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30/04/16

Ma Saviano si può criticare? O è un oracolo inattaccabile?

la stessa cosa  che  mi chiedio anch'io ogni volta  che leggo  i suoi articoli o lo sento  parlare  .  Mi  ero sempre pèpsto questa  dmanda  ma poi è caduta nel  vuoto  , perchè  nessuno ,  salvo i faziosi e lachè   n se  lo chiedevano . ;Ma  poi quiesto interessante    ed  obbiettivo articolo mi  ha  fatto ripensare  e quindi  la   faccio qui pubblicamente . Voi  cosa ne pensate    ?

http://manrico.social/attualita/item/177-ma-saviano-si-puo-criticare-o-e-un-oracolo-inattaccabile.html

Ma Saviano si può criticare? O è un oracolo inattaccabile?

Una argomentata risposta alle capziose analisi di Saviano dove si dimostra l’inconsistenza di tante sue tesi. Le sue analisi sono romanzesche teatrali istrioniche (spunti ideali per la serie TV ispirata al suo romanzo) ma in termini pratici poco utili per la lotta alla criminalità organizzata ed alle mafie


Roberto Saviano ormai ha assunto le sembianze di quel personaggio radiofonico di Arbore, interpretato da Bracardi, che ad ogni piè sospinto urlava “in galeraaaaa!”.Lo dico dopo aver letto un suo articolo su la Repubblica in cui srotola la solita noiosa parabola del Sud abbandonato, del Sud che muore della contiguità tra camorra e politica e bla e bla e bla.Senza offrire ricette ma solo una denuncia pessimistica e dolorosa.Quando la prima ricetta che potrebbe suggerire potrebbe essere il suo impegno diretto, la sua candidatura in qualche Comune ad alta intensità camorristica, il suo spendersi quotidianamente nella guerra al malaffare.Preferisce invece pontificare sui giornali e sulle TV, protetto da uno schermo di computer o di uno schermo televisivo e chiedendo agli altri quel difficile impegno a cui egli rifugge.E’ vero che Saviano è minacciato dalla camorra ma non sono meno minacciati, anzi, persone come Cantone che contro i Casalesi non hanno scritto libri di successo ma hanno portato a sentenze definitive di condanna gli esponenti del clan dei casalesi, persone come Cantone, dicevo, non sono scappate ma si impegnano direttamente.Ed è davvero singolare – come scrive Valter Verini in riferimento a Davigo -- “lasciare intravedere uno scenario di indistinti atteggiamenti, negli ultimi vent’anni, tra centrodestra e centrosinistra. Non c’è bisogno di spendere troppe parole per demolire questa semplificazione: basta rileggere con serenità e obiettività le norme approvate dalle maggioranze di centrodestra e quelle sostenute dal centrosinistra.”Ed è ormai noioso ma obbligatorio ricordare quali sono queste norme.E parliamo della “ripenalizzazione” del falso in bilancio, della introduzione del reato di autoriciclaggio, della legge sugli ecoreati, delle pene più severe per i reati di corruzione e contro la pubblica amministrazione. E parliamo anche dell’ormai prossimo aumento dei termini della prescrizione bloccata fino ad oggi da un Senato che per fortuna in futuro non ci sarà più.Ed a queste misure va aggiunta una riforma strutturale quale quella del codice degli appalti che è un colpo alle pratiche corruttive attraverso procedure più rigorose e soprattutto attraverso un ruolo importante in tutti gli appalti (piccoli e grandi) della Autorità Nazionale di Cantone (che ha direttamente sbugiardato Sergio Rizzo che ha provato a sminuire questa riforma).Si possono certamente fare osservazioni critiche a questo o a quell’aspetto di queste riforme ma non riconoscere la profonda diversità del governo Renzi dai suoi predecessori e soprattutto dall’epoca Berlusconi è una carognata che dimostra il vero obiettivo dei Guru tipo Saviano.Oggi si approvano queste riforme, in nemmeno due anni, ai tempi di Berlusconi invece si facevano leggi ad personam e si invocavano legittimi impedimenti.Invece nell’articolo vengono scritte cose pesanti e non vere sul PD e su Renzi, riassunte nella chiosa finale che afferma apoditticamente “A Palazzo Teti Maffuccini, a Santa Maria Capua Vetere, Garibaldi accolse il documento di resa delle truppe borboniche. Ora quel palazzo sembra accogliere la resa del Pd al meccanismo criminale.” (non vuol dire nulla , ma quanto è romanzesco, teatrale, istrionico!!!)Ma di quale resa parla? Di quale abbandono del sud sta pontificando?Parliamo invece di un governo che sta dando ai magistrati tutti gli strumenti necessari (li abbiamo elencati prima) per sconfiggere il malaffare. E che, come ha affermato il ministro Orlando rispondendo ad una legittima richiesta dei Magistrati, sta predisponendo, tra le tante difficoltà economiche e di bilancio, una soluzione alla carenza di personale al fine di non dare alibi a chi non riesce mai a portare i processi a sentenza.Ma Saviano va oltre ed accusa l’intera politica del governo sul Mezzogiorno e lo fa proprio nei giorni in cui Matteo Renzi va a siglare i Patti con 15 realtà territoriali proprio del Sud.E la sua presunzione, la presunzione di un intoccabile che può dire tutte le bugie che vuole, lo porta ad affermare che Renzi non si è accorto della inaffidabilità di molte classi dirigenti meridionali. Quando invece il meccanismo dei Patti che si stanno firmando dimostra che Renzi ha ben chiara questa inaffidabilità, inaffidabilità che ha portato in anni ed anni allo spreco di enormi risorse pubbliche.Saviano dice delle cose palesemente false perché con i Patti che si stanno firmando in questi giorni Renzi ha sottratto alle Regioni ed ai Comuni la gestione unica dei fondi UE, e non solo UE, ed ha stabilito un meccanismo in cui il ruolo del governo centrale diventa importante (attraverso una unica cabina di regia con tutti i soggetti istituzionali necessari) sia nella gestione sia nel controllo (e non solo attraverso l’ANAC).E questo proprio perché ha ben chiaro la consistenza di molte classi dirigenti del Sud. Tant'è che Emiliano, l'omone a cui piacciono le cozze pelose, si ribella proprio per questo e lo stesso fa De Magistris.Bisognava forse aspettare il completo rinnovo delle classi dirigenti meridionali (compito epocale e che non riguarda certo solo la politica e che in ogni caso non si fa in due anni) per avviare opere attese da anni, opere che si chiamano Ecoballe, si chiamano Bagnoli, si chiamano bonifica dell’Ilva, si chiamano Pompei e Reggia di Caserta (con la cultura si mangia), si chiamano la TAV Napoli Bari, si chiamano fine della telenovela Salerno Reggio Calabria, si chiamano investimenti strutturali sulle strade siciliane e tantissimo altro?Nell’articolo poi c’è la solita solfa dei Partiti che non sono in grado di combattere a priori le infiltrazioni mafiose (prima la solfa era che il PD non espelleva gli indagati pesantemente e siccome adesso lo fa si alza il tiro).E’ indubbio che dappertutto c’è la necessità di stare con gli occhi aperti e captare adesioni e movimenti strani. Ma bisognerebbe ricordare che viviamo in una società liquida, dove i legami sociali si sono sgretolati, dove la società si è frammentata, dove è venuto meno il potere ordinamentale della società e delle istituzioni, quel potere che impediva la reversibilità di senso oggi tanto in voga. E questa nuova conformazione sociale senza gerarchie valoriali rende difficilissima (anche se non impossibile) qualsiasi azione di prevenzione politica.E l'esempio stesso che Saviano porta ne è una dimostrazione (e si ritorce contro le sue affermazioni) laddove accenna a quelle organizzazioni anticamorra che si è poi scoperto essere state create dalla camorra stessa. E solo a posteriori ci si è accorti (tutti) della loro vera natura.I Partiti devono svolgere il compito della Politica perseguendo obiettivi alti e nobili, sapendo — come scrive Rondolino - “che non esiste un altro sistema per consentire ad una comunità civile di autogovernarsi, imporsi regole comuni, rispettare le minoranze e garantire i diritti delle maggioranze”.Ed i Partiti non debbono e non possono trasformarsi in magistrati (e non dovrebbero farlo neanche giornalisti o guru prestigiosi come Saviano) ma debbono fornire gli strumenti ai magistrati per colpire la cattiva politica, come tra l’altro il governo Renzi sta facendo con le leggi sopra ricordate.E che tutto il ragionamento di Saviano sia capzioso lo dimostrano alcune argomentazioni minori inserite nell’articolo (ma si sa che nella costruzione di un frame tutto fa brodo).La prima, incomprensibile, quando parla dell’affidarsi al giglio magico. Non la commento perché non è commentabile, non c’entra nulla con il resto (ma ormai fa figo parlare di giglio magico quando si vuole attaccare Renzi).La seconda, falsa, quando parla dell’investimento Apple a Napoli per la formazione di 600 sviluppatori. A tal proposito Saviano scrive che si tratta di un banalissimo corso a pagamento.Banalissimo, capite?Tim Cook, il CEO di Apple, viene in Italia ed annuncia un investimento per creare a Napoli una scuola per sviluppatori di App e Saviano (che non sa evidentemente di cosa sta parlando) parla di un banalissimo corso di formazione.Dare la possibilità ai ragazzi del mezzogiorno di specializzarsi con la Apple (con la Apple, capito?) nello sviluppo delle Applicazioni (uno dei settori in grandioso sviluppo nelle corporation informatiche) significa dare a questi ragazzi certamente qualcosa di più di un posto di lavoro e cioè uno strumento ed una specializzazione che pochissimi avranno al mondo 




e Tim Cook (in accordo con Renzi) ha dato ai ragazzi napoletani questa enorme possibilità.

18/01/15

nonostante i tentativi d'edulcoranti di Fazio Gomorra è andata in onda sulla Rai

Ieri notte  in un sabato  casalingo ( sono rafreddato )   ho visto la    2  puntata   puntata della serie  tv  Gommorra  perchè qui  cazzoni , ecc  (  scusatemi il  termine  ma  per   problemi vari    in questi  gorni   non  ho avuto modo di  guardare  i  giornali  )  non lo hanno  pubblicizzato   bene   quando i  sarebbe iniziata  . Meno male     che  i mie  (  anche se  a non tutti noi piace  granchè      stavano guardando  Fazio  . Ma   per  fortuna  c'è rai replay  .


da 

Altro che le normali serie  buoniste  su : polizia , carabinieri , commissari, ispettori  , ecc  .
Erano anni  che non vedevo  una fiction ( a parte  il film  Acab ) cosi   " politicamente  scoretta  "  più precisamente  da tempi dell'ultima stagione ( cioe'  dal  2011  )   di spaccanapoli la nuova squadra   de    la  squadra una serie televisiva poliziesca italiana andata in onda sempre  su  Raitre dal 2000 al 2007.
Nonostante  il tentativo di  boicotttaggio  \ congiura del silenzio dello sdraiato Fabio Fazio e dalla stessa rai ( non si fa andare in onda una cosa cosi importante in seconda serata il sabato sera quando davanti alla tv ci sono solo vecch i e pensionati o qualche sfigato , visto che la gente esce a farsi un
da http://it.wikipedia.org/wiki/La_squadra_%28serie_televisiva%29


  da  http://www.serie-in-tv.it/la-nuova-squadra/default.asp

giro anche se senza un € vedi crisi e tasse) la prima puntata della fiction tv Gommorra viene trasmessa . E faccia Boom .
Infattti    <<  Aldo Grasso sul Corriere tv parla della scelta di trasmettere “Gomorra – La serie” su Raitre. “La Rai è fuori dai cardini, e adesso vi spiego perché. Su Raitre, sabato in seconda serata, viene trasmessa Gomorra. La serie tratta dal libro omonimo di Roberto Saviano e diretta, coordinata, dal grandissimo Stefano Sollima. Perché è fuori dai cardini ?
Perché fino a pochi giorni prima tutti i vertici aziendali avevano detto che “noi non trasmetteremo mai una serie come Gomorra, che trasmette il Male… che rappresenta il punto di vista del Male… non è compito del servizio pubblico fare questo, etc etc… Poi, siccome è una serie di successo, viene trasmessa. >>
Io ci aggiungerei pressionmi dei  fans  amanti  di tali generi che non ha  sky o  per  questioni d'utili  e di €.  Infatti    non dimentichiamoci  che  siamno a gennaio  e   a fine mese  scade il canone  rai   e quind per  invogliare   gli spettatori a  pagare il balzello ,  sempre più evaso  oltre a  ridurre il prezzo  bisogfna  cercare  d'invoogliarlo  .
Lo stesso  Grasso  --- sempre  secondo http://www.blitzquotidiano.it/ ---   si  chiede   giustamente   <<    Ma come viene trasmessa ? Si chiede al povero Fabio Fazio di fare una specie di “profilassi”  ( leggasi   paraculismo   N.B corsivo  mio )  della serie. Di spiegare come è fatta, intervistare Saviano, intervistare i vari protagonisti… Insomma in qualche modo si cerca di edulcorare l’impatto di una serie come Gomorra.
Ma il vero problema è che Gomorra ( una serie fatta benissimo, girata benissimo, la quale affronta il problema del Male, cioè il problema della complessità, della diversità, di quello che nella vita di tutti giorni in qualche maniera ci tormenta) dovrebbe essere un principio cardine del servizio pubblico.
Invece il servizio pubblico preferisce quella fiction agiografica, buonista, in cui tutti sono degli eroi, in cui tutti sono dei santi, in cui tutti sono dei navigatori. Questa è la vera grande contraddizione: la Rai, suo malgrado, è costretta a trasmettere Gomorra“. >>
Infatti  due fiction bastarde , di cui  Alddo Grassio sembra  esersi scordato  anche se  non allo stesso livello  di gomorra  ,  le  ultime  due  \ tre de la squadra    che  stava per   diventarla  e     spaccanapoli la nuova  squadra    proprio bastard in side   dal  suo inizio    sono state chiuse     la prima    dopo  7 stagioni ,  la seconda    nonostante  ci fossero  ascolti stabili ed  altre vicende  dei protagonisti in sospeso    dopo  sole  3  stagioni  .Dalla    1 puntata   vista    posso dire   che  nonostante i  tentativi di  d'addolcimento  e  di sminuire la potenzialità   della serie,   proposti da fazio  essa   ha mantenuto  e  speriamo continui   anche   nella seconda stagione   come  dsi dice  su http://it.wikipedia.org/wiki/Gomorra_-_La_serie .  E credo  che   saremo accontentati perchè il potere  ha   tutto l'interesse   che  il popolo  trovi  sfogo in    cose  bastarde ( otre  che nei  consuenti   discordi malpacisti ) scendere in piazza  contro di loro  .  Mi  è piaciuta  una serie tv (  sarò  più dettagliato dopo aver visto le  altre  3  puntate  )  bella , fiera , indigesta  , e  bastard  inside   proprio come  piacciono a me   altro che quelle  nìtroppo buoniste e quyindi saporire  .

10/02/14

generation war giudizio globale

  dopo il  un giudizio  parziale ( vedere  post  precedente  ) 



 sorto dall'equivoco    sulla messa  in onda delle puntate  che mi ha portato  a vedere  la seconda  e  poi in replay  la  prima  , posso darne   un giudizio globale   del  film in questione
 

Un film bello, triste  , drammatico  , generazionale . In esso ci ho ritrovato anche  se in modo velato   gli echi del graphic novel I Maestri dell’Orzo, la saga della famiglia Steenfort   .

Confermo   quanto dicevo nel post  precedente  , in particolare la seconda  critica  . IL telefilm  testimonia  che  non è necessario  raccontare degli eventi storici  facendo un film storico . Un film controverso visto che <<Secondo il giornale inglese The Economist nessuna fiction in Germania ha mai causato tanto dibattito tra il pubblico, mentre i critici hanno criticato molto severamente l’aspetto storico (in particolare il ruolo della Germania nell’olocausto, sottolineando che la miniserie ha occultato questo aspetto; un’altra critica è legata all’antisemitismo, nella fattispecie la miniserie avrebbe dipinto i partigiani polacchi come più antisemiti dei soldati tedeschi.>>(da  wikipedia ) . 
Critiche  che valgono  come ho già detto precedentemente   se  si considero il telefilm come  appartenente  al genere storico \ documentario Ma, sempre  da  wikipedia  ,La serie racconta la storia di cinque amici tedeschi, che hanno dai 18 a 21 anni, illustrando i loro diversi percorsi sotto il terzo Reich, nel 1941 mentre infuriava la seconda guerra mondiale.

La storia si estende per cinque anni, partendo dal 1941 fino nell'immediato dopo guerra.

Nel '41 a Berlino i cinque amici decidono di fare una festa perché il giorno dopo due di loro, i fratelli Wilhelm e Friedhelm, partono per il fronte orientale, mentre Charlotte è appena diventata infermiera e anche lei sta per partire per il fronte; Greta invece è un aspirante cantante e ballerina che ha una relazione con Viktor, anch’egli parte della cerchia ristretta di amici, che però è ebreo. Greta continua ad amarlo nonostante le leggi di Norimberga. Gli amici sono convinti che la guerra durerà pochissimo, credono quindi che a Natale si rivedranno. Cominciano dunque le loro cinque storie.Storie  che vanno poi a costituire  una  storia  di un'amicizia  resiste  a tutto anche a
«Generation War» riscoprire la verità di una bestiale follia. 
Si è conclusa nel 1945, la seconda guerra mondiale. Sessantotto anni fa. E si sono susseguite, quindi, ben due generazioni: a segnare un distacco che sembra impensabile, per chi ancora ricorda gli anni atroci del conflitto, ma che ha steso inevitabilmente un velo di oblio e di indeterminatezza in coloro che sono venuti "dopo", e nulla sanno, occorre ammetterlo, della guerra che ha segnato il destino del mondo. Poco hanno fatto la scuola e i media, malgrado possa sembrare il contrario. Ai film di propaganda, alle glorificazioni postume, alla quantità di riferimenti che citano senza cronologia ingiustizie e crimini si sono succeduti vaghi "ricordi", brani da sussidiario scolastico, celebrazioni doverose, che non hanno inciso nella mentalità dei giovani, lasciando soltanto una scia di dati ai quali non sempre si accosta la partecipazione spontanea. E quindi il film-tv tedesco, Unsere Mütter, unsere Väter, ossia "Le nostre madri, i nostri padri", tradotto da noi in Generation War e proposto in due puntate da Raitre nelle ultime due scorse serate, ha il gusto asprigno di una scoperta dolorosa, appare come un pugno nello stomaco per i dettagli di una guerra in cui la crudeltà incide anche nella definizione dei caratteri dei protagonisti, cinque amici che si trovano a combattere sul fronte russo con differenti destini. Disorientati e confusi, i giovani soldati tedeschi vedono scorrere davanti ai loro occhi stragi e violenze, gli ebrei sono entità familiari che improvvisamente sono additate come persone da eliminare in ogni modo, la lealtà e il coraggio sono cancellati da una violenza cieca in cui chi spara ha sempre e comunque ragione, quella della sopravvivenza a ogni costo. E il raffronto fra il sangue effuso nell'ospedale da campo fra grida di dolore, e il silenzio rassegnato di chi si inginocchia davanti al suo giustiziere – spesso un ragazzo dagli occhi tristi e dall'espressione confusa – è il binario di morte sul quale per anni i giovani, non solo i tedeschi, si sono avviati al massacro, per massacrare altri giovani come loro in disperata follia. C'è, nella rievocazione di quella guerra che molti di noi sognano ancora la notte, e tanti altri a mala pena conoscono, il senso di un grande inganno, di una ignoranza dei fatti e dei dati manovrata da una propaganda feroce, in cui i soldati sono stati strumentalizzati con fredda strategia. Una generazione in guerra, dice il titolo: sola e con le armi in mano e di fronte, a cercare e dare la morte, senza, in fondo, saperne il motivo.

avvenire  del 9\2\2014

Ma quegli anni di terrore possono essere anche il teatro per gesti coraggiosi apparentemente fuori da ogni logica come quello di Viktor, il sarto ebreo legato proprio a Greta, che salva l’amico nazista Friedhelm da un attentato dei partigiani polacchi. Insomma  la  storia   fatta  dalla gente   ,  ovvero  come dice De Gregori  


Dal punto di vista tecnico la serie è di altissimo livello, sia per quanto riguarda la regia che le ambientazioni, gli attori sono tutti in parte e talentuosi: a disarmare è la naturalezza con cui vengono presentati i protagonisti, per cui all’inizio si simpatizza e che poi si macchiano di crimini raccapriccianti. Gli autori ci mostrano questo processo senza forzare il giudizio e senza giustificare nessuno, portando lo spettatore a riflettere sul fatto che in quelle condizioni storiche l’uomo comune si sarebbe comportato esattamente così.

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