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08/07/11

Un amricano , un Islandse , un sardo di francesco Sedda

da Centru d'Attivitai "Faber" ProgReS Progetu Repùblica ( ex Irs ) - Tempiu e Gaddura di Punentun articolo intressante di Franciscu Sedda
"Il commento" Sardegna Quotidiano 6 Luglio 2011

www.sardegnaquotidiano.it

Ci sono un americano, un islandese e un sardo... L'americano si chiama Barack Obama ed è “l'uomo più potente del mondo”. Ha vinto le elezioni parlando di speranza e cambiamento sospinto da un entusiasmo popolare senza precedenti. Tuttavia davanti al crollo delle banche private che avevano allegramente giocato con i soldi degli americani ben poco ha potuto fare, se non salvarle utilizzando i soldi di quei contribuenti che dalle banche erano stati fregati.
Il secondo è uno qualunque dei 309mila abitanti della Repubblica d'Islanda. Sulla piccola isola del nord Europa le persone si sono sollevate tutte insieme, pacificamente, per dire che non l'avrebbero lasciata vinta a banchieri e governanti che dopo averne combinate di cotte e di crude volevano far pagare la crisi alla gente. Armati di mestoli e di casseruole si sono radunati davanti al loro parlamento fino a quando i banchieri corrotti sono scappati o son stati arrestati, il governo è cambiato ed ha accolto sia il mutamento di cifre, tassi e tempi con cui rifondere il debito, sia la scelta di riscrivere la Costituzione elevando a costituenti solo gente comune.
Il sardo è chiunque di noi. Generalmente un buon risparmiatore che ha tuttavia difficoltà a ottenere soldi dalle banche per un mutuo o per avviare un'impresa; paga il denaro più caro di chiunque altro nello Stato italiano; si ritrova in una terra in cui tutte le grandi banche sarde, e con esse i nostri soldi, sono state svendute a gruppi esterni mentre lo sviluppo di un nostro sistema di credito cooperativo veniva stroncato. Il tutto con il benestare della “nostra” politica e la nostra complice distrazione.
Cosa ci insegna questa storia che inizia come una barzelletta ma che provoca al massimo un sorriso amaro?
Primo. Un uomo solo al comando, anche il più carismatico e potente del mondo, a volte può poco o nulla mentre una collettività che con civiltà, consapevolezza e determinazione si solleva insieme per affermare giustizia e diritti può arrivare a mutare la propria storia.
Secondo. Non è detto che per combattere i poteri forti della globalizzazione si debba per forza essere uno Stato con centinaia di milioni di abitanti ed eserciti sterminati. Una piccola Repubblica su una piccola isola, in cui democrazia, senso civico e conoscenza sono patrimonio comune può ottenere ciò che sfugge a una superpotenza. Paradossi del mondo glocale.
Terzo. Noi sardi abbiamo molto su cui riflettere. E ancor di più da imparare e fare.

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Infatti  aggiungo  in sardegna   si sta  diffondendo  la  cosidetta mafia  bianca ( appalti , aste  giudiziarie , usura ,ecc )  che  ricicla  i  soldi  . .  com testimonia il libro 





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