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19/03/14

Parigi, profanato il Sacre Coeur Gli anarchici (? ) imbrattano la basilica

Al di là dell'essere anarchici (  o di altra   forma  di pensiero )   o meno , credenti o non credenti ... é proprio la bestiale stupidità di questi atti, compiuti da pochi reietti, che allontana le persone da qualsiasi confronto     con le idee di questi fanatici miserabili. La vernice ce l'hanno nel cervello. Indelebile. Lo so che   tale articolo  è un concentrato di  luoghi comuni  ed  ostile agli anarchici  , in quanto i veri anarchici  , esperienza  personale  , odiano si  le  chiese   , ma  non  scenderebbero mai   a  livelli del genere  .
Lo riporto sia  perchè non  ne  ho trovati altri   su tale  news ,  e poi ho  subito un intervento ad  un dente   e  sono a dolori    non riesco a trovare la forza   di stare  molto a  pc  e  cercarne altri magari   meno carichi d'odio e di rancore  ,  forse più obbiettivi e  senza  preconcetti   \ pregiudizi  sugli anarchici  .

Indignazione per l'atto vandalico contro uno dei simboli della capitale francese, visitato ogni anno da 10 milioni di turisti.
Choc e indignazione in Francia per la profanazione della Basilica del Sacro Cuore, uno dei momumenti simbolo di Parigi. L'ingresso della celebre basilica di Montmartre, con vista mozzafiato sulla capitale, è
stato imbrattato da anonimi vandali con scritte rosso fuoco. Si tratta di slogan tipici dell'ambiente anarchico: 'Né Dio né Stato", "Fuoco alle cappelle", "Fuck tourism". Un atto vandalico che ha suscitato sdegno e indignazione tra i cittadini e i politici. "E' inaccettabile" ha dichiarato il sindaco uscente della capitale, il socialista Bertrand Delanoe. Il Sacre Coer è uno dei monumenti più famosi di Parigi, con circa 10 milioni di visitatori all'anno.

23/01/14

Cagliari uffici comunali Disabile chiede aiuto a un impiegato La risposta: non ho tempo, vada a fare la fila nell'altro sportello

A  chi mi dira  , ma  come racconti   solo storie   sarde  ?   rispondo    che non solo è  in male   fede  ed  lettore distratto e  che     invece  di lamentarvi mandatemene  via   email   ( dove poete    anche richiedere   l'invito a scriverle o raccontarle  voi ) l'email  l'ho messa  apposta   cazzarola  . E poi inoltre la storia   di  maleducazione che   potrebbe  essere  avvenuta  in qualunque regione   \  zona d'italia , sempre  un atto  d'inciviltà \  mancanza  di rispetto   , a maggior  ragione fatto   verso un disabile  , si tratta .

unione sarda del 23\1\2014

La storia negli uffici comunali di via Sonnino a Cagliari.Luigi Fadda, 35 anni, è affetto da disabilità dalla nascita. E' andato negli uffici comunali per richiedere il pass per la ztl. L'impiegato gli ha detto che avrebbe dovuto compilare un modulo. Un'impresa non facile per via dell'handicap con cui il giovane fa i conti. "Non ho tempo - è stata la risposta - vada a fare la fila nell'altro sportello". Luigi è tornato a casa e si è ripresentato il giorno dopo col modulo compilato dalla madre. Ha deciso però di denunciare l'insensibilità dell'impiegato 


«Io non ho tempo, vada a far la fila in quello sportello». Modi sbrigativi e cuore duro, un rifiuto che trasforma la disabilità in una montagna da scalare. Quei pochi dati da indicare su un modulo sbattono sull'insensibilità di un impiegato e Luigi Fadda, 35 anni, limitato nei movimenti dalla nascita, deve rinunciare. Da solo non è in grado di scrivere bene, non può ritirare il pass per la ztl. Solo l'aiuto della madre, ma ventiquattr'ore dopo, con un'altra attesa in coda, risolve il problema. «Due giorni fa sono andato agli uffici comunali di via Sonnino per chiedere quel documento». Sesto piano, il numero all'ingresso, l'attesa del turno. «L'impiegato mi ha detto che dovevo compilare un modulo». Parla a fatica ma si fa capire: «Gli ho chiesto se poteva aiutarmi, perché ho difficoltà con la penna. Ha risposto che non aveva tempo». Prende fiato qualche istante. «Quel rifiuto mi ha fatto sentire più disabile di quello che sono».

gli uffici di via  sonnino 

Il giorno dopo Luigi si ripresenta col modulo compilato dalla madre. La trafila per il pass fila liscia, ne resta un'altra più complicata: «Mi piacerebbe che la gente fosse più gentile ma senza il pietismo. Basterebbe un pizzico di sensibilità in più». È combattivo, non ha intenzione di arrendersi davanti all'insensibilità e all'ignoranza. Maturità classica al Siotto, poi la laurea in Lettere con 108. «La magistrale, ci ho messo cinque anni e mezzo». S'illumina mentre accenna alla sua tesi. «È stato il traguardo più importante della mia vita». Si sistema lo smanicato blu, porta la bocca alla cannuccia sul tavolino. Qualche sorso, mentre la gente che gli passa accanto lo osserva incuriosita. Lui fa finta di niente. «Quand'ero più piccolo ci stavo male, adesso ho imparato a non farci caso».

30/03/13

caso aldovrandi e mancanza di autocritica seria da parte delle forze dell'ordine e carenza di legislazione sugli abusi delel forze dell'ordine

dopo  le  vergognose  dichiarazioni   di   da cui alcuni colleghi e lo stesso de Gennaro ( fonte http://it.notizie.yahoo.com/ ) sin sono dissociati   sindacato Coisp  e  dei suo rappresentante  


  (ASCA) - Roma, 29 mar - ''Dopo le nostre lotte per democratizzare le forze di polizia, e dopo la tragedia di una madre e di una famiglia, e' sconfortante assistere a quanto avvenuto a Ferrara ad opera del sindacato Coisp. Le  sentenze, per di piu' se definitive, si rispettano''. E' quanto afferma in una nota il segretario generale del Silp Cgil, Daniele Tissone. Le donne e gli uomini del sindacato di polizia della Cgil, prosegue Tissone, ''si dissociano in modo netto da questa iniziativa che nulla ha a che vedere con la nostra cultura e con la doverosa, quanto necessaria, umana pieta'. Ci conforta constatare come nel Paese si sia sollevata una profonda indignazione che ha attraversato sia l'opinione pubblica che le istituzioni. La stessa indignazione la si vede nella quasi totalita' dei sindacati di polizia e, quindi, nei lavoratori di polizia''. Per il numero uno del sindacato dei lavoratori di polizia affiliato alla Cgil ''se si e' verificato un tale episodio e' peraltro evidente che vi sia ancora molto da fare sul versante della formazione interna. Non vorremmo mai piu', mai piu' e ancora mai piu' che accadano simili tragedie come quella capitata a Federico Aldrovrandi per la quale, lo stesso Manganelli, chiese scusa alla madre e alla famiglia, e non vorremmo mai piu' assistere a iniziative come queste o ad epiloghi di commenti non appropriati che hanno chiamato in causa il ministro dell'Interno Cancellieri. Rimangono quindi sul campo - conclude Tissone - la disperazione ed il senso di umiliazione di una madre a cui va il nostro sincero affetto peraltro gia' manifestato, con coerenza, in passato. A Patrizia Moretti, madre di Federico Aldovrandi, la nostra piena solidarieta' e il nostro assoluto sostegno''.


(ASCA) - Roma, 27 mar - ''Ritengo sia un episodio doveroso da condfannare. Serve rispetto uman per una mamma che ha perso un figlio''. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni De Gennaro lasciando Palazzo Madama e commentando la vicenda del sit in da parte di alcuni poliziotti aderenti al Cosip sotto le finestre della mamma di Fabrizio Aldovrandi, il giovane picchiato a morte da alcuni poliziotti poi condannati dalla giustizia. Ai giornalisti che gli chiedevano se ritenesse necessari dei provvedimenti nei confronti dei poliziotti che hanno aderito al sit in, e che hanno girato le spalle quando la madre si e' presentata davanti a loro con la fotografia del figlio, De Gennaro ha risposto: ''Non sono piu il capo della Polizia''.

ritengo che   discorso fatto  (  qui  il video  )  da  Moretti  a piazza  Navona   nel   lontano Febbraio 2002,  possa  essere applicato  a  tali dichiarazioni . Infatti  certe persone  non sono degne nè  di fare un mestiere cosi  complesso e  cosi delicato  nè tanto meno  da  esserne i rappresentanti  . Prendessero esempio e  non l'usassero   per portare  acqua  al loro mulino  come hanno dichiarato recentemente      dal loro  ex  superiore Antonio  Manganelli    che  nonostante  i suoi limiti ed  ambiguità 
  da  http://www.contropiano.org/news-politica/
Rappresentazioni ossequiose rimbalzano sui media nel rendere “onore” al capo della Polizia, Antonio Manganelli, deceduto pochi giorni fa.

Di fronte a questa esaltazione che, in modo totalmente bipartisan, viene rivolta alla figura del capo della polizia, è opportuno ricordare che Manganelli, prima come vice di De Gennaro e poi come capo della Polizia, ha presieduto alle sue funzioni durante le vicende più oscure e vergognose che hanno visto coinvolte le forze dell’ordine italiane in questi anni.
A differenza di quanto scrivono la quasi totalità dei media, è necessario sottolineare che Manganelli non solo non ha mai rivolto delle scuse a nome della polizia a coloro che a Genova, ed in particolare alla Diaz e a Bolzaneto furono vittime delle violenze, soprusi e torture da parte delle forze dell’ordine, ma è anche colui che, secondo quanto emerso da un'intercettazione di una telefonata dell'ex questore di Genova Colucci, avrebbe detto, riferendosi al pm Enrico Zucca che conduceva le indagini sull'assalto alla scuola Diaz,: "..dobbiamo dargli una bella botta in testa a 'sto magistrato". 
Cosi come non ha mai “destituito” dal corpo di polizia i quattro agenti condannati per l’omicidio di Federico Aldrovandi.
Ora al di là di chi sarà il successore,  le scelte fatte da Manganelli, nel suo mandato da capo della polizia, sono un chiaro segno dei tempi, come quello di nominare Oscar Fioriolli  noto alle cronache per essere stato uno dei torturatori contro i militanti delle formazioni armate a capo della Scuola di formazione per la Tutela dell’ordine pubblico istituita nel 2008, proprio con l'intento di formare agenti in grado di affrontare situazioni di conflittualità quali cortei e manifestazioni.
Diventa sempre più chiaro l’intento che per fronteggiare la crisi economica e il crescente disagio sociale, i nostri governanti e i media mainstream non perdono tempo e criminalizzano qualsiasi forma di conflitto sociale, temendo possibili saldature tra le varie soggettività colpite dalla crisi. E le forze dell’ordine rappresentano il braccio armato di uno Stato che fa della repressione del dissenso uno dei suoi punti di forza. 
Manganelli ha avuto un ruolo primario nel processo di militarizzazione della polizia che è stata addestrata e a muoversi come negli “scenari di guerra”.
Non a caso sono stati quasi del tutto aboliti i concorsi di reclutamento nella polizia, riservando l’ingresso quasi esclusivamente ai militari che hanno fatto la ferma volontaria nelle guerre in Iraq, Balcani, Afghanistan, Bosnia. Le brutali cariche subite dagli abitanti della Val Susa, cosi come quelle degli studenti massacrati nelle piazze del 14 novembre 2012 ne sono una cocente testimonianza. 
Questo è lo scenario che abbiamo di fronte. Ne dobbiamo essere consapevoli. 

* Osservatorio sulla Repressione

almeno   rispettava ,  anche se  di  facciata .   e persone  . Ma  soprattutto non era  come  loro   cosi  prepotente   ed  arrogante  verso i suoi  superiori il classico  chiacchere  e distintivo (  cit  da  un famoso film    ).
Ora  << (....)  Qualunque giudizio si voglia dare su questa vicenda, un fatto è certo: il Coisp ancorché sindacato minoritario, rappresenta la spia di un malessere e di dinamiche presenti nella polizia italiana che escono fuori periodicamente quando si discute di ordine pubblico. E una volta di più è la politica ad essere latitante in questo senso. La risposta di Gianni De Gennaro (“Non sono più capo della polizia”) alla domanda se ritenesse necessari provvedimenti nei confronti di quei poliziotti è del tutto insufficiente detta soprattutto da uno che oggi è sottosegretario alla presidenza del consiglio. E ancora, non si sono visti ministri chiedere conto all’unico responsabile dell’autorizzazione della manifestazione del COISP sotto le finestre dell’ufficio di Patrizia Aldrovandi: il questore di Ferrara. E intanto nell’impasse generale della politica nazionale ci si sta scordando che nella legislazione italiana manca il reato di tortura. Uno dei pochi fatti, insieme a provvedimenti concreti nei confronti di poliziotti colpevoli, che potrebbe restituire un po’ di giustizia e dignità alle vittime di malapolizia di questo paese oltre le dichiarazioni di solidarietà di circostanza che abbiamo sentito negli ultimi tempi. >>  ( da  http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/30/coisp-aldrovandi/546289/  )
Concludo   questo  post  , specificando   a chi mi dirà   che  parlo male    delle forze  dell'ordine   e poi  quando  c'è qualcosa  le  chiama  o  che difenbdo  i drogati , ecc  che   li attaccano  , ecc. che  tale  critica non è rivolta  all'associazione  in questione  o alle  forze  dell'ordine  ma  alle persone ( le cosidette  mele marce  )   che  cosi  facendo  disonorano  la stessa  istituzione di cui  fanno parte  e  su cui hanno  giurato  appena  preso servizio

04/01/13

IL FIGLIO MUORE IN UN INCIDENTE. CHIESTI 700 EURO ALLA MADRE PER PULIRE IL SANGUE

Lo so  che  dovrei accettare il fatto  che purtroppo  succedono e  continueranno a  succedere  simili cose e  che parlarne    è ormai cosa  ovvia  e scontata   cioè il classico   sparare sulla croce  rossa   ma   io  non  ci riesco  forse   per la mia sensibilità   o forse perchè applico alla mia opera  d'arte   questo detto  


Infatti  ecco  che .leggendo simili  news , da http://www.leggo.it/news/cronaca/ di  Venerdì 04 Gennaio 2013 - 14:32


ROMA 

 Suo figlio è morto in un incidente stradale. È caduto dallo scooter a 15 anni ed è rimasto riverso in una pozza di sangue. Come se il dolore non fosse già un prezzo altissimo da pagare, per Alessandra Mazzetti, la mamma di Valerio Leprini, è arrivata a casa una richiesta assurda, come racconta a Repubblica. "Pensavo di averla sognata la lettera di Sicurezza e Ambiente: settecento euro per ripulire la strada dal sangue di mio figlio, non era un sogno era una beffa, allora piansi". 
Sono passati quasi tre anni da quel 30 agosto del 2009, e solo ora Alessandra trova la forza per chiedere giustizia. "Allora non ebbi la forza di reagire, il dolore era troppo forte: pagare per lavare la strada dal sangue di mio figlio per 'questioni di sicurezza' perché la carreggiata poteva essere scivolosa. Valerio morì sbattendo la testa su un palo dell'illuminazione pubblica fuorilegge, e venivano a chiedere a me del denaro per "questioni di sicurezza"?".
La beffa del palo, poi rimosso e per cui sono stati imputati per omicidio colposo tre vigili e un funzionario del X municipio, non è stata l'unica. "Dovevano utilizzare un macchinario  particolare per ripulire il tratto stradale, così c'era scritto nella lettera che mi inviarono - spiega Mezzetti - e per questo veniva giustificata una simile spesa". Ma non sono i soldi il problema della donna: "Dove è la sensibilità da utilizzare in simili circostanze? Sapevano ciò che era successo, tanto vale che mi piantassero un coltello sul petto".


































non dovrei più stupirmi vista  la  mancanza  di rispetto  non dovrei più stupirmi vista  la  continua mancanza  di  rispetto   da parte  di coloro  che  noi  mandiamo a  governarci 
 ma  poi  l'elucubrazione  mentale prendo  il sopravvento  . Infatti  mi   viene  in mente  questa    sega mentale   (  destinata   a perdersi  nel vento  )  : <<  E poi si lamentano   se non si  va  a  votare  o  altri  simili hanno successo  o commenti  come  questo  inviato il 04-01-2013 alle 15:21 da Ga-mon


Se a suo tempo fu' accertato che questo palo della luce era fuorilegge,dovevano risarcire anche la famiglia di questo sfortunato ragazzo per la morte accidentale,e in piu' le relative spese sia per le onoranze funebri sia per il ripristino del manto stradale.
Ma si sà che le autorità sono forti coi deboli e deboli coi forti.
Come uguamente se sei debitore di qualunque cosa e non paghi per tempo,ti arrivano soprattasse e ammende,si rivolgono alle società recupero crediti r ti spennano e ti pignorano se hai qualcosa.ma se sei tu ad avere diritto di un risarcimento o di un rimborso,devi aspettare decine di anni e quando(se) arriva il momento di risarcirti,di danno solamente quello che ti toccava anni addietro,senza gli interessi di legge.
Questa è l'Italia amici miei e siamo noi a volerla cosi' mandando al potere tanti mangiapane a tradimento.Gli onesti,in vero senso della parola ci sono,ma purtroppo sono la minoranza

all'articolo citato prima .  Ma  che  ..... fine ha  avuto  il rispetto  e la  sensibilità , sempre  che il potere    ne  abbia  mai avuto  una  ?  >> .



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