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08/07/16

la condivisione ai tempi di fb e dei social puo essere equivocata e mal interpretata

Ormai  dovrebbero saperlo anche i muri   che  in tempo di social       condivisione  non  vuole  dire  per  forza  che  tu  accetti o sia  d'accordo   su quella  cosa  o meno   .  Esistono     due  tipi di  condivione    quella  CRITICA     cioè quando  si    condivide   con una introduzione ma   anche  non  una  cosa   che contesti o su  cui non sei d'accordo per  contenstarla  o propporre   su d'essa un  dibattito  \  discussione  )  queola  ACRITICA  \  PASSIVA   tanto  per  farla   cioè    perchè  se 
d'acordo   e pensi  che gli altri\e  siano del tuo  stesso parere o quanto meno  vicino  ad esso  .
 Ora  Certe persone, che non distinguono la differenza  tra le due   codivisoni  : La  prima  i cui condividi cose    contrarie   al tupo modo di  pensaee   per poter smerdare / contestare mettere sull'avviso che sono idiozie xenofobe populiste come nel caso  successomi recentemente  sulla mia pagian di  fb  in  cui  commentavo  la disinformazione    sulla   fatto di Fermo   riportando    con un introduzione   critica   l'articolo  mi pare del il  giornale  ripreso   in maniera  distorta  dal sito   fogna  \  bufalistico   http://www.riscattonazionale.it/  . E   La seconda   . Ciò mi ha  portato  alla  considertazione   che   certa   gente , specie     quella  che   ti rimuove   senza    contestarti la  cosa   e   senza darti  diritto di replica   per  poterglierlo spiegare   ė meglio a volte perderla che trovarla

28/05/16

come viaggiare senza abusare del cellulare , tablet ,ecc



In un  mondo  sempre  più  dipendente  , da  cui nessun    sottoscritto compreso  ed  immune ,    dalle tecnologie   in particolare  Tablet  e cellulari    ecco come  sono riuscito a non usare  in internet  ed  il cellulare  ed  a farmi spennare  visto che  sulle navi   sia  la connessione  con wifi  che senza  era  a pagamento .
Oltre  a farmi  i  conti  su  quanto avrei speso oltre la  mia  offerta   internet   ho usato   i vecchi metodi pre  rivoluzione digitale    che  valgono oltre   che    durante  un  viaggio in nave  ( mio  caso )  anche  con altri mezzi pubblici  .
Se il viaggio è di notte consiglio di dormire, se hai la cabina è meglio ! se la  nave  parte   prima delle  22   si può prima di prendere  sonno  1) leggere , se  qualcuno\a   di voi  legge  ancora, in ebook  oin cartaceo   un  buon ( ovviamente il concetto di  buono  come di  brutto  è  soggettivo  ) magari un libro  sulla  cultura   e  i luoghi itinerari della  sardegna  se   vieni  dalla pensisola  o    o su   quella  zona    se fai il per corso inverso  .    2)   sdraiarsi in cabina  o  in poltrona  ed  iniziare  a fantasticare   e a pensare  sul futuro  o  cosa  avreste fatto  in un altra  vita  ,  insomma  le  seghe mentali a volte  aiutano  . 3)  nelle sere  di  primavera  \estate  vai un pò fuori a guardare il mare che rimane sempre lo spettacolo più bello ! e  facilità  la  fantasia  ed  i viaggi mentali  .4) oppure   per  chi vuole esercitare la mente  , ottimo per prevenire  l'Alzheimer ed  invecchiamento precoce   del cervello   cruciverba, gioca a carte ( possibilmente  quelle vere   non  quelle  su pc   )  anche facendo  solitari  .  5)   guardare  si  è, amanti  del  trash  e  cronaca nera  in quanto i  canali della  nave  sono generalmente posizionati   su tali  trasmissioni  o meno che tu  in abbia le palle il coraggio   di  alzarti  e cambiare  canale   attirandoti l'ira  delle vecchiette   e  degli habitué di  sifatti programmi  puoi  guardare la  tv  .
C'è da aggiungere che la noia durante il viaggio è una cosa che accomuna tutti i passeggeri, quindi troverai tutti ben propensi a scambiare quattro chiacchierare!!!


15/03/15

non sempre le cose sono quel che sembrano . la prima impressione non sempre è quella giusta

Non sempre si ha ragione e le cose sono cosi come sembrano . E' cio' che mi è successo tempo fa interpretando faziosamente questo video http://goo.gl/mIVZXY . . Con il senno di poi e riascoltandolo in un moment di silenzio , mi son accorto d'essere nel torto . Grazie a ****** ... i protagonisti dela discussione   per l'invito a riascoltarlo e la pazienza per la mia testardaggine nelle discussioni d'esse scaturite causa sia il mio ascoltare frettolosamente ed per partito preso ma soprattutto il mio umorismo ed ironia che non sempre viene capita vedere qui la  discussione 

15/05/13

il cliente è sempre un cliente ma... non sempre ha ragione

il titolo ed il post  d'oggi    sono ispirati ad  una discussione  avuta (  chi  ha  facebook  in quanto i miei post  sono visibili e commentabili  anche  da  tutti\e     quelli  che non sono fra i miei utenti ,può come i miei utenti saltare  tale  discussione e passare  ala 2  parte  del post  ) avuta  su facebook


  
Il cliente  ha ragione  (  lista   ripresa  con aggiunte  in base  alla mia esperienza personale  dal sito   citato sopra  )  



Se non ci fa perdere tempo 
se  è ( o quasi )  puntuale 
Se non ha pretese assurde
Se ha rispetto per il nostro lavoro
se non ci considera suoi servi
Se ha la nostra stessa pazienza
Se ha la nostra stessa cortesia
Se non chiede ( insistentemente  ) sconti
 sopratutto se. . . PAGA possibilmente   IN CONTANTI O  E' PUNTUALE  NEI PAGAMENTI  .


  Le   analizzo punto per  punto   aggiungendovi la mia esperienza personale  

 1-2 ) 
Quando vai in un negozio   : cerchi possibilmwente  di  non arrivare   quando sta  chiudendo   o  se  ti capita   scegli  in fretta  o  se devi fareti  fare  un qualcosa  (  nel  caso della mia attività una confenzione i  un mazzo di  fiori  )   dici orientativamente  il prezzo che  vuoi  spendere  e  i  commessi    non vedendo l'ora  di  finire  saranno più  contenti nell'accomntentarti  . Evitaperò che  qusto  si ripetà tutte le volte  . 
3) se una cosa  è troppo costosa per  le  tue tasche  o non la compri  oppure  la  compri  se  è necessaria   , ma poi non ci ritorni più , ma   non è  che ti metti a  fare  storie  come   è sucesso   ad  un cliente  del mio negozio 
http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.it/2012/03/pazienza-questa-mia-sconosciuta-figure.html
4)  nel senso che pendono le cose   senza  che  nessuno gli abbia detto  di farlo ( come nel mio caso ) oo perchè ne  hano preso  troppe  , capita --- è capitato anche  una vota    andando a fare la spesa   ---- poi che  i sold non ti bastino     e poi  non le rimetti al suo posto  ma dove  capita *
5-6)   esempio successomi da poco  . Delle clienti  avevano  preso   diverse piante  in più  serre    anzichè scendere in macchina  per  caricarsele   sia  prima di prenderne altre  ,( o magarti  dopo   )  hanno preteso  con la scusa che  : <<  che poi  viene  male  a contarle  ( nonostantre  avessi  il block notes  e d  una penna )  per  fare il conto  e  che  biosognava   caricarle  duie   volte  >>  di  portarglierle  con la  carriola  . Non le  ho  mandate  a  .....  perchè   era più grandi  me   ( otevano avere l'età dei miei   genitori  )  , perchè non m'abbasso al loro  livello  e  non voglio sembrare  caffone   anche  se  volte  certa  gentge  se  lo merita  . Ma  soprattutto  perchè  , come  ho già detto  , alll'inizio del ost  , c'è crisi , ed  ogno  cliente  è prezioso 
 Gli altri due   sono talmente lamapanti   che non vole la pena  spiegarli \  commentarli  .  Posso solo  dire  è  da  caffoni  : 1)   chiiedere lo sconto  specie   se acquisti poco e niente   o  quando  certe  cose  sono o già scontante  o  a  prezzi bassi  . 2)  idem  ritardare  nei pagamenti  .

Un fatto non citato   sia  nella "  regole   da me  riportate  all'inizio post  , almeno  io non ho trovato  niente  , nei vari  articoli posst  , ecc . sul rapporto  fra negoziante  \  commesso   è  quello   del cellulare  . Mi spiego meglio  . In negozio   al volte  capita   che  certe persone  entrano  o che  chiamano  o ricevono  chiamate  ( ok può capitare , ma un conto  è  dire    ti richiakmo  o chiudere la chiamata  )  invece  :  anziché   come  si dovrebbe  fare   non lo    si spegne o  si mette  silenzio \  vibrazione   .E  si entra parlando  al cellulare. ed  indicando  a   gesti  alle commesse   quello che  vuoi o  non  vuoi  o  quanto costa  . E  poi quando  essa  ti prepara quello che ha  chiesto continuare  a parlare   ed  uscire sempre parlando  , senza  neppure  salutare  . Ed  è  per  questo che   non biasimo questa  iniziativa   di quattro ani fa  : 
 da  http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/  del  19 ottobre 2009(ultima modifica: 20 ottobre 2009)

PIAZZA SANTA MARIA NOVELLA
Entri nel negozio e parli al cellulare?
E il tabaccaio non ti serve più
Nelle tabaccherie di piazza Santa Maria Novella e piazza Ottaviani, dietro al banco della cassa c’è un cartello con una scritta insolita: «Non serviamo persone al cellulare»


FIRENZE 

Bando alla maleducazione, a quelli che entrano nei negozi e neanche ti guardano, a chi ti chiede di essere servito e parla al cellulare. Da qualche settimana, nelle tabaccherie di piazza Santa Maria Novella e piazza Ottaviani nel centro di Firenze, dietro al banco della cassa c’è un cartello con una scritta «SIAMO STANCHI DELLA MALEDUCAZIONE» - «Lo abbiamo fatto - spiega la commessa della tabaccheria di Santa Maria Novella - perchè siamo stanchi della maleducazione di certi clienti che vogliono essere serviti mentre parlano e a volte litigano al cellulare. È una forma di mancanza di rispetto che non sopportiamo». Insieme alla lotta alla maleducazione, al degrado e alla crisi col fai-da-te, una curiosità arriva sempre da un locale del centro di Firenze.  insolita: «Non serviamo persone al cellulare».( ..... )  


   con questo  è tutto  

27/07/12

imparare a memoria si o no ?



chi lo ha detto che i giornali gratuiti , specie quelli delle catene di supermercati (acqua & sapone , siano spazzatura o giornalacci da quattro soldi come li definisce il mio vecchio .... ehm ... mio padre ? ecco un articolo interessante , dal  n di luglio 2012  di io acqua e sapone  ( che spero crei commenti e discussioni non solo sulla mia bacheca di facebook ) mensile ha anche un sito online www.ioacquaesapone.it







“Spesso il male di vivere ho incontrato: era il rivo strozzato che gorgoglia, era l'incartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato”. Il maestro Eugenio Montale da lassù mi scuserà se non rispetto la punteggiatura e gli a capo, se tronco una parte del suo “Male di vivere”. Ma con le poesie imparate a memoria è così: la memoria è solo tua, quel che ci metti dentro lo rubi e, come in certe antiche tradizioni legali, l’uso di anni lo fa diventar tuo. Confesso, questo del poeta delle Cinque Terre è una dei pochi stralci di poesia che mi sia rimasto incollato alla mente, uno dei pochi ricordi scolastici non sovrascritto da altri ricordi. Ripescarlo in uno scaffale dei ricordi, che riesce a restare miracolosamente al riparo dalle ingiurie del tempo, è un piacere vago ma deciso, come quando assaggi una pietanza che da anni non ti ricapitava sul palato e immediatamente ti senti riportare indietro a un passato indefinito, perché spesso è difficile associare un sapore a un momento preciso della vita. Certi gusti hanno un generico sapore di infanzia e tanto basta a spiegare perché siano così piacevoli.

è per questo che ho sempre pensato che i miei figli dovrebbero imparare poesie, filastrocche e canzoni a scuola. è una pratica che ha avuto una fortuna ondivaga nella nostra didattica. Per i nostri genitori era assolutamente normale mandare a memoria intere pagine. Già per la mia generazione era meno comune. Poi ci sono stati varie fasi di revival e altre di rifiuto. Nelle scorse settimane un politico inglese, il segretario all’istruzione Michael Gove, ha risollevato il tema, annunciando che la pratica di imparare poesie sarebbe stata rilanciata nella scuola pubblica elementare. Lo ha riportato il sito di un quotidiano inglese, il Guardian, e l’articolo ha registrato centinaia di commenti, con qualche entusiasta e centinaia di contrari, alcuni dei quali hanno “postato” commenti vicini all’ingiuria. Il sondaggio lanciato dal sito ha riportato una netta maggioranza di contrari: 58% a 42 contro l’imparare a memoria.
Perché tante reazioni violente? Sono figlie della visione iperprotettiva che nutriamo verso i nostri figli. “Costringerli” a imparare a memoria ci appare come una violenza inaccettabile, come se le teste dei nostri figli potessero essere “violate”, ficcandoci dentro a forza delle parole. “E se non ci riescono?”, ci chiediamo noi mamme terrorizzate dal fatto che i nostri pargoli possano sperimentare un qualunque fallimento o addirittura una difficoltà che possa turbarli.
C’è da dire che negli ultimi anni lo spazio della didattica è stato molto influenzato dalle neuroscienze, per cui una parte dei metodi di insegnamento sono figli di studi scientifici tesi a ottimizzare l’apprendimento, come se fosse una ginnastica per tonificare al meglio i muscoli in vista della prova costume: bisogna pompare e lucidare i neuroni, prepararli alla competizione e, siccome è una cosa faticosa, bisogna farlo con metodi efficaci e veloci. Un tipo di studio che mi ricorda il fiorire di diete che promettono di dimagrire senza sforzo.
Francamente penso che una filastrocca, una canzone o una poesia non possano essere paragonati ai chili di troppo. Mi ha colpito molto uno dei (pochi) commenti positivi lasciati dai lettori sul sito del Guardian: chi l’ha scritto ha “recitato” sulla tastiera del computer una poesia di William Blake imparata nella notte dei tempi della scuola e poi ha commentato: “L’ho imparata tra i banchi. Ed è rimasta con me tutta la vita”. Davvero bisogna chiedere a uno scienziato se è giusto imparare a memoria il testo di “Yellow submarine” o “Il cielo in una stanza”? Forse, se gli insegnanti riescono a fare in modo che i nostri figli imparino un testo per il piacere di farlo, tutto il dibattito svanirà tra una rima e l’altra. “Bene non seppi, fuori del prodigio che schiude la divina Indifferenza: era la statua nella sonnolenza del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato”. Grazie, maestro Montale.



L’atto dell’imparare a memoria riprende l’antica attività degli aedi o di tutti  quei popoli che  preferivano  l'oralità  alla scrittura  che vivevano recitando a memoria di posto in posto dei versi. La memoria va allenata, costantemente. E’ certo però che quando alle scuole elementari mi dicevano di imparare a memoria una poesia, non lo facevo con molta voglia, soprattutto perchè si trattava di imparare a memoria per poi ripetere come una macchinetta… e  se  l'ho fatto non ricordo più  quello che  fu costretto  ad  imparare  mentre   ricordo ancora  anche se  non  completamente    cose  che  ho scelto io   d'imparare  a memoria  proprio  come   questo commento   alla domanda  posta   da questa discussione  di http://letteraturalatina.wordpress.com/2008/04/07/e-giusto-o-no-imparare-a-memoria/

Maria Grazia scrive:
La risposta non è sicuramente semplice ma, credo, che ci siano cose che ti avvantaggiano se le sai “a memoria” ed altre che risultano una tortura inutile.
Esempi:
1) quando facevo il ginnasio, la mia prof ci fece imparare a memoria un innumerevole numero di pagine di paradigmi di verbi irregolari. La fatica non fu indifferente però questo mi permetteva di comprendere il significato generale di un brano di latino senza vocabolario nonché di intuire il significato di parole italiane che non conoscevo dalla loro radice;
2) sempre nel periodo dell’adolescenza, imparavo (senza che nessuno mi costringesse a farlo :-) ) a memoria delle poesie degli autori che mi piacevano di più perché così potevo “rileggerle” ovunque volessi;
3) all’università (ed è così ancora adesso) ho sempre avuto enormi difficoltà a imparare “a macchinetta” le cose che alcuni prof volevano sentire soprattutto se erano (per me ;-) ) senza significato o, peggio, insulse. Le rare volte in cui ho dovuto subire questa tortura la mia mente si è subito vendicata cancellando tutto nel giro di una settimana!
Il tutto :-) per concludere che, per me, c’è differenza tra imparare a memoria e imparare a macchinetta ;-) . 


voi che ne pensate  , avete esperienza positive o negative  ?.

27/09/07

questo non è vero islam

facendo un giuro  in rete su www.dissacration.com/

niziamo oggi un nuovo genere di rubriche. Parleremo di personaggi storici, sportivi, ma anche di eventi, di oggetti, di programmi televisivi, di stranezze, di tutto insomma. Attendo consigli e insulti tra i commenti.
A cadenza settimanale vedrete gli altri “crudeli” del mondo, quindi iscrivetevi al feed (a destra) e alla mailing list (in basso a destra), per non perdervene neanche uno!

Prima di iniziare questa rubrica vorrei specificare alcune cose:
-questa è solo la prima puntata, ma, come potete intuire dal #1, ne seguiranno delle altre.
-#1 non vuol dire che Ayatollah Khomeini sia stato l’uomo più crudele della storia, ma solo che è il primo ad essere approfondito.



khomeini





Ayatollah Khomeini è stato il capo religioso in Iran dal 1979 al 1989. Egli implementò la Sharia, la legge religiosa islamica, con le regole di abbigliamento sia maschili che femminili, tramite la Guardia rivoluzionaria islamica ed altri gruppi islamici. L’opposizione a tali regole veniva, e spesso viene ancora punita con regole molto severe .
In un suo intervento alla scuola Fayzieah a Qom, il 30 agosto 1979, Khomeini disse: <<
Coloro che cercheranno di portare corruzione e distruzione nel nostro paese, verranno oppressi in nome della democrazia. Sono peggio degli ebrei Bani-Ghorizeh, e vanno uccisi.         Opprimeremo loro secondo l’ordine di Dio e la chiamata di Dio al fedele >>
Nel massacro dei prigionieri iraniani del 1988, Khomeini comando agli ufficiali giudiziari di giudicare ogni prigioniero iraniano e uccidere tutti quelli che avevano intrapreso delle iniziative contro il regime. Molti riportano che in migliaia furono uccisi nelle prigioni. Le soppresse memorie del Grande Ayatollah Hossein-Ali Montazeri riportavano i dettagli dell’esecuzione di 30mila attivisti politici.
Dopo unidici giorni di ospedale per un’operazione che avrebbe dovuto fermare una emorragia interna, Khomeini morì di cancro il sabato del 4 giugno 1989, all’età di 86 anni.



C’è anche chi ha il coraggio di dedicargli un tributo:







Questo  , almeno dall'esperienza  che  ho è  che ho avuto sia  con amici  in rete o  non  di religione  mussulmana o  convertiti o simpatizzanti   non  è  il vero islam ,  che  si è vero a volte  è fondamentalista \  integralista   ma  non  è mai arrivato nè  ad imporre forzatamente  a  tutti  tali precedetti  come  avviene in alcuni paesi arabi  e in  alcune famiglie  qui in Italia  .

percorsi




aspetto le vere opinioni in merito  .alla prossima

29/05/07

Senza titolo 1860


Cercando  in rete   delle canzoni per la colonna sonora di questo blog   sono  capitato su tre canzoni  canzoni  molte belle  ed intense   entrambe  adatte  per questo   post  punto di non ritorno del neonazista massimo morsello ( chi vuole trova qui il testo e qui un esibizione live  )  in volo  senza  rimorso  di zucchero  ( di cui trovate i testi sul sito ufficiale del cantante ) ho scelto per  coerenza con i miei valori  

IL volo


Ho camminato per le strade
col sole dei tuoi occhi
ci vuole un attimo per dirsi addio… spara
Che bella quiete sulle cime
mi freddi il cuore e l’anima
ci vuole un attimo per dirsi addio…
Per questo troppo amore, per noi
per questo bel dolore
ti prego no, ti prego lo sai!
Sogno, qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te…
Che ho bisogno, di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te!!!
Ho visto il sole nei tuoi occhi
calare nella sera
ci vuole un attimo per dirsi addio… spara
Che bella quiete sulle cime
mi freddi il cuore e l’anima
ci vuole un attimo per dirsi… addio!
Ma dove andranno i giorni e noi
le fughe e poi ritorni
Ti prego no, ti prego lo sai!
Sogno, qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te…
Che ho bisogno, di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te!!!
Siamo caduti in volo
Mio sole
siamo caduti in volo!
Siamo caduti in volo
Mio cielo
siamo caduti in volo!
Baby don’t cry, baby don’t cry
baby don’t cry, baby don’t cry, baby don’t cry
per questo amore immenso, per noi
e il gran dolore che sento
ti prego no, ti prego lo sai
Sogno, qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te…
Che ho bisogno, di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te!!!
Che ho bisogno, di qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
proprio come te


A volte , a volte  , sotto  la doccia  ( almeno per me )  succede  di pensare  / filosofare  anche  sul proprio passato . 'Ma  oggi durante tale  " rito "  mi  mi sono detto BASTA  .
Il  rivagare il mio passato   era solo una  nostalgia inutile ,  piangere sul latte versato , un se  avessi fatto diversamente  , se non avessi fatto  cosi ,.perchè  mi sono comportato  cosi , ecc .
Insomma un  crocifiggrermi  , darmi addosso per  le  str..... ehm  porcate che  ho detto  , scritto , fatto  , verso detterminate  persone , idispiaceri che ho dato ai miei ,  il rimpiangere  ( con relativi rimorsi ) d'aver perso
quelli che avrebbero potuto esseredegli ottimi  e proficui compagni  ( compari)  di   viaggio  .
Ecco che mi sono detto  :   che questo ritornare indietro non era proficuo , come  quello  (  trovate qui a destra la copertina  e qui la trama  )  del     n° 249  "  ricorsi sepolti   di Dylan Dog ,ma solo una sofferenza  anzi peggio  un dolore  inutile  .
Infatti più si ritorna indietro  peggio si sta . Tale scelta dev'essere  proprio un caso estremo  \ disperato  (  oppure essere  sadici  )per riaprire vecchie ferite  e  e non dare al tempo la possibilità  al mtyempo e all'oblio   di chiudere (  rimuovere ) e rimarginare \ cicatrizzare tali ferite dolorose  che  ti fanno star male  e  ti fa  soffrire  a volte inutilmente  .
Lo so che   certe decisioni non sono indolore  e facili  ma è  la  soluzione migliore  . Infatti  andare  avanti   chiudere o strappare quella pagina della  tua vita  ti permette  , dopo un po' di dolore  , di vivere  meglio  ed  essere più libero di creare  , senza  essere condizionati  dal peso ( rimpianti e  rimorsi )  , in questo caso  ingombrante ,  del  tuo passato  . Quindi  ciò che  è fatto  è faatto  e  ciò che  è stato  è stato . Proprio come mi ha consigliato  il mio analista  di  "scuola  "  sophianalisi : << più si torna  indietro senza motivo , più difficoltà   sia nnel  liberarsi  \ uccidere   quel detterminato  ricordo  \ problema   che ti  fà  soffrire  e non  ti lascia creare  >> .


Tornando a casa  dopo  la consueta   visita settimanale dall'analista  ho capito che  :  molto spesso fuggire da se stessi   vuol  dire non avere il coraggio   di andare  avanti  e prendersi le  responsabilità  e subire  gli urti dela  vita  senza  poterla  modificare  \ plasmare   secondo le  tue prospettive  , i tuoi valori  \  i tuoi ideali . Quindi   sono arrivato alla conclusione che  :  nella  vita  o meglio nell'opera d'arte di ciascuno di noi  ,   dei punti  di non ritorno  ovvero dei momenti  in cui non conviene tornare e guardare indietro , in cui  è  inutile piangersi addosso  e farsi prendere dai sensi di colpa  e dai rimorsi e  rimpianti  .  Quindi ho  deciso  di pagare il fio  per le mie  colpe   e  strappare quella pagina  ovviamente  accettando ( prendendomi le  responsabilità  di quello che ho fatto sia in senso  fisco  sia  in senso psicologico  \ morale  )  ed   iniziare ad intrapendere   uno di questi punti  iniziando  cosi  un viaggio \ un percorso  che porterà  , o  dovrebbe  farlo ,   allla rimozione  (  quello che preferisco )  o  all'attenuazione  della mia sofferenza  dovutta  ai miei fantasmi




09/05/07

Primo post

questo è il mio primo post qui, grazie dell'invito!


…And still we sing


 


“Ma come si fa ad essere giovani nel 2007 e leggere Platone?”


 


Davanti all’esaltazione suscitata in me da una particolarmente accurata edizione in greco de La Repubblica platonica, un distinto uomo, sul cui volto capeggiavano i segni di un tempo che nemmeno per metà ho visto scorrere, mi porge questa domanda con sguardo sconcerto e in qualche modo turbato.


Come se ad un tratto il peso immateriale delle pagine che stringevo, si fosse fatto fisico e percepibile dal corpo, ogni sillaba, nata per liberare lo spirito dalle costrizioni, sembrava ora afflitta dal peso di quelle stesse catene ed anche le mie braccia parevano a stento riuscire a reggere saldamente il volume.


Ma le catene di cui parlo, non sono certo strumenti di sofferenza, al contrario, sono la strada più sicura per la felicità, se con felicità indichiamo quel comune tendere ad un senso di benessere e certezza, o meglio, di benessere nella certezza.


Abbandonare il conforto e la sicurezza delle proprie convinzioni, significa cedere al dubbio, all’incertezza della sfumatura, significa spezzare uno per volta, gli anelli della catena che ci tiene relegati nell’oscurità del calore delle sicurezze sin dalla nascita.


Ebbene, leggere Platone è scegliere la luce invece che il buio, ma di certo non so dire se questa sia la scelta migliore.


Auguriamo ai nostri figli la più grande delle felicità, e ci prodighiamo affinché la ottengono, costruendo con zelo attorno al loro un microcosmo dall’aspetto di mondo, conformato solo da specchi, da opposti, da bianchi e da neri.


Platone è la scheggia sottile che riga ogni specchio, provoca un’immagine distorta capace di insinuare nella mente la folle e assurda idea che forse la verità restituita dagli occhi non è la reale verità, se non addirittura insinuare che esista una verità altra, separata e diversa da quella che conosciamo.


Leggere Platone rappresenta un terribile atto di auto-inflizione del dolore: significa andare in contro alla scheggia e lasciarsi rompere volontariamente, pur sapendo che ciò che si sta perdendo non potrà mai essere rimesso assieme, e che a nostra volta diverremo schegge.


Con il nostro inchiostro, con il nostro pensiero, siamo simili ad armi scariche o con la sicura ancora inserita, solo chi volontariamente porge lo sguardo verso di noi e tende l’orecchio ai nostri sussurri, viene ferito.


Per il resto, rimaniamo inermi, nel solo ruolo di testimoni, non certo per nostra volontà, ma come conseguenza del nostro ardire, la separazione, siamo così costretti ad essere solo testimoni, perché chi ancora vive relegato nel buio, non sente le nostre voci, o meglio le percepisce come fossero canti, ché le catene impediscono loro di percepire le urla che dietro di essi si celano, Kierkegaardianamente parlando.


Ed allora qual è il vantaggio che un giovane trae dalla lettura di Platone? E ci può essere un vantaggio nello scegliere la sofferenza, implicata in ogni riga che sfregia lo specchio, invece che il benessere della certezza? Io ho scelto la prima, e dal troppo cantare, quasi ho perso la voce, senza che nessuno abbia mai teso le orecchie oltre quelle semplici note. Ed allora a che scopo continuare a cantare?


 


(“And still we sing” fa riferimento alla canzone Magpie di Marienne Faithfull/Patrick Wolf dall’ultimo album The Magic Position)

30/05/06

GLI EFFETTI INDIVIDUALI DELLA PAURA DI FARSI GOVERNARE DALLA COALIZIONE DI CENTRO DESTRA

GLI EFFETTI INDIVIDUALI DELLA PAURA DI FARSI GOVERNARE DALLA COALIZIONE DI CENTRO DESTRA
-di  G i a c o m o  M o n t a n a





Gli effetti individuali della paura di farsi governare dalla coalizione di centro destra, hanno avuto ripercussioni anche sulle elezioni amministrative, sino a vedere avanzare in generale il centro sinistra.

La constatazione dell’influenza del terrore durante i cinque anni di governo di centro destra nella vita quotidiana della gente, mette  in luce le conseguenze individuali prodotte dalla paura. Questa concreta panoramica, estremamente negativa, non è composta solo da una reazione al clima di violenza occulta,  esercitata dal centro destra,  ma da una complessiva valutazione di promesse non mantenute con l’ingannare la fede pubblica sul programma di governo, presentato al popolo, prima delle elezioni dell’anno 2001, dal cavaliere Silvio Berlusconi,  poi divenuto Presidente del Consiglio dei Ministri.  Gli effetti della paura si sono vissuti a lungo termine, sino ai giorni nostri e sono dovuti alla continuità negli anni di forme di repellente illegalità, ove le parti lese da reati vengono sempre più umiliate e derise, vedendo protetti i criminali. Quanto segue è la dichiarazione di una vittima delle seguenti violazioni di legge, esercitate sul suo posto di lavoro: Violazione dell’art. 2087 del codice civile; demansionamento; lesioni colpose gravissime; falso ideologico; omissione di atti di ufficio e violenza privata da mobbing.

Mi chiamo Giovanna Nigris e sinceramente informo tutti i lettori che da anni vengo danneggiata nella mia salute, nell’economia, nella vita di relazione e il tutto con indicibili danni morali e materiali a causa della più crudele privazione di potere avere un giusto processo penale, tanto che dopo anni di attesa che si incardinasse  un regolare processo, durante il governo di centro destra,  sono stati vigliaccamente fatti raggiungere i termini di prescrizione dei reati e in questo modo sono stati assolti quattro imputati: tre medici e un dirigente amministrativo. (VEDI riscontri oggettivi nel sito web http://www.mobbing-sisu.com/sentenza_prescrizione.php. Dopo che ho affrontato costi per la parcella del mio avvocato, ho visto così persino privarmi del  diritto di potere avere giustizia in sede penale anzi, in quella sede, sono stata ulteriormente sottoposta ad umiliazione, derisione e scherno da parte degli imputati, rimasti per anni impuniti. Sempre durante il governo presieduto dal Premier Berlusconi, sono stata atrocemente privata anche della valutazione dell’aggravamento delle mie condizioni di salute con la dinamica che segue.  Ho chiesto e ottenuto dall’Amministrazione dell’Ente datore di lavoro, di essere sottoposta a Visita Medica Collegiale per il peggioramento delle mie condizioni di salute che anni prima a causa dell’avvenuto contagio della tubercolosi, la Commissione Medica Seconda dell’Ospedale Policlinico Militare di Milano aveva valutato e verbalizzato,  quali appartenenti al grado di invalidità della quinta classe tabella A.

Dopo che fui sottoposta alla suddetta seconda visita medica mi sono vigliaccamente vista privare del Verbale regolare che viene rilasciato a tutti! Mi è stato recapitato un verbale completamente privo delle regolari firme dei medici componenti il Collegio Medico che mi avevano visitata con un verbale riportante solo ed esclusivamente la firma della dottoressa Presidente della Commissione senza il regolare referto relativo alla visita a cui mi sono sottoposta. (VEDI  verbale esposto nel sito web: http://www.mobbing-sisu.com/verbale.html ). Questa è l’Italia che era guidata dal Cavaliere Silvio Berlusconi e contestualmente questa è la Sanità che era  guidata in Lombardia dall'assessore alla sanità  dott. Carlo Borsani di Alleanza Nazionale. Dopo tutte queste agghiaccianti illegalità, sono sempre stata abbandonata in uno stato di angoscia e di distruzione psico-fisica. Per me è sempre stato un continuo stato di depressione, di umiliazione e di danno alla persona, senza mai potere avere la tranquillità,  soprattutto con lo  spirito di potere vivere decorosamente in uno stato di diritto. In questi ultimi anni sono stata spinta continuamente a gesti estremi e riconosco che se non fosse intervenuto prontamente più di una volta in mio soccorso Giacomo Montana, credo che oggi, dopo tutta questa violenza subita, non sarei stata trovata viva. La paura può essere anche  un meccanismo che aiuta a difendere la vita, sia nella mia vicenda, sia per le elezioni ove giustamente in Italia si è visto l’avanzamento della coalizione di centro sinistra. Peccato che a Milano e  caso vuole proprio in Sicilia ha vinto per poco ancora il centro destra. Sono preoccupata per altre eventuali azioni illegali, perpetrate dalla colalizione di centro destra a Milano, ove io sono costretta a vivere dal mio posto di lavoro (mi fanno sentire come se fossi in galera): Altre azioni illegali potrebbero essere rivolte ancora contro la mia persona. Se dovesse succedermi qualcosa di male, ora sapete da che parte potrebbe ancora provenire, dietro protezioni politiche del centro destra. Grazie e buona giornata. Giovanna Nigris

Confermo a tutti gli effetti che quanto sopra dichiarato dalla vittima è la pura verità, di cui io sono uno dei testimoni. Ho assistito agli orrori esercitati ai danni di una donna che voleva lavorare nel pieno rispetto della sua persona, invece ancora oggi gli aguzzini funzionari dirigenti dell’Amministrazione dell’Ente datore di lavoro, alla stessa signora Nigris fanno subire TUTTI GLI EFFETTI DEI REATI SOPRA MENZIONATI COSI’ COME MEGLIO DESCRITTO E PROVATO SUL SEGUENTE SITO INTERNET DI LEGITTIMA DIFESA: http://www.mobbing-sisu.com

Senza titolo 1306

Uccellino in gabbia






Mentre volavi allegramente
ti hanno sorpreso,
ti hanno sorpreso i cacciatori
e ti hanno colpito a morte.




Tu non sei caduto,
la forza della vita
ti ha portato lontano.
Le ferite dolevano però.
Allora ti sei rifugiato,
ti sei rifugiato
in una piccola gabbia
e da solo hai chiuso la porta.




Pensavi, mentre ti guarivi le ferite,
che non saresti uscito mai più.
Molto tempo sei
rimasto lì,
senza sapere più
quale fosse il sapore
della libertà.




Ad un tratto hai capito….
Hai capito che non eri morto,
ma era come se lo fossi.
Là fuori gli alberi frusciavano al vento,
il cielo era azzurro
e i tuoi compagni di viaggio cinguettavano.
La vita ti aspettava, ma tu temevi di uscire.
Lì, infondo, eri al sicuro..




Un mattino hai aperto la gabbia e, spaventato,
hai tentato di uscire.
Il mondo ti aspettava.
Molte volte, molte volte
sei tornato indietro,
hai richiuso la porta,
hai pianto.
Forse la vita non era per te.




Ma un raggio di luce
è entrato.
Tu hai osato posarti delicatamente
su un ramo, su un altro e su un altro ancora.
Erano tanti i rami da esplorare.
Il cielo azzurro e
la luce infinita
ti aspettavano.
Tu sei volato,
libero,
nello spazio infinito.






Giovanna Nigris 
http://sisu-g.splinder.com

30/04/06

Senza titolo 1266

Festival letteratura e giornalismo di viaggio

festival


I° Festival di letteratura e giornalismo di viaggio. Padova dal 26 al 28 Maggio 2006. info: attivita.culturali@porsche.it

Pedro Salinas - 1

"Non respingere i sogni perché sono sogni"
Pedro Salinas

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.


Eccomi qui...son una nuova blogger di qst splendido luogo...sono molto onorata
di farne parte e ringrazio chi di dovere per l'invito!



°daniela°


29/04/06

Senza titolo 1265


trovata in internet


 

Brividi di piacere
scivolano sulla mia pelle nuda
quando le tue delicate mani
accarezzano il mio corpo.
Le tue gambe dentro le mie
Tu dentro di me
Le tue dita fanno dei ghirigori sulla tua nuca
mentre ti bacio i morbidi capelli.
Ti sento forte e possente in me
Non sono più io,
ma…
un’arpa dal melodioso suono,
Mentre la tua lingua cerca la mia
Viviamo…
Mentre le tue mani mi desiderano
Viviamo…
e lo stridore dei vecchi censori
disprezziamolo.
Viviamo una …cento…mille
interminabili notti. 
Si…parlami
Vivimi…
Toccami…
Nell’ infinito che mi fai raggiungere
Esauriscimi senza pietà .
Ricomincia ancora.
Parlami…
Ripetimi …
Dimmi di te…
di cosa provi.
Dimmi tutto nel proibito
nelle emozioni di noi.
Non togliere le mani brucamente da me.
Ti amo.
Silvana 


28/04/06

Senza titolo 1264


Leggendo   sulla blog comunity di Pino scaccia  la news  e i commenti   dell'attewntato a Nassyria   mi viene in mente  una canzone  insegnataci dal prof  di francese allle superiori  proprio durante la prima guerra del  golfo ( 1991  )  che  ho deciso di   usare , vista  l'attualità  nonostante  sia stata  scruitta  ben  52  anni fà  come   Colonna  sonora   del  post  d'oggi 


 Le Déserteur  di Boris Vian

Monsieur le Président
Je vous fais une lettre
Que vous lirez peut-être
Si vous avez le temps
Je viens de recevoir
Mes papiers militaires
Pour partir à la guerre
Avant mercredi soir
Monsieur le Président
Je ne veux pas la faire
Je ne suis pas sur terre
Pour tuer des pauvres gens
C'est pas pour vous fâcher
Il faut que je vous dise
Ma décision est prise
Je m'en vais déserter

Depuis que je suis né
J'ai vu mourir mon père
J'ai vu partir mes frères
Et pleurer mes enfants
Ma mère a tant souffert
Elle est dedans sa tombe
Et se moque des bombes
Et se moque des vers
Quand j'étais prisonnier
On m'a volé ma femme
On m'a volé mon âme
Et tout mon cher passé
Demain de bon matin
Je fermerai ma porte
Au nez des années mortes
J'irai sur les chemins

Je mendierai ma vie
Sur les routes de France
De Bretagne en Provence
Et je dirai aux gens:
Refusez d'obéir
Refusez de la faire
N'allez pas à la guerre
Refusez de partir
S'il faut donner son sang
Allez donner le vôtre
Vous êtes bon apôtre
Monsieur le Président
Si vous me poursuivez
Prévenez vos gendarmes
Que je n'aurai pas d'armes
Et qu'ils pourront tirer


qui troverete   la  storia   dele censure  che la canzone ha dovuto subire  e  di tutti gli interpreti  che l'anno ripresa 

Attentato a Nassiriya: senza parole



Bomba nella città irachena, quattro morti, tre sono italiani 


quanta gente deve morire ancora..quanta?


Nel  fiume  d'inchiostro e di retorica  , e di polemiche  che diventano  seghe elucubrazioni mentali  inutili   , come  : <<  ritiro o non ritiro , missione di pace o  guerra , ecc >> lascio la parola ad  Adele  Parrillo ( http://adeleparrillo.splinder.com/ ) l'unica vedova  di stato  che non può commemorare ufficilamente il  suo uomo perchè   convivente    : <<  E' successo ancora. Un'altra Nassirya. Altri morti. Altro dolore. Altre vedove. Altri bambini che cresceranno senza padri. Altre parole di circostanza, parole vuote, senza senso. Bugie. Un'altra eredità del governo Berlusconi... Via dall'Iraq!! Perchè quella non è una missione di pace! E' una missione di pace secondo voi quella dove i militari, prima di partire devono firmare il Codice Militare Penale di Guerra? No! Non lo è. Quindi basta con le menzogne e l'amor di patria.....Che i politici lascino piangere in pace le vedove senza la loro retorica stantìa.>> e con queste parole  dello scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt. : <<  QUANDO LO STATO TI INSEGNA A UCCIDERE SI FA CHIAMARE PATRIA.>> e  con un estratto di un intervista  a  Marco Intravaia, fratello di Domenico, morto il 12 novembre 2003 a Nassiriya intervista a pagina 5   dell'unita  di oggi 28\4\2006 <Quando sento parlare di missione di pace, ancora oggi, in Iraq la rabbia cresce. Ma quale missione di pace? Le torture e le sevizie a cui sono stati sottoposti gli iracheni cosa sono? Come si può parlare della missione americana come di un’operazione di liberazione? Bisogna andare via da lì, gradualmente ma bisogna andare via. A Prodi chiedo di mantenere i suoi impegni, di riportare i nostri militari a casa >>

Per  finire  concludo   segnalandovi  un  buon libro :   venti sigarette  a Nassyria di  Aureliano Amadei  e  francesco trento  una  delle perle  in mezzo alla  merda  di   stucchevole retorica   che  nuovamente  tornerà  a farsi sentire  fra oggi che ritornano le salme  e  i feriti    e chi sà per  quanto  ancora  un libro stupendo e struggente. Consiglio vivamente di leggerlo, soprattutto perchè vi sono celate molte verità nascoste ai benpensanti... Proprio quando si vivono momenti terribili, ci si rende conto dell'importanza delle persone che abbiamo perduto... Un grazie ad Amadei... Perchè troppe persone dimenticano l'atrocità della guerra...







P.s
Lo so che volevo evitare  le segne  mentali ,ma  non posso  farne  a meno dopo che  ho letto questa news  che non riesco a sintettizzare   e che riporto per intero  . dall'unitò online del 28\4\2006  :


A febbraio i servizi segreti italiani avevano segnalato la presenza intorno a Nassiriya di esponenti del disciolto partito Baath e di cellule saudite in grado di predisporre trappole esplosive di nuova tecnologia da interrare e poi far saltare con radiocomandi al passaggio di convogli militari italiani

Sismi: la strage di Nassiriya era prevedibile
I «sensori» della rete del Sismi nel quadrante di Nassirya, si mettono in allarme all'inizio di febbraio. In quei giorni Abu Musab Al-Zarqawi viene segnalato in trasferimento da Nord a Sud del paese. Chi passa l'informazione fornisce dettagli precisi. Il terrorista più ricercato dell'Iraq si sta spostando insieme a una donna e un bambino e a Nassirya i suoi uomini dispongono di un appartamento di copertura ad Hayuroh, una strada della città. Secondo l'informativa, il trasferimento di Al-Zarqawi avverrebbe in contemporanea a quello di esponenti del disciolto partito Baath e di cellule saudite in grado di predisporre trappole esplosive del tipo IED (Improvised Explosive Device) da interrare nelle sedi stradali e poi far saltare con radiocomandi al passaggio di convogli militari italiani e della polizia irachena. L'obiettivo, dicono le informative, è di alzare il livello di scontro in un'area (quella meridionale) ancora trascurata dalla strategia dei gruppi terroristici e della guerriglia. A marzo l'allarme per le infiltrazioni verso Sud è altissimo. Gruppi di miliziani fondamentalisti non controllati dall'imam sciita Moqtada al-Sadr e terroristi stranieri sono in arrivo da Ramadi e Falluja. Verso la fine di marzo, l'intelligence militare segnala nella zona di Ash-Shatrah, vicino Nassirya, la presenza di guerriglieri iracheni dell'ex Baath specializzati in esplosivi del tipo IED. E nella prima metà di questo mese la rete del Sismi consente l'individuazione di un terrorista (S.D. le iniziali del nome), sorpreso in una abitazione nei pressi di una scuola elementare, mentre sta monitorando il passaggio di un nostro convoglio militare in movimento tra Ash-Shatrah e Nassirya.

di Andrea Purgatori

 Esplosivo «Made in Iran» logistica irachena, regia di Al-Zarqawi. Nelle informative che negli ultimi tre mesi l'intelligence militare italiana aveva passato ai comandi militari sul campo c'erano, purtroppo, tutti gli elementi necessari ad immaginare che sarebbe finita così. Lo spostamento verso il Sud del Paese del luogotenente di Osama Bin Laden. La presenza intorno a Nassiriya di esponenti del disciolto partito Baath, fuggiti in Siria e rientrati in Iraq con passaporti falsi. Lo stoccaggio di esplosivi di nuova generazione in arrivo dalla Repubblica islamica. Erano state individuate anche due basi d'appoggio in città e un terrorista, bloccato mentre stava monitorando il passaggio di un nostro convoglio militare. L'attentato era in gestazione da tempo. E quella del 22 aprile scorso probabilmente non era stata una prova generale o un avvertimento, ma uno sbaglio provocato da un errato posizionamento della carica. Un episodio forse sottovalutato, visto che l'esplosione di ieri è avvenuta nello stesso punto e alla stessa ora.

Infine, a metà aprile, la notizia più preoccupante. Dall'Iran sono arrivati a Nassirya nuovi ordigni IED, tecnologicamente più sofisticati e capaci di un'onda d'urto frontale devastante. Si chiamano EFP (Explosively Formed Projectiles) e consistono di una carica cava che espelle un dardo di metallo incandescente in grado di perforare la corazza di un mezzo blindato provocando un incendio all'interno. Secondo l'informativa, questi ordigni di fabbricazione iraniana sarebbero stati nascosti dentro fusti di olio esausto in alcune officine di Nassirya dove dei terroristi artificieri giunti appositamente in zona provvederebbero all'assemblaggio con gli inneschi radiocomandati.


È il prologo dell'attentato di giovedì scorso. Preceduto dall'attacco fallito del 22 aprile. Stesso posto, stessa ora. Una carica interrata EFP fatta saltare a 10 metri di stanza dal mezzo blindato italiano e il dardo incandescente che colpisce e perfora il lato sinistro esplodendo internamente in una vampata di fuoco. Nel pomeriggio, quando arriva la doppia rivendicazione delle Brigate Imam Hussein (ex baathisti) e dell'Esercito islamico in Iraq (Al-Zarqawi) con solito blabla roboante lo scenario è già tutto così tragicamente chiaro che persino il Pm Franco Ionta, capo del Pool antiterrorismo della Procura di Roma, non può fare altro che dichiarare: «Nei giorni scorsi ci sono state delle prove tecnico-operative che non hanno raggiunto l'obiettivo, mentre quello di oggi (ieri, n.d.r.), purtroppo ha avuto un tragico evento per cui credo che ci fosse una preparazione specifica. Dunque un episodio non imprevedibile». Toccherà adesso a lui scoprire se qualcosa non ha funzionato nel sistema di prevenzione messo in atto dalle nostre forze militari sul campo.



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