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07/01/16

La scimmia si fa un selfie, guerra legale per i diritti d'autore sulla foto

 L'unico commento  che mi  viene  da  fare    leggendo  la  vicenda  sotto riportata  è    lostesso che  ho fatto  sul gruppo dell'associazione  di cui faccio parte  :



attenzione se le scimmie ( fra cui il sottoscritto Emoticon smile ) vi rubano la macchina e poi ci fanno un selfie poi qualcuno scrive su wikipedia dell'accaduto , poi è un caos per i diritti

 da l'unione  sarda  7\1\2016  12:42



la foto del macato pubblicata su wikipedia
La foto del macato pubblicata su Wikipedia
I macachi non possono rivendicare i diritti d'autore su una fotografia. La notizia arriva dagli Stati Uniti, dove un giudice ha dato ragione al fotografo David Slater in seguito a un contenzioso legale con Wikipedia.Cinque anni fa il sito della più grande enciclopedia online ha pubblicato una curiosa immagine di un macaco che prese la macchina fotografica di Slater e fece alcuni selfie. Una di quello foto è stata pubblicata online e attribuita al macaco.Il fotografo ha rivendicato i diritti, ma un'associazione animalista si è opposta citando in giudizio il fotografo. Il giudice ha però respinto l'istanza sostenendo le leggi sul copyright non vanno riconosciute agli animali.La battaglia legale continua, ma Wikipedia non ha rimosso la foto. E' cambiata la didascalia: "Autoscatto di una femmina di cinopiteco (Macaca nigra) effettuato nel Sulawesi Settentrionale, in Indonesia. Il cinopiteco ha rubato la macchina fotografica dal fotografo David Slater e si è fotografato con essa".

04/09/12

IL CASO Testamento digitale, se il padre non può lasciare la musica scaricata in eredità ai figli


  repubblica online 



L'attore Bruce Willis avrebbe voluto lasciare in eredità alle figlie la sua copiosa collezione di canzoni di iTunes, ma Apple non cede: le licenze d'uso non lo prevedono. Il testamento digitale si scontra con le licenze d'uso

NON è come il caro vecchio disco di vinile che veniva tramandato di padre in figlio. Quando si parla di parla di canzoni scaricate da iTunes tutto si complica. Anche se sembrerebbe facile lasciare agli eredi le amate melodie sul Pc, tutto cambia. Questa volta il divo americano Bruce Willis, secondo alcuni quotidiani inglesi, protagonista di Die Hard ed ex marito di Demi Moore, non è impegnato in un nuovo film d'azione, ma di una battaglia digitale. Secondo quanto riportano il Daily Mail e The Guardian, avrebbe voluto lasciare in eredità alle figlie la sua vasta collezione di canzoni di iTunes, ma Apple non vuole. Le licenze d'uso non prevedono il passaggio di testimone. Chi compra un Dvd oggi sa che può tenerlo per sempre, ma anche lasciarlo a amici o parenti. Mentre chi scarica un brano musicale o un video dal jukebox di Apple, sfrutta un licenza d'uso personale, ma niente di più. Insomma se il pezzo non è stato acquistato, non è di proprietà e dunque non può essere lasciato in eredità.
Ma Willis non si sarebbe arrende. Anche se siamo abituati a vederlo combattere per salvare il mondo o fuggire da criminali o terroristi, ora avrebbe deciso di avviare una battaglia digitale sulla questione. Secondo i giornali inglesi, Bruce Willis  è pronto a portare Apple in tribunale per rispondere a questi interrogativi.
"Molta gente sarà molto stupita nello scoprire che tutti quei pezzi, quei film o libri che hanno comprato negli anni, non sono di loro proprietà 
- ha detto l'avvocato dell'attore Chris Walton, intervistato dal giornaleDaily Mail - . E' chiaro che si vorrebbe trasmettere tutto questo patrimonio alle persone che si amano. La legge deve recuperare il ritardo in questa materia e Apple dovrebbe aggiornare le sue regole e trovare le migliori soluzioni per i suoi clienti" Anche se la moglie di Willis ha scritto in un Tweet che quanto riportato dal Daily Mail non è vero, definando la storia una "falsa notizia", la querelle su che fine faranno le collezioni musicali dopo la morte di un utente, rimane una questione aperta. Anche Forbes ricorda che il tema del "testamento digitale", nell'era di e-book, musica, film e beni digitali, non è affatto banale. Le persone acquistano beni digitali, anche per figli e familiari. Ma la verità è che oggi il contratto fra l'utente e il servizio di Apple termina quando la persona muore. A quel punto, se Apple sospetta che una persona sia deceduta, può congelare il suo accaount e impedire che le canzoni vengano ascoltate.
Il rapporto si basa infatti su un account personale che non può essere trasferito a nessun altro. C'è dunque una differenza non trascurabile fra supporto fisico e digitale: uno si tramanda di generazioe in generazione, l'altro no. Infatti l'Electronic frontier foundation (Eff) spiega che Cd e Dvd possono essere prestati, venduti o regalati senza il permesso del detentore del copyright: "Lo hai comprato, lo possiedi" e ne fai quel che vuoi. I download di musica digitale invece non funzionano così.
La sezione B dell'accordo sui termini di servizio di iTunes è chiara: tutti i paletti sono esplicitati da Apple. Cosa succede invece nel caso di altre società che forniscono servizi simili come Amazon e Google? Infatti problemi analoghi si pongono anche, ad esempio, per i numerosi libri che si scaricano con Amazon. La pratica delle restrizioni è standard, perché Apple ha fatto scuola. Ai tempi del Digital rights management (DRM) la pratica delle restrizioni era nota a tutti. Da quando Steve Jobs aprì ai file DRM-free, le altre restrizioni sono rimaste, anche se in modo implicito. Forzare i termini di licenza, non è possibile: è un furto, secondo The Guardian. Apple e i music store sono solo intermediari fra l'artista e l'utente, e i termini di licenza rimangono totem intoccabili.
(04 settembre 2012)

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