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01/02/15

6 segreti ( facili ed ovvi ma duri d'applicare ) dall'isola dove la gente dimentica di morire: camminare, lasciar correre, vivere senza fretta

 tale news     mi ha  portato   a rileggermi  il  2956   di topolino in particolare la storia  zio paperone    e l'isola senza prezzo  (  foto sotto  )


da  +www.google.it   in  quanto   la pagina     mbasic.facebook.com
risulta 
: << La pagina che hai richiesto non è stata trovata>>
e il  famoso film  oscar  meditteraneo


 

6 segreti dall'isola dove la gente dimentica di morire: camminare, lasciar correre, vivere senza fretta (FOTO)

Pubblicato: Aggiornato:
IKARIA


C'è un'isola in Grecia in cui la gente "dimentica di morire". Letteralmente. Perché ad Ikaria gli abitanti superano di gran lunga i 90 anni. Di più. Non è solo la longevità a stupire, ma anche la scarsa diffusione di patologie come il cancro, le malattie cardiovascolari, la demenza.Questa piccola isola nel Mare Egeo è stata oggetto di numerosi studi condotti da ricercatori di tutto il mondo. La domanda
da http://www.tribunodelpopolo.it/io-aspetto-che-si-depositi-il-caffe/
alla quale cercano una risposta è per tutti la stessa: quale è il segreto di una vita così lunga e sana? Nel suo nuovo libro di cucina "Ikaria: Lessons on Food, Life, and Longevity from the Greek Island Where People Forget to Die", Diane Kochilas offre una prospettiva interna sul perché questa comunità greca vive così a lungo e così bene.
Kochilas, pluripremiata autrice di oltre 18 libri sulla cucina greca, ha elencato i sei segreti che porterebbero gli abitanti di Ikaria a vivere così a lungo. Piccoli consigli per provare a "non morire", ricette che somigliano a quelle che la scrittrice dà nei suoi libri di cucina. Ma che promettono qualcosa di più.
  • 1. Mangiare a livello locale, stagionale e con parsimonia
     
    Gli ottagenari, novantenni e centenari con cui l'autrice ha parlato hanno dato a Ikaria hanno dato tutti la stessa formula alimentare: negli loro primi anni di vita, anni di povertà, isolamento, scarsità di risorse, hanno mangiato poco, semplicemente perché non avevano molto cibo. Pesce pescato ogni tanto, prodotti della natura come lumache, funghi e verdure selvatiche.
     
  • 2. Vivere secondo le proprie inclinazioni e senza fretta.
     
    "Il ritmo con cui le persone si muovono su Ikaria non finisce mai di stupirmi: lenta, deliberata, senza fretta, ma con abbastanza tempo per osservare e vivere in ogni momento" scrive la scrittrice su HuffPost Usa. "Quando si va a comprare un barattolo di miele dal nostro amico apicoltore Yiorgos, per esempio, ci si siede di fronte alla sua scrivania prima, si parla un po', si scherza, poi dopo circa 20 minuti si alza e va verso i suoi barattoli di miele". È il passo che consente alle persone di sentire il proprio corpo dall'interno, come si fa con gli esercizi di meditazione. Gli abitanti di Ikaria non hanno orologio.
     
  • 3. Godetevi il sonno
     
    Ad Ikaria si dorme molto. È una manna dal cielo. Forse l'atmosfera o forse l'aria pulita, ma si può dormire per oltre 10 ore. Gli Ikariani sono strenui difensori del pisolino: dormire nel pomeriggio di vivere due vite in un solo giorno, soprattutto in estate.
  • 4. Lasciate che le cose vadano come devono andare
     
    I greci dicono: "Non tenere il male". C'è tanta verità e saggezza in questo detto. Ikaria è un luogo dove le persone tendono a essere accomodanti, tolleranti. È anche un luogo dove la cultura locale permette un'interpretazione molto liberale di ciò che significa essere disinibiti. Le panygyria, feste locali che traboccano di vino e danze sono di solito in occasione dell'onomastico di un santo e sono il luogo per testimoniare come si faccia a "lasciar correre e a godere".
  • 5. Usate erbe per curare i mali minori e lasciate che sia il vostro corpo a guarire se stesso
     
    La farmacologia popolare è molto diffusa sull'isola. Ma a quanto pare sarebbe il corpo stesso la migliore medicina: in grado di trovare in se stesso la formula per guarire.
  • 6. Camminate
    Chiaro e semplice. L'esercizio è una spinta per il corpo e la mente allo stesso modo. "Ogni persona anziana che conosco su Ikaria cammina ancora molto"

 Praticamente  gli stessi principi che   seguivano i nostri nonni e  bisnonni   dove  per motivi economici e sociali la rivoluzione industriale  non era a livelli d'oggi . Infatti  è per  questio    che  in certe  zone d'italia    nel sud  in particolare  e  , scusate  se   sono parte  in causa  ,  la mia sardegna  .Infatti a Telti    , paese dell'entro terrra  gallurese   è  è morta  una  nonnina di  106  anni 



19/03/07

Senza titolo 1706

Parafrasando Lezioni americane di Italo Calvino

"Un ragionamento veloce non è necessariamente migliore di un ragionamento ponderato; tutt'altro; ma comunica qualcosa di speciale che sta proprio nella sua sveltezza" (I. Calvino)
La rapidità domina la nostra vita. Bisogna far presto è ormai il motto che governa i nostri giorni. Logoriamo i giorni nel vortice degli impegni, nella fretta, nel desiderio di stordirci e dimenticarci, nello spreco di noi stessi. Siamo, in genere, trascinati dagli eventi, difficilmente capaci di fermarci a riflettere, a pensare, ritrovando la tranquillità dell'animo anche nella gestione della vita quotidiana. Ci si sente costretti dal mondo che ci circonda ad essere veloci, perché ormai la lentezza sembra un modo di essere del passato. Non sarebbe meglio accogliere il motto latino "Festina lente"-Affrettati piano?
Forse aveva ragione Nietzsche quando diceva che in questo momento e in questa società: "Bisogna avere un caos dentro di sé, per generare una stella danzante"?


dopo un po' di tempo ritorno con piacere in questo spazio:)))) Bentrovati


Dora

20/02/07

Senza titolo 1652

Lo  so che  sarei di patrte  in quanto ho dei pèarenti medici   ( un cugino che fa  il radiologo a Como ) 

Ccari medici  e  cari infermieri   imparate   a  scrivere  bene    ed  evitate  la fretta  ,  a volte  è  meglio una cosa fatta bene  che una cosa fatta male    e  creare problemi ad altri  come   queste  qui


Firenze, dramma per tre trapiantati "Organi da una donna sieropositiva"






E' accaduto all'ospedale Careggi. La notizia data dai vertici sanitari
L'incidente per l'errore di trascrizione di un biologo del laboratorio analisi Secondo i medici è "elevata" la possibilità che siano contagiati dal virus dell'Hiv Il Centro nazionale trapianti: "Primo caso dopo 40 anni e circa 25mila interventi"






FIRENZE


Gli organi espiantati da una donna sieropositiva sono stati impiantati su tre pazienti toscani. "Elevata", affermano i medici, la probabilità che siano stati contagiati dal virus dell'Hiv. E' accaduto all'ospedale fiorentino di Careggi. Un errore umano sarebbe all'origine dell'incidente, giudicato dai sanitari "un evento estremamente grave".
A rendere noto il fatto sono stati il direttore dell'Organizzazione toscana trapianti, Franco Filipponi, e il direttore sanitario dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi Mauro Marabini.
Tutto è accaduto a causa dell'errore di trascrizione di un dirigente biologo del laboratorio di analisi dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi che ha riportato il risultato fornito dal macchinario utilizzato per l'esame del sangue: da positivo in negativo al virus Hiv. L'incidente è emerso nel corso di una analisi successiva al trapianto, al laboratorio di analisi dell'archivio biologico di Pisa dove i campioni dei donatori vengono conservati in attesa di un eventuale utilizzo.
I tre organi, fegato e reni, erano stati espiantati nei giorni scorsi all'ospedale fiorentino da una donna di 41 anni morta per una emorragia cerebrale che, secondo i sanitari, era quasi sicuramente all'oscuro di essere sieropositiva. La storia clinica della donna, i cui familiari hanno consentito l'espianto, era risultata compatibile con una eventuale donazione. Quanto agli organi, dalla visione macroscopica e bioptica, erano risultati in ottime condizioni e perfettamente funzionanti. Buono anche il risultato dell' esame ematochimico, mentre quell'errata trascrizione ha trasformato un esame positivo all' Hiv in negativo.
"Elevata", secondo i sanitari la probabilità che i tre pazienti impiantati siano contagiati dal virus dell'Hiv. Anche se, hanno precisato, la vita dei pazienti "non è a rischio né immediato né futuro".
Attorno a loro è stato subito attivato un cordone di protezione della privacy, immediatamente avviate le terapie farmacologiche atte a ridurre il rischio di sieroconversione. Il dirigente biologo che ha commesso l'errore potrebbe essere perseguito solo di querela di parte. Un eventuale procedimento amministrativo a suo carico, è stato sottolineato, potrebbe esser preso solo a conclusione di una verifica sulla passata e presente attività del laboratorio.
"Un tragico errore umano, l'unico caso in quarant'anni di trapianti in Italia". Scosso Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti. "Il primo dopo circa 25mila". "Un errore fatale - aggiunge - avvenuto all'interno di una procedura controllata, sicura, efficiente, e di cui i cittadini possono fidarsi ciecamente. Un sistema che - ricorda l'esperto - viene messo in atto ogni volta seguendo delle linee guida fondate su standard internazionali. E che, in questo tragico caso, ha mostrato anche di essere estremamente trasparente".
Nanni Costa ha anche sottolineato che "nessuno è sfuggito davanti alle sue responsabilità, l'ospedale fiorentino ha immediatamente riconosciuto le sue colpe e ha attivato immediatamente le procedure virali e anafilattiche sui tre trapianti che hanno ricevuto gli organi". Eppure, ammette, il rischio che i tre pazienti contraggano il virus dell'Hiv "è altissimo".



 concludo dedicando  a  loro  questa  canzone  di enzo del re


Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo
chi è veloce si fa male e finisce in ospedale
in ospedale non c'è posto e si può morire presto

Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo
la salute non ha prezzo, quindi rallentare il ritmo
pausa pausa ritmo lento, pausa pausa ritmo lento

sempre fuori dal motore, vivere a rallentatore

Lavorare con lentezza senza fare alcuno sforzo
ti saluto ti saluto, ti saluto a pugno chiuso
nel mio pugno c'è la lotta contro la nocività

Lavorare con lentezza senza fare alquno sforzo

Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza
Lavorare con lentezza

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