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26/06/09

IL VIDEO CHE PROVA LE ELEZIONI FALSATE IN IRAN

dal blog www.diteloame.splinder.com






IL VIDEO CHE PROVA LE ELEZIONI FALSATE IN IRAN




Miei cari amati amici blogger, stasera voglio mostrarvi un video ed una riflessione su quanto sta accadendo in Iran in questi giorni e sotto il menefreghismo di tutti quelli che, in casa nostra, preferiscono imbrattare le carte dei giornali e i loro discorsi con i gossip sulle veline, prostitute normali e d'alto bordo come le escort, o peggio di tutte le aspiranti arriviste sia in politica che in tv, con il gioco saltiamo addosso al presidente per conquistarci un posto "al sole" in tv o in europa. Ora a me di tutto ciò non me ne importa nulla, ma della situazine in Iran si. Ecco il video che ho trovato in rete e come tanti altri lo posto, insieme a quello sconvolgente che ritrae la morte di Neda. Per riflettere e pensare sulle vere priorità di vita, lasciando stare il fango del pettegolezzo lanciato apposta per coprire le giuste priorità. Aggiungo anche la mail che ho ricevuto sull'ennesima proposta di legge per chiudere i blog attaverso pesanti sanzioni che vanno da un anno a 5 di reclusione. L'ho pubblicato anche su facebook assieme a tanti altri, e adesso lo posto anche qui, quindi sono una fuorilegge anch'io.Buona serata e baci dalla sempre vostra, Rossella





IL VIDEO DELLA PROVA DELLE ELEZIONI FALSATE IN IRAN



questo l'ho trovato in rete e chi l'ha postato prima di me, dice che non può confermare la veridicità di quanto si vede, ma per dovere di cronaca lo posta così come sto facendo io .

















                         









 ATTENZIONE ! SI CONSIGLIA LA VISIONE DI QUESTO VIDEO SOLO AD UN PUBBLICO ADULTO





Il padre, chinato accanto a lei, le diceva di non aver paura, e l'ha ripetuto fino al suo ultimo respiro. Io non dimenticherò mai i suoi occhi aperti sul mondo, occhi pieni di speranza che adesso, giudicano ... Rossella

















 





















quello che segue è i testo della legge per impedire ancora una volta che circoli la libertà nell'unico luogo ancora libero in questo mondo ... la rete dei blogger, copiatela e diffondetela anche voi.... Baci Rossella






IN BASE A QUELLO CHE LEGGERETE ANCHE QUESTA E MAIL POTREBBE ESSERE FONTE DI REATO





Ricevo e posto, diffondetela anche voi. Ciao da Rossella (dalla mia pagina su facebook)






In base a quello che leggerete anche questa e mail potrebbe essere fonte di reato.




Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L.733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: /Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera diventando l'articolo nr. 60.

Il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo e ciò la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta".
In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog a disobbedire (o a criticare?) ad una legge che ritiene ingiusta, i /providers/ dovranno bloccare il blog.



































25/04/09

La teoria della relatività


Oggi ci troveremo, come tutti gli anni, come sempre, alle 14.30 al Planetario di Milano. Come tutti gli anni, come sempre, festeggeremo il 25 aprile con orgoglio e fierezza. Noi democratici, noi antifascisti, noi umanisti.

Come tutti gli anni, come sempre, presenzierà Giorgio Schultze [foto a destra], portavoce europeo della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e candidato indipendente nell'Idv alle prossime elezioni (presto pubblicheremo una sua intervista). “1945 liberazione dal nazifascismo, 2009 liberazione dalle armi e dalla violenza”: questa la parola d’ordine di Schultze, da sempre impegnato a favore d'una reale applicazione della Carta dei Diritti Umani. “E' giunto il momento di uscire dalla preistoria umana e cominciare a costruire una Storia finalmente umana, è urgente e prioritario fermare le guerre e la nuova folle corsa agli armamenti, smantellare gli arsenali nucleari, far ritirare le truppe di occupazione, impedire l’uso bellico dello spazio, trasformare la folle cifra di 1.300 miliardi di dollari spesi ogni anno in armamenti, in investimenti per la salute, l’educazione, per nuovi posti di lavoro”, proclama convinto.


Pare proprio che quest'anno non saremo soli. Dopo quindici anni spesi a ignorare, sbeffeggiare, imbrattare la Resistenza, B. si è scoperto, anche lui, democratico e partigiano. Gli abbiamo visto sfoggiare molti copricapi; la bustina dei nostri combattenti, audacemente sottratta a qualche soldato regolare, ancora ci mancava. Ma, presto, la nostra curiosità potrebbe venir soddisfatta.









Sandro Pertini e compagni/e.


Quando si è padroni d'un Paese, tutto diventa relativo. Solo B. resta assoluto. Accorpa destra e sinistra. Poi, certo, qualcuno resiste anche da quelle parti: lei, cui del resto non faglia la coerenza, continua a fregarsene, La Russa non riesce proprio a camuffare il suo credo fascista, beccandosi subito una reprimenda dall'altro ex-fascista, ora misuratissimo Presidente della Camera, nonché dallo stesso B. il quale, come acutamente annotato da Filippo Ceccarelli, ha compreso che lo scontro con un'opposizione peraltro inesistente non paga. E commemorerà a Onna, il paese ucciso due volte, prima dalla rappresaglia nazista, poi dal terremoto. L'ultimo testimone oculare dell'eccidio è spirato ieri, per i postumi delle ferite procurate dal sisma. Nessuno ha pensato di suggerire a La Russa di recarsi lì, invece di recitare la parte del compunto servitor di Stato all'Altare della Patria. Ma tutto si tiene, nell'azzeramento dei valori. Con questi relativisti, Ratzinger non se la prende mai.


Come tutti gli anni, come sempre, noi invece resistiamo. Perché, per noi, impegno e presenza sono ancora parole pregne di significato. Non ci avrete.

05/11/08

Hussein, da non credere!


Ho puntato la sveglia alle 5,30 e sono stato fortunato. Così ho visto in diretta Jesse Jackson ascoltare Obama in silenzio, immobile, mentre le lacrime gli rigavano il volto. E sul quel viso c'era Martin Luther King, Angela Davis, Nelson Mandela. Ho seguito il discorso di McCain, dignitoso e rispettoso della contesa. Laggiù quando si perde non si invocano i brogli. Poi Obama. Già. E così mentre in Italia si faranno classi separate per bianchi e diversi dal bianco, negli Usa eleggono presidente un uomo nato a Honolulu da padre Kenyota, vissuto da piccolo in Indonesia. Che di nome fa Barack Hussein! Insomma una svolta epocale. E siccome al di là dei massimi sistemi si vive anche di piccole soddisfazioni, stamattina davanti al caffè ho immaginato il cattivo risveglio di Borghezio, Boso, Calderoli, Castelli, Bossi e compagnia. Gentaglia che siamo riusciti a mandare al governo del nostro paese. E il prode Gasparri che non si è risparmiato la cialtronata giornaliera (Al Qaeda sarà contenta). E che dire di quel pirlone di ministro degli esteri che si è affrettato a dire che tra Obama e il suo capo ci sono molte similitudini. Certo, come tra la Gioconda e Cicciolina. Per compiacere il cavaliere c'è chi mangerebbe sterco e direbbe che sa di cacao. Non so se Obama cambierà il mondo. So però che non sarà più il mondo del gruppo di texani che stava attorno a Bush e che la maggioranza degli americani ha già consegnato alla storia definendoli "vecchi scemi bianchi". Barack Hussein. Che giorno quel 5 novembre 2008!




Raffaele Mangano



03/11/08

Berlusconi in salsa "obamiana": una patetica messinscena








Leggo su "Repubblica" una spericolata affermazione del ministro Frattini: "I punti di contatto tra Berlusconi e Obama si notano: ho sentito fare discorsi a Obama basati molto sugli ideali, che si concentrano su alcuni pensieri chiave. Questo modo di comunicare è simile a quello di Berlusconi. Poi Obama insiste sul concetto 'buy american', comprate americano, investite sul nostro Paese. Ciò che fa anche Berlusconi". Sebastiano Messina, sempre su "Repubblica", l'ha svillaneggiato a dovere, ricordando che effettivamente anche Obama, come Berlusconi, ama il mare, porta scarpe allacciate, usa il dopobarba, scrive con la penna e beve caffè. Noi potremmo aggiungere che anche Hitler si basava su ideali e su alcuni pensieri chiave: a suo modo, certo, ma sempre di ideali e di pensieri chiave si trattava; se ne dovrà forse dedurre che i discorsi di Hitler somigliavano a quelli di Berlusconi? (Del resto, anche il Führer aveva pensato a un reality .) E' pure vero che Berlusconi, come Obama, ci invita a "buy american", infatti ha spesso dichiarato che lui sta dalla parte degli Usa prima di sapere se hanno torto o ragione, e che a scuola lo definivano "l'amerikano".

Un'altra evidentissima somiglianza tra Obama e il Cavaliere sta nella considerazione degli insegnanti. Per il candidato americano alla Presidenza, "ne abbiamo bisogno, sono sottostipendiati e vanno riqualificati". Esattamente ciò che pensano i ministri berlusconiani, non vi pare?

E non alludo nemmeno tanto alla prestanome del duo Tremonti-Brunetta, quanto all'immarcescibile Calderoli che, ancora sul quotidiano di Scalfari, ha concesso magnanimamente che la protesta dei precari è legittima, ma i loro non erano né sono diritti acquisiti. Quindi, tutti a casa. Semplice, per il semplicissimo - e indispensabile - Ministro della Semplificazione.

Neppure "Repubblica, comunque, ha ricordato che, fino a ieri, Berlusconi tifava per McCain, cosa del resto abbastanza logica visto il suo (di Berlusconi, non di McCain) appiattimento totale su Bush, la sua (sempre di Berlusconi) ammirazione, che quasi sconfina nell'innamoramento, per quello che reputa il più grande Presidente della Storia, visto il totale appoggio alla guerra in Medio Oriente, al riarmo, ai teocon e alla xenofobia, spesso e volentieri sfociata in aperto razzismo. Lo si può leggere (solo a mo' di esempio) qui, qui e pure qui .


Ma ora il vento (pare) mutato. Berlusconi pensa, anzi teme, possa vincere il "negro" Obama - questo il vero pensiero suo e dei suoi -, e allora eccolo festosamente schierarsi per il senatore democratico. Ebbene, trattasi di ennesima balla. Berlusconi sta con McCain. Io, detto fra noi, non sono del tutto convinta, malgrado i sondaggi favorevoli, che Obama possa farcela. Lo spero, naturalmente, ma preferisco non sbilanciarmi, forse per scaramanzia.

E se, Dio non voglia, vincesse davvero McCain? Nessun problema, Berlusca l'aveva sempre detto, e se in questi giorni pare aver affermato il contrario, è perché, come al solito, la stampa l'aveva "frainteso".


Daniela Tuscano






















12/09/08

Senza titolo 846

LA GELMINI PREPARA LA STRAGE DEI PRECARI DELLA SCUOLA

I precari della scuola sono i grandi assenti dal dibattito sulle riforme proposte dal ministro Gelmini: si parla di grembiuli, di voto in condotta, di maestro unico, ma nessuno sembra curarsi del taglio di 90.000 docenti e 47.000 ATA.
Il ministro si limita ad assicurare che i docenti di ruolo possono stare tranquilli e che i precari possono sempre essere riciclati nel turismo. La proposta è umiliante visto che si tratta di personale laureato, abilitato ed idoneo all'insegnamento e spesso in possesso di master e corsi di specializzazione; oltretutto non sembra che ci sia bisogno di 150.000 guide turistiche o addetti nei musei.
E' quindi evidente che la proposta della Gelmini sia in realtà una presa in giro per indorare la pillola alle decine di migliaia di persone che resteranno disoccupate dopo aver lavorato a tempo determinato, anche per 10 o 15 anni, con contratti annuali.
Le persone che perderanno il lavoro sono concentrate per la maggior parte al sud dove ci sono scarse possibilità di riciclarsi, per cui i provvedimenti del governo assumono i connotati di un’autentica macelleria sociale.
Da notare che i provvedimenti sulla scuola non hanno alcuna motivazione pedagogica, ma solo finanziaria: il governo deve risparmiare e quindi taglia selvaggiamente gli organici; come conseguenza saranno formate classi di 35, 40 persone, sparirà il tempo pieno alle elementari, migliaia di scuole dei piccoli comuni e delle zone a rischio chiuderanno, migliaia di studenti disabili non avranno più alcun aiuto.
Oltretutto il maestro unico deciso dal governo è una figura superata che non offre al bambino di oggi quella pluralità dei rapporti didattici ed educativi di cui ha bisogno, dati i numerosi stimoli a cui la società stessa lo sottopone.
Del resto se il ministro fosse veramente interessato alla qualità della scuola primaria, ritenuta tra le migliori del mondo da tutte le indagini statistiche, avrebbe avviato una sperimentazione con il maestro unico e messo a confronto i risultati con il modello attuale.
Ma il ministro Tremonti che, di fatto, ha commissariato il ministero dell'Istruzione, ha fretta di fare i risparmi per farsi bello con l'Europa, ed oltretutto c'è da capirlo: deve garantire i lauti stipendi di parlamentari, ministri, boiardi di Stato, consiglieri ed assessori regionali, provinciali, comunali, insomma tutta la pletora di politici che mangia dalla greppia statale.
Inoltre il governo deve sprecare molti soldi per finanziare Gheddafi, il corpo di spedizione in Afghanistan e l'Alitalia, quindi si rifà sui precari della scuola che quando va bene arrivano ad un massimo di 1200 euro mensili, che però in tanti casi servono a mantenere una famiglia.
Il ministro Gelmini ha affermato «preferisco essere impopolare che antipopolare». Quest'affermazione è molto grave.
I provvedimenti del ministro sono antipopolari: ledono il diritto all'istruzione, il diritto all'occupazione, smantellano la scuola, condannano le generazioni future e l'intero paese all'ignoranza e alla mancanza di competitività sul mercato.

Chiediamo a tutte le forze politiche, sindacali ed associative di aiutarci a fermare questo scellerato disegno.


FORUM PRECARISCUOLA ( http://precariscuola.135.it )

28/03/08

vuoi votare il dissenso? ecco come fare! - Importantissimo..se non voti...favorisci il premio di maggioranza!

... I voti validi non arrivavano al 25%, distribuiti fra il partito di destra, 13%, il partito di mezzo, 9%, e il  partito di sinistra, due e mezzo per cento. Pochissimi i voti nulli, pochissime le astensioni. Tutte le altre schede, più del 70% del totale, erano bianche.'...

Così finisce il primo capitolo del romanzo 'Saggio sulla lucidità' di Josè Saramago (Azinhaga, 1922) Premio Nobel per la letteratura nel 1998; uno dei miei autori preferiti!  A differenza però di quanto avviene in questo avvincente 'giallo politico', non credo che nelle prossime elezioni politiche italiane le percentuali dei voti validi risulteranno così basse da non permettere ad uno dei due principali schieramenti politici di accaparrarsi anche le schede bianche, insieme a quelle nulle.    

Considerato che il diritto al voto è la principale libertà di espressione di ogni cittadino, libertà conquistata sulla pelle dei nostri padri e su quella dei loro padri, è un diritto cui non intendo rinunciare, nonostante il degrado dell'intera 'classe politica' italiana.

Stanno girando su internet le indicazioni per non disertare le urne ovvero non andare a votare tappandosi il naso.  Il messaggio è il seguente ( i riferimenti di legge sono veritieri):


      << Metodo tratto da un commento a un post di Travaglio sulla candidatura di Ferrara,
      il link: http://www.voglioscendere.go.ilcannocchiale.it/





      METODO LEGALE PER ESPRIMERE IL PROPRIO PERSONALE DISSENSO AI CANDIDATI DELLE PROSSIME ELEZIONI ED ASSOLVERE AL PROPRIO DOVERE DI CITTADINO SENZA REGALARE VOTI INCONSAPEVOLMENTE!


Se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti.

Infatti (vedi REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti.



ESISTE UN'ARMA LEGALE CONTRO QUESTA LEGGE INDECENTE E ANTIDEMOCRATICA!




      Tutto si basa usando una procedura prevista dalla legge; ecco nei dettagli il sistema da usare:


1.. ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA

2.. ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA), dicendo: 'Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato'

3.. PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA

4.. ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio 'Non mi sento rappresentato da nessuno dei politici inseriti nelle liste elettorali!')


      COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU' VOTI


Nel caso in cui gli scrutatori vi facessero problemi di inattuabilità della procedura appellatevi al seguente testo di legge:


Testo Unico delle Leggi Elettorali, D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 - Par. 5:


'5) Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è  punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000'.




INOLTRATE, INFORMATE, DATE UNA POSSIBILITA' DI ESPRESSIONE POLITICA A CHI NON SAPREBBE DOVE PORRE LA PREZIOSISSIMA CROCE DI GRAFITE. >>


15/02/08

Appello di Batsceba - basta!

gli ONI della politica italiana si stanno differenziando: Veltroni corre da solo, Berlusconi in gruppetto con il "popolo delle libertà". non occorre dire nulla. la mia convinzione che questa italietta è popolata da mafiosetti, bulletti e cretinetti    è sempre più forte.
e se formassimo un movimento assolutamente libero? senza personaggi trainanti come Grillo ecc. senza protagonismi. senza insomma. se tutti quelli che non si riconoscono in questi politici e in questa italietta andassero a votare scheda nulla, scrivendo tutti una stessa frase? chi vuole può unirsi al progetto e far circolare. potremmo essere in tanti.  ci proviamo?  peace and love anarchista ;)







"andrò così lontano che il ricordo muoia disperso tra le pietre della strada. Continuerò ad essere lo stesso pellegrino con dentro la pena e fuori il sorriso …"  Ernesto Che Guevara

27/05/07

Senza titolo 1858

concordo in pieno quanto dice  doriana goracci sulla Nw  disarmio@peacelink.it  sul partito ,democratico

Sono cose fatte: c'è  un arco sinistro di pace fatto da missioni e companatici rinforzati e un arco sinistro di pseudo- ponti e ponteponentepontepi, che non lasciano mai davvero la riva sinistra o destra del fiume dove sono galleggiati per tanto tempo (si potesse guadare tutti insieme prima o poi)...
Viene coniato il termine Partitino, no scusate, nasce il partitino con la p minuscola, che non è quello paventato in passato dai Partiti, il bianco popolo del non voto o non votivo, o la maldicenza di essere in pochi e furbini.
Per i Media e con i Media si concertano oggi le immagini surreali e miserevoli dei partitini, quelli contro la guerra e contro tutto, le interviste e le opinioni sono quì e là decorate e liquidate con i ridicoli partitini.
Per contenere  scontenti- intolleranti- disubbidienti- no delega-esuli-precari-figli senza nome ...si   scontano i debiti con  aggregazioni e movimenti unitari e/o divisi, inventando  la nascita di questi abortini extraparlamentari  , fantasie del Partito Democratico Europeo della Vita
Riconosciuta che secondo loro prende corpo dalle ceneri di una pace mai nata e di una guerra ben pasciuta.Di fatto la tecnica e il  mestiere di parlamentare,  trova linfa così,almeno lo spera, alle iscrizioni in declino.
A partire dal 2000 fu gara a chi si diceva  più contro, più duro, più garantista, più pacifista, più nonviolento. Gratuiti portatori d'acqua e di speranze, nelle ultime elezioni politiche,agitarono, come oggi lo spauracchio della destra berlusconiana e leghista, fascista e liberista.Ci abbiamo creduto un po' tutti, e abbiamo detto che valeva la pena tentare, stringendo le narici, immergerci nell'ultimo voto...
Oggi che ben altri problemi angosciano il popolo italiano, ecco che i dissanguati Partiti (che dio ce ne liberi dalle elezioni) inventano questa autoproduzione del partitino: ma a mio parere, questa nuova risibile e derisa creatura, non interessa davvero nessuno, se non  qualche protagonista  della rifondazione stagionata che sospira sognando.
Può darsi che sia crescita senza anima del movimento, emersione  del libero pensiero,  fare che non ci rimette niente,  pensare che sembra già osare l'impossibile, inizio o  fine di una stagione che non trova rimedi nella politica e allora diventa antipolitica, antagonista,anacronistica, comunque senza, senza certificazione di autorità e rappresentatività.
Eppure  in Parlamento hanno paura e noia anche di questo pulviscolo vacante e allora   indicono,  infastiditi per l'aggiunta degli impegni,proteste ragionate  e  manifestazioni autorevoli, con gran bei nomi e figli d'arte, perchè dannazione, ci sono quelle ceneri che alzano un gran polverone e sia mai, che alzandosi il vento si intravedano i così tanti e tragici scenari che la guerra propone, oggi più che ieri e domani, domani che vuoi, sarà un altro giorno di sangue. Alzate i vostri calici e oscurate i ribelli demodè!
Ma attenti la fabbrica del cretino è ancora molto, molto attuale.


Doriana Goracci

07/04/07

E’ colpa della Chiesa


E’ colpa della Chiesa

     

Maurizio Blondet

06/04/2007

 


Priscilla, la madre del ragazzo, con la foto del figlio Matteo

TORINO - Perché si è ucciso il sedicenne angariato dai compagni nella scuola di lusso per i ragazzi-bene torinesi, il Sommellier?
I giornali e i maitres à penser non hanno dubbi: è colpa della Chiesa.
I compagni tormentatori dicevano al ragazzino che era gay: colpa della Chiesa, che con la sua opposizione ai DICO ha diffuso «l’omofobia» (Sansonetti su Liberazione).
I compagni lo chiamavano «Jonathan», che a quanto pare è un personaggio gay del Grande Fratello.
Ma non è colpa di una televisione fra le più stupide e irresponsabili del pianeta, né di quella trasmissione fra le più intollerabili per idiozia, lascivia e rozzezza offerta agli adolescenti in
dosi-urto.
E’ che i tormentatori del povero «Jonathan»  sono sotto l’influsso malefico della Chiesa, ascoltano troppo i preti.
Il povero suicida era figlio di una cameriera filippina, aveva tratti da extracomunitario, e sicuramente non portava abiti griffati.
E al Sommellier vanno i figli di papà, che imparano a casa che l’unico valore della vita sono il denaro, il telefonino ultimo modello e le grandi marche.
No, cosa andate a pensare: non è razzismo e disprezzo di classe, è colpa della Chiesa.
Delle sue «condanne dell’omosessualità».
Del suo voler distinguere fra «normali» e «non-normali».
Per di più, «Jonathan» era il primo della classe, intelligente e studioso.
Intollerabile, per figli di papà che vanno in una scuola di lusso, ma dopotutto in un istituto tecnico-commerciale, in Italia ritenuto una specie di discarica dei giovani che non hanno voglia di studiare. Ma no, la colpa è della Chiesa che ha diffuso l’intolleranza verso i «diversi».




No, non è bullismo.
Quasi tutti i commentatori autorevoli negano che il bullismo sia una emergenza nazionale.
Sono monellerie, sono piccoli simpatici Giamburrasca, «Lo facevamo anche noi a scuola ai nostri tempi».
No, la colpa è della Chiesa, con quella sua campagna per la famiglia naturale.
E’ così evidente.
Non è colpa di una pubblicità onnipresente che ossessivamente valorizza il godimento di gruppo, l’obbedienza primitiva ai propri impulsi primari, l’edonismo più basso.
Non è colpa del sesso guardabile offerto da ogni copertina, da ogni manifesto e da ogni spot ai piccoli consumatori, senza nessun invito al dominio di sé.
Non è colpa di una educazione permanente al culto della rozzezza e della sopraffazione, né dell’esaltazione della volgarità premiata da grassi cachet televisivi.
Non è colpa dell’esempio dato dai politici che vanno con le veline, dal fotografo Corona con il corpo culturizzato da «tronista», del travolgente successo delle discoteche dove ogni adolescente impara che, se non è «trasgressivo», se non si droga, è un nulla rifiutato dalla banda dei coetanei. Non è colpa del conformismo nell’edonismo, imposto a menti incipienti e a coscienze immature.
La colpa è, senza dubbio, della Chiesa.


La Chiesa fondamentalista disturba i nostri ragazzi.
E’ il ritorno alla liturgia tradizionale che li rende cattivi contro i compagni.
E’ la repressione clericale contro il sesso a 12 e 16 anni.
Dunque la soluzione è facile: basta abolire la Chiesa.
Farla tacere.
Escluderla dal discorso pubblico.
Allora i giovani saranno educati e felici, faranno l’amore e non la guerra.
Così è il «dibattito» in Italia.
Così si esercita il «pensiero».

Maurizio Blondet


 


dal sito http://www.effedieffe.com/


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