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30/09/16

stava girando un video con il cellulare prima dello schianto: muore a 25 anni in un incidente d'auto

voi che usate i social e wzp mentre guidate e vi fate fottuti dannati selfie o video idioti pensateci bene e chiedetevi  ma  vale  la pena  di mettere    a repentaglio la mia  vita   per  simili cose  ? perchè c.....  mi hanno sequestrato   \  tolto  punti  dalla patente  ?   Se  proprio  non ci tenete  alle  vostre  vite  ( come  mi sembra  di capire  dal numero sempre  più alto d' incidenti  dovuti all'auso  del cellulare  mentre  si  guida  )  abbiate rispetto per  quelle degli altri  che  rischiate  di mettere in pericolo  . E voi genitori non date la colpa ai telefonini ma all'uso che la gente ,  compreso   vostro figlio\a o voi stessi ne fate  durante  la  guida  . E voi  mass media  spesso regionali  \ locali  finitela  dimettewre  nei titoli  e negli articoli   :  strada assassina e menate varie .Dobbiamo  prendere   esempio   dalle   parole di questa povera madre


 downloadhelper  mi  scaroca  solo la  pubblicità   e non il  video  .  quindi lo trovate  qui  

 


27/07/15

Napoli: quando la filosofia è una senzatetto

da http://fascinointellettuali.larionews.com/napoli-quando-la-filosofia-e-una-senzatetto/


NAPOLI – È uscito ieri pomeriggio, 26 luglio, su Internazionale un articolo reportage sulla tragica situazione che sta vivendo l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Il giornalista Angelo Mastrandrea ex vicedirettore del Manifesto) documenta la storia gloriosa dell’ottantottenne Gerardo Marotta, che oggi resiste strenuamente alla chiusura del polo culturale da lui creato. Alla primavera del 1975 risale la fondazione dell’istituto, incoraggiata dal sostegno di Enrico Cerulli, al tempo presidente dell’Accademia dei Lincei, e di Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto CroceDa allora inizia l’attività quarantennale del centro, sintetizzata dal responsabile delle scuole estive, Aldo Tonini: 27mila ospiti del mondo del sapere umanistica e scientifica, da filosofi a medici; borse di studio – in media, 2500 all’anno – garantite a giovani studiosi grazie ad alcuni contributi statali versati dal 1993, provenienti dai fondi dell’8 per mille; 15mila convegni (alcuni tradotti in coreano) in tutto il mondo, perfino a Timbuctu e nel prestigioso castello di Cerisy-La Salle in Normandia; scuole estive nei paesini del Sud, per una sana politica meridionalista; l’edizione cinese de Il Principe; opere sul pensiero indiano o su Ashoka, mitico sovrano buddhista del sub-continente indiano… una cascata di cultura aperta all’Europa e al mondo contemporaneo.
Gerardo Marotta nel suo ufficio
L’avvocato Marotta, in rapporti con i presidenti Sandro Pertini Giorgio Napolitano, ed ex  militante nel Partito Comunista Italiano, ha speso tutto per i libri: «Ho venduto tutto, anche le proprietà di mia moglie, un attico a Roma e una villa qui a Napoli. Ora ho debiti con tutti, perfino con il salumiere». 270 mila dei trecentomila volumi ammuffiscono, dimenticati nei più disparati luoghi: da un capannone a Casoria (nella periferia di Napoli) all’ex manicomio abbandonato Leonardo Bianchi. Gli appelli non tardano ad essere sollevati dagli intellettuali, italiani e non qui l’iniziativa sulla piattaforma Change.org, qui l’appello sul sito ufficiale dell’Istituto, tra i cui promotori vi sono Roberto Saviano, Salvatore Settis, Stefano Rodotà, Luciano Canfora e Gustavo Zagrebelsky. Ma il rischio è che «se non arrivano i soldi, a settembre gli ufficiali giudiziari metteranno in vendita i miei libri». Pertanto, la questione, come scritto da Mastrandrea, è politica, e non solo economica. La lotta alla filosofia è condotta in prima fila dalle istituzioni che dovrebbero tutelarla e diffonderla. Gerardo Marotta crede, ancora spera, che l’umanesimo meridionale possa aiutare a far rinascere una società oppressa dall’homo oeconomicus. E ricorda le parole rivoltegli dal segretario nazionale dell’Onu, nel 1992:

«C’è necessità della filosofia per orientare le scelte politiche, di uno spirito umanistico, specie ora che l’Europa è in crisi»
Uno dei depositi dell'Istituto, sotto sfratto per morosità. (Foto di Giacomo Acunzo, dall'articolo dell'Internazionale)
Uno dei depositi dell’Istituto, sotto sfratto per morosità. (Foto di Giacomo Acunzo, dall’articolo di Internazionale)
A.P.


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