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31/01/16

love is love anonymous attacca il sito del family day

 E' tornato raggiungibile solo in mattinata il sito del Family Day 2016 dopo una notte di blocco causata da Anonymous. Il gruppo di hacker ha attaccato la homepage della manifestazione facendo apparire la scritta "Stop Omophobia. Love is love" 




accanto a immagini stilizzate di coppie omosessuali e non. L'azione è stata rivendicata su Twitter. "Oggi sarete in piazza in migliaia", scrive il collettivo di 'pirati' informatici sul proprio blog, "nonostante facciate fatica a immaginarlo, è molto probabile che tra i vostri figli vi siano molti ragazzi e ragazze che, anche se non vi hanno mai confidato nulla, sono gay, lesbiche, bisessuali e transgender e che, in questo momento, si stanno chiedendo se avranno una vita felice come tutti i loro fratelli e amici, oppure no. Quali stati d'animo pensiate possano prevalere quando vi sentiranno urlare in piazza che c'è una sola famiglia e che essere omosessuali, bisessuali, transessuali, 'non è naturale'?" E poi continua: "Voi siete in piazza perchè dite di difendere la famiglia tradizionale. Noi vorremmo che tutte le famiglie che ci sono oggi, concretamente, in Italia, fossero rispettate per quello che sono. Per voi oggi è il Family Day, per noi ogni giorno è buono per far crescere il rispetto e la comprensione dentro ogni famiglia e per ogni famiglia". "Iniziamo questo Family Day con un gesto molto violento", è stata la risposta di Filippo Savarese, uno dei membri del comitato promotore dell'appuntamento romano, che stigmatizza il blitz di protesta messo in atto questa notte. "Nel nostro paese sembra prevalere, su tematiche come queste, un atteggiamento di intolleranza inaccettabile".

26/01/16

legge cirina la battaglia continua

dopo  le manifestazioni  nelle piazze  italiane  nella giornata  del 23\1\2016   la battaglia  continua  .   Perché



 Continuerò nelle mie  battaglie   fin quando esisteranno  gente  come questa




 per  chi non vedesse  il video   ecco che  c...  ha detto  

“Sono contrario ai preservativi, non li uso e sono contrario. Abbassano il piacere e interrompono il momento.  La soluzione alle malattie è la sessualità responsabile. Sono contrario anche alla pillola del giorno dopo.”
Poi continua sulle donne…
“La condizione ideale è quella di avere un solo uomo o una sola donna nella vita, io non lo posso dire ma invidio chi ha questa possibilità. La moglie sottomessa cristiana è la pietra fondante, la pietra su cui si edifica la famiglia. Sottomessa significa messa sotto, cioè la condizione per cui la famiglia possa esistere. Una donna mite”. 
poso capire   simili  scelte  anacronistiche  e  spesso ipocrite  espresse nella prima  parte dell'intervento  , ma    quello che dice sulla donna no  . E' vero  che è  fondante per la società e la famiglia   sia  quella  ormai logora   tradizionale    sia  in quella    arcobaleno   che in quella  di fatto





08/10/15

le unioni civili ? un attentato alla famiglia , l'educazione sessuale in classe ? fa diventare gay i bambini , tutte l bufale della destra e non solo ultra cattolica che si oppone ma non propone altri metodi ai tentativi di superare sessismo e omofobia




colonna sonora
Stefano Guzzetti. The road to you

Dire ai piccoli che i cuori di maschi e femmine sono uguali diventa "insegnare a toccarsi" Un fenomeno carsico fino all'inizio del 2014\2015 e poi esploso con l'ultimo Family Day . Infatti  su  repubblica del 1\10\2015  

di maria novella de  luca

I LIBRI all'indice a Venezia e la campagna contro le unioni civili. Le "scuole di Dio" di Staggia Senese e i manifesti che minacciano la "compravendita dei bambini" nelle strade di Roma. La famiglia naturale contro "l'omosessualismo", i comuni della Lega che in Lombardia si proclamano de-genderizzati e gli appelli su WhatsApp delle mamme di Brindisi per difendersi dal "genter" pronunciato con la T al posto della D... Le delegazioni di genitori che chiedono ai dirigenti scolastici di proteggere i loro figli dalla "contaminazione" gay, i filmati dei gruppi pro-life che annunciano un'apocalisse dei costumi, l'assessore veneto alle Pari opportunità Elena Donazzan che si scaglia contro i libretti delle giustificazioni perché, ormai da anni, non c'è più la parola mamma o papà.
C'è un vento che soffia al contrario in Italia, in questo autunno, a poche settimane dall'approvazione, forse, del testo sulle unioni civili al Senato, mentre si fa sempre più urgente la legge contro l'omofobia, e nelle scuole, seppure timidamente, si inizia a parlare di parità tra i sessi e di "prevenzione della violenza di genere". Genere appunto, e non Gender, parola, anzi bandiera, dietro alla quale in una nuova crociata, sempre più capillare e pervasiva, si affratellano ogni giorno più forti i gruppi della destra cattolica e della destra estrema. Una vera e propria "fabbrica del pregiudizio". Nella quale si aggrega quella galassia rinvigorita dal successo del Family Day del giugno scorso, oggi decisa ad affossare ogni apertura verso le unioni omosessuali, ma anche verso quei nuovi linguaggi, suggeriti dall'Europa e dall'Oms, che dovrebbero insegnare ai bambini il rispetto tra maschi e femmine, radice della prevenzione di omofobia e femminicidi. «Ma le unioni civili andranno in aula il 15 ottobre - assicura la relatrice Monica Cirinnà - e approveremo il testo subito dopo la legge di Bilancio. La campagna anti-Gender non ci tocca ».
C'è forse una data di nascita della "fabbrica del pregiudizio", che si può far risalire all'inizio del 2014, quando lo sparuto ma agguerritissimo gruppo cattolico Giuristi per la vita, fondato dall'avvocato Gianfranco Amato, inizia una battente campagna di boiocottaggio degli opuscoli anti-omofobia commissionati dall'Ufficio antidiscriminazioni del ministero per le Pari opportunità, all'Istituto Beck di Roma. Libretti destinati agli insegnanti, in cui per la prima volta si parla di nuove famiglie, di differenza tra genere (nascere maschi o femmine) e identità di genere (sentirsi maschi o femmine al di là della propria anatomia).
In realtà si tratta di testi accurati e scientifici, privi di ogni propaganda, ma sulla Rete inizia un vero tam-tam dove per la prima volta appare la parola Gender, attorno alla quale si coalizzano le sigle ultrà. Il messaggio è: attenti, dietro questa parola si nasconde la spinta a far diventare i vostri figli gay, cadranno le differenze tra maschi e femmine, a scuola verrà insegnata la masturbazione ai bambini.
Evidente la mistificazione, eppure la campagna appoggiata anche dal cardinal Bagnasco convince il ministro Giannini (che offre spiegazioni confuse) a ritirare i libretti. Il termine Gender inizia a circolare nel ramificato mondo dei siti pro-life: dalla Croce di Adinolfi a Tempi, dal Sussidiario a La Nuova Bussola Quotidiana, Manif pour tous, Pro-Vita. Negli stessi mesi, molte associazioni e gruppi che nelle scuole portano avanti il progetto Educare alle differenze destinato a insegnati e presidi denunciano attacchi violenti e boicottaggi. A cominciare dall'associazione Scosse, fondata da Monica Pasquino, che par- la di una vera e propria campagna diffamatoria. Il movimento anti-gender in poche settimana raccoglie più di centomila firme, e le invia al Miur chiedendo di fermare "chi insegna la teoria Gender"… Ricorda Federica M, maestra di scuola primaria della capitale: «Per mesi avevamo avuto incontri tranquilli e proficui con insegnanti e genitori, poi un pomeriggio ci siamo trovati davanti alla scuola un gruppo di pazzi che ci gridavano: " Siete froci e abortisti, viva la famiglia naturale". Abbiamo concluso il corso, ma con paura e disagio ».
Gender: la parola diventa popolare. Un ombrello sotto il quale si sommano le più diverse parole d'ordine, dalle campagne anti-aborto all'esaltazione della eterosessualità. Ma è contro l'approvazione alla Camera del disegno di legge Scalfarotto sull'omofobia che la "fabbrica del pregiudizio" si riaggrega. Ammette con amarezza Giuseppina La Delfa, presidente delle Famiglie Arcobaleno che riunisce le famiglie omogenitoriali: «Per noi e per i nostri figli la vita è diventata difficile. Soprattutto nelle regioni del Nord. Questi gruppi fanno terrorismo psicologico, e ormai presidi e insegnanti hanno paura anche di raccontare una fiaba diversa... Il ministero dell'Istruzione deve reagire: non è giusto che i nostri bambini vengano discriminati ». Se il fenomeno all'inizio del 2015 è ancora carsico in tutta Italia, è nel marzo che la questione riesplode. Il caso arriva da Trieste, dove i gruppi di genitori, subito sostenuti dal "movimento" anti Gender, contestano l'arrivo nelle scuole d'infanzia di un programma sull'educazione di genere, dal titolo "Il gioco del rispetto". Un vero e proprio kit per i più piccoli messo a punto da un gruppo di psicologi, dove si sollecitano i bambini a fare i giochi che preferiscono, senza pensare se siano da maschi o da femmina. Il gioco prevede anche che alla fine di una corsa i bambini e le bambine mettano la mano uno sul cuoricino dell'altro e dell'altra, per sentire che nonostante si sia di sesso diverso, i cuori battono tutti allo stesso modo. L'accusa lanciata dai Pro-Life è pesantissima quanto mistificatoria: «Negli asili di Trieste si insegna ai bambini a toccarsi...».
Ma è il 20 giugno 2015 che la "fabbrica del pregiudizio" trova la sua apoteosi, con il Family Day, organizzato dal Comitato Difendiamo i nostri figli e da tutta l'ultradestra cattolica. Al grido "Il Gender sterco del demonio", tra gli applausi dei neocatecumenali, il fantasma del Gender diventa un nemico in carne e ossa da abbattere in ogni modo, per salvare l'innocenza delle nuove generazioni. Ormai è una valanga, spesso grottesca. A luglio l'incauto sindaco di Venezia decide di ritirare da tutte le biblioteche scolastiche i famosi libri gender, delicate storie che raccontano oltre l'omogenitorialità anche adozioni e disabilità, guadagnandosi l'ironia dei giornali di mezzo mondo.
Però non basta. Il 14 settembre a Staggia Senese e a Schio è suonata la campanella delle prime "scuole di Dio". Ossia classi parentali, create da gruppi di genitori, ospitate nei locali delle parrocchie, per fuggire da scuole contaminate dal Gender. Come Dio comanda. Il comitato del Family Day gira l'Italia con conferenze a tappeto per raccogliere firme contro la legge sulle unioni civili. L'epicentro è tra Lombardia e Nordest: a Milano la Regione ospiterà dibattiti sulla "famiglia naturale" e sull'esaltazione dell'eterosessualità.

ed  è  sempre  dallo stesso giornale  un altro articolo interessante  che 


mette in evidenza   la mia posizione critica   verso  i  neo tecon   . . Esso mi  è  utole  a  spiegare  il perchè  li combatto   ovviamente senza  scendere  al loro  livello   d'insulti  ,  di  chiusura mentale 

25/06/15

Non sempre le idee maggioritarie sono dominanti

A mente  fredda  , dopo il  family day   dico la mia  . 
lo so che  la  fonte da me  riportata  informare per resistere   è diventata  ( infatti    sto  pensando di rimuovermi  ) visto   che


Ma  come   come    da  titolo   Non sempre le idee maggioritarie sono dominanti, nel calderone   del family day  ci   sono diverse   entità  infatti 

(....) 
Un altro problema che è sorto negli ultimi mesi è quello del nuovo modo di affrontare coloro che non condividono l’inserimento nella società di determinate idee, in pieno stile “pensiero dominante”. Basta essere sufficientemente pratici di social-network per notare come sia stato trattato il Family Day e chi vi ha partecipato. I manifestanti sono stati definiti come omofobi, fascisti, catto-fascisti, bigotti, medievali – come se il Medioevo non avesse partorito Dante, Petrarca, Boccaccio, Giotto, la bussola, i grandi poemi epico-cavallereschi e non sia stato il seme del mondo moderno – e retrogradi. Insomma, un vero calderone di offese da stadio che non fa altro che incendiare la polemica in modo infruttuoso e, anzi, distruttivo; come se non bastassero le strumentalizzazioni dei diversi mezzi di informazione, come i già citati Ansa e Fatto Quotidiano, ma anche Repubblica che parla di “Spettro Gender” – come per far passare i manifestanti come circa un milione di Don Chisciotte. Non sono mancate uscite poco felici, come quella di Scalfarotto che ha parlato di “manifestazione inaccettabile”. La domanda dunque sorge spontanea: anche Agapo (Associazione Genitori e Amici di Persone Omosessuali) e diversi omosessuali hanno partecipato, sono omofobi anche loro?

da  http://www.informarexresistere.fr/2015/06/23/non-sempre-le-idee-maggioritarie-sono-dominanti/

E  poi vera  o farlocca  che sia  questa  testimonianza sempre  di informare per resistere  del /2015/06/22


                                       - di Cristoforo Libero –

Cristoforo Libero è lo pseudonimo che ho scelto per scrivere in rete, in omaggio a S.Cristoforo protettore dei bambini e libero come augurio affinchè abbia sempre la libertà di seguire la Verità.
Ho 27 anni e sono giovane uomo con attrazioni omosessuali. Uso questa perifrasi non perché abbia paura dell’omosessualità, ma perché credo che la mia identità sia radicata innanzitutto nell’essere figlio di Dio, e poi in un corpo di carne sessuato, non in un desiderio astratto.
Negli ultimi anni è cresciuto a livello internazionale e nazionale il dibattito circa il matrimonio tra persone dello stesso sesso, le unioni civili, leggi contro l’omofobia, cambiamento di sesso agevolato e facilitato, adozioni per tutti, legalizzazione dell’utero in affitto, ecc … tutte scelte presentate come necessarie per il benessere delle persone con orientamento sessuale non eterosessuale e come possibilità di estendere a tutti i diritti civili.
Il caso o la Provvidenza (non la sfiga altrimenti sarei anche interista) ha voluto che mi trovassi a vivere questi tempi nella condizione di omosessuale e di figlio della Chiesa Cattolica.
“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.” queste parole del Vangelo di Giovanni per me non sono lettera, ma sono volti di persone che per me han dato la vita: penso al modo con cui mio padre e mia madre si consumano per me ancora oggi, i tanti sacerdoti che ho incontrato sul mio cammino, i miei amici che si sposano ancora oggi nel 2015, e gli altri che sono sposati da 10, 20, 30 anni, ragazzi e ragazze impegnati nel servizio di volontariato e di educazione verso i più piccoli …  Nel tempo mi è parso sempre più chiaro che l’amore vero non ha a che fare con il benessere, ma con il dono totale di sé … una vera e propria porta spalancata sull’ Infinito!
La chiamata a donarsi è inscritta nel mio corpo, che non è un mio oggetto, ma SONO IO! Il mio essere uomo, maschio mi rimanda sempre ad un’alterità, alla donna, una differenza che non potrò mai essere … e mi viene da ridere perché in un’era in cui tutti si riempiono la bocca di rispetto delle diversità, la madre di tutte le differenze, quella sessuale, viene quotidianamente denigrata e calpestata …
Ho sperimentato che l’omosessualità è una pulsione simile ad una promessa non compiuta perché non è in grado di accogliere la differenza tra i sessi ed in contraddizione con il corpo sessuato, quindi con me stesso, … inoltre non sono uno psicologo, ma l’esperienza mi ha mostrato che non sempre, ma spesso dietro l’omosessualità ci sono una serie di altre questioni (rapporto con il padre, rapporti con i pari durante l’infanzia e l’adolescenza, ecc.) che meritano di essere affrontate …
Ho trovato invece che il dono di me stesso in ciò che faccio tutti giorni e la costruzione di amicizie strette e profonde, in particolar modo con altri uomini e ragazzi siano una strada per la felicità; per non parlare del desiderio di paternità che può trovare strade per compiersi che nemmeno ci immaginiamo.
Conosco poi  alcuni ragazzi e alcune ragazze omosessuali che attraverso un percorso di profonda conoscenza e accettazione di sé e delle ferite della propria storia hanno incominciato a provare attrazioni per l’altro sesso.
In nome di ciò che ho vissuto ieri sono sceso in piazza a Roma per affermare che le unioni civili sono in primis una presa in giro per le persone con attrazioni omosessuali, ingannati perché gli si fa credere una coppia dello stesso sesso sia uguale a una coppia di sesso diverso, offesi nella loro dignità di persone umane o perché ridotti ad angeli asessuati o ridotti ad istinto e strumentalizzati nella nostra ferite e sofferenze utilizzate per sovvertire un ordine sociale e renderci tutti più deboli.
Ho manifestato per dire al mondo che la differenza sessuale è bella, è un patrimonio di tutti e dobbiamo lavorare un sacco per valorizzarla e promuoverla. La maschilità e la femminilità hanno un volto bello che merita di essere mostrato.
Le famiglie sono ad oggi il pilastro del nostro welfare, mi domando in questo tempo di crisi chi si sarebbe preso cura di anziani, bambini e malati? E invece le famiglie si trovano tartassate dal fisco, e scoraggiate nel portare avanti scelte responsabile e durature, che messaggio vuol dare chi ci governa se impiego meno tempo a divorziare che a recidere un contratto telefonico?
Una famiglia stabile, capace di affetto e di portare avanti scelte durature è il meglio che si possa offrire ai piccoli di oggi, che magari avranno più la probabilità di essere adulti sereni domani. E a me interessa vivere in una società con persone serene in grado di affrontare la vita. I bambini hanno il diritto di vivere in una famiglia con il padre e le madre che si amino, perché due madri splendide non potranno mai sostituire un padre. E ieri è stato bellissimo vedere in piazza famiglie che vivono così!!!
Sul palcoscenico molte voci, diversi toni e accenti, alcuni che ho condiviso e altri di meno. Bella la presenza di confessioni diverse soprattutto perché è bello vedere l’unità costruita non sui compromessi, ma sulla verità. Vedere tutti gli uomini di buona volontà uniti riempie il cuore.
Infine a Roma più di tutto è stata una festa. Ho guardato negli occhi molti persone e ci siamo voluti bene, perché quando si ha a cuore la stessa vita ci si abbraccia come abbracci il migliore amico del liceo che rivedi dopo anni, anche se ci si conosce da poco. Quanto sono belle queste amicizie che mi rimandano sempre al mistero dell’Incarnazione, segno vivente che le cose grandi della vita passano attraverso di noi che siamo dei poveretti.
Il mio desiderio più grande è che questo abbraccio, questo volersi bene arrivi anche a chi ci contesta. Vorrei dire a loro che non li odio per niente, è che quello il mio cuore non è diverso dal loro. Solo essere amati per quello che siamo, nei nostri limiti e pregi, porta alla pace. E solo una vita donata è in grado di saziare il nostro desiderio di felicità.
Ripartiamo da questa proposta di vita alta. Ripartiamo da questo abbraccio.che riporto integralmente
 dimostra   che    di queste persone   dovremo tenerne conto quando andremo a  raccogliere  firme  o  a votare  per  un referendum



26/05/09

Hanno riscoperto la misericordia...

 
Ieri pomeriggio, facendo zapping, sono incappata in un rotocalco di gossip su Raiuno. Nel salotto si trovava pure tal prete, Mario Pieracci, grasso come un porco e molto compiaciuto di trovarsi in quei paraggi, a lui del resto disinvoltamente familiari. Discettava sui divorziati risposati, che si trovano in "peccato mortale" e non possono esser riammessi ai sacramenti. Seguiva consueta passerella di vip convertiti sulla via dei lustrini che chiedevano di essere riammessi in seno alla Chiesa per continuare a fottere con la benedizione porporata, ma naturalmente non un cenno, neppur lontano, al pluridivorziato con cappella (non pensate male...) privata che la comunione continua tranquillamente a riceverla.


E non solo la comunione, riceve.



Annota "Repubblica" di oggi che le pur blande critiche di "Famiglia Cristiana" e "Aggiornamenti sociali" riguardo alla turpe vicenda di Noemi sono "piuttosto isolate nel panorama della stampa cattolica, a partire dall''Osservatore Romano', il quotidiano della Santa Sede, e da 'Avvenire', l'organo dei vescovi italiani, che sul caso Noemi hanno finora tenuto un profilo piuttosto basso (unico intervento un editoriale del 5 maggio nel quale invitava il premier a essere 'più sobrio'...). Temporeggia, invece, 'Civiltà Cattolica', l'autorevole quindicinale della Compagnia di Gesù che viene pubblicato solo dopo il placet del Vaticano: i responsabili della testata annunciano che 'parleremo di questa vicenda solo dopo le elezioni europee per non turbare l'andamento del voto'". Traduzione: meglio rimandare i commenti, non sia mai che a qualche pecorella smarrita possa venir mal di pancia e magari cadere nella diabolica tentazione di votare a sinistra... Poi, quando l'Uomo della Provvidenza sarà ancora assiso sul trono-altare, allora reciteremo il fervorino per dimostrare che non guardiamo in faccia nessuno, noi.


Giuseppe Molinari, arcivescovo dell'Aquila (!) si spinge più oltre e critica il segretario del Pd Franceschini: "Non contrasti la politica del governo con il caso N., ma con qualcosa di concreto". Le bambine (femmine) non sono un caso concreto. Lassatelo lavorà. Il confessore personale dell'Uomo Provvidenziale l'aveva già spiegato: le presunte e demagogiche "critiche" (ma no, amabili rabbuffi) della Cei sono generiche e applicabili a chiunque. Ed è vero. Chiosando come segue: «Se pensiamo a tutti i grandi uomini che hanno fatto la storia, me ne dica uno che non ha i suoi vizietti». Le morbidezze verso N.? Ingenue galanterie. Assaporatevi l'intero testo di questa lectio magistralis: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/05/06/ma-il-suo-confessore-lo-perdona-tutti.html


Poche ore fa, dalla Cei, è giunta un'altra nota. Questa:


(ASCA) - Citta' del Vaticano, 26 mag - Sulla ''questione morale'' e in particolare sulle ultime vicende del premier Silvio Berlusconi, dal processo Mills al caso di Noemi Letizia, la Conferenza episcopale preferisce non dare giudici ma richiamare ognuno alle proprie responsabilita' . Rispondendo questa mattina alle domande dei giornalisti al termine della sessione dei lavori dell'Assemblea Generale della Cei, il segretario generale dei vescovi italiani, mons. Mariano Crociata, premettendo di non amare ''formule semplici per realta' complesse'', ha detto: ''Se vogliamo parlare di questione morale, oggi, come ieri, di questioni morali ce ne sono tante. Bisogna tenerle vive tutte, senza andare a esprimere giudizi a ogni pie' sospinto''. ''Ognuno - ha aggiunto - ha la propria coscienza e capacita' di giudizio''.


Mons. Crociata (un nome, una garanzia) non ama formule semplici per realtà complesse. Nel caso di Welby, di E. E., dei Family Day chiassosi e urlanti architettati al solo scopo di rovesciare l'odiato Prodi (e i Dico), abbiamo avuto una sensazione ben diversa. A proposito, i Family Day non si fanno più. E sì che di motivi per protestare ce ne sarebbero: tagli alla scuola, disoccupazione galoppante, sprechi, riarmo, abbattimento di barconi di poveracci (anche quelli tengono famiglia, no?). Ma da quelle parti tutto è tornato in un soave silenzio venato d'incenso. Tutto bene, tuttapposto, tutto tranquillo. Questo è il miglior mondo possibile.Ma non va dimenticato che B. è di destra, è etero anzi eterissimo, e al Vaticano i maschi tutti d'un pezzo sono sempre piaciuti tanto tanto. Si legga questo finissimo trattato teologico pubblicato da Zenit.org: http://www.zenit.org/article-18354?l=italian . Tutta colpa delle femministe se il padrone naturale e benedetto dal Creato si è rammollito, ora però si torna ai sani valori d'una volta, dove l'uomo, per essere uomo, "aveva da puzzà".


E le bimbe (semi)velinate? Ma la femmina resta figlia di Eva, e poi l'ha già lasciato intendere il suo prete, dietro le paludate parole: i peccatori sono solo i poveracci. Perché "io so' io... e voi nun siete 'n cazzo!!!!!!!!!".

01/11/08

I "desaparecidos" e l'emergenza educativa

Li abbiamo attesi invano, in questi giorni. Abbiamo aspettato i loro pullman, i loro pupi vocianti, i loro striscioni festosi. Abbiamo atteso, persino, i loro magnifici volantini. Un po' miserando definirli tali, con quella carta patinata, impreziosita da riproduzioni di Chagall e da versi di grandi poeti. Correva l'anno di grazia 2007 - un secolo fa -, e l'immenso popolo del Family Day era in pieno fermento.

Il Paese attraversava un'autentica emergenza educativa, assicuravano allarmati. E non solo il Paese: i fondamenti stessi dell'umanità rischiavano di venir scardinati. Correva l'anno di grazia 2007, un secolo fa, e il governo era guidato da un pericoloso bolscevico, Romano Prodi. Due sue improvvide, furenti ministre libertarie, Bindi & Pollastrini, avevano appena presentato il disegno di legge sui Dico.


Papa, vescovi, oratori, scout, associazioni, stampa, affiancati dalla crème dell'intellighenzia teoco(jo)n - "Il Giornale", "Il Foglio", Marcello Pera... - suonarono le fanfare contro il mostro relativista e vizioso. E a chi, timidamente, osava belare che, in fondo, i problemi del Paese gli sembravano un po' più gravi delle faccende intime di qualche omosessuale, replicavano sdegnati che gli omosessuali non c'entravano niente. Oddio, un po' c'entravano, visto che il Vaticano continuava ad additarli come la fucina di tutte le perversioni - ma il suo linguaggio, paragonato a quello dei teoco(jo)n, risultava addirittura civile -, però acciderba, non fateci passare per quelli che non siamo: reazionari, intolleranti, spietati, lontani mille miglia dallo spirito evangelico che pur si pretende d'incarnare. No, no, spergiuravano gli alfieri del Family, oggi il problema più serio sono i Dico, ma in futuro saremo implacabili verso chi, di qualunque partito, osi intaccare i diritti dell'unica Famiglia. Emergenza educativa, s'è detto: giusto. Quindi la nostra voce si udrà ogni volta che tali diritti verranno lesi: nel campo scolastico, in quello lavorativo, culturale e sociale.



Giunse la radiosa giornata, giunsero le Famiglione, giunsero anche, molto applauditi, i pavoni pluridivorziati seguiti da concubine e figli sparsi tra i letti, salmodianti zitelle in cilicio, affaristi multimiliardari con l'aria di adorare più Mammona che Mamma; col pregio, però, di essere eterosessuali e, soprattutto, seriamente intenzionati a sloggiare a calci la sinistra accozzaglia che ci sgovernava.


Il resto è noto. I Dico vennero affossati, assieme a Prodi il bolscevico. Tornò in sella il supercattolico Berlusconi. Pericolo scongiurato, la Famiglia era salva.


Poi è accaduta una cosa strana. La Famiglia non campava nemmeno la fine del mese. La Famiglia cominciava a rinunciare a beni di prima necessità: pane e latte. La Famiglia, ma pure le piccole, minuscole famiglie, s'irrancidivano dietro cumuli di rifiuti (è ormai vietato occuparsene, ma restano lì, esalanti e pestilenziali), si annientavano in faide tra poveri, aizzate dall'iracondo razzismo dei nuovi potenti, si asserragliavano tra le pareti nelle città laide e impaurite, covavano un sordo rancore, misto a una truce invidia, verso chi poteva permettersi di piegare la giustizia a suo piacimento, mentre a loro, sporchi, brutti e cattivi, non sarebbe stato risparmiato nemmeno uno spicciolo. S'incanaglivano, spenti di futuro, perché l'unico consiglio che il Capo poteva spendere per i loro figli era di sposarsi un milionario.


Più che emergenza educativa, ci si trovava di fronte a un'urgenza antropologica. Le nuove generazioni venivano infatti addestrate a diventare cani feroci, per non finire darwinianamente schiacciate dal più forte.



Ma le voci del Family Day restavano afasiche. Anzi, proprio mute. Riflettevano, forse pregavano, dimenticando che la preghiera senza opere è morta (S. Paolo); ma, di nuovo gaudenti nel campetto oratoriano, si beavano del solicello autunnale, carezzevoli e tiepide, ascoltavano con placidezza le Beatitudini senza minimamente pensare, come afferma il card. Martini, che Gesù voleva giustizia, e non negli svaporati ed eterei cori angelici, ma qui, adesso, su questa dura terra.


I ritmi erano tornati cadenzati e meditabondi, piacevolmente prevedibili, per gli amici del Family. Ma quando tante altre family si son radunate, l'altro giorno, coi bambini, che dappertutto son sempre gli stessi, coi figli adulti, coi professori, abbiamo sperato cogliessero il miracolo; loro, tanto usi a pregare per la concordia fra generazioni, hanno perso l'attimo, obliato l'evento.

Non li abbiamo visti. Ma - ciò che, per alcuni versi, è più grave - non li abbiamo nemmeno letti. La sezione Scuola, sul loro sito, appare ancor oggi desolatamente sguarnita , e solo in questi ultimi due giorni qualcuno s'è affrettato a rimpolparla con altri contributi (rigorosamente bypartisan, e senza nemmeno un commento; e la totale imparzialità, ricordava Pasolini, cela sempre una faziosità smaccata). Fino al 31 ottobre, infatti, l'unico accenno alle vicende attuali si trovava in una lettera al "Secolo XIX", dove un bravo signore si scandalizzava per l'uso strumentale dei fanciulli in manifestazione; e caragrazia che il direttore del quotidiano ha saputo rispondergli a tono.


Persino "Famiglia Cristiana", che pure aveva impegnato tutta la sua energia per sconfiggere Prodi, si è resa conto che così non va, è troppo, è insopportabile; che le classi ponte della Lega adombrano nient'altro che odioso razzismo, che un politico non può apostrofare gli immigrati come "negri", e che la "riforma" Gelmini, tanto cara a Gelli e a Berlusconi, consiste soltanto - lo annota il filosofo Antiseri - in una scellerata serie di tagli.

Non crediate, comunque, di trovare tutte queste riflessioni nell'"aggiornata" rassegna stampa del Family.


Forse sembrano troppo critiche nei confronti del governo amico; ché se poi cade (ma, da questo punto di vista, stiano tranquilli!), magari torna il bolscevico o, peggio ancora, le ministresse erinni, e ci riprovano coi diabolici Dico...


Casa, lavoro, scuola a pezzi: non sono evidentemente queste, le emergenze educative per il popolo del Family Day, malgrado gli altisonanti proclami.


Credo, tuttavia, che li risentiremo presto. Ieri, dopo un lungo oblio, è tornata a tuonare la vecchia vergine ciliciata. Anche lei preoccupata delle emergenze educative, ma quelle vere, non le bagattelle. Perché dunque stupirsi delle sue esternazioni sui preti gay? Se il Vaticano chiama [cfr. il testo completo del provvedimento], i crociati rispondono.


E il problema grosso, il problema serio, l'unico problema, il Problema, insomma, sono sempre loro, i dannatissimi gay, ormai degni eredi di donne, ebrei, infedeli e streghe. La vecchia vergine, come tutte le vergini, è molto sensibile ai peccati carnali, e si è buttata con entusiasmo nella rinnovata impresa che, fra l'altro, nelle radiose giornate, le aveva procurato un bel po' di popolarità. La fama la solletica molto. Tempo fa ho intrattenuto una simpatica corrispondenza con lei, quindi i suoi bizzarri accostamenti tra omosessualità e pedofilia non possono sorprendermi. E non rompetele l'anima rammentando che certi paragoni sfregiano sia gli omosessuali (di cui non gliene frega niente) sia le vittime dei pedofili (di cui dovrebbe fregargliene di più). Il fine giustifica i mezzi; se poi volete conoscere qualcosa di serio sulla pedofilia, vi rimando a una mia vecchia intervista. Ma perché complicarsi la vita? Lasciate questo passatempo ai prof lazzaroni che la Gelmini rispedirà presto a casa.


Tornano, dunque, i desaparecidos. Riempiranno altre piazze, perché è ora di finirla coi sodomiti, prima nella società, ora (?) nella Chiesa. Riempiranno quelle piazze, e oscureranno la nostra, ché altre sono le emergenze. Parafrasando Michele Serra, si stava meglio quando si stava meglio.


Daniela Tuscano

20/05/07

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La balena ?










domenica, maggio 20

 




Il Popolo che c'è
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Family Day


Allora, il popolo della famiglia c’è. C’è anche il popolo cristiano. Non è possibile che tanta gente frequenti le Chiese di domenica, le invada al colmo per le prime comunioni dei ragazzi o per il funerale di una giovane mamma, e poi tutti insieme spariscano di colpo risucchiati dalle invettive dei presentatori televisivi o dai proclami degli imbonitori politici. C’è tanta gente che non solo crede alla famiglia, ma vive la splendida gioia dell’amore tra marito e moglie e figli. I genitori con bambini che hanno avuto l’ardire di viaggiar di notte o di prima mattina per andare a occupare tutti gli spazi di piazza San Giovanni a Roma, non erano controllati dai politici né si sono lasciati manovrare da giornali e tv.


E’ un livello interessantissimo della questione: il popolo cristiano si presenta vivo non soltanto nelle assemblee liturgiche, nei convegni ecclesiali dei rappresentanti degli organismi pastorali, nei grandi raduni dei giovani cattolici, nei santuari famosi  e nelle processioni del patrono o nelle devozioni popolari; il grande raduno a Roma di sabato 12 maggio ha mostrato che questo popolo sa esprimersi anche in manifestazioni pubbliche, presentandosi nella bellezza della vita e nei problemi, nei bisogni, nelle richieste. C’è dunque il popolo cristiano - e con esso altra gente che cristiana non è - e vive di lavoro, di famiglia, di gioie e dolori, di figli che crescono e portano soddisfazione e fatiche.


E’ dunque possibile non sottostare al ricatto dei politici che ci vogliono necessariamente di destra o di sinistra. E’ possibile raccontare anche in piazza che le esigenze primarie delle persone non sono quelle di rincorrere improbabili matrimoni contro natura, o di aggiustare i diritti di chi ha già tutti gli strumenti per garantirsi qualsiasi tipo di unione, ma le esigenze primarie sono quelle di dare la possibilità a un ragazzo e una ragazza che vogliono sposarsi, di avere una casa e un lavoro che glielo permettano; a un marito e a una moglie, di mantenere due figli o quattro o sei o quanti gli aggrada; di sperare in un futuro nonostante i malanni della salute o l’incombere dell’età anziana.


Io non so da chi sia partita l’idea del family day. Se è partita dai vescovi, è un ulteriore segno che ci si può fidare dei nostri pastori non solo come maestri di fede ma anche come guide del popolo di Dio; se è partita da laici cristiani, significa che spunta un laicato capace di andare oltre le scelte di sagrestia. Comunque, è un buon segnale. Quando noi preti diremo dal pulpito che la fede si gioca nella vita e porta conseguenze in famiglia e nella società, non avremo davanti soltanto le belle testimonianze delle famigliole che ci vivono accanto, ma l’esempio clamoroso di un popolo cristiano che c’è e che vuole vivere. Amen.


Don Angelo Busetto.


dal blog: giona.splinder.com





12/05/07

Senza titolo 1821





Savino Pezzotta portavoce del family day


ROMA, venerdì, 11 maggio 2007 (ZENIT.org).- Per il Family Day, che si svolgerà a Roma il 12 maggio a Piazza San Giovanni in Laterano, gli organizzatori continuano a parlare di 100.000 presenze, sebbene i dati provenienti dalle prenotazioni vadano ben oltre le previsioni.

Daniele Nardi, dell'’ufficio stampa del Forum delle Associazioni familiari, in occasione della conferenza stampa di presentazione tenutasi questo venerdì, ha fornito alcune cifre riguardo la manifestazione: 3.000 i pullman e otto i treni charter provenienti da altrettanti regioni italiane.

A quattro di questi treni sono state raddoppiate le carrozze per l’alto numero di richieste; 400 sono i giornalisti accreditati; 450 le associazioni che hanno aderito; 30 milioni i volantini stampati e distribuiti; e 1.500 i volontari.

A tutto questo bisogna aggiungere la partecipazione delle famiglie romane, il cui numero è imprecisabile.

Per dare una idea di come il mondo cattolico sia pieno di risorse, Nardi ha raccontato di un pensionato di Napoli che ha chiamato giorni fa l’ufficio organizzativo di Roma, dicendo che voleva venire alla manifestazione con alcuni amici e parenti del quartiere, riuscendo alla fine a riempire ben 8 pullman.

Giovanni Giacobbe, Presidente del Forum delle Associazioni familiari, ha ribadito che si tratta di “una manifestazione popolare e laica intesa a testimoniare i valori della famiglia”.

“Ci rammarichiamo – ha precisato Giacobbe – per qualche voce dissonante, non intendiamo discriminare nessuno, anzi intendiamo accogliere chi ha interesse ad ascoltare quanto diremo”.

Eugenia Roccella, portavoce del Family Day, ha tenuto a precisare che “la manifestazione non è contro la politica né contro il governo, ma è chiaro che noi ci opponiamo fermamente alla proposta legislativa dei 'Dico'. Ci opponiamo non solo nel merito ma anche nel metodo”.

“La nostra manifestazione intende sottolineare la necessità di misure urgenti per difendere sostenere la famiglia – ha continuato Roccella –. Adesso che il provvedimento è stato affidato dal governo al parlamento, ci rivolgiamo al Parlamento perché ascolti le nostre voci”.

In conclusone, la Roccella ha sottolineato: “Siamo molto preoccupati della situazione di grave denatalità ed è evidente che in Italia non ci potrà essere nessuna riforma adeguata delle pensioni con un tasso di natalità così basso”.

Alessandro Zaccuri, giornalista di “Avvenire” e di “Sat 2000” e Paola Rivetta, conduttrice del TG5, saranno i presentatori del Family Day.

Durante la conferenza stampa Zaccuri ha spiegato che il pezzo forte di tutta la festa saranno le famiglie. Gli spettacoli musicali, l’intrattenimento, i comici, i monologhi e i clown, si intersecheranno con testimonianze dal palco e dalla piazza di bambini, bambine, mamme, papà, nonni e nonne.

“La famiglia sarà veramente al centro di tutta la festa”, ha sostenuto Zaccuri, rassicurando anche i genitori dei bambini piccoli, perché saranno molte le occasioni per l’'intrattenimento, con clown, trampolieri, una banda musicale che gira per la piazza ecc.

Dal punto i vista dell'’organizzazione, Daniele Nardi ha fatto sapere, inoltre, che in tutta la piazza ci saranno i gazebo dove sarà possibile avere a disposizione l’acqua, i luoghi per cambiare i pannolini, l’'assistenza per ogni evenienza.

L'’intera manifestazione non vedrà il coinvolgimento di nessun politico, “non perché non stimiamo la politica”, ha spiegato Giacobbe, “ma per non togliere attenzione alla famiglia”. I politici che prenderanno parte al Family Day non parleranno dal palco.

Vasta e capillare la copertura televisiva. Due canali della Rai, Ski tg24, La7, Mediaset, Radio Rai, ecc. copriranno la manifestazione sia con collegamento diretto, che con servizi giornalistici su tutte le radio e i telegiornali.

La copertura più accurata sarà garantita da Sat2000 le cui immagini e servizi saranno presenti anche sul digitale terrestre, sul satellite e in streaming sul sito internet: www.sat2000.it.

La manifestazione verrà ripresa anche in Francia, Spagna, Germania e Belgio.

01/05/07

Senza titolo 1797


Il mondo nuovo
             
                  
Family Day - 12 maggio - Roma, P.zza San GiovanniL'Arcivescovo Bagnasco, il 30 marzo,parlando all'incontro degli operatori della Comunicazione Sociale della Diocesi di Genova, ha sottolineato le contraddizioni di un'etica basata su criteri soggettivi (come l'opinione pubblica o le scelte personali) invece che oggettivi. Se dovessero valere i criteri soggettivi perchè - ha chiesto - «dire di no all'incesto o al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano ?».Bagnasco ha contestato che «la libertà di ciascuno, come autodeterminazione, come scelta» possa costituire il criterio del bene e del male, e motivato la sua posizione facendo osservare come l'applicazione di tale criterio porterebbe a giustificare rapporti pedofili e incestuosi purchè fra persone consenzienti. Da qui a paragonare i DICO alla pedofilia ce ne corre . A questa conclusione, che a noi sembra così chiara, non sono giunti alcuni giornali - Repubblica ha titolato Bagnasco: "No ai Dico come alla pedofilia" - ed i benpensanti: la Pollastrini ha parlato di espressioni "che finiscono col ferire la dignita' delle persone e della loro vita", Pecoraro Scanio ha condannato "il paragone tra le convivenze e la pedofilia o l'incesto". Quindi, invece che confutare - è legittimo - le ragioni dell'Arcivescovo opponendogli le proprie, si è preferito condannarle come antiliberali, discriminatorie e poco caritatevoli.
Una volta sbattuto il mostro in prima pagina, non sono mancati - come sempre succede in questi casi - gli zelanti esecutori. Nel mese di aprile si è avuta una serie impressionante di minacce a Bagnasco [su Google News potete trovarne il repertorio completo in circa 20 pagine (al momento), l'ultima venerdì scorso con il recapito di una busta con proiettile, tanto che nel corso del mese, il 23 aprile, è stata pure tenuta una manifestazione di appoggio all'Arcivescovo, cui hanno partecipato in 7-800 secondo una prima stima della polizia riportata dal Corriere della Sera, invece 700 secondo la Repubblica (di solito, nel caso di manifestazioni "politicamente corrette" il rapporto con le stime della polizia è di almeno due a uno), migliaia secondo 'Il Tempo'.                  Anche la UE si è mossa con una Risoluzione, per condannare non le minacce a Bagnasco ma «i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali» (in una prima versione la condanna era per aver «comparato un progetto di legge che conferisce una serie limitata di diritti alle coppie omosessuali a una licenza a commettere atti di incesto di pedofilia»). Firmatari della Risoluzione sono stati - riferisce Il Manifesto - Vittorio Agnoletto, il compagno di partito Giusto Catania e Monica Frassoni dei Verdi.
Nel suo discorso (quindi in tempi non sospetti, prima che partissero minacce ed intimidazioni) Bagnasco aveva affermato che: «[...] quando viene a cadere un criterio oggettivo per giudicare il bene e il male, il vero e il falso, ma l'unico criterio o il criterio dominante è il criterio dell'opinione generale, o dell'opinione pubblica, o delle maggioranze vestite di democrazia - ma che possono diventare ampiamente e gravemente antidemocratiche, o meglio violente - allora è difficile dire dei no, è difficile porre dei paletti in ordine al bene». C'è da pensarci su.

dal sito :
http://tinyurl.com/2e8avbhttp://tinyurl.com/2e8avb

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