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01/08/15

smontiamo la propaganda che dice << Per tutti gli IGNORANTI che dicono che dobbiamo subire questa invasione perchè anche noi siamo stati, a nostro tempo, immigrati..voglio ricordare che: (...) >>

Se  siete   Salvinisti  &  company , creduloni  , bufalisti acritici \ passivi ,   credete  ancora  nonostante  faccia  acqua  da   tutte le  parti  ai miti  : italiani brava  gente poveri  ma  buoni e  digniotosi non leggete   questo post   e  non  andate   in qiuesti url d'approffondimento che  trovate  nel post  





Lo so che rispondere a tali catene è come : << ''Lavare la testa agli asini si perde tempo e sapone >> . Ma visto che ,ne ho già parlato tempo su queste pagine , molta gente prende per vere tali idiozie e le condivide passivamente \ acriticamente prendendole per vere anche davanti alla loro falsità

La storia in questione è vera ma contiene una dose considerevole di inesattezze.










1)  Lo Stato italiano spende 30 euro al giorno per ogni immigrato  
La storia dei 30 euro che, secondo la vulgata di una certa parte politica, sarebbero dati ogni giorno agli immigrati, è falsa: lo Stato italiano non dà soldi agli immigrati ma agli enti incaricati di gestire i centri di accoglienza. La storia dei 30 euro nasce da una (volutamente?) errata interpretazione dei bandi delle prefetture per la gestione dei centri, che prevedono un tetto massimo di spesa di 35 euro a persona accolta. Si tratta di un bando, quindi per vincerlo le cooperative presentano progetti a costi ribassati, con una diretta ripercussione sulla qualità dei servizi. Agli immigrati non viene dato neanche un euro in contanti ma un buono o una carta prepagata per un valore di 2,50 euro al giorno (ma la cifra non può superare i 7,50 al giorno per nucleo familiare, quindi se si è in quattro si ricevono soldi per tre persone e basta). Inoltre viene consegnata una tessera telefonica da 15 euro all’ingresso nel centro. Nel resto dei 35 euro (se va bene) deve starci tutto: vitto, alloggio , pulizia, affitto dei locali, vestiario, ecc. 

2) Lo Stato dà i soldi agli immigrati invece che alle famiglie italiane  
Non è vero. Lo Stato non sposta fondi destinati alle famiglie italiane per darli agli immigrati. I fondi in questione sono stanziati in compartecipazione dell’Unione Europea , che prevede un finanziamento dei progetti di accoglienza. Se non ci fossero immigrati da accogliere non ci sarebbero quei soldi, quindi non potrebbero essere destinati ad altri fini i ogni caso. 

3) Il 90% degli immigrati non ha diritto all’asilo politico  
Un’altra bufala, grande quanto una casa: secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero degli Interni (risalenti a febbraio 2015le richieste d’asilo accolte sono il 51% del totale. Il 49% dei richiedenti asilo non ottiene lo status di rifugiato, non il 90%. 

  con le  conseguenze

 che  sappiamo  tutti  ogni volta  che  i profughi  vengono  mandati da qualche parte  o c'è qualche  sbarco .
Ho deciso di rispondere  , con  la  collaborazione    di alcuni utenti  del  nG (  i vecchi  news  groups  )  di  it.cultura  storia  , in cui  ho lanciato   come   provocazione costruttiva     questa   catena  delirante   che ancora  studi seri  di  Gian Antonio Stella sull'emigrazione italiana 

  • ( L'orda. Quando gli albanesi eravamo noi , Milano, Rizzoli, 2002. ISBN 88-17-87097-8; Milano, BUR, 2003. ISBN 88-17-10807-3.
  • Brutta gente. Il razzismo anti-italiano, con Emilio Franzina, in Storia dell'emigrazione italiana, II, Arrivi, Roma, Donzelli, 2002. ISBN 88-7989-719-5.
  • Odissee. Italiani sulle rotte del sogno e del dolore, Milano, Rizzoli, 2004. ISBN 88-17-00361-1.
  • Sogni e fagotti. Immagini, parole e canti degli emigranti italiani, con Maria Rosaria Ostuni, con CD, Milano, Rizzoli libri illustrati, 2005. ISBN 88-17-00924-5.)  continuo  ad    a circolare  .




 che  il post  inizi



Per tutti gli IGNORANTI che dicono che dobbiamo subire questa invasione perchè anche noi siamo stati, a nostro tempo, immigrati... voglio ricordare che:


1. Il nostro popolo emigrò in paesi che erano bisognosi di forza lavoro, in paesi bisognosi di costruire nuove città, nuove strutture, in paesi insomma che avevano mercati industriali in completa espansione, non andavano in paesi con una disoccupazione al di sopra del 10%, in Economie in recessione o con picchi di disoccupazione giovanile al di sopra del 40%.

I  tempi  sono  cambiati in questi ultimi   70 anni . ed  ancora  oggi  li consideriamo   come  all'epoca siti consigliati e post   dall'untente  di   del news  groups  ICS  peter schlemihl  <<    Italiani che rubano il lavoro: 

Molti sono gli esempi che potrebbero essere citati e che mostrano come [gli immigrati cattolici] operino una sistematica occupazione dei posti di lavoro soppiantando in questi impieghi desiderabili i protestanti e gli americani coi loro metodi da clan". (A.O. Nash, "L'immigrazione italiana e irlandese" American Protective Association, Usa,1896 - La Gumina, p. 169)  >>
Beh, ci sono cinque milioni di immigrati in Italia, la maggior parte lavora, quindi la richiesta , anche  se  di sfruttamento e lavori mal  pagati  , di manodopera c'è. . Ora   come dice    scusate   se  lo riporto integralmente   ma  ha  perfettamente     ragione  sempre di ICS Roberto Deboni DMIsr : <<  A prima vista fin sembra andare bene ... se non fosse che tutta la frase e' intrisa di una profonda cultura fascistoide. Essendo profondamente diffusa e permeata nel pensiero di molti lettori, la vedo dura a spiegare le ragioni, ma ci provero' lo stesso, non si sa mai. 
Prima di tutto la stessa definizione di "popolo" con le sue implicazioni bibliche e' totalmente sbagliata. NON ESISTE un popolo che e' immigrato. Esistono persone che, con cuore piu' o meno greve, o indifferente o financo gioioso, se ne sono andati dalle loro terre natie. Punto. Tutto ciò' che si aggiunge intorno e' ricamo demagogico. 
L'implicazione biblica e' poi subdolamente implicita nel momento che pare di volere fare intendere che il comportamento di questi individui, fuori dai confini nati, debba ricadere su chi resta. Assurdo! Mi ricorda la stoltezza di chi, residenti nel condominio confinante, viene a lamentarsi con me, dei comportamenti di chi risiede insieme a me nel mio condominio: ma che c'entro io di cosa fa nella proprietà' altrui ?! 
Assurdo ancora di piu', in svariati casi, se poi esaminiamo le ragioni dell'abbandono delle proprie terre. 

Il caso piu' eclatante e' di chi scappa da una persecuzione politica. Evidentemente la pensa diversamente dal governo, e se fosse una democrazia funzionante, ovviamente da ciò' che pensa la maggioranza dei residenti. Per quale dannata logica, questa maggioranza dovrebbe essere imputata delle colpe eventuali del transfugo all'estero o con quale faccia tosta questa maggioranza puo' permettersi di gloriarsi dei meriti di questo dissidente.?
Un altro caso e' di chi se ne va' perche' semplicemente a casa sua non puo' fare cio' che gli piace, ad esempio ricerca scientifica avanzata. Visto che e' stata l'incapacita' ed insufficienza della societa' che ha abbandonato ad obbligarlo ad andarsene, come puo' questa societa' farsi vanto di avere impedito a questa persona di esprimersi a casa propria: vergogna, altro che "vanto" !!! Peggio ancora, se mezzi e possibilita' c'erano, ma la societa' 
ha preferito l'inedia culturale della corruzione che favorisce i nepotismi e della nomenclatura. 
Un altro caso e' di chi se ne va' perche' a casa sua muore di fame, ancora maggiore dovrebbe quindi essere la comunita' che e' responsabile di questo, altro che "fregiarsi" dei meriti di chi, se fosse stata per essa, sarebbe morto di stenti. 
Un altro caso e' di chi e' alla ricerca di una vita facile, della ricchezza, del benessere senza fatica (in rapporto alle fatiche quotidiane vissute), spesso sono anche criminali o con tendenze opportuniste, al meglio. Se fanno male, raramente la societa' d'origine se ne fa vanto, se fanno soldi, se diventano ricchi e potenti, allora abbiamo la logica servile, nelle comunita' moralmente marce ed opportuniste, del correre dietro ai ricchi e potenti. 
Questi sono solo alcune delle ipotesi per cui si emigra, e come si vede non si possono accumunare, anche se qualche volta si possono trovare insieme (raramente nella vita delle persone le scelte sono dovute da UNA SOLA ragione). 
Inoltre abbiamo il sottofondo dell'impregnante assunzione biblica che emigrare sia buono. Stava in piedi seimila anni fa. Oggi non funziona piu'. L'emigrazione funge da valvola di sfogo semplicistica quando la popolazione cresce troppo rispetto alle risorse. Oggi e' evidente che una logica del genere puo' essere 
paragonata solo ad un cancro, ad un tumore per l'ambiente. Oggi l'umanita' rappresenta biologicamente un carico per l'ambiente che a lungo termine e' evidente anche al piu' idiota, e' semplicemente insostenibile. A meno di volere pensare ad una futura terra una specie di enorme condominio multipiano che lascia libera, forse, solo gli oceani. 
E' vero che ci sono ancora zone della terra scarsamente popolate, ma occorre emigrarvi con discrezione e discernimento ed in ogni caso, senza prevaricare sui popoli residenti. Gia', a proposito, il diritto per cui spesso molti hanno combattuto, di rispetto delle popolazioni locali (magari in forma un po' ingenua, come nel film "Soldato Blu" del 1970 con riferimento agli indiani di America), non dovrebbe valere anche per gli europei ? O usiamo due pesi e due misura anche con logica da suicidio ? 
Un ulteriore messaggio implicito in quella frase appartenente innocuo e' "emigrare e' buono". Non e' automaticamente vero, e non e' sempre cosi'. 
Ad esempio, l'immigrazione dei meridionali, che nel tempo ha fatto si' che prevalesse, per semplice incremento del rapporto numerico, la feccia della cultura locale, quella della manovalanza della malavita e quella del servilismo verso i latifondisti, quella del parassitismo verso la comunita', e' assolutamente deprecabile nel momento che ha fatto si' che i migliori semplicemente 
gettassero la spugna, e se ne andassero'. Quando si tratta di "prendere atto dell'inevitabile", di un "rapporto di forze insostenibile", oppure si tratta semplicemente di vigliaccheria di chi non vuole farsi carico dell'impegno 
per forzare un cambiamento positivo nella sua comunita' ? Quando l'emigrazione e' pura necessita' di sopravvivenza e quando invece e' vigliacca fuga ed abbandono delle proprie origini ? 
Tante domande, tutte diverse, per individuo, momento storico e situazione della comunita'. L'unica certezza e' che le parole "Il nostro popolo" serve solo a pilotare insieme un mucchio di luoghi comuni, per la maggior parte profondamente manipolatori del pensiero politico e culturale. 

Questa e' la classica chiusura polemica <<  non  andavano in paesi con una disoccupazione al di sopra del 10%, in  Economie in recessione o con picchi di disoccupazione giovanile al di sopra del 40%. >>, che nel mentre vuole forzare una sua tesi, rigetta a priori ogni possibilita' di discussione con la controparte: insomma quasi uno slogan (peraltro rischioso nel momento che cita cifre che possono essere discutibili, in un senso o nell'altro, o cambiare rapidamente nel tempo).

2. I nostri emigranti andavano negli Stati Uniti, in Belgio, in Australia con passaporti e con mezzi LEGALI, non con barconi o motoscafi PAGATI DALL'EUROPA PER DISINTEGRARE IL NOSTRO PAESE E COMPRARLO A DUE SOLDI!

qui l'autore   è ignorante  perchè ignora  oppure mente   sapendo di mentire  . Perchè  1)  i  vari  domini  dell'Italia  preunitaria e poi  l'italia (  fino al  fascismo  )  emettevano  visti e documenti  regolari  per  poter  partire  . E  quindi  quella  che  chiama  clandestina  \ senza  documenti era  dovuta  :  a casi  di corruzione per  avere  i visti   se  te lo potevi permettere .,  fuga   quando  c'era  il divieto  per motivi politici  o divieto  , sotto il fascismo d'espatrio  . 2) Ed  è il caso  di   secondo mosca...@gmail.com  << Ti rispondo con la storia di mio nonno emigrato clandestino a New York ? Dal 1920 al '39 ? Fuggì dal lager di Ellis Island  a nuoto per non esser rimpatriato, rischiando di esser divorato dai pescecani... Non so come visse i primi tempi, ma se non ci fossero state le mense gratuite  sarebbe certo morto di stenti. I nostri emigrati certo in maggioranza lavoravano onestamente , ma Lucky Luciano ? La mafia ? Il proibizionismo?   Mio nonno, istriano, era stato soldato austriaco mandato sul fronte russo dove dopo la rivoluzione del '17 cessarono i combattimenti . Tornato a casa alla fine della guerra venne fatto prigioniero dagli italiani perchè "nemico e bolscevico" , assieme ai 250.000 italiani - triestini, istriani e dalmati - che avevano fatto la guerra come sudditi austriaci. Solamente con Roosvelt ebbe lavoro >>
  e  ce  ne potrebbero   essere  altre     di storie   simili   se   andiamo  a cercare   negli archivi   dei paesi   dove  ci fu  l'immigrazione italiana  o  sentiamo   le storie  dei discendenti  ( perchè noi tutti  \e   abbiamo avuto , sottoscritto compreso  ,   avi  immigrarono    anche  temporaneamente  , o parenti  acquisiti  indiretti  ( lo zio paterno e la sua   famiglia  che si fece li   ed  i relativi  nipoti   del marito  di mia zia    che stanno negli Usa  ) . Ulteriori  news   sugli italiani clandestini    sono i  link  forniti  sempre  da  peter schlemih da   Italiani clandestini:
3) L'ottima risposta  di  Roberto Deboni DMIsr  <<   io non avrei saputo rispondere meglio   non con barconi o motoscafi I barconi, o i piu' costosi e lussuosi motoscafi (qualcuno ha notizia del loro uso ?) sono esclusi per una ragione pratica. Non mi risulta che si possa ragionevolmente pensare di attraversare l'Atlantico o l'Oceano Pacifico con tali mezzi. E non mi risulta che siano piu' convenienti di altri mezzi per arrivare in Belgio. 

La menzione dei "motoscafi" (uno strumento "lussuoso" o almeno "costoso") poi fa chiaramente intendere intenzione spregiative, anche se non e' chiaro verso chi ... Nota: un motoscafo puo' richiedere, a parita' di carica, un consumo di carburante, ben oltre dieci volte le alternative.  PAGATI DALL'EUROPA PER DISINTEGRARE IL NOSTRO PAESE E > COMPRARLO A DUE SOLDI! 

Mi risulta che il viaggio sui barconi e' abbondantemente pagato dagli stessi migranti e non dall'Europa. Peccato 

che il beneficiaria sia la malavita organizzata ed i politici ad essa legata. Come gia' proposto numerose volte, di fronte a questa realta', che la battuta appena fatta vuole mascherare (per quale oscura ragione, per quale progetto ?), si afferma la logica di vendere ai migranti visti transitori (90 giorni ?) a prezzi competitivi 
a quelli degli scafisti. Almeno in questo modo le nazioni ospitanti raccoglierebbero le risorse necessarie per poi 
eseguire veramente le espulsioni scaduti i 90 giorni oltre ad affrontare l'accoglienza per il periodo citato, e 
rafforzare i servizi di polizia del territorio. Insomma, immaginate una situazione in cui lo stesso numero di migranti che arriva oggi, arriva regolarmente via traghetto, senza impegno della marina militare (avete idea di quanto carburante consuma uno di quei mezzi, specie i piu' grossi, quando si impegna a tutta forza per un soccorso ? ma questo popolo di marinai e' cosi' ignorante ?), con la massima efficienza economica, senza rischiare la vita di nessuno, in modo programmato, e, cosa importante, tutti gia' identificati e registrati, incluso impronte digitali ? 
A questo punto i terroristi (i piu' stupidi o improvvisati) ed i criminali (ricercati) sarebbero gli unici a tentare di entrare in modo clandestino, e allora si' che l'opzione "fermo o sparo" avrebbe una possibile giustificazione.
In realta' oggi si ragiona con la stessa logica probizionistica verso gli stupefacenti (e questo in un paese della cultura del vino!!!) anche con l'immigrazione: e' vietato, ma si trova ad ogni angolo. Parimente, il "clandestino" non dovrebbe esserci, ma qui, anzi, ufficialmente viene pure accolto con una cifra enorme (ma al governo si rendono conto che cosa significa per la maggioranza dei cittadini 30 Euro al giorno ? Anche per i tedeschi del Hartz IV, 30 Euro al giorno equivale al paradiso). Si vuole una migrazione abusiva perche' ci guadagna la malavita organizzata, ci guadagnano i politici corrotti, ci guadagna il sistema di associazioni a delinquere 
(ma con cravatta e camicia, di persone "per bene", spesso benedetti dai reliogiosi) organizzato per consumare sovvenzioni e contributi pubblici (servizi dell'accoglienza ...), e ci ha pure una fetta la Marina Militare che cosi' 
puo' scrostare un po' di ruggine dai suoi mezzi (non importa il costo, tanto paga il cittadino, come tutto il resto, 
dalla accoglienza, ai danni materiali ed economici ed al territorio causati da questa modalita' d'emergenza di 
gestione).  >>



3. I nostri emigranti che, negli Stati Uniti, erano costretti a restare nella famosa Ellis Island per giorni, settimane ed alcuni casi mesi, NON si resero protagonisti di proteste, roghi o quant'altro, ma affrontavano quei momenti con umiltà e pacatezza.

  
Forse perche' come dice  Roberto Deboni DMIsr  <<   si trattava di migrazione controllata come quella proposta di "vendere i visti di ingresso" ai potenziali migranti clandestini ? Nel caso degli Stati Uniti, non era necessario mettere un prezzo ai visti di ingresso perche' il lungo viaggio per l'Atlantico era gia' costoso di suo, e quindi un freno che assicurava una immigrazione controllata. Forse perche' Ellis Island offriva "certezze", anche se in 

mezzo alle lungaggini della burocrazia. Certezze implicite peraltro in un paese a tratti "vuoto" ? 
Dal punto di vista di molti migranti, si puo' anche comprendere le proteste contro un sistema burocratico e di collaboratori privo di obbiettivi e logica, puramente arbitrario e prevaticatore, che tratta le persone come "merce", interessati solo ai proventi o vantaggi (politici ?) di cui sono portatori. 

O forse erano uno specchio di come percepivano la nazione ospite. Giusta, ma forte, e disposta anche a ricorrere alla durezza, se necessario. E specialmente "inflessibilmente rigorosa nell'applicare le leggi". Il "migrante" non e' stupido, capisce rapidamente quali sono le regole del gioco. Specialmente se poi viene aizzato (pagato ?). 
Vorrei che si riflettesse sui numerosi documentari o "realta' spettacolo" tipo "Airport Security ...", mi pare piu' che altro di paesi di cultura anglosassone. Cio' che forse i piu' attenti avranno notato e' il costante riferimento alla importanza di "dire il vero". Per un italiano puo' sembrare fantascienza, ma mentire nella cultura anglosassone e' molto grave, e porta, solo per questo, a sanzioni, multe anche salate o l'espulsione. 

4. I nostri emigranti lavoravano sodo.
Se erano  --  sempre  secondo Roberto Deboni DMIsr  -- principalmente alla ricerca di lavoro, la cosa appare abbastanza logica. Del resto, la prospettiva per chi emigrava negli Stati Uniti era: "o lavori, o muori" Dopotutto stiamo parlando di un secolo in cui non esisteva 

la cultura dell'assistenzialismo (tanto meno nelle ex-colonie). 
Oggi invece abbiamo tutte queste notizie (magari un po' falsificate sui beneficiari) che per ogni migrante ci sono 30 Euro al giorno che gli aspettano. Secondo voi che gente attira ? 
A proposito: i deficienti che vanno a ripetere, come un pollo, la menzogna, abilmente diffusa da chi ha interesse, che il migrante riceve direttamente in mano 30 Euro al giorno, capisce 
o non capisce che la notizia ha effetti esaltanti nei paesi da cui proviene la massa degli immigranti economici ? Se a voi dicono: versate 5000 Euro per avere poi 30 Euro al giorno per tanti anni, e siete dei parassiti, cosa fareste ?  E  vero   che   La gran parte lavorava sodo, come la gran parte degli immigrati di oggi. Ma c'erano anche: 

Bambini venduti: 
http://www.orda.it/rizzoli/stella/immagini/foto/popup/e01.htm 
Puttane  d'esportazione: 
http://www.orda.it/rizzoli/stella/immagini/foto/popup/bordello.htm 
Un numero straordinario di italiani nelle galere americane: 
http://www.orda.it/rizzoli/stella/numeri/devianza.spm 


5. Non facevano code alle mense della carità.

Secondo   peter schlemihl  << Convinced that everything is due them: "Who dispenses charity agrees in saying that many southern Italians landed here with ideas rather quirky about what will happen. Now seem to seek help with the air of one who says: - Here we are. What are you going to do for us? -. And even if he insists on as due." (Edward Alsworth, , Century Magazine, USA, vol. 87 December 1913 - Lagumina, p. 124) >>
Per  il resto    secondo Roberto Deboni DMIsr  (  non è chiaro neppure  a me )  se  Non mi e' chiaro se con questo si vuole incitare l'accoglienza  ai presunti  dei 30 Euro al giorno ... (frase boomerang ...) ... 

6. Non chiedevano elemosina.

da  https://en.wikipedia.org/wiki/Great_Depression
La chiedevano anche gli oriundi: per quale ragioni non la dovevano chiedere chi proveniva dall'Italia ? Peraltro, l'oggetto della foto evidenzia un problema tipico di questi casi: sette figli ? Ignoranza o l'unico investimento del povero: far fare la fame a tanti figli, sperando in un sostegno per la vecchiaia ? Notare: e' la logica cinica (passata?, ed ora abbiamo questi "baby boomers" versione povera che cerca uno spazio nel mondo) di svariati territori da cui arriva l'attuale migrazione in Europa. 

7. Non pretendevano assegni giornalieri.

Forse perche' sapevano in partenza che non sarebbero stati concessi.E poi  anch'io mi chiedo  come Roberto  .... : se sulle reti locali si evidenzia la propaganda di chi in Italia protesta perche' "si danno 30 Euro al giorno ad ogni migrante", cosa si dovrebbero aspettare quando sbarcano in Italia ? E cosi' abbiamo il migrante scandalizzato che presenta denuncia perche' il suo "accoglitore" si incamera la paghetta che la legge gli assegna. Vogliamo scommettere che molti oriundi dell'Italia, se negli Stati Uniti ci fossero state leggi del genere, avrebbero urlato a squarciagola per avere il loro "diritto" ? 


Per tutti gli IMBECILLI che dicono che noi siamo stati, a nostro tempo, immigrati, nella foto potete vedere degli emigranti Italiani. Non si lamentano del cibo. Non hanno un Iphone in tasca per cui lamentarsi dell’assenza del Wifi.
...ma che poi di invasione non si tratta perchè li andiamo a prendere noi!!! VERGOGNATEVI, GOVERNANTI .


E' una foto di alcune persone. Punto. E rappresenta solo le persone rappresentate. E rappresenta persone che agiscono nel contesto in cui si trovano. Con gli spazi che gli sono permessi. E generalizzare e' sempre nella maggior  parte  dei casi   l'anticamera delle dittature. questo poi e' il massimo della idiozia. Citare tecnologia 
inesistente nel periodo storico e' rischioso, perche' la risposta potrebbe essere: "Se l'Iphone esisteva, con la rete, gli italiani l'avrebbero usata estensivamente perche' ad Ellis Island sarebbe funzionata impeccabilmente."
...ma che poi di invasione non si tratta perchè li andiamo a prendere noi!! Falso. Punto. Andare a prenderli significa: - mani un traghetto al porto (ad esepio libico) - li fai imbarcare 
- porti il traghetto al porto (ad esempio a Livorno) - li fai sbarcare [Perche' ad esempio, a Livorno ? Perche' costa meno farli viaggiare per navi, oltre ad essere piu' facile il contenimento, idioti!] 
Quando invece abbiamo un barcone che affonda (o autoaffondato) e li ripeschiamo i ragionamenti si fanno ben piu' complicati e specialmente scivolosi. 
Immaginate questo scenario: translantico battente bandiera italiana che sta affondando, circondato da navi (non carrette!) di vari paesi "non OCSE" (tanto per chiarire), che stanno a guardare, con la folla sulle tolde che guarda, magari incitando gli squali ... ? 
Se passase una certa logica espressa dai piu' stolti, potrebbe essere uno scenario di un futuro alternativo non tanto assurdo. E l'Italia, notare, sta scivolando sempre piu' indietro nella classifica delle potenze economiche. Anzi, oggi "potenza economica" non calza molto per quello che e' l'Italia reale ( una nazione di cartone ...). 


08/03/15

L'uomo più veloce della Sierra Leone e promessa dell'atletica internazionale, Jimmy Thoronka, fugge dall'ebola ma viene arrestato a Londra perchè clandestino


in sottofondo Clandestino - Manu Chao   interpretato da  Fiorella Mannoia

da   repubblica  del 7\3\2015
Dall'ebola al carcere: la corsa più lunga di Jimmy
L'uomo più veloce della Sierra Leone e promessa dell'atletica internazionale, Jimmy Thoronka, è stato arrestato a Londra, non essendo più in possesso del visto di soggiorno. Aveva deciso di non tornare in patria dopo che il virus aveva sterminato la sua famiglia. Ora la macchina della solidarietà si è messa in moto per lui dal nostro corrispondente

                                       ENRICO FRANCESCHINI


Quella che aveva prima dei Commonwealth Games gliela stava portando via l'Ebola. Durante i Giochi dell'estate scorsa, Jimmy Thoronka, 20 anni, specialista dei 100 metri piani (il suo tempo migliore: 10 secondi e 58), ha scoperto che prima suo zio, poi i suoi genitori adottivi, quindi i suoi fratellastri, in pratica tutta la sua famiglia, erano stati uccisi dal virus. Era la seconda famiglia che una delle tragedie abbattutesi sul suo paese gli hanno portato via: i suoi genitori naturali sono morti nella guerra civile che ha infestato la Sierra Leone tra il 1991 e il 2000, uccidendo più di 50 mila persone e facendo centinaia di miglia di feriti e di profughi. L'adozione gli aveva dato nuovi papà e mamma, e nuove speranze. A scuola si erano accorti che correva veloce. La locale federazione di atletica leggera si è occupata di lui. Uscito dall'adolescenza si è rapidamente affermato come l'atleta migliore nazionale negli sprint. Ha vinto medaglie ai campionati africani, nel 2013 ha ricevuto il premio dell'associazione giornalisti sportivi africani come migliore atleta maschio dell'intero continente e l'anno scorso è stato inserito nella squadra della Sierra Leone per i Giochi del Commonwealth, le "Olimpiadi" dei paesi dell'ex-impero britannico, che rappresentano nazioni con un totale di 2 miliardi di abitanti. Alla cerimonia di inaugurazione a Glasgow è stato lui a portare la bandiera del suo paese sfilando davanti alla regina Elisabetta. All'epoca, Ebola aveva fatto solo poche decine di morti in Sierra Leone. Ma poi la crisi sanitaria è degenerata (fino ad oggi le vittime sono state 3500). Quando Jimmy ha appreso che la sua famiglia adottiva era stata spazzata via dal virus, gli è parso che gli crollasse il mondo addosso  -  per la seconda volta. Ai Giochi il suo rendimento è stato inferiore alle aspettative. Il timore di rientrare in patria e non trovare nessuno ad attenderlo, neanche nella federazione atletica, che come molte altre strutture della Sierra Leone è allo sbando da quando infuria la malattia, insieme alla preoccupazione di venire a sua volta contagiato, lo ha convinto a prendere una drastica decisione: restare illegalmente nel Regno Unito. Non è stato l'unico membro della squadra del suo paese a scomparire nel nulla al termine dei Giochi: chi lo ha fatto per paura dell'Ebola, chi per cercare un futuro migliore di quello che può offrire un povero paese dell'Africa equatoriale. Alla stazione degli autobus di Glasgow, qualcuno gli ha rubato la borsa dove aveva documenti e un po' di soldi. E' riuscito a farsi regalare il denaro per prendere un biglietto per Leicester, dove aveva un conoscente della Sierra Leone, con il quale ha vissuto per un po'. Ma poi l'amico gli ha chiesto di andarsene. Così è arrivato in qualche modo fino a Londra. Ha sopravvissuto di elemosina, mangiando patatine fritte, dormendo nei parchi e sotto i ponti, lavandosi nei gabinetti pubblici. Quando la polizia lo ha fermato un paio di giorni fa, riferisce il Guardian che gli dedica stamane una pagina, era in condizioni "emaciate". Dice da Freetown, capitale del suo paese, il presidente della federazione di atletica leggera: "E' un atleta con enorme potenziale. Potrebbe diventare uno dei centometristi più veloci del mondo, ma avrebbe bisogno di uno sponsor che lo aiutasse a mantenersi ed allenarsi. Ha sicuramente più chances di farcela in Inghilterra che a casa propria". Bisogna vedere se le autorità gli daranno asilo o lo rispediranno in Africa come immigrato clandestino. Intanto però è partita una colletta per aiutarlo. L'ha lanciata sul web uno studente dell'università di Cambridge, Richard Dent, che sta facendo un dottorato su come i social network possono aiutare le persone colpite dalla miseria o da una crisi nazionale di qualche genere. In due ore, il sito gofundme. com/helpjimmyt ha raccolto 1300 sterline, circa 2000 euro. L'ultima corsa di Jimmy Thoronka è cominciata. Vediamo come finira'

12/02/14

non c'è lavoro me lo invento o riscopro quelli antichi Il riparatore di bici a domicilio Arriva da Uras e lavora a Milano

un nostro emigrato che si fa onore. Ormai si emigra non per lavorare ma per inventarsi un lavoro che basta a malapena per pagare affitto e utenze.E' la storia di   Daniele Tetti, 26 anni, si è inventato un lavoro per sbarcare il lunario nel capoluogo lombardo.riportata  dall'unione  sarda  Mercoledì 12 febbraio 2014 14:14




Con una laurea in Ingegneria Chimica presa all'università di Cagliari in valigia, Daniele Tetti, originario di Uras (Oristano), 26 anni, è arrivato a Milano tre mesi fa. Nessun lavoro per lui, nessuna prospettiva: il suo curriculum non andava bene neanche per fare il cameriere.
Così è nata l'idea: riparare biciclette a domicilio. "Con un pugno di attrezzi e 1000 volantini ho iniziato a farmi pubblicità", racconta il giovane. Le prime telefonate sono arrivate in pochi giorni, e ha deciso di creare anche una pagina Facebook: "meccanico bici a domicilio Milano". Funziona? "Riesco a pagare l'affitto e le utenze, ma non posso concedermi serate di svago o biglietti aerei per tornare ogni tanto a casa". A chiamarlo è soprattutto gente comune: "Finora non ho mai trovato persone disoneste, anzi. Anche se si pensa che Milano sia una città senza sentimenti, ho riscontrato con sorpresa tanta solidarietà e appoggio per la mia attività". In questi casi spesso la fregatura è dietro l'angolo, ma lui assicura: "Capita di incontrare persone che non capiscono nulla di bici, potrei approfittarne ma non l'ho mai fatto. La mia è un'attività che può avere un futuro solo grazie al passaparola, è fondamentale essere onesti".

Sabrina Schiesaro



14/01/14

Il sogno americano dei sardi sull'Oceano

unione  sarda  del 14\1\2014
Nessuno viaggiava in prima classe, la seconda costava centocinquanta lire, la terza dolore e spavento. Il mare era sempre mosso e pochi ballavano il foxtrot. Tra la fine del 1800 e gli inizi del '900, più di 12 milioni di persone sbarcarono in America, 4 milioni gli italiani, tantissimi i sardi. Qualcuno lo sa, altri saranno sicuramente curiosi di sapere se in famiglia hanno un lontano parente approdato un giorno a New York in cerca di fortuna. C'è un sito - www.ellisisland.org - che ha registrato l'elenco completo degli uomini e delle donne arrivati con la valigia di cartone sull'isola all'ombra della Statua della Libertà. Digitate il vostro cognome e si aprirà un mondo. Un Angelo Cossu di Bultei arrivò il 5 agosto 1912 sul transatlantico Rochambeau partito da Le Havre, aveva 18 anni. Di Antonio Cossu ce ne sono nove, tutti del Sassarese. Le ragazze sono tre: Maria, Giuseppina, Adele. In alcuni casi le residenze sono state storpiate, Calaugianns, Bardigali, Osckiri. Poligami, criminali e anarchici venivano rispediti a casa, il resto di quella umanità veniva sottoposta a visita medica e subito dopo otteneva il permesso di cominciare una nuova vita. Accanto a un Giovannino Piras scopriamo un Enrico Caruso, insieme con Battista Sanna, un Giacomo Puccini, vicino a un Antioco Pinna un Rudolph Valentino. Ci piace pensare che i primi, anche se non sono diventati famosi, abbiano trovato quello che desideravano.

01/12/13

perchè parlo \ riporto storie d'immigrazione ed emigrazione Giovane, istruito e del Nord Italia Ecco l'identikit del nuovo migrante [lungo [

canzoni  consigliate

  • che sarà - ricchi e poveri
  • Stornelli d'esilio - (Nostra patria è il mondo intero) di Pietro Gori - Versione integrale 
  • Mamma  dammi cento lire  che in America devo andare -  Traditional italian folk song, about emigrants. Giuditta Scorcelletti: voice Alessandro Bongi: guitars and elctronic instruments.



Inizio  il post  con questa  citazione  : << La forza della memoria è nella sua latenza: la memoria emerge, appare, si manifesta fuori d'ogni previsione. >> presa  da L'EMIGRAZIONE COME PATRIMONIO SOCIALE Il Crotonese: 11-13 ottobre 2005 di Emiliano Morrone http://www.emigrati.it/Emigrazione/Emigrazione_cultura.asp


 dall'unione sarda   di qualche tempo fa 
Migrante (foto simbolo) dall'unione sarda del28 novembre 2013 16:57 insieme all'articolo riportato sotto


Uno studio presentato oggi a Barcellona descrive il prototipo delle persone che decidono di lasciare l'Italia per raggiungere altri Paesi in cerca di fortuna.
Giovane, istruito, originario del nord Italia. E' l'identikit del nuovo migrante italiano emerso dalla ricerca "Nuove mobilità o nuove migrazioni italiane?" realizzata dal Centro Altreitalia e Globus et Locus presentata oggi a Barcellona. Lo studio, i cui risultati sono stati esposti dagli autori Maddalena Tirabassi e Alvise del Prà, direttrice e ricercatore del Centro Altreitalia, indaga sulle motivazioni e sulle effettive condizioni di lavoro dei giovani che cercano fortuna all'estero. L'obiettivo è quello di monitorare gli italiani che dal 2000 hanno deciso di lasciare il Belpaese per raggiungere un altro Stato. Il fenomeno, che esisteva comunque già prima della recessione, è influenzato da vari fattori, tra i quali il processo di unificazione europea, la libera circolazione tra le frontiere della Ue, il successo di programmi di scambio universitari, lo spostamento del mercato del lavoro dal settore secondario al terziario, lo sviluppo delle telecomunicazioni e dei social network, la diffusione dei voli low cost.
la famosa  e famigerata  EllisIsland   trovate  nei link sotto  news  su tale centro di smistamento emigrati    ora museo  


Ora  La lettura  di questo articolo , mi invoglia  a  rispondere ( di solito le cestino in quanto la risposta dovrebbe essere scontata , ma evidentemente non lo è ) alle email di tutti\e quelli che mi chiedono perchè parlo d'immigrazione ed emigrazione , invece che dell'italia invasa dagli immigrati perchè non parlo dei crimini e dei reati commessi dagli immigrati , dell'italia invasa dagli immigrati , del lavoro fregato da loro a noi italiani , su loro che c'impongono la loro cultura o ci obbligano o non festeggiare il natale a scuola , a proibire determinati cibi nelle mense scolastiche , ecc


inizio dalla fine perchè nonostante i Corsi e ricorsi della storia. Infatti siamo stati emigranti, per molti versi lo siamo tuttora , vedere la fuga dei cervelli i miei post sulla fuga dei cervelli ( ultimo articolo in Con questo non vuol dire che li giustifico , cosi come condanno i crimini gratuiti come omicidi , stupri e crudeltà , specie quando sono recidivi o vieni in italia solo ed esclusivamente per commettere illegalità o continuare a delinquere sfruttando poi i tuoi stessi connazionali ci sono già i giornali egli utenti del web e quindi non aggiungerei nulla di nuovo con un mio commento a quando dicono  e stra dicono spesso con commenti razzisti ,  xenofobici , dovuti  ad  una politica  trentennale  di malpancismi   basata  sulla  paura  del diverso   come questo
particolare   che  trovate  sopra  ) eppure... non riusciamo a comprendere l'altro, lo "straniero" che lascia casa, affetti, radici per il sogno di una vita migliore e anziché operare per l'integrazione di queste persone, si opera per l'esclusione e la discriminazione . L'Italia è ormai un paese multietnico e vanno sicuramente adottate misure che possano garantire il benessere e la sicurezza di tutti, ma accarezzando un disegno di interculturalità e di integrazione e NON di esclusione . Ora Non parlo dei crimini degli immigrati perchè : 1) è in parte comprensibile che quando entri clandestinamente o senza un lavoro certo diventi vittime sia dele mafie locali con le quali hai il debito per il trasporto \ passaggio in italia cometta dei piccoli reati .


 o come   certa  stampa  e certa  rete    più o meno esplicitamente  in particolare questi siti http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/e http://resistenzanazionale.com/., 2) sono molto simili al  90 %  eccetto di quando si tratta di efferata crudeltà verso le vittime o violenze familiari dette dal fatto che i figli o le moglie in seguono la loro religione \ tradizioni e vogliono emanciparsi o quando fanno infibulare a forza le bambine solo per citare i casi più clamorosi . 
Per quanto l'Italia invasa dagli immigrati .E' vero in Italia Abbiamo già i nostri problemi , e che  ci sono troppi  immigrati  ( contando i  clandestini , quelli rinchiusi nei centri di permanenza    e quelli  in regola  )  , e serve una legge sull'immigrazione e sul l'asilo politico ,ma seria e non barzelletta (  come fece il centro sinistra  )  o discriminante ( come i il centro destra  )   . Ma da li a parlare d'invasione mi sembra esagerato e al limite del razzismo ed xenofobia . Per le altre cose non è vero che lo
proibiscono siamo noi italiani che siamo troppo buonisti e politicamente corretti e rinunciamo in nome di una pseudo tolleranza \ integrazione alla nostra identità . La soluzione ? semplice usare la doppia alimentazione nelle mense scolastiche e non , celebrare il natale con recite o messe spiegando ai bambini islamici che i fratelli cattolici lo celebrano cosi .
Ritornando   al perchè  parlare di queste cose .
Ho deciso di raccontare ,storie d'emigrazione e d'immigrazione perchè sono due facce della stessa medaglia e della nostra storia nazionale. fatta d'emigrazione trans oceanica ( Americhe ed Australia ) fino al 1950 e poi fino ( specie noi sardi ) Nord italia ed Europea ( Francia , Germania , Belgio , Svizzera ) a gli anni 70\80 . Ed ora sia fuga di cervelli ma anche terra d'immigrazione dal sud del mondo . Lo descrivono benissimo sia Melania Mazzucco sia nel suo Nel romanzo Vita di Melania Gaia Mazzucco ambientato nella New York di inizio Novecento in cui racconta indirettamente la storia di suo nonno emigrato in america , e come afferma anche qui 
video

nella presentazione del 3 dvd della collana 150 ler storie d'italia dedicato l'emigrazione italiana negli Usa ( ma emigrarono anche nelle americhe del sud e in australia ) ., sia Stella con i suoi libri L'orda e Odissee sull'emigrazione italiana . 
Libri che mi hanno spronato insieme  a  :   1) questo documentario   della rai sull'emigrazione degli italiani in America  del nord  


   2) i   film    Sacco e Vanzetti diretto da Giuliano Montaldo /  ( 1971  )  .,  sia La miniserie televisiva   su  di loro  prodotta da Mediaset e trasmessa nel 2005 con gli attori Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini come protagonisti.  Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata (1971) con Alberto sordi .,  la  fiction ( mediocre  e senza infamia e senza lode  )  come l'america   con Sabrina  Sabrina Ferilli,Massimo Ghini e Henry Czerny. Mi  hanno  fatto uscire dal
quel mondo fatato e fantastico fatto di fantasia in cui mi 'ero richiuso sia con i racconti da parte di mia nonna materna ( morta a 95\6 anni quasi 4 anni ) che raccontava di come suo padre era emigrato temporaneamente in argentina per potersi pagare la casa o quando il marito di mia zia racconta cosa fanno in figli di un cugino o suo zio paterno emigrato negli Usa . Sia dal racconto dagli appennini alle ande contenuto all'interno del libro cuore di Edmondo de Amicis sia dall'anime  (  foto a destra  )    " Marco (Haha wo Tazunete Sanzen Ri, 1976), anime in 52 puntate facente parte del progetto "World Masterpiece Theater, prodotto da Nippon Animation, dal "racconto mensile" Dagli Appennini alle Ande del  libro cuore   . Ora  concludo dicendo Basta con le rimozioni, i silenzi, le mezze verità. I documenti dei siti che troverete sotto ed altri che troverete in rete dimostrano come l'emigrazione italiana sia stata per molti versi uguale a quella che oggi si riversa sulle nostre coste. Anzi << in certi casi (ad esempio sotto il profilo della preparazione culturale), perfino più disperata. Così erano i nostri nonni, i nostri padri, i nostri fratelli maggiori. Moltissimi non ce l'hanno fatta, a diventare uno "zio d'America". E sono sopravvissuti in condizioni spesso peggiori di quelle lasciate in Friuli o in Calabria. Ce ne dobbiamo vergognare, come pensa chi preferisce vedere il mondo con un patriottico paraocchi? O dobbiamo cercare di capire cosa siamo stati, proprio per portare rispetto a quei nostri emigrati così segnati da errori, sofferenze, ostilità razziste? >> da http://www.orda.it/rizzoli/stella/home.htm

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