suggerito

 Non vale   la  scusante   dell'errore    tipografico del manifesto   visto che  è   qualche settimana purtroppo la Lega Nord   ha    fatto  una grande battaglia comunicativa intorno alla data del 24 maggio. Quel giorno si annuncia la presenza di Matteo Salvini sul Piave, con lo slogan «Non passa lo straniero». Nell’ultimo lancio dell’iniziativa su Facebook, la pagina ufficiale della Lega Nord Padania sottolinea: «Oggi come 100 anni fa».
La Lega suggerisce, insomma, un parallelismo tra la Prima guerra mondiale e i flussi migratori di questi ultimi mesi, facendo leva sul patriottismo e l’orgoglio nazionale.
Ora  Il problema è  <<   che  sceglie   >>    come  fa  notare  l'ottimo articolo di  http://www.linkiesta.it/lega-nord-salvini-piave << una data clamorosamente sbagliata. Il Piave, come recita la famosa canzone, «mormorava calmo e placido al passaggio / dei primi fanti, il 24 maggio»: il fatto è che i fanti italiani, più o meno mezzo milione, stavano andando all’attacco. E sul Piave, a dirla tutta, non è che quel giorno sia successo granché.  >> Infatti  Come insegnano i libri di storia fin dalle scuole elementari, l’Italia faceva parte della Triplice Alleanza allo scoppio del primo conflitto mondiale nel resto d’Europa, nell’estate del 1914; i rapporti con Austria-Ungheria però non erano semplici, e l’Italia cambiò fronte dopo alcuni mesi aderendo alla cosiddetta Triplice Intesa. Il 23 maggio 1915 il Regno d’Italia dichiarò guerra all’Impero Austro-Ungarico il 23 maggio 1915.
Il giorno dopo, il 24 maggio appunto, cominciarono le operazioni d’attacco su un fronte molto ampio nell’Italia nordorientale, che andava dal Trentino all’Isonzo. Il fiume Piave era ben dietro la linea del fronte. Gli italiani erano comandati dal generale Cadorna e gli obbiettivi erano, nel breve periodo, Gorizia, e se le cose fossero andate nel migliore dei modi si voleva arrivare nel cuore dell’Austria.
Per il primo mese l’avanzata italiana andò piuttosto bene, ma la seconda linea difensiva austriaca resse bene l’urto e cominciò la fase di stallo – la guerra di trincea – che conobbero gli eserciti in tutta Europa.
Al di là delle questioni irredentiste, se c’era qualche straniero che passava i confini il 24 maggio, quelli erano gli italiani.
<<  Da dove viene l’errore leghista?   [  se  d'errore  si tratta   ] Da una lettura superficiale del testo della “canzone del Piave”. Composta nel 1918, la canzone racconta la storia della guerra – con toni assai patriottici – attraverso alcuni momenti salienti che sono ambientati intorno al corso d’acqua. Che nella realtà fu cruciale solo molto dopo il 1915: nei primi versi della canzone, il Piave è ricordato con una generosa licenza poetica, visto che non fu per nulla centrale nel maggio 1915 (e con una certa dose di forzatura retorica: «per far contro il nemico una barriera» è un gentile eufemismo, visto che «i primi fanti» erano all’attacco).
Dopo la sconfitta di Caporetto, cominciata il 24 ottobre 1917, cominciò una rovinosa ritirata che si fermò tre settimane più tardi – intorno al 12 novembre – sulle rive, appunto, del Piave. >>Ma questa è tutta un’altra storia.
Ora  concordo con http://www.formiche.net/2015/05/23/matteo-salvini-novello-generale-cadorna/



( ...  )   Matteo Salvini, novello generale Cadorna, domani disloscherà le truppe padane sul Piave al grido di “Non passa lo straniero!”. La Lega, quindi, stabilisce un parallelismo tra l’ingresso del nostro Paese nella Grande Guerra e l’invasione della penisola da parte degli immigrati. Ora, anche gli alunni delle scuole elementari sanno che il 24 maggio 1915 i fanti italiani, circa mezzo milione, si preparavano non a difendere i nostri confini orientali, ma a sferrare un attacco contro l’esercito asburgico lungo un perimetro che andava dal Trentino all’Isonzo. Inoltre, anche gli alunni delle scuole medie (forse) sanno che “La canzone del Piave” fu composta nel giugno 1918 da E. A. Mario (pseudonimo di Ermete Giovanni Gaeta). L’inno doveva contribuire a risollevare il morale dei nostri soldati dopo la disfatta di Caporetto. Questo spiega la forzatura contenuta nella prima strofa, dove la marcia dell’esercito regio viene presentata come una marcia a difesa delle frontiere nazionali. Al diavolo la verità storica, potrebbe obiettare Salvini. Cosa conta, se si prende un voto in più? (...) 

Salvini   pur  di procacciarsi  voti   ha  fatto   la  figura  dell'ignorante  superando perfino il trota  .I nazionalisti   di Casa  Pound  e forza Nuova  sono   più colti di  te  .

  

12/04/14

non bastava la politica italiana adesso ci si mettono anche i musei L'ultimo Van Gogh in mostra a Firenze, ma l'Olanda gela tutti: "Attenti, è un falso"



Con sconcerto ed impotenza aprendo i giornali leggo la storia che troviamo sotto . L'unico commento che mi sento di fare è che ormai il nostro paese è ormai in una decadenza totale ( non solo politica , ma questo era ovvio da quasi 40 anni , se non contiamo il periodo precedente al 1992 ) ma adesso anche culturale . Infatti oltre la " sola " della Stamina ( caso Vanoni ) ecco che l'italia sta diventando terra fertile per ciarlatani ed ignoranti . Non solo del nostro patrimonio artistico vedi il caso del crocifisso di Michelangelo poi risultato un di un altro autore contemporaneo










da repubblica del 12\4\2014





L'ultimo Van Gogh in mostra a Firenze, ma l'Olanda gela tutti: "Attenti, è un falso"
È la tela che il genio avrebbe dipinto poco prima di morire. L'ambasciatore di Amsterdam in una lettera: solo una truffa. Un artista e un critico italiani hanno convinto il Consiglio regionale: "Nel quadro, il sangue e un capello del pittore"

di CARLO BONINI


QUALCUNO gioca con Vincent Van Gogh. E per giunta nella terra dei falsi Modigliani, in un affare che lascia basita l'Olanda e racconta una faccenda molto italiana. Anche nel suo incipit. Un elegante pieghevole che, per posta e in rete, annuncia in una magnifica cornice - il rinascimentale palazzo Panciatichi di Firenze - e con l'autorevole patrocinio della Regione Toscana, un Evento di quelli con la maiuscola. All'altezza del sorprendente oggetto che ne è il cuore e che battezza la mostra che si
inaugura mercoledì prossimo 16 aprile. "L'Enigma del Fienile Protestante". "L'ultima tela di Vincent Van Gogh", si legge in un monumentale catalogo patinato. Il prospetto di una fattoria con campanile nella regione di Auvers sur Oise dove una mattina del luglio 1890 il pittore perde la vita. L'ultima immagine fissata per sé e i posteri in limine mortis - aggiungono i curatori - e per giunta macchiata del suo sangue e di uno dei suoi rossi capelli. L'annunciata lista dei relatori dell'Evento è nutrita e variamente assortita. E tuttavia curiosa per le assenze. Non uno studioso acclarato dell'opera di Van Gogh. Non un nome che testimoni l'Olanda, la terra orgogliosa e attenta custode dell'opera del pittore. E quella cautela nel titolo, poi. L'Enigma. Perché?






In via Mercati, nella sede dell'ambasciata d'Olanda, la fonte diplomatica non dà tempo neppure di concludere la domanda, annegandola in una risata omerica. "L'Enigma del Fienile Protestante? Ma quale enigma? Ma quale Van Gogh? Ci risiamo con quei due. E a Firenze, poi. Forse in Toscana non conoscono bene i precedenti di quel quadro. Ci avessero chiamato gli avremmo volentieri raccontato tutto. Perché questa sta davvero diventando una storia incredibile".
"Quei due" chi? Una storia incredibile, perché? Un ingiallito ritaglio delle cronache locali del Resto del Carlino datato luglio 2012 svela che il Fienile di Firenze è una seconda volta. La prima fu in quel di Recanati, nelle sale del museo civico. E l'esordio non fu esattamente un trionfo. In quei giorni l'ambasciatore olandese in Italia, Alphonsus Stoelinga, invia una severa lettera al museo. "Sono rimasto molto sorpreso nel vedere nel catalogo anche il nome della mia ambasciata, del consolato, dell'Istituto olandese di Firenze. Per evitare qualsiasi equivoco, vorrei far presente che non c'è stata alcuna partecipazione alla realizzazione della mostra. Preferiamo non essere associati a questa impresa e ci farebbe piacere se nei cataloghi rimasti, cancellaste i nomi di queste tre istituzioni olandesi". L'ambasciatore non scrive altro. Ma "l'impresa" del Fienile è un dossier alto una spanna. Che documenta come, nel gennaio del 2012, si presenti a un funzionario dell'ambasciata tale Massimo Mascii. È un artista che non ha trovato grande ribalta, ma quel giorno ha una magnifica storia da raccontare. Si dice procuratore di un misterioso "collezionista privato belga", proprietario di un Van Gogh "scoperto di recente e riemerso da lunghissimo oblio". La sua ultima tela, appunto. Mascii è in coppia con tale Stefano Masi, storico dell'arte, e i due cercano la benedizione del Regno dei Paesi Bassi per una mostra da tenere a Firenze. Consegnano quelle che indicano come le "prove" di quella straordinaria scoperta e, tra queste, una lettera del Museo Van Gogh di Amsterdam al misterioso proprietario belga del quadro di cui Mascii si dice appunto "procuratore". Viene dunque investito della faccenda il direttore dell'Istituto universitario di storia dell'Arte olandese a Firenze, Michael Kwakkelstein. L'uomo è un professore universitario scrupoloso e ripassa ogni cartuscella di quell'incarto con crescente stupore.
Sul quadro - sostengono i due - "sono state condotte indagini scientifiche che hanno rilevato le impronte digitali, le tracce ematiche e una formazione pilifera che consentono di attribuire il quadro a Van Gogh". Il professore inarca il sopracciglio. Impronte digitali? Tracce ematiche? E con quale campione di raffronto, visto che parliamo di un uomo morto nel 1890? Ma quello che lo fa trasecolare è la prova cui sottopone, controluce, la lettera che Mascii ha prodotto del Museo Van Gogh. È stata "sbianchettata" nella sua parte cruciale. Lì dove il museo informa che "il Fienile non è un Van Gogh". Kwakkelstein scrive a Mascii. "Sono obbligato a rinunciare a qualsiasi tipo di collaborazione".
I due, tuttavia, non si perdono d'animo. E il 7 luglio spuntano in quel del museo di Recanati con il Fienile. L'inaugurazione - registrata in un video di 26 minuti - li vede dietro un lungo tavolo discettare della tela, in un fiorire di accorti condizionali. "Potrebbe". "Dovrebbe". "Logicamente sarebbe". E la mostra va. Nonostante un accorato appello inviato alla stampa locale da Antonio De Robertis, critico d'arte e specialista dell'opera di Van Gogh. "Quel quadro non è suo. Ritiratelo finché siete in tempo". De Robertis ne spiega i motivi. "Nei suoi ultimi quadri, lo stile di Van Gogh è vorticoso, a spirali. E soprattutto, visto che dipingeva ciò che vedeva, vi sfido a trovare uno scorcio simile a quello della tela ad Auvers sur Oise, dove ha vissuto i suoi ultimi 70 giorni". Parole al vento. Il Fienile si inabissa quell'estate. Per risorgere appunto ora. Con quell'accorta clausola di stile nel titolo della mostra. "L'Enigma del Fienile". E chi sa
 che qualcuno non si convinca dell'impossibile. Dicono che un Van Gogh viaggi sui 30 milioni di euro.

27/04/08

FIGURA DI MERDA!

non riuscendo a descrivere la figura di ....... fatta per il mio vizio di vedere sempre film porno la descrivo con questo video
qualcuno\a mi puoi aiutare a liberarmi dalla pornodipendenza o a quanto meno a ridurla ?

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