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21/11/14

Grande Guerra. Pinotti: commissione per far luce su fucilazioni grande guerra

era ora   un passo verso una memoria  condivisa  e  una  chiusura  delle ferite  ancora  aperte  ?
  scopro  solo  ora    parlando  di   fucilazioni  e  decimazione  su  i vari  gruppi  di fb    dedicati al  centenario della primna guerra mondiale   questo articolo  e  questa  iniziativa  da  parte dei nostri governanti 
 
 
 grazie   della segnalazione  di Fortunato Galtieri   appartenente  al gruppo di discussione su  facebook  https://www.facebook.com/groups/centenarioprimaguerramondiale

da  http://archivio.internazionale.it/news/grande-guerra/

Grande Guerra. Pinotti: commissione per far luce su fucilazioni grande guerra  31 luglio 2014  10.20



Roma, 31 lug. (TMNews) – “I tempi sono maturi per un’accurata e scrupolosa operazione di giustizia storica e morale, lontana da preconcetti” sulla vicenda dei mille più soldati italiani fucilati durante la Grande Guerra. Lo ha affermato ad “Avvenire” la ministro della Difesa Roberta Pinotti, proponendo di “istituire un gruppo di lavoro per fare luce sui soldati italiani fucilati nel corso della Grande Guerra, vittime di singole esecuzioni o di decimazioni sommarie effettuate “sul posto senza processo”.
L’intervento del ministro della Difesa fa seguito a una inchiesta in due puntate del quotidiano cattolico sulle esecuzioni sommarie, le decimazioni e il rigore spietato della giustizia militare italiana durante la Guerra 15-18. “Avvenire” ricorda che in Francia e in Gran Bretagna già da tempo ci sono state iniziative pubbliche e legislative per «restituire l’onore» ai soldati fucilati “per dare l’esempio”.
L’iniziativa della commissione trova il consenso bipartisan del presidente della Commissione Difesa della Camera Elio Vito (Fi) e di quello del Senato Nicola Latorre (Pd).
Roberta Pinotti, nel suo intervento al quotidiano dei vescovi, ha ricordato che i soldati “vittime di tali esecuzioni sono spesso stati uccisi semplicemente per mantenere l’ordine tra le truppe stremate dalla fatica o ancor più banalmente per dare l’esempio ai commilitoni e oggi non figurano nemmeno nell’elenco dei caduti”.
Favorevoli a approfondire questa pagina buia della storia italiana si sono detti gli storici Nicola Labanca, Irene Guerrini, Marco Pluviano, Alberto Monticone, Roberto Morozzo della Rocca e Mimmo Franzinelli; l’ex ministro della Difesa Arturo Parisi e il generale di corpo d’armata dell’esercito Fabio Mini

14/10/12

finalmente i pastori sardi lo hanno capito Presentata a Nuoro l'aggregazione mirata ad adeguare le produzioni alle richiesteI pastori uniti vanno in ReteAllevatori, caseifici, coop e venditori sfidano il mercato


dall'unione  sarda  Edizione di sabato 13 ottobre 2012 - Economia (Pagina 15)  Presentata a Nuoro l'aggregazione mirata ad adeguare le produzioni alle richieste  Tra i promotori Prolat, Agriexport, Agrifidi e le coop Allevatori uniti Sardegna, Concordia di Pattada, Armentizia di Siniscola e Rinascita di Oliena.

«Lavorare in sinergia sulle diseconomie: negli ultimi cinque anni nel comparto non ha guadagnato nessuno. Abbiamo perso tutti in un settore al collasso». Albino Cubeddu, amministratore della Prolat, dall'alto della sua esperienza commerciale (è arrivato a esportare negli Stati Uniti anche centomila quintali di pecorino romano), lancia un messaggio preciso a Nuoro durante la presentazione della Rete di imprese del comparto lattiero-caseario ovino.
I PROTAGONISTI Iniziativa che vede i pastori unirsi per aggregare il prodotto, le cooperative mettere a disposizione strutture di trasformazione modernissime e la Prolat giocare la partita fondamentale del mercato programmando le produzioni seguendo le esigenze e i gusti del consumatore. Invita i pastori a unirsi e «far valere il loro potere d'acquisto», Albino Cubeddu: confrontandosi con Francesco Dore, presidente di Copagri e della cooperativa Agrifidi, ipotizza già con una serie di interventi coordinati un risparmio di dieci centesimi al litro e fa intravedere l'obiettivo di un prezzo del latte «stabilito mese per mese». Senza demonizzare il Romano, ma «adeguando al mercato gli standard qualitativi». La Rete ha già messo insieme «senza la politica soggetti diversi che - dice Dore - dovranno pensare ognuno a fare bene la propria parte». Il commerciale con la Prolat (oltre 11 milioni di fatturato) interfacciato con 3100 aziende zootecniche e i caseifici cooperativi di Agriexport, Concordia di Pattada, Armentizia di Siniscola e Rinascita di Oliena (50 milioni di giro d'affari).
COOP PROTAGONISTE Totoni Sanna, presidente di Legacoop Nuoro parla di «proposta aperta» e sottolinea il ruolo-guida della cooperazione, prima protagonista con i suoi caseifici e i 2600 soci e la Allevatori Uniti Sardegna. Ogni soggetto porta «esigenze diverse con una finalità comune: immettere sul mercato un prodotto certificato che garantisca valore aggiunto», sottolinea Toto Meloni che con la società Meeting segue ricerca, sviluppo e rapporti istituzionali. Gli allevatori per la prima volta sfidano il mercato, dividendo il rischio d'impresa e, si spera, gli utili.
VOGLIA DI UNITÀ Ne è convinto Salvatore Palitta, presidente del consorzio Agriexport, individuando nella Rete tutti gli strumenti fondamentali per «superare un sistema produttivo frammentato e inadeguato». Con impianti di trasformazione tecnologicamente all'avanguardia e capaci di garantire l'eccellenza certificata, Palitta guarda proprio alla commercializzazione, alla razionalizzazione di un sistema fatto da troppi che si fanno concorrenza svilendo il prezzo.
Michele Tatti

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