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08/06/17

dopo i fatti alle scuole elementari di Modena Scuola, l'educazione sessuale è ancora una questione irrisolta







Frasi e disegni espliciti sull'atto sessuale tra un uomo e una donna in un libretto di educazione sessuale destinato ad una quinta elementare di #Modena (  trovate  oltre  che nel  video   sotto  anche    nell'url sopra  i fatti  nel dettaglio   )  






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 I genitori hanno protestato per i contenuti troppo spinti per i figli di dieci anni. Ma al di là di questo caso, il tema dell'educazione sessuale in Italia resta una questione irrisolta. Il nostra Paese infatti è uno dei pochi in Europa dove questa materia non rientra nel programma scolastico ministeriale . Infatti  sia  nel  paese  rela (  iniziative  culturali  , politiche  , sociali , religiose , eccdal basso e  dalla gente  )  sia  in  quello  istituzionale (  delle leggi , dei burocrati , degi apparati   , dei politicanti  ,  dellecaste  \  griuppi di pressione ecc )  è  sempre  stato ,  nonostante   lo svecchiamento  degli anni  60\80 (  anche   se  ancora  ne  sopravvivono delle  forti sacche  )  in matreria di morale  sessuale  ed  etica    vedere  sia i  commenti  all'articolo  : 1)  sia le proteste  di Adinolfi e Binetti    contro il decreto sulle  unioni civcili  ., 2)  la    semicensura  alla  puntata  ( ne trovate  maggiori  dettagli su questo blog  , cercatelo nell'archivio ) alla trasmissione  presa  diretta  dello scorso anno   sul  cyber bullismo  sulla mancasnza  di educazione sessuale  nelle scuole   italiane  e  il confronto con quelle europee  .3 ) la legge  , poi  smontata pezzo per  pezzo d sentenze   costitruzionali  della magistratura  ,  sula procreazione assista ed  il mancato raggiungimento del quorium al referendum  abbrogrativo   dovuto  all'invito  all'astensione da partedel  vaticano  e  dai suoi lachè plitici  e falsi  convertiti cattolici , Ecco l'eterno dibattito  



Bruno Mari · 

I genitori devono imparare a stare fuori dalla didattica di una scuola, a dieci anni c'è già chi inizia ad eiaculare e più della metà dei bambini già si è masturbato
Mi ricordo che anche io a 10 anni feci educazione sessuale a scuola e i termini sono e devono essere quelli: pene e vagina.

Se avete problemi a spiegare una cosa così naturale ai vostri figli è vostro il problema, non della scuola.
Cristina Cri Raffi · 

E gli insegnanti dovrebbero avvisare i genitori se si toccano argomenti di un certo livello.
Il signore intervistato ha chiesto questo, e ha perfettamente ragione.
Poi, quello che non hanno figli, che non ci arrivino non è un problema: prima o poi capiranno.
Mi piaceRispondi227 giugno 2017 13:18
Bruno Mari · 

Cristina Cri Raffi L'educazione sessuale in quinta è in programma almeno dal 2001. Non è compito degli insegnanti avvertire i genitori di ogni cosa succeda a scuola, è compito dei genitori avere fiducia del lavoro degli insegnanti. E non ce n'è.
E comunque magari date uno smartphone ai vostri figli e pensate di controllare ciò che imparano?
Mi piaceRispondi187 giugno 2017 13:29
Claudio Pelli
se crediamo che i figli sono importanti possiamo lasciar fare a veri esperti non al nostro "buon senso". E gli esperti insegnano che c'è tempo e tempo. Se si vuole dare una corretta educazione affettivo sessuale a dei bambini è necessario partire dei loro bisogni e non dai nostri. A 10 anni non gliene può fregare di meno della meccanica dell'atto sessuale. Si può stare più sul vago senza negare loro il fatto che un bimbo derivi dall'amore tra mamma e papà.
Mi piaceRispondi237 giugno 2017 14:19
Vincenzo Derobertis
Avessero gli insegnanti dato una cosa del genere a mio figlio senza avvisarmi, il minimo che avrebbero ottenuto da me sarebbe stata un'infuriata seguita da una denuncia. Il minimo.
Altro che fiducia.
Mi piaceRispondi157 giugno 2017 14:25

Claudio Claudio
E' una soddisfazione constatare i progressi della gloriosa cavalcata italica verso nuove, inesplorate vette di assolutismo statalista orwelliano. A quanto pare abbiamo raggiunto un nuovo traguardo: ora i nostri figli potranno guardare allo stato come fornitore unico della dose di pornografia quotidiana prescritta a norma di legge. Attendo fiducioso altre conquiste sul fronte del monopolio statale sui bisogni naturali; chessò, potremmo introdurre l'eutanasia obbligatoria per gli over-settanta, così la smettono di rompere i coglioni alle povere risorse nordafricane costrette a emigrare per venire qui a mantenerli. Del resto, constato con incredulità, per non dire con disperazione, che secondo alcuni dei malati mentali che hanno commentato qui sotto "i genitori devono imparare a stare fuori dalla didattica di una scuola". Insomma, non siamo più individui sovrani, e i nostri figli non sono più cosa nostra. Li abbiamo sfornati per affidarli entusiasticamente alle amorevoli e premurose braccia dello stato. Di questo stato mafioso e clientelare, per inciso. A tutti i genitori che non hanno nulla da eccepire alla pornografia somministrata dalla scuola elementare pubblica ai loro figli, ed anzi plaudono perché fa tanto progressista, sapete che c'è? Fate vomitare. Siete un gregge belante di pecore decerebrate, e meritate pienamente l'estinzione demografica, culturale e identitaria verso cui la penisola si è incamminata ormai da tempo a passo inesorabile
Bruno Mari · 

Infatti la questura è piena di denunce ad insegnanti fatte da genitori ignoranti che invece di figliare avrebbero dovuto continuare ad aspettare la cicogna. Se non vuoi che tuo figlio impari "troppo presto" come funziona la natura lo tieni a casa, o lo porti dalle suore, o gli dai una zappa in mano, sicuramente non denunci una persona che sta facendo il suo fottuto lavoro. Se non vi è chiaro, è perché siete stupidi

[---] (  continua  nei comenti all'articolo  ,  vedere  url   sopra    al post  )  

 . Io  i sto     co n Bruno e  Cristina  perchè la presa  di posizione  dei genitori   ( o almeno  di alcuni  d'essi  è  un contro senso    visto che danno il cellulare    e ipad  ai propri figli   senza    educarli ad  unso critico   o  mettono  le  loro foto  sui social   con il rischio   che  finiscano in mano ai pedofili  vedi    l'allarme  lanciatoi da soro   -- garante  della privacy --  e  dala polixza  postale  , e poi si lamedntano  con insegnanti  se   fanno circolare  libretti  come questi    o  deipedofili  magari chiedendo ed  invocando provvedimenti forcaioli come pena  di morte     o castrazione  chimica  .
A 10\12 anni io e i miei compagni di classe parlavamo di sesso. Era uno degli argomenti più gettonati. Se ne parlava in modo ignorante, stereotipato e spesso volgare.Ed  io  facecvo  già  discorsi  da  film porno e   iniziavo a vedere  i   fumnetti  hard   per  poi passare ai  14\5  ai film  
Non far fare educazione sessuale nelle scuole significa scegliere di lasciare i bambini da soli nell'affrontare questo argomento. Perchè i genitori come  i più retrogradi dei  commenti   all'articolo  con il loro stupore e la loro indignazione dimostrano solo di non rendersi conto di cosa pensano i bambini di quell'età.Inoltre nell'articlo  non é fatto nessun riferimento sull'autore /gli autori dell'opuscolo. Verosimilmente sono sessuologi esperti o psicologi esperti che sanno come scrivere per i bambini di questi argomenti. Dall'articolo si capisce che più che altro si sono trovati in difficoltà i genitori e non i bambini....Forse perché quando erano piccoli loro non hanno ricevuto questo tipo di lezioni e quindi non sanno rispondere alle normali curiosità dei bimbi senza essere loro,per primi, in imbarazzo.
C
oncludo   condividendo  quanto   dicono sempre  dai  commenti  all'articolo  (  ne  trovate  sopra    l'url dell'articolo )    di http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/ 

Mauro Savazza · 

Chiara, ha perfettamente ragione: ogni cosa a suo tempo. Ecco perché è giusto che la scuola intervenga laddove i genitori non siano in grado di fare corretta educazione sessuale. Mia figlia ha 10 anni e queste cose le conosce benissimo, ed è in grado di capire cosa accade al suo corpo e a quello delle sue amiche in una fase di trasformazione che talvolta può anche spaventare. Aspettare oltre i 10 anni è assolutamente inutile.

e



Elisa Cafissi · 
Lavora presso Cafissi Spa

Vorrei dire a tutti quelli a cui ciò pare normale e che giudicano chi dice che tutto ciò è vermante assurdo Come moralisti o bigotti ecc ! lamentatevi poi se vostra figlia vi torna incinta a 12 anni mi raccomando !! . ok l'educazione sessuale ( l'abbiamo fatta anche noi a scuola ) ma così con tali disegnini e soprattutto desrcizioni esplicite per un BAMBINO perchè in TEORIA a 10 anni ancora sono bambini !, mi pare veramente troppo ! se poi vi pare normale vi dico solo che una mia parente aveva in classe una sua amica ...rimasta incinta a 13 anni !e andata ad abortire !vi paiono cose normali ? MA giàààà ora la società è cambiataaaa , siamo nell'"era moderna " e noi siamo i bigotti ( buffo sentirselo dire a 31 anni ) !!!  ... imi hanno scritto " le ragazzine restano incinta a 13 anni perchè il genitore non insegna al figlio come mettere il preservativo " ,.....ma sta demente perchè non dice al figlio che il preservativo può anche rompersi e la ragazzina può cmq restar incinta ? ( e ad alcune mie amiche è successo così ...fortunatamente a 20 anni ) ! .....
perchè non insegnano invece cosa è un follicolo ? cosa è una cisti ovarica ? o magari il varicocele ? dato che molti uomini si trovano a 40/45 anni senza manco sapere di averlo ??
perchè non si insegna il RISPETTO ? altrui .
no ma siamo nell'era moderna dove il sesso è normale a 10 anni ,dove TUTTI DEVONO avere per forza l'i-phone nuovo perchè sennò non va bene e magari il genitore deficente fa pure la fila fuori per comprarglielo e poi si lamenta che nn arriva a fine mese ! siamo nell'era in cui i BAMBINI di 10 anni devono uscire e tornare alle due la sera perchè sennò piccinini non va bene ! dovew tutto è dovuto .
insegnate ad avere un pò di doveri ! che sarebbe meglio che poi vi ritrovate figli che a 30 anni non sanno fare un cazzo !


31/01/17

La bufala di Libero sulle “museruole islamiche” Scrive in prima pagina di una nuova "trovata degli estremisti musulmani", ma è una storia completamente inventat

le fogne non finiscono mai di eruttare liquami e fare disinformazione la notizia che riporto sotto è l'ultimo di casi Va bene andare contro corrente ed esprimere un dubbio su una cosa perchè Persone che ancora si pongono domande e dubbi non accettando le verità precostituite sono quelli\e che rendono il pianeta più umano . Va bene anche dare una tua interpretazione su una cosa ma caspita farlo in modo corretto riportando come ha fatto blognews la versione ufficiale . Non unendola ai soliti luoghi comuni .


da http://www.blog-news.it/ che riprende il http://www.ilpost.it






Oggi il quotidiano Libero ha pubblicato [  lunedì  30 gennaio  2017  ] in prima pagina il richiamo a un articolo intitolato “L’evoluzione dell’Islam, dal burqa alla museruola”. L’articolo parla di un nuovo strumento che si starebbe diffondendo in alcuni paesi musulmani sunniti, e che servirebbe a impedire alle donne di parlare: una sorta di “museruola”, come la chiama il quotidiano. È una storia completamente inventata: quella fotografata non è una museruola, non è una nuova moda e non è usata in un paese sunnita, ma è un’antica tradizione tipica di una piccola popolazione che abita nel sud dell’Iran, un paese sciita, e ha tutt’altri origine e senso.



Il box in prima pagina rimanda a un articolo a pagina 4 scritto da Souad Sbai, ex parlamentare del Popolo della Libertà oggi iscritta alla Lega, dal titolo “L’Islam si evolve: dal burqa alla museruola”. Il sommario dice: “L’ultima trovata degli estremisti musulmani è un attrezzo in ottone per azzittire e umiliare le proprie donne, il tutto nel completo silenzio della stampa occidentale che preferisce continuare a straparlare di tolleranza”. Accanto ci sono altre fotografie con la descrizione:
Nelle immagini in alto due esempi su come togliere alle donne anche la voce e zittirle per sempre. Dopo il burqa, infatti, è arrivato il momento di mettere la museruola. Una “moda” che sta prendendo piede nei paesi dove dominano i fondamentalisti salafiti.
I salafiti sono una corrente dell’Islam sunnita particolarmente conservatrice e ortodossa. Sbai aveva già raccontato la stessa storia in un post su Facebook pochi giorni fa, in cui riprendeva una fotografia scattata da un’opinionista francese di solito molto critico con l’Islam.
Le fotografie usate da Libero, invece, sono state prese da un servizio del fotoreporter Eric Lafforgue in cui viene raccontata la tradizione del “boregheh”, una maschera utilizzata dai Bandari, una popolazione che vive nel sud dell’Iran. Le fotografie sono state scattate in alcuni villaggi rurali dell’isola di Qeshm, che si trova nello stretto di Hormuz. Il servizio è stato acquistato anche dal sito del Daily Mail, che a febbraio dell’anno scorso ha pubblicato il servizio riportando correttamente tutta la storia. I Bandari sono una piccola popolazione che parla un dialetto iraniano e ha tradizioni molto diverse dal resto del paese. Per esempio le donne utilizzano abiti molto colorati al posto del chador nero, e sul volto, al posto di un velo, indossano maschere di stoffa o di ottone, spesso molto decorate.
Le maschere non impediscono di parlare e sono utilizzate dagli abitanti dei villaggi sciiti, ma anche dai sunniti. In genere sono indossate solo dalle donne più anziane e, come tradizione, stanno oramai scomparendo. Versioni simili, con nomi diversi, sono utilizzate anche dall’altro lato del Golfo Persico, in Oman. In un altro servizio fotografico realizzato sui Bandari e pubblicato pochi giorni fa sul sito di BBC, il fotogiornalista Rodolfo Contreras, spiega che la tradizione dei “boregheh” è vecchia di secoli: «Nessuno ne conosce l’origine anche se alcuni sostengono che iniziò durante la dominazione portoghese, quando le donne cercavano di nascondersi agli schiavisti che andavano a caccia di donne di bell’aspetto». La maschera doveva servire a simulare la presenza dei baffi.

E  poi    dicono  non siamno  razzisti   .. bah 


20/08/16

disinformazioni e , razzismo e stupide censure facebookiane sul casio del burkini



prima ddel presidente dell'Unione comunità islamiche e imam di Firenze, Izzedin Elzir, la  foto  sempre  su fb   di sette suore, in tonaca e velo, che giocano sulla spiaggia  era  stata  pubblicata  da    https://www.facebook.com/giampietro.vecchiato  più precisamente  qui



ma  nessun media  ha  detto niente  e  facebook    aveva  censurato  \  sospeso  account  .  Non sarà un  altro caso  di razzismo  e  di islamfobia  ?oppure  semplice   disinformazione  ?

25/06/16

Disinformazione online: 'Imola oggi' e altri siti razzisti Da Vox News a Il Primato nazionale, sul web spopola l'odio anti-immigrato. Testate non giornalistiche xenofobe che esasperano i toni. E alimentano bufale.

lo so che tale articolo  è un poì  vecchiotto  ma  è  utile in quanto  molti suoi contatti (   a  volte , SIC , persone intelligenti  e  con buona  cultura   riportano tali news  )   . Ma  il fenomeno   della caduta nele bufale  \  panzane,  capita   a volte  anche il sottoscritto  anche se  si tiene alla larga da  tali siti . Ecco cvhe  gli  è  capitato di recente  (   vedere  qui    la  sua ultima gaffe   )  per  poi  accorgesene  subito  , come nel caso   prima  citato  ,  o  dopo un paio  ore  (  a  volte   Sic  anche  di  giorni  )   come quest'altro  caso  ,   portando alcuni  suoi contatti   a  cancellarlo \  rimuoverlo   senza pietà  .

Ma  ora basta parlare  di   me e delle   mie  gaffe  e  veniamo   all'articolo vero e proprio  


di Matteo Luca Andriola

La controinformazione è la diffusione di informazioni ritenute taciute o riportate parzialmente dagli organi di informazione ufficiali.
Poi però c'è la disinformazione: le notizie riportate sono false, fuorvianti, distorte, alterate e il fine è manipolare l’opinione pubblica su temi scottanti da affrontare con razionalità.
BUFALE SUI MIGRANTI. Quest’arma viene usata da personalità vicine alla destra populista, che diffondendo sui social network ‘bufale’ prese da siti incentrati sull’immigrazione, facilitando l’insofferenza verso queste categorie, siti che cercano notizie valide riscrivendole con un taglio populista, accompagnate da titoli ‘etnicizzati’ e immagini forti (spesso false).
XENOFOBI E DI DESTRA. Ci sono per esempio i noti Informare per Resistere, arrivato ad oltre 100 mila 'mi piace' su Facebook dopo una mutazione in senso complottista, xenofobo e omofobo e Catena Umana di Vincenzo Todaro, ex imprenditore edile di Parma non iscritto all’ordine dei giornalisti, il quale, dopo aver visto fallire la propria impresa per la crisi, ha iniziato ad attaccare rom, immigrati e omosessuali, definendosi però apartitico ma pubblicando nella pagina dei contatti un video del segretario del Msi Giorgio Almirante.
CRONACA TRUCULENTA. E anche Tutti i crimini degli immigrati, ‘padre’ di questi siti, che però non si definisce razzista: un minestrone di truculenti fatti di cronaca che rilancia notizie da altri giornali con protagonisti stranieri, immigrati, rom e sinti (ergo, anche cittadini italiani), aggiungendo titoli diversi da quelli originali.
Abbondano poi i 'qualunquisteggianti' (contro ‘la Casta’) e razzisti come Vox News, Imola Oggi e Il Primato nazionale, espressione di CasaPound, un mix di razzismo, omofobia e complottismo - che riesuma la sintassi dei Protocolli dei Savi di Sion -, riportando titoli e stralci da articoli riferiti a casi di cronaca ed emergenze.

Vox News, il blog spazzatura anti-accoglienza

  • Screenshot della homepage di Vox News.
Vox News (www.voxnews.info), segnalato come “sito-spazzatura”, è un caso interessante ed emblematico: il blog, anonimo, gestisce una pagina Facebook arrivata a 40 mila like, il cui taglio populista, xenofobo e anti-islamico è palese da subito, riportando notizie dai vari quotidiani, rilanciandole con titoli altisonanti.
PROFUGHI NEL MIRINO. A Firenze il Movimento di lotta per la casa occupa con delle famiglie miste uno stabile della Asl in via del Ponte di Mezzo? Lo sgombero avviene subito? Vox News il 26 giugno rilancia: «Firenze, Pd acquista palazzina da 4 milioni per ospitare 20 profughi».
L’occupazione è guidata «dai centri sociali camuffati da ‘movimento per i senzacasa (stranieri)’», ma lo sgombero avviene con solerzia perché «l’Asl e il Comune hanno deciso di dare ospitalità in questa lussuosa palazzina costata 4 milioni di euro a una ventina di clandestini appena sbarcati sulle coste della Sicilia».
«QUESTA È CASA NOSTRA». Su Ventimiglia il sito registra titoli pieni di disprezzo verso gli immigrati: 'Ventimiglia, come i sedicenti profughi hanno ridotto la stazione': «Questa è casa nostra. E stiamo permettendo a un’orda di clandestini di ridurla in una latrina, con la collaborazione di una setta di fanatici dell’accoglienza».
I “fanatici dell’accoglienza” avrebbero «allestito un internet point con computer: perché il computer è un diritto umano per chi fugge da guerre e persecuzioni» (Internet Point per i profughi di Ventimiglia, 19 giugno 2015).
«PER DIFENDERCI SERVONO MURI». E si parte coi luoghi comuni: gli immigrati portano epidemie ('Ventimiglia: epidemia sulla scogliera, africani pieni di macchie rosse', 17 giugno 2015) e ci ‘invadono’, e per difendersi bisogna riesumare i muri: la «civiltà cinese è sopravvissuta grazie alla muraglia. Israele ha azzerato gli attacchi suicidi palestinesi con il muro in Cisgiordania. I muri sono l’unica difesa della civiltà dalla barbarie». ('Boldrini insiste: «Nessuna invasione, solo 60 mila sbarchi in 5 mesi», 20 giugno 2015).
TRAGEDIE STRUMENTALIZZATE. Il sito strumentalizza ogni tragedia: il giovane capotreno di TreNord viene aggredito da delinquenti armati di machete?
Il personale ferroviario indice scioperi per protestare contro le condizioni non agevoli del lavoro e alcuni di loro, esasperati, sostengono di non voler più chiedere i biglietti?
Vox News parla di 'Effetto Machete: immigrati viaggiano gratis su treni' (14 giugno 2015): «Siamo arrivati a questo. I criminali stranieri hanno vinto. Questa è l’Italia di Renzi: gli italiani pagano, gli immigrati hanno tutto gratis».

Imola Oggi, il non-giornale che identifica l'Islam con l'Isis

  • La homepage del quotidiano ImolaOggi.
Imola Oggi si presenta come un quotidiano di centrodestra.
È così? La testata non risulta registrata, e l’ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna conferma che il direttore responsabile, Armando Manocchia, non è né giornalista professionista né pubblicista (come previsto dalla legge), pur presentandosi come «il primo quotidiano telematico imolese dal 1997» (con sezioni di politica interna, estera, europea, cronaca nazionale, regionale, cittadina, economia, cultura, media e rubriche).
«SIAMO DISUBBIDIENTI». Anche nel sito è scritto: «Le pubblicazioni su Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicità».
Compare un link arancione con la dicitura «Siamo disubbidienti. Siamo all’opposizione. Diffondiamo ciò che altri non vogliono si sappia. SOSTIENICI!», per permettere ai lettori di fare donazioni con carta di credito direttamente al direttore (da effettuare con Visa, MasterCard, Carta prepagata PayPal, Discover, American Express e Carta Aura), nonostante i link pubblicitari.
UN PASSATO A DESTRA. Manocchia ha un passato a destra: candidato con “Io amo l'italia - Magdi Cristiano Allam”, è stato capogruppo leghista a Borgo Tossignano (Bo) e si è dimesso nel 2010 dopo una diffida dall’utilizzo del “simbolo della Lega Nord ed altresì, dal parlare e/o agire per conto del Movimento”.
Il taglio è di tipo razzista (alcuni titoli: 'Viminale, perse le tracce di oltre 50 mila immigrati', 14 giugno 2014; 'Alfano: non si possono affondare i barconi perché si inquina il mare', 18 maggio 2015; 'Grazie all’accordo Ue ci becchiamo 60 mila clandestini in più', 14 maggio 2015) e islamofobo, vicino a Oriana Fallaci - o meglio, ad Anders Breivik, lo stragista di Oslo -, identifica l’islam con l’Isis.
MUSULMANI=JIHADISTI. Ogni musulmano è uno jihadista: «Li chiamano fanatici, fondamentalisti, estremisti, integralisti, radicali, talebani, terroristi. Ma nessuno li chiama con il loro nome. Islamici. Musulmani. Islamici, ispirati da una False flag che chiamano ‘religione’ e per di più dicono: di ‘pace, amore e tolleranza’. In nome di questa sedicente ‘religione’, violentano, stuprano, sgozzano, tagliano teste. Uccidono in nome di un ‘dio’. Sgozzano in nome del corano. Tagliano le teste in nome di Maometto». ('Alfano va cacciato insieme a Renzi. Basta immigrazionismo!', 5 maggio 2015).

Festeggiata la svolta filo fascista del Carroccio

  • I relatori del convegno 'Verso una Lega Nazionale'.
L’allineamento alla svolta filo fascista del Carroccio è salutata positivamente: il 20 aprile 2015 viene pubblicizzato un convegno a Roma (il 21 Aprile 2015, il MMDCCLXVIII Natale di Roma) al Salone Margherita in via dei due Macelli, 75 dal tema Verso una “Lega Nazionale”, animato da Ugo Gaudenzi - ex leader dei ‘nazimaoisti’ di Lotta di Popolo e direttore di Rinascita, con Mario Borghezio (Lega Nord), Vittorio Feltri (Il Giornale), Giuseppe Valditara (giurista) e Mario Consoli (direttore della rivista nazista L’Uomo libero), con la conclusione di Matteo Salvini, Aymeric Chauprade, l’ospite d’onore, europarlamentare del Front national vicino al Cremlino (Convegno: Verso una “Lega Nazionale” - Roma, 21 Aprile 2015, 20 aprile 2015).
INTERVISTA AL FILO PUTIN. Inoltre si posta un’intervista al teorico neoeurasiatista Aleksandr Dugin - Intervista al Prof. Alexandr Dugin in esclusiva per Imola Oggi, 25 giugno - vicino a Putin e apostolo dell’Eurasia, un impero da Dublino a Vladivostok, rilasciata ad Alberto Micalizzi.
Chi è costui? Micalizzi, ex ricercatore di finanza aziendale all'università Bocconi (il “Madoff della Bocconi”) ed esperto di sovranità monetaria (autosospesosi nel 2011 e poi sospeso dall’università nel 2013), rinviato a giudizio il maggio del 2015.
L'ACCUSA DI TRUFFA. Il Sole 24 Ore scrive che è stato accusato di associazione per delinquere e truffa per aver promosso «due sodalizi criminosi dediti alla consumazione di un numero indeterminato di delitti di truffa in danno di investitori nazionali ed esteri, sottoscrittori di quote di fondi di investimento, e in danno di istituti di credito e di società finanziarie, attraverso la presentazione di falsa documentazione bancaria (fideiussioni bancarie e/o estratti conti)», truffando per diversi milioni di euro investitori come Ubi Banca e Simgest col primo sodalizio e col secondo, truffando per 100 milioni, anche la Banca Nomura, continua Il Sole, per un totale di quasi 700 milioni di euro.

Il Primato nazionale: retorica fascio-leghista contro l'invasione

  • Un articolo pubblicato sul sito web Il Primato nazionale.
La testata Il Primato nazionale (www.ilprimatonazionale.it) - che riprende quella di una rivista culturale pubblicata nel 1940-1943 e diretta dal ministro fascista Giuseppe Bottai, - pur presentandosi come «quotidiano online indipendente» è vicino a CasaPound.
CADENZA QUOTIDIANA. Dichiara di non essere una testata giornalistica «in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 2001», anche se il sito è aggiornato quotidianamente, supportando Sovranità, nata per aggregare i vari gruppi neo fascisti filo leghisti.
Diretto da Adriano Scianca, giornalista e responsabile culturale di Cpi, collaboratore a giornali come Il Secolo d'Italia, Libero, il Foglio, Cartha Minuta, Letteratura-Tradizione, Orion, Eurasia, Italicum, Occidentale e IntelligoNews.it, Il Primato nazionale - che come Imola Oggi chiede sostegno ai lettori attraverso delle donazioni tramite carta di credito – affronta l’immigrazione con la stessa retorica populista: essa non è un «esodo», ma una «invasione».
('“Invasione” o “esodo”? Sugli immigrati le parole non sono mai neutre', 15 giugno 2015).
«NEMICI DELLA STIRPE». Ergo, chi cerca di capire gli immigrati è nemico della “stirpe”!
Il Primato nazionale ha intervistato Franco Freda, editore neo nazista condannato per degli attentati sui treni nel 1969 nell'ambito della ‘strategia della tensione’ e per aver animato negli Anni 90 un sodalizio-movimento razzista, il Fronte nazionale e imputato per la strage di Piazza Fontana, che sostiene di provare «orrore nel vedere questa terra […], invasa e deturpata da sciami di estranei» ('Silenzio, parla Freda. E dice la sua su immigrazione, Europa e gender', 28 giugno 2015).
«COLONIALISMO RIVALUTATO». Molti immigrati vengono dall’Africa: perché non rivalutare il colonialismo che li avrebbe civilizzati («prima in Africa si stava divinamente»)?
Quindi, basta battersi il petto per lo schiavismo («la tratta degli schiavi cominciava sempre con la vendita ai mercanti arabi dei giovanotti in eccesso della tribù») pensando che “i negri” «siano tutti ‘profughi’, […] se sei un uomo in salute […] che scappa da un teatro di guerra non sei un profugo: sei un disertore, e come tale uno scarto di umanità»; se invece «provieni da zone relativamente pacifiche, sei semplicemente un clandestino, o come si dice adesso un ‘migrante economico’ e devi essere schedato e poi espulso».
('Basta sensi di colpa: l’Africa l’abbiamo aiutata fin troppo', 27 giugno 2015).

Il Piano Kalergi e i Protocolli 2.0: estrema destra cospirazionista

  • Manifesto per la presentazione del libro La verità sul Piano Kalergi. Europa, inganno, immigrazione.
Ogni evento storico è addebitato «a menti diaboliche organizzate (sette segrete massoniche, circoli finanziari, gruppi di rabbini in odore di miracoli e specialisti della Quabbalà e di altri testi esoterici ecc.) le quali agiscono nell’ombra», scrive Francesco Germinario in 'Estranei alla democrazia' (2001).
CONTRO GLI EBREI. Se ieri usava i Protocolli dei Savi di Sion contro gli ebrei, oggi il neo-cospirazionista usa il ‘piano Kalergi’, a cui sono stati dedicati due saggi - uno del 2005 di Gerd Honsik, condannato per razzismo e negazionismo in Austria nel 2010, l’altro, 'La verità sul Piano Kalergi. Europa, inganno, immigrazione (2015)', scritto dal giornalista Matteo Simonetti (che non collabora a testate skin, ma ad Area, al Secolo d’Italia, L'Indipendente, Liberal, Percorsi di cultura politica, La Destra e Il Borghese) edito dalle Edizioni Radiospada, casa editrice catto-integralista.
«GENOCIDIO PROGRAMMATO». Il ‘piano’, ideato dal conte Coudenhove-Kalergi, fondatore dell’Unione Paneuropea e dell’Unione Parlamentare Europea, nata per unire economicamente e politicamente l’Europa e autore di Paneuropa (1922), consiste nel ‘progetto’ attuato dalle élite mondialiste per «il genocidio programmato dei popoli europei» tramite l’immigrazione programmata e il melting-pot («L’uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità») per animare una classe umana “inferiore”, facilmente governabile e senza carattere subordinata alle nuove élite, dove dominano gli ebrei: «[…] il giudaismo è il seno dal quale sorge una nuova aristocrazia intellettuale europea, il nucleo attorno al quale si raggruppa l’aristocrazia dell’intelligenza […]».
SPOPOLA SUI SITI RAZZISTI. Tesi perfette per i siti citati: secondo Vox News «il piano Kalergi è gia visibile nella composizione etnica della capitale degli eurofanatici. La popolazione di religione islamica è al 30% del totale: più di 300 mila persone. […] L’integrazione è un disastro!»; per Imola Oggi «L’immigrazionismo è un crimine contro l’umanità […] una sostituzione etnica dei popoli europei, un meticciamento con allogeni africani. L’immigrazionismo che Noi combattiamo non è che una parte del diabolico Paneuropeismo di Kalergi che sta portando alla Terzomondializzazione l’Ialia [sic] e l’Europa».
Frasi, con quelle di Freda a Il Primato nazionale, che quadrano il cerchio sul razzismo che gira sui social network, dove le bufale da bar si sommano al complottismo e al neonazismo ideologico.

Tensioni cavalcate: eppure i crimini degli stranieri diminuiscono

  • Il logo dell'Unar, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali.
Queste “testate online” sono senz’altro legate all’aumento della tensione ai danni degli immigrati cavalcata dai populismi.
Nel 2013 l’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) segnalava 1.142 casi di discriminazione nel Paese, col 34,2% delle segnalazioni proveniente dai mass media, rispetto al 19,6% del 2012.
PIÙ ITALIANI DENUNCIATI. Interessanti anche i dati sull’ordine pubblico: le denunce contro italiani sono passate da 467.345 nel 2004 a 642.992 nel 2012 (+37,6%), mentre quelle contro gli stranieri sono passate da 224.515 a 290.902 (+29,6%) nello stesso periodo.
Questo, anche se nello stesso periodo (2004-2012) i residenti italiani sono diminuiti, mentre gli stranieri, pur quasi raddoppiati (da 2.210.478 a 4.387.721), hanno visto diminuire la loro incidenza sul totale delle denunce.
È quindi falso il fatto che i reati vengono commessi per la maggior parte da stranieri.
PSICOSI FOMENTATA. Ma non è quello che viene presentato - oltre che dai siti aizzatori di odio ideologico - dai titoli dei giornali, che invece fomentano la psicosi del pericolo e alimentano risposte di chiusura.
E visto che molti usano il web per informarsi, i siti analizzati - sprovvisti di alcuna deontologia - non facilitano né l’integrazione né la tolleranza.

30/01/16

Casalecchio di Reno (BO ) No alla croce in cimitero. Offende gli islamici”. E’ bufera politica

Ecco un altro buonista d'accatto , di << questi burattini vogliono pubblicita' ormai e' quella la fissazione ! l >> ) da un commento  alla news in questione nella mia bacheca di fb . Logico che tale evento suscitasse le classiche reazioni identitarie estreme ( o identità chiuse come preferisco chiamarle io ) al limite della xenofobia e del razzismo del tipo : non ci si può aspettare altro se non la svendita delle nostre più profonde radici culturali . oppure 
(..) Come se a chi professa religioni diverse dal Cristianesimo possa dare fastidio una croce. Come se le altre nazioni si preoccupassero di togliere i loro simboli per non far sentire in imbarazzo i cristiani. L’Italia invece lo fa, dimenticandosi i valori e le tradizioni che l’hanno caratterizzata per secoli. Lo ha fatto in molte scuole (togliendo i crocifissi) e ora lo fa anche in quel luogo in cui i defunti riposano nel sonno eterno. Il tutto in nome di una laicità che si ostenta anche quando i cittadini pretendono il rispetto della loro religione. Non bastavano le statue oscurate insomma, ora si insiste anche in un cimitero privandolo del più potente simbolo di speranza espresso dalla civiltà dell’Occidente. Di certo sarà difficile chiamarlo camposanto. >>         da http://www.ilgiornaleditalia.org/news/politica/873884/Nemmeno-una-croce-su-cui-piangere.html
oltre la  consueta  disinformazione di siti di destra o centro destra che danno la colpa solo al sindaco perchè del Pd . L'unico articolo, che riporto sotto  ,  al momento abbastanza  
da http://www.news24italia.com/
obiettivo  anche   se  di un giornalismo approssimativo   (  di solito quelli  del quotidiano  sono molto precisi ) è ,  quello  di repubblica    edizione  Bologna  ma non trovo dettagli utili. del  tipo Chi ha deciso? quando? cosa ha deciso, esattamente? Hanno letto una qualche delibera (quale?) oppure stanno solo riportando quel che dice un tizio di ForzaItalia?



Niente croce all'entrata del cimitero, è polemica in provincia di Bologna  A Casalecchio il consiglio comunale a maggioranza Pd sceglie di non utilizzare il simbolo cristiano. E il centrodestra insorge



                                               Un cimitero   (foto d'archivio)





BOLOGNA - Niente croce all'ingresso del cimitero, e scoppia la polemica. Scontro a Casalecchio di Reno, città di 36 mila abitanti alle porte di Bologna, dopo la decisione del Consiglio comunale di non collocare il simbolo religioso all'entrata del cimitero cittadino. A partire all'attacco è in particolare il centrodestra, che attacca il sindaco Pd Massimo Bosso.
"Fa rabbia e tristezza la decisione del sindaco di vietare la croce - attacca in una nota Fabrizio Nofori, portavoce provinciale di Fratelli d'Italia-An -: da quando la croce è un'offesa per le altre religioni?". Ad ogni modo, prosegue, "si sa, per il Pd che copre le statue dei musei capitolini, senza che fosse nemmeno richiesto, per non offendere il presidente iraniano Rohani, non ci si può aspettare altro se non la svendita delle nostre più profonde radici culturali".
"Mi sembra eccessiva la polemica scaturita da quella che è un'espressione in piena libertà e autonomia del Consiglio
comunale. Tutti i consiglieri hanno votato secondo coscienza - la replica del sindaco Massimo Bosso - io mi sono astenuto dalla votazione, lasciando che ogni consigliere esprimesse la sua posizione e il suo voto e accettando la decisione che ne è conseguita. In Consiglio comunale ha pertanto prevalso una linea di pensiero più legata alla laicità che ritiene il Cimitero comunale un luogo pubblico, di tutti, a prescindere dalla confessione religiosa".
Quindi prendo per buono , l'articolo di repubblica , in quanto cercando sul motore di ricerrca del comune di Casalecchio non ho trovato niente , sicuramente ho cercato male io , o non le avranno emsse o le'avranno tolta . delle delibere e determinazioni del comune indicato non ho trovato nulla.delle delibere e determinazioni del comune indicato . L'uniche cose che posso dire sono 1) La Vera Laicità non è fare cosi questa è laicizzazione , se proprio voleva fare una politica d'integrazione delle diverse credenze e religioni avrebbe dovuto aprire un area del cimitero dedicata ai mussulmani . Sarebbe stata una scelta più saggia ed equilibrata 2) concordo quanto dice il commento a tale post sulla mia bacheca 

Vedo che iniziamo a focalizzare il fulcro del problema che non è certo la croce ma l'uso strumentale di essa; si è capito che a Rohani non fregava niente considerato che in Vaticano non hanno celato alcuna opera e che in quel luogo "infedele" c'è entrato; si è capito che i Presepi non sono il problema dei Fratelli Musulmani. Il problema è la scaltrezza di certi Amministratori che non se ne pongono nell'agitare il drappo rosso davanti al toro. Vi dò una dritta: i tori non temono il rosso (i recettori riconoscono solo due colori); i tori si spaventano dei movimenti che non comprendono e, vada detto: sono allevati specificamente per quello. Domanda: siete tori o toreri ? Un caro saluto ❤

3)  confermo  quanto ho detto nel post  precedente  sulla visita  del capo di stato Iraniano in  Italia  e  che  certe espressioni ed  gesti  di esagerato buonismo (  buonismo d'accatto ) o  politicamente corretto ,   a tutti  i costi , da qualunque parte politica \  culturale  provengano ,   sono una  


  e  mi  chiedo  ,anche se  poi la  risposta  , come sempre vola  nel vento  (  citazione  musicale \ letteraria  )    qualcosa del genere    a questo commento  lasciato  sula bacheca  di un mio contatto che  ha  condiviso il mio post  


Stefania Eusebi Paranoia pura!...basta!.Piuttosto mi chiedo : siamo tanto ignoranti noi che offendiamo con la nostra cultura o sono tanto suscettibili "gli altri" che vogliono integrarsi senza il rispetto reciproco delle diverse culture?!?


 con questo è tutto  alla   prossima 

20/01/14

“IENE” TENDENZA SCIACALLI - GLI SCIENZIATI CONTRO LA TRASMISSIONE DI ITALIA1: “LE IENE” HANNO GRAVI COLPE NELL’AVERE CONCORSO A COSTRUIRE, INSIEME A VANNONI, L’INGANNO STAMINA”




da  dagospia del 19\1\2014 



“Trasfigurati i fatti provati che condannavano il metodo. Interpretando al peggio la filosofia situazionista, che mescola finzione e realtà, sono state asserite circostanze insussistenti per manipolare le sofferenze di malati e parenti. In un paese civile, Parenti e chi per lui, sarebbero anch'essi chiamati a rispondere davanti a un giudice”…

Elena Cattaneo, Gilberto Corbellini e Michele De Luca per "la Stampa"

La libertà di stampa è un valore non negoziabile. Proprio per questo, cioè per proteggerla, chi ne abusa causando danni a persone, in un Paese che costituzionalmente rifiuta ogni ipotesi di autorizzazione o censura, di regola andrebbe responsabilizzato dalla legge. Anche l'indicatore della libertà di stampa ci vede in fondo alla graduatoria internazionale dei paesi civili. 
Un esempio eclatante di irresponsabilità nella pratica della libertà d'informazione, da cui sono venuti danni irreparabili a persone e alla sanità pubblica, è l'uso che della vicenda Stamina ha fatto nei mesi scorsi il


programma televisivo «Le Iene». Interpretando al peggio la filosofia situazionista, che mescola finzione e realtà, sono state asserite circostanze insussistenti per manipolare e spettacolarizzare le sofferenze di malati e parenti.Viceversa, i fatti provati che condannavano Stamina sono stati trasfigurati. Sono stati letteralmente ribaltati e proposti come una «dimostrazione» della «falsa propaganda del potere costituito» o di non meglio precisati «interessi di potenti multinazionali». In quanto tali, gli eroici giornalisti di «Le Iene» li contrastavano. E per farlo hanno condito il tutto con «impressioni» o «sensazioni» mosse dalle più viscerali e irrazionali emozioni. Si dovevano usare per far questo bambini malati? Si usavano. Tra le testimonianze pubblicate in questi giorni, che danno conto dell'incredibile calvario offerto da Stamina a famiglie disperate in cambio di numerose decine di migliaia di euro, non è insolito leggere espressioni come «Avevamo visto questo programma "Le Iene"...».
Sulla vicenda Stamina il Senato ha ora dato avvio ad un'indagine conoscitiva, per comprendere anche il ruolo di alcuni mezzi di informazione nella sua origine ed evoluzione. Nel frattempo, ora che sta franando il palcoscenico su cui si è recitata la tragicommedia dell'«inganno Stamina», giocata intorno all'illusione di uno pseudo-trattamento dai poteri taumaturgici, il direttore del programma «Le Iene» (Davide Parenti), cerca di smarcarsi e ripete un ritornello già ascoltato: «Abbiamo solo raccontato».
Aggiungendo che la trasmissione ha «reso testimonianza», che «basta guardare le cartelle cliniche» (quali?), «abbiamo avuto curiosità per un tipo di cure, ripeto compassionevoli, che mandavano segnali», etc. E, per eludere ogni responsabilità professionale, butta lì che loro sono «un varietà, ma un varietà anomalo».
A nostro avviso, «Le Iene» hanno gravi colpe nell'avere concorso a costruire, insieme a Vannoni, l'«inganno Stamina». Con una responsabilità morale forse equivalente a quella dello «stregone di Moncalieri» e con un impatto comunicativo sicuramente superiore a quello che «uno o più stregoni» avrebbero mai potuto avere.
Ma facciamo un passo indietro, un po' di storia per capire meglio e non lasciare dubbi, a nessuno. Già in passato, Parenti e la sua trasmissione avevano «giocato» ad alimentare false speranze presentando fenomenali «cure» a base di staminali proposte in paesi non proprio al centro della scienza e della medicina come: Thailandia o Cina. Coerentemente, nella vicenda Stamina, «Le Iene» non hanno esitato a schierarsi con Vannoni, facendo da cassa armonica alle menzogne e alle falsità. È stato dopo un loro servizio che Adriano Celentano ha scritto la lettera pubblicata dal Corriere della Sera in cui si chiedeva al ministro Balduzzi di consentire ad una bambina di continuare a ricevere il «trattamento Stamina». Da quel momento è stata un'escalation. 
«Le Iene» hanno cominciato a montare e trasmettere riprese di bambini gravemente malati, facendo percepire al pubblico che il trattamento Stamina producesse effettivi e «visibili» miglioramenti. A questa tesi, perseguita con instancabile accanimento, hanno a più riprese mortificato e umiliato, oltre che la verità e il legittimo bisogno di chiarezza delle famiglie, anche la reputazione di non poche brave persone, esperti e scienziati «macchiatisi del peccato» di denunciare subito, senza mezzi termini, l'odore di bruciato.
«Le Iene» hanno teso una trappola al professor Paolo Bianco, esperto italiano tra i più qualificati al mondo su staminali mesenchimali, provocandolo e montando un servizio per metterlo in cattiva luce. Con sapienti «taglia e cuci» hanno prodotto immagini distorte del serio lavoro svolto dai professionisti della Commissione incaricata dal ministro facendo ricorso a piene mani alla loro (solita) scenografica e stucchevole pseudo-ironia riservata (solitamente) ai peggiori e loschi figuri intervistati in loro passate trasmissioni. 
E ancora, hanno ingannato lo staff di Telethon, mostrando Vannoni, «che per caso passava di lì», dialogare con un addetto Telethon (non un incaricato competente di aspetti medici e scientifici), allo scopo di suffragare l'idea che Vannoni fosse «interlocutore abituale e accreditato» degli scienziati del campo e «frequentatore attendibile» dello storico e internazionalmente riconosciuto ente no-profit di ricerca. Eccetera.
L'elenco delle «furbate» sarebbe lungo come tutti i servizi mandati in onda. Tutto sempre allo scopo di «raccontare» quel che loro stessi andavano sceneggiando, con l'intento da un lato di spettacolarizzare le sofferenze dei malati, e dall'altro di alimentare un'idea falsata della controversia, dove Vannoni doveva apparire il benefattore contro cui si erano scatenati i poteri forti e cattivi, incarnati dagli scienziati, ovviamente sempre al soldo delle case farmaceutiche (sia chiaro, le stesse che producono i farmaci che spesso salvano la vita a noi e ai nostri figli). 
Di una serie di altri aspetti invece «Le Iene» si sono completamente disinteressate: 
1) dell'indagare e raccontare che fosse Vannoni a intrattenere accordi commerciali con un'impresa farmaceutica multinazionale (Medestea - che le cronache dicono sia stata censurata dall'antitrust decine di volte per pubblicità ingannevole - tanto per restare in tema di corretta informazione); 
2) del perché il proprietario di quella stessa multinazionale comparisse «improvvisamente» dietro le telecamere di «Le Iene» durante l'aggressione a Bianco (giusto quei secondi per permettergli di esprimere squallidi epiteti sottotitolati dal programma senza dire chi realmente fosse e quali fossero i suoi interessi ad esprimersi così); 
3) del dettagliare l'insussistenza del «metodo» come riportato nelle valutazioni dell'ufficio brevetti americano (diventate pubbliche solo perché Vannoni & Co. non riuscirono nell'intento di «nasconderle»); 
4) dello spiegare cosa significhi uno pseudo-metodo plagiato e falsato da artefatti sperimentali russi (come riportato da Nature); 
5) che il trattamento Stamina non avesse nemmeno i requisiti di legge per essere «compassionevole» (termine usato spesso e a sproposito nei loro servizi); 
6) che non vi fosse mai stata un'autorizzazione formale dell'Agenzia Italiana del Farmaco ad effettuare il trattamento presso gli Spedali Civili di Brescia (fatto mai smentito da Brescia), e che anzi, nel 2012, l'Agenzia avesse riscontrato illegalità su ogni fronte; 
7) del raccogliere e raccontare i motivi che hanno spinto gli specialisti scienziati e clinici del mondo, oltre a premi Nobel, ad evidenziare che «non c'è nessun metodo» e nessuna «cartella clinica» in cui fosse scritto che i pazienti erano migliorati; 
8) che in agosto Vannoni stesso avesse detto che la sperimentazione clinica del suo «metodo» era inutile e che per la variabilità della Sma - fino a quel momento malattia bandiera di Stamina e di «Le Iene» - tale malattia era da escludere dalla sperimentazione governativa in quanto sarebbe stato impossibile osservare benefici. 
Senza trascurare che dal sito del programma, che riporta il logo di Stamina, si dava accesso facilmente a informazioni utili a chi intendesse «rivolgersi a qualche giudice» (non a qualche medico!) per ottenere la prescrizione del trattamento Stamina. Ora, il contratto di convivenza sociale prevede che i danni fatti si paghino.
In un paese civile, Parenti e chi per lui, sarebbero anch'essi chiamati a rispondere davanti a un giudice e, probabilmente, nessuna testata che si riconosca nei più elementari principi della deontologia giornalistica darebbe più una riga da scrivere, un secondo di trasmissione, a chi si è comportato come abbiamo visto fare.
Perché alla base della deontologia vi è il dovere di ricercare l'oggettività nella ricostruzione dei fatti. Se poi si sale a livello europeo, le raccomandazioni etiche dicono che i giornalisti devono chiaramente e manifestamente «tenere distinti i fatti dalle opinioni». Nel caso Stamina i fatti venivano costruiti, nutriti dalla materia di opinioni insensate o manipolatorie. Questo evidenzia, a nostro parere, una chiara responsabilità diretta di chi ha agito così.
Fino a quando in Italia si potrà continuare a giocare sul fatto che in un «varietà anomalo» si possa fare anche pseudo-informazione senza avvisare lo spettatore che si tratta di puro spettacolo? Questa è diventata l'immagine dell'Italia all'estero: quella di un Paese dove negli ultimi decenni - a livello della comunicazione non solo mediatica, ma anche politica - è sempre più difficile distinguere tra le spettacolarizzazioni mistificatorie e la realtà. 
Noi pensiamo che l'Italia vera non sia questa. Vorremmo che anche le competenze e il senso di responsabilità che nel nostro Paese non mancano, venissero sempre mostrate e valorizzate. Ovviamente affidandole a quei mezzi di comunicazione capaci di cogliere, consapevolmente e ogni giorno, il significato civile e la responsabilità sociale del loro ruolo.

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