Visualizzazione post con etichetta facebook. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta facebook. Mostra tutti i post

06/05/17

LE STORIE INIZIANO E FINISCONO. MA È STATO BELLO... CHIUDE LA BELLISSIMA PAGINA FB SAPEREPOPOLARE E L'ACCOUNT DEL FONDATORE MICHELE SANTOR

Ricevo da  Michele santoro che da  quasi un anno  era  diventato un compagno  di  viaggio . Questa    triste  news  .  irrevocabile  purtroppo  come ha  riposto lui srtesso su fb  


Donata Marrazzo Decisione irreversibile?

Michele Santoro Sì! Una decisione sofferta e tornare indietro sarebbe un'ulteriore sofferenza. Credo che occorra finire una bella esperienza come questa quando lo si sente dentro e non quando si è ormai all'inevitabile tempo della frutta, che prima o poi arriva. Spero molto che qualcuno, meglio qualcuna, s'inventi e metta in piedi un progetto simile, magari migliore...Grazie per il quesito, buona vita!Una storia.che finisce ma che ci lascia ricchi. Grazie michele perche' ci hai insegnato l'importanza e l' accuratezza...la ricerca e l' empatia...grazie perche'ognuno di noi e' tuo testimone e ha il.compito di non dimenticare e continuare


L'immagine può contenere: 1 persona

"FACEBOOK-exit". LE STORIE INIZIANO E FINISCONO. MA È STATO BELLO.

Da lunedì 8 maggio la pagina di Saperepopolare e quella del mio profilo personale non saranno più aggiornate, per poi essere chiuse alla fine dello stesso mese. Con oltre 1600 post di rassegna stampa selezionata e più di 200 articoli "farina del nostro sacco", in quasi 5 anni di vita (e 8 di profilo personale) si è cercato, per 365 giorni all'anno, di suggerire uno stile comunicativo costituito da pochi e semplici ingredienti: sobrietà di linguaggio e ripudio di ogni volgarità, massima evidenza a notizie (spesso di nicchia) di tenore positivo, ovvero riflettori puntati unicamente sul "bello" del nostro Paese, poiché al "brutto" - che beninteso esiste, eccome se esiste... - si dedicano già in tanti, forse in troppi. Ognuno è padrone di scegliere la propria strada, noi abbiamo scelto di privilegiare le "luci" alle (tante) "ombre", poiché le prime offrono (se si vogliono davvero cogliere) soluzioni e costruiscono futuro, le seconde invece, il più delle volte, lasciano solo macerie. Come contenuti abbiamo cercato in tutti i modi di esaltare il concetto di "Patrimonio Culturale": la natura e l'alta qualità artistica del nostro Paese, i "Piccoli Musei", veri e propri tesori in miniatura, talvolta non apprezzati come dovrebbero essere e che spesso lottano ogni giorno con i denti per sopravvivere, i progetti innovativi lanciati da giovani e adulti - spesso con protagonisti persone semplici e ad un tempo speciali - e le "buone pratiche" di comunità, con un occhio privilegiato all'eco-sostenibilità. E poi i riti, le feste popolari, le antiche tradizioni delle comunità italiane e delle minoranze linguistiche che vivono in Italia. Insomma, abbiamo cercato, nel nostro (molto) piccolo, di preservare la "memoria" raccontando, nel contempo, l'Italia "solare" piuttosto che quella "uggiosa e scura". È stata un'esperienza, per certi versi, entusiasmante. Si potesse tornare indietro nel tempo, rifaremmo quasi tutto. Ma "le storie iniziano e finiscono". È giusto così, anzi, questo processo naturale è una delle poche cose "giuste" che scorgiamo dal nostro modesto, ma pur sempre significativo, osservatorio culturale. Chi vi scrive ha, di certo, ricevuto molto di più di ciò che è riuscito a dare. Serie incombenze famigliari non permettono più di assicurare una presenza quotidiana su Facebook e nelle altre piattaforme social. E, per la funzione che ci eravamo prefissi di esercitare appunto nei "social", o si è sempre presenti o non lo si è per nulla. Esserci ogni tanto, quando si ha tempo e voglia, non va proprio bene. L'8 maggio di 40 anni fa' cominciai a lavorare. È questa, quindi, l'occasione giusta per cambiare orizzonte e virare verso altri progetti con ritmi diversi, magari meno impegnativi. Un saluto affettuoso a chi abbiamo avuto la fortuna di incrociare sulla nostra strada, a chi ci ha seguito con affetto e pazienza, a Tiziana Rubano e a Nica Mammì che, per un certo periodo, hanno fatto parte dello staff di Saperepopolare, a Riccardo Mestrone che ha gestito il sito Saperepopolare con grande professionalità, a Giuseppe ScanoRoberta MasettiDeborah Annolino e a tanti altri amici (difficile e complicato nominarli qui tutti...sorry) che ci hanno informato e suggerito notizie belle da far conoscere, valorizzare e pubblicare. Per altri sei giorni continueremo a postare questo tipo di notizie, spesso dall'Italia più profonda. Poi STOP! Che dire ancora. Diventate anche voi "cercatori di storie" belle, quelle che generano già da sole energia positiva e desiderio di "fare e sognare", perché le altre, almeno questo è il nostro giudizio, servono proprio a poco senza un vero scatto in avanti. Soprattutto se ci si limita unicamente a mescolare e rimescolare nella stessa pentola brutture e corrosione, con ricco condimento di insulti. Grazie di cuore ai nostri lettori per tutto ciò che ci hanno restituito in questi anni. Buona vita a tutti :)

pere  evitare  , lo  so che  hio  fatto spam  ,  mi  chi se  ne frega  , ho  taggato  sulla mia  bacheca  e  sul post  di  michel  santoro    e quelli che  non sono riuscito  a  taggare  li  ho  contattati  in privato su  fb (   speriamo che lo leggano  perchè   se  non  si  è amici    o  non sia  ha  nessun contatto  comune   finisce  nello spam  )  che  chi fosse  interessato ad seguire  la  pagina  fb  e  il  blog  




















 argomenti simili  mi segua  qui  o  su  fb  

01/04/17

ma un algoritmo di fb sa riconoscere un nudo volgare da uno artistico o storico ? sembra di no visti i continui casi di cancellazione e poi ripristino



  secondo me no  peccato  non poter  fare la stessa domanda   a M.Zuckerbeg  in persona 

  leggi anche 



Facebook prima censura il nudo d’arte esposto alla mostra di Gorizia, poi si scusa
Ordinata la rimozione della grafica che sulla pagina Fb dei coorganizzatori illustrava l’evento alla Biblioteca Statale. Venerdì 31 marzo il dietrofront: scuse e ripristino della foto nell'album.di Margherita Reguitti, Lillo Montalto Monella

AGGIORNAMENTO
: Una chiamata dai responsabili della comunicazione di Facebook in Italia, nella mattina del 31 marzo, ha chiuso il caso della "censura" alla grafica giapponese in mostra a Gorizia con le scuse da parte dell'azienda di Menlo Park e il ripristino della foto.
Lo screenshot del messaggio Facebook...
L'opera d'arte che ha per soggetto un nudo femminile raffinato ed elegante, esposta alla Biblioteca statale isontina nella mostra "Segni e cromie: incontri. Esperienze grafiche contemporanee in Giappone e in Italia ", allestita in collaborazione con l'Associazione nazionale incisori contemporanei, ha infatti trovato di nuovo posto nell' album Facebook da cui era stata rimossa qualche giorno prima."La foto era stata rimossa per errore, ma ora è stata ripristinata. Il nostro team esamina milioni di segnalazioni ogni settimana, e a volte commettiamo degli sbagli, come in questo caso. Ci siamo scusati per l’inconveniente causato", ha scritto al Piccolo un portavoce di Facebook.L'immagine al centro della contesa. La censura era scattata per «la visualizzazione di immagini di nudo a tutela della comunità globale particolarmente sensibile a questo tipo di contenuti per via della loro cultura o età» (così si legge al link "standard comunità") su una grafica eseguita con tecnica alla maniera nera di cm 36x20.L'opera è di grande fascino. La morbida pelle della giovane donna emerge nella potenza della sua bellezza orientale in una visibilità piena e indiscutibile dallo sfondo scuro e opaco. Il gioco di ombre sul corpo cattura chi guarda. «Sono rimasto allibito», ha spiegato Luciano Rossetto, presidente dell'associazione coorganizzatrice della mostra (allestita prima di Gorizia in varie sedi in Giappone): «Avevo inserito su Fb la locandina e alcune immagini fra le più significative per bellezza e perizia esecutiva. Prima di inserire il nudo ero però andato a controllare i termini di pubblicazione e avevo trovato che vengono specificatamente autorizzate quelle di opere d'arte. Ciò mi aveva tranquillizzato».Il direttore: una reazione sciocca e spropositata. Il presidente dell'associazione: opera di bellezza significativa, sono allibito.
Il direttore: una reazione sciocca e...
 Foto: Bumbaca
Ma Facebook aveva imposto una procedura guidata, neppure tanto semplice, per la rimozione del contenuto non consono né rispettoso della morale della comunità globale. Forse i censori della rete non hanno trovato negli archivi il soggetto incriminato, trattandosi di opera contemporanea.Il 12 aprile Takeshi Katori sarà alla Galleria d'arte "Mario Di Iorio" con altri artisti giapponesi e italiani per il finissage dell'esposizione e certo si parlerà anche di rapporto fra arte e social, ma anche di dove situare il confine fra arte e pornografia. Intanto qui si può scaricare gratuitamente il catalogo della mostra e si possono apprezzare tutti i lavori; nudi femminili e maschili inclusi, senza censure.
Le controversie passate: dalla Sirenetta al Nettuno. Facebook non è nuovo a episodi di “censura” nei confronti di opere d’arte, siano esse dipinti del passato, monumenti o fotografie che hanno fatto la storia. Anzi, la lista si allunga di giorno in giorno. 
È capitato di recente alla statua del Nettuno di Bologna , ma anche all’iconica
Sirenetta di Copenaghen : immagine rimossa per via di «eccessiva nudità o connotazioni sessuali». Sotto la scure dell’algoritmo è caduto il dipinto “L’origine del Mondo” di Gustave Courbet (1866) ma anche la più famosa foto della guerra del Vietnam, quella della piccola Kim Phuc che correva terrorizzata (e nuda) dopo un attacco al napalm. Un episodio, quest’ultimo, che aveva spinto il più grande quotidiano norvegese, Aftenposten, ad inviare una lettera aperta a Mark Zuckerberg in cui la piattaforma veniva accusata, così facendo, di «promuovere la stupidità e non riuscire ad avvicinare tra di loro gli esseri umani».La causa, sposata allora dal primo ministro Erna Solberg, spinse la chief operating officer di Menlo Park, Sheryl Sandberg, a scusarsi: «Si tratta di decisioni difficili che non sempre indoviniamo. Anche quando gli standard sono molto chiari, analizzare milioni di post caso per caso ogni settimana è una sfida». Esistono siti come Online Censorship che permettono di segnalare simili casi di censura non solo su Facebook, ma anche su altri social network per un’analisi profonda del fenomeno e del suo impatto sull’umanità.  

Nudo d'arte, Facebook prima lo censura poi si scusaGorizia. Facebook ha rimosso un'opera d'arte che ha per soggetto un nudo femminile raffinato ed elegante, esposta alla Biblioteca statale isontina nella mostra "Segni e cromie: incontri. Esperienze grafiche contemporanee in Giappone e in Italia". Qui l'articolo che racconta tutta la vicenda

Episodio dopo episodio, le policy della piattaforma si sono nel frattempo evolute e ora consentono, almeno in teoria, la pubblicazione di “dipinti e sculture”. 
L'esperto: Facebook preferisce intervenire in via preventiva. Il problema, secondo Giovanni Boccia Artieri, presidente della Scuola di Scienze della comunicazione dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, è che «Facebook ha le sue linee guida dichiarate, ma preferisce rimuovere più immagini possibili in maniera preventiva, salvo poi analizzare i singoli casi successivamente, piuttosto che correre rischi». 
Il blocco avviene quando un’immagine viene segnalata da un utente oppure tramite algoritmo. «Da quello che so il team di moderatori - un esercito che Repubblica stima annoveri oltre 100mila persone in tutto il mondo (ndr) - agisce ex post. Non passa le giornate a girare su Facebook alla ricerca di immagini non consentite». Nel dubbio, dunque, si provvede alla rimozione e all’eventuale ripubblicazione della foto una volta verificata la segnalazione. Diverso è il caso dei gruppi Facebook che inneggiano a violenza o odio razziale. «Qui il confine molto sottile e ha a che fare con la libertà di espressione», conclude Boccia Artieri. «Talvolta chiuderne uno considerato “al limite” può essere visto come censura. Ma un seno nudo è sempre un seno nudo per l’algoritmo». 
La prima risposta di Facebook. Poco può fare il quartier generale milanese di Facebook, una sede con mere responsabilità di marketing e promozione del brand: interrogato in merito dal Piccolo nella serata del 30 marzo, non ha potuto fare altro che “girare” la segnalazione a chi di dovere. La mattina dopo, però, è arrivata la buona notizia: la foto verrà ripristinata, con tanto di scuse del colosso social alla "piccola" Biblioteca statale isontina. 


17/01/17

La misoginia diventa gruppo facebook: e la chiamavano parità e psicologici da salotti televisivi

ti potrebbe essere utile





analizziamo il  primo caso  e la prima parte del titolo 

Essi   --- come dice   l'amica   di blog  e  di facebook  Tina Galante    sulla  sua  bacheca  di facebook 


no condivise foto di ragazze di età che varia. E che potrebbero essere le loro madri, le loro sorelle, le loro figlie, le loro nipoti, le loro compagne. Foto rubate e che divengono fonte di indicibili ed orribili dichiarazioni. 


Infatti  [ per  il momento   solo verbale  e scritta  , ma  si  sa come spesso  accade   c'è il   forte  rischio  che si possa  passare  alle  vie  di  fatto    ] La violenza più perversa che diventa divertimento e modalità di incontro tra uomini che probabilmente non si conoscono ma che sono accomunati da un sentimento aggressivo e misogino e maschista da far rabbrividire. Cattiverie suggerite ed aggiudicate alle quali chi più ne ha più ne metta: come una gara a chi pensa ed esprime il più valido oltraggio alla Persona presa di mira. E fa paura, e fa rabbia.
E davanti a quelle spaventose conversazioni, vien da chiedersi dov'è il rispetto. Il rispetto, dov'è? E chi siete voi? Chi pensate di essere o chi volete sembrare quando inveite contro Volti e contro Corpi come se fosse l’atto più ovvio da compiere? E se fosse vostra sorella? Se fosse vostra madre o vostra figlia? Se fosse vostra nipote o la vostra compagna? Pensereste le stesse abominevoli cose? Le guardereste dall'alto del vostro sesso con la patologica presunzione di possederle e di utilizzarne ogni parte come se non fosse Persona? Suggerireste gli stessi trattamenti da riservare a Donne simili, molto simili alla Donna che vi ha messo al mondo?Anche i nomi che attribuite ai vostri gruppi sono impronunciabili, sono sporchi e sono volgari come lo sono le vostre intenzioni e le vostre mani e i vostri occhi. E mi chiedo se c’è qualcosa che vi emoziona, mi chiedo se vi fermate ogni tanto a guardare la luna, se correte mai contro il vento, se vi accade di sentirvi piccoli. Finiti. Umani. Semplicemente umani. Come lo sono le vostre vittime attraverso le quali cercate di elevarvi a chissà quale natura, a chissà quale realtà, a chissà quale possibilità.Come se la vita fosse di chi va distruggendola ad altre: a quelle altre che non hanno colpa e che devono essere libere di vestirsi come vogliono, di sorridere come vogliono senza rischiare di diventare vostri bersagli, vostre vittime e vostri tappeti su cui pulirsi bene le scarpe, prima di rientrare a casa e baciare la vostra madre, la vostra sorella, la vostra figlia, la vostra nipote, la vostra compagna.Gruppi facebook che tante Donne e numerose associazioni femminili [  e  non  ] stanno segnalando affinché si estinguano. Così come dovrebbe estinguersi tutto ciò che motiva, alimenta ed incoraggia atteggiamenti violenti ed oppressivi contro le Donne, contro la Donna.E la chiamavano parità. Ma non sarà parità fin quando una Donna non sarà libera di sorridere davanti ad una macchina fotografica senza essere definita nei modi peggiori e senza rischiare di subire e di soffrire quello di cui l’uomo è capace. E che crede gli spetta di diritto in quanto uomo, dimenticando di essere padre, fratello, figlio, nipote, compagno. Dimenticando di essere umano. Prima di tutto, umano.
  da http://www.ultimavoce.it/la-misoginia-diventa-gruppo-facebook-e-la-chiamavano/  eccetto le frasi in corsivo tra parentesi quadra  che  sono mie
In un commento  "non firmato"  all'articolo  questa vicenda mi ha colpito molto, voglio postare anche qui un commento che ho già postato ovunque si parlasse di questa storia.

se fossero ragazze a fare cose del genere non ci sarebbe alcuna sollevazione maschile, forse molti si sentirebbero onorati nel sapere che le ragazze pensano a loro mentre si masturbano, ma forse non sarebbero onorati nell’essere offesi e umiliati, ecco è questo che mi disgusta: non il fatto che questi si masturbino sulle loro conoscenti, la masturbazione è cosa normale (ma rubare immagini all’interessata, immagini che non erano per i tuoi occhi è infame, è violazione della privacy) ma l’umiliare, perchè “umiliamole”? Perchè le minacce di stupro? perchè disprezzi una bella ragazza che legittimamente ti suscita desiderio? Perchè preferisce sessualmente altri e non te? Solo questo? Allora sei uno sfigato, sei un perdente, sei tu da disprezzare non perchè “non scopi” o “non hai fortuna con le donne” ma perchè non accetti il fatto che una donna possa legittimamente desiderare sentimentalmente e sessualmente altri e non te.
Io sono maschio, sono eterosessuale, adoro il sesso, mi piacciono le belle ragazze, mi masturbo (ma non penso tanto alle mie conoscenti bensì alle scene di sesso in film e telefilm), e proprio perchè adoro il sesso detesto queste cose, questa non è lussuria, la lussuria è qualcosa di bello quando è consensuale , ricevere lo sperma, il sudore, gli umori della persona amata durante la passione sessuale è una cosa bella; qui non c’è nulla di bello, qui non c’è lussuria qui c’è solo volontà di umiliare le donne solo perchè non accetti i tuoi desideri sessuali e non sopporti che una ragazza ti dica no per un qualsiasi motivo


al secondo caso  quello  degli  psichiatri  \  psicologi   accademici    che   non hanno  il   contatto  con la realtà  e  sono  come   questi di questa  famosissima  ( talmente famosa  e  nota  che  mi vergogno   di  dire  qual'è ,  e \o  din mettere  il video    a  voi l'onore  di  riconoscerla  )  canzone  
( ....)
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete,
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate ! (..... )
Ma riporto questa  versione  alternativa  altrettanto valida


davanti  a  gente  che  fa   solo  da    scaricabarile     e parla  generalizzando  e  facendo  di   tutt'un  erba  un fascio  


i d'altro, perché dei giovani, di come vivono, di cosa vivono non ce ne importa nulla. Provate a trascorrere una mattina in un istituto tecnico e vedrete com'è l'inferno, passate una notte di sabato e contate i minorenni ubriachi, provate a vedere cosa c'è in un pomeriggio qualsiasi per un adolescente, nulla: genitori che lavorano e non pensano ad altro, il loro tempo connesso con chissà chi, nemmeno un prete per passeggiar… sono 25 anni che lo dico e lo scrivo, ma la gente è capace solo di scandalizzarsi per mezz'ora e poi torna nel proprio buco nero. troppo complicato assumersi una responsabilità, vero?

menomale c'è chi  gli  risponde    come si  dive
dal corriere  della sera  del  17\1\2017


LA LETTERA

«Non siamo tutti narcisi
Tanti ragazzi ci mettono
la voglia e il sudore»
Andrea, 20 anni, replica all’intervento di Antonio Polito: «C’è chi studia, lavora e aiuta in famiglia. Una gioventù che si è inventata nuove occupazioni; grazie a Internet, grazie alle start-up, grazie alla voglia di fare e alla fantasia»

di Andrea Chimenti


L’articolo di Antonio Polito
.


Buongiorno,
sono Andrea Chimenti, studente dell’università di Firenze e figlio di questa cultura narcisista come l’ha definita lei. Sarà l’ultima volta che estrapolo un concetto dal contesto del suo articolo; odio quando viene fatto da giornalisti e politici, sarei incoerente a farlo anch’io. Per questo vorrei focalizzarmi con lei sul totale. Mi dispiace ma lei di questa società moderna, di questi giovani, di questi ragazzi del nuovo millennio ha analizzato soltanto quello che risalta di più, e quello che risalta di più, in televisione, sui giornali e molto spesso sui media «tradizionali» è quello che ha descritto lei. Si è perso più di metà del mondo dei giovani italiani. Si è perso chi studia, chi lavora, chi aiuta in famiglia. Si è perso tutte quelle storie che non fanno numeri in televisione e sui giornali. Si è perso tutta quella gioventù che non trovando più le possibilità e i lavori che facevano i padri, si è inventata nuove occupazioni; grazie a Internet, grazie alle start-up, grazie alla voglia di fare e alla fantasia. Youtubers innovativi, sviluppatori di app, giovani agricoltori e giovani imprenditori nati grazie ai fondi Ue, ragazzi che affrontano studi innovativi, tutte queste persone, uomini e donne, sono dimenticate dai suoi discorsi.
Quello che le voglio dire è che il mondo narcisista che ha analizzato lei è solo una parte, e nemmeno così vasta, che ha creato questo mondo. Questo mondo ha creato anche molti che del narcisismo se ne fregano, e se ne fregano perché cresciuti da genitori capaci di fare i genitori, insegnanti che fanno gli insegnanti; e non da genitori che si permettono di fare gli insegnanti. Fare il genitore di un ragazzo di questo millennio è più difficile, perché come ha scritto lei il benessere si è abbassato, ma anche perché il mondo si evolve velocemente, il linguaggio, i media, la tecnologia. Infine, però, i principi sono gli stessi e se un genitore è capace di farli vedere e di trasmetterli, non importa del linguaggio, della tecnologia e di tutto il resto.
Si ricordi di vedere anche chi non viene mai raccontato e prenda le loro storie così da poter far vedere a quelli che ha descritto lei che in questo mondo l’unica cosa che conta è la voglia e il sudore, soprattutto il secondo. Non mi è piaciuto il suo articolo, troppo negativismo e nessuna propensione verso una soluzione o un riferimento da seguire. Un consiglio spassionato da un ragazzo di vent’anni: giornalisti e media in generale, raccontateci storie da cui poter imparare, raccontateci anche quello che secondo voi non va ma dateci sempre la parte positiva. Cercatela, c’ è sempre.



















29/09/16

buon viaggio ovunque tu sia cara Franca Corradini ci rivedremo prima o poi . che laterra ti sia lieve guerriera


in sottofondo  Cover di "Another day in paradise" (Phil Collins)  eseguita  da TonyTroja
qui il video

oggi tornando dal lavoro e dalla mia passeggiata settimanale leggo sul mio  fb  questa news Sono sconvolto per la perdita prematura di una mia amica virtuale conosciuta al tempo del blog di splinder.



Franca Corradini
4 h ·






Buonasera a tutti gli amici di Franca, sono il figlio Daniele Colangelo.
Annuncio la prematura scomparsa della mamma avvenuta questo pomeriggio all'ospedale di Arezzo.... per chi volesse dargli un ultimo saluto ci può trovare alla camera ardente dell'ospedale di Arezzo.
Grazie mille a tutti quanti.






Una donna in gamba, combattiva, guerriera, con la quale ho condiviso molte battaglie. Non so dove sia, ma spero si trovi benissimo e per cercare conforto lo trovo nella musica e fra le varie canzoni










Una delle più belle dei Modena City Ramblers










Canzone per un'amica (nota anche come In morte di S.F.) è una canzone di Francesco Guccini, scritta nel 1967 e pubblicata nello stesso anno all'interno del suo primo album, Folk beat n. 1.
È famosa per essere stata da sempre la canzone di apertura di ogni suo concerto. da https://it.wikipedia.org/wiki/Canzone_per_un'amica




Non so quale delle due scegliere perché entrambe descrivono il mio stato d'animo ogni volta che apprendo queste news




la prima  perché 

Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire,
spendere tutti i tuoi giorni passati se così presto hai dovuto partire,
se presto hai dovuto partire...
Voglio però ricordarti com'eri, pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora mi ascolti e che come allora sorridi e che come allora sorridi...



La seconda  perché   la  morte  come  la vita  è un viaggio  infatti 


Buon viaggio hermano querido
e buon cammino ovunque tu vada
forse un giorno potremo incontrarci
di nuovo lungo la strada. 


Quindi buon viaggio amica virtuale e non solo ovunque tu sia

































































27/09/16

non credevo di ... ( con la collaborazione di Tina galante )

il post  d'oggi   è frutto di  una collaborazione  facebookiana   con  l'amica  Tina  galante  ( alias  tisbe )

Non avrei mai pensato di dover vivere in un momento storico in cui si ergono muri e si installa filo spinato.
Non avrei mai immaginato che ad una chiusura delle famiglie nelle proprie case, abbandonando le piazze e i luoghi deputati agli incontri, sarebbe corrisposta un'altrettanta chiusura delle nazioni.
Non avrei mai immaginato di vedere tutti quelli che avevano esultato e brindato per la caduta del muro di Berlino essere favorevoli ai nuovi muri e spendere parole che pesano come macigni sul dorso della storia.

Ed  ecco la mia  parte  .....  e  segnano  un ritorno al passato  ( leggi     ideologie  del  secolo scorso  . guerra  fredda )  da  cui sembra   ci fossimo liberati lasciandocele alle  spalle   dopo  sofferenze  e sensi di colpa  .

10/08/16

POLEMICHE SULLE ARCIERE ITALIANE A RIO 2016 SESSIMO - MASCHILISMO O BATTUTE PESSIME SULLA DIVERSITA' FISICA ?

Leggendo sulla mia bacheca fb il post   dell'amica 

CHE POI VI OSTINATE A RIPETERE CHE QUESTO NON è UN PAESE MASCHILISTA E SESSISTA

Pubblichiamo di seguito la lettera del Presidente FITARCO Mario Scarzella indirizzata al Direttore de Il Resto del Carlino




  credevo  rispondendo   al post

  spiegami cara tina   dove sarebbe il maschilismo o sessismo . è solo un titolo idiota ed offensivo verso coloro che hanno problemi di salute
Infatti  tale  giudizio  è  stato   dato  senza  tenere  conto che :  <<  ...  credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. >>  (   da  https://www.youtube.com/watch?v=yHjygI_1gR0  ) .
Ecco  una interessante  discussione 



Daniela Tuscano Il sessismo consiste nel fatto che mai degli atleti maschi sarebbero stati valutati per l'aspetto fisico (che non c'entra niente, si tratta di atlete non di modelle) mentre le donne sono sempre e solo viste come corpi. Ecco in che cosa consiste. Chissà come poi era fisicamente l'autore dell'articolo (un cesso, scommetto). http://www.quotidiano.net/speciali/olimpiadi/le-nostre-scuse-alle-ragazze-dell-arco-1.2415389Comunque il fesso si è scusato. Imparino a scrivere. Non bisogna più sopportare un silenzio.



Daniele Jommi dove sarebbe "il paese maschilista e sessista"?
i "giornalisti" o i "titolisti" del Resto del Carlino, NON mi rappresentano! Perché generalizzare a tutto il Paese la magrezza intellettuale di quelli?

Daniele Jommi no no Tina, non ci siamo.
Attribuisci il comportamento di un giornalista a TUTTI gli italiani. Non mi sta bene.
Se c'è un giornalista sessista, non puoi dire che lo sia anche io.

Antonio Bocco Cmq fecero un titolo del genere anche Quattro anni fa, sul aspetto fisico del arciere italiano ,purtroppo nn ricordo il nome, probabilmente si ritengono spiritosi 😕
Tina Galante ok, ci sto, ma questo vale per tutto: non si generalizza MAI!
Giuseppe Scano

Scrivi una risposta...
Tommaso Scano Non avete capito che è stato fatto apposta per farsi pubblicità, adesso si è parlato del giornalista e del quotidiano, poi lui furbescamente si è scusato.
Daniele Jommi ....ora però sembra che abbia perso l'incarico.
Giuseppe Scano

Scrivi una risposta...
Daniele Jommi Regola del contrappasso:
licenziato per la leggerezza di non aver "saputo pesare" le parole!




io mi  schiero    sia     con   quanto afferma  u altra mia amica    sula  sua  bacheca 
Perde il posto (non lo stipendio) il direttore di Qs dopo l'ignobile titolo sulle "cicciottelle" e io sento una pletora di "addirittura, dai, era vezzoso". No. È una scelta giusta. E non perché quel titolo fosse irrispettoso, maschilista, e zeppo di tutto quel body shaming che ormai abbiamo interiorizzato, o peggio perché qualche cicciottella permalosa come la sottoscritta avrebbe potuto offendersi. Non solo almeno. Quel titolo è, professionalmente, sbagliatissimo. Un diretto...re di un quotidiano - e non di una rivista da parrucchieri - non si può e non si deve permettere, sul giornale, un titolo che non userebbe neanche sui social. Nemmeno se fosse stato "la rivincita delle cicciottelle" o qualcosa di variamente lusinghiero (?) di questo genere. Tra l'altro neanche minimamente pertinente col tema dell'articolo. Occupi una posizione di responsabilità, non puoi permetterti di trattare un atleta olimpico come un tuo amichetto, neanche se lo fosse e indipendentemente dalla possibilità di offendere. Anche un titolo incontestabilmente vezzoso sarebbe sbagliato. E non mi importa se ormai "si fa". A un titolista (e al suo direttore) si chiede di essere arguto, salace, ficcante o anche solo "cronachistico" (cit. Il suddetto ex direttore). Se sei greve lavori male. E un cattivo lavoratore in meno, in un settore già maltrattato da orde di pennivendoli, è una buona notizia. Il giornalismo si fa bene, altrimenti, per me sarà sempre meglio se non si fa.

   sia    da  questo    articolo

PESO FORMA E PREGIUDIZI  di ANDREA SARUBBI  da  la  nuova  Sardegna   del  10\8\2016

https://www.instagram.com/p/BI48anPB6dE/
Con i suoi 98 kg in un metro e 70 di altezza, l’angolana Teresa Almeida, portiere della Nazionale di pallamano, si è autodefinita «la portabandiera dei grassi a Rio». Ha poi aggiunto che si metterà a dieta per il matrimonio, ma per i Giochi va bene così: finché i risultati le danno ragione, e i medici non vedono rischi, la questione è solo estetica  e dunque soggettiva.
Se il tiro con l’arco non richiede un peso forma particolare, ma chiami cicciottelle le atlete della Nazionale, non fai giornalismo sportivo ma gossip: così come quando la tv, anziché mostrare un replay del colpo di beach volley, inquadra il sedere delle giocatrici in bikini o stringe sul sudore che cola nel décolleté. Pochi giorni fa era cicciottello Higuain, arrivato sovrappeso in ritiro con la Juve, e l’opinione pubblica era dalla parte del martello; ora che cicciottelle è riferito a tre ragazze, sono tutti con l’incudine e il direttore di QS viene rimosso. Vero è che un calciatore deve correre, quindi l’ironia su Higuain è meno gratuita, ma dietro c’è anche una questione di genere: quando i nostri
arcieri vinsero a Londra, infatti, la definizione di “Robin Hood con la pancetta” non urtò nessuno. Abbiamo contribuito  all’ostentazione del corpo della donna in ogni modo e in ogni luogo, abbiamo fissato canoni di bellezza da Barbie anoressiche, poi abbiamo inventato il politically correct perché ci sentivamo in colpa.

Quindi  un po'    di sessismo c'è  ma  è il più subdolo e  più   implicito  e difficile    ,  rispetto  ad  altri   da  individuare  al  primo impatto vedere la  mia risposta  dubbiosa  all'inizio  del  post 





Archivio blog

Si è verificato un errore nel gadget