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25/01/17

Dio, dove sei? Quella domanda antica davanti alle tragedie

in sottofondo   R.E.M. - Losing My Religion


Dio, dove sei? Quella domanda antica davanti alle tragedie

di Alberto Maggi | 25.01.2017


Puntuale a ogni tragedia, credenti e non, si chiedono dove fosse Dio nel momento della disgrazia, quando questa piomba inaspettata e repentina seminando lutti e mietendo vittime - Su ilLibraio.it una nuova riflessione del biblista frate Alberto Maggi
Puntuale a ogni tragedia, credenti e non, si chiedono dove fosse Dio nel momento della disgrazia, quando questa piomba inaspettata e repentina seminando lutti e mietendo vittime.
“Dio, dove sei?” È una domanda antica, che risale ai primordi dell’umanità e della religione, una domanda che non attende risposta, perché non è volta a conoscere, ma solo a rimproverare Dio per la sua assenza, per il suo silenzio. Come fece Marta con Gesù, che pur sapendo della gravità della malattia di suo fratello Lazzaro, non si era mosso: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!” (Gv 11,21).


“Se tu fossi stato qui…” invece il Signore non c’era. Dio è sempre lontano e assente nel momento della necessità, e bisogna invocarlo, supplicarlo, implorarlo perché si degni di guardare su questa terra e la salvi dal male: “Mio Dio, grido di giorno e non rispondi; di notte, e non c’è tregua per me” (Sal 22,2).
“Dove sei?” Chiede l’uomo a Dio. Ma, nella Bibbia, la prima volta che Dio parla all’uomo, è lui che gli chiede: “Dove sei?” (Gen 3,9). Non è l’uomo che deve chiedere a Dio dove è, ma egli che deve interrogarsi dove è, a che cosa è stato chiamato. Il Creatore lo aveva destinato a coltivare e custodire il giardino di Eden (Gen 2,15). Ma gli uomini lo devastano e distruggono, per poi rimproverare a Dio quello che è soltanto opera dell’insensatezza e dell’insaziabile ingordigia umana, radice di ogni ingiustizia e di ogni male.


Si rimprovera a Dio anche il suo silenzio. Eppure Dio ha parlato e parla, il guaio è che non trova chi lo ascolti. Tutta la Scrittura è attraversata dal rimprovero del Signore a quanti “hanno orecchi per udire e non odono” (Ez 12,2; Ger 5,21; Mc 8,18), ma gli uomini imperterriti, continuano a disapprovare il Signore per il suo silenzio. La Bibbia insegna che per saper ascoltare questo Dio occorre avere coscienza di chi è il Signore, altrimenti lui parla e le persone non se ne accorgono. Chi crede in un Dio potente lo cerca nella potenza, e non riesce a scorgerlo nell’amore, unica espressione di questo Dio.

Nel Primo Libro dei Re, si descrive a questo proposito l’esperienza fondamentale del profeta Elia che, in un momento drammatico della sua vita e del popolo, che ha abbandonato l’alleanza e ucciso i profeti, attende un segno della presenza divina, che crede di percepire nelle manifestazioni di forza, di violenza, quali un vento tempestoso, un terremoto, e nel fuoco. Ma, scrive l’autore sacro, “Il Signore non era nel vento, non era nel terremoto, non era nel fuoco”. Poi, “dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera…” (1 Re 19, 9-13).
E questo tenue sussurro, sottile, come una brezza leggera, era la presenza del Signore (“Sentì una voce che gli diceva: Che fai qui Elia?”,1 Re 19,13). Similmente nel vangelo di Giovanni quando “venne una voce dal cielo”(Gv 12,28), i presenti pensarono fosse stato un tuono, o un angelo, e comunque ritenevano che fosse solo Gesù il destinatario e non loro (“Questa voce non è venuta per me, ma per voi”, Gv 12,30). Quanti pensano a un Dio potente (Tuono, Es 19,16), o distante (Angelo) non riusciranno mai a scoprire la presenza del Dio Amore che dimora tra gli uomini, la sua Parola fatta carne.
“Dio dove sei?”Dio si manifesta nell’amore e non nella potenza. Quando l’uomo entra in questa dimensione, innalzando la soglia della propria capacità d’amare e la mette in sintonia con l’Amore, che è Dio, si accorge stupefatto della sua presenza, come lo sbalordito Giacobbe che esclama: “Certo il Signore è in questo luogo ed io non lo sapevo!”(Gen 28,16).
L’AUTORE – Alberto Maggi, frate dell’Ordine dei Servi di Maria, ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche Marianum e Gregoriana di Roma e all’École Biblique et Archéologique française di Gerusalemme. Fondatore del Centro Studi Biblici «G. Vannucci» a Montefano (Macerata), cura la divulgazione delle sacre scritture interpretandole sempre al servizio della giustizia, mai del potere. Ha pubblicato, tra gli altri: Roba da preti; Nostra Signora degli eretici; Come leggere il Vangelo (e non perdere la fede); Parabole come pietre; La follia di Dio e Versetti pericolosi. E’ in libreria con Garzanti Chi non muore si rivede – Il mio viaggio di fede e allegria tra il dolore e la vita.

13/01/17

che cosa è la vita ? .... una bella domanda

Ogni giornata è una piccola vita, ogni risveglio una piccola nascita, ogni nuova mattina è una piccola giovinezza. (Arthur Schopenhauer)


Era  da era  da tempo che  non riportavo qui  le  mie  elucubrazioni mentali . Eccovene una recente

Cosa  è  la vita  ?
Alcuni  come  l'introduzione d  questo articolo ( da cui ho tratto l'incipit ) di questo sito 

da   http://www.lescienze.it/
Chi non desidera vivere in modo più appagato e consapevole? Vivi l’attimo è un tema che riguarda direttamente ognuno di noi, e più precisamente la nostra vita. Tutti noi parliamo spesso della nostra vita, ma ci chiediamo poche volte: in che cosa consiste la nostra vita terrena? La risposta più ovvia potrebbe essere: è logico che la nostra vita terrena è costituita da attimi, secondi, minuti, ore, giornate, mesi e anni. Tuttavia, ci siamo mai chiesti fino a che punto conosciamo e utilizziamo la nostra vita terrena e se negli attimi della nostra vita sulla Terra siamo veramente presso di noi? Sì, noi tutti - ognuno di noi in prima persona - siamo presso di noi negli innumerevoli attimi della giornata, nei secondi, minuti e nelle ore?
La  considerano   come una  sorta  di Carpe  diem . Altri   come qualcosa  di indefinibile in quanto  Malgrado secoli di discussioni, esperimenti, riflessioni e progressi scientifici, nessuna delle definizioni di "vita" proposte finora riesce a discriminare in modo netto e soddisfacente fra ciò che chiamiamo animato e ciò che consideriamo inanimato. Forse perché il vero elemento comune delle cose che definiamo vive non è una loro proprietà intrinseca, ma la nostra percezione di ... continua  qui  su http://www.lescienze.it/ .
Ciascuno di noi  ha  una  sua definizione ( I II III ) e la  vede a  360 gradi  ed  in modo   differente  vedere  qui   alcune  mie  ricerche fatte su google alla voce video   per    trovare  un ispirazione    .


dai   http://www.fedeleallalinea.it/wordpress/galleria sito ufficiale del  film  fedele alla linea



Ora  Condivido    quanto  viene  detto , non ricordo il post  preciso  esatto  ma  lo  ritrovate   sfogliando le  pagine di  quei tre  link , su  https://it.answers.yahoo.com/

non cercare di risolvere il mistero, non è definibile ,e bella,,, per questo
spiritcars · 9 anni fa

noi purtroppo non sapremo mai veramente il perche siamo stati creati o cosa ci ha creati.... ma possiamo dare un senso alla nostra vita... in modo che quando verrà l'ora di morire seremmo felici di aver vissuto.....
Pamythestrange · 9 anni fa



Infatti  per  me  La  vita   è una delle cose  più  strane e complicate che ci sono  come potete vedere  ( N.B  alcuni sono ripetuti per  degli errori  d'ortografia  , di  punteggiatura  cioè mancanza della  virgola   e non , ripetizioni di  tag  )  i miei  tag      :  1) Lezione   di vita  , 2) le  storie  ) .
Insomma  "un qualcosa"  che  a  volte  può  far  male o far bene  a  volte anche  no  dipende da come scegli di viverla   cioè da come gestiamo  usiamo   o non usiamo il  libero arbitrio  \  spirito critico. Come Disse Frost [ Robert  Frost ], Due Strade Trovai nel Bosco e Io Scelsi Quella Meno Battuta ed è per Questo che Sono Diverso.(  dal film sotto  riportato )



 Inoltre  la  vita non è solo  il vivere  giorno per  giorno come  se  fosse  l'ultimo    o il  battere  e levare  o  ricostruire  su macerie  ed  mantenermi vivo è fatta  anche  di  : ritorni ,  di  riportando tutto a  casa  e di radici ed ali . Ma  soprattutto , in tempi come questi  di riscoperta  delle  proprie radici \ identità (   a meno  che  tu non preferisca  essere  seme  od  entrambe  come  mi  è stato   riposto qui  dallo  scrittore Karim Metref   e  come a volte mi sento  anch'io  ) . Insomma  le  piccole cose   come questa

non so  che  altro dire  se  non

Cogli la rosa quando è il momento, che il tempo, lo sai, vola e lo stesso fiore che sboccia oggi, domani appassirà.
Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Adesso avvicinatevi tutti, e guardate questi visi del passato. Li avrete visti mille volte, ma non credo che li abbiate mai guardati. Non sono molto diversi da voi, vero? Stesso taglio di capelli, pieni di ormoni, come voi, invincibili, come vi sentite voi. Il mondo è la loro ostrica, pensano di essere destinati a grandi cose, come molti di voi, i loro occhi sono pieni di speranza, proprio come i vostri. Avranno atteso finche non è stato troppo tardi per realizzare almeno un briciolo del loro potenziale? Perché vedete, questi ragazzi ora, sono concime per i fiori. Ma se ascoltate con attenzione, li sentirete bisbigliare il loro monito: carpe... carpe diem... cogliete l'attimo, ragazzi... rendete straordinaria la vostra vita...   sempre  dal famoso 
film  e  goditi anche le piccole  cose 





29/06/16

perchè lo stupro fa rabbia solo se compiuto da stranieri e poco da italiani ? se ti violenta un italiano sei solo una troia e niente altro... Per un "tentativo" di violenza da parte di un ivoriano, invece si chiedono i forni crematori, gli abbattimenti e chi più ne ha più ne metta!

Lo so che vi sarete rotti le  palle   visto che da mattina a a sera in tv su internet e sui social oltre che si giornali se ne parla e si fa anche cattiva informazione (  vedi mio post precedente )  ma certe cose m'indignano . E ne parlo anche da divoratore di video e di riviste pornografiche . Infatti i  video   amatoriali o film con tema  stupri  mi fanno ogni  volta che   " li uso "   (  fortunatamente  poche  e rare  volte   visto  le  conseguenze  fisichew  e  soprattutto psicologiche    che  hja  sulle  donne  ) per provare piacere solitario    mi fannoprovare   tale  sensazione  raprresentata  da  questa  tavola  qui  sotto
Dylan dog  in  " il prezzo della carne  " n °358

 Ora l'articolo  del amica   comagna  di strada  http://www.tisbe.it/ che riporto sotto sara vewcchio di ben 6 anni , ma le cronache di questi giorn lo rendono più attuale che mai . Infatti un commento , che pooi ho fatto mio , al suo post afferma
 non sono domande di poco conto quelle che lei pone,e forse non hanno neppure una risposta logica,credo che l'unica risposta possibile non sia con le fiaccolate CONTRO o PER ma con l'educazione al rispetto di donne e uomini ai nostri figli dentro le nostre famiglie
 .
 da  http://www.tisbe.it/2010/09/07/perche-lo-stupro-fa-rabbia-solo-se-e-compiuto-da-stranieri/



Fissa nella mia mente l’immagine delle fiaccolate nei cartoni animati della Disney (la Bella e la Bestia – Quasimodo), fa riemergere il ricordo della caccia al mostro… alla bestia, per esorcizzare il timore di avere la Bestia all’interno di sé.
Con questi sentimenti di infinita pena per l’umanità, costretta a combattere eternamente il male che alberga nella propria coscienza, io vivo la notizia delle fiaccolate a Guidonia (o a Quartaccio).
Le avrei accettate se fossero state a supporto della vittima, purtroppo sono fiaccolate “contro”.
Come le fiaccolate contro i presunti omicidi di una madre e di suo figlio prima che si scoprissero i veri assassini (Erica e Omar); come quelle contro i presunti macellai di Erba prima che si scoprisse che i colpevoli erano solo i vicini di casa.
La avrei accettate addirittura se fossero state contro tutti gli stupratori, senza distinzione di etnia, o di razza, ma non è stato così.
Dove erano costoro che sfilano pieni di odio e di pregiudizio quando era il tempo di organizzare altre fiaccolate?
Perché non è stata organizzata una fiaccolata per questo? per questo? per questo? o per questo? E potrei continuare all’infinito…
Perché si organizzano fiaccolate solo se è coinvolto uno straniero?
Qual è il messaggio?


Foto di repertorio
da  http://www.globalist.it/news/

La donna italiana è un oggetto di proprietà. Gli italiani possono violentarla e gli stranieri no? La donna italiana appartiene agli italiani?
Cosa succede quando è un bravo ragazzo di buona famiglia a violentare una ragazza italiana?
Ve lo descrivo subito.
Innanzitutto è colpa della ragazza. E’ lei che lo ha provocato. L’avvocato difensore spulcia nella vita della ragazza per convincere la giuria che le i è una poco di buono… una ragazza dai facili costumi… una che la dà a tutti! Poi si passa ad analizzare l’abbigliamento. E se la minigonna è una colpa grave… perché gli ormoni degli italiani sono ormoni e vanno assecondati, i jeans, addirittura, dimostrano che la ragazza era consenziente! Nessuno potrebbe violentarla se indossa i jeans!
Ma il violentatore per farla franca e, per evitare la fiaccolata con finalità da linciaggio, deve avere il pedigree da italiano!
Se pensate che io esageri, vi passo un po’ di dati Qui Qui Qui
Non riesco più a capire questo paese: razzista, xenofobo, misogino, retrogrado… umanamente invivibile!
(la vignetta è del mitico Mauro Biani)
Ps – ci vuole fortuna pure nella violenza: una donna violentata da un italiano è una puttana; violentata da uno straniero è un’eroina 😒
PPs – questo è sentimento di indifferenza?
Ma se lo stupro fa rabbia solo quando è fatto da «stranieri», forse entriamo in un diverso campo, in cui diventa simbolo (fortissimo, ma pur sempre simbolo) di mancanza di sicurezza, di degrado dell’ambiente, e di una guerra per il controllo del territorio. Insomma, lo stupro indigna quando si carica di una battaglia più ampia di quella della difesa delle donne. Una battaglia in cui, paradossalmente, le donne si trovano di nuovo «oggetto», in quanto proprietà collettiva di un gruppo contro un altro. Una versione dello scontro globale che ritorna a livello tribale. Per chi avesse perso memoria, ricordo che anche nella ex Jugoslavia, una guerra che è stata il massimo dello scontro tribal-identitario, lo stupro femminile è stato usato come «sfregio» di un’etnia contro l’altra. Lo stupro come simbolo di Lucia Annunziata


Sono arrivato  alle stesse  conclussioni    ,  forse ovvie  per  gente  come noi  che  - scusate  se lo dico in musica  ma la  consideriamo una   Storia diversa per gente normale  \ storia comune per gente speciale  

Pietro D'Ambrosio
Pietro D'Ambrosio semplice. Perché la donna è vista nella nostra società come proprietà. Quindi se a farlo è un "locale" "gode" delle sua proprietà o di quelle a lui disponibili. Se è uno straniero è un invasore che intacca le proprietà disponibili dei locali...
 Ma   altra  causa  potrebbe   esserre     questa  sempre  dalabacheca  di tina

Dany Gato
Dany Gato ma noi "bianchi" continuamo a dire che l'isdlam deve imparare a rispettare le donne , ci mettiamo su un palco e predichiamo , ma i "bianchi "quando impareranno a mettere in pratica quello che vogliono insegnare ad altri ?
Giuseppe Scano
Giuseppe Scano perchè Dany Gato come diceva un cantante \poeta :
(...)
Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.
(...)




ma adesso basta con le seghe menali ed andiamo a dormire che domani all'alba mi devo alzare per lavorare

09/07/14

Baby squillo, nuovo scandalo a Roma . vittime o puttane ?

  musica in sottofondo
"Like a Rolling Stone" -  bob  dylan

lo  so  che il titolo   è la solita  domanda   che mi  sono fatto precedentemente  in questi post




ma   la risposta




nonostante  condividessi  e  lo condivido (  anche se  messo in discussione davanti a  questi fenomeni del mondo adolescenziale  )    quanto scrisse una vecchia utente del vewcchio  blog





VENERDÌ 15 FEBBRAIO 2008
NE' PUTTANE NE' MADONNE


NON AVREI MAI PENSATO DI RISCRIVERE QUESTA FRASE...

NON AVREI MAI PENSATO DI DOVERE TORNARE IN PIAZZA PER DIFENDERE LA LEGGE 194....

NON AVREI MAI PENSATO CHE UN OBIETTIVO CIVILE RAGGIUNTO CON UNA FATICA IMMANE E CON COSTI MORALI E FISICI PAGATI DALLE DONNE SAREBBE STATO MESSO IN DISCUSSIONE DOPO TANTI ANNI...

IERI SERA, GUARDANDO IL TG, HO VISTO LE DONNE DI ROMA...

POCHE AL SIT IN, POI, COME TANTI ANNI FA, AIUTATE DAL PASSAPAROLA E DAI TELEFONINI DIVENTANO 100 E POI 1000 E DANNO VIA AD UN CORTEO NON ORGANIZZATO...

DONNE, CHE HANNO I CAPELLI BIANCHI ADESSO, MA CHE NON POSSONO DIMENTICARE LE AMICHE E LE COMPAGNE CHE SONO PASSATE ATTRAVERSO LE MANI DELLE COSIDDETTE MAMMANE....

DONNE, CHE HANNO DECISO DI TORNARE A FARSI SENTIRE, PER UN DIRITTO E PER UN DOVERE, VERSO LE FIGLIE E LE NIPOTI PERCHE' MAI PIU' NESSUNA DONNA DEBBA ESSERE TRATTATA COME CARNE DA MACELLO...

NE' PUTTANE NE' MADONNE SOLO DONNE....

CON ORGOGLIO
Pubblicato da Giuseppe Scano a 16:31

 ecco  perchè  ,  potete leggere altri  articoli nel blog  , occorrere  educare  alla sessualità e  ad un uso consapevole  del proprio corpo   fin dalle elementari  , anche   se ormai  è troppo  tardi  , ma  meglio  che  vedere  aumentare  fenomeni del genere  e  vedere  ragazze   che si vendono  per  una ricarica  o altro  finendo  nelle mani   di porci depravati come  è news  di questi  giorni

02/09/13

chi lo ha detto che le elucubrazioni mentali sono domande senza risposta ?

 


la  mia  risposta   alla mia elucubrazione  mentale dell'altra volta
 http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2013/08/sono-piu-educati-i-sardi-o-turisti.html

 E' questa  perchè  come dice  un famoso detto la verità sta' ne mezzo  .  da  la risposta  è   sulla  nuova  sardegna  del 31\8\2013  nella rubrica lettere 


Tra qualche giorno lascio questa meravigliosa isola per rientrare a casa in "continente". Ho fatto con mio marito un bellissimo percorso in moto da Alghero a San Pietro lungo la costa della Sardegna occidentale, entrando anche all'interno fino alla Barbagia. Amiamo tutto di quest'isola che tentiamo di riscoprire ogni anno per terra e per mare in un totale incanto dei sensi. Vengo al punto. Mentre percorrevamo le strade lungo i litorali e nell'interno mi montava la rabbia nel vedere rifiuti abbandonati in ogni luogo ed in ogni dove. Nelle piazzole di sosta, di fronte a paesaggi che tolgono il respiro per tanta bellezza, cumuli di bottiglie in vetro e plastica, lattine, fazzoletti, sacchetti colmi di immondizia. Seggiole a sdraio rotte, gomme e batterie delle auto, materassi, frigoriferi ... Quanta indignazione, rabbia e tristezza mi tocca ingollare nel vedere con quanto spregio e maleducazione si insozza uno tra i più bei luoghi del mondo. Che pena deve essere il lavoro di chi è preposto alla pulizia dei luoghi pubblici nel doversi confrontare con un lavoro che sembra impossibile da farsi. Ci si arrabbia con gli amministratori pubblici, ma cosa possono di fronte ad una maleducazione di tali proporzioni? Mi chiedo se una regione a statuto speciale possa decidere un programma a tolleranza zero per chi non rispetta il bene di tutti, con maggiori controlli, pene pecuniarie severe e ore di lavoro per la comunita', a ripristinare quanto si e' sporcato, vorrei dire violato. Nella speranza che ci sia un maggiore rispetto per quest'isola di grande bellezza, invio un saluto ed un ringraziamento a tutti coloro che si impegnano per consegnare intatta la bellezza di questi luoghi alle generazioni future.
                                                       Elisabeth Venturelli Manca Roma

Gentile signora, eleggo la Sua lettera a Lettera dell'Estate (sarda) del 2013, perché racconta con rabbia e dolore lo spettacolo che molti di noi sardi vedono quasi tutto l'anno con uguale rabbia e lo stesso dolore. Forse d'estate la trasformazione di grandi pezzi del territorio è più devastante, ed è anche possibile che la maggiore occupazione dell'ambiente da parte di "forestieri" provochi maggiori danni, ma in genere la colpa più che degli "altri" è la nostra: perché come cittadini non facciamo tutto il nostro dovere e perché eleggiamo amministratori che non fanno il loro.
                                                                              Mario  Brigaglia 

Quello che  mi lascia  stupito  e   che  ad  indignarsi sul serio sono  i turisti  "continentali " e  non ( salvo poche  eccezioni  relegate  ad ambito privato    e  sfoghi \  lamentele gfra  amici\che   ) noi  sardi Quindi cari\e  Sardi\e

dall'amico  facebookiano  https://www.facebook.com/chelu.furau

28/08/13

sto iniziando ad odiare l'estate , sintomo che sto anzianando \ invecchiando ?

mentre  finivo di leggere  questa  storia   su topolino  3015

da un lato desidero che l'estate  duri di più
, proprio come ik protagonisti di questa  storia  . Ma  allo stesso tempo mi   metto a  canticchiare questa  canzone della mia infanzia

meno male d'altronde non vedevo l'ora , forse stò anzianando ( invecchiando ) , ma sto iniziando ad odiarla . finisco sempre con essere , nella ,maggior  parte  dei casi  , solo visto che i miei amici lavorano ( ed io pure ) , hanno anche famiglia e  figli  , partner  . Ma  poi  lo  accetto con un po' di nostalgia  proprio come questo vecchio  film

16/02/13

ma un sogno fatto due volte è un busogno o qualcosa di recondito ?

oggi mi sono fatto  anch'io la stessa domanda

Ma mentre  cervcavo dentro di me  una risposta ecco arrivarla  dalla compagna di strada di facebook
Kar Karalis è di certo una verità svelata. un bisogno talmente forte che anche il sogno lo svela con le ombre. bisogna saper interpretare i sogni ripetuti . credo che siano un aiuto un'arma a nostro favore . peccato siano sfuggenti e scomodi

11/12/12

[sono solo un sognatore ] di Antonio rocchi

questo scritto  di Antonio Ronchi
Sono solo un Sognatore
non ho altro nella vita che il mio sogno.
A che serve un Sognatore? A che serve sognare?
E cos'è il sogno se non la forza di un Cuore che si protende 
per raggiungerlo?
E cos'è quella Forza se non l'Amore
che ha creato l'Universo intero?

 uno dei fondatori del gruppo facebookiano di radio faber conferma  sia la  vignetta di Silvia Ziche  riportata  sopra   sia  questo mio  post  precedente


09/07/12

meglio sterilazzare o abbandonare ?


Unione  Sarda  Edizione di domenica 08 luglio 2012 - Cronaca di Olbia (Pagina 21)

CRUDELTÀ. Erano chiusi in una busta. I lamenti dei cani sono stati sentiti da alcuni turisti
Undici cuccioli in un cassonetto
Bastonati e abbandonati: otto sono morti, altri tre accuditi dalla Lida

Una cattiveria senza limite. Venerdì notte undici cuccioli sono stati trovati in un cassonetto di via Vittorio Veneto chiusi dentro una busta di plastica dopo esser stati più volte picchiati. Un gesto di una brutalità sconcertante, come racconta Cosetta Prontu, responsabile della Lega italiana a difesa degli animali di Olbia, i cui volontari si sono subito precipitati per soccorrere i cagnolini: «Non ci sono parole per descrivere questo gesto che racchiude l'assurdità di alcuni esemplari della specie umana. Mi chiedo cosa possa spingere a compiere un gesto simile». I lamenti dei cuccioli sono stati sentiti da due turisti che passavano davanti al cassonetto e hanno dato l'allarme: «Durante la notte ne sono morti quattro, e altri quattro non ce l'hanno fatta nelle ore seguenti. Ora ne rimangono tre che stanno lottando ma non hanno forze, sono al limite della sopravvivenza e senza mamma». Un gesto di inciviltà che, ancora una volta, fa riflettere sull'importanza della sterilizzazione: «Loro non hanno nessuna colpa e meritano il nostro amore ma soprattutto il nostro rispetto. Sterilizzate e smettete di uccidere» invita la Prontu, che domanda: «Dove sono i due milioni di euro stanziati dalla Regione per la prevenzione del randagismo?» ( c. in. )

la domanda del titolo deriva , oltre che da fatti come questi ( vedi articolo sopra ) , ma da una discussione avuta con un fanatico teocon o neocon prolife a tutti i costi che trovate nell'url sotto .

ti potrebbe interessare il post sterilizzazione animale uguale aborto ? ma che cazzate sono

16/06/12

mi sono marzullato

Questo 2012 assomiglia sempre di più a quella passeggiata estiva notturna in cui si è andati oltre il solito albero e di colpo la strada è più sconosciuta, dalle siepi arrivano strani rumori e mentre appiamo che non torneremo indietro perché più avanti c'è qualcosa di formidabilmente nuovo, non sappiamo
ancora dopo quale curva questo nuovo arriverà ?
qualcosa  arrivera

- Scartare le definizioni, amare le conseguenze?
le conseguenze  

- Quando raccogliete i pensieri per poi concentrarvi su di essi, chi li raccoglie e chi si concentra sono la stessa persona ?
per il momento si perchè non soffro di , anche se  sono  un po'  ma lo siamo tutti\e  , molti  lo reprimo  fino a  farlo estinguere   alti lo mediano   altri lo coltivano in pieno  ,  bordeline  
La giornata perfetta è quella a cui ci si dimentica di chiedere di più? 
non esiste la  giornata perfetta  sta  a noi decidere  se  farlo diventare perfetta o imperfetta 
 Il buio tardivo è sempre il più buono?
e che ne  so io dormo
- Se per essere felici ci basta staccare la plastichetta nuova da qualcosa appena comprato,perché non ce la vendono da sola ?
perchè ci vogliono infelici   per comprare di più
- C'è qualcuno che quando dice "chic" non pensa che dentro a quello che sta dicendo ci sia una "s"?



- Inventiamo storie assurde per trovare normale il mondo in cui viviamo ?
SI .Almeno chje non vogliamo drogarci
 Quelli che chiedono: cosa si dice di bello?, è l'ultima cosa che vogliono sapere?
ESATTO 

02/06/12

dubbi musicali \fiilosofici

ascoltando questa canzone


suggeritami dall'amica musicofila di  fb https://www.facebook.com/chicca.signorinafantasia

  e  l'ascoltando  ,  cercando su youtube  , per replicare di   queste  due  canzoni  ,  mi chiedo  loe stesse doamnde  che mi sono  fatto senza trovare risposta leggenmdo e vedendo il film l'eleganza del riccio
 sempre per  sempre


o Niente è per sempre ma se ci credi sarà infinito.




24/03/12

cultura per pochi ( di nicchia ) o cultura per tutti ( di massa ) questo è il mio problema




Video diretto da Fabio Luongo e girato a 3200 sul ghiacciaio della Val Senales. "Cenere" è tratta dall'album "C'è Gente Che Deve Dormire". di  marta   sui  tubi ( http://martasuitubi.it/ ) 


A volte egoisticamente, penso che tutto debba restare così. Che certe espressioni d'arte debbano rimanere di nicchia.Ma  poi ci ripenso e mi dico  ma  ....  sto dicendo   e che   sto a pensare ? 

17/03/12

ma le donne d'oggi lo sanno cosa vuol dire essere violentate e strupate ?^

IL   titolo  del post  d'oggi potrà sembrare  , ai miei  lettori  femminili , maschilista \  sessista  e  cinico  . In realtà è solo provocatorio  visti  i  fatti  di cronaca  che  andrete  a leggere  . Prima  di passare  al post  d'oggi  , però  vorrei fare  un ulteriore precisazione  non sto  generalizzando   perché :  1 ) credo che le  la maggior  parte  delle donne   lo sappia  benissimo   il significato  di tale  atto di  barbarie    , io mi riferisco alle  nuove generazioni sempre  più deboli   e senza  strumenti critici  \ punti di riferimento  in un  mare  in tempesta  che è  la vita    , 2)  a quelle donne che lo sanno   ma  per  paura   lo inventano    facendo  al lupo al lupo

Il primo fatto  è  questo  
 la  sorella  dell'ucciso  http://www.quotidianamente.net/cronaca/rapina-in-villa-difende-la-fidanzata-4-colpi-dai-banditi-20020.html  per  difendere  la sua fidanzata  dal tentativo di violenza   ha dichiarato  che lei   si  sarebbe lasciata  violentare  .

Il secondo fatto (  avvenuto  l'anno scorso  )  venutomi in mente  e di cui  ho trovato un video   sulla mia  bacheca  di fb è questo  

video

08/03/12

delitti passionali ? ma che razza di termine usano i media ?



stavo   facendo la raccolta   dela  carta  per  la differenziata  , quando  leggo  sul  vecchio  giornale    dell'ennesimo  omicidio   di  un uomo della propria  moglie   , e  in qui tutto  " normale  "  ( in senso  sarcastico ovviamente  )  visto che  : L'Onu: "In Italia è femminicidio, ogni 3 giorni una donna viene uccisa dal patner",  quello che mi  ha lasciato  stupefatto  ( oltre  che inc..... )  è  il titolo  : << ****  omicidio passionale ......  >> .


Ora  mi chiedo la  stessa cosa   che  si chiede  Mafalda,  la protagonista dell'omonima striscia a fumetti scritta e disegnata dall'argentino Joaquín Lavado, in arte Quino pubblicata dal 1964 al 1973, molto popolare in America Latina e in Europa in questa  immagine ,  presa  non ricordo   da  quale   bachecadei miei  compagnidistrada  facebookiani .
Qualcuno\a   mi sà  dare  una  risposta  

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