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22/04/09

Riflessi

Le abbiamo vissute, o soltanto attraversate. E già le rimpiangiamo. Le lunghe, liquide marine delle primavere mediterranee ci accarezzano spavalde e assonnate, percorrenti come rivoli, sfumate come orizzonti. E i lidi assorbono una mestizia d'attesa, solcati da sbiaditi giochi infantili. Qua e là s'arresta un pino, assorto per un sentiero diruto, contro muri non ancora roventi.

****

L'avvocato è astigiano. Verosimilmente, compose Una giornata al mare appoggiato ai parapetti della riviera ligure, ma le atmosfere da lui descritte mi evocano piuttosto pallori adriatici. O, ancora, le sagome dolcemente sgraziate di zerbinotti romani. Un sole scucito nella rena, fuliggine e speranza, caracollanti felicità d'un'Italia speranzosa e negletta.


Poi, come in un passo di danza, tutto si perde nel cielo lontano.

18/05/08

escursione sul corrasi ( Nu )

IL 3/4MAGGIO con il gruppo escursionistico di Cammianalimbara abbiamo fatto una gita nel nuorese .Ecco il reportage e le impressioni e dove è possibile anche delle foto mie


Il 3 maggio


abbiamo visitato il complesso ( ancora non del tutto portato alla luce , infatti può essere considerato una “ pompei “sarda , infatti
Il complesso si estende per circa 7 ettari in un fitto bosco di sughere, sull'altopiano di Bitti, rilievo granitico del Nuorese settentrionale. È prossimo alla sorgente del fiume Tirso.
Romanzesu costituisce uno dei più importanti complessi abitativi e cultuali della Sardegna nuragica, con un centinaio di capanne, cinque edifici di culto un tempio a pozzo e quattro a "megaron" - e un grande recinto cerimoniale. È costruito col granito locale. Qui le foto sono esterne in quanto visto che stava piovigginando avevo paura a tirare fuori la macchina fotografica





altre le trovate su wikipedia trovate sotto l'url



per approfondire

sul luogo di romannzesu



sul contesto archeologico

Civiltà nuragica
La civiltà nuragica
La Sardegna nuragica
I nuraghi. Torri preistoriche della Sardegna I
I nuraghi. Torri preistoriche della Sardegna II

La bella età dei giganti di pietra




Ora molti diranno che c'entra il trekking con la visita ai monumenti ? rispondo che Trekking significa viaggiare a piedi: il modo migliore per scoprire e capire il mondo. Camminare e' semplice e immediato, naturale e indispensabile, non servono accorgimenti o attrezzature complicate. Dal camminare traggono beneficio tutte le funzioni fisiologiche. Ognuno di noi puo', secondo la stagione e delle capacita', scegliere dove e con chi andare. Dividere il percorso con altri, ci fa sentire vicini e gioire d’emozioni comuni.
Camminare e' anche l’occasione per conoscersi, capirsi, capire gli altri e la realta' che ci circonda. Riscoprire la propria natura nella natura, in ambienti incontaminati far riemergere l’essere umano. Inoltre sempre dall'introduzione del nostro sito : << La filosofia alla base di CAMMINA LIMBARA e' di camminare per conoscere l’ambiente del Limbara, viverlo nei suoi pregi e nei suoi difetti, perche' solo con la conoscenza si puo' amarlo, proteggerlo e usarlo con intelligenza e parsimonia. Esplorare il Limbara (che puo' essere conosciuto e apprezzato solo abbandonando la macchina e le strade che lo attraversano), significa inoltrarsi a piedi negli ambienti che lo caratterizzano: boschivi, di macchia, rocciosi, torrentizi, steppici.Camminare quindi! Camminare per conoscere e capire.>>
Nelle escursioni la meta e' di volta in volta:

  • Un bosco di lecci, di agrifogli

  • Un tasso secolare, un prato di peonie

  • Una cima che ha una forma particolare o un gruppo di cime ancora senza nome

  • Dei torrenti, che lungo il loro corso incontrano dei gradoni granitici costringendoli a dei salti spettacolari

  • Un sito archeologico

Ed ecco aprirsi una realta' inaspettata di tesori naturali e storici che con le nostre esplorazioni intendiamo far conoscere e valorizzare. Un ambiente aspro e selvaggio, inciso da erosioni e profonde gole, modellato da ciclopici massi di granito, colorato e profumato dai rari fiori e piante officinali.



dopo questa breve parentesi veniamo ala giornata del 4 maggio


abbiamo fatto l'Escursione ad Oliena in Località Monte Corrasi, in collaborazione con l’Associazione “SU GOLOSTIU” di Bitti.

una cartina presa dala rete

Qui le foto sono mie


Sveglia all'alba perchè avendo mangiato pesante durante la cena in agriturismo e avendo in camera gente che russava e soffriva di disturbi di stomaco , ne approfittato per fare alcune foto del monte in cui saremo andati il giorno ed ecco le prime foto




La camminata è partita dalla periferia del paese località Monte Maccione. da fino alla cima sia attraverso al strada sterrata sia attraverso i sentieri ( eccovi alcune foto le altre le trovate sulla mia pagina di flick oppure semplicemente cliccando sul banner di flick presente fra i banner del sito sulla derstra ) piante e di panorami dei paesi circostanti è un percorso duro simile ad un'arrampicata come la salita di dante nel purgatorio , per chi come me non è allenato alle salite , ma ripagato dalla visione dei luoghi dalle bastionate calcaree e querce a dir poco monumentali che, per la loro forma e grandezza, suscitano meraviglia e stupore. Il primo tratto di sentiero, interamente nel bosco, ci conduce in prossimità di un bell'ovile in località Tuones da dove si proseguirà, incantati sino a giungere in località Prados, vera porta ed uno dei pochi valichi che consentono di accedere a queste montagne. Da qui si domina uno scenario incomparabile che ci lascerà senza fiato: è questa (forse) l'area wilderness più bella d'Europa.
S'attraversa un ambiente lunare interrotto qua e la da vetusti tassi, contorti ginepri e solitari aceri montani ma anche gigantesche guglie calcaree, grotte e doline che ci daranno l'impressione di attraversare una sorta di paradiso terrestre dall'inizio alla fine .
Ma la vera sorpresa la si avrà una volta arrivati in cima ( io non sono salito , mi sono fermato sotto a 100\50m metri , mi facevano male i piedi avevo delle scarpe da trekking leggere e non quelle dure e quindi avevo male ai piedi ) un solitario leccio, ( che purtroppo non ho fatto in tempo a fotografare perchè la sosta è stata breve ) posto quasi a guardia, ci preannuncia l'arrivo sul bordo della falesia che improvvisamente si apre mostrandoci uno scenario che forse non ha paragoni in Sardegna: tutto attorno a noi, si stende a corona, selvaggio e frastagliato, attraversato da imponenti gole e rigogliose foreste, tutto il supramonte sino alle superbe cime del Gennargentu, la Valle di Lanaitthu con la sua storia è poco sotto e a perdita d'occhio ancora foreste e montagne selvagge che saranno il meritato scenario per una giornata speciale. La discesa facile , ma dura per chi causa lavoro ,, impegni e nel mio caso a volte anche pigrizia è già tanto se fa 1km \ 2 al giorno .Ma tutto sommato ne è valsa la pena


reportage dell'escursione suol Corrasi (Nu)

il 3/4MAGGIO con il gruppo escursionistico di Cammianalimbara   abbiamo fatto una gita nel nuorese .Ecco il reportage e le impressioni e dove è possibile anche delle foto mie






Il 3 maggio 




abbiamo visitato il complesso ( ancora non del tutto portato alla luce , infatti può essere considerato una “ pompei “sarda , infatti
Il complesso si estende per circa 7 ettari in un fitto bosco di sughere, sull'altopiano di Bitti, rilievo granitico del Nuorese settentrionale. È prossimo alla sorgente del fiume Tirso.
Romanzesu costituisce uno dei più importanti complessi abitativi e cultuali della Sardegna nuragica, con un centinaio di capanne, cinque edifici di culto un tempio a pozzo e quattro a "megaron" - e un grande recinto cerimoniale. È costruito col granito locale. Qui le foto sono esterne in quanto visto che stava piovigginando avevo paura a tirare fuori la macchina fotografica











altre le  trovate  su  wikipedia  trovate sotto l'url 









per approfondire



sul luogo di romannzesu







sul contesto archeologico 



Civiltà nuragica
La civiltà nuragica
La Sardegna nuragica
I nuraghi. Torri preistoriche della Sardegna I
I nuraghi. Torri preistoriche della Sardegna II

La bella età dei giganti di pietra












Ora molti diranno che c'entra il trekking con la visita ai monumenti ? rispondo che Trekking significa viaggiare a piedi: il modo migliore per scoprire e capire il mondo. Camminare e' semplice e immediato, naturale e indispensabile, non servono accorgimenti o attrezzature complicate. Dal camminare traggono beneficio tutte le funzioni fisiologiche. Ognuno di noi puo', secondo la stagione e delle capacita', scegliere dove e con chi andare. Dividere il percorso con altri, ci fa sentire vicini e gioire d’emozioni comuni.
Camminare e' anche l’occasione per conoscersi, capirsi, capire gli altri e la realta' che ci circonda. Riscoprire la propria natura nella natura, in ambienti incontaminati far riemergere l’essere umano. Inoltre sempre  dall'introduzione del nostro sito : << La filosofia alla base di CAMMINA LIMBARA e' di camminare per conoscere l’ambiente del Limbara, viverlo nei suoi pregi e nei suoi difetti, perche' solo con la conoscenza si puo' amarlo, proteggerlo e usarlo con intelligenza e parsimonia. Esplorare il Limbara (che puo' essere conosciuto e apprezzato solo abbandonando la macchina e le strade che lo attraversano), significa inoltrarsi a piedi negli ambienti che lo caratterizzano: boschivi, di macchia, rocciosi, torrentizi, steppici.Camminare quindi! Camminare per conoscere e capire.>>
Nelle escursioni  la meta e' di volta in volta: 





  • Un bosco di lecci, di agrifogli




  • Un tasso secolare, un prato di peonie




  • Una cima che ha una forma particolare o un gruppo di cime ancora senza nome




  • Dei torrenti, che lungo il loro corso incontrano dei gradoni granitici costringendoli a dei salti spettacolari




  • Un sito archeologico





Ed ecco aprirsi una realta' inaspettata di tesori naturali e storici che con le nostre esplorazioni intendiamo far conoscere e valorizzare. Un ambiente aspro e selvaggio, inciso da erosioni e profonde gole, modellato da ciclopici massi di granito, colorato e profumato dai rari fiori e piante officinali.





dopo  questa  breve  parentesi  veniamo ala giornata  del  4   maggio




abbiamo fatto l'Escursione ad Oliena in Località Monte Corrasi, in collaborazione con l’Associazione “SU GOLOSTIU” di Bitti.



 una cartina presa dala rete 


Qui le foto sono mie




Sveglia all'alba perchè avendo mangiato pesante durante la cena in agriturismo e avendo in camera gente che russava come tromboni e soffrivo di disturbi di stomaco poi passati la mattina  ,  mi sono alzato 45 miuti primna dela partenza  prevvista  dall'agriturismo  e ne approfittato per fare alcune foto del monte in cui saremo andati il giorno ed  ecco le prime foto 


 









La camminata è partita dalla periferia del paese località Monte Maccione. da fino alla cima sia attraverso al strada sterrata sia attraverso i sentieri  ( eccovi alcune  foto  le  altre le  trovate  sulla mia pagina  di flick  oppure  semplicemente  cliccando   sul  banner  di  flick  presente    fra i banner  del sito sulla derstra  )  piante e di panorami dei paesi circostanti  è un percorso duro simile ad un'arrampicata come la salita di dante nel purgatorio , per chi come me non è allenato alle salite , ma ripagato dalla visione dei luoghi dalle bastionate calcaree e querce a dir poco monumentali che, per la loro forma e grandezza, suscitano meraviglia e stupore. Il primo tratto di sentiero, interamente nel bosco, ci conduce in prossimità di un bell'ovile in località Tuones da dove si proseguirà, incantati sino a giungere in località Prados, vera porta ed uno dei pochi valichi che consentono di accedere a queste montagne. Da qui si domina uno scenario incomparabile che ci lascerà senza fiato: è questa (forse) l'area wilderness più bella d'Europa.
S'attraversa un ambiente lunare interrotto qua e la da vetusti tassi, contorti ginepri e solitari aceri montani ma anche gigantesche guglie calcaree, grotte e doline che ci daranno l'impressione di attraversare una sorta di paradiso terrestre dall'inizio alla fine  .
Ma la vera sorpresa la si avrà una volta arrivati in cima ( io non sono salito , mi sono fermato sotto a 100\50m metri , mi facevano male i piedi avevo delle scarpe da trekking leggere e non quelle dure e quindi avevo male ai piedi ) un solitario leccio, ( che purtroppo  non ho  fatto in tempo a fotografare  perchè la sosta  è stata  breve   )  posto quasi a guardia, ci preannuncia l'arrivo sul bordo della falesia che improvvisamente si apre mostrandoci uno scenario che forse non ha paragoni in Sardegna: tutto attorno a noi, si stende a corona, selvaggio e frastagliato, attraversato da imponenti gole e rigogliose foreste, tutto il supramonte sino alle superbe cime del Gennargentu, la Valle di Lanaitthu con la sua storia è poco sotto e a perdita d'occhio ancora foreste e montagne selvagge che saranno il meritato scenario per una giornata speciale. La discesa facile , ma dura per chi causa lavoro ,, impegni e nel mio caso a volte anche pigrizia è già tanto se fa 1km \ 2 al giorno .Ma  tutto  sommato ne  è valsa la pena  .

P.s  
Se le mie foto non vi dovessero piacere  o essere scarse qui ne  trovate  di più belle  e migliori 


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