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24/08/08

21 dicembre 2012... e se avevano ragione i Maya?

La cultura Maya era considerata la più importante cultura amer-indiana. I suoi aspetti distintivi erano le conoscenze astronomiche, matematiche (soprattutto per l’uso dello zero) e l’urbanistica, coniugate all’uso di un precisissimo calendario e a un sistema di scrittura dapprima ideografico (glifi) tradotto solo parzialmente e poi a un sistema punto e linea. Geograficamente il popolo Maya occupava le zone del Messico orientale, la penisola dello Yucatan, il Belize, alcune zone del Guatemala, dell’Honduras e del Salvador. L’area dei Maya comprende numerosi siti nei quali possiamo ammirare a tutt’oggi i resti di questa popolazione che, come le altre popolazioni precolombiane, aveva un’arte nel costruire che lascia perplessi per la straordinaria precisione.
Avevano appreso alcune leggi che regolano l’universo e il nostro pianeta, come la precessione degli equinozi e i cicli di Venere. La data del 21 dicembre 2012 emerge proprio da uno dei loro calendari, quello a lungo computo.
Il metodo usato dai Maya per calcolare e dividere il tempo è il più preciso e dettagliato che sia mai stato inventato, risulta anche essere più preciso del calendario gregoriano da noi usato. Come abbiamo detto i Maya erano ha conoscenza di quei cicli che noi chiamiamo precessione degli equinozi e che secondo i nostri calcoli dovrebbe durare circa 26000 anni. Questo tempo veniva da loro identificato come “anno galattico” ed aveva una durata di 25625 anni. Per l’uomo moderno invece l’anno galattico si riferisce al tempo che impiega il nostro sistema solare a compiere un ciclo completo intorno alla galassia e che si stima sia di 180 milioni di anni circa; le due terminologia non vanno confuse. Parlare quindi dell’anno galattico dei Maya equivale a parlare della precessione degli equinozi. Questo asse di tempo di 25625 anni veniva diviso ulteriormente in 5 parti di 5125 anni ciascuna, chiamate ere:

- Era dell’Acqua: 23614 a.C. – 18489 a.C.
- Era dell’Aria: 18489 a.C. – 13364 a.C.
- Era del Fuoco: 13364 a.C. – 8239 a.C.
- Era delle Terra: 8239 a.C. – 3114 a.C.
- Era dell’Oro: 3114 a.C. – 2012 d.C.

Ad ogni era corrisponderebbe una civiltà. Queste ere, con le sue civiltà corrispondenti, sarebbero terminate, secondo alcuni studiosi, con dei cataclismi. Noi ci troveremmo nell’età dell’oro (anche se secondo alcuni l’età dell’Oro sarà la prossima) governata dal famoso Quetzalcoatl e questa nostra era, secondo il calendario Maya, terminerebbe tra il 21 e il 23 dicembre 2012. Secondo il ricercatore Maurice Coterell la profezia relativa alla fine nella nostra era deriva da un calcolo della prossima
inversione del campo magnetico terrestre, prevista proprio per il 2012. Per quell’anno è previsto un avvicinamento di Venere alla Terra e ciò cagionerà un cambio vibrazionale. L’era in cui viviamo è detta anche era dei pesci e sarà seguita dall’era dell’acquario.
I Lacandoni sostengono che la fine del mondo inizierà con un’eclissi di sole che getterà la loro foresta in un buio totale. Molti Lacandoni si sono convertiti al Cristianesimo proprio perché sanno che il giorno ultimo (il xutan) sta arrivando e in quel giorno desiderano andare in cielo con Gesù. Desiderano salvarsi.

“SO CHE E' VICINO IL GIORNO ULTIMO, QUANDO GLI DEI CONCLUDERANNO QUESTO CICLO DEL MONDO (…) MIO NONNO DICEVA CHE ERA ANCORA LONTANO, MIO PADRE CHE NON ERA ANCORA VICINO. MA A ME GLI DEI LO HANNO DETTO: IL XUTAN STA PER VENIRE”.


LE PROFEZIE MAYA                                


(da http://www.stazioneceleste.it/articoli/profezie_maya.htm)


Iniziamo a concludere questo quadro generale sui Maya e sul 2012 riportando parte di un articolo che parla della profezia di questo popolo riguardante la fine della nostra era. La profezia in verità ne racchiude sette:

La prima riferita al nostro tempo.
Essa non parla della fine ma della conclusione di un ciclo, della paura che stiamo vivendo, del fatto che il nostro mondo di miseria, odio e schiavitù del materialismo terminerà. Il calendario pone una data precisa: sabato, 22 dicembre 2012. Entro quel giorno l’uomo dovrà prendere piena coscienza dei propri errori, dovrà rivoluzionare il proprio pensiero e reintegrare la sua vita in una esistenza armonica con l’Universo. Dovrà insomma comprendere che tutto è vivo, e che egli è parte del tutto. Abbiamo solo pochi anni per operare un decisivo cambio di coscienza ed è per questo che vi è una pratica, inderogabile necessità di agire e di additare a chi è in ritardo, a chi è sornione, i mali di questa società . Che si riassumono in tutte quelle azioni che in qualche modo possono distruggere la Vita e il nostro pianeta e che quindi si contrappongono alle leggi divine di Giustizia, Pace, Amore e Fratellanza.


La seconda profezia afferma che l’uomo si trova ora nel salone degli specchi, nel quale ha l’opportunità di scegliere da che parte stare. In questo "salone" dovrà guardarsi, analizzarsi e porsi in tutta coscienza di fronte alla natura, al Pianeta in cui vive, al suo stesso futuro e a Dio, poiché esso sta mettendo in pratica i sentimenti di odio e di separazione. La prova di tale disunione data dall’eclissi solare che il 13 AHAU,8 CAUAC, cio l’11 agosto del 1999, ha gettato un cono d’ombra su un tratto di Terra che comprende Inghilterra, Balcani, Pakistan e India (da notare che queste ultime tre sono ormai da tempo "zone calde").


La terza profezia. "Un’onda di calore darà inizio ad un cambio climatico, sociale e politico". Nel periodo in cui ciò avverrà si verificherà un aumento dell’attività geomagnetica del Sole e del vento solare. In seguito a questi eventi,secondo quanto rivelato dai Maya, l’uomo dovrà comprendere gli errori commessi nei confronti della Terra e che hanno portato a gravi conseguenze quali l’inquinamento delle acque, dell’aria, della terra, il cambio di clima, le piogge acide,l’effetto serra e così via. La profezia parla inoltre di un significativo cambio di vibrazione che la nostra galassia sta vivendo.


La quarta profezia ammonisce categoricamente l’uomo intimandolo ad interrompere la sua predisposizione alla guerra per mettersi in armonia con l’Universo, seguirne l’evoluzione e comprendere il proprio ruolo nel Creato.


La quinta profezia afferma che la paura, sulla quale si basa il nostro grado di civilizzazione, si trasformerà con il pianeta per cedere il passo ad una nuova realtà di armonia. Attualmente l’uomo è convinto che l’universo esista solo per lui, e che lui stesso sia l’unica forma di intelligenza esistente, per questo diventa "predatore". La quinta profezia rivela inoltre che in questo tempo il denaro finirà di essere il mezzo di interscambio: esso sarà sostituito dalla ricchezza virtuale e crescerà la speculazione finanziaria. Tale periodo, l’ultimo KATUN, che arriverà sino alla fine del secondo ciclo della notte galattica, viene chiamato: il tempo del non tempo. Durante "il tempo del non tempo", afferma la sesta profezia, e cioè nei 12 anni che vanno dal 2000 al 2012, apparirà una cometa (o asteroide ?) la cui traiettoria metterà in pericolo la vita sulla Terra. Questo pericolo incombente dovrà servire per prendere coscienza del valore stesso della vita e del pericolo che essa corre.


La settima profezia, infine,simboleggia l’alba di una nuova Era, in cui la nostra coscienza vivrà una nuova dimensione. Un’era in cui amministreremo una maggior energia e vivremo, finalmente, in piena armonia.


CODICE DRESDA
Concludiamo con una interessante riflessione di Carlo Migliore sull'ultima tavola del codice dresda:

"...il 21 Dicembre del 2012 l'asse terrestre avrà anche percorso un giro completo attorno al proprio centro di rotazione secondo la ben nota precessione degli equinozi, per farlo occorrono 25560 anni. I Maya conoscevano il fenomeno della precessione e lo identificavano con l'anno galattico definendolo come periodo complessivo di durata di una civiltà. Questo periodo viene diviso in 5 ere della durata ognuna di 5125 anni. 4 ere sono già passate, l'ultima (quella dell'oro) sta per terminare. Il 21 Dicembre del 2012 il Sole sarà anche allineato con il centro della nostra galassia e si troverà in quella che i Maya definivano l'entrata nell'aldilà.
Tutte queste conoscenze portarono i Maya a decidere di terminare consapevolmente il lungo computo il 21 dicembre del 2012. Sappiamo poco su come essi immaginassero la fine del mondo, quello che sappiamo per certo è che prestavano molta attenzione alla fine di ogni era. L'unica immagine possiamo averla osservando l'ultima pagina del codice di Dresda. In essa si vede l'acqua che distrugge il mondo, essa fuoriesce dai vulcani, dal Sole e dalla Luna creando oscurità sulla luce.
La terra verrà allora sommersa da una serie di inondazioni? La catastrofe di New Orleans è solo l'inizio dei mutamenti climatici che porteranno a degli sconvolgimenti su scala planetaria? Il ciclo k'atun 4 cominciato nel 1993 e che terminerà proprio il 21 Dicembre del 2012, viene descritto nei testi sacri Maya come una fase di preludio di grandi cambiamenti, un periodo in cui l'uomo riprenderà contatto con se stesso, questa presa di coscienza sarà determinata da eventi catastrofici? Viviamo un periodo di grandi cambiamenti e non si può certamente negare, ma non sembriamo ancora pronti ad affrontare delle trasformazioni necessarie perché la nostra civiltà riesca a sopravvivere molto a lungo, sarà la natura ad imporci di farlo?.
Certo non è realistico aspettarsi che le cose cambino in un giorno ma forse un giorno si guarderà a quella data come un momento in cui la coscienza dell'uomo sarà cambiata in funzione dei bisogni dell'umanità e del pianeta. La domanda giusta allora non è 'Cosa accadrà il 21 Dicembre del 2012?', ma 'Cosa stiamo facendo per evitare che una qualsivoglia catastrofe colpisca l'umanità?'. Solo il tempo potrà dirlo ed il tempo come i Maya sapevano bene, sta per scadere...."

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