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25/01/14

dalla vita non sai mai cosa t'aspetti ecco perchè lotto per mantenermi vivo ed ho rinuciato ai propositi suicidi

In sottofondo due  canzoni
  la  prima  A. Delogu - Ebbè Peppì com'è? - Arr. Giacomo Spano (2014)
la seconda  Il Figlio del re-Piero Marras@Juannusai


Come dal titolo la vita è imprevedibile. Infatti  ho avuto occasione  di verificare sulla mia pelle  che  i proverbi e  detti di saggezza  popolare  molto spesso contengono un fondo di verità  . Ecco  cosa mi è  successo  di recente  .

Quattro anni  anni avevo  litigato con *****  mia  amica  e  compagna  di strada  di   facebook    sia  a causa    di fake  che  m'avevo rubato l'identità   e  s'era spacciato  per  me  ed  insultava  ( lei compresa )   gli altri \e   miei  contatti e  i  loro amici\che  sia  a causa mia .
Provai a ricercarla prima al cellulare  ma non avevo più il numero  ,  più  volte  su fb  , ma   non rispondeva .Cosi  per  3  anni . Poi nei giorni scorsi  ho fatto un ultimo tentativo , trovando il suo nuovo account  ,   ho lasciato un commento   ed inaspettatamente  (  mi sarei aspetto  una risposta  d'insulti  )  ho ricevuto  la richiesta da parte sua  di contatto
 Non  chiedetemi ulteriori particolari   perchè  non mi va  di  riaprire   vecchie ferite ( chi  mi segue  su fb fin dal 2009     ricorderà e saprà  )   mi basta  averla  ritrovata  ed   riaverla fra i miei contatti e  aver   eliminato dei fantasmi  (  rimorsi e sensi di colpa ) .
Felice   come   non mai  , ho detto  fra me e  me  , ho fatto 30   facciamo  31  e  ho scritto  a ***** un altra amica  con cui  avevo litigato  . E  gli avevo anche dedicato   anche  questa  canzone



 perchè , maledetto orgoglio maschile  , mi aveva   , ma non la biasimo non aveva  tutti i torti  in fondo  , trattato  di schifo  )   gli ho scritto avendo il primo account  di fb  bloccato  dal secondo  account  di fb


16:57
Nei giorni scorsi ho fatto un sogno ( anche   se  in realtà  era  più un incubo  )  , come la trama del film http://it.wikipedia.org/wiki/My_Life_-_Questa_mia_vita ne ho parlo con il mio analista è mi ha consigliato di aprirmi e liberarmi dei sensi colpa \ rimorsi . Ecco che ho deciso di farlo . Quindi ti chiedo scusa per come mi sono comportato nei tuo e ( e di tua sorella ) confronti qualche tempo fa . vorrei se che accettassi queste mie scuse e se è possibile che mi diate una seconda possibilità . Appena mi sbloccano l'account principale www.facebook.com/redbeppeulisse1 vi rimando il contatto li , se vi va , altrimenti pazienza . Ma almeno mi sentirò meglio senza pesi sulla coscienza . Con amicizia Giuseppe

ecco la sia riposta
****** Stai tranquillo giuseppe!! Ho accettato l'amicizia!! ci vediamo ci venerdi al corso di fotografia !!! Buona serata !!!


ecco che e proprio vero che a volte è proprio vero che il tempo cancella e porta l'oblio di tutte le ferite il tempo cancella e porta l'oblio di tutte le ferite E che questa a differenza rimarrà una cicatrice e poi pian piano magari scomparirà , in quanto era si profonda  ma  a    differenza  di quando le ferite  sono profonde non guariscono mai, al massimo si formano cicatrici che quando il tempo cambia, fanno male da morire , il tempo o la fortuna chissà  l'hanno rimossa  senza   bruciare troppo e  senza   che  finisse   come stava   per  succedere in ossessione  .

Grazie  Dio  per    questo dono inaspettato ed  improvviso  . Buonannotte  a  tutti\e  a presto  sulla strada  





01/06/12

la sfiga [ un cellulare perso e usato a scrocco da chi lo ha trovato ]

Oggi  ho scoperto che mi hanno rubato il cell   , con  scheda  annessa  è  si  sono messi  a fare  connessioni e  chiamate  peste lo colga e lo si coddi un trau  (n teremine    che non traduco   perchè  credo  che   anche  i non sardi   lo  capiscano e colgano la frase   poca educata   e gratuita  e me  ne  scuso ma  quando ci vuole  ci vuole  )  a chi approfittando dello smarrimento del mio cell si è divertito con internet e chiamando consumandomi l'offerta e e il resto del credito.  Ma  andiamo con ordine nel racconto  

Non sono tanto superstizioso, mai una settimana che ormai  volge  al termine   fatta  di sfiga  ,  mi sa  che inizierò a crederci   e  faro  cosi

Lunedì causa  la  mia  sbadataggine  di non mettere  mai le cose    nello stesso posto   , perdo al lavoro il cellulare  . Lo  chiamo e  o  lo facciamo chiamare e  sms  da  : colleghi  , babbo   .Lo   cerchiamo  dappertutto ( tranne     e  forse era li   nei plateau  delle piante  da  portare in negozio anche se  le  colleghe  \  commesse  lo escludono perchè  dicono che li svuotano e li puliscono    sempre  quando arrivano  dall'azienda   , visto  che  li riutilizziamo per   i clienti    )    : nei plateau   che  abbiamo  in azienda , nei plateau  di una coppia  di clienti  presente  in quel  momento  ( e  a cui abbiamo poi telefonato  , credendo  che fosse  finito  nei loro plateau, invece niente    )  ,  dove  gettiamo i rifiuti  dell'umido  ,  dove  stavo lavorando   ,   e nelle serre  dove avevo lavorato la mattina   , nello zaino  , nella  giacca    ma niente  non lo sentiamo ,  tutto questo per  3  giorni   . Forse   per  il   fatto che  cadendo , essendo  Touchscreen  ,si  è   attivato  il  tono  silenzioso con la vibrazione  . Poi  poichè  mi serviva  la scheda  per  lavoro  , non la  uso solo per  sminchionare  \ cazzeggiare  ,  pazienza a  anche  se  con un po'  di rammarico  perchè era un regalo  dela greffa    per  la laura  mi faccio fare  al punto wind  del mio paese  il reset  della  scheda  e  ne  faccio dare  un altra  con lo  stesso n pagando  10 € .  E  dopo   due  giorni    ho di  nuovo  il numero .
Accetto  razionalmente   o quasi il fatto perchè per  parafrasare  alcuni    strofe   di  questa     vecchia  canzone


C'é chi nasce come Paperino: Sfortunato e sempre pieno di guai (....)
Ma io mi sento come Vil Coyote
Che cade ma non molla mai
Che fa progetti strampalati e troppo complicati
E quel Bip Bip lui non lo prenderà mai
Ma siete tutti come Vil Coyote
Che vi ficcate sempre nei guai
Vi può cadere il mondo addosso, finire sotto un masso
Ma voi non vi arrenderete mai.

Cosi  come accetterò  , anche se  mi ci vorrà un bel  po' e la denuncia  alla  pula  o ai caramba   , il  fatto che   qualcuno ( escluso  i  nostri dipendenti e  ora  colleghi di lavoro )  che lo  ha  trovato  è ha  fatto  la bastardata  di  usarlo per  i suoi porci comodi  ( connessione   alla rete  , sms  , e  telefonate  ) .Oltre  all'accettare  il fatto  ,  sono riuscito   a desistere  ( grazie  ai consigli dei vecchi  e  alla mia esperienza  e ala  coerenza   con i miei valori di legalità  e nonviolenza  )   a   , come  volevo fare  in origine  in questo post  ,  a  pubblicare   in chiaro i tabulati  wind    con i numeri   chiamati e  sms     da parte   di  quel o quei putribondi   figuri  .   Vi lascio  scusate  per  le  continue citazioni musicali ♫ , ma  la musica  m'aiuta  a mandare  giù rospi come questi ed  a  esprimermi al meglio ☯. Infatti  un detto trovato  sulla mia bacheca   di fb  non ricordo da quale dei miei tanti   contatti  :<< Là dove si arresta il potere delle parole, comincia la musica. (Richard Wagner  )   vi lascio   con questa  canzone



che magari non è collegata all'argomento del post d'oggi ma mi rilassa ed è in onda alla radio mentre scrivo le ultime parole di questo mio resoconto dei questa settimana .
A presto Bella Gente

29/01/09

Senza titolo 1206

nonno 012


 "Le cose che contano sono poche soprattutto quelle che ci riportano la memoria del vissuto".


Una mia massima. Io sono quello con la barba.


Gli altri sono: Rinaldo Marsoni...Aldo Aniasi...l'ultimo era il mio dottore...Ugo Airoldi. Tutti e tre socialisti, mentre io ero in rappresentanza della locale sezione del PCI del quartiere Comasina in Milano, nella metà degli anni settanta.

04/10/07

Un treno tanto


Ovvero la grande carovana, composta da circa duecentodieci persone che hanno vissuto una esperienza che definire storica non è certo una esagerazione: un lunghissimo viaggio, partito lo scorso 8 agosto da Mestre, e che toccando tappe come Budapest, Mosca, Ulan Batur, dopo venti giorni esatti si è chiuso con il ritorno in Italia. I protagonisti sono stati le delegazioni dei pazienti (complessivamente erano in sessanta) dei Centri di Assistenza Psichiatrica provenienti da dodici regioni, gli operatori socio sanitari (psichiatri, psicologi, educatori), i familiari, e tanti cittadini attivi nella difficile causa della lotta allo stigma che colpisce i sofferenti dell’anima. Sulla scia di quella temeraria traversata che ha ripercorso la storica rotta di Cristoforo Colombo è nata l’idea di un altro viaggio, stavolta specchio dell’itinerario seguito da Marco Polo. Destinazione, come detto, Pechino. Una esperienza estenuante quanto entusiasmante per chi, quotidianamente soffre e sostiene la battaglia per il riconoscimento dei diritti di riabilitazione e emancipazione dei malati psichici. E’ stata una tappa fondamentale verso un cambiamento. Quel treno così rappresentativo, ha macinato quindicimila chilometri attraversando, binario dopo binario, paesi dove ancora vige il sistema manicomiale. Stati dove parlare di sofferenza psichica è un tabù o, peggio ancora, un divieto. E da quella immensa catena umana partita dall’Italia, sono stati lanciati il messaggio di dialogo e la testimonianza di quanto sia importante attuare un processo per la chiusura di queste strutture. Non che da noi la completa attuazione della legge n° 180, quella appunto che ha decretato la definitiva chiusura dei manicomi, sia un processo portato a termine, con la creazione di una totale rete di servizi alternativi. Ma, la cancellazione di quei luoghi disumani è un buon argomento di discussione da portare nelle nazioni dove tutt’ora esistono. E, in questo senso, gli oppressi, le vittime della privazione dei diritti umani hanno trovato i loro preziosissimi ambasciatori contro i pregiudizi e le strutture manicomiali. L’idea di fondo del treno per è nata a Trento. Nell’autunno 2006 un equipaggio di utenti, familiari e operatori del servizio di salute mentale trentino, ispirato alle pratiche del ‘fareassieme’ e del movimento Le Parole Ritrovate ha attraversato l’Oceano Atlantico su una barca a vela. Ed ecco, con Pechino, la prosecuzione di quel progetto. tratto da El Giramundo

16/08/07

Sul valore dell'esperienza (e della vita)

    Il dottor Rogé ha bevuto il suo calvados. Il suo gran corpo s'affloscia, le palpebre gli s'abbassano grevi. È la prima volta che vedo il suo viso senza occhi. Sembra una maschera di cartone, come quelle che si vendono oggi nei negozi. Le sue guance hanno un colore rosa orribile. La verità m'appare d'un tratto: quest'uomo morirà presto. Di sicuro lo sa anche lui; basta che si sia guardato ad uno specchio: di giorno in giorno rassomiglia sempre più al cadavere che sarà. Ecco che cos'è la loro esperienza; ecco perché mi son detto tante volte che odora di morte: è la loro ultima difesa. Il dottore vorrebbe pur credervi, vorrebbe mascherarsi l'insopportabile realtà: ch'egli è solo, che non ha capito nulla, che non ha passato; con un'intelligenza che gli s'intorbida, e un corpo che si sfascia. E allora egli ha apprestato ben bene, ha ben sistemato e imbottito il suo piccolo delirio di compensazione: dice a se stesso che progredisce. Il suo pensiero ha delle falle? Vi sono momenti in cui il cervello gira a vuoto? è perché il suo giudizio non ha più l'impazienza della gioventù. Non capisce più quel che legge nei libri? Ma è perché è così lontano dai libri, ormai. Non può più fare l'amore? Ma l'ha fatto. Aver fatto l'amore è molto meglio che farlo ancora: a distanza, si può giudicare, si può confrontare, si può riflettere. E in quanto a quell'orribile viso di cadavere, per poterne sopportare la vista sullo specchio si froza di credere che vi siano impresse le lezioni dell'esperienza.


tratto da: Jean-Paul Sartre, La nausea, Einaudi, 2007, pagg. 97-98

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