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31/01/16

Ecco A Voi I Giganteschi, Originali E Potenti Graffiti Che Stanno Colorando Le Città Di Tutto Il Mondo

da  http://www.curioctopus.it/


Julien Malland è nato a Parigi nel 1972 ed ha iniziato a dipingere negli anni '90, con lo pseudonimo di Seth. In quel periodo a Parigi esplodeva la Street Art e il giovane Julien trovava in essa la sua forma di espressione più congeniale. Da allora gira il mondo dipingendo murales di grandissime dimensioni, ispirati al contesto culturale del paese in cui si trova, ma mantenendo uno stile sempre personale e riconoscibile.

I protagonisti dei suoi coloratissimi murales sono spesso dei bambini e, come la maggior parte degli street artist, Seth preferisce arricchire con i suoi disegni gli edifici tristi delle parti abbandonate delle città.

Una delle sue ultime opere si trova proprio in Italia, a Roma, nel tunnel della fermata metro Piazza di Spagna (foto in fondo alla pagina).
L'integrazione tra le popolazioni è uno dei suoi temi preferiti

Gioca spesso con le illusioni ottiche e le sovrapposizioni di texture

I bambini sono tra i suoi soggetti preferiti

Si allude spesso ad un "altrove" nascosto sotto la coltre di cemento e mattoni

Per lui è importante che il disegno si integri con l'ambiente che lo circonda


17/01/16

Giappone: la stazione resta aperta solo per una studentessa (e chiuderà dopo il suo diploma)




RDS/Magazine/Viral News/  del 12\1\2016

GIAPPONE: LA STAZIONE RESTA APERTA SOLO PER UNA STUDENTESSA (E CHIUDERÀ DOPO IL SUO DIPLOMA)



La foto della giovane Kana Harada sta facendo il giro del mondo: seduta sulla banchina di una stazione, aspetta il “suo” treno mentre è intenta a leggere un libro.
Sì, il “suo” treno.
Perché Kana è l’unica e l’ultima viaggiatrice della stazione di Kami-Shirataki, a Nord del Giappone, nell’isola diHokkaido.
La stazione infatti doveva essere soppressa tre anni fa, insieme ad altre due stazioni poiché poco utilizzate dai cittadini. Ma le autorità rimandano la chiusura per permettere alla studentessa di andare a scuola.
Kana senza questo treno non avrebbe potuto proseguire gli studi.
Ogni giorno, ogni mattina, con il sole, la pioggia o con la neve, la giovane studentessa grazie a questo treno riesce a raggiunge i compagni ed ogni sera sempre viaggiando da sola riesce a tornare a casa. Una stazione aperta solo per lei.
La notizia, dopo aver fatto il giro sui social giapponesi, è stata diffusa anche dalla CCTV la televisione di Stato cinese tramite la sua pagina Facebook, ufficializzando la conferma che il treno continuerà a passare per la dimenticata stazione di Kami-Shirataki fino al prossimo 26 marzo, giorno in cui Kana prenderà il suo diploma.
Fieri e orgogliosi i cittadini del Paese orientale che commentano così: “Questo significa governare in modo efficace e a tutti i livelli” oppure “Perché non dovrei voler morire per uno Stato come questo, che è pronto a fare di tutto per soddisfare le nostre esigenze?“.

02/01/16

Un Uomo Senza Braccia E L'amico Non Vedente Hanno Piantato Insieme Più Di 10 Mila Alberi ed altre storie



due storie curiose  che certamente  saranno  vecchie  ma  ed  alcuni portali \  siti magari  le  riciclano e  le riusano  , ma che  importanza  ha  alla   fine  ? .
 La prima di come l'unione di coloro che hanno un handicap possano creare un opera d'arte che è anche d'aiuto per i  normali " ( lo che non dovrei usare come mi suggerisce la lettura di -- regalatomi per natale -- del libro Mi girano le ruote di Angela Gambirasio , questo insulso termine e discriminatorio verso chi ha un handicap perchè fa delle distinzioni inappropriate fra chi è o lo è diventato dalla nascita e noi che non lo siamo , ma non ne trovo altri ed quindi che lo metto fra virgolette )


La storia di amicizia di Jia Haixia e Jia Wenqi ha davvero dell'incredibile. Hanno 53 anni, vivono in Cina e le loro vite si sono incrociate a causa delle disabilità che entrambi possiedono: Haixia è nato con una cataratta congenita che gli ha tolto la vista ad un occhio. La crudeltà della vita spesso non ha limiti, ed è rimasto completamente non vedente dopo aver subito un incidente sul lavoro all'altro occhio.Wenqi invece ha subito l'amputazione di entrambe le braccia a tre anni, in un tragico incidente.
Entrambi alla ricerca disperata di un lavoro a causa della loro situazione difficile, si sono incontrati nel 2000 e da quel giorno si aiutano a vicenda per esplorare il mondo.
La loro storia di amicizia incredibile non è tutta qui, perché i due hanno piantato oltre 10 mila alberi in dieci anni, in tutto il territorio cinese.


"Io sono le sue mani, lui è i miei occhi", afferma Haixia. "Siamo un'ottima squadra".

La coppia si incontrò nel 2001 quando entrambi erano alla ricerca disperata di un impiego, difficile da trovare a causa delle loro disabilità.
immagine: yzdsb.com

Non trovando un lavoro non si sono arresi e l'hanno inventato: hanno iniziato a piantare alberi.

Il loro non è solo un lavoro ma un impegno per la comunità: hanno affittato più di un ettaro di terreno e si sono messi al lavoro.

immagine: queqiaoba.com

Haixia e Wenqi si alzano ogni giorno alle 7 di mattina e iniziano ad interrare i fusti. Per arrivare al loro terreno devono attraversare un fiume. Wengi porta l'amico dall'altra parte, mentre lui lo guida con gli occhi.

immagine: epaper.yzdsb.com

Il guadagno non è grande, ma ormai sono spinti da un'idea molto più importante. Sono decisi a rimboscare la loro terra. Non potendo acquistare nuovi alberi, tagliano da quelli già grandi dei rami che poi interrano.

immagine: epaper.yzdsb.com

Quando bisogna arrampicarsi per tagliare i germogli, Wenqi dirige attentamente dal basso Haixia con i suoi occhi.


Il lavoro richiede molta fatica e pazienza perché i risultati non sono visibili nell'immediato. Ma veder crescere lentamente i piccoli alberi è già abbastanza per portare nelle loro menti un senso di pace.

"Ce la caviamo da soli", dice Wenqi. Nonostante il lavoro sia logorante, sono orgogliosi e felici della loro impresa.

immagine: epaper.yzdsb.com


Molte persone, dopo aver conosciuto la storia di Wenqi e Haixia hanno devoluto denaro ad un fondo creato per garantire ai due una casa e cibo. Sono stati raccolti anche dei soldi per poter operare Haixia, in modo da restituirgli parzialmente la vista. L'amicizia tra i due è meravigliosa così come la loro missione è senza dubbio esemplare. 



la seconda storia , sempre dallo stesso sito , riguarda   un   gatto  salvato  da  un cane durante  un alluvione  . Essa

05/05/14

alla faccia della lentezza 32 anni per riparare e restituire un orologio e altre storie

 La  prima storia    è tratta  dalla   cronaca  di  Olbia-Gallura  del 5\5\2014   della nuova sardegna


Orologio riparato e restituito dopo 32 anni
Tempio, storia incredibile ma vera di un commerciante: «Ora mi chiedono 170mila lire per la riparazione, ma io pagherò fra 3 decenni»


TEMPIO. Trentadue anni per la riparazione di un orologio da polso. Tanto ha dovuto aspettare un noto commerciante di Tempio per vedersi finalmente restituire da una nota oreficeria gallurese, un orologio che il commerciante aveva ricevuto in dono da suo padre sul letto di morte. Oltre la lunga attesa, altrettanto insolito il costo della riparazione: centosettanta mila lire.
A raccontare il curioso episodio è Antonio Azzena, ex presidente della Confcommercio e presidente onorario della stessa, notissimo commerciante cittadino. «Mio padre (Enea Azzena, storico e benestante commerciante di Tempio, ndc), attacca Azzena, mi regalò, nel 1981, poco prima di morire, un orologio da polso, allora di ultimissima generazione, che mia madre gli aveva regalato, a suo tempo, per i suoi sessant’anni. Un ricordo carissimo per me, che decisi di farlo diventare il mio orologio da polso quotidiano».
Poi il secondo capitolo della vicenda. «Dopo qualche mese – racconta Azzena –, però l’orologio si fermò e fui costretto a portarlo per la riparazione, presso la nostra oreficeria di fiducia, di stanza in un centro Gallurese, dove ci servivamo regolarmente e dove anche l’orologio era stato acquistato. Di questo oggetto, per me di enorme valore affettivo, nonostante le richieste, diventate sempre più pressanti con il passare degli anni, non ho più saputo nulla per 32 anni. Di volta in volta, mi è stato detto che “l’orologio era in riparazione, che il pezzo da sostituire, era di difficile reperibilità e che comunque tutto sarebbe stato sistemato”. Poi, per 


un certo periodo, mi è stato detto che non era più riparabile ed inutilmente l’ho richiesto indietro. Poi addirittura, per qualche tempo ancora, l’orefice ha cercato di convincermi che l’orologio mi era stato restituito e che forse lo avevo dimenticato io da qualche parte. Poi – dice raggiante Antonio Azzena – qualche giorno fa, dopo 32 anni, l’orologio è riapparso dalle nebbie del tempo, riparato, perfettamente funzionante e con ancora attaccato…lo scontrino della riparazione. Centosettanta mila lire».
Felicissimo della restituzione, Antonio Azzena, tramite la “Nuova”, fa sapere all’orefice, «che forse leggerà la mia e la sua storia, di essere già alla ricerca delle centosettantamila lire che, se Dio vuole, consegnerò solo ai primi di maggio del 2046. Fra 32 anni».(a.m.)

la seconda  dall'0unione sarda del  4\5\2014

  e per  finire  la classica  delle storie ,  molto spesso  frutto di  leggende   metropolitane  o catene di  sant'antonio  ma  a volte   (  non si sa  mai  cosa  può riservarti la  vita  )   vere  ,  quele  di  zii  o  parenti emigrati  che  diventan o ricchi \  fanno fortuna  e  lasciano in eredità a parenti lontani . Tratto dalla  nuova sardegna del  4\5\2014 


Zio d’Australia sparito fa la “sorpresa”
UnA EREDITA’ choc
SASSARI Quando hanno visto quella lettera, consegnata dal postino il primo aprile, hanno pensato ad uno scherzo. Ma dopo un primo momento di stupore a leggere e rileggere quello che c’era scritto su quel pezzo di carta che arrivava dall’Australia si sono dovuti ricredere. L’iniziale sbigottimento ha lasciato spazio alla sorpresa. Già, perché con quella lettera un funzionario comunale di Wilson, elegante sobborgo residenziale di Perth, cercava contatti con «gli eventuali eredi di Saccu Costantino, nato a Pozzomaggiore nel 1925 e scomparso a Perth il 21 luglio 2013». 
 
Costantino, che in Australia era diventato Constantin e, a quanto pare, non aveva mai messo sù famiglia, era morto lasciando un bel patrimonio: in particolare un ranch con allevamento di cavalli. Ecco quindi la necessità da parte delle autorità di Perth di risalire agli eredi di Costantino (che aveva trascorso i suoi ultimi anni di vita in una casa di riposo) ai quali affidare il patrimonio dell'anziano scomparso «Non ci volevamo credere, per noi è stato come tornare indietro nel tempo, a quando eravamo bambini», spiega Patrizia, una dei venti nipoti rimasti in Sardegna. Nipoti che Costantino non ha mai conosciuto e dei quali, forse, non sospettava nemmeno l’esistenza. «Abbiamo sempre sentito parlare di questo zio, lo abbiamo visto in alcune fotografie che a casa venivano conservate come una specie di reliquia – va avanti Patrizia, che vive a Sassari – Percepivamo il dolore nel racconto di mia madre e delle mie zie, tutte molto legate a questo fratello». Già, perché Costantino, che a Pozzomaggiore aveva tre sorelle (Paolina, Giovanna e Antonietta) nel 1949, a soli ventiquattro anni, aveva scelto di lasciare il paese e di emigrare. Voleva raggiungere l’Australia (dove lo avevano preceduto qualche anno prima un fratello e un’altra sorella) per cercare fortuna. Un viaggio avventuroso, quello di Costantino Saccu, a bordo di un transantlantico. Una traversata lunga più di un mese e poi l’arrivo a Fremantle per raggiungere i fratelli. Costantino scrive a casa, rassicura le sorelle rimaste a Pozzomaggiore. Ma dopo qualche mese il giovane decide di trasferirsi, saluta il fratello e la sorella e cambia città, trova lavoro in una miniera. Racconta alle sorelle di Pozzomaggiore di essere
contento, poi improvvisamente verso la metà degli anni Cinquanta, il giovane Costantino non dà più notizie di sè. Inghiottito nel nulla. I familiari ne denunciano la scomparsa. Viene informato il ministero degli Esteri, i fratelli “australiani” cercano disperatamente un possibile contatto, ma inutilmente. Passano i mesi e poi gli anni, niente. Nelle sorelle di Costantino subentra la rassegnazione e quel ragazzo, diventato nel frattempo uomo, viene dato per morto. «Tra i miei ricordi di bambina – racconta ancora Patrizia – prevale quello di mia madre che piange per questo fratello “morto”, per tutta la vita lei e le sorelle non si sono mai date pace». E invece Costantino (il più piccolo dei fratelli Saccu) è morto lo scorso anno a 88 anni. E ora, pian piano, i nipoti cercano di rimettere insieme le tessere della lunga e solitaria esistenza di Costantino in Australia, dall’altra parte del mondo. «Abbiamo scoperto che si era trasferito nelle vicinanze di Perth forse dopo un grave incidente nella miniera in cui lavorava – spiega ancora la nipote Patrizia – Forse proprio a causa di quell’incidente ha perso la memoria e non si è più ricordato di avere parenti in Sardegna». Ma riempire un “buco nero” lungo oltre sessant'anni non sarà facile. Tra i nipoti sardi un’unica consolazione: «Ci ha fatto piacere sapere che zio Costantino abbia comunque trascorso una lunga vita serena e agiata. Vorremmo sapere tutto di lui, ma sappiamo che sarà difficile. Per il momento questo zio mai conosciuto ci ha fatto comunque un bellissimo regalo: ha riunito tutti i nipoti. Con diversi cugini avevamo perso i contatti, è stato bello rincontrarsi e riscoprire i legami della famiglia». E l’eredità? «Vedremo – sorride Patrizia – L'Australia è così lontana... E ancora non sappiamo esattamente cosa dovremo fare». Ri.Fi.

20/12/13

Francia, pompieri sbagliano indirizzo Vanno in un'altra casa e salvano una vita

canzone   consigliata  I Pompieri di Viggiù  - Canta: Clara Jaione  Autori: A. Fragna - N. Rastelli  1948 

unione  sarda  Venerdì 20 dicembre 2013 16:03

E' successo nella notte a Morieres-les-Avignon: allertati per un malore a un'anziana hanno sbagliato appartamento e lì hanno trovato un uomo in stato di incoscienza dovuto a un coma diabetico.
Un errore a volte può salvare la vita. E' Quello che è successo questa notte a Morieres-les-Avignon, dove i vigili del fuoco hanno sbagliato indirizzo per un intervento e hanno casualmente salvato la vita a una persona.
Il salvavita di un'anziana, collegato alle forze di pronto soccorso, era scattato durante la notte. I vigili del fuoco sono stati allertati e, arrivati sul posto, hanno sbagliato appartamento e sono entrati in quello vicino. Lì hanno trovato un uomo disteso a terra, incosciente, in preda a un malore dovuto al diabete, di cui soffre. Hanno chiamato l'ambulanza e l'uomo è stato curato all'ospedale di Avignone, appena in tempo per salvargli la vita. Quanto all'anziana, si è poi scoperto che il salvavita era scattato per errore e lei stava benissimo. Una doppia coincidenza e una vita salvata.

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