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19/02/17

aggiornamento FAQ



ricevo mote email in cui mi si chiede come mai molti post , fra cui anche quelli criap , non hanno titolo ?
per i miei post  me rispondo che   fin dall'esordio del blog prima di passare  a quello attuale  ( ed in parte è cosi tutt'ora ) scrivevo per la maggior  parte  di getto senza pensare necessariamente ad un titolo . infatti alcune volte copio e modifico quelli degli articoli che riporto . Per i vecchi collaboratori non saprei dipendeva da loro .

Per criap ecco cosa mi ha risposto via email : << "Il titolo della mia rubrica è 'L'elzeviro del filosofo impertinente' proprio come 'L'Amaca' di Serra. Il nome della rubrica sostituisce il titolo del singolo pezzo". >>
Per  Daniela a volte li sceglie  lei a  volte  insieme    

24/12/16

l'amore nonostante tutto e replica a chi mi dice che sono misognino o gay oppure ai matura quando ti sposi ancora non sei fidanzato , ecc

canzone   consigliata
La Regola Dell'amico- Max Pezzali

Rimmel - Francesco De Gregori
Amandoti - Gianna Nannini

Amore    ribelle  - settore  Out 
Ma liberté - Georges Moustaki



sono riuscito a " esorcizzare " iniziando a parlarne ( oltre che qui sui miei social ) e dedicando questa  

 A tutte le donne ( con alcune c'era l'intenzione di provare ad instaurare qualcosa di più d'una amicizia con altre la maggior parte niente perchè : troppo grandi , già con il partner , troppo diverse , troppo amico , ex ragazze d'amici \ conoscenti ) sia quelle " reali sia a quelle conosciute " virtuali " sui social e in rete che hanno fatto lo stesso entrambe errore cioè hanno interpretato male una mia proposta d'uscire a prendere un aperitivo un caffè o uscire a fare una passeggiata , ecc come un invito a provarci se non peggio . Ma sopratutto hanno dato retta ( ma si sa in un piccolo paese di 12\3 abitanti ) alle varie leggende e voci sul perchè mi chiamassero provolone ad honorem ( nome datomi perchè non mi abbattevo e continuavo ignorando la " regola dell'amico " a chiedere e fare loro regali ) .
nonostante le accuse di omosessualità e misoginia fatemi  per  aver  riportato   questa dedica  sui miei social   ( salvo quelle poche donne che hanno capito il mio post con il loro mi piace ) io amo le donne infatti .... beh ascoltate e leggete il testo di questa canzone . Idem ai miei  genitori  che si lamentano con parenti ed  amici  <<  come  tu  a  40 e  tuo fratello  a  43  siete  ancora  single  ed  ancora   a casa  >>  

potrei citarne altre ma credo che questa sia più che sufficiente . E'  vero che amo  la  libertà e  non e sonoanche i amore un ribelle \ spirito libero   ma    e  con queste  parole   finali  di   Ma liberté   di  Georges Moustak 1934-2013
(.,.) 

Ma liberté 
Pourtant je t'ai quittée 
Une nuit de décembre 
J'ai déserté 
Les chemins écartés 
Que nous suivions ensemble 
Lorsque sans me méfier 
Les pieds et poings liés 
Je me suis laissé faire 
Et je t'ai trahi pour 
Une prison d'amour 





con questo è tutto alla prossima 



p.s
proprio ora in radioviene trasmessa la  canzone , di tale tematica  del post  d'oggi  , dei  Dual Gang - Sarà la primavera






con questo è tutto e buon natale

26/10/16

l'obesità si può tenere sotto controllo e sconfiggere senza medicine Il racconto di un 31enne che superava i due quintali: «Nessun intervento, in 8 anni ho ripreso in mano la mia vita»

Precisazione    doverosa 
A  chi  avendo  letto   il mio precedente  post   :   come   curare e  tenere  a  bada   senza  farmaci  (  se  non in casi  gravissimi ed estremi  )   la depressione afferma    che  sono  un  ciarlatano ,  un complottista  ,  populista   e menate  simili  rispondo  che    :    sono uno   che crede  , ed  ha  provato    e lo fa  continuamente  ,   che certi  problemi   si   combattono  o s'attenuano(  cioè non vuol  dir e  che    non bisogna  usare  i farmaci   ma usarli   nei  casi meno  gravi    ed   estremi   senza  farmaci   ma  con una  semplice  analisi  e auto  analisi   psicologica  . Infatti 
un  abuso  ed  un uso  scriteriato  di  farmaci   non fa bene  e creano gravi effetti collaterali ed   assuefazione ed    dipendenza  ,  tant'è che   molti parlano  di  droghe  legalizzate   . Inoltre  è scientificamente  provato  che  certi problemi   di salute  hanno  un origine  psicologica   e  come tale  si  può  risolvere  o  quanto meno integrarla  , ovviamente   nei casi  più gravi ,  con i  farmaci  .
Introduzione  all'articolo
Ai  vecchi lettori e  fans  che mi dicono  che  ho  abbandonato  il parlare  di me  , il  mio   personale    questa  storia  è la mia  risposta  . Infatti   anch'io  soffro di problemi legati al cibo : colite  , reflusso  gastro esofageo   (  ed  è grazie  alla lotta   fatta  di cadute  e  ricadute  che   non sono arrivato  ai livelli  del protagonista  della storia  sotto  riportata  ) , ed  in particolare  fame  nervosa   . Ecco quindi  che  come  ci è  riuscito  lui  ,  ci posso  riuscire  ion almeno a tenerla  sotto controllo ed  evitare   di colmare  i  miei  vuoti  , le mie delusioni  ,  le  batoste  e  gli urti  che ricevo dalla  vita  , ecc    facendo  come ha  fatto lui    ed accettando il rischio di cadere  e  di   dover  rincominciare da  capo .  Ma  ora  basta  annoiarvi  .ed eccovi la  sua  storia


  da http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2016/10/26

 la storia
«Rischiavo di morire, ho perso 120 chili» Palestro. Il racconto di un 31enne che superava i due quintali: «Nessun intervento, in 8 anni ho ripreso in mano la mia vita»




PALESTRO. Ha perso 120 chili in otto anni. Dai 23 ai 31 anni è passato da 215 chili, distribuiti su un metro e 70 centimetri d'altezza, ai 95 attuali. Riccardo Silva fa il cuoco e vive a Palestro, dove è cresciuto ed è molto conosciuto. A 23 anni ha deciso di cambiare la sua vita. «Ho fatto tutto da solo, senza ricorrere a interventi chirurgici – spiega il giovane di Palestro – I medici mi hanno solo aiutato con una terapia farmacologica per la cura della tiroide, che aveva delle disfunzioni: per questo sono stato ricoverato in una clinica a Piancavallo, località nel territorio di Oggebbio, in provincia di Verbania. Quando sono entrato in clinica i medici sono stati chiari: mi hanno detto che se fossi andato avanti così non sarei vissuto a lungo». Riccardo Silva era arrivato a vestire la taglia 78 di pantaloni, ora è tornato ad una più onesta 54 di taglia: «Ho preso in mano la mia vita. Ho deciso di migliorarla in questi anni ed i risultati ora si stanno vedendo, anche se ho ancora molto lavoro da fare per perdere altri chili – sottolinea il 31enne di Palestro –. Adesso ricorrerò anche alla chirurgia, ma solo per la sistemazione della pelle in eccesso, che è rimasta in seguito al dimagrimento: sono in lista d'attesa per l'intervento». La cura alla tiroide è stata fatta durante quattro ricoveri, nel 2008, 2011, 2015 e 2016, nella clinica di Piancavallo: trenta giorni di ricovero ogni volta in cui Riccardo veniva seguito dai medici nel suo percorso. Ma qual è stato il segreto di questo dimagrimento che ha del miracoloso? «Davvero niente di particolare, ho solo seguito la classica dieta mediterranea: non ho utilizzato nessuna dieta miracolosa di quelle di cui si sente tanto parlare in giro – spiega Riccardo –. Ho iniziato con la nostra dieta tradizionale, quindi mangiando pasta, pesce, carne, frutta e verdura in dosi giuste: prima dovevo assumere 2400 calorie al giorno, poi la quantità di calorie è scesa ma ho comunque un'alimentazione equilibrata e che mi sazia: non mi sento come uno che fa una dieta restrittiva, una di quelle con tante privazioni. Tutto questo è stato abbinato ad attività fisica: vado in palestra a Robbio, dove faccio corsa, cyclette. Ora sto iniziando a tonificare anche la massa muscolare con gli attrezzi della sala pesi. La cura della tiroide, abbinata alla dieta mediterranea e alla palestra mi hanno salvato, ma più di tutto serve in questi casi cambiare mentalità: è quello che fa la differenza». Ma com'era stato possibile arrivare a pesare oltre 200 chili ed avere la taglia 78 di pantaloni? «Avevo una dieta sregolata: fast food, aperitivi e cibo fuori pasto in continuazione – risponde il 31enne di Palestro – Uno stile di vita che mi stava rovinando. Ora, dopo un lungo percorso, posso dire che la mia vita è cambiata in meglio: la forza di volontà è stata quella che mi ha permesso di farcela da solo». Ma in questi anni com'è cambiata la sua vita? «È cambiata totalmente. Prima non potevo prendere i vestiti che volevo ed ora sì: e questo è solo un primo esempio – risponde Riccardo –. Ogni incombenza della vita quotidiana era diventata un problema: dal fare le scale o anche solo prendere la bicicletta per fare un giro in paese. Ora invece riesco a fare tutto: faccio anche 40 chilometri in bicicletta e d'estate faccio faticose passeggiate in alta montagna, tutte cose che mi sarei sognato un tempo. Comunque ho ancora molto da fare, voglio arrivare a 80 chili».

                                    Sandro Barberis

15/09/16

quando i blog non esistevano o erano ppena all'inizio e lo Sketchbook Project

l'editoriale di topolino 3172 (  qui  l'articolo originale  )  da me rimaneggiato  nel post  d'oggi    mi permette di rispondere a tutti quelli \e che , nonostante le FAQ e i rispettivi aggiornamenti mi chiedono   se visto il tipo di notizie  che pubblico   e  condivido qui e su facebook faccio scambio di link

Cari amici \ che Quando ho saputo dello Sketchbook Project ( inglese ; italiano  )  tramite topolino n° 3172 mi sono entusiasmato all’istante. E mi sono ritornati in mente i vecchi ricordi dei mie faldoni l,  e le mie  Smemoranda del  liceo  e  dei primi anni  d'università fino al  2001    pre blog e social ( devo solo ricordarmi in quale angolo della







soffitta sono finiti ) fatti di anni ritagli trafiletti, articoli interi o a pezzi, titoli, fotografie  prese  dai giornali o scattate da mio padre  o  da me   quando ancora il digitale non esisteva od  era  agli inizi  , fiori, foglie, materiali disparati. La mia predilezione che poi  ho  ripreso quando  mi sono messo online  prima  con  splender  ed  ora  con blog spot  \ blogger   va alle notizie strambe, quelle inverosimili e divertenti, ma mi interessano allo stesso modo singole frasi, parole, immagini, caratteri tipografici. Tutto questo finiva  incollato su quaderni le cui dimensioni lievitano in maniera esagerata a mano a mano che li riempievo  .Se volete divertirvi, consiglio anche a voi di farlo. Spesso, una volta affiancati, frammenti di diversa provenienze, di diverso tenore e di diverso argomento generano un effetto comico e fanno deragliare i pensieri di tutti i giorni e il cervello resta in moto.
Le mie pagine di ritagli sono, quello che  dev'essere sopravvissuto  ai topi e  al tempo ,  affiancate da pagine scritte. Sogni, spunti, idee, vaneggiamenti, disegni. Per qualche mese, il tempo necessario a completarlo, ogni quaderno diventa un amico che di solito alloggia nel cassetto del tavolo della cucina, ma che quasi sempre porto con me nei viaggi e negli spostamenti insieme al taglierino, alla colla e alla mia stilografica preferita.
I quaderni hanno un ultimo grande pregio:  ci dovrebbero  ricordare  degli errori e delle correzioni dai quali imparare


Supporto perfetto per me, che sono distratto e smemorato e devo prendere nota di tutto. A proposito, mi ero appuntato sull’agenda qualcosa da dirvi, oltre a chiedervi di guardare ai quaderni con occhi diversi… Ah sì, ecco qua: buon ritorno a scuola!

23/08/16

il burquini è come il fazzolletto sardo e quindi meditteraneo perchè vietarlo ?

Lo so che avevo detto in  un post  precedente   BASTA  PARLARE DI  BURQUINI ....  ma  non ho  resistito   davanti a post   d'islamicofobia  ed  xenofobici  , dettati specie  da   ignoranza  , del tipo : << ci  vogliono imporre  il velo  ,   ecc  >>    ignorando   (  i più   ) che  : 1)    esso   fu  ed  ancora resiste  nel sud   d'italia   2)  che anche  le  suore      e  ai matrimoni   alcune  spose portano il velo  ., 3)  che  in oriente   è molto usato anche da donne cattoliche e cristiane  .

da  la  nuova  Sardegna del 21\08\2016



ecco perchè  da  sardo  il velo   i diversi  tipi di velo    ( vedere  url   sopra per  maggiori approfondimenti   )    delle  donne islamiche   eccetto  il burqua  che non  è velo  tradizionale  ma  un interpretazione  esasperata   del corano  oltre ad  non aver  nessun rapporto  con la  cultura  meditteranea ed  è contrario  alle  nostre leggi ,  non mi da  fastido  o alergia  come certi  malpancisti    . Quindi se  l'uso  è  1)   spontaneo  ed  è  una libera  scelta  della donna   anzichè   un imposizione  ,  2)    non contrasta  e\o  crea problemi   nell'identificazione   della persona  3  ) non è degradante  a  differenza  del burqua   perchè  proibirlo o fare tante  storie  di lana  caprina  come  nel  caso del burquini  ?

17/06/16

rispondo alle solite domande con questa canzone : d'amore e altre cose irreversibili dell'omonimo disco di Floriana Cangiani

ti potrebnbne interessare
 http://www.flo-official.com/ 



Ma  è possibile  che a  distanza  d'anni , 7\8  da  quando sono   qui su fb ,   che  il blog  è attivo ,  mi si chieda      ancora  di cosa  parla  e quali sono le  tematiche  che tratto  . Leggere    le faq o quando  meno  cercando  con i tag  cercare  le  parole  ; Faq  e  aggiornamento  faq   e leggere   i risultati. , non dico  tutti  , ma  almeno per  farsi una idea   è  cosi difficile  \  complicato  ? 
Ma  oggi   sarà l'effetto  di  questo disco  , il  primo    della  bravi.ssima e promettente   Floriana   Cangiani   in  arte  Flo     che  mi  fa  viaggiare  :  fra  sud   d'italia , andalusia  , paesi africani sul meditteraneo  ,.   che   mi rende  generoso  .  In  sintesi  , come   accenato  nel titolo di questo post  ,    ecco di cosa  di si parla  nel  blog








La  presentazione del cd  D’amore e di altre cose Irreversibili


  e  sotto la canzone  omonima



  Infatti   è un disco  molto bello ed  intenso  : <<   “Scrivo nelle lingue che conosco, ricordando i posti in cui ho vissuto, immaginando quelli in cui vorrei vivere, ispirandomi ai suoni di un grande sud immaginario, ma sempre attraverso i miei occhi e il mio sentire, augurando in ogni momento a me stessa che la canzone che ho scritto sia una partenza…”  >>  (   dal sito  ufficiale  della cantante )
La sua musica é l’ evocazione di un altrove, di un sud immenso ed immaginario; è la cronaca di città ed esistenze sospese nel tempo e nello spazio, in perfetto equilibrio tra pietà e disincanto. Il loro suono spregiudicato, ritmico e pulsante li ha condotti in tour in Italia e in Europa.
Dopo il suo esordio  , di cui  ho proposto qui  una   la canzone principale ,  del   2014  con Agualoca Records “D’amore e di altre cose irreversibili“: un’opera prima, successo di critica e pubblico ( http://www.bigtimeweb.it/news/93-flo/1845-flo–estratto-di-rassegna-stampa-del-disco-qdamore-e-di-altre-cose-irreversibiliq) in Italia e all’Estero.
Quest'anno  esce sempre con Agualoca Records “Il mese del rosario”: un disco,  che mi prometto di ascoltare   o regalare   ,  in cui  da  quello che  riporta  il suo  sito ufficile   trovate  sopra  all'inizio dell post  l'url   coesistono il calore dell’indulgenza, la rassicurante memoria delle storie raccontate e il gentile libertinaggio dell’animo umano.

18/02/16

Dolore [ perchè pubblico anche i necrologi sui social e sul blog ]

Chi conosce il dolore, non deve fare differenza tra una ed un’altra morte. Ogni perdita è sempre una mancanza, un dolore e una privazione per qualcuno che resta. Nessuno si erga a giudice e nessuno provi mai a dissetarsi col sangue di un cadavere.

02/02/16

LI DI LA FUMOSA: TIMPIESI MINORI E MANNI a cura di Anna Demuru parte II

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   Li di La  Fumosa  timpiesi minori e manni  parte  1 



da  LaBeltula gaddurésa  Aut. Tribunale di Tempio  n°  8/06 del13/01/2006 n 11 febbraio  2016

 
Completiamo il giro della Fumosa, con le visite alle serre di Marcello Scano, che prendono il nome della località. Se Monsignor Meloni potesse rivisitarle, ripeterebbe ciò che tanti anni fa, aveva esclamato: Il piccolo borgo antico, tutto ciò è frutto dell’uomo. Marcello, laureato in Agraria, inizia la sua attività quando, ancora giovanissimo, insegnava estimo, economia contabilità all’Istituto tecnico per Geometri.  Ricorda con piacere quegli anni ed è ricordato dagli ex alunni, che hanno fatto
percorsi di prestigio e da quelli che si sono fatti largo nella vita, con contributi lavorativi nella nostra Città di pietra. Una volta libero dagli impegni scolastici, amante della campagna, decide di dedicarvisi a tempo pieno. Il terreno del padre, adibito all’allevamento del bestiame, era diventato un bosco incolto; era venuto meno chi se ne occupava, Ziu Ghjuanni per limiti d’età (ben 85). Pensò quindi di bonificarlo piantando la parte ancora coltivabile, con fiori da recidere, aumentando la superficie dell’altra (con movimenti di terra mediante scavatori), trasformandola in terrazze dove costruire le prime serre. I lavori ebbero inizio, integrando la produzione con piante in vaso, quindi da frutto, offrendo per queste, la messa in dimora e la consulenza, onde assicurarne un ottimo risultato. Alla Fumosa conosciuta non solo nei dintorni, ma anche nella costa, aggiunse un laghetto artificiale, sfruttando le sorgenti esistenti e le acque piovane, per risolvere, in parte, il problema ricorrente della siccità. Il lavoro affrontato, dovuto all’iniziativa personale “et ovviamente a proprie spese,” postilla già conosciuta da insegnante, il passa parola lo hanno portato ad acquisire una vasta clientela. Marcello si è sempre distinto per la serietà d’intenti, portando avanti le proprie idee, anche nei periodi negativi. L’incendio che devastò Tempio nell’ 83, non risparmiò la Fumosa, radendola al suolo, per arrivare al triste epilogo di Curragghja. La neve

caduta abbondante nell’ 85, ancora una volta ne vanificò il lavoro fatto. Senza guardarsi indietro

, rimboccandosi le maniche, e non in senso metaforico, con coraggio e perseveranza, ricominciò da zero. La moglie Maria Franca, apprezzata insegnante di lettere, lo ha sempre sostenuto ed affiancato nei momenti più difficili. Marco il figlio maggiore, laureatosi in Agraria, ha seguito le orme paterne, specializzandosi nella progettazione di giardini con essenze che richiedono poca acqua, divenendone di valido e competente aiuto. Anche Giuseppe, il figlio minore, una volta laureatosi, è stato coinvolto nell’attività familiare. Le serre sono state ampliate con aggiunta di nuove, in vetro e di plastica, della lunghezza di 60 m.  I locali aperti come punto vendita, in centro, si sono rivelati nel tempo, inadeguati. Dopo aver acquistato l’area di un giardino incolto, si affida all’architetto Maurizio Padovani, nome noto nell’ambiente, anche per l’arredamento del negozio, e ad artigiani galluresi, per la realizzazione. Trasforma cosi la struttura iniziale, in un piccolo paradiso terrestre, che, come si dice in Toscana, entrandovi uno si rifà la vista. Alle vendite, due simpatiche ragazze si propongono in maniera diversa, ma efficace in egual misura e vanno acquistando sicurezza capacità, buon gusto nella confezione dei fiori e nel consigliare gli indecisi, come me! A turno vanno a Sassari, da esperti fiorai, per aggiornarsi. Dotate di buona memoria, conoscono nomi e caratteristiche di ogni singola pianta che è loro affidata. Pur essendo consapevoli, che non è la stagione adatta per visitare le serre, con Sandra, la nostra fotografa, siamo andate alla Fumosa. Ancora una volta ribadiamo: sarebbero molto utili, lezioni dal vivo, durante l’anno scolastico, portando gli alunni a conoscere la produzione dei fiori ed il lavoro in serra. Semenzai, fiori da recidere, piante grasse, ciclamini, piante in fiore e da fiorire, sono divise e ospitate tra le sette case. Gli impianti di irrigazione, diversificati a pioggia, a goccia, a flusso e riflusso, cioè l’acqua viene raccolta e ridata alle piante, che posizionate in enormi banconi, ne trattengono la quantità necessaria, permettendo il recupero di quella in eccesso, per un nuovo giro. Da Marcello Scano è realizzata e controllata con l’aiuto di operai locali, che nel tempo hanno imparato a gestire e ripararli. Le piante da frutto collocate in pastéri manni, sono all’aperto, ed alcune mantengono il frutto dello scorso anno. È’ un salire e scendere dalle varie terrazze: tutte ci
riservano gradite sorprese, apprendiamo cose nuove osservando un limone i cui frutti sono allungati, come un grosso baccello; ne spiccano alcuni a forma di manine aperte, altri divisi in due, uscenti da un solo corpo. Ci viene spiegato che in quelli allungati, la crescita è stata compromessa da un acaro, mentre le manine, sono una mutazione genetica e vengono chiamate chimere. La Fumosa, nel marzo dello scorso anno, è stata visitata dalla botanica Mimma Pallavicini di Gardenia, rivista specializzata nel settore, che ha dedicato un interessante articolo sulla attività dell’azienda di Marcello e figli! Anche i fiori subiscono la moda, fatta eccezione per le rose, da sempre richieste. Attualmente, i gladioli sono stati trapiantati da sterlizie, iris, lilium, girasoli e orchidee nei vasi trasparenti, posizionate in posto caldo e luminoso, ma riparate dal sole, sono generose e rifioriscono ogni anno. Resistono i garofani, tulipani, regina dell’inverno è la viola del pensiero, quella conosciuta come pansé. Le ricorrenze dei Santi e dei Morti, Natale, S. Valentino sono rispettate. Quest’anno le serre saranno predisposte per la coltivazione di diversità disparate, da quelle antiche alle più nuove ed in maggio, l’azienda sarà aperta al pubblico, per una profumata mostra. Mentre Marcello accudisce i visitatori e clienti, noi facciamo un giro libero, come d’uso in ogni gita che si rispetti. Non ci resta che ringraziare il nostro ospite per il tempo che ci ha dedicato, augurandogli un buon lavoro e “Ci rivedremo a maggio con tante rose… Con tante rosette.”     (Foto di Sandra Tamponi)

26/01/16

legge cirina la battaglia continua

dopo  le manifestazioni  nelle piazze  italiane  nella giornata  del 23\1\2016   la battaglia  continua  .   Perché



 Continuerò nelle mie  battaglie   fin quando esisteranno  gente  come questa




 per  chi non vedesse  il video   ecco che  c...  ha detto  

“Sono contrario ai preservativi, non li uso e sono contrario. Abbassano il piacere e interrompono il momento.  La soluzione alle malattie è la sessualità responsabile. Sono contrario anche alla pillola del giorno dopo.”
Poi continua sulle donne…
“La condizione ideale è quella di avere un solo uomo o una sola donna nella vita, io non lo posso dire ma invidio chi ha questa possibilità. La moglie sottomessa cristiana è la pietra fondante, la pietra su cui si edifica la famiglia. Sottomessa significa messa sotto, cioè la condizione per cui la famiglia possa esistere. Una donna mite”. 
poso capire   simili  scelte  anacronistiche  e  spesso ipocrite  espresse nella prima  parte dell'intervento  , ma    quello che dice sulla donna no  . E' vero  che è  fondante per la società e la famiglia   sia  quella  ormai logora   tradizionale    sia  in quella    arcobaleno   che in quella  di fatto





17/01/16

Prova dal cellulare adesso posso pubblicare anche dal celulare .

Cosi sarà  più  aggiornato  e  cosi   rispondo  alle domande   e alle obbiezioni   (  o almeno  ad  alcune d''esse  in particolare   questa  :   come mai  il tuo   facebook  ed a volte twitter   sono diversi da     questa pagina   di blog    ) che mi vengono inviate  continuamente all'email  che  ho messo    qui  sul  blog    per  chi volesse   contattarmi     redbeppe@gmail.com  o   su Facebook  quando  pubblico    alcuni post  del blog  .

21/03/15

illegalità dei poveri diavoli ( quando per dare una vita dignitosa il casso di Luca Claudio evasore per pagare gli stipendi ai dipendenti ) e quella del potere ( che ti va scontare due volte la stessa pena )



Iniziamo , come quando dobbiamo dare due notizie e chiediamo al nostro interlocutore vuoi prima quella buona o quella cattiva ? , da quella buona la storia di Luca Claudio





                                             Luca Claudio, sindaco di Abano Terme


Ad Abano Terme, in provincia di Padova, l'attuale primocittadino Luca Claudio a processo per evasione fiscale: in qualità di ex legale rappresentante dell’hotel Caesar aveva omesso di versare entro i termini previsti ritenute relative a stipendi pagati nel 2006 per 253.218 euro.
La gestione dell’hotel Caesar porta ancora guai al sindaco di Abano, Luca Claudio. Ieri in tribunale c’erano due processi che lo riguardavano, sostanzialmente identici. Il primo è stato rinviato al prossimo 2 luglio e vede Claudio, in qualità di legale rappresentante dell’hotel Caesar Terme srl di Montegrotto, accusato di aver omesso di versare entro i termini previsti ritenute alla fonte relative a stipendi pagati nell’anno di imposta 2006 per 253.218 euro. Reato accertato il primo ottobre 2007. Claudio si era opposto a un decreto penale di condanna di 5.130 euro e l’Agenzia delle Entrate figurava come parte offesa. Il rinvio a luglio non è causale: in quella data il reato sarà prescritto.
L’altra imputazione è identica, ma riguarda gli emolumenti pagati nell’anno di imposta 2007 ed è stata accertata nel maggio 2008. Leggermente diverso l’importo, 260.920 mila euro e cambia pure la denominazione della società: “Fallimento Hotel Caesar terme srl Unip”. La situazione era precipitata e l’Hotel Caesar, un quattro stelle, chiuse i battenti mentre l’Enpam (ente proprietario dell'immobile) sfrattò per morosità la società gestita da Claudio. Il 4 dicembre 2008 il tribunale dichiara il fallimento della società Caesar, già fortemente indebitata quando Luca Claudio aveva accettato la sfida di diventarne amministratore. Questo secondo processo è stato rinviato al 5 novembre per la discussione, la prescrizione qui arriverà il prossimo anno.
«Già molte sentenze in Italia stanno dando ragione al mio comportamento di allora» sottolinea Luca Claudio «Se un imprenditore non ha i soldi per pagare le tassazioni a scapito degli stipendi dei propri dipendenti, può non pagarle. Purtroppo forse la sto pagando perché sono stato il primo a farlo. Ma sono fiducioso nella giustizia e nella interpretazione contemporanea di questi fatti».
Nel maggio 2012 il primo cittadino era stato condannato a quattro mesi di reclusione (con la sospensione condizionale della pena) per aver evaso le imposte sul reddito e l'Iva, non versando 169.892 euro (stipendi 2005, contestazione del 2006). La difesa di Claudio fu la medesima anche allora: «Avevo accettato di diventare amministratore dell'Hotel Caesar perché da sindaco (all'epoca dei fatti era primo cittadino a Montegrotto, ndr) volevo valorizzare il territorio. Non c’erano più soldi in cassa e, a quel punto, ho deciso di pagare gli stipendi dei lavoratori piuttosto che le tasse».


L a secionda 

19/03/15

"uomini e donne di tribunale se fossi stato al vostro posto... ma al vostro posto non ci so stare " ma ci ho provato



dopo  lo stacchetto  musicale  . veniamo  alle  retiffiche  \ repliche  ai  miei precedenti articoli 

La  prima http://goo.gl/i3awqW
Vero   quello che  dici  ma  tu cosa  proponi  per  contrastare   questo     fenomeno  oltre  ad  indignarti ? 
Un  ora  alla settimana   d'educcazione civica    tipo quela del film " la  scuola della violenza   o pensieri pericolosi
Non  emarginare   se ci sono le prime avvisagli  di bullismo  perchè spesso  chi si conporta  cosi  è  uno \a  ( vedi  caso  della bulla  17   enne  che ha picchiato una  12  enne )  che   ha ,  se l'ha famigliae   disagiate \  problematiche  o genitori che  non sanno  educare ., corsi per educativi   per i genitori ed  insegnati    che  non sanno educare o sono menefreghisti  ed apatici  . AdPunirli  ma  con pene alternative  ( esempio  far  fare    nel caso  dei  ragazzi    che hanno  picchato e  puntato quella ragazza  handicapata  , gli avrei fatta  fare  per  una settimana    dopo scuola per  2 ore  servizio  in strutture    per  handicapati  \  mmalati mentali o  o ragazzi problematici  )   alla sospensione ed\ o l'espulsione ma  usarla  come estrema ratio
Se  tu fossi stato prof   in quella situazione cosa  avresti fatto ?
 non certo darei fuggito   o  rtimasto impassibile   , ma  avrei    s poi filmato i ragazzi . Il giorno dopo  interrogato    la mia lezione precedente  e  mettere tutti  due   e rispondere  ale proteste dei  ragaszzi mostrando il filmato di loro che fanno casino  e non stanno atttenti mentre io spiego  ..  Se  poi i  genitori  si lamentano  direttamente  o  come   a  volte succede  che  il preside  ceda  a pressioni \ lamentele  di  genitori  importanti ( politici , ecc )  e  se la prenda  con te  perchè  ha rimproverato il loro  figlio\iola  ho    il culo  le spalle  coperte  .  

la  seconda http://goo.gl/WavRgP

Agiungo a  quanto ho  già  detto  , rispondendo ,  a  questo comento

attilio cece
Relativamente al rispetto delle regole sono d'accordo con lei, totalmente... Circa la conoscenza della lingua italiana mi permetta, invece, una domanda: se tutti i suoi concittadini, italiani doc, dovessere sottoprsi ad un esame di italiano a livello terza media, quanti di loro lei crede, passerebbero la verifica? E per quanti non fossero considerati 'idonei, cosa pensa si dovrebbe fare: togliere loro la cittadinanza?....
Giuseppe Scano
Spettabile Attilio
gli rifaerei rifare le scuole o i corsi d'italiano . Spiego meglio il mio concetto , forse espresso troppo frettolosamente nel post . Mi sembra assurdo , la stessa cosa direi per coloro chee vengono in italia ( non importa la nazione o sei gli avi fossero italiani ) , che se uno va all'estero , e sta 20 anni e non parla neppure una parola della lingiua della nazione in cui ha scelto di rifasrsi una vita o di stabilirsi possa usufruire dela cittadinanza . Come ben vede non è questione di razzismo o di becero nazionalismo , ma una questione di buon senso
che     si  è leggittimo   che una persona    la quale   viene a stare fissa  in italia  o  e'  in italia   da   diversi anni  e pretende  la  la  cittadinanza  sappia \ conosca  oltre  i  nostri  usi ,  costumi , .leggi , storia   anche la  nostra lingua   .  Ma  tale  pretesa  può diventare   discriminatorio e   quindi razzismo  quando   : 1) lo si pretenmde  subito  neanche il tempo  d'arrivare  2) quandotale  pretesa  è  originata  da  un abuso vedi  post  in questione  .,3)   quando  si pretende    che uno\a  parli  l'italiano quando neppure  tu   lo  parli correttamente 

15/03/15

Why are white people expats when the rest of us are immigrants? \ Perchè i bianchi non sono definiti " migranti", mentre lo sono gli arabi, i neri, ecc.??



Una bella domanda, si suol dire. Perchè i bianchi non sono definiti " migranti", mentre lo sono gli arabi, i neri, ecc.??

Le parole  sono importanti  oltre ad  essere un  arma   a doppio taglio  . Qui , cosi rispondo in anticipo a chi mi dirà  : <<  strano  ma non eri  libertario ed   anti politicamente scorretto  >>  ?  , che  qui  non è    questione  di politicamente o   anti  politicamente scorretto  è questione di buon senso  . Perché  le parole  son un arma  usata  ad  uso  e  consumo    del potere , di chi parla  alla pancia  ( cioè agli istinti più bassi  ) , possono a secondo del loro   uso  determinare  odio amore  ,  o  come in questo caso essere  discriminatorie 
 
da
http://www.theguardian.com/global-development-professionals-network  del 13\3\2015 

Surely any person going to work outside their country is an expatriate? But no, the word exclusively applies to white peopleWhy are white people expats when the rest of us are immigrants?



What is an expat? And who is an expat? According to Wikipedia, “an expatriate (often shortened to expat) is a person temporarily or permanently residing in a country other than that of the person’s upbringing. The word comes from the Latin terms ex (‘out of’) and patria (‘country, fatherland’)”.
Defined that way, you should expect that any person going to work outside of his or her country for a period of time would be an expat, regardless of his skin colour or country. But that is not the case in reality; expat is a term reserved exclusively for western white people going to work abroad.
Africans are immigrants. Arabs are immigrants. Asians are immigrants. However, Europeans are expats because they can’t be at the same level as other ethnicities. They are superior. Immigrants is a term set aside for ‘inferior races’.
Don’t take my word for it. The Wall Street Journal, the leading financial information magazine in the world, has a blog dedicated to the life of expats and recently they featured a story ‘Who is an expat, anyway?’. Here are the main conclusions: “Some arrivals are described as expats; others as immigrants; and some simply as migrants. It depends on social class, country of origin and economic status. It’s strange to hear some people in Hong Kong described as expats, but not others. Anyone with roots in a western country is considered an expat … Filipino domestic helpers are just guests, even if they’ve been here for decades. Mandarin-speaking mainland Chinese are rarely regarded as expats … It’s a double standard woven into official policy.”
The reality is the same in Africa and Europe. Top African professionals going to work in Europe are not considered expats. They are immigrants. Period. “I work for multinational organisations both in the private and public sectors. And being black or coloured doesn’t gain me the term “expat”. I’m a highly qualified immigrant, as they call me, to be politically correct,” says an African migrant worker.
Most white people deny that they enjoy the privileges of a racist system. And why not? But our responsibility is to point out and to deny them these privileges, directly related to an outdated supremacist ideology. If you see those “expats” in Africa, call them immigrants like everyone else. If that hurts their white superiority, they can jump in the air and stay there. The political deconstruction of this outdated worldview must continue.
Mawuna Remarque Koutonin is the editor of SiliconAfrica.com, where this blog was first published. Follow @siliconafrica on Twitter.
Join our community of development professionals and humanitarians. Follow @GuardianGDP on Twitter.

02/03/15

LO STATO CI VUOLE L'UNO CONTRO L'ALTRO ED LA MAGGIOR PARTE DEI MEDIA SONO IL TRAMITE PER INCENTIVARE TUTTO QUESTO.

  risposta  agli insulti ricevuti per  questo post 
http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2015/03/reflections-on-our-first-week-of-our.html

STRUMENTALIZZAZIONE, INCENTIVAZIONE della GUERRA TRA POVERI, sono questi i mezzi dello Stato per tenerci DISUNITI e CONTROLLABILI. Ne abbiamo avute più dimostrazioni, ma i MEDIA di regime ci rendono ciechi!
iniziamo col piccolo gesto di condividere questo video e continuiamo col trovare punti in comune per unirci!

video
No      quinbdi a  capi espiatori   cioè     <<  qualcuno a cui è attribuita tutta la responsabilità di malefatte, errori o eventi negativi e deve subirne le conseguenze. La ricerca del capro espiatorio è l'atto di voler identificare irragionevolmente in una persona, un gruppo di persone, o una cosa la causa responsabile di gravi problemi, spesso con il celato obiettivo di nascondere le vere cause o i veri colpevoli. La ricerca del capro espiatorio è un importante strumento della propaganda: ad esempio, gli Ebrei vennero individuati dalla propaganda nazista come fonte del collasso politico e dei problemi economici della Germania.
La ricerca del capro espiatorio è particolarmente devastante perché solitamente la colpa è attribuita a un gruppo di minoranza, che trova difficile difendersi dalle accuse. Una tattica spesso impiegata è quella di caratterizzare un intero gruppo di individui per la condotta non etica o immorale di un piccolo numero di appartenenti a tale gruppo. Tra i soggetti usati come capri espiatori nel corso della storia troviamo ad esempio le persone di colore, gli immigranti, i comunisti, i meridionali, le streghe, le donne, i catari, i cattolici, gli Ebrei, i matti, i lebbrosi, gli omosessuali, i drogati, gli spacciatori, i disabili, gli zingari, gli anarchici.
Nelle società industrializzate, l'uso dei tradizionali gruppi di minoranza come capri espiatori viene sempre più malvisto. Portato all'estremo, questo può produrre delle regole sociali riguardanti il linguaggio, come nel caso del politicamente corretto. La ricerca del capro espiatorio si applica anche alle organizzazioni. Ad esempio, grandi imprese o governi vengono visti da alcuni come responsabili di un numero esagerato di problemi sociali. Il principio dell'agire politicamente corretto potrebbe essere un fattore determinante nello sviluppo di tali credenze riguardanti le grandi imprese, in particolare dove un senso di tolleranza altamente sviluppato nei confronti delle minoranze tradizionali si scontra con il bisogno continuo (e spesso ingiustificato) di dare la colpa a qualcuno.
È però importante ricordare che il capro espiatorio di biblica memoria era una vittima innocente. Nell'uso comune capita che molti colpevoli, una volta raggiunti dalla giustizia, o comunque dopo che sia stata acclarata la loro colpa, applichino a se stessi tale termine, con ciò significando di pagare da soli, al posto di tanti altri rei. Ma l'uso del termine da parte loro è e rimane assolutamente improprio. (...)  >>  da  http://it.wikipedia.org/wiki/Capro_espiatorio

23/01/15

Il documentario di Hitchcock e Bernstein sull'Olocausto Fatto a partire da filmati girati dai soldati, archiviato per 40 anni, sarà pubblicato nel 2015

 musica  consigliata  Ballade No.1 in G Minor (Op.23)

Potrebbe interessarti   anche  questa  buona  news  apresa  proprio mentre leggevo  l'articolo di ètratto il post  d'oggi 


Anne Frank: il diario diventa un fumetto

 

 

E  con questo  post  si conclude  , salvo colpi di scena e  ripensamenti dell'ultima ora , la mia serie  d'articoli \  post  e ricerche  sull'olocausto 


Pero  prima oltre  i link    dei post  precedenti   una premessa 
con cui  mi preme    chiarire   spero  una   volta  per  tutte   : A )    a   chi  scrive  via email   sia  che  abbai letto i tag  manifesto blog  e   faq  ma   (  e sopratutto a   quest'ultimi  ) che   lo hanno fatto   .,B ) con chi  mi segue o saltuariamente o   chi  ha trovato per la  1  volta    uno più link  dedicati a tale  argomento  scritti in questi    11  di blog    nei motori di ricerca  o su  social     che
 1)   non sono  , nonostante  le mie posizioni   critiche  sulla  politica delo stato israeliano  ,  antisemita  e  contro il polopoo ebraico  . e le mie amicizie  iscrizioni a ( pur  non condivendone  in toto alcuen  cose  )   a  gruppi  come https://www.facebook.com/ProgettoDreyfus ed  avendo  fra i contatti-  amicizie   alcuni\e   dir eligione ebraica ed israeliani 
2)  non intendo  sminuire  l'olocausto ebraico   cioè la Shoah  che  è il  peggiore    fra gli olocausti  in quanto iniziato  primna   degli altri ed  quello che  ha  avuto maggiore  numero vittime   . Ma solo  evitare  i media e  i  siti  internet   compresi i social  facciano passare in secondo   piano  o  peggio tacciono    gli altri  Genocidi  . Infatti  :  <<  Con il termine Olocausto (con l'adozione della maiuscola), a partire dalla seconda metà del XX secolo, si indica il genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei d'Europa e, per estensione, lo sterminio nazista verso tutte le categorie ritenute "indesiderabili" che causò circa 15 milioni di morti in pochi anni.Il termine olocausto viene principalmente utilizzato per indicare lo sterminio sistematico di milioni di ebrei da parte dei nazisti. In alcuni ambienti il termine olocausto viene usato anche per descrivere il genocidio sistematico di altri gruppi che vennero colpiti nelle stesse circostanze dai nazisti, compresi i gruppi etnici Rom e Sinti (i cosiddetti zingari), comunisti, omosessuali, malati di mente, Pentecostali (classificati come malati di mente), Testimoni di Geova, Sovietici, Polacchi e altre popolazioni slave (considerati nel complesso Untermenschen). Aggiungendo anche questi gruppi il totale di vittime del Nazismo è stimabile tra i dieci e i quattordici milioni di civili, e fino a quattro milioni di prigionieri di guerra. Molti Rom usano la parola Porajmos o Porrajmos («grande divoramento»), oppure Samudaripen («genocidio») per descrivere lo sterminio operato dai nazisti

Ora   dopo la  premessa lunga ma necessaria   veniamo al post  

da 
 http://www.linkiesta.it/documentario-hitchcock-olocausto


È il 1945 e le truppe inglesi, oltre a combattere contro i soldati tedeschi in Germania, hanno un altro compito: girare filmati dei campi di concentramento liberati. La richiesta è del Ministero dell’Informazione britannico, che vuole realizzare un documentario — di propaganda, pensato per i tedeschi e non gli inglesi — con cui mostrare alla popolazione la realtà dei campi di concentramento.

Già nel febbraio del 1945 il regista Sidney Bernstein è incaricato di occuparsi di questo lavoro: prendere i filmati che arrivavano dal fronte e trasformarli in un film. E Bernstein, conscio della mole e della difficoltà dell'opera, chiede aiuto dell’amico Alfred Hichcock e i due si mettono insieme al lavoro sul documentario. Bernstein si occupa della regia, mentre Hitchcock scrive uno script per accompagnare le immagini e lavora con i montatori per scegliere i filmati e trasformarli in una narrazione coerente.
Il progetto, però, viene presto bloccato. Nell’agosto 1945 i rapporti politici tra Regno Unito e Germania sono già cambiati e il Ministero degli Esteri (non più quello dell'Informazione) invece di calcare la mano sui campi di concentramento, preferisce percorrere la strada della riabilitazione del Paese.
Da lì in avanti, il film rimane fermo negli archivi del Imperial War Museum per quasi quarant’anni e conosciuto semplicemente per il suo numero d’archivio: “F3080”. Il film esce dagli archivi solo nel 1984, quando viene proiettato in una versione incompleta al festival del cinema di Berlino. Poi, nel 1985, il programma Frontline della della rete statunitense PBS acquisisce i diritti per trasmettere il film e lo manda in onda, esattamente come è stato trovato, intitolandolo Memory of the Camps. Il film è ancora incompleto: manca la sesta e ultima bobina di filmato e il soggetto scritto da Hitchcock non è mai stato registrato. PBS chiede allora all’attore Trevor Howard di registrare la traccia sonora e manda in onda il film senza video nella parte conclusiva, montando la voce di Howard sopra immagini statiche.
Il film andato in onda è quello che si vede qui sotto, in una versione archiviata sul sito Internet Archive.
Nelle scorse settimane l’Imperial War Museum ha annunciato di aver restaurato la pellicola, anche recuperando da nuove fonti il materiale mancante della sesta bobina del film, e che lo pubblichterà nel 2015 in occasione dei 70 anni dalla creazione del film. Il curatore del museo, Toby Haggith, dice che «la restaurazione digitale fa sembrare il filmato molto vivo [...]. Uno dei commenti che abbiamo sentito più spesso [nelle proiezioni private del film] è che il documentario è terribile e acuto allo stesso tempo».

Un  film \  documentario come testimonia  anche rai3   nella puntata  d'ieri  speciale  27  gennaio   de la grande storia    che ha mandato anche un doumentario  sulle  vicende  di  questo film    dove  è spiegato  , causa   guerra fredda  fra  Usa- Urss   il perchè     si ebbe solo  fino a  quasi  60 anni  fa   una versione edulcorata  e  non completa    del documetario  , anche  se  vista  la   suia  forza e le sue prove  schiaccianti   leimmagini furono usate  come prova  al  processo di Norimberga 

17/01/15

#JE SUIS CHARLIE ma anche # JE NE SUIS PAS CHARLIE e soprattutto # JE SUSIS BOKO HARAM

Musica  consigliata  
Ho  preferito aspettare , cari lettori\ lettrici   ,prima di scrivere ho lasciato trascorrere  qualche  giorno  dal nefasto e luttoso evento di Parigi    sia   onde  evitare  accuse  di speculazione \  strumentalizzazione , per non urtare   quella naturale indignazione   e  di profonda tristezza  che  ci assalito tutti . Anche me  .  Questo slenzio  \pausa  di  rigflessione   mi da la possibilità  di  poter scrivvere a mente fredda  e non a caldo (e magari scrivere cose  errate  o  d'essere frainteso  (   come  mi è capitato  recentemente  , ma  questa  è un altra  storia   e  chi mi segue  anche  su facebook   e  su twitter   dove  vengono condivisi i post  del blog  e di facebook in automatico ,  conosce  già la vicenda  ) a  rispondere  pubblicamente  ad  alcuni email all'indirizzo  del  blog  ( redbeppe@gmail.com )
Infatti  in  questi  giorni   per  i mie post    e  condivisioni   su facebook    ed  alcuni   qui   sul  blog   ( 1,2,3 ) ho ricevuto le  consuete   email :   I)   cariche  d'odio   verso  il popolo e la cultura mussulmana  e  gli stranieri   in generale  o peggio su  gli italiani\e  che decidono di  convertirsi o sono  convertirti a tale religione ., II)   di malpancisti :  tiepidi  cioè con cui si può discutere  e ragionare  perché pronti  a  scusarsi   quando un informazione che hanno  è sbagliata  ed  a   cambiare idea   perché si metto indiscussione .  Caldi   cioè il contrario     ., 3  )  dei  non   sono razzista  ma  ...  4)  critiche distruttive   ed  insultanti  verso me   che  parlo di coesistenza    fra  noi e loro  ( oltre che  le altre religioni  )  ed  invito a non generalizzare , 5) domande  \ dubbi del tipo   ma  tu sei pro o contro #Charlie visto ciò che pubblichii e condividi su Facebook  e  Twitter  ?  non tinstai contraddicendo  ? 
Alle  prime  4  non    intendo replicare  \  rispondere   in quanto ho già più volte  risposto  \ replicato  direttamente     ed  indirettamente  ( con storie   ed news   che le  smentivano o riducevano  le loro spesso insulse  critiche ) . 
  Replico  volentieri  invece    , cosi  ne  approfitto   per  chiarire meglio   il mio pensiero alle ultime  .   Chiarendo   che non sono  solo  Charle H ma  anche  Boko  Haram  perchè  come dice  la   un mmmagine riportata  all'interno del post , che  ho  condiviso  << contro l'omologazione ed il facile oblio!!!E forse vale la pena anche ascoltare la musica che muore ogni volta che si massacrano intere popolazioni di villaggi, regioni e stati del mondo dimenticato:




 contro l'omologazione ed il facile oblio !!!
da  https://www.facebook.com/DocentiControLaLeggeAprea/


Dopo  questa  spero esaustitiva   premnessa  Iniziamo    dal primo principio di quella  che   chiamano  contraddizione 

 #JE  SUIS  CHARLIE  a  360°   cioè  a  per  tutte le  vittime  di barbarie  e fanatismi  ( indipendentemente  dalla religione     che li applica \ li mette  in atto   ) . Condivido  inoltre  quanto  dice  giustramente 
Ivan Zzi Stica purtroppo quando si iniziano a imporre limiti e divieti alla libertà si scade spesso e facilmente in regimi dittatoriali. Le dittature sono caratterizzate proprio dalla mancanza di libertà di parola e di critica. Altra cosa invece sono i limiti del codice penale, ma anche quelli cambiano con l'evoluzione della pubblica morale e devono essere aggiornati
  in questa  discussione  sul mio fb  . Sostengo  C.H : 1)  pur  considerandolo  come  le  ultime due annate   di  quelo che era,il settimanale  sartirico  Cuore  , cioè  volgarità gratuita


dal numero speciale  di  Charlie  Ebo edito in italia  ,  nonostante il boicotaggio    dei media  allineati ed  ipocriti   dail fattoquotidiano del  15\1\2015
Ovviamente  , sia le  due  canzoni  suggerite  , che la  vignetta    ivi contenuta  , NON DEVONO ESSERE PRESE ALLE LETTERA  ,  in quanto   coe  mi è sucesso su fb  dove  ho riportato la stessa  vignetta
  • Daniela Carta Si sono fatti ammazzare per quello??????? Ma cosa dici???? Non esiste una giustificazione per questi omicidi!!!!
  •  (...) 
  • Giuseppe Scano  . concordo con te   carissima Daniela Carta. il mio riportare la vignetta di C.H e la canzone di Faber moriere per le idee era  c'era  del sarcasmo  . Ed ha dato , specie da chi non capisce il sarcasmo \ satira , a certe interpretazioni capziose  o  spaventrate 
    2)   affermo  che  il  Pontefice    non ha  tutti i torti  nelle  sue  ultime  dichiarazioni  . Perchè
la libertà  (  di  Satira  , di parola  ,  ed  a volte  di blasfemia ,  )    non significa   mancanza  di rispetto . Quindi    si può  e  ed  è uin dirittto   scherzare    anche  sulle   religioni   \  sui culti , perchè  : <<
ogni religione, senza sense of humour, diventa fanatismo.>> ma  cercando  d'evitare  il più possibile  gli insulti   e le denigrazioni .  Infatti  anche lo stesso pontefice esponente  di  una grande religione  qualìè  il  cattolicesimo   ha  ironizzato  
www.unionesarda.it   Venerdì 16 gennaio 2015 19:15



Purtroppo però esauriti quei sentimenti pro JE SUIS CHARLIE H e metabolizzati ( o quasi ) gli eventi , non ci resta che tornare alla nostra quotidianità fatta da piccoli e grandi problemi che portano altrove il nostro pensiero fino a quando non ci sarà qualche altro evento Nazionale o Internazionale da commentare ( sia qualunquisticamente \ demagogicamente \ qyualunquisticamente che seriamente ) Ma non prima d'aver  spieggato  anche   perchè  # JE NE SUIS  PAS  CHARLIE 


Cio' non significa che rinnego   quanto ho detto nelle  righe  precedenti  , anzi le  rafforza  .
Infatti    del  primo aspetto   condivido solo la lotta a  360 °   , la  solidarietà non pelosa ed  ipocrita  strumentale  .
Infatti l'eccido di Parigi è  stato usato : 1)  da  politici   politicanti  che  non vogliono sporcarsi le mani    vedi traffico  d'armi o meglio i cosidetti   master  of  war 



  e    e fanno  fare il lavoro  sporco ad  altri ai lord  of  war



 e  sono doppi contro  il terrorismo  islamico  prima  lo crei  e   poi    lo combatti    è spiegato benissimo  nella scena dell'interrogatorio   del protagonista   del secondo video   .  E  poi usi  le masse  (vedi schema    sotto   )    per  coprirti le spalle  e   rifarti una verginità 


2)  da  quei partiti  e  gruppi  exenofobici   che  strumentalizzino per  farsi propaganda tali vicende , snaturando  l'identità dela rivista  ed  usandola  a  loro uso  e consumo  come   dimostrano  alcuni manifestanti  il 10 gennaio a brescia



  3)   le manifestazioni  ( parlo del caso italiano    di  quello Francese   non so che  dire  )   di solidarietà  fper  C.H   fatta  a cui  hanno partecipato  a gente    che  , capita  in tutti  i  movimenti ci sono sempre  stati e  ci saranno  ,   che   si svegliano solo  ora    e prima 
 si muovono solo  per  i fatti internazionali    perchè  fa

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