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06/10/13

Il giornalista Francesco Gangemi in carcere per diffamazione Il sindacato: "Allucinante, ha 79 anni " e Sallusti libero ? la legge non è uguale per tutti

due  pesi  e due  misure    sallusti  aveva  le spalle  coperte   dal  padrone    e  dai  suoi  lacchè tanto da  volerli fare  un lodo  ad  personam ed una  grande  campagna  stampa  . Poi  conclusa  in un nulla di fatto e la legge  astrusa   che  è  rimasta  in vigore  . Infatti  è news  d'oggi 



IL  giornalista Francesco Gangemi, di 79 anni, è stato arrestato a Reggio Calabria dalla polizia in esecuzione di un provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura generale della Repubblica di Catania.


In carcere a 79 anni con una condanna per diffamazione a mezzo stampa. E' quanto accaduto a Francesco Gangemi, classe 1934, giornalista pubblicista dal 1983, direttore del periodico mensile Il Dibattito che esce Reggio Calabria. Gli agenti della squadra mobile della città calabrese hanno notificato al giornalista un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale della Repubblica di Catania a firma del sostituto procuratore generale Elvira Tafuri. Alla base del provvedimento c'è l'ultima sentenza, passata in giudicato che lo riguarda, del 21 novembre 2012 emessa dal tribunale della città etnea. In tutto, però, sono otto le sentenze emesse, dal 2007 al 2012, a carico del direttore del mensile nei tribunali di Reggio Calabria, Cosenza e Catania, in gran parte per il reato di diffamazione. In un solo caso, inoltre, Gangemi, è stato condannato per falsa testimonianza: la vicenda è relativa all'attività politica svolta dal giornalista che ha anche ricoperto la carica di sindaco di Reggio Calabria, per poche settimane, agli inizi degli anni '90 in un periodo molto travagliato per la città calabrese dello Stretto. Gangemi, dopo l'arresto, è stato condotto prima in Questura e, successivamente, nella casa circondariale San Pietro di Reggio Calabria. Nel provvedimento di arresto della magistratura etnea è scritto anche che il "condannato" Gangemi "ha omesso di presentare l'istanza per la concessione delle misure alternative alla detenzione nei termini prescritti". A dare notizia dell'arresto di Gangemi è stato il figlio, giornalista anche lui e direttore di un sito d'informazione on line che, dopo avere definito "grottesco" il provvedimento, ha ha fatto riferimento alle patologie di cui soffre il genitore che, ha aggiunto, si è visto assegnare una "invalidità al 100%". Il provvedimento di carcerazione ha provocato l'immediata reazione della Federazione della stampa. "E' allucinante - hanno commentato il segretario generale, Franco Siddi, e il vicesegretario nazionale e segretario del Sindacato giornalisti Calabria, Carlo Parisi - che a 79 anni, un giornalista, condannato per diffamazione e per non avere rivelato le fonti fiduciarie di notizie, venga arrestato e portato in carcere. Quanto accaduto al giornalista pubblicista Francesco Gangemi appare una mostruosità difficilmente concepibile per qualsiasi ordinamento democratico che si fondi sulla libertà di espressione, di stampa e sul pluralismo delle idee". Siddi e Parisi, nella dichiarazione, hanno fatto appello al Parlamento "perché voglia, con urgenza riformare la legge sulla diffamazione" e si sono rivolti anche alle cariche istituzionali dello Stato per chiedere "una considerazione appropriata e umana del caso che faccia uscire al più presto il giornalista Gangemi dalle patrie galere". A favore dell'appello si è schierata anche l'Unione cronisti.



28/09/12

da protagonisti della macchina di m... \ fango a vittime - il caso Sallusti & Farina alias Betulla

Ma è possibile che x far mondificare una legge iniqua e liberticida  come  quella  sulla diffamazione per cui  se  si  viene condannati per  diffamazione  si finisce  in carcere  bisogna essere un pezzo grosso  \  qualcuno d'importante e magari  protagonista della macchina di fango come nel caso di Alessandro Sallusti o iscritto ai servizi segreti come Renato Farina alias betulla  se  fossero stati invece  dei  pesci piccolin   non sarebbe intervenuto nessuno  

Ora molti\e  di voi  mi diranno  : <<  ma  non eri  per  la libertà  d'informazione ,  di stampa  , di parola  >> ?  ,  ti pare  giusto che  per  una diffamazione si finisca  in carcere  ?  
Per  il primo punto  Certo   che lo sono ancora   e sempre lo sarò,ma   esse  non vanno con fuse  o messe sullo stesso  piano  della libertà  :  d'offendere ,   d'insultare , di mal informare     (  come potete  vedere  dall'articolo  che  ha  dato origine  alla causa  giudiziaria  ) perchè  un conto è  sbagliare  \  riportare  una  notizia errata   come succedette  a tutti  i  giornali  per  poi smentirla e\o correggerla  (   è capitato anche  al sottoscritto   sia  quando era  ancora  su  cdv.splinder.com  sia  con l'attuale  blog  )  un altro  è insistere  è per giunta insultare  . 
Per  il secondo punto  . No  non è bello   ne  democratico  finire  in carcere   per  diffamazione  . Quello che  qui  ( e sulla mia pagina  e  sulle  mie bacheche  di facebook I II ) voglio dire  è  il fatto  che  per  poter  cambiare  \ modificare  un  articolo  astruso   in vigore  dai tempi  dei  primi governi monocolore  Dc  ( 1948-1953  )   sia  necessario   sia  colpiti  delle  persone famose  ed importanti  
                       Per   approfondire  




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