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01/04/13

reprise il caso aldovrandi Aldro, la beffa del Viminale a Patrizia

lo che dovrei rispettare  le persone e  lei stituzioni  ma perchè ci sia il rispetto  devìessere reciproco  idem  fra cittadino  ed  istituzioni (  cosi rispondo  a chi mi diràvedendo  la  foto sopra  e  quella  del comunicato di anonymous   che non ho rispetto per le  istituzioni  e  via  dicendo ) 

Tratto da: 



- Checchino Antonini -
I quattro agenti che uccisero Federico rientreranno in servizio nel 2014. La decisione sarebbe già stata presa

Una mano stringe quelle di Lino e Patrizia, magari dà un buffetto a Stefano. E l’altra firma il rientro in qualche questura dei quattro delle volanti di Via Ippodromo.Gli agenti condannati a 3 anni e 6 mesi per l’uccisione di Federico Aldrovandi potrebbero rientrare in servizio ad inizio 2014. 
Lo dicono alle agenzie fonti sindacali non meglio specificate. Il procedimento aperto nei loro confronti dalla Commissione disciplinare del Dipartimento della Pubblica Sicurezza si sarebbe chiuso a fine gennaio con una provvedimento di sospensione di 6 mesi dal servizio. I quattro agenti, non appena avranno scontato lo scampolo di 6 mesi di condanna (tre anni sono coperti dall’indulto), e dunque a giugno, verrebbero sospesi dal servizio per 6 mesi. Sospensione che consentirebbe loro di rientrare nell’amministrazione ad inizio 2014. In base al regolamento di polizia, quando le condanne riguardano reati colposi (gli agenti accusati della morte di Aldrovandi sono stati condannati in via definitiva per eccesso colposo nell’omicidio colposo del giovane) per i poliziotti è prevista la sospensione dal servizio e non la radiazione.
Le motivazioni delle condanne e il contegno dei quattro raccontano una storia diversa. I giudici hanno ravvisato elementi di sconsideratezza nel “controllo” di polizia e non hanno trovato nemmeno un appiglio di «meritevolezza» o di «ravvedimento» per la concessione di pene alternative o delle attenuanti generiche, i giudici – anzi – hanno messo nero su bianco l’esistenza di piani di depistaggio che hanno coinvolto altri pezzi della questura di Ferrara e di una zona d’ombra inquietante nei fatti di quel 25 settembre 2005 all’Ippodromo di Ferrara.Diventa amarissimo il sapore delle dichiarazioni ufficiali dei piani alti del Viminale, della prefettura e della questura ferrarese. Diventa farsesco lo sproloquio delle sigle sindacali che hanno preso le distanze dai colleghi che hanno voluto manifestare sotto le finestre di Patrizia. Diventa grottesco il “pellegrinaggio” di pezzi di politica e la loro corsa per farsi fotografare accanto a una famiglia di Ferrara che, con un po’ di «maledetti bastardelli» (parole del leader del Coisp), hanno aperto una breccia nel muro di gomma che di solito si alza sui casi di malapolizia.E’ una forza ormai inarrestabile nella società, la manifestazione di ieri ci racconta questo. Ma se i quattro tornassero a scorazzare sulle volanti di qualche periferia a caccia di un altro Federico avrebbero vinto il Coisp e Giovanardi, avrebbero vinto le mele marce.




29/03/13

Figlio


Basterebbe questo. Il figlio non è parola: se non fatta carne. Lo è anche, forse principalmente, nell'assenza rapita, quando il Male lo strappa via, brutalmente e bruttamente, in una notte senza luna. E ieri abbiamo assistito alla nuova crocifissione d'un crocifisso. Lo strazio che si rinnova. Non si chiamava più Cristo ma Federico Aldrovandi e come il primo era giovane e nudo e bello e sbagliato. Non doveva trovarsi li', quella notte. Non doveva essere massacrato di botte da chi avrebbe avuto il compito di tutelarlo. I detentori della Legge. I centurioni dei giorni nostri. Il potere saturnale, che divora chi dovrebbe proteggere.
L'ultimo sberleffo, l'ultimo ghigno è il gelo. Quella rivendicazione canina del l'ingiustizia. Quell'arroganza peggiore del sadismo. Non si sono fermati davanti a nulla. Come i soldati che sotto la croce si disputavano la tunica di Cristo, i colleghi degli assassini di Federico hanno solidarizzato con questi ultimi e, di fronte alla muta disperazione della madre uscita in piazza con l'immagine del figlio trucidato, non si sono limitati a voltare le spalle. Uno di loro, l'artefice del "presidio", ha alzato il dito accusatore. L'immagine? Artifizio da fotoshop. E quella donna in piazza in orario lavorativo? Semmai da punire: il suo compito era stare dietro una scrivania. I politici? Ipocriti. Si', ipocriti. E come stride sulla bocca dell'ipocrisia quello stesso vocabolo attribuito ad altri.
La coscienza appiattita, ottusa. Il rovesciamento d'ogni logica umana. Per la seconda crocifissione non si può nemmeno più invocare l'attenuante dell'ignoranza. Essi sapevano bene quel che facevano. O forse non lo sapevano più, e questo è il peccato peggiore che si possa compiere.
Dieci anni fa crocifissero il corpo, oggi ne crocifiggono la memoria. In entrambi i casi c'era una madre sola con quel figlio solo. Adesso però non è più sola. Non siete più soli. Anche se il vostro Calvario non è ancora terminato.

27/03/13

solo in italia le forze dell'ordine si comportano cosi Agenti in sit-in contro mamma Aldrovandi e lei scende con la foto del figlio


 vedendo   l'ennessimo oltraggio  , per  giunta  sostenuto  da  un euro parlamentare  ,  rivolto verso una madre che con un coraggio commovente e ammirevole assolutamente esecrabile se ha chiesto giustizia contro i massacratori del proprio figlio.

  repubblica  27\3\2013

Agenti in sit-in contro mamma Aldrovandi
e lei scende con la foto del figlio

Il sindacato di Polizia Coisp ha manifestato sotto l'ufficio di Patrizia Moretti, in solidarietà dei colleghi condannati per l'omicidio del figlio. Lei è scesa in piazza mostrando l'immagine del giovane all'obitorio. Cancellieri: "Non rappresentano l'intera polizia"


FERRARA - Gli agenti sotto il suo ufficio a protestare. E lei che scende le scale, arriva in piazza e mostra la foto del figlio ucciso. Questa mattina, alcuni poliziotti del sindacato Coisp hanno organizzato un sit-in a Ferrara contro la madre di Federico Aldrovandi, il giovane morto il 25 settembre 2005. Una manifestazione di solidarietà ai colleghi che sono stati condannati al carcere dal Tribunale di sorveglianza di Bologna. 



Il Coisp ha manifestato davanti al Comune di Ferrara, mentre la stessa Moretti pubblicava le foto su Facebook. Persino il sindaco della città emiliana, Tiziano Tagliani, è andato dai manifestanti per chiedere di spostare 

il sit-in pochi metri più indietro. 
Una richiesta che non è stata accettata. Anzi, sono continuati i messaggi di solidarietà per i poliziotti condannati, Forlani, Segatto, Pollastri e Pontani.



A quel punto la mamma di Federico Aldrovandi è scesa in piazza, affiancata da due colleghe. E ha srotolato una foto tristemente nota, quella che ritrare il figlio morto all'obitorio circondato da una macchia di sangue.
"Non avrei voluto farlo - ha raccontato al termine Patrizia Moretti - perché a me costa moltissimo, ma sono scesa con alcune mie amiche e colleghe e ho mostrato prima alla piazza, poi a loro la foto di Federico. Nessuno di loro mi ha guardata e dopo un po' sono andati via. E' stato triste, e doloroso".
La mamma di Federico Aldrovandi racconta anche l'antefatto: "Ad un certo punto ci siamo affacciate alla finestra e abbiamo visto cosa stava accadendo, abbiamo visto il sindaco Tiziano Tagliani scendere e andare a parlare con loro dell'inopportunità del sit in, ma da lì uno dei manifestanti, molto grosso e alto, ha cominciato a inveire contro il sindaco e ho visto anche alcuni spintoni".
SENATO IN PIEDI. Quando la senatrice del Pd MariaTeresa Bertuzzi ha preso la parola nell'aula del Senato, dopo il dibattito con il governo sui marò, tutti i parlamentari e gli esponenti del governo, premier compreso, presenti nell'emiciclo, si sono alzati in piedi e hanno battuto a lungo le mani per esprimere solidarietà alla madre di Federico Aldrovandi. Tra gli esponenti del governo hanno battuto le mani e si sono alzati in piedi in segno di solidarietà anche il ministro dell'Interno Cancellieri (che ha detto: "I manifestanti non rappresentano la polizia. No a sanzioni ma giudizio critico") e l'ex capo della Polizia ora sottosegretario con delegata ai Servizi, Gianni De Gennaro ("Fatto da condannare ma non sono più il capo della polizia"). "La manifestazione indetta dal sindacato di Polizia - ha dichiarato la senatrice Pd Bertuzzi - continua a tenere aperta una ferita". Il sit-in di oggi dei poliziotti, rincara la dose la senatrice del Pdl, Anna Cinzia Bonfrisco, "ha superato ogni limite".
Solidarietà anche da Sel. "Oggi con gesto sconsiderato, rinnovato dolore per omicidio Aldrovandi. Oltre ogni limite. Un forte abbraccio a Patrizia e ai suoi familiari". Così Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà, esprime su twitter la propria solidarietà alla mamma del giovane Federico Aldrovandi.



Coisp: "Nulla contro la madre". Il Coisp ha dichiarato di non essere a conoscenza del fatto che il presidio di questa mattina si stesse svolgendo sotto le finestre dell'ufficio di Patrizia Moretti. "Non sapevamo che lavorasse in Comune", ha spiegato il segretario nazionale Franco Maccari all'emittente bolognese 'Radio Citta' del Capò: "Abbiamo fatto la comunicazione una settimana fa, l'abbiamo mandata anche al sindaco e nessuno ha avuto nulla da dire". E verso le accuse del primo cittadino Tagliani di presidio inopportuno, Maccari ha reagito: "E' in malafade ed è una persona squallida". E poi in una nota sottolinea come abbiano "evitato di raccogliere inutili provocazioni, cercate forse per via della rabbia di non essere riusciti a cacciarci e zittirci, abbiamo concluso il sit-in all'orario stabilito e siamo passati al prossimo impegno".
"Solo in Italia può accadere una cosa simile". I fatti di Ferrara sono stati ripresi anche dal blog di Beppe Grillo. Il post è intitolato "Solidarietà" alla madre di Federico Aldrovandì e riprende un testo del portale 'cadoinpiedi.it'. "Persino il sindaco della città Tiziano Tagliani è andato dai manifestanti per chiedere di spostare il sit-in pochi metri più indietro. Una richiesta che non è stata accettata - si legge - anzi, sono continuati i messaggi di solidarietà per i poliziotti condannati".



 Mi chiedo  perchè ....... il  Coisp non sta in silenzio   visto che  sono stati condannati  in tutti i gradi di giudizo ? Qui si tratta  di un azione  non solo vergognosa   intimidatoria verso altre madri o parenti di altre vittime?
Non vedo perche' non vi debbano essere provvedimenti per un gesto che si ritiene grave e deprecabile. L'affermazione del Ministro appare contraddittoria! Ed inspiegabile! ...Salvo che anche le mele marcie portano voti! o forse    toccare le  forze del'ordine ( quando  meriotano  ) è tabù  . Infatti  la  Cancelllieri e in generale tanti monti boys sono solo la faccia seria del berlusconismo  e  della vecchia  Dc . Capisco   quanto  dice   questo commento  su repubblcia  online :<<
io non ho paura della mafia, sono terrorizzato dalle così dette 'forze dell'ordine'. Se andassi ad una manifestazione pacifica rischio di essere manganellato o ammazzato come a Genova o alla Diaz, se torno a casa la sera rischio di essere fermato e manganellato da facinorosi in divisa come è successo al povero Aldrovandi, se mi fermo ad un autogrill rischio di essere ammazzato da un agente della polstrada come Spaccarotella, se ho problemi con la giustizia si rischia di non arrivare vivi in aula come Cucchi...ecc. ecc....chissà quanti casi. Questi agenti come vengono selezionati? che grado di consapevolezza hanno sulla delicatezza e l'importanza del loro ruolo? >>Mi fermo  qui  sia perchè non  ho  altre parole per definire lo schifo che provo veso una cosa del genere,..............generalizzare nn fa mai bene ,ma questi dovrebbero essere chiamati servitori della patria o simili ??? Poi  si lamentano  se  alcuni gruppi musicali  o negli stadi fanno canzoni  del tipo 





  disoccupazione di  ... ha  creato  meestiere  di    carabiniere  >>  Chiudo per non arrivare al turpiloquio

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