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09/08/17

Non sapevo che defnire " animali \ bestie " fosse un offesa agli animalisti . Ecco cosa mi è successo qualche giorno fa su facebook

Come ho   già detto   dal titolo Non sapevo che defnire " animali \ bestie "  chi   non soloriduce   cosi una persona    ma   poi    la insulta   sul peronale   te lo meritavi  ,ecc.

Gessica Notaro, la miss sfregiata con l acido, al Maurizio Costanzo Show:  Ecco il mio volto
fosse un offesa agli animalisti . Ecco cosa mi è successo qualche giorno fa su facebook
e questi sarebbero animalisti ? sono essi stessi degli animali .
L'ex miss è stata insultata per aver scritto un post contro la chiusura del delfinario di Rimini #Italia
Commenti
Casta Elisabetta Che gente ignorante....
Gestire
Daniela Tuscano No, gentaccia capricciosa. Non sono amanti degli animali, sono integralisti qualunque, per loro è una moda. E sono profondamente cattivi.
Gestire
Flo Pelloni Giuseppe scusami, chi ha insultato in maniera cosi' orribile la miss non rappresenta gli animalisti! E' solamente un povero impotente e frustrato che sfoga la sua inutilità di essere vivente e di vigliacco cacasotto, ma nascosto dietro ad uno schermo! E comunque lo hai elogiato dandogli dell'animale.................... gli animali sono onesti, sinceri ed innocenti e se noi avessimo preso esempio da loro il mondo sarebbe migliore! Per favore non scadere anche tu in queste insulti cosi' poco afferenti alla tua persona! Forse non ami gli animali? Detesti chi li ama e li accudisce? Padronissimo, ma da te non mi aspettavo davvero questa ucita cosi' meschina e gratuita!
Gestire
Giuseppe Scano Daniela Tuscano e Flo Pelloni avwete ragione quando dite : <<(... ) gentaccia capricciosa. Non sono amanti degli animali, sono integralisti qualunque, per loro è una moda. E sono profondamente cattivi. >> e << (...)è solamente un povero impotente e frustrato che sfoga la sua inutilità di essere vivente e di vigliacco cacasotto, ma nascosto dietro ad uno schermo ! >>. Devo però smentirvi che all'interno del movimento animalista ci una mionoranza di fanatici e di gente di quel tipo che ha lanciato insulti anche pesanti ala miss , o tempo fa aveva augurato ad un cacciatore di morire . Flo Pelloni e Davide Ticconiquando0 avevo definito quei tipi animnalòi \ bestie non intendevo affendere gli animalistiperchè io stesso lo sono . ma intendevo usarlo nel significato di bestialità << (..) vivere come un animale, in modi e ambienti sudici o senza il decoro e la sensibilità propri dell’uomo civilizzato dim. animaletto, animalino, animaluccio, accr. animalone . da http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=animale%201 >> . se nel caso ti avessi avessi chiedo scusda 😥😚 non era mia intenzione






Quindi prendo atto che ik termien banimali \ bestie usato definire chi , oltre a farle augura simili  cose   a tutti\e coloro sono state vittime di simili violenze e portano i segni è ormai superato ed anacronistico e che ora servono nuove parole ,  la gente è cambiata,la risposta ora è più complicata
E  quindi anche  la  concezione   : <<  Due  cose  mi stupiscono : l'intelligenza   delle  bestie  e  la bestialità   degli uomini  >> espressa  da  Flora Tristan ( Parigi7 aprile 1803 – Bordeaux14 novembre 1844) è stata una scrittrice socialista e femminista francese)   risulterebbe  ormai  anacronistica  .
Ed  proprio  mentre  cervavo ulteriori news  sulle  ultiume vicende  di Gessica   , mi sono   imbattuto   in questo video 











che ho deciso di riportarte qui e di bloccre uno scritto di getto \ a caldo in cui commentavo l'ultima frase di Mauritz Trippazza ops Maurizio Costanzo.
E' vero che   una  volta   finite le storie   \un rapporto   ( non solo d'amore  )  ci si deve  rassegnare   anche se  io preferisco  accettare    che è finita  . Ma  comer fare   a  fare  ciò ed evitare    che  diventi femminicidio  ?
Una  cosa non semplice  perchè 

ma  va  fatto per tenere   a bada  il nostro  odio   non alimentarlo    e  farlo morire  di fame  

"Nonno, perché gli uomini combattono?"Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma:"Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi "Quali lupi, nonno?"Quelli che ogni uomo porta dentro di sé."Il bambino non riusciva a capire. Attese che il nonno rompesse l'attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine il vecchio, che aveva dentro di sé la saggezza del tempo, riprese con il suo tono calmo"Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo."Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto."E l'altro?""L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede."Il bambino riprese a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero."E quale lupo vince?"Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti."Quello che nutri di più.
ecco alcuni suggerimenti  :




io  lo risolvo  : accenttandso  che  come i si  ci possono essere  anche i no  


 al secondo no  , mi arrendo   e  mi  ributto , ovviamente  lasciando passare un  po'  di tempo  giusto per  non essere  chiamato morto di figa   e mal visto  come  un mandrillo arrappato   sall'altro sesso  o  provolone    da parte di maschi  ed   innamorandomi    di  nuovo e  riprovando con un altra   come  se  fosse  la prima  volta  .
Per   quanto riguarda   i raporti  d'amicizia  ve ne parlerò  in qualche  prossimo post  . Posso solo  dire  , che ance  algono i n linea  teoretica  si  devono usare  gli stessi accorgimenti ( anche  se  pèoi la pratica   varia a  seconda  del percorso  \  viaggio   , storie    di ciascuno  di noi  )   prima  citati   per  evitare  che    sfocino  in  atti  d'odio e  di stalling  che   


15/07/17

quante donne dovranno essere ammazzate prima che si faccia e si faccia appplicare soprattutto una legge sul femminicidio e sulla tutela degli orfani da tali abberrazioni

questa canzone scritta nel lontano 1962\3



si potrebbe rileggere cosi cara Cinzia Abramo : << Ma quante donne devono ancora morire per mano di uomini pezzi di merde prima che le istituzioni investano seriamente in cultura di genere, in educazione alla sessualità, nell"abbattimento di stereotipi sessisti, per la.formazione e la corretta informazione, continua qui >>

12/06/17

Giuseppe Scano intervista Cristian A. Porcino Ferrara autore del libro "Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne".



Il 12 giugno 2016 un killer uccise ad Orlando 49 persone che si trovavano nel locale gay Pulse. Alle vittime di Orlando e a Eddie Justice è dedicato il libro di Cristian A. Porcino Ferrara Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne. Inoltre Porcino dedica il proprio volume anche a Sara Di Pietrantonio barbaramente assassinata dal fidanzato. Nell'intervista con l'autore si è discusso di omofobia, femminicidio, i moti di Stonewall e molto altro.

1) Qual è il tuo bilancio a un anno dall'uscita del libro "Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne"?

«Molto buono. Quest'anno ho ricevuto recensioni positive, tanti pareri autorevoli come quello della senatrice Monica Cirinnà, ringraziamenti da parte di associazioni Lgbt e molte altre soddisfazioni personali. Penso alle tante opinioni dei lettori che mi hanno contattato in privato per congratularsi del lavoro fatto. Alcuni di loro mi hanno raccontato le loro vite, i problemi che li hanno segnati e la rinascita dopo la consapevolezza di sé»

2) Una bella soddisfazione

«Certo, perché l'unico a credere nel progetto sono stato io. Ho contattato tanti editori ma quasi tutti, pur se interessati, non hanno voluto investire economicamente su un progetto da loro ritenuto di nicchia. In Italia domina l'editoria a pagamento e se non accetti di sborsare quattrini devi impegnarti a fare tutto da solo e diventare quindi indipendente»


3) Se osserviamo i risultati raggiunti non hai avuto torto. Ma mi dicevi di Christopher Park (che appare proprio nella copertina del libro) e la comunità Lgbt. Raccontaci qualcosa.

«Dici bene. Ricordo la soddisfazione di aver portato la mia opera a Christopher Park, New York, dove nacque il movimento Lgbt. Proprio in questi giorni ricorre l'anniversario dei moti di Stonewall. Accanto a Christopher Park si trova lo storico locale Stonewall Inn (foto 2) dove il 27 giugno 1969 si lottò per affermare il proprio diritto di esistere in quanto esseri umani. L'orgoglio di essere se stessi e di reclamare e combattere per ciò in cui si crede davvero. In quelle manifestazioni si sancì la fine della violenza psicologica e fisica affrontando le autorità che volevano schiacciare i diritti civili delle persone gay confinandole in un ghetto. Infatti, per le strade di New York nel mese di giugno ogni anno il gay pride riempie la Grande Mela non solo di colore, ma dimostra concretamente che il proprio orientamento sentimentale e sessuale non deve essere più tenuto nascosto ma vissuto alla luce del sole. La libertà di amare non è una concessione ma, per l'appunto, un diritto»


4) In fondo New York è un po' la tua seconda casa, e quindi è stato un piacere ricevere attenzioni dai newyorkesi, o mi sbaglio?

«Esatto. Non dimentico la gente seduta a Christopher Park (foto 1) che mi continuava a chiedere se il libro era scritto in inglese e se potevano acquistarlo nelle loro librerie. Non posso scordare il loro entusiasmo e la loro positività. Da italiano confesso che tanta dimostrazione di stima e affetto mi ha fatto un certo effetto. In Italia non siamo abituati a manifestare il nostro interesse per qualcuno che non conosciamo. Forse se lo vediamo in TV sì ma per uno scrittore indie è del tutto impensabile. Siamo molto invidiosi dei successi degli altri e raramente ci facciamo coinvolgere dai progetti culturali degli sconosciuti»

 5) All'interno del libro tu includi un interessante progetto educativo sulle varie forme di affettività da realizzare nelle scuole. Hai trovato il modo di presentarlo negli istituti?

 «Da ben tre anni e senza grandi risultati. Ho inviato tempestivamente il progetto all'assessorato alla pubblica istruzione di Catania. L'assessorato ci ha fatto sapere che il progetto era valido però mancavano i soldi per poterlo realizzare. All'epoca ho fatto un tour de force insieme ad una mia amica psicologa nelle scuole statali, ma oltre a congratularsi per il progetto la litania che ascoltavamo era sempre la stessa: non ci sono soldi. Altre volte, invece, i dirigenti scolastici non ci ricevevano  e ci dirottavano presso segreterie didattiche o vicepresidi. Di conseguenza il progetto è stato depositato e protocollato ovunque, ma non mi è mai stato permesso di attuarlo. Il progetto si rivolge proprio ai ragazzi e ragazze delle scuole medie  inferiori e superiori, e l'intento era proprio quello di sensibilizzare i più giovani su tematiche che li riguardano da vicino. Ho notato un ostruzionismo sistemico inaccettabile, e un'indifferenza preoccupante che è la maggiore causa dei problemi che affliggono questo paese. Ed è questo che mi dispiace tanto»

6) Dicevamo prima che il tuo libro ha ricevuto anche l'apprezzamento della senatrice Monica Cirinnà ed è stato ben accolto da pubblico e critica. Mi chiedevo se da parte cattolica hai ricevuto apprezzamenti o rifiuti?

«Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta la senatrice Cirinnà per le parole di apprezzamento alla mia opera. Devo dire che è una persona davvero sensibile, e soprattutto dotata di grande empatia. Per quanto riguarda l'ambito cattolico io vedo spesso dei muri nonostante i vari appelli al dialogo pronunciati da Papa Francesco. Ci tengo a precisare che non appartengono a nessuna chiesa, e di conseguenza non frequentando alcuna comunità sono escluso in automatico dai vari dibattiti su omofobia e femminicidio. Già in passato per via di alcuni miei libri sono stato estromesso da lavori che erano offerti da strutture religiose, ed ho patito varie forme discriminatorie a causa della mia non appartenenza a nessuna fede preposta al culto. Ho tentato anni fa di parlare con l'arcivescovo della mia città ma non mi ha accordato alcun appuntamento. Chiaramente sono disponibile ad un confronto con le strutture cattoliche ma dubito che ciò  accadrà»

7) Quali sono secondo te i metodi per combattere i numerosi casi di femminicidio e di aggressione omofoba nel nostro paese? E a cosa è dovuta tanta intolleranza e furia omicida?

«È evidente che il nostro paese porta avanti un sistema discriminatorio frutto di una cultura prettamente machista. Una subcultura abbastanza diffusa che deve essere estirpata alla radice. Goleman parla di alfabetizzazione emotiva da iniziare fin da ragazzi ed è proprio quello che nella nostra società manca. Non possiamo restare con le mani in mano e non colmare questo vuoto culturale. Da questo dipende il futuro delle nuove generazioni. Nessuno può possedere nessuno, tantomeno la vita della persona che dichiariamo d'amare. L'amore vero libera dalle catene e non distrugge la vita della persona amata. Stesso discorso per l'omofobia. Si combatte con la violenza ciò che non si comprende con la ragione e la cultura. L'ignoranza genera paranoie e nemici inesistenti. Purtroppo in Italia non esiste ancora una legge per combattere il femminicidio e l'omofobia. Senza una cultura dell'accoglienza e del rispetto reciproco la discriminazione e l'ineguaglianza troverà piena cittadinanza. A tal proposito ho apprezzato il toccante messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella diffuso in occasione della giornata mondiale contro l'omofobia. Per ringraziarlo gli ho inviato in dono una copia del mio libro»

8) Nel libro analizzi alcune canzoni straniere e italiane, mi chiedevo se poi qualche artista italiano si è fatto vivo con te, magari per ringraziarti o per altro?

«Purtroppo no. Ho contattato molti artisti italiani da me citati ma non ho ricevuto alcun segnale. Ho scritto diverse mail ed ho tentato anche tramite i social ma nulla. In fondo ci sono abituato. Ho notato molti messaggi visualizzati a cui però non è mai seguito alcun riscontro. In Italia i 'famosi' ti scrivono solo se vai in Tv e diventi anche tu un fenomeno televisivo. Ma va bene così. Non ho scritto il libro per essere ringraziato da loro, ma per incentivare una lotta attiva al femminicidio e l'omofobia. Ed è questa la mia priorità»

Giuseppe Scano



Il libro Canzoni contro l'omofobia e la violenza sulle donne è in vendita su Amazon al seguente link: https://www.amazon.it/Canzoni-contro-lomofobia-violenza-sulle/dp/1326718746



04/06/17

Tre storie che fanno ancora più male quando il dibattito pubblico è così concentrato su cosa si intende per famiglia e gendert ed antigender

vedi anche
perché i preti vanno spesso in TV a parlare di sesso ? [ L'elzeviro del filosofo impertinente ]

un vecchio post della grandissima e nostra utente fin dale origini Tina Galante ha condiviso il video di La Cronaca Italiana.2 febbraio 2016



 <<Tre storie di donne vittime della violenza. Tre storie che fanno ancora più male quando il dibattito pubblico è così concentrato su cosa si intende per famiglia >> ma  soprattutto    su gender   e  antigender  ( vedere il pre  , durante  , e  post   legge  unioni  civili  ) . Un pase  diviso  dove  .

solo il termine    ed  l'ìinroduzione   del reato  femminicidio   crea  ancora resistenza    . Un paese  e   video  di questi  giorni  


Reggio Emilia: musica e preghiere, rosario e diritti. Il Gay Pride e la "processione riparatrice"



La festa dell'orgoglio gay e la processione riparatrice. In mezzo Reggio Emilia a osservare, con curiosità, chi è sceso in piazza per difendere un diritto e chi ha scelto di sfilare dietro turibolo e croce, recitando il rosario. Due mondi che si sono solo sfiorati. Gli ultracattolici, circa 300, hanno organizzato la processione riparatrice la mattina. I partecipanti al Gay Pride, decisamente più numerosi, hanno invaso le vie della città, il pomeriggio

di Francesco Gilioli

Nella marcia riparatrice potevano aggiungerci i loro silenzi per la pedofilia di tanti preti coperti anche da loro, ed ancora protetti, ben più grave della omosessualità.Nella marcia riparatrice potevano aggiungerci i loro silenzi per la pedofilia di tanti preti coperti anche da loro, ed ancora protetti, ben più grave della omosessualità.

Nella marcia riparatrice potevano aggiungerci i loro silenzi per la pedofilia di tanti preti coperti anche da loro, ed ancora protetti, ben più grave della omosessualità.

17/05/17

Donna accusa l'ex marito: Costretta a fare sesso davanti ai nostri figli Donna accusa l'ex marito: Costretta a fare sesso davanti ai nostri figli Pisa: denuncia choc in aula durante un processo per stalking. L’uomo deve rispondere anche di lesioni e maltrattamenti in famiglia


PISA. Un matrimonio avvelenato dai rancori. Che deflagra in querele incrociate e porta in aula un 50enne accusato di una sfilza di reati che vanno dai maltrattamenti in famiglia alla violenza sessuale, dalle lesioni personali alla violazione degli obblighi di assistenza. È una storia che risale al 2013 e che racconta di un rapporto al capolinea quella che ieri mattina in Tribunale ha visto come testimone il fratello della parte civile, una giovane marocchina che con l’imputato (omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa e i due figli minori, ndr) un commerciante 50enne della provincia, ha messo al mondo due figli.
L’uomo è difeso dall’avvocato Andrea Pieri e la donna dal legale Ilenia Flamma. Tra i due è in corso una separazione giudiziale che descrive in parallelo il disagio di un ménage svuotato di sentimenti e riempito di livore. Anche con eccessi degenerati in reati, secondo la Procura rappresentata in aula dal pm Paola Rizzo davanti al primo collegio (presidente Murano, a latere Poggi e Mirani). Uno in particolare, viene contestato al commerciante: aver obbligato la moglie a fare sesso davanti ai due figli piccoli. Un choc per la donna, un trauma per bambini.
La testimonianza di un marito violento: "Certi comportamenti visti da bambino hanno pesato"
Due anni di percorso all’associazione Lui di Livorno gli sono serviti per uscire dalla devastante spirale di botte e soprusi nei confronti della moglie. Una violenza "acquisita" da bambino: ecco il perché (intervista di Ilaria Bonuccelli) - L'ARTICOLO
«Dopo quell’episodio i bimbi sono stati male» ha ricordato in aula il fratello della donna, ormai ex cognato del 50enne sotto processo. La mamma dei due bimbi per un periodo era tornata in Marocco e in una delle querele presentate contro il marito lo accusava di non mandarle soldi, neanche per le figlie. La difesa ha, invece, ricordato che il commerciante aveva aiutato l’allora moglie ad aprire nel suo Paese un negozio che, però, aveva chiuso l’attività dopo neanche un mese.
Ma è quello che succedeva in casa il tema del processo. Secondo l’accusa prima ancora di avviare la causa di separazione, tra i coniugi c’erano stati scontri fisici. Liti degenerate in lesioni che la donna si fece medicare al pronto soccorso. E poi lo stalking e i maltrattamenti con botte e urla. E quell’approccio sessuale pesante, davanti ai figli. Dopo le denunce della moglie, l’imputato finì prima in carcere e poi ai domiciliari. Ora è libero, lontano dalla madre dei suoi figli. Che, in difficoltà economica, è anche sotto sfratto. Prossima udienza il 26 maggio per sentire diversi testi della parte civile.
Basta violenza sulle donne, "Firmo le petizione del Tirreno perché...": i messaggi dei lettori
Il Tirreno ha lanciato una petizione su Change.org per dire basta alla violenza sulle donne. Il messaggio è chiaro: firmiamo per sbloccare l'uso dei braccialetti elettronici anti-stalker. In migliaia hanno già firmato spiegando anche il perché: ecco una selezione dei messaggi - LO SPECIALE

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