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10/02/09

9 febbraio, di sera

Soltanto ora riesco a scrivere, non di te, ma a te. Di te e dei tuoi cari s'è scritto, e detto, e urlato, e bestemmiato troppo in questi interminabili mesi, in queste infinite ore. Scrivere di te mi riusciva impossibile. La tua impalpabile possanza m'invadeva con tale prepotenza, il fermo immagine della tua stralunante, succosa e sfrontata giovinezza mi appariva così in contrasto con l'impenetrabile cappa in cui giacevi, oscura ai nostri occhi ansiosi, che no, nessun motto, nessun pensiero, nessuna preghiera poteva in me sostituire il silenzio.

Tu che potevi essermi figlia, se restavi quella dei vent'anni. E forse perché avvertivo questa tua figliolanza, questa tua estrema e disperata dipendenza da noi, poveri umani, non potevo - non posso - nominarti per esteso. Avverto un frizzo stridente, come volessi rinchiuderti ancora una volta in qualche lettera, in un caso clinico, e proprio nel momento in cui sei sciolta da ogni legame. E. "E" come Eterno, "E" come una congiunzione cui mancava un principio, di cui non si vedeva il termine. "E", come "e tu eri là", presente imperfetto, là nell'interregno, nelle cavità della vita, nella periferia d'un respiro oscuro, dove nessuno poteva raggiungerti, neppur volendo. Era questo continuum svanente che smarriva, la terra incognita, la landa desolata dove immaginavo baluginassi, nella notte e nella nebbia.

Dove, forse, sentivi, e non potevamo captarti. Dove, forse, restavi sospesa, ignota al mondo e a te stessa, e all'immotivato, crudele nulla. Il nostro inferno, la dannazione della razza, non è la fine. E' l'assenza, l'atomo opaco, la scala interrotta, la domanda senza risposta.

E. E continuavi a percorrere, tu l'ebrea errante, il viottolo spinoso delle umane coscienze. E non sparivi, e non ricapitolavi, e restavi col tuo corpo disappartenuto, e resterai per sempre, nel flusso dei mondani tumulti. E anche per questo, forse, non potevo parlare né scrivere di te prima. Ho potuto farlo con Piergiorgio, con Gina, con Roberto, con Luz. No, con te non potevo. Troppo archetipo, troppo vertigine, troppo...

Non sei più in sospensione, adesso. Adesso è giunto anche per te il momento di fermarti, perché ti sei sciolta in un altro abbraccio. Dal padre al Padre, nell'arrendevolezza che forse sola può salvare, a patto di saper attraversare questo scompaginato vuoto. Per non poter più dire, noi tutti, io, te, non ce la faccio. Ti dedico un video


http://www.youtube.com/watch?v=D3d8gdo5DDg


che, con un'amica, avevo realizzato proprio ieri, a poche ore dal tuo saluto. Addio, straniera di tutti, riposa in pace. A ricordarci la nostra estraneità qui, in questo angolo stretto e lontano.

Daniela Tuscano

15/12/08

se non avessi te...

ORE 7,30





Sembra il titolo di una canzone.


Se non avessi te....


ma è proprio cosi'.


Anche se giochi, hai sempre uno sguardo per me


e so che non sono sola.



sdolcinata?

forse un pochino.

Ma la sono solo con Kira

Carpe Diem

17/11/08

Senza titolo 1039

Eri il mio sole


 


Eri il mio sole


volevo esserti fiore


ma nuvole ti nascondevano


ho provato ad essere sole


ma nuvole ti nascondevano


ancora


volevo guardarti


volevo che tu mi guardassi


radiosa


ma nuvole tra noi


sempre


e sarò nuvola allora


che tu sia fiore o sole


vedrai


laddove ha casa il mio cielo


ti sarò nell’anima


 


Pietro Atzeni

21/10/08

Foa, addio poeta



Vittorio Foa (1910-2008)



Addio, poeta. Non riesco a usare un "ciao" nel salutarti, perché "ciao" deriva, in fondo, da "schiavo", e tu la schiavitù l'hai sempre combattuta. "Addio" ha un andamento venusto e solenne. E la tua pupilla, dietro gli occhiali spessi, nenniani, implacabilmente novecenteschi, splendeva arguta e satura di gioventù. Eppure, non riesco che a pronunciare un commiato antico. Addio. Roccioso come quercia, come zolla smossa dal sole. Libero, sì, del colore rosso della giustizia, dell'umanità secolare, del colore rosso delle bandiere al vento, quando ritrovarsi era lotta e costruzione. Poeta perché uomo, poeta perché minoranza, poeta perché ragazzo, ribelle ragazzo, scardinatore di regole e implacabile come un soldato senz'armi. La tua arma era la lancia acuta del pensiero laico e solenne. Addio, poeta della fiducia. Incrollabile nell'ottimismo, pugnace nell'intravedere un frizzo verde nel fango che ti circondava, che ci circonda. Addio, poeta d'un sole feroce. Addio, poeta dei contrasti e dei colori decisi. Sei mancato quando più avevamo bisogno di te, sei mancato restando fino all'ultimo. E, mancando, ci hai insegnato che ognuno deve percorrere in solitario il suo tratto di strada. Non sei scivolato via. Hai infuso in noi un fuoco immenso. Addio, poeta dei tumulti e dei canti. Non temiamo questo saluto, perché hai comunque vinto. Il tuo tratto era la fierezza, uomo fuggitivo e spigoloso. Degno dell'attimo, ci hai donato tutto. Addio, poeta, nostra metà migliore.


Daniela Tuscano

04/08/08

Senza titolo 735

Armonia nel meriggio assolato


 


Armonia nel meriggio assolato


rapito


azzurro puro nel cielo


vivace canto d’uccelli


sereno incedere del vento tra le foglie


buon odore di terra


profumo di fiori


variopinti colori


un cardellino curioso s’avvicina


attimo sublime


nel torpore m’illudo di quell’armonia


vorrei fermarti e obliarmi in te


ma che dico


ci si ubriaca di gioia e di sole alle volte


vibra l’uccelletto e spaventato mi guarda


un rumore


scappa a ritroso con la mia illusione


potessi anch’io


 


Pietro Atzeni

03/06/08

Ora-Mai


                                                                                                                                                     Ora
ci si ritrova incompiuti,
gheriglio secco
polvere bianca
sull'armonium della vita.



Ora,
perdo la quiete
di quel tempo lasco,
di quel tempo sfrangiato,
inesistente e immoto,
che mi accarezzava
in splendida beltà.


Beltà maestosa e sorda,
beltà azzurra e lieve,
coperta di fiocchi
e marezzata di spazi



Beltà d'uovo,
di silenzi solcati,
da labbra e cuori


Mai,
mai più t'afferro,
tu che scivoli empio,
e mi abbandoni a mezz'aria,
come deserto spopolato,
come ghiareto riarso.



 

 

 

                                                       Daniela Tuscano

12/05/08

Senza titolo 519

Primavera


 


E’ primavera


la natura è in festa


papaveri rossi


margherite gialle


dilagano ovunque


per l’aria luminosa le rondini


disegnano la loro gioia


carezza per occhi e cuore


nel cielo azzurro


l’anima cerca il volo


verso quell’armonia


ma la vita


palloncino legato a un filo


la trattiene


già la vita


falco nel nostro cielo


timido volo di rondini


disegno inespresso


pallida gioia


dal profondo


d’un sorriso acerbo


 


Pietro Atzeni


 

05/04/08

Orchestra (la musica che suona ancora dentro)

ATTO PRIMO :  PROVE E  ACCORDI

Prima, all'inizio prove
Ognuno suona da solo
Fa le sue prove di accordo
Come se gli altri non esistessero
Sento il suono dell'arpa
Sento le leggere percussioni
Come battiti di ali di farfalla
Che rimbombano nel mio cuore
Sento due viole a turno
Sembra si lamentino
Sembra un triste pianto
Quello che sto trattenendo
Vorrei andare a casa
Vorrei non essere qui
Per piangere liberamente
Mi concentro sulle immagini
La musica no è dolore
Ho troppe lacerazioni
Nella testa e nel cuore
Le immagini, le immagini
mi servono immagini
E allora guardo le persone
Anche io sono persona?
Me lo chiedo sempre.
Guardo tutti da fuori
Loro forse guardano me
(Ma tanto non mi vedono)
E non so cosa pensano
Mi sembrano tutti uguali
No .. c'e' un bel ragazzo
Tre file più avanti
Lunghi capelli castani
Sguardo assorto e intelligente
Ha la posa di un principe
E magari lo è davvero
Chissà, lo sguardo mio si perde
Gli occhi si svuotano e mi perdo...

ATTO SECONDO: IL CORO


Arriva il coro e penso a te
Penso sempre a te
Per questo devo piangere
Ma non per te, per me
Intanto ognuno continua
le sue indistinte prove
Il coro, donne e uomini.
Vestiti in modo diverso.
Perchè sempre distinzioni
così evidenti e sfacciate?
Ora non manca quasi nessuno.
Una bellissima immagine
Da dipingere in un quadro
Mi piacciono le orchestre
Mi sono sempre piaciute
Per la loro eleganza vera.

ATTO TERZO: APPLAUSI

Applausi applausi
Tutta l'orchestra
Tutto il coro si alza
E si inchina davanti al direttore
Che fa un direttore d'orchestra?
(Maestro viene chiamato, come Gesù)
Me lo sono sempre chiesto
Sono magia per me i suoi movimenti
Un dito che si muove impercettibilmente
E un suono che nasce immediatamente
Come fa? Come fanno?
Chiudo gli occhi
Il coro entra in me, ancora penso a te
Al tuo canto che mi pacifica
Una voce sola, una voce
Fatta da novanta voci
(ebbene sì, li ho contati)
Tutte voci diverse, ma unite
Il diverso che si unisce
in una armonia insperabile
E poi gli strumenti ancora diversi
Ancora insieme alle voci

ATTO QUARTO: ARMONIA DENTRO

E' bello guardare il movimento
di mani che pizzicano le corde
Di archetti che si muovono
Di fiati luccicanti che si alzano
E poi si abbassano e ancora le voci
E tutti insieme tutti diversi
E tutti insieme diventano uno
Una sola armonia che entra
dentro l'orecchio, l'occhio
il cervello, il cuore, l'anima
(esiste davvero l'anima?
perchè ti penso sempre?)
E il maestro con il suo corpo
Una magia di movimento
Che tutto porta in una sola direzione
Una magia di movimento
Per me incomprensibile
Chiudo di nuovo gli occhi
ma li riapro subito
Non posso fare a meno
di guardare con i miei occhi
quello che altri sensi
mi portano dentro

ATTO QUINTO: COLORI


Il colore della musica: rosso
Sfondo rosso. Camicie bianche
Abiti neri. Spartiti bianchi.
Leggii grigi. Sfondo rosso.
Strumenti di legno (calore)
Strumenti di ottone (brillano)
E luce, luce sull'orchestra
Luce sul coro, dentro di me
(che ancora penso a te).

ATTO SESTO: MAGIA INSIEME

La musica si ferma, si fa silenziosa
Solo il coro di voci, più alte
E poi di nuovo anche la musica
Violini, viole, bassi, ottoni
Una timida arpa, percussioni lontane
Ognuno sembra solo
e invece tutti sono insieme
Come fanno?.. mi chiedo ancora
Come fanno a sapere il momento?
Ognuno sa il momento e cosa
Senza farsi influenzare dal vicino
che ha altro momento e altra cosa
Tutti diversi eppure tutti insieme
Come fanno a riuscirci?
Mi sembra tutto quasi magico

ATTO SETTIMO: MARE

A volte la musica sembra più tranquilla
A volte è tutto troppo forte
Tutti insieme, tutti con il loro massimo
Sempre in armonia, ma con forza
come se quasi fosse rabbia che esplode
ma poi di nuovo piano piano
come le onde del mare
che si gonfiano si gonfiano
fino a che si sfracellano sugli scogli
e tornano indietro per ricominciare

ATTO OTTAVO:  FOLLIA

Sono già perso, sono già altrove.
Chi è quel pazzo, quel pazzo
che ha scritto la musica che sento dentro
quella che mi rimbomba fatta di sensazioni
tutte diverse, ma che tutte insieme
sembrano davvero magiche?
Chi è quel pazzo che mi ha messo
tutta questa musica, che cresce
cresce per ogni sguardo, per ogni gesto
nel bene e nel male, tutto insieme
corpo, cervello, cuore e anima
(ma esite davvero l'anima?
e io perchè penso sempre a te?)
Chi è quel pazzo che ha creato
questa musica, e questa orchestra?
E poi l'ha messa, (tutta questa orchestra
che suona dentro di me)
l'ha messa in un teatro da demolire?


28/03/08

Senza titolo 374

girovagando in rete  ho trovato su www.lineagoticafight.blogspot.com bel racconto erotico sentimentale   che  qui  riporto in  parte . Peccato che non  sia  un utente  splinder cosi posso  invitarlo direttamente senza  obbligarlo a registrarsi   a splinder  .




Semplicemente amore


Semplicemente amore è un racconto erotico-sentimentale, che ho scritto circa due anni fa. In fondo ho messo un video, con la canzone "E la chiamano Estate" di Bruno Martino, per creare l'atmosfera. Spero vi piaccia.

Entriamo nella tua stanza, ti volti e mi guardi; cerco di leggere i tuoi splendidi occhi, come ho sempre fatto, per una vita, ma oggi non riesco a comprenderli; brillano di una luce nuova, la luce di un amore che non conoscevo.
Metto una mano sulla tua spalla e scosto un po’ la camicetta, tu reclini il volto e accenni un timido sorriso, le tue guance prendono colore e sento il tuo respiro profondo farsi più forte; il sospiro entra in ritmo con il tuo cuore, che aumenta il suo pulsare.
Ti apro la bianca camicia e resti davanti a me, con il reggiseno trasparente che lascia intravedere i tuoi capezzoli.
Li sfioro con la mia mano, poi mi chino e li bacio da sopra il tessuto.
Non è la prima volta che vedo i tuoi magnifici seni, ma mai s’era acceso in me tale ardore.
Slaccio il reggiseno e ora vedo le fonti di linfa davanti a me, in tutto il loro splendore.
Ti spingo indietro sul letto e ti sdraio; appoggio il mio viso sulle tue morbide rotondità, e mi stringi al petto con le braccia e le calde mani. Quanto ti desidero!
Mi guardi con i tuoi incantevoli occhi, dai quali sgorga una lacrima di felicità, che scende fino ad appoggiarsi sulle mie labbra... e me ne nutro, come fosse una manna divina.

Cominci a slacciare la mia camicia ,  ...........
continua  qui sul suo blog

16/03/08

Senza titolo 332

Tu luna


 


Tu luna


splendente nel tuo nero mantello


scintillante di gioielli


Io rapito


dalla magia del tuo incanto


seguo il tuo influsso


polline per cuore


so che non ci incontreremo mai


sei così vicina eppure lontana


siamo sole e luna


nati opposti


luce e tenebre


presbiopia d’anima


e un solo cuore per due


troppo vicina, troppo lontana


da esistere


ad occhi chiusi


e cuore aperto


solo nel sogno


 


Pietro Atzeni

10/02/08

Senza titolo 181

Come l’aurora nel sole del mattino


 


Il mio cuore è con te


come l’aurora nel sole del mattino


con te si muove


batte


sospira


piange


ride


il mio cuore è con te


con te vivo


di te mi nutro


humus per le mie radici


altro non chiedo


oltre non vado


ti tengo in un cassetto


preziosa gemma


che non sopporta i perché


ansia di lettera attesa


speranza da tenere chiusa


 


Pietro Atzeni


 


 

30/12/07

Senza titolo 2447

Se tu fossi qui


 


Se tu fossi qui


la mia poesia prenderebbe altre forme


sarebbe la fremente attesa


le gambe irrequiete di te


e poi finalmente


lo sguardo appassionato


la parola sussurrata


la voglia di starti vicino


respirarti


di sperdermi nei tuoi occhi


il trasporto a stringerti


il corpo che brucia d’amore


e baciarti


e poi baciarti e ancora baciarti


ah se tu fossi qui


questo sarebbe


e invece non ho che carta e penna


sono assetato nel deserto


che canta il suo miraggio


così nasce la mia poesia


 


Pietro Atzeni

21/10/07

Senza titolo 2129

IL VERO VOLTO DI ANAKE
Sono anzi ero un redattore di rossovenexiano disgustato da quello che scrive anake
Post di anake redazionale:
Pare ci sia una talpa o un talpo nella redazione di Rosso Venexiano... uno stronzo che può copiare dati riservati e leggere i pvt avendo rubato la password a cui dedico il faccia di culo day numer two.
Ho letto in blog fetecchia, dei post demenziali e commenti altrettanto farneticanti (scritti dalla stessa persona che fa i post ovviamente per darsi credito da solo... ma è malato? Lo curino con la mazza da base-ball!!)
dove sembra che sti poveretti di Rosso Venexiano, abbiano commesso chissà che se, su oltre 1400 iscritti una parte non pubblica... e allora? Cazzo ce ne frega scusate? Che devono fare quelli di Rosso Venexiano, eliminare chi non scrive? Qual è il problema? A chi dà noia? Negli altri collettivi è uguale.. embè cazzo ci frega?
Sono dati normalissimi per un collettivo così imponente e di grande successo. Ora in home splinder contano 284 post settimanali e 1435 commenti... il blog dello stronzo yoghi invece ha 335 post (copia incolla lui tutta la notte fra una sega e l'altra guardando la foto di Manu) e 75 commenti (copia incollati anche quelli)... ecco perchè rompe il cazzo così... invidia profonda ossessione... poi che Manuela sia anche una bella donna e lui un vecchio babbione... invidia ancor più grande... lei sa anche scrivere... lui per carità... capito tutto: invidia di quella cattiva che se credi in Dio, vai all'inferno e lì trovi i blogkillers che ti fanno un culo tanto... e fanno bene!!! Magari gli piacerebbe anche... che gli facessero il culo... credo di si. Ok scrivo io a Rocco e gli chiedo di procedere.
Chiaro che fa molta invidia e qualche farlocco per non dire di peggio ci casca anche, ma forse pensa di distruggere il lavoro di tante persone (che sto conoscendo e sono veramente eccezionali) e lo fa vomitando merda... ma fa una grande pubblicità così a Rosso Venexiano, che poi quando uno lo vede il blog di Manuela e confronta il blog, la sua eleganza e ne osserva ogni dettaglio, e fa un paragone coi post farneticanti e pittoreschi nonchè sgrammaticati del pazzo che li sta spammando, beh a parte farsi una risata accompagnata da una sonora scoreggiona dedicata al persecutore, e pensare che di vermi ce n'è più in internet che al cimitero... che può pensare se non essere solidale con Manu e Rosso Venexiano?
La calunnia è un venticello ma qui c'è una tromba d'aria di un trombone presto trombato (auguri Manu siamo tutti con te, vedrai che lo convincono a deporre i chupa chups gusto merda e a cambiare spacciatore perchè fuma roba cattiva lo vediamo gli effetti devastanti che ha).
Io ho visto le querele fatte da Anake... non c'è mica da ridere su questa cosa eh, dove sono invece le millantate denunce mai viste e mai fatte dal pazzoide? Ma non ha un cazzo di dignità sto ebete anziano e rincoglionito che rompe il cazzo notte e dì con un sacco di nick... ma quando dorme? Dormi benedetto che sei schizzato.
Io faccio fatica a star dietro a un blog... ah si ma io sono normale (mia madre sa ridendo... che ho detto?), questa è la differenza.
Io credo non sia una talpa nè un talpo... vi ricordate gli effetti della mucca pazza? Ecco, io penso abbia mangiato troppa carne contagiata. Ma poi... perchè mette avatar di ragazzi/e sarà mica pervertito e pedofilo oltre che scassa maroni? Certo che coi suoi 57 anni che compie a novembre, ne fa 4 di ragazzi /e fasulle... figo l'elisir di eterna giovinezza... ma va a caghèr.

Vorrei dirgli a ricchioneeeeeeeeeeeeeee ma perchè offendere i ricchioni se li adoro?

Mo perseguita anche me... anzi dirà che io sono Anake, tutti sono Anake, anche lui stesso si sta trasformando in una copia perfetta di Anake... scriva quel che vuole: embè chissenefrega? Io mica lo querelo... vado a Bologna con mio fratello e gli facciamo un culo spaziale poi ci pianto in centro l'ombrellone, si fa prima e ci si capisce immediatamente.

Organizziamo una gita a Bologna? ... Credo ci vogliano almeno 8 pulman.... madonna mia... che figata!!!

Per venire in gita a Bologna, dovete esporre nei blog il seguente banner (anche la Manu se ne ha il coraggio)


Venite gente, venite: più gente entra più bestie si vedono!!

però non lo vedo... se non va bene dimmelo ok?
E' per chiarire un po' di cose e per difendere chi non ha difesa e finora ha sempre subito offese ok?
Inutile fare le crociate a favore della pace e fregarsene di chi soffre ingiustizie vicino a noi.


Un redattore di rossovenexiano
( anonimo per non subire il trattamento persecutorio riservato
a chi non pensandola come lei fugge dal suo blog)

16/06/07

Senza titolo 1890




(...)
Grande è la confusione sopra e sotto il cielo
Osare è impossibile, osare, osare è perdere
Grande l'impossibile, osare è la confusione
Il cielo è sopra e sotto
Ci si può solo perdere ci si può solo perdere
Ci si può solo perdere...


          manifesto dal cd  Socialismo e barbarie  degli ex Cccp 






                         
www.flickr.com/photos/confusedvision/546760705/


Rispondo a chi via  email o via sms  , o  in una discussione  sul  blog  del compagno ...ehm...  compare  mario pischedda più precisamente 
tinyurl.com/3xao94 in cui dopo un post ( riportato anche qui non ricordo l'url ) in cui dicevo basta  ai fantasmi mi s'invitava  a parlare  dei miei fantasmi\incubi,che (sottoscritto compreso  (a volte  ci trasciniamo nolenti o dolenti dentro  di noi .
D'essi mi viene  un po' male  a parlarne  perchè non è semplice parlarne in generale  ed eliminare i dettagli  
che  sono troppo personali,ma i cui  effetti spesso  creati  in maniera  auto lesionista come : il rimpianto, il rimorso,il piangere sul latte versato, il piangersi addosso, il chiedersi inutilmente chi me lo ha fatto fare o peggio perchè l'ho fatto , ecc  . Essi  sono comuni a  tutti i viaggiattori  sia attivi  sia passivi  che   ci portiamo \  teniamo dentro di noi  , dentro le nostre profondità  lasciandoli (  è a volte  è anche il mio caso  ) per  paura della sofferenza  e di riaprire vecchie  ferite oppure perchè non  ci decidiamo o non sappiamo come , talmente sono  diventati parti di noi  , ad ucciderli \ rimuoverli oppure  a traformarli \ incanararli  in qualcosa di costruttivo  cioè "pezzi " della nostra opera d'arte  che ci costruiamo giorno  per  giorno  , attimo per  attimo . Comportandoci quindi come  Donna  Vincenza  una dei  personaggi  del romanzo prondoe bellissimo    (  che ho  fra i libri per  l'esame di letteratura Italiana II ) il giorno del giudizio di  Salvatore  Satta in cui ritrovate le  stesse atmosfere  di Cent'anni di solitudine del premio nobel per la letteratura  Gabriel Garcia Marquez e la casa degli spiriti ( sia libro che film ) di Isabella Allende
Ora questa   risposta   s'innesta   su un dubbio che  mi ha sempre  tormentato  da quando  ho iniziato  il mio viaggio ( poi  messo  su  blog )  all'interno di me ed  è rappressentato dala canzone degli ex Cccp sopra riportata   e mi porta  ad interrogarmi  su  come  procedere   nell'affrontare  tali problemi  . Ecco dal mio archivio cartaceo  un estratto di  dialogo  interiore avvenuto durante il sonno e scritto appena  svegliatomi  prima che,come capita per il 90% con i sogni\incubi,svanisca  con le luci del mattino  :




(...) 
D) Si deve lottare  contro  i propri incubi  o  propri fantasmi  oppure   farsi trascinare dal flusso della vita 
R)
Lottare  contro i proprio fantasmi  \ incubi  non è cosa facile  e non sempre dà soddisfazioni immediate, ma  è causa  di  ferite sanguinanti di  dolore  . Ma  ciò è neccessario  se si vuole raggiungere   ( anche se  è sempre  instabile  come barche in mezzo al mare per parafrasare  una famosa canzone  (  già  citata più volte in questo blog  ) di Luca  Carboni o anzi meglio come un Bolormaa per parafrasare  l'omonima canzone degli ex Csi   contenuta  nel loro  ultimo  disco  tabula rasa elettrificata  )  un centro di gravità permanente  per parafrasare una  famosa canzone di  battiato . infatti questa  è  una di quelle  battaglie   necessarie e continue per mantenerti vivo e costruire su  macerie  come  dice Guccini    , ma soprattutto non  << (...) So che riprenderò \ il mio giusto tempo \per non sopravvivere \ solo \monumento  >>  come dicono i Mau Mau nella  bellissima e intensa canzone Resistenza,marzo '95

(...)




Quindi come potete cvedere   non sempre ( almeno io  la vedo cosi )  ci si può perdere, come dice la  canzone   sopra riportata,ovvero lasciarsi  trascinare  dal flusso \ dalla  corrente della vita e da  tutti gli aspetti  razionali e  irrazionali   costruttivi  e  distruttivi   ovviamente  cercando di controllarne  le  degenerazioni 
C'è qualcuno\a  di voi che si trova ( o che magari  ha superato ) in tale situazione  \ bivio  su  quale  sisterma usare  ?  
Se si mi piacerebbe ,sempre  se  vi và, leggere in merito le  vostre  esperienze


alla prossima  semper  vostro  cdv







06/05/07

Senza titolo 1807

Vagando in rete prima  di pranzo  ( cosa che faccio spesso  per evitare diche spilluccando qua e la  mangi  troppo e metta su  dei kg  di troppo )  più precisamente sul  bellissimo  blog tiberi.blog.tiscali.it/jw3272607 della  come lei  si definisce  nel suo blog << poliedrica, sfaccettata come un caleidoscopio e curiosa della vita >>  come potete notare  anche da  questo  suo profilo niente male  http://www.myspace.com/lauratiberi in cui trovate delle  sue vignette  molto ironiche  e salaci ) la signorina\a Laura Tiberi , il cuii  link l'ho trovato   cazzeggiando  nei commenti  di un  post  del  blog  --- lo trovate nell'elenco dei preferiti --- del mio  compagnoi di strada il poliedrico artista mario Pischedda  ho trovato  questo  post  emozionante  e  profondo





VERBO ESSERE
PRESENTE INDICATIVO

IME IO SONO
ISE TU SEI
INE EGLI è
IMASTE NOI SIAMO
ISTE VOI SIETE
INE ESSI SONO

VERBO AVERE

EKO HO
EKIS HAI
EKI HA
EKUME ABBIAMO
EKETE AVETE
EKUN HANNO




QUESTE LEZIONI SONO PER LA MIA AMICA MONICA CHE VIENE IN GRECIA CON ME, MA ANCHE PER TUTTI QUELLI CHE HANNO INTENZIONE UN GIORNO DI ANDARCI: è UN POSTO MERAVIGLIOSO E I GRECI SONO LE PERSONE PIù CORDIALI CHE ABBIA MAI INCONTRATO.
VALE LA PENA PARLARE LA LORO LINGUA.




Finalmente qualcuno\a che si libera  che  non è prigioniero di uno dei caratteri dell'italiano medio e non solo  il viaggiare passivo ( standardizzata  e omologante  )  cioè : 1) andare solo ed esclusivamente  nei locali  ; 2) cercare  solo la cucina italiana o peggio quella  globalizzata  dei Mc donald  e  non sperimentare \ provare la cucina del  paese in cui si và  ., 3) non sforzarsi magari  per pigrizia e paura  --- ma questo  è comune  a tutti\e  anche in quei viaggiatori non conformisti e attivi


d'imparare qualche parola  d'usodella lingua  del paese  scelto   ed usare solo ed esclusivamente l'inglese,spesso improvvisando o magari neanche quello ed esprimendosi a gesti ., 4) non adeguarsi  alle usanze  ed al galateo del paese ospitante  o   giudicarlo strampalato usando il nostro  metodo di giudizio  occidentale ., 5)  accontentarsi di quel che passa il convento   e non uscire  dalle rotte - mete  tradizionali  \  comuni  , ovvero quelli che  sono sul 90% delle guide turistiche  non vedendo  come è capitato  a me   a venezia  un posto ( adesso non ricordo quale  )  stupendo  non  riportato nè da tv  nè  da guide turistiche  .

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