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23/04/17

femminismo o maschilismo eutanasia . testamento biologico o vivere , vegano o carnivoro , ed altre Faq


in sottofondo  pane  e sa le  - Zucchero


Dopo  il mio  post   : Ero un uomo violento e pensavo: non è colpa mia” dal titolo ingannevole    sono   stato  attaccato  dalle neo  femministe  .
Ecco  una  delle  tante    discussioni    su fb     dove  ho  messo  l'articolo del blog








Giuseppe Scano lo so che andrò contro le femministe con il post d'oggi , http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/.../ero-un... ma fra gli stalker ed i violenti c'è anche se una piccola percentuale casi come quello che riporto quisotto . Prima d'iniziare il post faccio delle precisazioni :
1) non sto giustificando , ma cercando di capire cosa spinge noi uomini a comportaci cosi
2) condanno sempre la violenza contro le donne e non solo
3 ) il dialogo fra generi e l'educazione all diversità fin dall'asilo \ scuola materna supera ogni confine ed aiuta tantissimo
Mi piace · Rispondi · 14 aprile alle ore 18:03 · Modificato
****** Senti, visto le cagate che hai scritto e pubblicato, ti potrei usare violenza? No, perché vorrei che trovassi una giustificazione anche alla mia, esattamente come stai facendo con i carnefici di sempre : gli uomini.
Ma ....già, io ho la vagina...e non mi è permesso.
Oltre ad un becero maschilismo recondito (che prima o poi viene fuori, appunto ), sei totalmente irrispettoso verso un crimine umano che non merita attenuanti : la violenza sulle donne.
Mai una donna si sarebbe sognata di scrivere queste schifose aberrazioni.
Mi piace · Rispondi · 2 · 15 aprile alle ore 13:41
****** E adesso sei pregato di andare affanculo. Grazie
Non mi piace più · Rispondi · 4 · 15 aprile alle ore 13:43
un altra sua utente .....non sta giustificando dice lui......noo....cerca le attenuanti....

Mi piace · Rispondi · 15 aprile alle ore 15:46

neppure cerco solo di capire come mai certi uomini si comportano cosi ed esercitano violenza fiscica e verbale \ psicologica verso le donne

  gli  ho chiesto     spiegazioni in privato  ed     la continuazione   fortunatamente  in tono  pacato


perchè secondo  te  starei giustificando i carnefici , quando dico che dietro alcuni casi possono esserci anche una cattiva educazione ( vedi punto tre del mio commento ) al rispetto della diversità culturale  femminile  da quella maschile , problemi psicologi ? non sapevo che il cercare di comprendere come mai molti uomini siano misogini e carnefici , significasse giustificarli . Io non sono il tipo e tu dovresti saperlo visto che ho condiviso il tuo post sul'8 marzo ed ho  sempre condannato   soia  qui  su  fb   che  sul mio blog  con storie , scritti ogni atteggiamento violento fisico e psicologico verso l'altro sesso . e 'poi ti dirò di più , dicendoti una cosa che non ho detto solo a poche persone qualche tempo fa mi offri, ma  poi non si fece niente   , verso una collega di lavoro vittima di uno stalker telefonico , d'andare a dare una lezione a colui che la tormentava


Lei  
Il machilismo è subdolo e viscido, nascosto anche nelle persone con le migliori intenzioni. Mi è capitato di appurarlo spesso. Uomini in netta contraddizione.
Comunque ti ho dato la mia spiegazione nel post. Buona giornata

IO 
ok.
però sappi che io non intendevo nè intendo far passare quello che tu dici nell'ultimo post cioè carnefici di sempre che si ergono a vittime mi sembra altamente inaccettabile ed irrispettoso verso una piaga umanitaria come la violenza sul genere femminile !!




Immagine correlata
Aggiungo    che  si  è vero sono  come  tutti  gli uomini  , fa parte  della mia  cultura  ed identità ,   e  cerco  sempre  di  tenerlo  a bada   e  di   farlo inaridire e  di coltivare  \  curare   quello  non  violento   e  d'unione     fra le  due  culture    quella  maschile  e quella femminile  ( vedi  foto a   sinistra  )  ,  sono maschilista   ma   come   ho  già detto sia   nella  discussione sopra  riportata     sia  in altri  posto   qui  sul  blog  e sui  social    desto  che    commette   violenza   anche  psicologica    sulle  donne  . E  poi     Comprendere    non  sempre  vuol  dire  giustificare  , anche  se  è vero , NON E'  IL MIO CASO ,    che   cercando   di   capire    sempre   si  giustifica  .Ma  ogni tanto  è necessario  per  poter  debellare  o  cintenere     tale  fenomeno



Un altra   seire di domande che  mi fanno   sono queste


  ti  ho visto mangiare carne    ma non eri vegano visto  che partecipi   alle manifestazioni  dei vegani  come testiminiato  da  queta  foto e dal video  riportato   alla fine di questo articolo di Gallura  news  video   perchè  l'altra  volta   ti  ho visto prendere l'aperiticome  ha  preso  della salsiccia e del lardo ?  [ dev'essere  qualche  mio paesano \ a  ]  ? 

Inanzittutto  io  sono  onnivoro anche    se   come   ho  già detto in precedenza su queste pagine  mangio  pochissima  carne per lo più   no  d'allevamenti intensivi  . L'altra  volta   ,  è vero  sono   un peccatore


,  ho  mangiato  carne  , ma  ho  un rapporto  complicato con il cibo e  se  vedo  cento   pietanze    ( anche se  sono  sazio   o min fa  male  le devo   per  forza  assaggiare ed   per   questo  che sono in analisi  )    .  Poi non sono vegano   , il perchè lo spiegato  nell'ulr  citato prima   e  poi  è una scelta  di vita  troppo  dura   e    io   essendo peccatore  non  ho   una  greande  forza di volontà e resistenza  alle  tentazioni   ma  animalista  e   poi   a quel presidio  \  manifestazione   c'erano  anche  vegetariani  e  vegani  

ma  tu  sei per l'eutanasia \  testamenti biologico  visto che riporti   entrambe le  storie  ?  cosa  faresti se    ti trovassi    nella lorom situazione   o   se  avessi un familiare    in un caso del  genere  ? 

Io   sono come  l'amico  \  compagno  di strada  . di viaggio   Criap  (     vedere i   qui  e  qui i suoi scritti in merito a tale  argomento  ) . 
Per me    anche  non  lo so' cosa  farò  dela mia  vita  . L'unica  cosa  certà  è   che  fortunatamente  riesco   a sopportare   i miei dolori e le mie sofferenze    dei miei acciachi   co cui cinvivo  fin dall'infanzia  (   problemi d'equilibrio  ,  problemi alla parte destra del corpo  ,  problemi di vista  e  d'udito  ) . Quando sarà il momentoi deciderò . 
Per  un familiare  lascio scegliere    con il testamento biologico  , se  non l'ha  fatto  cerco  d'interpretare   le  sue  volontà  sia  che  sia  no   che si    . cominquie  chiederei  a  un medico  di non  farlo soffrire  troppo



17/04/17

saper guardare , saper osservarsi in intorno insomma cazzeggiare proficuamente

Risultati immagini per matteo marangoni  critico  d'arte
a chi mi dice che fotografo ( in questo caso ) o condivido storie , video , ecc di piccole cose o d'aneddoti rispondo che ho preso spunto sono stato influenzato durante lo studio universitario per l'esame di storia dell'arte ( poi conclusosi con un 30 ) dalle teorie , secondo me ancora attuali se estrapolate dal suo a vole pedante e intrinseche di purissimo nazionalista e classicista , del critico d'arte Matteo Marangoni ( 1876 –1958) di Mattero Marangoni . Infatti prendo spunto , cercando d'attualizzarlo , ma senza snaturarlo completamente , dal libro Saper vedere (1933) . Opera che insieme a : L’Occhio del Fotografo (The Photographer’s Eye) di John Szarkowski ( 1925- 2007 ) -- pubblicato negli Sati Uniti per la prima volta nel 1956, quando l’autore era direttore della sezione fotografica del MOMA, e riedito più volte dal museo newyorkese senza modifiche. salvo l’aggiornamento delle date di vita dei fotografi presentati ed il ricorso a tecniche di stampa perfezionate --- hanno : << (...)  contribuito a formare la sensibilità degli amanti dell'immagine fotografica nordamericani  [ e non solo aggiunta mia ]  per generazioni. (.... continua    su  questo articolo  di http://www.fotopadova.org >>

Dopo   questo  pistolotto , eccovi   il mio  ultimo  "cazzeggio"   trovato   nel centro  storico del mio  paese  

                              ABBEVERATOIO  PER  UCCELLI  ? 

L'immagine può contenere: spazio all'aperto

12/04/17

la musica indipendentemente dal genere e dalla qualità fa parte della nostra vita nel bene e nel male ......


.... prima di riportare queste due storie spero di riuscire a rispondere ( all'altra se lui vuole ci penserà Criap ) a chi mi chiede : << perchè ui colonne sonore , perchè suggerisci musiche , fai riferimenti indiretti a canzoni , due racconti storie di canzoni artisti e altro , segnali libri musicali o attinenti ad esso come quello di cristian porcino >> .


Perchè Raccontare il mondo po le proprie esperienze ed stati d'animo attraverso le canzoni tì ( almeno per me è cosi ) aiuta ad esprimere meglio le tuer emozioni \ sentimenti . Raccontare quelle storie piccole che non conosce nessuno, gli universi più discreti, che non fanno notizia ma hanno tanto da dire, la quotidianità silenziosa di chi a volte è dimenticato, di chi solitamente non è ascoltato. Significa anche tornare alle origini capire chi siamo e dove stiamo andando , formare o rafforzare una propria identità , ecc 


La musica << fa il resto, colonna sonora di un mattino all'asilo in mezzo ai bambini o di un pomeriggio alla casa di riposo con nonni che non si ricordano più cosa hanno fatto il giorno prima ma "Bella ciao" te la sanno cantare dalla prima all'ultima strofa senza indugi. Si chiama Giving Voice, il progetto di Radio LiberaMente Modena. >> (Gazzetta di Modena)







ecco le storie a cui faccio riferimento

La prima  

leggi anche   

Modena, Federica Cipolli: una vita in musica iniziata a 4 anni
Recital e insegnamento per la pianista ora scelta come maestro collaboratore al Belli di Spoletodi Giovanni Balugani




MODENA. Di solito i grandi musicisti crescono in famiglie in cui la musica è parte integrante della vita dei genitori. Ma per Federica Cipolli non è stato così.
La propensione per la musica è stata per Federica qualcosa di naturale e non di imposto o derivante dalle abitudini di chi l’ha cresciuta. E così, che fare quando una bambina di 4 anni mostra un’attrazione naturale verso la musica? Quando canticchiando qua e là, in giro per casa, è palese che la voce di quella bambina sia speciale?
I genitori di Federica non hanno avuto dubbi: l’hanno avvicinata ulteriormente alla musica, aiutandola a coltivare quella passione che poi nel corso degli anni sarebbe diventata la sua vita. Ed è così che a soli 4 anni ha iniziato a prendere lezioni di pianoforte, a esibirsi davanti a un pubblico e a partecipare a selezioni ed audizioni. Allenandosi anche sette o otto ore al giorno, perché il trasporto della mente e del cuore superavano anche i limiti del fisico. Tanto che a 14 anni Federica ha trascorso un’estate intera a suonare in preparazione di un esame, chiedendo troppo alle sue mani e ritrovandosi a doverle fasciare per proteggere i tendini.
Il lavoro, però, paga. A 20 anni si è laureata in pianoforte, all’Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi-Tonelli di Modena. Per poi entrare nell’accademia diretta da Mirella Freni.l lavoro, però, paga. A 20 anni si è laureata in pianoforte, all’Istituto Superiore di Studi Musicali Vecchi-Tonelli di Modena. Per poi entrare nell’accademia diretta da Mirella Freni.







Federica al piano suona LisztEcco uno dei due brani (Chapelle de Guillaume Tell, Liszt) con cui Federica Cipolli, pianista modenese 25enne, ha superato le audizioni per diventare maestro collaboratore al teatro "Belli" di Spoleto. Una vita dedicata alla musica quella di Federica, che suona da quando ha 4 anni. 
Ora per Federica si apre una nuova esperienza. Da qualche giorno si trova a Spoleto, in Umbria, dove sarà maestro collaboratore al teatro lirico sperimentale “Belli”: «Sono emozionata - 


racconta - e riuscire a superare la selezione non è stato semplice. Ho affrontato l’audizione il 30 maggio. Eravamo 50 pianisti provenienti da ogni angolo del mondo e i posti erano 10. Ce l’ho fatta e per me è stata una soddisfazione unica, anche perché sono la seconda più giovane tra i selezionati». Federica resterà a Spoleto fino ad ottobre e il suo compito sarà quello di preparare i cantanti durante le sessioni di prova: «Ma ho già chiesto qualche permesso per rientrare a Modena, perché dovrò suonare durante alcune serate dell’estate modenese».
Quando Federica parla è fin troppo semplice riconoscere l’amore per la musica e nella musica ha scelto l’amore, quello vero: «Sono monotematica, lo ammetto. Mio marito è un direttore d’orchestra e quindi la musica pervade a 360 gradi la mia vita. Per me suonare non è un lavoro, è un modo di vivere, è qualcosa che ti accompagna durante tutto il giorno. Che cosa ascolto? Classica, opere. Ma in qualche viaggio, quando io e mio marito vogliamo staccare un attimo, ascoltiamo Elio e le storie tese: testi demenziali, ma musica di valore».
Federica è energica e mentre si racconta candidamente confessa: «Nel periodo dell’accademia, durante le pause pranzo fuggivo per sostenere qualche esame». Ride.
Quali esami? «Diciamo che ho voluto accontentare i miei genitori e così mi sono iscritta a Scienze Giuridiche, studiavo di notte e ho conseguito la laurea triennale. E poi anche la magistrale in Public Management, sempre con lode. La musica è un lavoro stupendo, ma fragile. Non si sa mai se ti consentirà di vivere o meno e quindi ho pronta un’alternativa nel caso in cui la strada del pianoforte, economicamente parlando, si dovesse interrompere».
Quindi 25 anni, trilaureata, impegnatissima sul piano lavorativo, ma con anche un occhio verso il prossimo: «Insegno musica ai ragazzi, in particolare alle scuole Paoli nel progetto di musica pomeridiano. Adoro trasmettere la passione per la musica ai miei studenti, ma attenzione non significa imporla. Il mio compito è quello di fornire loro gli strumenti per comprendere la musica e di poter utilizzare tali strumenti a loro piacimento nel corso della vita. È bello sapere che se un giorno ascolteranno una canzone avranno il bagaglio di conoscenze necessario per potersi andare a cercare lo spartito, leggerlo e replicarlo con un pianoforte o una chitarra».
Una scelta, quella di conoscere la musica, che Federica fece autonomamente a quattro anni. E che da 21 anni la accompagna fedelmente.


la  seconda   storia

Modena, “Mani bianche”, cantare a gesti
Nasce a Modena Est un coro che coinvolge udenti, non udenti e persone con altre disabilità
di Martina Stocco


leggi anche  

MODENA. La musica, si sa, da sempre unisce e crea momenti di condivisione, ma in questo caso ancora di più. Di cosa stiamo parlando? Della realizzazione a Modena del progetto coro Mani Bianche, già attivo in altre città. Questo particolare coro, i cui corsi saranno svolti alla polisportiva di Modena Est, a partire da aprile, vedrà la partecipazione sia di bambini sia di adulti.



Tuttavia, la specificità del gruppo corale sarà la presenza sia di persone udenti sia non udenti o aventi altre disabilità. Com’è possibile realizzare un’attività simile ce l’ha spiegato Maria Pia Milani, neuropsichiatra infantile e volontaria del progetto. «Innanzitutto bisogna sottolineare che a Modena verrà importata la realtà dell’associazione Mani Bianche di Roma - ha detto Milani - che da tempo si occupa di questo genere di attività. Il coro Mani Bianche di Roma è un coro misto, dove bambini che possono utilizzare la voce cantano assieme ad altri che presentano, invece, deficit uditivi».
Esigenze e abilità differenti, come si amalgamano nello stesso coro?
«I ragazzi che fanno parte del coro Mani Bianche si esprimono attraverso la gestualità delle mani - ha spiegato la neuropsichiatra -indossano dei guantini bianchi, appunto, per metterne in evidenza il movimento. Non è un vero e proprio linguaggio dei gesti. Le parole delle canzoni non vengono tradotte alla lettera, ma vengono compiuti dei movimenti attraverso cui la musica viene interpretata: ciò che traspare è l’emozione. Il canale di comunicazione privilegiato non è, dunque, quella verbale».
Da Roma a Modena, com’è avvenuto il passaggio?
«Attraverso un passaparola, tra diverse persone, è nata l’idea - ha risposto l’intervistata - di poter realizzare questo coro anche in città».
Lo scorso gennaio si è svolto a Modena un corso teorico e pratico, della durata di due giorni, riguardante l’attività delle Mani bianche. Nell’occasione sono state individuate persone con diverse professionalità (musicisti, interpreti del linguaggio dei segni, neuropsichiatri) che possono, sull’esempio romano, ricreare quell’ambiente di condivisione. Mancava ancora un luogo dove poter svolgere l’attività corale: la scelta è ricaduta sulla polisportiva di Modena Est. «Spazio in polisportiva ce n’è a volontà - ha raccontato Ivan Baracchi, il presidente dell’impianto sportivo - e poi, quando abbiamo conosciuto le motivazioni del progetto, come l’inclusione e l’integrazione delle persone diversamente abili attraverso l'esperienza corale, non potevamo fare altro che sostenerlo. I ragazzi che vorranno partecipare al corso, lo potranno fare gratuitamente presso gli spazi della polisportiva. Oltre a questo, inizieranno a breve, tante altre attività». «Il coro Mani Bianche - ha concluso Milani - è ispirato all’esperienza venezuelana dove sono stati creati diversi cori di questo tipo. L’intento del governo, nell’ambito del programma di educazione, era di ridurre i livelli di criminalità attraverso la musica. Iniziarono ad impartire lezioni gratuite di musica e a mettere strumenti a disposizione dei giovani».

19/02/17

aggiornamento FAQ



ricevo mote email in cui mi si chiede come mai molti post , fra cui anche quelli criap , non hanno titolo ?
per i miei post  me rispondo che   fin dall'esordio del blog prima di passare  a quello attuale  ( ed in parte è cosi tutt'ora ) scrivevo per la maggior  parte  di getto senza pensare necessariamente ad un titolo . infatti alcune volte copio e modifico quelli degli articoli che riporto . Per i vecchi collaboratori non saprei dipendeva da loro .

Per criap ecco cosa mi ha risposto via email : << "Il titolo della mia rubrica è 'L'elzeviro del filosofo impertinente' proprio come 'L'Amaca' di Serra. Il nome della rubrica sostituisce il titolo del singolo pezzo". >>
Per  Daniela a volte li sceglie  lei a  volte  insieme    

24/12/16

l'amore nonostante tutto e replica a chi mi dice che sono misognino o gay oppure ai matura quando ti sposi ancora non sei fidanzato , ecc

canzone   consigliata
La Regola Dell'amico- Max Pezzali

Rimmel - Francesco De Gregori
Amandoti - Gianna Nannini

Amore    ribelle  - settore  Out 
Ma liberté - Georges Moustaki



sono riuscito a " esorcizzare " iniziando a parlarne ( oltre che qui sui miei social ) e dedicando questa  

 A tutte le donne ( con alcune c'era l'intenzione di provare ad instaurare qualcosa di più d'una amicizia con altre la maggior parte niente perchè : troppo grandi , già con il partner , troppo diverse , troppo amico , ex ragazze d'amici \ conoscenti ) sia quelle " reali sia a quelle conosciute " virtuali " sui social e in rete che hanno fatto lo stesso entrambe errore cioè hanno interpretato male una mia proposta d'uscire a prendere un aperitivo un caffè o uscire a fare una passeggiata , ecc come un invito a provarci se non peggio . Ma sopratutto hanno dato retta ( ma si sa in un piccolo paese di 12\3 abitanti ) alle varie leggende e voci sul perchè mi chiamassero provolone ad honorem ( nome datomi perchè non mi abbattevo e continuavo ignorando la " regola dell'amico " a chiedere e fare loro regali ) .
nonostante le accuse di omosessualità e misoginia fatemi  per  aver  riportato   questa dedica  sui miei social   ( salvo quelle poche donne che hanno capito il mio post con il loro mi piace ) io amo le donne infatti .... beh ascoltate e leggete il testo di questa canzone . Idem ai miei  genitori  che si lamentano con parenti ed  amici  <<  come  tu  a  40 e  tuo fratello  a  43  siete  ancora  single  ed  ancora   a casa  >>  

potrei citarne altre ma credo che questa sia più che sufficiente . E'  vero che amo  la  libertà e  non e sonoanche i amore un ribelle \ spirito libero   ma    e  con queste  parole   finali  di   Ma liberté   di  Georges Moustak 1934-2013
(.,.) 

Ma liberté 
Pourtant je t'ai quittée 
Une nuit de décembre 
J'ai déserté 
Les chemins écartés 
Que nous suivions ensemble 
Lorsque sans me méfier 
Les pieds et poings liés 
Je me suis laissé faire 
Et je t'ai trahi pour 
Une prison d'amour 





con questo è tutto alla prossima 



p.s
proprio ora in radioviene trasmessa la  canzone , di tale tematica  del post  d'oggi  , dei  Dual Gang - Sarà la primavera






con questo è tutto e buon natale

26/10/16

l'obesità si può tenere sotto controllo e sconfiggere senza medicine Il racconto di un 31enne che superava i due quintali: «Nessun intervento, in 8 anni ho ripreso in mano la mia vita»

Precisazione    doverosa 
A  chi  avendo  letto   il mio precedente  post   :   come   curare e  tenere  a  bada   senza  farmaci  (  se  non in casi  gravissimi ed estremi  )   la depressione afferma    che  sono  un  ciarlatano ,  un complottista  ,  populista   e menate  simili  rispondo  che    :    sono uno   che crede  , ed  ha  provato    e lo fa  continuamente  ,   che certi  problemi   si   combattono  o s'attenuano(  cioè non vuol  dir e  che    non bisogna  usare  i farmaci   ma usarli   nei  casi meno  gravi    ed   estremi   senza  farmaci   ma  con una  semplice  analisi  e auto  analisi   psicologica  . Infatti 
un  abuso  ed  un uso  scriteriato  di  farmaci   non fa bene  e creano gravi effetti collaterali ed   assuefazione ed    dipendenza  ,  tant'è che   molti parlano  di  droghe  legalizzate   . Inoltre  è scientificamente  provato  che  certi problemi   di salute  hanno  un origine  psicologica   e  come tale  si  può  risolvere  o  quanto meno integrarla  , ovviamente   nei casi  più gravi ,  con i  farmaci  .
Introduzione  all'articolo
Ai  vecchi lettori e  fans  che mi dicono  che  ho  abbandonato  il parlare  di me  , il  mio   personale    questa  storia  è la mia  risposta  . Infatti   anch'io  soffro di problemi legati al cibo : colite  , reflusso  gastro esofageo   (  ed  è grazie  alla lotta   fatta  di cadute  e  ricadute  che   non sono arrivato  ai livelli  del protagonista  della storia  sotto  riportata  ) , ed  in particolare  fame  nervosa   . Ecco quindi  che  come  ci è  riuscito  lui  ,  ci posso  riuscire  ion almeno a tenerla  sotto controllo ed  evitare   di colmare  i  miei  vuoti  , le mie delusioni  ,  le  batoste  e  gli urti  che ricevo dalla  vita  , ecc    facendo  come ha  fatto lui    ed accettando il rischio di cadere  e  di   dover  rincominciare da  capo .  Ma  ora  basta  annoiarvi  .ed eccovi la  sua  storia


  da http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2016/10/26

 la storia
«Rischiavo di morire, ho perso 120 chili» Palestro. Il racconto di un 31enne che superava i due quintali: «Nessun intervento, in 8 anni ho ripreso in mano la mia vita»




PALESTRO. Ha perso 120 chili in otto anni. Dai 23 ai 31 anni è passato da 215 chili, distribuiti su un metro e 70 centimetri d'altezza, ai 95 attuali. Riccardo Silva fa il cuoco e vive a Palestro, dove è cresciuto ed è molto conosciuto. A 23 anni ha deciso di cambiare la sua vita. «Ho fatto tutto da solo, senza ricorrere a interventi chirurgici – spiega il giovane di Palestro – I medici mi hanno solo aiutato con una terapia farmacologica per la cura della tiroide, che aveva delle disfunzioni: per questo sono stato ricoverato in una clinica a Piancavallo, località nel territorio di Oggebbio, in provincia di Verbania. Quando sono entrato in clinica i medici sono stati chiari: mi hanno detto che se fossi andato avanti così non sarei vissuto a lungo». Riccardo Silva era arrivato a vestire la taglia 78 di pantaloni, ora è tornato ad una più onesta 54 di taglia: «Ho preso in mano la mia vita. Ho deciso di migliorarla in questi anni ed i risultati ora si stanno vedendo, anche se ho ancora molto lavoro da fare per perdere altri chili – sottolinea il 31enne di Palestro –. Adesso ricorrerò anche alla chirurgia, ma solo per la sistemazione della pelle in eccesso, che è rimasta in seguito al dimagrimento: sono in lista d'attesa per l'intervento». La cura alla tiroide è stata fatta durante quattro ricoveri, nel 2008, 2011, 2015 e 2016, nella clinica di Piancavallo: trenta giorni di ricovero ogni volta in cui Riccardo veniva seguito dai medici nel suo percorso. Ma qual è stato il segreto di questo dimagrimento che ha del miracoloso? «Davvero niente di particolare, ho solo seguito la classica dieta mediterranea: non ho utilizzato nessuna dieta miracolosa di quelle di cui si sente tanto parlare in giro – spiega Riccardo –. Ho iniziato con la nostra dieta tradizionale, quindi mangiando pasta, pesce, carne, frutta e verdura in dosi giuste: prima dovevo assumere 2400 calorie al giorno, poi la quantità di calorie è scesa ma ho comunque un'alimentazione equilibrata e che mi sazia: non mi sento come uno che fa una dieta restrittiva, una di quelle con tante privazioni. Tutto questo è stato abbinato ad attività fisica: vado in palestra a Robbio, dove faccio corsa, cyclette. Ora sto iniziando a tonificare anche la massa muscolare con gli attrezzi della sala pesi. La cura della tiroide, abbinata alla dieta mediterranea e alla palestra mi hanno salvato, ma più di tutto serve in questi casi cambiare mentalità: è quello che fa la differenza». Ma com'era stato possibile arrivare a pesare oltre 200 chili ed avere la taglia 78 di pantaloni? «Avevo una dieta sregolata: fast food, aperitivi e cibo fuori pasto in continuazione – risponde il 31enne di Palestro – Uno stile di vita che mi stava rovinando. Ora, dopo un lungo percorso, posso dire che la mia vita è cambiata in meglio: la forza di volontà è stata quella che mi ha permesso di farcela da solo». Ma in questi anni com'è cambiata la sua vita? «È cambiata totalmente. Prima non potevo prendere i vestiti che volevo ed ora sì: e questo è solo un primo esempio – risponde Riccardo –. Ogni incombenza della vita quotidiana era diventata un problema: dal fare le scale o anche solo prendere la bicicletta per fare un giro in paese. Ora invece riesco a fare tutto: faccio anche 40 chilometri in bicicletta e d'estate faccio faticose passeggiate in alta montagna, tutte cose che mi sarei sognato un tempo. Comunque ho ancora molto da fare, voglio arrivare a 80 chili».

                                    Sandro Barberis

15/09/16

quando i blog non esistevano o erano ppena all'inizio e lo Sketchbook Project

l'editoriale di topolino 3172 (  qui  l'articolo originale  )  da me rimaneggiato  nel post  d'oggi    mi permette di rispondere a tutti quelli \e che , nonostante le FAQ e i rispettivi aggiornamenti mi chiedono   se visto il tipo di notizie  che pubblico   e  condivido qui e su facebook faccio scambio di link

Cari amici \ che Quando ho saputo dello Sketchbook Project ( inglese ; italiano  )  tramite topolino n° 3172 mi sono entusiasmato all’istante. E mi sono ritornati in mente i vecchi ricordi dei mie faldoni l,  e le mie  Smemoranda del  liceo  e  dei primi anni  d'università fino al  2001    pre blog e social ( devo solo ricordarmi in quale angolo della







soffitta sono finiti ) fatti di anni ritagli trafiletti, articoli interi o a pezzi, titoli, fotografie  prese  dai giornali o scattate da mio padre  o  da me   quando ancora il digitale non esisteva od  era  agli inizi  , fiori, foglie, materiali disparati. La mia predilezione che poi  ho  ripreso quando  mi sono messo online  prima  con  splender  ed  ora  con blog spot  \ blogger   va alle notizie strambe, quelle inverosimili e divertenti, ma mi interessano allo stesso modo singole frasi, parole, immagini, caratteri tipografici. Tutto questo finiva  incollato su quaderni le cui dimensioni lievitano in maniera esagerata a mano a mano che li riempievo  .Se volete divertirvi, consiglio anche a voi di farlo. Spesso, una volta affiancati, frammenti di diversa provenienze, di diverso tenore e di diverso argomento generano un effetto comico e fanno deragliare i pensieri di tutti i giorni e il cervello resta in moto.
Le mie pagine di ritagli sono, quello che  dev'essere sopravvissuto  ai topi e  al tempo ,  affiancate da pagine scritte. Sogni, spunti, idee, vaneggiamenti, disegni. Per qualche mese, il tempo necessario a completarlo, ogni quaderno diventa un amico che di solito alloggia nel cassetto del tavolo della cucina, ma che quasi sempre porto con me nei viaggi e negli spostamenti insieme al taglierino, alla colla e alla mia stilografica preferita.
I quaderni hanno un ultimo grande pregio:  ci dovrebbero  ricordare  degli errori e delle correzioni dai quali imparare


Supporto perfetto per me, che sono distratto e smemorato e devo prendere nota di tutto. A proposito, mi ero appuntato sull’agenda qualcosa da dirvi, oltre a chiedervi di guardare ai quaderni con occhi diversi… Ah sì, ecco qua: buon ritorno a scuola!

23/08/16

il burquini è come il fazzolletto sardo e quindi meditteraneo perchè vietarlo ?

Lo so che avevo detto in  un post  precedente   BASTA  PARLARE DI  BURQUINI ....  ma  non ho  resistito   davanti a post   d'islamicofobia  ed  xenofobici  , dettati specie  da   ignoranza  , del tipo : << ci  vogliono imporre  il velo  ,   ecc  >>    ignorando   (  i più   ) che  : 1)    esso   fu  ed  ancora resiste  nel sud   d'italia   2)  che anche  le  suore      e  ai matrimoni   alcune  spose portano il velo  ., 3)  che  in oriente   è molto usato anche da donne cattoliche e cristiane  .

da  la  nuova  Sardegna del 21\08\2016



ecco perchè  da  sardo  il velo   i diversi  tipi di velo    ( vedere  url   sopra per  maggiori approfondimenti   )    delle  donne islamiche   eccetto  il burqua  che non  è velo  tradizionale  ma  un interpretazione  esasperata   del corano  oltre ad  non aver  nessun rapporto  con la  cultura  meditteranea ed  è contrario  alle  nostre leggi ,  non mi da  fastido  o alergia  come certi  malpancisti    . Quindi se  l'uso  è  1)   spontaneo  ed  è  una libera  scelta  della donna   anzichè   un imposizione  ,  2)    non contrasta  e\o  crea problemi   nell'identificazione   della persona  3  ) non è degradante  a  differenza  del burqua   perchè  proibirlo o fare tante  storie  di lana  caprina  come  nel  caso del burquini  ?

17/06/16

rispondo alle solite domande con questa canzone : d'amore e altre cose irreversibili dell'omonimo disco di Floriana Cangiani

ti potrebnbne interessare
 http://www.flo-official.com/ 



Ma  è possibile  che a  distanza  d'anni , 7\8  da  quando sono   qui su fb ,   che  il blog  è attivo ,  mi si chieda      ancora  di cosa  parla  e quali sono le  tematiche  che tratto  . Leggere    le faq o quando  meno  cercando  con i tag  cercare  le  parole  ; Faq  e  aggiornamento  faq   e leggere   i risultati. , non dico  tutti  , ma  almeno per  farsi una idea   è  cosi difficile  \  complicato  ? 
Ma  oggi   sarà l'effetto  di  questo disco  , il  primo    della  bravi.ssima e promettente   Floriana   Cangiani   in  arte  Flo     che  mi  fa  viaggiare  :  fra  sud   d'italia , andalusia  , paesi africani sul meditteraneo  ,.   che   mi rende  generoso  .  In  sintesi  , come   accenato  nel titolo di questo post  ,    ecco di cosa  di si parla  nel  blog








La  presentazione del cd  D’amore e di altre cose Irreversibili


  e  sotto la canzone  omonima



  Infatti   è un disco  molto bello ed  intenso  : <<   “Scrivo nelle lingue che conosco, ricordando i posti in cui ho vissuto, immaginando quelli in cui vorrei vivere, ispirandomi ai suoni di un grande sud immaginario, ma sempre attraverso i miei occhi e il mio sentire, augurando in ogni momento a me stessa che la canzone che ho scritto sia una partenza…”  >>  (   dal sito  ufficiale  della cantante )
La sua musica é l’ evocazione di un altrove, di un sud immenso ed immaginario; è la cronaca di città ed esistenze sospese nel tempo e nello spazio, in perfetto equilibrio tra pietà e disincanto. Il loro suono spregiudicato, ritmico e pulsante li ha condotti in tour in Italia e in Europa.
Dopo il suo esordio  , di cui  ho proposto qui  una   la canzone principale ,  del   2014  con Agualoca Records “D’amore e di altre cose irreversibili“: un’opera prima, successo di critica e pubblico ( http://www.bigtimeweb.it/news/93-flo/1845-flo–estratto-di-rassegna-stampa-del-disco-qdamore-e-di-altre-cose-irreversibiliq) in Italia e all’Estero.
Quest'anno  esce sempre con Agualoca Records “Il mese del rosario”: un disco,  che mi prometto di ascoltare   o regalare   ,  in cui  da  quello che  riporta  il suo  sito ufficile   trovate  sopra  all'inizio dell post  l'url   coesistono il calore dell’indulgenza, la rassicurante memoria delle storie raccontate e il gentile libertinaggio dell’animo umano.

18/02/16

Dolore [ perchè pubblico anche i necrologi sui social e sul blog ]

Chi conosce il dolore, non deve fare differenza tra una ed un’altra morte. Ogni perdita è sempre una mancanza, un dolore e una privazione per qualcuno che resta. Nessuno si erga a giudice e nessuno provi mai a dissetarsi col sangue di un cadavere.

02/02/16

LI DI LA FUMOSA: TIMPIESI MINORI E MANNI a cura di Anna Demuru parte II

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   Li di La  Fumosa  timpiesi minori e manni  parte  1 



da  LaBeltula gaddurésa  Aut. Tribunale di Tempio  n°  8/06 del13/01/2006 n 11 febbraio  2016

 
Completiamo il giro della Fumosa, con le visite alle serre di Marcello Scano, che prendono il nome della località. Se Monsignor Meloni potesse rivisitarle, ripeterebbe ciò che tanti anni fa, aveva esclamato: Il piccolo borgo antico, tutto ciò è frutto dell’uomo. Marcello, laureato in Agraria, inizia la sua attività quando, ancora giovanissimo, insegnava estimo, economia contabilità all’Istituto tecnico per Geometri.  Ricorda con piacere quegli anni ed è ricordato dagli ex alunni, che hanno fatto
percorsi di prestigio e da quelli che si sono fatti largo nella vita, con contributi lavorativi nella nostra Città di pietra. Una volta libero dagli impegni scolastici, amante della campagna, decide di dedicarvisi a tempo pieno. Il terreno del padre, adibito all’allevamento del bestiame, era diventato un bosco incolto; era venuto meno chi se ne occupava, Ziu Ghjuanni per limiti d’età (ben 85). Pensò quindi di bonificarlo piantando la parte ancora coltivabile, con fiori da recidere, aumentando la superficie dell’altra (con movimenti di terra mediante scavatori), trasformandola in terrazze dove costruire le prime serre. I lavori ebbero inizio, integrando la produzione con piante in vaso, quindi da frutto, offrendo per queste, la messa in dimora e la consulenza, onde assicurarne un ottimo risultato. Alla Fumosa conosciuta non solo nei dintorni, ma anche nella costa, aggiunse un laghetto artificiale, sfruttando le sorgenti esistenti e le acque piovane, per risolvere, in parte, il problema ricorrente della siccità. Il lavoro affrontato, dovuto all’iniziativa personale “et ovviamente a proprie spese,” postilla già conosciuta da insegnante, il passa parola lo hanno portato ad acquisire una vasta clientela. Marcello si è sempre distinto per la serietà d’intenti, portando avanti le proprie idee, anche nei periodi negativi. L’incendio che devastò Tempio nell’ 83, non risparmiò la Fumosa, radendola al suolo, per arrivare al triste epilogo di Curragghja. La neve

caduta abbondante nell’ 85, ancora una volta ne vanificò il lavoro fatto. Senza guardarsi indietro

, rimboccandosi le maniche, e non in senso metaforico, con coraggio e perseveranza, ricominciò da zero. La moglie Maria Franca, apprezzata insegnante di lettere, lo ha sempre sostenuto ed affiancato nei momenti più difficili. Marco il figlio maggiore, laureatosi in Agraria, ha seguito le orme paterne, specializzandosi nella progettazione di giardini con essenze che richiedono poca acqua, divenendone di valido e competente aiuto. Anche Giuseppe, il figlio minore, una volta laureatosi, è stato coinvolto nell’attività familiare. Le serre sono state ampliate con aggiunta di nuove, in vetro e di plastica, della lunghezza di 60 m.  I locali aperti come punto vendita, in centro, si sono rivelati nel tempo, inadeguati. Dopo aver acquistato l’area di un giardino incolto, si affida all’architetto Maurizio Padovani, nome noto nell’ambiente, anche per l’arredamento del negozio, e ad artigiani galluresi, per la realizzazione. Trasforma cosi la struttura iniziale, in un piccolo paradiso terrestre, che, come si dice in Toscana, entrandovi uno si rifà la vista. Alle vendite, due simpatiche ragazze si propongono in maniera diversa, ma efficace in egual misura e vanno acquistando sicurezza capacità, buon gusto nella confezione dei fiori e nel consigliare gli indecisi, come me! A turno vanno a Sassari, da esperti fiorai, per aggiornarsi. Dotate di buona memoria, conoscono nomi e caratteristiche di ogni singola pianta che è loro affidata. Pur essendo consapevoli, che non è la stagione adatta per visitare le serre, con Sandra, la nostra fotografa, siamo andate alla Fumosa. Ancora una volta ribadiamo: sarebbero molto utili, lezioni dal vivo, durante l’anno scolastico, portando gli alunni a conoscere la produzione dei fiori ed il lavoro in serra. Semenzai, fiori da recidere, piante grasse, ciclamini, piante in fiore e da fiorire, sono divise e ospitate tra le sette case. Gli impianti di irrigazione, diversificati a pioggia, a goccia, a flusso e riflusso, cioè l’acqua viene raccolta e ridata alle piante, che posizionate in enormi banconi, ne trattengono la quantità necessaria, permettendo il recupero di quella in eccesso, per un nuovo giro. Da Marcello Scano è realizzata e controllata con l’aiuto di operai locali, che nel tempo hanno imparato a gestire e ripararli. Le piante da frutto collocate in pastéri manni, sono all’aperto, ed alcune mantengono il frutto dello scorso anno. È’ un salire e scendere dalle varie terrazze: tutte ci
riservano gradite sorprese, apprendiamo cose nuove osservando un limone i cui frutti sono allungati, come un grosso baccello; ne spiccano alcuni a forma di manine aperte, altri divisi in due, uscenti da un solo corpo. Ci viene spiegato che in quelli allungati, la crescita è stata compromessa da un acaro, mentre le manine, sono una mutazione genetica e vengono chiamate chimere. La Fumosa, nel marzo dello scorso anno, è stata visitata dalla botanica Mimma Pallavicini di Gardenia, rivista specializzata nel settore, che ha dedicato un interessante articolo sulla attività dell’azienda di Marcello e figli! Anche i fiori subiscono la moda, fatta eccezione per le rose, da sempre richieste. Attualmente, i gladioli sono stati trapiantati da sterlizie, iris, lilium, girasoli e orchidee nei vasi trasparenti, posizionate in posto caldo e luminoso, ma riparate dal sole, sono generose e rifioriscono ogni anno. Resistono i garofani, tulipani, regina dell’inverno è la viola del pensiero, quella conosciuta come pansé. Le ricorrenze dei Santi e dei Morti, Natale, S. Valentino sono rispettate. Quest’anno le serre saranno predisposte per la coltivazione di diversità disparate, da quelle antiche alle più nuove ed in maggio, l’azienda sarà aperta al pubblico, per una profumata mostra. Mentre Marcello accudisce i visitatori e clienti, noi facciamo un giro libero, come d’uso in ogni gita che si rispetti. Non ci resta che ringraziare il nostro ospite per il tempo che ci ha dedicato, augurandogli un buon lavoro e “Ci rivedremo a maggio con tante rose… Con tante rosette.”     (Foto di Sandra Tamponi)

26/01/16

legge cirina la battaglia continua

dopo  le manifestazioni  nelle piazze  italiane  nella giornata  del 23\1\2016   la battaglia  continua  .   Perché



 Continuerò nelle mie  battaglie   fin quando esisteranno  gente  come questa




 per  chi non vedesse  il video   ecco che  c...  ha detto  

“Sono contrario ai preservativi, non li uso e sono contrario. Abbassano il piacere e interrompono il momento.  La soluzione alle malattie è la sessualità responsabile. Sono contrario anche alla pillola del giorno dopo.”
Poi continua sulle donne…
“La condizione ideale è quella di avere un solo uomo o una sola donna nella vita, io non lo posso dire ma invidio chi ha questa possibilità. La moglie sottomessa cristiana è la pietra fondante, la pietra su cui si edifica la famiglia. Sottomessa significa messa sotto, cioè la condizione per cui la famiglia possa esistere. Una donna mite”. 
poso capire   simili  scelte  anacronistiche  e  spesso ipocrite  espresse nella prima  parte dell'intervento  , ma    quello che dice sulla donna no  . E' vero  che è  fondante per la società e la famiglia   sia  quella  ormai logora   tradizionale    sia  in quella    arcobaleno   che in quella  di fatto





17/01/16

Prova dal cellulare adesso posso pubblicare anche dal celulare .

Cosi sarà  più  aggiornato  e  cosi   rispondo  alle domande   e alle obbiezioni   (  o almeno  ad  alcune d''esse  in particolare   questa  :   come mai  il tuo   facebook  ed a volte twitter   sono diversi da     questa pagina   di blog    ) che mi vengono inviate  continuamente all'email  che  ho messo    qui  sul  blog    per  chi volesse   contattarmi     redbeppe@gmail.com  o   su Facebook  quando  pubblico    alcuni post  del blog  .

21/03/15

illegalità dei poveri diavoli ( quando per dare una vita dignitosa il casso di Luca Claudio evasore per pagare gli stipendi ai dipendenti ) e quella del potere ( che ti va scontare due volte la stessa pena )



Iniziamo , come quando dobbiamo dare due notizie e chiediamo al nostro interlocutore vuoi prima quella buona o quella cattiva ? , da quella buona la storia di Luca Claudio





                                             Luca Claudio, sindaco di Abano Terme


Ad Abano Terme, in provincia di Padova, l'attuale primocittadino Luca Claudio a processo per evasione fiscale: in qualità di ex legale rappresentante dell’hotel Caesar aveva omesso di versare entro i termini previsti ritenute relative a stipendi pagati nel 2006 per 253.218 euro.
La gestione dell’hotel Caesar porta ancora guai al sindaco di Abano, Luca Claudio. Ieri in tribunale c’erano due processi che lo riguardavano, sostanzialmente identici. Il primo è stato rinviato al prossimo 2 luglio e vede Claudio, in qualità di legale rappresentante dell’hotel Caesar Terme srl di Montegrotto, accusato di aver omesso di versare entro i termini previsti ritenute alla fonte relative a stipendi pagati nell’anno di imposta 2006 per 253.218 euro. Reato accertato il primo ottobre 2007. Claudio si era opposto a un decreto penale di condanna di 5.130 euro e l’Agenzia delle Entrate figurava come parte offesa. Il rinvio a luglio non è causale: in quella data il reato sarà prescritto.
L’altra imputazione è identica, ma riguarda gli emolumenti pagati nell’anno di imposta 2007 ed è stata accertata nel maggio 2008. Leggermente diverso l’importo, 260.920 mila euro e cambia pure la denominazione della società: “Fallimento Hotel Caesar terme srl Unip”. La situazione era precipitata e l’Hotel Caesar, un quattro stelle, chiuse i battenti mentre l’Enpam (ente proprietario dell'immobile) sfrattò per morosità la società gestita da Claudio. Il 4 dicembre 2008 il tribunale dichiara il fallimento della società Caesar, già fortemente indebitata quando Luca Claudio aveva accettato la sfida di diventarne amministratore. Questo secondo processo è stato rinviato al 5 novembre per la discussione, la prescrizione qui arriverà il prossimo anno.
«Già molte sentenze in Italia stanno dando ragione al mio comportamento di allora» sottolinea Luca Claudio «Se un imprenditore non ha i soldi per pagare le tassazioni a scapito degli stipendi dei propri dipendenti, può non pagarle. Purtroppo forse la sto pagando perché sono stato il primo a farlo. Ma sono fiducioso nella giustizia e nella interpretazione contemporanea di questi fatti».
Nel maggio 2012 il primo cittadino era stato condannato a quattro mesi di reclusione (con la sospensione condizionale della pena) per aver evaso le imposte sul reddito e l'Iva, non versando 169.892 euro (stipendi 2005, contestazione del 2006). La difesa di Claudio fu la medesima anche allora: «Avevo accettato di diventare amministratore dell'Hotel Caesar perché da sindaco (all'epoca dei fatti era primo cittadino a Montegrotto, ndr) volevo valorizzare il territorio. Non c’erano più soldi in cassa e, a quel punto, ho deciso di pagare gli stipendi dei lavoratori piuttosto che le tasse».


L a secionda 

19/03/15

"uomini e donne di tribunale se fossi stato al vostro posto... ma al vostro posto non ci so stare " ma ci ho provato



dopo  lo stacchetto  musicale  . veniamo  alle  retiffiche  \ repliche  ai  miei precedenti articoli 

La  prima http://goo.gl/i3awqW
Vero   quello che  dici  ma  tu cosa  proponi  per  contrastare   questo     fenomeno  oltre  ad  indignarti ? 
Un  ora  alla settimana   d'educcazione civica    tipo quela del film " la  scuola della violenza   o pensieri pericolosi
Non  emarginare   se ci sono le prime avvisagli  di bullismo  perchè spesso  chi si conporta  cosi  è  uno \a  ( vedi  caso  della bulla  17   enne  che ha picchiato una  12  enne )  che   ha ,  se l'ha famigliae   disagiate \  problematiche  o genitori che  non sanno  educare ., corsi per educativi   per i genitori ed  insegnati    che  non sanno educare o sono menefreghisti  ed apatici  . AdPunirli  ma  con pene alternative  ( esempio  far  fare    nel caso  dei  ragazzi    che hanno  picchato e  puntato quella ragazza  handicapata  , gli avrei fatta  fare  per  una settimana    dopo scuola per  2 ore  servizio  in strutture    per  handicapati  \  mmalati mentali o  o ragazzi problematici  )   alla sospensione ed\ o l'espulsione ma  usarla  come estrema ratio
Se  tu fossi stato prof   in quella situazione cosa  avresti fatto ?
 non certo darei fuggito   o  rtimasto impassibile   , ma  avrei    s poi filmato i ragazzi . Il giorno dopo  interrogato    la mia lezione precedente  e  mettere tutti  due   e rispondere  ale proteste dei  ragaszzi mostrando il filmato di loro che fanno casino  e non stanno atttenti mentre io spiego  ..  Se  poi i  genitori  si lamentano  direttamente  o  come   a  volte succede  che  il preside  ceda  a pressioni \ lamentele  di  genitori  importanti ( politici , ecc )  e  se la prenda  con te  perchè  ha rimproverato il loro  figlio\iola  ho    il culo  le spalle  coperte  .  

la  seconda http://goo.gl/WavRgP

Agiungo a  quanto ho  già  detto  , rispondendo ,  a  questo comento

attilio cece
Relativamente al rispetto delle regole sono d'accordo con lei, totalmente... Circa la conoscenza della lingua italiana mi permetta, invece, una domanda: se tutti i suoi concittadini, italiani doc, dovessere sottoprsi ad un esame di italiano a livello terza media, quanti di loro lei crede, passerebbero la verifica? E per quanti non fossero considerati 'idonei, cosa pensa si dovrebbe fare: togliere loro la cittadinanza?....
Giuseppe Scano
Spettabile Attilio
gli rifaerei rifare le scuole o i corsi d'italiano . Spiego meglio il mio concetto , forse espresso troppo frettolosamente nel post . Mi sembra assurdo , la stessa cosa direi per coloro chee vengono in italia ( non importa la nazione o sei gli avi fossero italiani ) , che se uno va all'estero , e sta 20 anni e non parla neppure una parola della lingiua della nazione in cui ha scelto di rifasrsi una vita o di stabilirsi possa usufruire dela cittadinanza . Come ben vede non è questione di razzismo o di becero nazionalismo , ma una questione di buon senso
che     si  è leggittimo   che una persona    la quale   viene a stare fissa  in italia  o  e'  in italia   da   diversi anni  e pretende  la  la  cittadinanza  sappia \ conosca  oltre  i  nostri  usi ,  costumi , .leggi , storia   anche la  nostra lingua   .  Ma  tale  pretesa  può diventare   discriminatorio e   quindi razzismo  quando   : 1) lo si pretenmde  subito  neanche il tempo  d'arrivare  2) quandotale  pretesa  è  originata  da  un abuso vedi  post  in questione  .,3)   quando  si pretende    che uno\a  parli  l'italiano quando neppure  tu   lo  parli correttamente 

15/03/15

Why are white people expats when the rest of us are immigrants? \ Perchè i bianchi non sono definiti " migranti", mentre lo sono gli arabi, i neri, ecc.??



Una bella domanda, si suol dire. Perchè i bianchi non sono definiti " migranti", mentre lo sono gli arabi, i neri, ecc.??

Le parole  sono importanti  oltre ad  essere un  arma   a doppio taglio  . Qui , cosi rispondo in anticipo a chi mi dirà  : <<  strano  ma non eri  libertario ed   anti politicamente scorretto  >>  ?  , che  qui  non è    questione  di politicamente o   anti  politicamente scorretto  è questione di buon senso  . Perché  le parole  son un arma  usata  ad  uso  e  consumo    del potere , di chi parla  alla pancia  ( cioè agli istinti più bassi  ) , possono a secondo del loro   uso  determinare  odio amore  ,  o  come in questo caso essere  discriminatorie 
 
da
http://www.theguardian.com/global-development-professionals-network  del 13\3\2015 

Surely any person going to work outside their country is an expatriate? But no, the word exclusively applies to white peopleWhy are white people expats when the rest of us are immigrants?



What is an expat? And who is an expat? According to Wikipedia, “an expatriate (often shortened to expat) is a person temporarily or permanently residing in a country other than that of the person’s upbringing. The word comes from the Latin terms ex (‘out of’) and patria (‘country, fatherland’)”.
Defined that way, you should expect that any person going to work outside of his or her country for a period of time would be an expat, regardless of his skin colour or country. But that is not the case in reality; expat is a term reserved exclusively for western white people going to work abroad.
Africans are immigrants. Arabs are immigrants. Asians are immigrants. However, Europeans are expats because they can’t be at the same level as other ethnicities. They are superior. Immigrants is a term set aside for ‘inferior races’.
Don’t take my word for it. The Wall Street Journal, the leading financial information magazine in the world, has a blog dedicated to the life of expats and recently they featured a story ‘Who is an expat, anyway?’. Here are the main conclusions: “Some arrivals are described as expats; others as immigrants; and some simply as migrants. It depends on social class, country of origin and economic status. It’s strange to hear some people in Hong Kong described as expats, but not others. Anyone with roots in a western country is considered an expat … Filipino domestic helpers are just guests, even if they’ve been here for decades. Mandarin-speaking mainland Chinese are rarely regarded as expats … It’s a double standard woven into official policy.”
The reality is the same in Africa and Europe. Top African professionals going to work in Europe are not considered expats. They are immigrants. Period. “I work for multinational organisations both in the private and public sectors. And being black or coloured doesn’t gain me the term “expat”. I’m a highly qualified immigrant, as they call me, to be politically correct,” says an African migrant worker.
Most white people deny that they enjoy the privileges of a racist system. And why not? But our responsibility is to point out and to deny them these privileges, directly related to an outdated supremacist ideology. If you see those “expats” in Africa, call them immigrants like everyone else. If that hurts their white superiority, they can jump in the air and stay there. The political deconstruction of this outdated worldview must continue.
Mawuna Remarque Koutonin is the editor of SiliconAfrica.com, where this blog was first published. Follow @siliconafrica on Twitter.
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