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15/09/12

meglio essere jurassico e fuori moda che servo \ schiavo d'esse




Inizio  il  post  d'oggi  con  queste  due  canzoni   in sottofondo :  la  prima  , le  ultrime  note  da  un auto  che  passa in  strada  
  (....)  
Non e' tempo per noi che non ci adeguiamo mai
Fuorimoda, fuoriposto, insomma sempre fuori dai
Abbiam donne pazienti rassegnate ai nostri guai
Non e' tempo per noi e forse non lo sara' mai
Non e' tempo per noi che non vestiamo come voi
Non ridiamo, non piangiamo, non amiamo come voi
Forse ingenui o testardi
Poco furbi casomai
Non e' tempo per noi e forse non lo sara' mai 

                      non  è  tempo per  noi  di Luciano Ligabue 



La  seconda canzone (  ridicola  secondo alcuni\e ma se  si presata un po' d'attenzione  non lo  è  per niente  ed   anzi  in tema   con il  contenuto del post    )   che passa  alla  radio  in questo momento   


mentre scrivevo me n'è venuta in mente un altra una . Essa  è  una  cover  di un pezzo miliare  della storia del rock  :  Like a Rolling Stone di Bob Dylan (Robert Allen Zimmerman) del 1965 dall'album Highway 61 Revisited.
Essa  è  attualizzata ed rivisitata magistralmente  tanto  d'ottenere   il beneplacito di Bob Dylan  dal  gruppo Italiano Articolo 31 , nell'album Nessuno, con pezzi del ritornello tratti dal brano originale.



 
sotto la versione originale    dello stesso Dylan




Inizialmente  c’era la tentazione di dedicare  ( poi invece  dedico  queste due  )   a tutte  quelle persone  ( amici  , conoscenti ,estranei , ecc )  che  giudicano come  : jurassico , snob , o peggio    fuori moda   uno\a  che  non s’aggiorna  e non segue le  ultime tendenze   della moda  o  ( in questo caso ) delle novità  tecnologiche  un bel  Vaff o meglio  la canzone  dall’omonimo titolo  di Marco Masini  oppure  



Ma Visto che la maggior parte , salvo quelli che non hanno  il cervello completamente   defilipilizzato  o  in cassa integrazione  , capiscono  vedere post precedente  [  url  ]   .Ma  poi a mente lucida  …. Ehm ..  a freddo  m’accorgo  che : 1) è inutile .,2) volgarità gratuita   e che  certe volte   sono meglio  le perle  ai  porci  . Forse  un giorno  quando magari sarà uno dei loro beniamini  ( pseudo attori o pseudo cantanti  )  a praticare   tale condotta  di  vita   allora   come le pecore    lo faranno anche  loro  
Quindi  cari  e care  ****  ***** questi  due articoli   e queste le  due  canzoni  che fungono  da colonna  sonora    sono dedicati a voi  (  spero solo  che non sia   solo un ascolto  è una lettura passiva  ma critica  del  vostro modo  d’essere  )  che  giudicate  fuori      (  o meglio OT )  ed escludete dal branco \  gruppo   chi  non  è uguale  a  voi


La prima notizia è questa presa dalla sezione  palermitana   di repubblica   ( anche se in cronaca in tutti i giornali d'ieri )  cioè http://palermo.repubblica.it/cronaca/ del 13\9\2012
Palermo, baby-prostituta a scuola
sotto indagine quattro professori
La vicenda all'istituto professionale alberghiero "Piazza" dove una studentessa sedicenne si sarebbe prostituita per pochi euro. Due sue compagni avrebbero organizzato gli appuntamenti ai quali avrebbero preso parte anche alcuni docenti. Che adesso sono sotto inchiesta
di ROMINA MARCECA



Il suo racconto ha turbato le assistenti sociali che l'hanno ascoltata per ore. Ha spiegato con le lacrime agli occhi che la sua vita avrebbe avuto due facce: quella di studentessa come tante altre e quella di baby-prostituta. Chi l'ha conosciuta a scuola sapeva bene della sua situazione familiare densa di problemi, tanto che era andata a finire in un istituto perché bisognosa di un sostegno psicologico. Eppure è proprio lì, a scuola, dove la ragazzina appena sedicenne avrebbe cercato rifugio, che invece ha trovato la strada per la prostituzione. Tutto sarebbe accaduto, tra il 2006 e il 2007, all'istituto professionale alberghiero "Piazza" di corso dei Mille, che adesso viene travolto da un'inchiesta senza precedenti.


Due ex compagni, uno dei quali minorenne, avrebbero convinto la ragazzina - secondo quanto da lei riferito alla polizia - a diventare una squillo. Loro si sarebbero occupati di tutto: dagli appuntamenti al pagamento. E tra i clienti ci sarebbero stati anche alcuni professori del "Piazza". Quattro in tutto, che adesso sono sott'accusa per avere consumato rapporti a pagamento con una minorenne, mentre per i due ex studenti e protettori della loro compagna è scattata l'indagine per sfruttamento della prostituzione. Il fascicolo è stato aperto dai magistrati della Procura ordinaria e dai colleghi della Procura per i minorenni. Le indagini sono seguite dalla squadra mobile.
Quel racconto è stato riascoltato più volte dagli investigatori che adesso attendono che l'attendibilità
della testimone venga confermata anche da una perizia psicologica. È per questo che gli investigatori e i magistrati vanno molto cauti nell'analisi di quanto denunciato dai servizi sociali che seguono la ragazza. "I miei compagni - ha riferito la giovane, che oggi ha 20 anni - mi hanno procurato quegli appuntamenti a pagamento con adulti. Ero consenziente e ricevevo piccole somme: dai 5 ai 10 euro. Ma non so dire quale fosse il pagamento delle mie prestazioni perché a prendere i soldi erano i miei compagni".
Gli incontri sarebbero avvenuti tra i viali della Favorita, all'interno delle auto dei clienti. Ma ci sarebbe anche un hotel del centro dove quella ragazzina sarebbe andata più volte per incontrare gli uomini procurati dai suoi compagni. In alcuni incontri la sedicenne ha riconosciuto i suoi professori. "Dopo i rapporti sono riuscita ad ottenere - ha confessato la ragazza - di essere inserita in alcuni corsi di formazione che si svolgevano a scuola nel pomeriggio. Si trattava di lezioni per migliorare la preparazione per l'assistenza alberghiera".
I quattro professori e i due studenti sono già stati sentiti dalla polizia, ma adesso l'inchiesta va avanti per comprendere se oltre alla sedicenne che ha fornito la sua versione, ancora da accertare con ulteriori indagini, siano state coinvolte anche altre studentesse.



   

 A prima  vista  sembrerà una  news   normale  tanto  è frequente che  :  o  ragazze  consapevoli  o meno  accettino   di posare  nude o  di   avere rapporti  con  vecchi pedofili ., o  ragazzi che minorenni che spacciano  o  si drogano  pur  di   aver  soldi  per ricariche    di cellulari  o potersi comprare  abiti alla moda  ed  non essere  emarginati  dal branco . Ma  purtroppo ormai sempre  più grave ed collegata all'argomento in questione e di cui purtroppo c’è poco da ridere come avviene ( anche se l’ironia è un modo per affrontare questo problema )  in una scena del  film   ( locandina a destra   e qui la  trama  e  promo  ) : Polisse, Francia 2011, Poliziesco, durata 134' Regia di Maïwenn Le Besco quando una ragazzina  ha  dovuto fare  ....  ad un ragazzo  per  riavere  il  suo  iphone
La  seconda   è un argomento  ignorato o relegato alle pagine di costume  e società   dai media  ufficiali  che  , SIC , giudicano come comunisti   se uno tenta  di dedicargli importanza     . Essa  consiste   di cosa  fare   quando  ,  a  causa  dei continui ( e spesso  inutili  ) aggiornamenti di Pc , telefoni  , ecc  , di  cosa  fare    del tuo vecchio cellulare  onde  evitare  di sprecare  risorse  .  Tratta  da http://www.nocensura.com/






venerdì 7 settembre 2012 23:16 | Pubblicato da admin |Che farne del vecchio cellulare? Ecco alcune idee

di Marta Albè


Obsolescenza programmata e continuo ricambio tecnologico potrebbero avere portato alcuni di voi ad aver accumulato nel corso degli ultimi anni un certo numero di telefoni cellulariormai inutilizzati, schierati in fondo ad un cassetto, sia che essi fossero realmente non più funzionanti, sia che lo fossero ancora, ma allo stesso tempo purtroppo appartenenti ad un modello ormai fuori moda e tecnologicamente superato.
I progressi nel campo della telefonia hanno portato ad un accumulo dei rifiuti elettronici, denominati tecnicamente rifiuti RAEE. E' tra di essi che si identificano i cellulari inutilizzati e scartati. Nel caso non si riesca a trovare un'alternativa e si desideri avviare il proprio cellulare allo smaltimento, sarà bene informarsi presso il proprio Comune riguardo ai punti di raccolta dei rifiuti RAEE. Potrebbe inoltre risultare utile la consultazione del portale del Centro di Coordinamento RAEE.
L'avvio allo smaltimento del proprio vecchio cellulare dovrebbe però essere sempre considerato come l'ultima spiaggia. Prima di arrendersi sarebbe infatti opportuno prendere in considerazione alcune opportunità interessanti. Ad esempio, nel caso il vecchio telefonino sia ancora funzionante, potrebbe essere conservato comeapparecchio di emergenza, da utilizzare in caso di smarrimento, furto o rottura del telefonino attuale.Altrimenti, nel caso si avesse la necessità di attivare un nuovo numero telefonico su di un apparecchio differente da quello attuale, ecco che il vecchio telefonino potrebbe nuovamente tornare utile. Vi sono persone, come gli anziani, che utilizzano raramente il cellulare, ma che potrebbero volerne avere uno con sé nel corso di un ricovero in ospedale, oppure durante un viaggio o un semplice spostamento. Ecco dunque un'altra occasione in cui un vecchio telefonino potrebbe essere nuovamente utile.Non dimentichiamo che, per ogni cellulare scartato, esiste un caricabatteria rimasto altrettanto inutilizzato. In questo caso, il caricabatteria potrebbe essere avviato alla vendita attraverso uno dei tanti negozi dell'usato presenti sul territorio oppure attraverso una delle più o meno notepiattaforme online dedicate alla compravendita di oggetti di seconda mano, che siano dotate di una sezione dedicata alla tecnologia.Il caricabatteria potrebbe essere acquistato da parte di chiunque ne possa avere bisogno. Un discorso analogo vale anche per gli apparecchi telefonici, sia funzionanti che non funzionanti. Chiunque potrebbe essere interessato ad acquistarli per utilizzarli - se funzionanti - per provare a ripararli, oppure semplicemente per ricavarne degli utili pezzi di ricambio.Altro suggerimento riguarda la possibilità di tenere d'occhio lo svolgimento di campagne promozionali presso negozi di telefonia o punti vendita di prodotti tecnologici, che di tanto in tanto organizzano iniziative per il ritiro dei vecchi cellulari e dei loro accessori, garantendo uno sconto sull'acquisto di un nuovo apparecchio o dei buoni da spendere al proprio interno, nonché dei vantaggi riguardo ad eventuali raccolte punti a premi.Le componenti dei vecchi telefonini possono inoltre essere utilizzate per progetti di riciclo creativo, volti ad esempio alla realizzazione di pezzi unici facenti parte di quella che viene denominata geek-jewellery. Essa potrebbe diventare il vostro nuovo hobby, a patto che non siate già a conoscenza di abili artigiani in grado di trasformare i vostri rifiuti elettronici in pezzi d'arte esemplari, a cui donare dunque i vostri vecchi apparecchi.Chi ha a propria disposizione un vecchio cellulare, che vorrebbe provare a vendere, oppure a riparare, potrebbe essere interessato a rivolgersi a servizi come quelli offerti da "Il Celluvale", una piattaforma che facilita la riparazione e la compravendita dei vecchi apparecchi telefonici. Essi possono altrimenti essere inviati a progetti di raccolta degli stessi, che prevedono di destinarli a famiglie in condizioni disagiate o alle vittime di violenza domestica. Ne sono un esempio, a livello internazionale, NCADV e HopeLine.Fortunatamente, esistono anche in Italia, iniziative di beneficenza incentrate sulla raccolta dei cellulari. Prima di liberarvi del vostro telefonino, provate a consultare il sito web dell'iniziativa"Cellulari per Beneficenza", al fine di trovare il punto di raccolta più vicino a cui consegnare il vostro vecchio telefonino che, da rifiuto, potrà trasformarsi in un vero e proprio dono.

fonte:greenme.it
Ma  soprattutto , aggiungo io  a  quest'articolo ,  si  evitano gli  "  effetti collaterali "  del  coltan   il cosi detto oro bianco  usato per  i nostri cellulari  ,  video camere, playstation, ecc   .  Ne  ho parlato precedentemente   in "  il coltan nuovo oro bianco e gli effetti collaterali  "  Ma  comunque   trovate  in quest'altro articolo da  http://www.disinformazione.it/  maggiori news







Coltan, la sabbia nera: quante vite costano i nostri telefoni cellulari?
Angelo Calianno - 

Pensate ai vostri regali, pensate a quante volte dei genitori per far felici e rendere più moderni i loro figli gli hanno regalato telefoni cellulari e video giochi di ultima generazione. 
Ma qualcuno si è mai fermato a pensare a quanto costa realmente quell’oggetto così normale oggi per noi? Non in termini di denaro, ma in termini di vite umane e distruzione.
Uno dei componenti fondamentali di tutti i nostri telefoni, video camere, video giochi è un conduttore chiamato Coltan.
Che cos’è il Coltan? 
Molti pensano che molte guerre Africane siano la causa di conflitti tribali, ma non è così. 
Qu
asi nessuno lo sa, ma questo minerale è la causa principale della guerra che dal 1998 ha ucciso più di 4 milioni di persone in Congo ed è oggi, uno dei componenti fondamentali dei nostri cellulari, un metallo più prezioso dei diamanti.
Il coltan è la combinazione tra COLOMIBTE e TANTALITE la percentuale di quest’ultima
appunto è quella che determina il prezzo del Coltan, dal Coltan si estrae la Tantalite , che è quello che serve nei nostri componenti tecnologici. 
Il coltan ha l’aspetto di sabbia nera e rappresenta un elemento fondamentale in video camere, telefonini e in tutti gli apparecchi HI TEC (come la playstation) serve a ottimizzare il consumo della corrente elettrica nei chip di nuovissima generazione e rendono possibile un notevole risparmio energetico.
Ma come si lega il problema della guerra al coltan?
L’ 80 % del Coltan in circolazione si trova solo in Congo, alcune delle più grosse multinazionali sfruttano queste miniere ed i congolesi che vengono pagati 200 dollari al mese (la paga di un normale lavoratore in Congo è di 10 dollari al mese).
Questo scatena una vera e propria corsa alle miniere da parte dei guerriglieri che se ne vorrebbero impadronire, non solo dal Congo ma anche dalla vicina Uganda e Rwuanda. 
Ma come è facile prevedere estrarre questo prezioso minerale ha i suoi effetti indesiderati, solo per i minatori ovviamente.

Il coltan contiene una parte di uranio, quindi è radioattivo, provoca tumori e impotenza sessuale, viene estratto dai minatori a mani nude… 
Le miniere di Coltan hanno l’aspetto di grandi cave di pietra, il minerale si ottiene spaccando la roccia; spesso i guerriglieri del RDC (Rassemblement Congolaise pour la Democrazie ) si divertono a terrorizzare i civili ed i minatori uccidendoli nelle miniere,tanto che racconta un ragazzo i lavoratori hanno dovuto scavare delle buche in cui ripararsi ogni volta che arrivano i ribelli. 
Qualche anno fa in Italia la gente impazziva per trovare nei negozi 
la Playstation 2, diventata introvabile, il motivo fu proprio la carenza del Coltan di cui si era fermata l’estrazione per i problemi legati alla guerra.
I soldi che le multinazionali spendono per estrarre il Coltan come sempre non servono per alimentare la popolazione, costruire scuole o ospedali, tutt’altro, servono a finanziare la guerra, comprare Armi, dar da mangiare ai soldati. 
Pochi sanno quali sono esattamente le società che comprano il Coltan, non è facile scoprirlo, perché ci sono decine di intermediari che passano dall’Europa, in particolare dal Belgio (si sospetta che anche l’ex compagnia aerea di bandiera belga la “Sabena” trasportasse illegalmente il minerale) 
Ma i principali fautori di questo che sta diventando un genocidio 
sono Nokia, Eriksson e Sony,
non basta ma sotto c’è anche un mercato nero del coltan che viene rubato dai guerriglieri e poi rivenduto attraverso altri mediatori ugandesi, rwuandesi, e spesso europei ed americani.
Come detto precedentemente il prezzo del Coltan varia a seconda della percentuale di Tantalite, nel 1998 il Coltan costava 2 dollari al kg, oggi ne costa 100, ma questo mercato è estremamente instabile ,perché nel 2004 quando la richieste da parte dell’occidente erano tantissime arrivò a costare 600 dollari al kg.
Recentemente è stato scoperto un nuovo giacimento di Coltan, in Amazzionia, si comincerà a lavorare presto con le conseguenze che tutti possono prevedere, forse altre storie di ribellione degli Indios e morte. 
Da piccolo mi venne insegnato che la risoluzione della guerra è sempre la PACE , temo che in questo caso se nulla cambierà, la fine della guerra del Congo, si otterrà solo con la fine delle sue risorse minerarie, e guerra e distruzione si concentreranno in un altro.... 
.... meraviglioso posto…..da distruggere.
Angelo Calianno

22/08/12

Chernobyl diventerà una centrale a energie rinnovabi

da http://gogreen.virgilio.it/news/index.html
grazie  a Daniela  Tuscano   e al  gruppo di facebook   in volo.    ricevo questa news

L'Ucraina volta pagina, vuole sfruttare il suolo radioattivo e inabitabile per la posa di impianti fotovoltaici ed eolici. Ben 18mila km quadrati di terreni agricoli contaminati dall'esplosione della centrale nucleare nel 1986. Una scelta eclatante che già sta avendo molta eco. L'idea sarebbe di aggiungere anche impianti di cogenerazione e interventi di rimboschimento. Il Governo ha fatto approvare la legge lo scorso 18 luglio e presto inizieranno i primi lavori. La politica energetica dell'Ucraina punta ad coprire entro il 2015 il 10% del fabbisogno da rinnovabili, e a raddoppiare la percentuale entro il 2030.
Il paese può vantare già 3000 MW di eolico e 1000MW di fotovoltaico in preparazione. Un buon inizio tenendo conto che la Emirates New Agency stima che le rinnovabili, grazie alle caratteristiche geografiche dell'Ucraina, potrebbero coprire il 50% del fabbisogno elettrico nazionale.
Procedono intanto, seppur a rilento, i lavori per la realizzazione del nuovo “sarcofago”, iniziati in occasione del 26esimo anniversario lo scorso 26 aprile. La costruzione della seconda struttura protettiva per quel che resta del gigante nucleare è stata proposta nel 1997, ma si è dovuto attendere fino al 2004 per vedere il progetto finito e fino alla scorsa primavera per avviare i lavori.
Una corsa contro il tempo, considerando che le stime parlano di circa 5 anni come tempistica necessaria per l’ultimazione dei lavori. Nel frattempo l’attuale “sarcofago” si sta rapidamente deteriorando, lasciando sempre più spazio al rischio di una nuova nube radioattiva equivalente a circa 5 tonnellate di polveri contaminate. Riguardo la struttura del reattore 4, quello esploso nel 1986, lo smantellamento è cominciato nei mesi scorsi e richiederà per la realizzazione un periodo compreso tra i 10 e i 50 anni.


23/02/09

l'ultima gaffe (? ) di Silvio dìsi è già dimenticata ?

Dal  cdv  www.youtube.com/user/vlang61



 


CARO BERLUSCONI NON SI PUO' SCHERZARE SU' CRIMINI PERPETRATI SULL'UMANITA', IN ARGENTINA HANNO VERAMENTE APERTO GLI SPORTELLI DEGLI AEROPLANI E HANNO DAVVERO BUTTATO GIU' I DISSIDENTI, QUALE SARA' LA PROSSIMA BATTUTA  CHE NTIRERA'  FUORI   NEI SUI SPETACOLI 
CON GLI EBREI HANNO FATTO IL SAPONE ! CON I NEGRI HANNO FATTO LA CARTA CARBONE!
NON SE NE PUO' VERAMENTE PIU' DI SENTIRE CERTE  CAZZATE[  PAZZESCHE AGGIUNGO IO  ]  DA IGNORANTE PERCHE' IGNORA   BASTA! BASTA! BASTA! BASTA! .

Ma  soprattutto  cambia  scusa   e e smettuiloa di  dire  << si tratta di «un attacco calunnioso e assolutamente ingiustificato su un finto caso che provoca indignazione >>  e  o pensa  prima di sparare  le  tue  solite  fessetrie  che ormai  non fanno più ridere   nessuno (  se  fossi un comico  ti  tirebbero  pomidoro )  o    cerca  d'essere  comprensibile  quando  fai battute  pitrali (  da cimitero     come dsi dic e dale mie parti  ) oppure     che  è meglio  kmetti a tacere la  tuia becera  ironia 



Approfondimenti

  P2 e  licio  gelli 



Argentina   e desaparesidos 

in  argentina  www.storiain.net/arret/num84/artic3.asp

it.wikipedia.org/wiki/Desaparecidos
(con varie news  perchè  non  è  un fenomeno solo argentino ma  di tutta  l'america latrina     )      dalal stessa pagina  ecccovi uklgteriori apprpfondimenti


Film 


Fra i numerosi film che trattano il tema dei desaparecidos:




Narrativa 


Romanzi e racconti che trattano, ricordano o sono legati all'argomento:




Musica 


(in ordine cronologico)



25/09/08

Nuovi stili di vita per salvare il mondo

di GIANCARLO BARBIROLI, profesore ordinario di "Tecnologia dei cicli produttivi" e di "Gestione ambientale" all'Università di Bologna


"Quando sento lamentele generalizzate per piccolissimi aumenti del prezzo della benzina, quando vedo usare esageratamente l'acqua, soffro. Spiego perchè, anche se dovrebbe ormai essere chiaro a tutti.

Almeno dall'inizio del secolo scorso, con la crescita esponenziale delle produzioni industriali e della conseguente diffusione degli odierni stili di vita, la domanda di risorse naturali (energetiche, materiali, derrate agroalimentari e agroindustriali, acqua) è fortemente aumentata, ma non è migliorato il modo di utilizzarle, come se fossero illimitate e a basso costo; conseguentemente, sono aumentati gli impatti ambientali.

Le due crisi petrolifere (1973 e 1979) avrebbero dovuto fare capire che il principale (enorme) problema che l'intera umanità avrebbe dovuto affrontare è quello della limitatezza delle risorse, quindi dei loro costi crescenti. Ma non è stato così, tanto che, con la nuova fase di reindustrializzazione iniziata nel 1980, sono cambiati i criteri produttivi di ogni attività (flessibilità e informatizzazione), ma non è cambiato il modo di utilizzare le materie prime.

Questa rvoluzione è stata avviata per cercare di riassorbire i costi crescenti delle materie prime, mantenendo o anche aumentando i livelli precedenti di produzione, soprattutto perseguendo un aumento della produttività del lavoro (e degli impianti). Ma i modesti aumenti globali della produttività, e quelli altrettanto bassi del reddito fano concludere che la "rincorsa" al recupero dell'aumento dei prezzi delle materie prime mediante l'aumento della produttività del lavoro si deve considerare esaurita, con l'attuale tipo di sviluppo economico e sociale.

Può preoccupare questa concluzione "controcorrente", ma è corretta e onesta. L'alternativa è di imboccare subito la via dello "sviluppo sostenibile". Per usare meno e meglio tutte le risorse, i modi sono principalmente:

- Nuovi beni a lunghissima durata e intensità d'uso;

- Nuove tecnologie e sistemi eco-compatibili;

- Relazioni tra imprese che scambino scarti e rifiuti (ecologia industriale per creare cicli chiusi);

- Città e trasporti sostenibili;

- Utilizzo massimale dei beni.


Tali cambiamenti epocali troveranno resistenze inevitabili, come per ogni cambiamento, ma sono ormai inevitabili, creando anche un maggiore equilibrio tra le aree del mondo."


(comparso su "la Nazione" del 23/09/2008)

30/08/07

Risparmiare in cucina

Risparmiare...in cucina!- I rubinetti


A seconda della pressione dell'acqua e del tipo di fuoriuscita, un rubinetto eroga da 10 a 20 litri al minuto, mentre nella maggior parte dei casi è sufficiente un'erogazione di 3 litri al minuto.


Si possono perciò facilmente applicare dispositivi denominati: "riduttori di flusso", che si limitano a effettuare una strozzatura nei terminali dell'impianto idrico, ottenendo un risparmio sui consumi.


I sistemi più moderni agiscono sulla pressione, sulla velocità e sulla portata d'acqua in modo da non ridurre la qualità del servizio fornito.


Una doccia normale consuma dai 20 ai 25 litri al minuto, con un economizzatore d'acqua il consumo si porta ai 7/12,5 litri al minuto. I risparmi sono dell'ordine del 50% con una pressione di 2 atmosfere.


COSA FARE: limita il flusso dei rubinetti, usiamo troppa acqua per gli usi che ne facciamo; cerca di utilizzare il tappo di lavandini e lavabi, evitando lo spreco di acqua corrente se non necessaria; limita l'uso di acqua calda allo stretto necessario; raccogli l'acqua usata in cucina, se non contiene sapone od altri prodotti può essere utilizzata per annaffiare piante e vasi; compra dei riduttori di flusso ed economizzatori d'acqua per la tua casa!


- La lavastoviglie


E' stato calcolato che lavando a mano i piatti di quattro persone in un catino pieno d'acqua si usano dai 25 a 40 litri AL GIORNO; le lavastoviglie automatiche, invece, necessitano di circa 60 litri PER CARICO. Se si fa funzionare la lavastoviglie quando non è completamente carica si verificherà un enorme spreco. Al contrario è bene lavare piatti, posate e pentole insieme una volta al giorno, a pieno carico. Esistono in commercio elettrodomestici di questo tipo a capacità ridotta per le necessità minori.


COSA FARE: Il sistema migliore per risparmiare acqua è sempre lavare i piatti a mano, possibilmente mettendo il tappo al lavandino e/o riciclando l'acqua di lavaggio delle verdure per questo uso!


- Gli elettrodomestici


Gli elettrodomestici di uso più comune in cucina hanno un ridotto impatto sul consumo energetico domestico, ma sommati il quantitativo di energia elettrica assorbita non è più tanto irrilevante.


Il forno elettrico (1 ora/settimana) consuma circa 121 kw all'anno.


Il microonde (1,5 ore/settimana) circa 122 kw all'anno.


Il congelatore circa 400 kw all'anno.


La lavastoviglie (4 lavaggi/ settimana) circa 530 kw all'anno.


Un frigorifero combinato* circa 550 kw all'anno.


Uno scaldacqua in cucina circa 694 kw all'anno.


Inoltre, piccoli elettrodomestici come macinacaffè, coltelli elettrici, spermiagrumi, grill, tritacarne, tostapane e cappe aspiranti, arrivano a consumare annulamente anche 20 kw CIASCUNO!!!


La somma dei diversi consumi, con l'aggiunta dell'illuminazione, raggiunge entità davvero ragguardevoli.


COSA FARE: Evita di utilizzare elettrodomestici non necessari; assicurati che refrigeratori e forni siano ben chiusi durante l'uso; evita di far lavorare gli elettrodomestici con poco carico; metti nel congelatore alcuni "mattoncini congelabili", occupando spazio riducono la massa di aria da raffreddare ed all'occorrenza possono essere utilizzati in borse termiche per il trasporto di alimenti; spegni le luci, quando non sono necessarie!


Per ridurre anche gli sprechi di gas in cucina è buona regola chiudere i rubinetti, nel momento del non utilizzo!



*per coloro che volessero informazioni circa FRIGORIFERI ECOLOGICI, a basso consumo e caratteristiche di questi, contattatemi e vi invierò il materiale particolareggiato che ho raccolto!!!

13/06/07

Per comprendere cos'è un'emergenza.

venerdì 15 giugno 2007 ore 18
Napoli la Feltrinelli
via San Tommaso D'Aquino 70-76


Immagine1

Il sistema dei rifiuti in Campania


a partire dal libro-inchiesta di
Alessandro Iacuelli, Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano
ne discutono:
Francesco Bassini un blogger attento ai problemi della città
Antonio Risi urbanista, esperto di questioni ambientali
partecipano: Marco Rossi-Doria (decidiamo insieme); Massimo Mendia (operatore del settore); Sabina Laddaga (rete campana salute e ambiente).

sarà presente l'autore.


L'inquinamento costante e sistematico dell'ambiente e dei suoi abitanti sta cambiando la morfologia del paesaggio, rendendolo ormai molto simile ad una grande discarica. Ciò che è visibile ad occhio nudo, tuttavia, non basta per comprendere un fenomeno molto più complesso, il cosiddetto "business dei rifiuti".

Nel desolante paesaggio generale emerge Napoli, che agonizza soffocata dalle esalazioni dei rifiuti urbani, e la Campania, che muore avvelenata da materiali tossici, dalla politica compiacente e dalla criminalità che la assedia.
"Le vie infinite dei rifiuti" è un'inchiesta giornalistica che ricostruisce il viaggio e lo smaltimento dei materiali tossici verso la Campania e le motivazioni concrete dell'ormai cronica "emergenza rifiuti" della regione.



dalla IV di copertina
Iacuelli ha scavato nelle radici di questa imbarazzante pagina della storia del nostro Paese ricostruendo nei dettagli il percorso che le ecomafie hanno fatto in quindici anni per conquistare il "potere" sul territorio e garantirsi introiti stratosferici attraverso traffici illegali che avvengono sotto gli occhi di tutti e senza che nessuno muova un dito per fermarli. Soprattutto quelli che avrebbero il dovere di farlo. Perchè la soluzione - anzi, le soluzioni - ci sono eccome. E Iacuelli non le tace, così come non manca di ricordare nomi, circostanze, luoghi e omertà che inchiodano i responsabili di questo scempio davanti all'opinione pubblica senza possibilità di sconti. Un'inchiesta, dunque, che consente a chiunque di vedere lucidamente i contorni del problema ed arrivare a capire qual è oggi il vero "oro di Napoli". E poter guardare negli occhi gli autori di questa vergogna senza alcun timore. Elena G. Polidori (La Nazione)



l'autore
Alessandro Iacuelli è giornalista free lance. Fa parte della redazione della testata on-line Altrenotizie, per la quale ha curato tra l'altro, inchieste sull'emergenza gas dell'inverno 2005/2006, sul nucleare in Italia e sui rifiuti tossici e le ecomafie in Italia meridionale.
Di origine napoletana e laureato in Fisica, da anni si sta occupando a tempo pieno della particolare "emergenza" che vive la Campania da quasi 15 anni, tornando a seguire la "sua" terra, il commissariamento straordinario dei rifiuti, le attività ecomafiose legate alla presenza camorristica, e l'aspetto sanitario che sta provocando un aumento dei casi di cancro nella regione.



il libro
Titolo Le vie infinite dei rifiuti. Il sistema campano
Autore Alessandro Iacuelli
Anno 2007
Editore Altrenotizie.org / Lulu
ISBN 978-1-84753-184-1
altre info http://rifiuti.alessandroiacuelli.net

03/05/07

Global warming - dal sito effedieffe.com




Global warming
Maurizio Blondet
30/04/2007

Ci fu un tempo in cui l’umanità ridusse enormemente le emissioni di CO2, il colpevole dell’effetto-serra, e dunque del riscaldamento globale: fu nella grande Depressione del ‘29.
Nel 1928, il biossido di carbonio (CO2) prodotto dalle industrie nel mondo ammontò a 1,1 miliardi di tonnellate.
Nel 1929, salì ancora a 1,7 milioni.
Poi, il crollo di Wall Street, e la grande depressione cominciò.
Nel 1932, l’emissione di CO2 dovuta alle industrie umane era crollata a 0,88 miliardi di tonnellate.
Un calo del 30%.
Poi la curva ricominciò a salire, lentamente e in modo continuo, nel 1939 era a 0,90 miliardi di tonnellate.
La ripresa tuttavia fu lentissima.
Solo con la guerra e la ricostruzione del dopoguerra, verso il 1945-50, si tornò ai valori antecedenti al 1029.
Il 30% in meno di emissioni di CO2: è un calo enorme, molto maggiore di ciò che si possa sperare di raggiungere con le norme che gli ecologisti vorrebbero imporre al mondo, come i «crediti» sulle emissioni di carbonio (volute dalla convenzione di Kyoto: i Paesi che emettono troppo possono «comprare» crediti da Paesi che emettono poco).
Molto più di quello che vorrebbe l’ecologista politico Al Gore.
Molto più di quanto chiede, esige, l’ONU, o l’Inter-Governmental Panel on Climate Ch’ange.
Un calo del 30%.
Dietro questa percentuale c’è la tragica paralisi della produzione e dei commerci industriali, la spaventosa riduzione dei consumi in Europa e in America.
Ci sono le fabbriche chiuse, le decine di milioni di disoccupati, i tempi durissimi per la massima parte della popolazione del pianeta.
Il decennio (1929-39) del tirare la cinghia, il più duro per una generazione che non avrebbe visto la luce alla fine del tunnel, se non sotto forma della seconda guerra mondiale - l’altra tragedia immane, la grande consumatrice di prodotti industriali e di vite umane - nei cinque anni seguenti.
Ma almeno, il CO2 prodotto dall’uomo bruciando carbone e petrolio calò.
L’aria sarà stata più pulita.
I cieli più sereni.
Il mutamento climatico da effetto-serra (di cui sicuramente il CO2 è responsabile) sarà stato bloccato.
Invece no, non fu così.




La concentrazione di CO2 nell’atmosfera terrestre, espressa in parti per milione (ppm) non fece che salire.
Lentamente, di poco, ma inesorabilmente.
Nel 1928 era a 306 ppm.
Nel 1929, era 306.
Nel 1932, a 307.
E così via salendo, a piccolissimi ma inesorabili passi, fino al nostro oggi, dove siamo a 380 parti per milione.
Gli strumenti che controllano la concentrazione del gas-serra nell’aria a Mauna Loa (Hawaii) dal 1958, e i controlli sulle bolle d’aria intrappolate nei carotaggi estratti dai poli, mostrano sì variazioni, ma dovute alla natura: per esempio, tra l’estate e l’inverno la concentrazione può variare anche di 5 ppm, a causa del ciclo della fotosintesi delle foglie.
Ma la caduta verticale della produzione industriale dei primi anni ‘30 non ha causato nemmeno un calo di 1 ppm.
Immaginiamo di sovrapporre i due grafici relativi: quello delle emissioni industriali sale, scende a precipizio nel 1930/31, poi risale.
Quello della concentrazione di CO2 atmosferico sale lentamente ma senza mai scendere, e specialmente non scende quando scende l’altro.
A sovrapporre i due grafici è stato il professor Martin Hertzberg già nel 2001. (1)
Oggi Hertzberg è in pensione, ma è stato meteorologo per la US Navy; chimico e fisico laureato a Stanford, si è occupato per tutta la vita di combustioni esplosive, diventando il massimo esperto mondiale nell’accurata misurazione delle particelle sub-microscopiche nell’atmosfera (ha due brevetti in apparecchi di misurazione all’infrarosso).
Hertzberg non si è esposto come scettico della teoria sulla causa industriale del «global warming», ma ha tratto le semplici conclusioni dalla sovrapposizione dei due grafici.
Sì, la concentrazione di CO2 è cresciuta del 21% nel corso del secolo appena passato.
La temperatura terrestre è aumentata, anche se molto meno: mezzo grado centigrado tra il 1880 e il 1980, e da allora sale più rapidamente, più nelle regioni polari che altrove.
Ma, si domanda Hertzberg, è il CO2 a 380 ppm per milione a trattenere il 94% della radiazione solare assorbita nell’atmosfera?
Egli nota che il vapore acqueo è un assorbitore di calore altrettanto potente, e può essere presente nell’aria in percentuali fino al 2%, equivalenti a 20 mila parti per milione (ppm).
L’acqua, dunque?




L’acqua, onnipresente sulla Terra: oceani, nubi, ghiacci, nevi, vapore.
Una presenza enormemente più evidente del biossido di carbonio.
Eppure, i modelli elaborati dalla «scienza» del global warming non ne tengono conto.
L’attuale concentrazione di CO2 si ebbe anche nell’Eocene, 20 milioni anni prima della rivoluzione industriale: allora il biossido di carbonio salì a 300-400 ppm.
Che cosa causò, a quei tempi, l’effetto-serra?
Milutin Milankovitch, serbo, uno dei fondatori dell’astrofisica, studiò in ogni particolare, tra il 1915 e il 1940, tutte le possibili variabili all’opera nelle ere glaciali e post-glaciali.
Egli spiegò il ciclo dei riscaldamenti e raffreddamenti planetari con le variazioni dell’esposizione della Terra al Sole, dovute all’orbita ellittica, e alle variazioni di inclinazione (oscillazioni) dell’asse terrestre.
Egli ritenne che questa - la maggiore o minore irradiazione solare - fosse la causa primaria delle rilevanti variazioni di temperatura media tra glaciazioni e disgeli.
Hertzberg inclina alla stessa conclusione: oggi ci troviamo nella coda d’uscita dell’ultima era glaciale.
L’acqua copre oltre il 70% della superficie del pianeta.
E negli oceani, intrappolato in forma di carbonati, giace una quantità di CO2 almeno cento volte superiore a quello atmosferico.
Mentre avanza l’era post-glaciale gli oceani, riscaldati, emettono gas carbonico, proprio come una bibita gassata estratta dal frigorifero, che svapora mentre raggiunge la temperatura ambiente.
«E’ il riscaldamento degli oceani che provoca l’aumento del CO2 nell’atmosfera, non il contrario», sostiene perciò Hertzberg.
Difatti, recenti studi mostrano che negli scorsi milioni di anni l’aumento del CO2 nell’aria ha fatto seguito al riscaldamento climatico, con un ritardo fra gli 800 e i 2.600 anni.
Se Hertzberg ha ragione, allora tutte le misure invocate dall’ecologismo per ridurre le emissioni industriali non hanno senso alcuno.
In particolare, non ne ha il cervellotico meccanismo dei «crediti di emissione» pensato a Kyoto, questa compra-vendita di diritti di inquinare che vuole introdurre un incentivo di «mercato» alla decrescita produttiva.
Un’escogitazione ideologica - del liberismo - a soccorso dell’ideologia dell’ambientalismo malthusiano, che vede nella popolazione umana un «eccesso» e una malattia.




Il liberismo globale e l’ecologismo uniti a creare complessi di colpa a un’umanità che ha dimenticato il senso del peccato, ma non l’oscuro rimorso.
Il commercio dei «crediti d’emissione» equivale, dice Alexander Cockburn, alla «vendita delle indulgenze» del Papato di sei secoli fa: il peccatore poteva, con un esborso, comprarsi il purgatorio anziché l’inferno.
Lo stesso meccanismo di indulgenze viene offerto oggi dalla religione del liberismo ecologico, ma stavolta su basi ovviamente tecnocratiche.
Proprio vero quel che diceva Chesterton: l’uomo miscredente è quello che crede a qualunque cosa.
Invece, se Hertzberg ha ragione, a comprare «diritti» a man bassa dovrebbe essere Poseidon, il dio del mare.
Lui il vero colpevole.


Maurizio Blondet




Note
1) Alexander Cocburn,  «Is global warming a sin?»,  Counterpunch, 29 aprile 2007.



21/04/07

Senza titolo 1771

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IL  30 aprile alle ore 17.30 presso il Teatro “R. Gentile” di Cittanova (RC) si terrà “Soglia Infinita”, reading internazionale di poesia a cura di Jack Hirschman e Agneta Falk  L’evento prevede un accompagnamento musicale live durante le letture di Hirschman e Falk (con contemporanea video-proiezione dei testi in italiano) e un libero dibattito con i due poeti.

Jack Hirschman è da molti considerato il più importante poeta americano vivente con all’attivo oltre cento libri di poesia, saggi e traduzioni  da nove lingue. La sua lunga carriera letteraria intreccia frequentazioni con artisti come Ernest Hemingway, Charles Bukowski, Jack  Kerouac, Allen Ginsberg e Lawrence Ferlinghetti. Attivista per i diritti civili, guerriero poetico a favore di poveri e emarginati (leggendaria  la sua battaglia contro la guerra in Vietnam), è simbolo della lotta per la giustizia sociale e la libertà artistica. Nel 2002 ha ricevuto il  Book Award Life Achievement dalla Before Columbus Foundation. Pochi mesi  fa è stato insignito del titolo di Poeta Laureato da parte del Sindaco di San Francisco. Reggio Calabria è per Jack Hirschman la prima tappa europea di una rinnovata serie di reading fuori dai confini degli Stati Uniti. Tra i suoi libri ricordiamo A Correspondence of Americans (Bloomington: Indiana University, 1960), Black Alephs (Trigram Books, New York/London, 1969), Lyripol (City Lights Books, San Francisco, 1976), The Bottom Line (Curbstone Press, Willimantic, 1988), Endless Threshold (Curbstone Press, Willimantic, 1992), Front Lines (City Lights Books, San Francisco, 2002), I was Born Murdered (Sore Dove Press, San Francisco, 2004) .
Sono stati recentemente pubblicati 12 Arcanes (12 Arcani) e  I Wanted You to Know It (Volevo che voi lo sapeste) dalla Casa della Poesia/Multimedia Edizioni ed è in preparazione la pubblicazione di un libro che raccoglie gli “Arcani” scritti durante cinquant’anni di attività poetica in cui l’artista affronta temi intimi e personali (la morte del figlio ventenne) e argomenti di respiro internazionale (il dramma del Kossovo e l’attentato alle Torri Gemelle di New York).
Agneta Falk è un’affermata pittrice e poetessa anglo-svedese, unita a Jack Hirschman da un comune modo di intendere la poesia e l’arte come impegno . Ha vissuto in Inghilterra dal 1969 dove ha insegnato teatro, comunicazione, letteratura e scrittura creativa. Dal 1992 al 1999 è stata co-direttore di Word Hoard,tanto da impegnarsi sia nella promozione della scrittura che   nella comunità e nell’organizzazione di eventi poetici .
Negli anni ‘90 ha avuto l’incarico di predisporre pezzi di descrizione creativa sulla costa del Lincolnshire e dello Yorkshire. Ha pubblicato parecchie raccolte di poesia e ha esposto in Francia, Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Divide il suo tempo tra San Francisco, l’ Inghilterra e l’Italia. Il suo ultimo stimolante libro “It’s not love, it’s love”, è uscito in edizioni bilingue presso la Multimedia Edizioni.

Per info rivolgersi a Giada Diano:
giada742000@yahoo.it
3398022713


Approfondimenti


  •  sugli autori  in questione



File  audio    della loro lettura  avvenuta il   18 OTTOBRE '05  e riportata  da

dal portale  www.modoinfoshop.com/   ( per  chi  i volesse  maggiori news  su  quell'evento le trova qui )


- Agneta Falk legge "11 settembre" (in italiano Chiara Cretella) (2972Kb)
- Jack Hirschman legge "NY, NY" (553Kb)
- Jack Hirschman legge "Blue" (364Kb)




  • sulla  località   e come  arrvare  e muoversi


www.cittanova.com/index.php
http://www.cittanovaonline.it/




28/03/07

Senza titolo 1724


diviso dalla sua Pina, Happy percorre 12 km di notte nei campi e torna da lei al canile


La storia di Happy e Pina è di quelle che ispirano i narratori di favole. Per loro, però non c’è un castello incantato, ma il canile di Merate e la vicenda che li ha portati in quella struttura è caratterizzata da continui maltrattamenti al limite della tortura e dall’abbandono.
Happy è un meticcio nordico di 5 anni che, con la compagna Pina, coetanea e della stessa razza, da diverso tempo alloggia presso il canile di Brugarolo. Con loro, fino a non molto tempo fa, c’erano anche i cuccioli, due esemplari di un paio d’anni che, più fortunati, sono stati adottati in coppia da una famiglia desiderosa di avere una compagnia a quattro zampe. La storia di questi animali risale a diversi anni fa quando erano a loro volta poco più che cuccioli. Vivevano a Verderio Superiore e secondo il racconto delle associazioni di difesa del cane, intervenute dietro sollecitazione di alcuni vicini, il loro “padrone” li sottoponeva continuamente a maltrattamenti e vessazioni, costringendoli spesso alla fame e a convivere, in quattro, in un luogo angusto e sporco.
latrati di sofferenza e di fame avevano finito per attirare l’attenzione di alcune persone che hanno sentito il dovere di avvertire le autorità locali e le associazioni di difesa dei cani. Gli animali sono stati tolti all’uomo e, per quanto nel loro futuro ci fosse solo il canile, era sempre meglio delle angherie subìte. I quattro cani hanno così potuto vivere assieme, due in una gabbia, due in un’altra fino a non molto tempo fa, coccolati dai volontari e dalla presenza degli iscritti all’associazione che ha in gestione la struttura che, con l’adozione a distanza, regalano loro qualche ora di libertà in passeggiata. I due fratelli, se così si possono chiamare, non molto tempo fa sono stati adottati in coppia e hanno potuto trovare un ambiente sereno, nel quale hanno riacquistato la fiducia nei confronti dell’uomo. Happy e Pina, invece, non sono stati così fortunati e hanno continuato a vivere al canile anche perchè per due cani già adulti è molto difficile trovare un nuovo padrone e dunque una nuova casa. Ma un signore di Vimercate è giunto alla struttura di Via Ca’ Rosse con l’intenzione di prendere un cane e adottarlo, portandolo a casa propria. Accompagnato dai responsabili, ha fatto il giro delle gabbie fra l’abbaiare insistente degli animali che al passaggio di persone mai viste si “scatenano”, sperando che qualcuno si accorga di loro. Giunto, al box di Happy e Pina, il colpo di fulmine.
La coppia di meticci è bella, affiatata, nulla da invidiare ai cani di razza pura ma il vimercatese non ha la possibilità di poter gestire e mantenere due animali e così sceglie Happy, il maschio, meno diffidente rispetto alla compagna, ancora traumatizzata per i maltrattamenti subiti. Compilati i moduli necessari, l’uomo si porta a casa, il nuovo “compagno” a quattro zampe, gli offre attenzioni e cibo, una cuccia e un giardino dove stare. Ma il richiamo per l’altra “metà”, lasciata sola nella gabbia del canile è troppo forte. Durante la notte Happy riesce a scappare dall’abitazione del nuovo padrone e, grazie all’inconfondibile fiuto e istinto che caratterizzano questi animali, ripercorre la strada a ritroso, fino a raggiungere di nuovo il canile. La nuova sistemazione è ottima, ma senza Pina, Happy non può stare. Al buio percorre i 12 chilometri che separano l’abitazione del suo nuovo padrone e la Via Ca’ Rossa a Brugarolo. Gran parte della distanza la copre attraverso i campi. Il suo fiuto lo guida verso la compagna di una vita. Al canile giunge che è ancora buio. Si accuccia rannicchiato fuori dal cancello e attende l’alba. Quando l’operatore arriva al canile Happy balza in piedi e gli corre incontro. Lo segue e quando questi apre il cancello schizza dentro e raggiunge subito la gabbia dov’è custodia Pina. All’addetto non resta che aprire la porticina e farlo entrare. Inutile tentare di riportarlo a Vimercate. Il padrone è dolcissimo, l’alloggio caldo e il cibo abbondante. Ma c’è troppa solitudine. E tanta nostalgia per quella gabbia che con Pina è diventata la sua casa. All’uomo non resta che assecondare il desidero del cane di restare a Brugarolo oppure adottare anche Pina. Intanto che ci pensa i due cani scodinzolano felici dentro la gabbia. Sembra proprio una storia da fiaba. Che, almeno per ora, come tutte le fiabe che si rispettano, ha un lieto









concludo questo post con  un video  ( l'altro  riguardante lo sfruttamento  per  elemosinare   lo trovate  nel colegamento ipertestuale  sotto ) promozionale sconsigliabile a chi soffre di pianto ( come me i nfatti non sono riuscito a vederlo per intero senza piangere e asciugarmi le lacrime  e in alcuni punti nonostante la musica di sottofondo   bellissimae triste  allo stesso tempo  a chiudere gli occhi ) e di rabbia e sia propenso all'ira e alla collera  l'altro video  è qui


01/07/06

Senza titolo 1360






Per quanto riguiarda la colonna  del postr  d'oggi oltre a  quella di uno dei miei primi post  la terra  la  guerra una  questione privata "  ( che  ovviamete  parafrasa l'album live omonimo  degli ex Csi dedicato a  Beppe Fenoglio  ) ecco una  canzomne adatta  a questa situazione  situazione  una  canzone di qualche  anno fa di Elio e le  storie tese 




la terra dei cacchi
 elio le storie tese




Parcheggi abusivi, applausi abusivi,
villette abusive, abusi
sessuali abusivi; tanta voglia
di ricominciare abusiva.
Appalti truccati, trapianti truccati,
motorini truccati che scippano
donne truccate; Il visagista
delle dive e' truccatissimo.
Papaveri e papi, la donna cannolo,
una lacrima sul visto: Italia si',
Italia no.
Italia si' Italia no Italia bum,
la strage impunita.


Ma  ora  dopo questra disgressione musicale veniamo al post vero e pèproprio






Da quando in un post precedente  ho riiportato quellì'articolo sulla svendita dele miniere sarde , ho ricevuto oltre email a favore ma anche email contrarie oltre che le solite d'insulti ma fin qui niente di nuovo sotto il sole dato che esse non contenevano altro d'interessante ripetevano la stessa cosa : sei comunista , ecc . Pero fraquelle contrarie e una d'insulti c'erano scritto più o meno : sei contro il progrresso , vuoi che la sardegna rimanga arretrata , e quelle zone abbandonate , che la sardegna vive di turismo e cosi lo si bloca , che sono razzista verso i continentali ( come noi sardi chiamiamo quelli del resto d'italia ecc .
Lo so che dovrei lasciare perdere e cestinare come faccio con un detterminato tipo d'email , ma !) mi piace la polemica e soprattutto far capire a gente come questa che qui si tratta del nostro futuro e di quello dei nostri figli . 2) e poi una risposta a lettere contrarie , cordiali( anche se rare ) o abbastanza non si nega mai . Inolt
Da Sardo ( fra quei pochi che non si sono venduti ... ehm caduti nei miragi e nelle illusioni facili ) sono d'accordo nell'affermare che il turismo sia una risorsa da sfruttare ma non sono o d'accordo quando lo sfruttamento diventa ABUSO !!! e quando la richeza investita non nva in sardegna ma va fuori o quando utilizzano le agevolazioni dele leggi regionali senza darci niente in cambio . Quando si finge di NON SAPERE che se il TURISMO IN SARDEGNA tira... è perchè, grazie a Dio.... buona parte dell'ambiente è ancora "INTEGRO" e lo è a livelli elevati !!!!DISTRUGGERE la VERA RISORSA (l'ambiente) di questa risorsa "parassitaria" ( vdi costa smeralda e turismo d'elite ) equivale a DISTRUGGERE il TURISMO STESSO .....!!!
IL TURISMO è oggi un "minerale" che, per poterlo estrarre, esige un costo troppo elevato: la distruzione del PAESAGGIO E DELL'AMBIENTE...a favore di POCHI ELETTI....(continentali e sardi) con la promessa di BENESSERE per tutti (posti di lavoro) ecc..!!!!
E' UN INGANNO !!!! STIAMO INGANNANDO I NOSTRI FIGLI !!!! . Permettetemi una citazione : << L'illusione porta al desiderio, il desiderio genera attaccamento, per cui non rimane altro che la delusione !!! ( Drubwang Paljin Rinpoche )>>. Inoltre  condivido  la  risposta  data  da
Budoni ambiente ad  andrea atzori  Promotore italiano del Global Antigolf Movement , giornalista  pubblicista  che  da  anni  pratica battaglie  ambientaliste  e morali: << ANDATE A VEDERE COSA E' OGGI QUELLA PARTE DI SARDEGNA CHE UN TEMPO FU "RICCA"....(non sembra vero) he SI CHIAMA, oggi come ieri, SULCIS-IGLESIENTE...!!!! Vedrete un esempio di come una ILLUSIONE (fondata sulla distruzione dell'ambiente) porti, inesorabilmente al DESERTO..... AL NULLA !!!!!Per noi sardi che amiamo la Sardegna, consapevoli del vero valore della terra nostra, Andrea Atzori è uno dei tanti paladini moderni, coraggiosi e tenaci, che mettono a disposizione di tutti  e gratuitamente il proprio sapere per la Grande Causa : la salvaguardia della dignità di un popolo: il popolo sardo ! >>
Io non sono razzista ma odio e sono miei nemici : << Sei uno che combatte contro gli stessi "nemici" ... di sempre che nei secoli dei secoli, convinsero/costrinsero i nostri avi, ...con il ricatto della fame....., a svendere la propria terra al "ricco continentale di turno"... permettendogli di sventrare colline e montagne.... .per fargli estrarre carbone, argento, rame, argento, galena.... marmo, granito, caolino, ...e addirittura l'ORO...."in tracce"! Avendone in cambio, per se e per i propri cari: un sacco di "avena" o (nei casi fortunati) di "grano" !!! Lasciando ai posteri..... distese di deserto, inquinamento e IRREVERSIBILE... povertà infinita !!!! (Vedi Sulcis......- ecc. ) !!! >> da un email di un rappesentante dell' IRS uno dei gruppi - grupposcoli  indipendentisti sardi
Quindi
dico No al turismo irresponsabile e distruttivo Si a quello responsabile ( equo e solidale ) ; No alle speculazioni e alle svendite della mia terra sia che le facciono i sardi sia che le facciono come in questo caso i continentali .Chiamatemi pure : << ...
partigiano, bandito oppure illuso \ Soldato di una guerra persa prima del suo inizio ... >> ( il ballo d'ureliano modenna city ramblers in terra e libertà ) . Ma non mi piace che la mia terra sia opggetto di speculazioni e che poi finiscono a riciclare capitali sporchi o in mano a faccendieri , mafiosi , piduiasti come Sindona  ,  Carboni  , Calvi (  amici del cavalier bellachionma o  se preferite  cavalier crescina  ) nefli anni  ' 80  nel nord sardegna più precisamente  nelal zona  di Olbia    ( poer chi volese saperne di più   tropva news  qui  e qui
oppure fatevi una ricerca  con goggle cercando  : << faccendieri piduisti and speculazioni nord sardegna >> e  oltre  i link da  me segnalati nei collegamenti  delle righe precedenti troverete   delle cose  allucinanti



Quindi concludo con la citazione del manifesto di un blog bellissimo  e sempre aggiornato su tale battaglia  << Un vero "spettacolo della natura", che, per una cifra irrisoria, ci si appresta a regalare alle multinazionali del mattone. Un vero "spettacolo della natura", "scampato all'edificazione", afferma la Regione, è destinato all'edificazione, afferma la Regione. Basta! La Sardegna ha già dato! Inquinamento, sfruttamento selvaggio delle coste, distruzione del patrimonio storico e ambientale! La Terra Sarda è dei Sardi: nessun presidente di Regione può permettersi di regalarla ad altri. Per farne cosa, poi? Alberghi e campi da golf! Di proprietà delle multinazionali, gestiti dalle multinazionali, dove l'unica funzione dei Sardi sarebbe ancora una volta quella di cameriere. In una zona delicatissima da un punto di vista ambientale, dove tutti possono ammirare il cervo sardo in libertà o le bellissime dune di Piscinas, le magnifiche rovine di Naracauli, e degli altri siti in svendita, plastificate e trasformate in albergo di lusso, permetterebbero solo a Lorsignori di fruire dello "spettacolo della natura" che fino a ieri era dei Sardi. Ma il Presidente, non "ragionava" diversamente? I campi da golf, specie in regioni con scarsità d'acqua, sono un'autentica bestemmia ambientale! Si vuole perseverare? Nel bando si parla della necessità di effettuare una bonifica ambientale, salvo spiegare che sarebbe a carico della Regione. Noi ci prendiamo l'onere della bonifica, mentre il compratore si prende lo "spettacolo della natura"! Privatizzazione dei benefici e socializzazione dei costi. Niente male! Perché, tutto questo? E' l'ennesima dimostrazione dell'atavica incapacità della nostra classe politica di esercitare una pratica amministrativa che non sia svendita della dignità, della cultura e della storia dei Sardi o c'è dell'altro? Perché si vuole regalare una zona tra le più belle della nostra bella isola, per farne altri alberghi e campi da golf? Se si è già devastato buona parte delle coste, se proprio si sentisse il bisogno di devastare ancora, e solo per creare pochi posti di lavoro subalterno, stagionale e ipersfuttato, non si potrebbe costruire in zone ormai compromesse? E se lo si dovesse fare, ma altrove, non sarebbe meglio effettuareuno studio, coinvolgendo università e associazioni ecologiste, di "riconversione ambientale" anche finalizzata alla creazione di redditi, che incentivasse la costituzione di cooperative o imprese di giovani, e le supportasse e indirizzasse, piuttosto che vendere al palazzinaro di turno? Si creerebbe vero benessere, visto che i Sardi verremmo coinvolti nel processo imprenditoriale, e non ridotti a manovalanza salariata. Si avrebbe un maggiore, totale, rispetto dell'ambiente, visto che le strutture sarebbero utilizzate solo per il loro richiamo archeologico minerario, e non trasformate in centri benessere per miliardari. Ma la Regione vuole vendere. Perché? [....] >>  continua qui

con questo  è tutto meditate

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