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05/08/17

razzismo o non razzismo ? i fatti di Padova e di CODIGORO

nel primo caso ho dei dubbi , pronto a rimettermi indiscussione Infatti Vedo ripetutamente delle rom con dei bambini piccolissimi a chiedere l'elemosina sotto il sole cocente. A loro i figli non vengono mai tolti e vedrete che anche per questa ragazza sarà così. ... purtroppo 😠. lo chè un luogo comune a limite del razzismo e dell'odio ma : 1) chiunque italiano , o straniero commette tali abberrazioni è un criminale . perchè anche se soffre la miseria  e  si  è costretti a mettere  da parte  la  propria  dignità  e  chiedere  l'elemosina  \ carità   a  barcamenarsi    fra   piccoli espedienti  o  lavoretti più  o meno  legali  questo si chiama sfruttamento ., 2) non ho mai letto o sentito , posso anche sbagliarmi , di genitori rom \ zingari a cui siano stati tolti i bambini . Ora se qualcuno\a di voi ha prove e notizie che smentiscono la mia fdfermazione me le porti grazie . N.B mi raccomando civiltà e buon senso nei commenti .



L'Unione Sarda.it  CRONACA » PROVINCIA DI PADOVA

Sotto il sole per ore mentre la mamma chiede l'elemosina, bimba va in choc termico

Oggi alle 16:26 - ultimo aggiornamento alle 16:57

                                                    Immagine simbolo



Quando i poliziotti della Volante si sono avvicinati, l'hanno trovata priva di sensi.
È successo a una bambina di due anni, a Padova, che la mamma aveva lasciato per ore nel passeggino sotto il sole.
Lei, una 24enne con problemi di tossicodipendenza, aveva portato la piccola con sé mentre chiedeva l'elemosina. Dopo ore nell'afa del primo pomeriggio, la bimba si è sentita male ed è svenuta. Fortunatamente gli agenti hanno visto il corpo quasi inerme e l'hanno soccorsa bagnandola con dell'acqua.
La bambina è ora ricoverata al pronto soccorso dell'ospedale pediatrico di Padova, mentre le forze dell'ordine stanno valutando se agire tramite la procura minorile.

(Redazione Online/D)


nel  secondo   secondo caso  penso  che    ciò sia   una     provocazione cretina . Infatti  va bene protestare  contro il prefetto    che  ti  scavalca      senza   lasciarti  decidere se sono troppi e  quanti  ne  puoi  accogliere  .   Cosi come  va bene anche che devi tenere conto delle lamentele dei tuoi cittadini . Ma se un privato vuole accoglirli  e e si mette d'accordo con il prefetto perchè .... lo punisci   anche   in maniera  illegale  o quasi   anzichè protestare con il prefetto .Ora vanno bene i controlli perchè magari c'è gente che d'essi ci lucra e li ospita in topaie o luoghi fatiscenti . Ma punirli aumentandolgli le tasse no . Questo si chiama razzismo o è discriminazione


«Più tasse a chi ospita i migranti»

Il sindaco del Pd Zanardi punta i piedi: manderemo controlli ai privati che si rendono disponibili




Tasse a chi ospita migranti, la sindaca di Codigoro: "Non è vendetta contro chi accoglie""La mia è stata una provocazione, ho semplicemente detto basta". Così la sindaca di Codigoro, Alice Zanardi, ha commentato la sua intenzione di alzare le tasse a chi ospita i profughi. "Ci sono delle quote stabilite", ha proseguito, "e noi le abbiamo superate". "Non so se sia fattibile dal punto di vista legale, ma è una valutazione che sto facendo. Non è una vendetta, ho solo colto il disagio dei miei cittadini. Non posso far finta di nulla"Intervista di Mario De Santis LEGGI L'ARTICOLO
CODIGORO. «Il Comune di Codigoro non solo non metterà un soldo per finanziare i progetti di integrazione, ma provvederà anche a inviare nelle abitazioni dei privati che ospitano i profughi l’Ausl, la polizia municipale e i tecnici del Comune per effettuare tutte le verifiche in materia di abitabilità, compreso il rispetto delle normative igienico sanitarie». A dirlo e a scriverlo è il sindaco del Pd Alice Zanardi che, alla notizia dell’arrivo nella cittadina di altre 40 persone richiedenti asilo, è andata direttamente dal prefetto Michele Tortora il quale ha semplicemente risposto: «è stato deciso così, c’è un’emergenza e non si fa altrimenti».

«Non posso tacere questa volta - va avanti la Zanardi - la legge parla di 2,5 migranti ogni mille abitanti, noi ne avevamo già ospitati 75 e adesso ne arrivano altri 40 perché uno dei nostri cittadini ha dato la disponibilità. Non è giusto, non è possibile che i sindaci non possano avere voce in capitolo perché poi le questioni di ordine pubblico le dobbiamo gestire noi».
Zanardi sindaco a CodigoroIl momento in cui si realizza che Alice "Sabina" Zanardi è sindaco di Codigoro superando Dolcetti di soli 15 voti


Ma non finisce qui. Sempre per chi mette a disposizione l’alloggio, «verrà allertata la guardia di finanza per i controlli fiscali relativi alla gestione degli immobili della parte ospitante», ma soprattutto, «stiamo valutando la possibilità di diversificare le tassazioni per i soggetti ospitanti». Insomma, lo Stato chiede ai privati collaborazione per cercare di gestire l’emergenza profughi, ma il sindaco del Pd interviene puntando i piedi e minacciando controlli e tasse più alte.

«Si tratta di una provocazione, è evidente - spiega la Zanardi -. Non so nemmeno se sia possibile aumentare le tasse, che tipo poi di tasse applicare e come. È un modo per attirare l’attenzione verso una problematica che riguarda tutti ed è inutile negarlo. Siamo noi poi che dobbiamo rispondere alla nostra gente e non possiamo essere tagliati fuori da decisioni del genere». Attualmente a Codigoro i migranti sono quindi 115 e sarebbero diversi i cittadini pronti a scendere in piazza ed organizzare una manifestazione di protesta. «Non ho fatto alcuna virata improvvisa - conclude la Zanardi -. Noi siamo stati i primi ad ospitare, a iniziare dalle ragazze mandate via da Gorino. Adesso, però, stiamo davvero esagerando».
Profughi, gli abitanti di Gorino: "No all'invasione, dovevano avvertirci prima""Non siamo razzisti, ma in questo paese non c'è nulla. Il primo ospedale è a 60 km: cosa vengono a fare i migranti qui?" Gli abitanti di Gorino e Goro, in provincia di Ferrara, rimangono in strada. Il prefetto aveva disposto di ospitare unidici donne e otto bambini nell'ostello di Gorino, ma nella notte gli abitanti hanno eretto blocchi stradali per bloccare il convoglio. I profughi sono stati destinati in altre strutture. "Nessuno ci ha avvertito - dicono i cittadini - lo avessimo saputo prima ne avremmo potuto parlare".dalla diretta Facebook Live sulla pagina Fb di Repubblicadi Rosario Di Raimondo



03/08/17

NON chiamatelo RAPTUS ma FEMMINICIDIO

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Dopo la  lettura  di questo articolo  riportato  da Daniela  Tuscano  sulla  nostra pagina facebook  (  appendice  del blog  )   

Pubblicato il 
di 
profili-della-violenzaAncora oggi dobbiamo parlare di femminicidio. E questo avviene in  Friuli, zona di buon livello culturale e con ampi contatti con paesi europei. Non possiamo quindi invocare tradizioni arcaiche verso la figura femminile che comunque le leggi hanno cancellato. Oggi la violenza di genere è ritenuta violazione dei dritti umani.Eppure il femminicidio in Italia è aumentato del 15% dal 2013 ad oggi.
Perché avviene questo?Perché a fianco di una sempre maggiore evoluzione culturale e professionale della donna, assistiamo a reazioni inadeguate dell’uomo, che percepisce spesso una ferita al proprio narcisismo questi successi. Fate attenzione! Il narcisismo è una caratteristica che abbiamo tutti e ci permette di sviluppare autostima. Ma se degenera nella patologia, dovremo affrontare una totale mancanza di empatia e di autocritica. Non parliamo quindi di raptus, scientificamente inesistente!!! Parliamo di persone che strutturano un’immagine di sé idealizzata e onnipotente  e quindi non possono tollerare un rifiuto.Studiosi di psicologia ( es. Kernberg) legano l’aggressività ed il sentimento di odio alla struttura della personalità narcisistica.Se abbandonati o delusi, mostreranno un’apparente depressione per attirare interesse, ma in realtà provano rabbia e risentimento  con desideri di vendetta  e mai una vera tristezza per la perdita. Questo aspetto è molto importante  se si analizzano i rapporti affettivi  e le conseguenze di eventuali crisi. Perché mi dilungo su questi aspetti? Perché voglio negare parole come “ evento inaspettato e imprevedibile”. Perché queste persone risultano spesso gradevoli e affascinanti, ma se il loro potere nella relazione affettiva viene messo in discussione , la violenza si manifesta immediata.E aggiungo: l’episodio estremo non è mai isolato, spesso è stato preceduto da comportamenti che dovrebbero essere un campanello d’ allarme. E allora vorrei sottolineare; anche in assenza di un evidente danno fisico ci sono motivi per una denuncia. E’ importante rendere noto che i mutamenti che sono stati introdotti nel diritto hanno portato ad attribuire  un nuovo peso ed un nuovo ruolo al danno psichico ed a questo proposito gli articoli del codice penale sono molto chiari nello stabilire quali atti o comportamenti sanzionare.
           (Amelia Alborghetti per SeNonOraQuando?Udine Associazione)
chiedo alle femminste in particolare a Daniela Tuscano E'  vero  che  il termine raptus è abusato dai media e dala mentalità della gente ,  e   che  : <<  Quando parliamo di “raptus”, mettiamo la violenza inaudita, quella imprevista, impulsiva sotto il consenso terminologico.>>   e   che   <<  (...)  È un termine abusato da chi stila perizie, per vanificare la colpa di chi commette azioni di grande violenza. Bisognerebbe spolverare i sussidiari di educazione civica che tanto amavo quando ero bambina e rieducare la civiltà affinché questo non accadesse. Non bisogna giustificare l’efferatezza di un crimine, la prevaricazione contro i più deboli. Giustificare è come avallare l’idea che la violenza si può “accettare” di più se commessa in un momento di pazzia. (... )  da    questo articolo  di   Monica Capizzano preso da http://www.ilcarrettinodelleidee.com/
 ed sono pochissimi 1- 2 % quelli che uccidono o fanno violenze sulle donne per effettivi problemi psichici .Qualora ci fosse un omicidio o tentato omicidio della partner , cosa più unica che rara uno sue un milione , e per mano di tali persone , come descriverlo ?continuare a definirlo raptus o metterlo nella piaga nei femminicidi 

  ecco la  sua  risposta    

Daniela Tuscano Dai, c'è scritto chiaramente. Ancora wui a menarla col raptus? Da anni gli specialisti lo ripetono e poi la dinamica degli assassini fa pensare a tutto tranne che a un raptus. Del resto, se di raptus si tratta, significa che moltissimi maschi hanno una tara nel cervello visto che siamo a 45 donne ammazzate dall'inizio dell'anno. Quindi se i maschi sono vittime di "raptus" significa che non sanno controllarsi e sono più vicini alla bestia che all'essere umano. Vedi tu se è il caso di continuare con questa minkiata del raptus. Sono femminicidi di individui che non sopportano la libertà delle compagne, punto e basta.
Rispondi1 h
Gestire
Giuseppe Scano ok . era solo un dubbio
Gestire
 oltre  alcuni url  in particolare qullo  citato nelle righe  precedenti  che riporto sopra  
  

25/01/17

Dio, dove sei? Quella domanda antica davanti alle tragedie

in sottofondo   R.E.M. - Losing My Religion


Dio, dove sei? Quella domanda antica davanti alle tragedie

di Alberto Maggi | 25.01.2017


Puntuale a ogni tragedia, credenti e non, si chiedono dove fosse Dio nel momento della disgrazia, quando questa piomba inaspettata e repentina seminando lutti e mietendo vittime - Su ilLibraio.it una nuova riflessione del biblista frate Alberto Maggi
Puntuale a ogni tragedia, credenti e non, si chiedono dove fosse Dio nel momento della disgrazia, quando questa piomba inaspettata e repentina seminando lutti e mietendo vittime.
“Dio, dove sei?” È una domanda antica, che risale ai primordi dell’umanità e della religione, una domanda che non attende risposta, perché non è volta a conoscere, ma solo a rimproverare Dio per la sua assenza, per il suo silenzio. Come fece Marta con Gesù, che pur sapendo della gravità della malattia di suo fratello Lazzaro, non si era mosso: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!” (Gv 11,21).


“Se tu fossi stato qui…” invece il Signore non c’era. Dio è sempre lontano e assente nel momento della necessità, e bisogna invocarlo, supplicarlo, implorarlo perché si degni di guardare su questa terra e la salvi dal male: “Mio Dio, grido di giorno e non rispondi; di notte, e non c’è tregua per me” (Sal 22,2).
“Dove sei?” Chiede l’uomo a Dio. Ma, nella Bibbia, la prima volta che Dio parla all’uomo, è lui che gli chiede: “Dove sei?” (Gen 3,9). Non è l’uomo che deve chiedere a Dio dove è, ma egli che deve interrogarsi dove è, a che cosa è stato chiamato. Il Creatore lo aveva destinato a coltivare e custodire il giardino di Eden (Gen 2,15). Ma gli uomini lo devastano e distruggono, per poi rimproverare a Dio quello che è soltanto opera dell’insensatezza e dell’insaziabile ingordigia umana, radice di ogni ingiustizia e di ogni male.


Si rimprovera a Dio anche il suo silenzio. Eppure Dio ha parlato e parla, il guaio è che non trova chi lo ascolti. Tutta la Scrittura è attraversata dal rimprovero del Signore a quanti “hanno orecchi per udire e non odono” (Ez 12,2; Ger 5,21; Mc 8,18), ma gli uomini imperterriti, continuano a disapprovare il Signore per il suo silenzio. La Bibbia insegna che per saper ascoltare questo Dio occorre avere coscienza di chi è il Signore, altrimenti lui parla e le persone non se ne accorgono. Chi crede in un Dio potente lo cerca nella potenza, e non riesce a scorgerlo nell’amore, unica espressione di questo Dio.

Nel Primo Libro dei Re, si descrive a questo proposito l’esperienza fondamentale del profeta Elia che, in un momento drammatico della sua vita e del popolo, che ha abbandonato l’alleanza e ucciso i profeti, attende un segno della presenza divina, che crede di percepire nelle manifestazioni di forza, di violenza, quali un vento tempestoso, un terremoto, e nel fuoco. Ma, scrive l’autore sacro, “Il Signore non era nel vento, non era nel terremoto, non era nel fuoco”. Poi, “dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera…” (1 Re 19, 9-13).
E questo tenue sussurro, sottile, come una brezza leggera, era la presenza del Signore (“Sentì una voce che gli diceva: Che fai qui Elia?”,1 Re 19,13). Similmente nel vangelo di Giovanni quando “venne una voce dal cielo”(Gv 12,28), i presenti pensarono fosse stato un tuono, o un angelo, e comunque ritenevano che fosse solo Gesù il destinatario e non loro (“Questa voce non è venuta per me, ma per voi”, Gv 12,30). Quanti pensano a un Dio potente (Tuono, Es 19,16), o distante (Angelo) non riusciranno mai a scoprire la presenza del Dio Amore che dimora tra gli uomini, la sua Parola fatta carne.
“Dio dove sei?”Dio si manifesta nell’amore e non nella potenza. Quando l’uomo entra in questa dimensione, innalzando la soglia della propria capacità d’amare e la mette in sintonia con l’Amore, che è Dio, si accorge stupefatto della sua presenza, come lo sbalordito Giacobbe che esclama: “Certo il Signore è in questo luogo ed io non lo sapevo!”(Gen 28,16).
L’AUTORE – Alberto Maggi, frate dell’Ordine dei Servi di Maria, ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche Marianum e Gregoriana di Roma e all’École Biblique et Archéologique française di Gerusalemme. Fondatore del Centro Studi Biblici «G. Vannucci» a Montefano (Macerata), cura la divulgazione delle sacre scritture interpretandole sempre al servizio della giustizia, mai del potere. Ha pubblicato, tra gli altri: Roba da preti; Nostra Signora degli eretici; Come leggere il Vangelo (e non perdere la fede); Parabole come pietre; La follia di Dio e Versetti pericolosi. E’ in libreria con Garzanti Chi non muore si rivede – Il mio viaggio di fede e allegria tra il dolore e la vita.

22/11/16

care donne non è escludendo gli uomini che si combatte e scende in piazza contro il femminicidio \ violenza sulle donne





Leggendo  sul  cartaceo di repubblica  d'oggi   che  le leader   del    movimento  femminista   non vogliono uomini  o li  vogliono solo   in  coda  , alla manifestazione di Sabato  26   novembre  
Mi è venuto  in ment e din getto   questo sfogo  


Care donne non lamentatevi se :1 noi uomini non veniamo , lasciandovi sole,alle vostre manifestazioni contro le orripilanti violenze fisiche e non silo verso di voi .,2 se ancora si considera il femminicidio un termine astruso . siete voi che non ci volete alle vostre manifestazioni o se ci volete in coda . le vere manifestazioni si fanno tutti insieme

21/03/15

illegalità dei poveri diavoli ( quando per dare una vita dignitosa il casso di Luca Claudio evasore per pagare gli stipendi ai dipendenti ) e quella del potere ( che ti va scontare due volte la stessa pena )



Iniziamo , come quando dobbiamo dare due notizie e chiediamo al nostro interlocutore vuoi prima quella buona o quella cattiva ? , da quella buona la storia di Luca Claudio





                                             Luca Claudio, sindaco di Abano Terme


Ad Abano Terme, in provincia di Padova, l'attuale primocittadino Luca Claudio a processo per evasione fiscale: in qualità di ex legale rappresentante dell’hotel Caesar aveva omesso di versare entro i termini previsti ritenute relative a stipendi pagati nel 2006 per 253.218 euro.
La gestione dell’hotel Caesar porta ancora guai al sindaco di Abano, Luca Claudio. Ieri in tribunale c’erano due processi che lo riguardavano, sostanzialmente identici. Il primo è stato rinviato al prossimo 2 luglio e vede Claudio, in qualità di legale rappresentante dell’hotel Caesar Terme srl di Montegrotto, accusato di aver omesso di versare entro i termini previsti ritenute alla fonte relative a stipendi pagati nell’anno di imposta 2006 per 253.218 euro. Reato accertato il primo ottobre 2007. Claudio si era opposto a un decreto penale di condanna di 5.130 euro e l’Agenzia delle Entrate figurava come parte offesa. Il rinvio a luglio non è causale: in quella data il reato sarà prescritto.
L’altra imputazione è identica, ma riguarda gli emolumenti pagati nell’anno di imposta 2007 ed è stata accertata nel maggio 2008. Leggermente diverso l’importo, 260.920 mila euro e cambia pure la denominazione della società: “Fallimento Hotel Caesar terme srl Unip”. La situazione era precipitata e l’Hotel Caesar, un quattro stelle, chiuse i battenti mentre l’Enpam (ente proprietario dell'immobile) sfrattò per morosità la società gestita da Claudio. Il 4 dicembre 2008 il tribunale dichiara il fallimento della società Caesar, già fortemente indebitata quando Luca Claudio aveva accettato la sfida di diventarne amministratore. Questo secondo processo è stato rinviato al 5 novembre per la discussione, la prescrizione qui arriverà il prossimo anno.
«Già molte sentenze in Italia stanno dando ragione al mio comportamento di allora» sottolinea Luca Claudio «Se un imprenditore non ha i soldi per pagare le tassazioni a scapito degli stipendi dei propri dipendenti, può non pagarle. Purtroppo forse la sto pagando perché sono stato il primo a farlo. Ma sono fiducioso nella giustizia e nella interpretazione contemporanea di questi fatti».
Nel maggio 2012 il primo cittadino era stato condannato a quattro mesi di reclusione (con la sospensione condizionale della pena) per aver evaso le imposte sul reddito e l'Iva, non versando 169.892 euro (stipendi 2005, contestazione del 2006). La difesa di Claudio fu la medesima anche allora: «Avevo accettato di diventare amministratore dell'Hotel Caesar perché da sindaco (all'epoca dei fatti era primo cittadino a Montegrotto, ndr) volevo valorizzare il territorio. Non c’erano più soldi in cassa e, a quel punto, ho deciso di pagare gli stipendi dei lavoratori piuttosto che le tasse».


L a secionda 

01/01/15

il cambiamento di dylan dog non piace a tutti\e . troppo abitudinari o c'è quialcosa che non va ?

Tre  numeri   mi sembra   un  lasso di tempo  abbastanza  ragionevole   per  fare  i primi bilanci    sul rinnovamento ( revisionismo  secondo alcuni  )  , quello che la stampa chiama  il Dylan Dog  .  2  . Lo faccio   con l'ultimo numero  in edicola, Dylan Dog 340 - "Benvenuti a Wickedford" - di Michele Medda e Marco Nizzoli. Copertina di Angelo Stano.







E'  vero  che  questa  storia  è  , almeno  per  chi segue  Dylan Dog  direttamente  e  indirettamente  dalle origini  , non è un granchè ma   forse per  vedere  il completo cambiamento  bisogna  aspettare    ancora    quallche numero   cioè   che  siano  ben strutturatoi i nuovi  personaggi   antagonisti  e  protagonisti  e  quindi aspettare prima di   decidere  se  mollarlo  completamente     come  sembra   suggerire  




o   continuare  a  comprarlo  \  colezionarlo  .
 Infatti sempre  , lo stesso  " recensore  " : <<  La storia non è nulla di straordinario, comprende solo un buon colpo di scena finale.Il cattivone di turno è ben caratterizzato. >>  e  fin qui    gli do ragione  .  Ma   poi   scantona  : << Ma questi due aspetti (DUE DI NUMERO) non coprono le delusioni e lacune che questo albo ed il nuovo ciclo di DYD portano con sè.Non comprerò più questi nuovi albi mensili che hanno superato abbondantemente la soglia del ridicolo.Il nuovo ciclo di DYD è BLASFEMO verso il personaggio stesso.E' un insulto al genio di Tiziano Sclavi  >>  e  non mi trova  d'acccordo  per  i motivi detti prima  .E' uno di quelli che non capiscono che il cambiamentoi richiede tempo e   che  vuole tutto e subito o peggio non vuol cambiare ed ama la monotonia  e la  ripetitività  in cui dylan  era caduto  o  ondeggiava  dopo il numero  100  . Ora   Fino a poco tempo fa, un album di Dylan  (  salvo  rare  eccezioni  ) . sarebbe finito in maniera completamente diversa . Dati gli stessi fattori, il risultato sarebbe stato l'opposto. Più rassicurante, o più soporifero . Il "nuovo corso" sta  avendo (finalmente) il coraggio di andare oltre Johnny Freak che, più o meno coscientemente, non influenzava solo le scelte di Dylan (come scrive Recchioni), ma anche quelle degli sceneggiatori . E' questo, per me, il punto di svolta fondamentale   e che  se  continua    ci  rileverà dele sorprese 
Capisco meglio   anche  se   poco impaziente  e  frettoloso  in qunto il cambiamento  non è  ancora  completo   la  critica   fatta  in questa discussione  da  su la  pagina ufficiale   https://www.facebook.com/DylanDogSergioBonelliEditore  di  dylan dog   di  Pierluca Amodeo   <<  letto... di per sè io ero favorevolissimo a tutti i cambiamenti annunciati per il nuovo ciclo, ma a distanza di quattro numeri devo dire che mi aspettavo di più e che c'è più di una cosa che mi sta deludendo.
Parliamo di questo mese... le note positive sono che la storia è carina e si legge bene, Block è inserito ottimamente ed è indubbio che nel nuovo ciclo si abbia ottenuto l'effetto di ridare un ruolo centrale al suo personaggio (altro che scomparsa dell'ispettore!).
Le note dolenti.. il nome di Block è fastidiosamente RIDICOLO. E non lo dico io, lo dice Dylan ridendoci sopra. Perchè ???? che necessità c'era? la cosa poi che mi ha dato più fastidio è la mancanza di coerenza, di nuovo, dopo il mese scorso (carpenter che si presenta con 20 poliziotti in assetto anti sommossa in casa di Dylan per cercare un tesserino scaduto e poi a metà albo gli da addirittura una pistola). Non è credibile che Dylan non sappia il nome di Block. Non lo è per niente. Chi è che non conosce il nome del proprio capo o del proprio migliore amico? Ma per favore dai! e non tiratemi fuori la scusa che l'ispettore voleva tenerlo nascosto.. perchè non regge. Alla faccia della tanto sbandierata volontà di rendere Dylan un personaggio un po' più credibile....
Inoltre, ho notato che sono già due albi che ci sono errori molto grossolani... evidentemente gli autori non sono abbastanza attenti e chi fa la revisione degli albi, la fa con i piedi. Lo scorso albo, Carpenter ha sbagliato addirittura la parcella di Dylan. Questo mese i ragazzi ordinano del te e poi prendono delle birre. Viene da pensare che i testi siano stati censur.. ehm.. revisionati, senza preoccuparsi dei disegni.
Purtroppo ne ho anche per la copertina... ho sempre apprezzato Stano ma questa è terribile.
Mi spiace essere così severo, ma è quello che penso  >> 
Io mi sento    ancora  fiducioso  , perchè : 1)  Bidsogna  tenere   conto che in questo momento le storie da "Mai più ispettore Bloch" sono albi di transizione. Immettono dei cambiamenti ( stravolgimenti secondo i fans \ lettori   di vecchia data  )   per far si che nei periodi successivi trasportino tutta la saga del personaggio verso il percorso che gli si è voluto dare. <<  Oltretutto sono  >>  secondo  Claudio Streben Bartolotta    <<  cambiamenti fatti mantenendo lo stilema della storia autoconclusiva tipicamente bonelliana, che consiste nel mostro o cattivo da elimanare. Non a caso la sottotrama horror nelle ultime storie è solitamente accennata e terminata sbrigativamente, proprio perchè devono dare risalto ai personaggi nuovi. Da questo punto di vista meritano il plauso per riuscire a fare dei cambiamenti mantenendo comunque la rigida struttura del fumetto autoconclusivo bonelliano. Non tutto è perfetto, però dai non mi si può fare sempre sta solita disperata tiritera di chi si strappa i capelli "O dio mi hanno ucciso dylan. Non è come i primi numeri 100. Dylan non è più l'alternativo in cui mi rifletto perchè utilizza lo smartphone mentre io si, ma rimango sempre alternativo". Come al solito siamo tutti bravissimi a criticare ma mai provare a dare una possibilità su lungo tempo e lo dico soprattutto a quelli che amano alla follia i primi numeri 100 però guarda caso dopo duecento "presunti" numeri scadenti sono ancora qui a criticare.>>  Infatti  non  è semplice    prendere   in mano un " Kolossal del fumetto  "   e  rinnovvarlo e  quindi piacere  a tutti\e  . E Come  Barnaba Ubezio     sempre  sullla  pagina  facebook b ufficiale anche io    che l'ho letto a scrocco  foino  al  80\2  e  poi da  libri comprato  direttamente  <<  appartengo a una categoria un po' anomala di lettori, e magari a qualcuno potrebbe interessare :)  >>  Ho 20 anni, e seguo Dylan da circa 3, quindi non faccio parte dei nostalgici più "anzianotti" che sentono attaccato il personaggio con cui son cresciuti. In questi 3 anni però, ho letto quasi tutti gli albi della serie regolare, più diversi speciali/color fest ecc. e devo dire che generalmente sono uno di quelli che "Eh si però quelli di Sclavi o di Marcheselli eran meglio...". Amo comunque moltissimi albi successivi ai fatidici 100, di diversi autori e in particolare della Barbato e di Recchioni! E Infine, ho apprezzato davvero molto questi 4 numeri del nuovo corso, così come sono megacontento dell'idea del rinnovamento della serie.
In sostanza quindi vorrei farvi i miei complimenti perchè per quanto io creda che il Dylan dei primi tempi sia superiore (e credo di poter dire che non è una questione di nostalgia) dico anche: chissenefrega, molte storie meritano comunque e non deve essere facile confrontarsi con un personaggio così forte! BRAVI! >> 
 Infatti  Credo che in questo numero, indipendentemente   dalabellezza  o  brutezza  della storia  , più che in altri sia evidente il "nuovo corso" e lo svecchiamento del mondo di dyd in atto.  Infatti   come  fa notare  Domenicantonio Iannello   nella discussione  sul'ultimo numero (  vedere  l'url nele righe  precedenti  )  : <<   È pieno di piccole "prese in giro" del vecchio lettore e del vecchio mondo...come Carpenter che sottolinea che bloch si beveva tutto, la gag della telepatia, la tecnologia la cui necessitá si fa sentire in maniera prepotente, le critiche reciproche tra dyd e bloch con i rispettivi appellativi tipici che se ne vanno in pensione...ma soprattutto la "sorpresa finale" sul colpevole, quanti, ipocritamente, hanno dato per scontato che il freak fosse innocente? Io per primo, come se dyd fosse solo quello del spesso citato ( spesso a sproposito) Johnny freak.
Invece dyd è palese abbia bisogno di uno smartphone (che credo avrà da john ghost) e bloch, con il suo nome che è una chicca simpatica, è diventato una specie di ms marple dell'orrore, che opera in una cittadina tipo hot fuzz (come il nome del bar). >>
Bello, bello. Sembra di star leggendo un fumetto completamente nuovo, e interessante  che   si mette
estratto   dal  youtube http://goo.gl/hnMKXV
  indiscussione  e  cerca  di liberarsi    prendendosi in giro dei soliti  cliche (  come  dimostra  l'analisi  fatta  dal video  sopra   riportato  ,  delle prime tre  tavole  )    che  lo stavano  soffocando  

In particolare  : 1)  Pappa  pronta  dall'amico  , in questo caso  Bloch, che  li toglie le  castagne dal fuoco  e  gli passa    quasi  senza  neppure    che  gli  lo chieda  gli atti  d'indagine o peggio dall'assistente   \  Groucho   che gli tira  la pistola   2)   cambio continuo di ragazza  ., 3)  quello di non avere  il  cellulare  , ma  di  chiedere  aiuto   chi lo  ha  .,  4)    finire   allo stesso  modo  , lui  che  scrive  sul  suo  diario  , le  riflessioni suilla  vicenda  ed  annota  particolari  che non  capisce  o  che  cerca d'analizzare  
Il nuovo contesto e le nuove dinamiche sono messi in scena in modo molto naturale, senza forzature o insistenze, tanto che a tratti sembra di leggere una storia inserita in uno status quo già rodato e consolidato da anni.Finalmente   dei  numeri    che non si leggono in dieci minuti . Ha  ragione  pur  non condividendone alcune cose  Giorgio Venturati   << Dietro la più brutta copertina degli ultimi due anni, si nasconde una storia molto convincente, sceneggiata e disegnata ottimamente.
Nonostante la vicenda, in sé, non brilli per originalità, la storia funziona alla grande e riesce a coinvolgere e sorprendere. L'estetica e la caratterizzazione del nuovo mostro sono eccellenti: per me hanno tirato fuori un instant classic che meriterebbe di tornare  (critico solo l'idea di quei tentacoli, che sembrano uscire dalla scarsa fantasia orrorifica di un ragazzino degli anni '90 ).
Ottima la gestione e l'interazione tra i personaggi (grande l'uso di Groucho!). Il nuovo contesto e le nuove dinamiche sono messi in scena in modo molto naturale, senza forzature o insistenze, tanto che a tratti sembra di leggere una storia inserita in uno status quo già rodato e consolidato da anni.
Il nuovo Bloch funziona, così come il suo nome: assurdo, citazionista, inverosimile. Cioè come gran parte dei nomi degli altri personaggi.>>
E comunque, la sua rivelazione >> ,  per  alcuni  banale  ed  inopportuna  se  non strampalate   coem potete  vedere  leggendo  gli altri   commenti  alla discussione   ivi citata  <<   è un bonus extra all'intero di un albo che merita di essere comprato e giudicato per tutto quello che ci sta intorno.  Sono infine contento di questa "svecchiata" a Dylan  >>( non condivido completamente   però l'addio a old boy ) . >>  Almeno per  ora  Le  storie     sono   discrete e  gradevoli i nuovi personaggi ... e poi volevo dire una cosa: Non è per niente facile rimanere a livelli altissimi con centinaia di storie,grazie al cavolo che i "primi 100" erano più belli. Un calo fisiologico ci sta (per tutti i fumetti del mondo!) . Promettente  , aspettiamo l'evolversi  e  l'introduzione  del  nuovo nemico  Quindi per me...vai così old boy.
Infatti   concordo    siamo sulla stessa  lunghezza  d'onda    con  quanto  mi ha detto in chat  ,  Daniele  Tarlazzi   di http://www.ayaaaak.net/


Ho molti pensieri: alcuni partono dal "nuovo Dylan", altri vanno alle capacità degli sceneggiatori, altre ancora vanno a quei lettori che parlano di "immobilità bonelliano" e che implorano la casa editrice di cambiare e poi si lamentano se qualcosa effettivamente cambia.
Considerazione n.1 "Uccidi Recchioni qualunque cosa faccia...o non faccia":
Questo pare essere diventato lo sport nazionale da qualche tempo a questa parte. Ancora non aveva iniziato il suo lavoro di curatore della serie e già se ne parlava come il male assoluto. Ebbene io credo che si debba dare tempo a Recchioni e al suo team di autori di lavorare. Cavolo sono usciti solo tre albi della "nuova gestione".
Seconda considerazione: "Il nome di Bloch"
Eccheppalle (scusa, ma inizio davvero a stufarmi): nome scontato, nome ridicolo... Tutti capaci a scrivere a quel che vedo, tutti dotati di grande creatività, ma se siete tutti così geniali perché non vi proponete voi come "salvatori bonelliani"?
Terza considerazione: "pensieri personali"
A me il nuovo corso di Dylan Dog piace. Li sto leggendo con rinnovato piacere e questo mi basta per promuovere il "cambiamento". Non mi importa un fico del nome di Bloch. Quello che a me preme è che le storie che mensilmente leggo, mi donino qualche emozione: non importa se positiva o negativa perché esiste sempre un diritto inalienabile che è quello del lettore (Pennac ce li ha "donati" grazie al cielo). Io da una storia, cerco evasione, relax, è una mezz'ora senza pensieri. Dylan Dog e gli altri personaggi Bonelli hanno il pregio di regalarmi mensilmente questi magici momenti di stacco dal quotidiano. Questo è quanto.
Quarta considerazione "Non ti curar di lor,ma guarda e passa":
Non seguo più recensioni, non mi interessano: le leggo solo se "costretto" o "invitato" a leggerle. Troppo spesso i "recensori" si atteggiano a detentori della verità. Io non la penso così. Credo che una recensione (se tale deve essere) vada fatta in un certo modo, magari evitando di spoilerare ove possibile e cercando di studiare il perché di certe scelte redazionali.Non apprezzo, come direbbe Tex Willer, gli "sputasentenze" e non amo chi utilizza la recensione per "sparare a zero" sugli autori più "antipatici".
e  concludo    con quanto dice
 Simone Giustino TheSituation RedfieldTt Io sono un lettore di vecchia data di dylan e senza troppe lamentele ho sempre accettato la "crescita" che ha avuto questo fumetto. Ovvio, i primi volumi sono sempre i migliori (almeno per me) perché attingevano dalla cultura horror di quei tempi creando storie originali e dal sicuro impatto emotivo. Con il tempo dylan dog (come fumetto) è cambiato, è cresciuto, ma questo non è un male. Dopotutto in 300 e passa volumi, dopo anni e anni (e ribadisco anni) di storie non si può rimanere fermi sempre allo stesso punto. Gli artisti cambiano, i lettori cambiano, il mercato cambia, gli strumenti di lettura cambiano, il contesto storico cambia... Quindi è normale che ci sia una rivoluzione. Vero, quando ho letto degli stravolgimenti che avrebbe preso la saga ho avuto i brividi: bloch in pensione, un nuovo nemico, un nuovo ispettore... Troppe cose stravolte. Però il primo volume l'ho apprezzato (forse anche xè sembrava più un fuori collana e riprendeva un poco la voglia di attingere dall'universo horror della cultura cinematografica che sta molto a cuore sia a dylan, sia ai suoi disegnatori, sceneggiatori , che noi. Per i volumi usciti dopo non me la sento di parlare male perché appunto sono dei volumi di APERTURA che portano, in maniera graduale, a quel che sarà la saga. E aggiungo che comunque, anche se per ora non sono né carne né pesce (xè sono appunto volumi di transizione) , me li sono letti molto volentieri. Forse sull'ultimo avrei da ridire perché ho trovato il finale troppo sbrigativo. Concludo dicendo che per quanto possa far male, cambiare è comunque un gesto d'amore. E io ho fede in questo gesto d'amore. Spero che porterà i suoi frutti.
Detto ciò buon anno tutti\  e voi  ,  comunque  la  pensiate 

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