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10/02/17

chi lo dice che i film di nicchia non posso essere belli ed interessanti . il caso di K-PAX - Da un altro mondo

  attratto  da  questo  articolo di http://www.galluranews.org/

Tempio Pausania, 27 gen. 2017


Cinema e psichiatria, la diversità è sempre una patologia? Il tema trattato, come ci spiega Giuseppe Pulina, è concentrato nella malattia mentale. Racconta Giuseppe: << Il cinema racconta la vita, la psichiatria invece la vita la interroga in tutte le sue forme ed espressioni. Il cinema e la psichiatria però possono incontrarsi e attingere l’uno dall’altra. Un binomio fertile specialmente se si ha la fortuna di assistere ad un film come “K-Pax, da un altro mondo”. Un film del 2001 diretto da Iain Softley, leggero e godibile nello sviluppo di una trama così seria. Non un film da pienone ma assolutamente pregno di spunti di riflessione. K-Pax è un nome fittizio di un presunto pianeta miliardi di anni luce distante dal nostro sistema solare. Da questo pianeta proviene il protagonista Prot, interpretato da Kevin Spacey che pur essendo un Kpaxiano sembra avere tutto dell’uomo, e forse in questo sta la metafora della pellicola, una metafora dello scienziato non umano che ha la conoscenza delle leggi del cosmo come nessun umano potrebbe avere. Non aggiungo altro perché il film va visto e goduto per capire meglio il mondo a volte che la malattia fa parte della vita“>>
K-Pax si potrà vedere venerdì 3 febbraio al Teatro del Carmine alle ore 17.00. L’organizzazione è di OMNIA APS- Associazione Promozione Sociale che invita la cittadinanza alla partecipazione. La proiezione del film sarà preceduta dai saluti di OMNIA APS. Previsti anche gli interventi di due psichiatri, il Dr Piero Pintore e la Dr.ssa Luisa Budroni.

K-PAX. Da un altro mondo-
diretto da Iain Softley.

venerdì 3 febbraio, Teatro del Carmine, ore 17.00.

m'ero promesso d'andarci  , ma   purtroppo   coincideva  con  un altro  impegno  . 
Ecco  che allora  me  lo sono visto   in streaming (  non sto   a  dilungarmi    sul perchè  a volte  l streaming    dei film in rete  è  utile  e non solo dannoso  o un furto    d'arte   non  è  questo il post  per parlarne  ulteriormente  visto  che  ne  ho  già accennato   in alcuni  post  del  blog   )  . 

N.b
Anche se   il film  è del 2001\2 ( quindi  un po'  datato  😀😎 )  non , su  suggerimento  dell'articolo   citato  prima ,   aggiungo altro perché il film : 1) va visto e goduto per capire meglio il mondo ., 2)  che  a  volte   che la malattia  , soprattutto  quella  mentale   e  psichica  fa parte della vita  cosi  come  la  felicità .  Quindi  rimanderò  a dei link  che  trovate   nel corso del post  ed  eventualmente     farò  , non so se  ci riuscirò completamente  ,  SPOILER   (  cosa  che  di solito  faccio per  i  film  appena  usciti    nel caso in cui  dovessi rilevare la trama o elementi sensibili   )  ed  al  trailer  


http://www.mymovies.it/film/2001/kpax/

Esso è stato  un viaggio nella  mia infanzia  e  mi ha  riportato   alla mente Reginella  (  I  II  ) 
Risultati immagini per reginella topolino
(  tanto  da  dover    interromperne per  un po' la  visione  ,  visto  che m'ero messo  a leggere  una  storia online   oltre  che a  cercarne notizie  ) ,  oltre  ad  Eta beta    un altro  personaggio  disney   della mia generazione  poco  conosciuto alle nuove  generazioni  (  e di cui secondo    voci   ufficiali e non   ad  agosto ritornerà sulle pagine di topolino  ).
Un film simile  ad il kolossal  Et -extraterrestre  diretto da Steven Spielberg
( un altro rifferimenti alla mia infanzia caspita  come  c.... son nostalgico oggi  😁😑😉 ) 
in quanto a pellicola affronta temi del rispetto e della tolleranza, aggiunti  ai problemi psichici  .  Infatti Il film risulta essere un'opera filo-fantascientifica, con forti richiami filosofici, come la teoria dell'eterno ritorno.  Le stelle attorno a cui orbita K-PAX (il pianeta dal quale Prot dice di venire), inesistenti nella realtà, sono dei richiami ad alcune teorie filosofiche sull'io e sull'essere. I K-paxiani (gli abitanti del pianeta K-PAX) vengono descritti da Prot come degli esseri straordinari, essi infatti vivono in un pianeta senza leggi, in quanto tutti sono in grado di seguire la strada del bene senza condizionamenti legali. Lo stesso Prot dice infatti che "chiunque nell'universo è in grado di distinguere il bene dal male" e che su queste cose anche da noi Buddha e Cristo avevano avuto delle idee diverse da quelle dei comuni uomini, ma non erano stati molto ascoltati.
Un film Film spettacolare, Spacey fantastico.  secondo  giakomix2 di youtube  << A mio avviso è stato sottovalutato dall'accademia per gli oscar >> e   da molta  critica  ( alcune   al limite  della stroncatura )   come  http://www.filmtv.it/e  questìaltra    di   film.it Infatti  tale  film  secondo http://www.persinsala.it/ : << Questo film al botteghino fu un semi disastro e la carriera di Kevin Spacey subi' un brutto colpo a seguito di quella che molti definirono la sua peggiore interpretazione.(...)  >> .Del film è stata soprattutto apprezzata --  secondo  wikipedia --  l'interpretazione di Kevin Spacey, nonché i temi trattati che hanno molto affascinato il pubblico di fascia più colta. Il film si è tuttavia dimostrato inadatto ad attirare altre fasce di pubblico, per le quali è stato visto soprattutto come una delle tante opere cinematografiche basate sul mondo della medicina e, fra queste, non fra le più eccelse. In realtà il film non è propriamente dedicato al solo mondo della medicina e della psichiatria.

Condivido  la  recensione  di  persinsala 

SPOILER  


K-Pax e' un film particolare di quelli che oscillano con facilita' tra il ridicolo e lo struggente, il patetico e il bellissimo.E' la storia di Prott (Spacey), sedicente alieno proveniente dal pianeta k-Pax (in effetti un nome piu' credibile potevano studiarlo), in visita sul Pianeta Terra per darsi un occhiata e ripartire a cavallo di un raggio di luce, unico mezzo di locomozione usato dai k-paxiani. Fin qui tutto assurdo vero? Bene, proseguiamo. Finito per errore (?) in un ospedale psichiatrico fara' la conoscenza dell'imbalsamato Kurt Russel, medico che si interessera' a lui in maniera non proprio ortodossa e barcollera' mettendo in dubbio la sua stessa professionalita' invitandolo a pranzo a casa sua, insieme a moglie e figlie. Prott sorprendera' tutti stravolgendo l'ospedale e praticamente curando uno per uno i pazienti del dottor Mark Powell, che nel frattempo, si strugge alla ricerca di una chiave per interpretare il bizzarro caso di un uomo colto e intelligentissimo, ironico e immune alla torazina somministrata in dosi massicce, capace di vedere ultrarossi e ultravioletti, che si tiene in vita nutrendosi di sola frutta (mangiata con tutta la buccia). 
Il film e' un po' lungo, a tratti debole ma a mio parere dolcissimo e corredato di musiche che ti entrano dentro senza lasciarti indifferente, e dipingono il malinconico mondo di Prott, forse alieno, forse pazzo, in maniera decisiva e precisa. La fotografia gioca spesso con raggi di luce intensi che si dipartono da ogni dove, e tutto sembra rimandare continuamente un messaggio di adesione alle teorie di Prott, strepitoso Spacey alla prese con una scrittura complicata che si', sfiora il ridicolo piu' volte, ma non lo abbraccia mai del tutto proprio grazie alla sua delicata e infantile rappresentazione dell'alieno, tanto avulso al mondo, quanto estremo conoscitore delle leggi dell'universo. La sceneggiatura, un adattamento dal romanzo di Gene Brewer, brilla in piu' punti con dialoghi (spesso monologhi di Prott) intensi e provocatori, imperdibili perle di saggezza somiglianti a passi di letteratura vagamente new age, ma senza esagerare. Menziono la teoria della "bolla di sapone" come dimostrazione che le molecole si aggregano secondo la configurazione piu' utile ed efficace, portata da Prott a spiegazione del perche' lui sulla Terra appaia "umano" e non sotto le sembianze da k-paxiano, o la descrizione del mondo come soggetto a continua esplosione e implosione, in un rincorrersi e ripetersi di eventi, che strizza l'occhio all'eterno ritorno di Nietszche, e che invita a compiere oggi la scelta piu' giusta, perche' "questa occasione e' l'unica che avremo, e che rivivremo in eterno." A questo aggiungiamo ipnosi, teoria dell'autoguarigione dei corpi, drammi famigliari irrisolti e un pizzico di giallo con tanto di assassino e colpevole, in un'opera che mette tanta carne al fuoco ma, a mio parere, non lascia cadere niente e dosa tutti gli ingredienti con lievita', pur mantenendosi toccante e a tratti commovente. Da segnalare l'ironica nota di colore rappresentata dalla sequenza dell' "addio a Prott" da parte dei ricoverati del manicomio, che lo salutano con una festa in reparto dove lo sfondo musicale e' un Elton John che canta (of course!) Rocket Man! Il finale aperto (che di solito detesto), costituisce una frizzante sfida allo spettatore, che puo' scegliere se credere alla favola o alla malattia. K-Pax: Particolare film ben scritto e ben diretto. Una storia che puo' star stretta e rimanere indigesta, per chi e' senza troppi pregiudizi. La Frase: "Dottore, dottore, dottore. Quanti dottori su questo pianeta!"

 SPOILER  

I film non era   male   gli do  un  6.5 |7  ovvero come  suggerisce il portale  http://www.mymovies.it/ * * * - -
forse perchè : mi piacciono i film celebrali e con un approccio sistemico-relazionale”e le tematiche dylan dog di Sclavi e alla Napoleone di Carlo Ambrosini . Ma  soprattutto  perchè   ha saputo usare  i diversi generici  e sottogeneri artistici  in maniera ottimale  per  raccontare  la diversità  e la malattia 


 












22/12/16

Torniamo all’antico e sarà un progresso ?



Un ritorno  alla semplicità  del passato  non sarebbe  male  e  ci farebbe bene  e  ci  salverebbe dall'estinzione prossima ventura  . ..
E  ma   questo  è  un sogno direste voi  ,  certo lo  è , ma  non è  colpa mia  se  a  volte m lascio  influenzare  da  articoli  come  quello che leggete  sotto  e  da   fumetti e film  "  futuristici  e  fantascientifici (  alcuni   troppo reali  rispetto a classica  )  e suggestionare   per  evadere  almeno momentaneamente   dalla realtà  .  Le mie  influenze  d'oggi  sono  in particolare  le  prime  quattro  ( almeno  fin  ora  )  di orfani  della Sergio Bonelli in particolare l'ultima  della Juric anche  se non  in maniera  cosi  dura   dittatoriale   ed alcune opere  letterarie  (  studiate  alle  scuole medie   durante un unità  di didattica  -- all'epoca  si chiamavano fantascienza  )  e ai  al  film  e  cartoni animati  di cui ora  non ricordo  i  titoli   ma  di cui   ho parlato  nel mare    di questo blog lungo quasi  13  anni  .





Nel luglio del 1511 Francisco Serrano, capitano di una delle tante flotte portoghesi che stanno saccheggiando i mari d’oriente, amico fraterno di Fernando Magalhanes, alias Magellano, il grande navigatore che qualche anno dopo proverà a fare il giro del globo via mare per dimostrare in modo concreto che la terra non è piatta ma è una sfera, come avevano ipotizzato i greci già nel III secolo a.C., ma che in quel momento è solo un modesto sobresaliente, cioè un soldato semplice, approda per primo alle mitiche ‘isole delle spezie’, oggi isole della Sonda, ancora vergini e non intaccate dalle conquiste europee e maomettane.In alcune lettere all’amico Magellano, Serrano descrive l’accoglienza festosa degli isolani e la loro vita semplice: “La popolazione vive nuda e pacifica allo stato naturale, non conosce il denaro né mira a particolari guadagni”. Serrano, conquistato e non più conquistatore, decide di accettare “la vita primitiva, deliziosamente pigra, di quei cordialissimi indigeni”. Sposerà una ragazza nera del luogo e vivrà nelle Islas de la Especerìa fino alla morte.Naturalmente le conquiste europee spazzeranno via quella vita idilliaca oltre che quella cordialità e generosità verso il diverso, verso ‘l’altro da sé’. Lo stesso schema si ripeterà, più o meno negli stessi termini, con le tribù dell’Africa nera e con la cultura azteca un po’ più strutturata. Montezuma nel 1519 accoglierà Hernàn Cortés con tutti gli onori e con la stessa generosità con cui gli indigeni delle Isole delle Spezie avevano accolto Serrano. Non poteva immaginare lui che più che un Re guerriero era in realtà un uomo profondamente spirituale, le insidie che si portava in casa. Gli spagnoli faranno piazza pulita della cultura azteca. Dirà un soldato spagnolo: “Per me non è un problema uccidere. Uccidere è il mio mestiere”. Questa era la mentalità.Non si tratta di ripescare il mito del “buon selvaggio” di Rousseau. Il “buon selvaggio” non è mai esistito come, al contrario, è sempre esistita la guerra anche se nel corso dei secoli ha dilatato enormemente le sue dimensioni e le sue capacità distruttive come ci dicono anche gli eventi che sono sotto i nostri occhi. Ciò che qui ci interessa sono le modalità della vita che Serrano trovò nelle Isole delle Spezie e altri europei nelle tribù africane o nel mondo precolombiano. Quella semplicità, quell’ingenuità, quella sostanziale purezza, quella generosità, quella cordialità nei confronti dello sconosciuto e dell’‘altro da sé’, quella mancanza dello spirito del profitto e soprattutto, direi, quella “deliziosa pigrizia” sono completamente scomparse dal mondo moderno e post moderno.E’ il passaggio da una società statica a una dinamica, qual è, in modo compulsivo, la nostra. Cosa ci ha portato di vantaggioso, in termini di qualità della vita, in termini esistenziali, quello che noi oggi orgogliosamente chiamiamo Progresso? Stress, angoscia, nevrosi, depressione, quel muoversi di continuo, scompostamente, ossessivamente, in nome dell’Economia e della Tecnologia, per raggiungere non si sa bene quali obbiettivi. Altro che la “deliziosa pigrizia” che Serrano trovò nelle tribali e incontaminate Isole delle Spezie. “Indietro non si torna!” gridano con gli occhi iniettati di sangue illuminista i pensatori, o presunti tali, della post modernità. Bravi. Ma proprio questo è il problema.Noi non torneremo più alla leggerezza di vita degli indigeni delle Isole delle Spezie. Ma il presente che viviamo e soprattutto il futuro che ci aspetta assumono contorni sempre più terrificanti. Finché un giorno, forse non tanto lontano, questo modello che io ho definito ‘paranoico’ collasserà su se stesso. Non potremo ritrovare la serenità delle Isole delle Spezie ma perlomeno, io spero, una vita degna di essere vissuta. La nostra non lo è”. Massimo Fini

17/03/15

a volte bastano pochi numneri per dire che è un capolavoro . Il caso della II serie di Orfani o Orfani-Ringo + accenni -- Spoiler -- al n 6

Lo che  per  dare  un giudizio sulla  seconda stagione di Orfani    dovrei aspettare ad  arrivare alla  fine     come  consiglia  su  la pagina facebook di  orfani  più precisamente  qui  

Giacomo Carboni Penso sia ancora troppo presto per giudicare. Mancano ancora 6 numeri alla fine della seconda stagione ed e` prevista anche una terza sempre di 12 numeri
e non da metà  . Ma     è più forte di me  e  poi  , salvo ulteriori colpi di scena    più  frequenti  e  più sorprendenti rispetto alla prima stagione , gli elementi ci sono tutti   ed il quadro   comincia ad essere  più chiaro   .  . Infatti Orfani si rivela (   almeno   fin ora  )  come nella prima stagione, un qualcosa di molto più sfaccettato di quel che a molti appare ad una prima visione. Sarebbe facile fermarsi ad osannare gli estratti del libro della Juric (che a questo punto si rimpiange non esser un vero libro: lo avrei comprato) ma l'approfondimento dei personaggi è un qualcosa che non passa per classici spiegoni ma ritrova e si ritrova nei momenti in cui tutti e 4 sono quasi "distratti" dall'azione principale. I loro sogni, i loro incubi, ciò che vedono e ciò che non vedono. Tavole che tentando di protagonista hanno una serie di risvolti impensati sotto forma di scarabocchi. Un numero che colpisce. Come tutti. In un modo o nell'altro.
Uzzeo, ma non solo lui  ovviamente  , riesce a sviscerare i pensieri dei protagonisti riuscendo ad annientare la pioggia che rende ogni istante decisamente più malinconico.
  Infatti Qui invece l’impressione è quella di una giornata di libertà, nella quale al netto di combattimenti e fughe disperate, possiamo soffermarci a vedere cosa i quattro protagonisti hanno da dirsi e come si comportano in un contesto diverso da quello "rivoluzionario e  guerrigliero"  nel quale siamo abituati .
In conclusione, un episodio che mi piace, lento  ma  alo stesso  tempo   dinamico ma non banale nella narrazione e dal punto di vista artistico. Orfani: Ringo si conferma un ottimo prodotto per la casa editrice milanese, non ci resta che continuare a scoprirlo fino... all'ultimo respiro  visto  che ogni numero ricco  di sorprese  e  di  colpi di scena  . Forse meno immediati  ,  rispetto  alla  prima serie  , ma   non per  questo  fieri ed  indigesti  che non fa sconti a nessuno  . come sembrano  preanunciare  le  anteprime    di quello che  ci aspetterà in questa serie  nel corso  dell'anno  .  ...  e  qui mi fermo altrimenti   rovino la suspense    .   comunque  chi volesse farsi del male  qui sul sito  della bonelli  ulteriori news
Storia  bellissima , onirica  , un po' di pace   ma mica  tanto  visto  che anche  senza  armi e  senza   si combatte  lo stesso   .
Alcune cose non mi sono chiare...    dovrò rileggerlo poltre  la classica  seconda   lettura  . Innanzitutto erano tutti collegati? Ognuno era conscio del sogno dell'altro ? Il sogno di Ringo artista (che ricorda tantissimo Leonardo DiCaprio in Titanic che dipinge una nuda Kate Winslet) era del Pistolero o di Rosa ?Se erano tutti sogni, cosa ci fanno i fogli da disegno nella realtà nelle vignette finali? secondo Davide Pepe  "ragno" burattinava coi loro sogni, quindi ha unito e separato le loro coscienze come più gli faceva comodo, e ha lasciato che Ringo disegnasse nel sonno a mo di sonnambulo. Bellissime comunque le scene del quadretto familiare Ringo-Rosa-Barbara e quella di un Pistolero in ginocchio per aver riportato alla cruda realtà i suoi orfani .Cibcirdio  con 
Gianni Zazzarini Questo numero è un gioiello. Nella sequenza iniziale sembra di sentire il rumore della pioggia. Belle atmosfere, bella storia, bei disegni. 

21/07/13

da un romanzo mediocre un a serie anime ( Conan il ragazzo del futuro ) eccellente a anche se risale a 30 fa .


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da http://fantascienzacatastrofica.blogspot.it/

Nei giorni  scorsi   rimettendo  ordine e  decidendo ( anche in realtà non decido mai o decide la prina opzione   )  cosa
lasciare  e cosa buttare o riciclare  ad  amici\che  )  ,  prima che  la  quantita  di  : libri , riviste  , giornali  , fumetti , cd, dvd , vhs  , ecc  mi sommerga   ho ritrovato   questo libro che non ricordavo   neppure  d'avere  Nel vedere  la  copertina    (  foto sopra   a destra    )  mi è ritornato alla mente  come  un flask back  che  da tale racconto  è tratto   da  un famoso  anime  della  fine degli anni  '70 diffuso in italia   fra l'81\82 : <<   Mirai shōnen Konan? un anime televisivo di 26 episodi, diretto da Hayao Miyazaki (con la collaborazione di Keiji Hayakawa e Isao Takahata), adattamento del romanzo di fantascienza per ragazzi The Incredible Tide di Alexander Key (tradotto anche in italia da Kappa Edizioni). In alcuni punti, nella scelta di alcune situazioni e di alcuni personaggi, la serie si discosta dal libro in modo significativo.
La serie è stata trasmessa per la prima volta in Giappone dal 4 aprile al 31 ottobre del 1978 dalla rete NHK TV e in seguito sulla rete satellitare anime Animax, per poi venire tradotto in inglese per il mercato del Sud e del Sud-Est asiatici.
La serie è stata tradotta in molte altre lingue, tra cui francese, spagnolo, italiano, portoghese e arabo, ed è stata diffusa anche in America Latina, nel mondo arabo e in molte altre regioni del mondo.
In Italia la prima TV, con il semplice titolo Conan, risale ai primi anni ottanta in varie tv locali, ma fu l'emittente TelePadova (in futuro Italia 7 Gold), tramite la Doro Tv Merchandasing, a trasmettere la serie di Miyazaki,[senza fonte] con la sigla


 cantata da Georgia Lepore nel settembre del 1981. Nel 1982 fu trasmesso da Rete 4 e successivamente anche da TMC, Euro TV e Junior TV con la stessa sigla, e dopo anni di oblio in cui nessuna TV comprò i diritti di Conan, fu TMC a rilanciare il cartone nel 1994   [... ]>>(  da , eccetto il video  da  wikipedia   ne  trovate  l'url in cima  al post   )  
 .  Diffondendolo  fra  gli amici  di fb sceneggiatori  ( disney e non )  per  invogliare  a  " trasferire  " su fumetto tale  storia  e  fra  i  miei amici  (  compagni di viaggio )   dei social network specie  di facebook  ne  è nata  una discussione interessante  con  

1)  lo sceneggiatore  disney e non solo Francesco Artibani  





che  dimostra  se pur indirettamente   la bellezza  della serie  e  la difficoltà,  secondo me superabile a livello creativo   visto  la  forte vena creativa del personaggio  (  e sua  riduzione  a fumetti per  topolino del classico di moby dick ) ,  di rendere  in chiave  fumettistica  una  serie tv  

2) con vecchio amico  di università  ritrovato su facebook    di  cui condivido il pensiero  espresso anche da  il primo url sopra  riportato   .
Eppure  l'inizio sembrava promettente  come  si legge  dalle  primissime    righe  del 1  capitolo


 "Gli uccelli marini, gli unici amici di Conan, lo svegliarono all’alba con le loro strida e lasciando cadere sassi sulla sua capanna. Il ragazzo si trascinò fuori impaziente e corse fino alla piccola spiaggia, sicuro che un branco di pesci fosse entrato in una delle sue trappole. Ma scoprì presto che le trappole, erano vuote - eppure i gabbiani e gli storni continuavano a volteggiargli intorno, facendo un gran baccano.Cosa stavano cercando di dirgli?Si voltò, e salì di corsa i gradini che conducevano al punto più elevato della sua piccola isola rocciosa e salì sulla piattaforma di pietra che aveva costruito da tempo. Una rapida occhiata tutt’intorno mostrò solo il mare vuoto, se si escludevano i due isolotti più piccoli dell’arcipelago che affioravano, velati dalla distanza, ai due lati del suo. Essi erano i confini del suo mondo. Oltre di essi, e dappertutto nel mare velato dalla nebbia, nulla era visibile, nemmeno l’orizzonte."da The Incredible Tide, di Alexander Key (cap.1 - Sopravvissuto -)




 e  voi che ne pensate   vi piaceva la serie tv    ? vi ha deluso o vi è piaciuto  il romanzo  ?   chi ha ragione   io  o Francesco Artibani 


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