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11/01/16

Se qualcuno ha un piccolo filo rosso tatuato sul mignolo, significa che ....

dopo il post precedente    sempre  a  proposito   di destino  mi  è  venuta  in mente   questa leggenda letta  qualche tempo fa  su facebook

Di tatuaggi ormai se ne vedono in tutte le forme e dimensioni e molto spesso hanno un significato molto personale, raramente di basano solo sulla moda del momento.
filo-rosso2






C’è un piccolo tatuaggio che sta diventando però una tendenza molto seguita soprattutto all’estero: un filo rosso legato a fiocco intorno al dito mignolo.
E’ difficile da notare, e spesso i tatuaggi più piccoli e nascosti sono quelli che celano un significato più importante e profondo. Per capire il significato di questo filo rosso è necessario conoscere questa antica leggenda cinese.
Il filo rosso del destino è una leggenda popolare di origine cinese diffusa in Giappone. Secondo la tradizione ogni persona porta, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella. Il filo ha la caratteristica di essere indistruttibile: le due persone sono destinate, prima o poi, a incontrarsi e a sposarsi.
LA LEGGENDA

 il video Animato, disegnato, scritto e parlato da ZeroDx.

oppure



  da  http://www.rivelazioni.com/youtube/filo-rosso-del-destino/
Wei era un uomo che, rimasto orfano di entrambi i genitori in tenera età, desiderava sposarsi e avere una grande famiglia; nonostante i suoi sforzi era giunto all’età adulta senza essere riuscito a trovare una donna che volesse diventare sua moglie.
Durante un viaggio Wei incontrò, sui gradini di un tempio, un anziano appoggiato con la schiena a un sacco che stava consultando un libro. Wei chiese all’uomo cosa stesse leggendo; l’anziano rispose di essere il Dio dei matrimoni e, dopo aver guardato il libro, disse a Wei che sua moglie ora era una bimba di tre anni e che avrebbe dovuto attendere altri quattordici anni prima di conoscerla. Wei, deluso dalla risposta, chiese cosa contenesse il sacco; l’uomo rispose che lì dentro c’era del filo rosso che serviva per legare i piedi di mariti e mogli. Quel filo è invisibile e impossibile da tagliare, per cui una volta che due persone sono legate tra loro saranno destinate a sposarsi indipendentemente dai loro comportamenti o dagli eventi che vivranno. Queste parole non convinsero Wei che, per sentirsi libero di scegliere da solo la donna da sposare, ordinò al suo servo di uccidere la bambina destinata a diventare sua moglie. Il servo pugnalò la bambina ma non la uccise: riuscì soltanto a ferirla alla testa e Wei, dopo quegli eventi, continuò la sua solita vita alla ricerca della moglie.
Quattordici anni dopo Wei, ancora celibe, conobbe una bellissima ragazza diciassettenne proveniente da una famiglia agiata e si sposò con lei. La ragazza portava sempre una pezzuola sulla fronte e Wei, dopo molti anni, le chiese per quale motivo non se la togliesse nemmeno per lavarsi. La donna, in lacrime, raccontò che quando aveva tre anni fu accoltellata da un uomo e che le rimase una cicatrice sulla fronte; per vergogna la nascondeva con la pezzuola. A quelle parole Wei, ricordandosi dell’incontro con il Dio dei matrimoni e dell’ordine che dette al suo servo, confidò alla donna di essere stato lui a tentare di ucciderla. Una volta che Wei e la moglie furono a conoscenza della storia si amarono più di prima e vissero sereni e felici.

06/03/15

testamernto di Oren Miller malato terminale

da www.huffingtonpost.it Aggiornato:    
OREN MILLER FAMILY
Venerdì 30 maggio 2014 ho scoperto di avere un cancro ai polmoni al quarto stadio. Le persone nelle mie condizioni non hanno una lunga aspettativa di vita e la cura si limita a renderlo solo più sopportabile. Ci sono altre opzioni da discutere più avanti, come i trattamenti sperimentali. Resto ottimista ma, sinceramente, credo di sapere a che punto mi trovo.
Quattro anni fa, nell'estate del 2010, eravamo a Bethany Beach (città degli Stati Uniti) e tutti si divertivano un mondo. I membri della mia famiglia ed alcuni amici erano intenti a costruire castelli di sabbia, facevano continui bagni, insomma tutti erano rilassati... tutti tranne me, il solito ansioso. Avevo centinaia di mail da leggere e tantissime idee per il mio blog che non avevo il tempo di scrivere, ero circondato da troppa sabbia e non c'era abbastanza caffè. Ho provato a fingere di divertirmi ma gli altri riuscivano a capire che non ero nella mia "comfort zone" e che, peggio ancora, non volevo neanche essere lì.
Solo sulla strada del ritorno ho avuto una sorta di rivelazione. Solo allora ho capito cosa mi stava sfuggendo. Guidando verso casa mi sono reso conto di essere nel bel mezzo della più grande tragedia dell'esistenza umana: stavo vivendo il miglior momento della mia vita e non lo sapevo neanche.
Fu un giorno positivo, perché una volta presa la decisione, beh... Siete in Paradiso, ogni secondo della vostra vita. Andando avanti le cose sono migliorate: ho preso una decisione consapevole quel giorno d'estate, tornando a casa da Bethany Beach, e sono stato capace di riaffermare quella decisione nel mio subconscio, da allora in poi. Questo ha creato una netta separazione tra vivere in un inferno in terra (dove arrancavo di continuo, ero sempre infelice, sempre insoddisfatto, sempre indietro con il mio lavoro, nel rapporto con mia moglie, con i miei amici ed i miei figli) e ritrovarsi, invece, in un vero e proprio Paradiso, dove, sebbene continuassi a desiderare di più dalla vita, sapevo di avere già tutto.
Credo nel Paradiso in Terra e credo che si può trovare ovunque lo si cerchi. Ecco dove l'ho trovato io:
Ho trovato il mio Paradiso nei lunghi tragitti in macchina con i miei figli. Il fatto di doverli scarrozzare ogni giorno a scuola avrebbe dovuto darmi sui nervi e invece ho sfruttato quei momenti in auto per parlare del loro mondo e del mio, per far conoscere loro la musica, per aggiornarmi su ciò che ascoltavano, per parlare dei valori e di cose senza senso.
Ho trovato il Paradiso nel pavimento sporco di un campo di basket. Andavo a prendere la mia bimba all'asilo alle 12, quindi dovevamo aspettare per ore che il fratello uscisse da scuola prima di tornare a casa. Ricorderò per sempre quei giorni passati ad aspettare con mia figlia e spero che anche lei lo faccia. Per quattro ore restavamo lì seduti a dividerci il pranzo nella stanza dei giochi della scuola, dove mi preparava panini di plastica e tè, per poi correre in campo a giocare. O meglio, lei guidava una parata marciando lungo la linea nera e io restavo dietro di lei, arrancando. Si era inventata quel gioco, ribattezzato "Andiamo alla festa di compleanno". Ci sedevamo uno di fronte all'altro e ci passavamo la palla, facendola rotolare sul pavimento. Poi arrivava il momento delle coccole e restavamo abbracciati in mezzo al campo mentre le persone ci giocavano intorno.

oren miller bball
Persino il Paradiso include delle condizioni. A marzo abbiamo cambiato casa. E' una bella casa, la dimora dei sogni. E' il posto dove i miei figli cresceranno e questo mi spezza il cuore. Non m'importa di me, davvero. Ho avuto la vita migliore che si possa desiderare, ma c'è solo una cosa, qualcosa per cui darei la vita: vedere i miei figli crescere.
Ho cresciuto dei bambini felici. Come tutti, a volte si lamentano ma, in generale, sono felici. Sono il mio capolavoro: due bambini amabili, svegli, intelligenti, divertenti e felici. E non posso lasciare che questo finisca, non posso permettere che crescano infelici. Non posso lasciare che ci sia un buco nel loro cuore al posto del padre, che ricorderanno a malapena. Voglio che siano felici. Voglio esserci per renderli felici.
Voglio che mia moglie sia felice, perché lo merita. Vorrei poterla rendere felice proprio ora.
Credo che accettazione e tristezza possano coesistere. La tristezza è inevitabile, sono un essere umano e cercare disperatamente di elevarsi al di sopra di questa condizione fa solo più male. Ma accetto. Accetto che la vita sia limitata, che il mio momento stia per arrivare. Accetto che la mia esistenza sia stata e continui ad essere un dono, così come accetto l'eventualità di non veder crescere i miei figli.
Dovrei lamentarmi? Dovrei urlare al cielo: "Perché proprio io?" O dovrei sentire che sto vivendo il meglio della mia vita, proprio ora, soprattutto ora, ora che sono confuso, stanco e un po' triste?
Quello che succederà al mio corpo nei prossimi mesi è ancora relativamente ignoro. Ma ecco quello che sappiamo, invece:
Sappiamo che sono il più grande figlio di p... che abbia mai calpestato questa terra, sappiamo che sarò amato fino all'ultimo dalle persone che ho avuto l'immenso privilegio di conoscere: una moglie che adoro e due figli che mi stupiscono in ogni momento.
Voglio farvi solo una richiesta.
La mia bambina è un tipetto timido. Potreste vederla giocare da sola e sarete tentati di dire "Com'è carina mentre gioca tutta sola". Ma andate da lei, giocate con lei. Ha bisogno di voi.
Il mio ragazzo è terribilmente sensibile. Ricorderà qualsiasi cosa gli venga detta, analizzandola per mesi in quella sua testolina geniale. Non scherzate con lui solo per divertirvi o lo danneggerete. Rispondete alle domande che vi pone, o cercate di indicargli la direzione per trovare delle risposte. Gli piace giocare e bighellonare in giro, ma dovrete trattarlo come un adulto. E' più sveglio di me... e probabilmente anche di voi.
A mia moglie concedete una pausa. Lasciate che stacchi un po'. E' una personalità di tipo A sul lavoro, ma a casa vuole solo relax e divertimento. Aiutatela in questo. Vorrà farsi carico di tutte le responsabilità, non lasciate che lo faccia. Ditele di rilassarsi, di prendersela comoda. Aiutatela a godersi la vita. E non la etichettate o rinchiudete. Non usate quella "parola che inizia per V" (vedova). Quella parola non la rappresenta. Lei non è una banale semplificazione. Sapete chi è, invece? La figlia che ogni genitore desidera, la madre che ogni bambino si aspetta. Anche se sono stato a casa e ho fatto la mia buona parte per tirare su questi bambini meravigliosi, senza di lei non sarebbe stato possibile. Continuerà a tirarli su e loro cresceranno, diventando adolescenti ed adulti magnifici, grazie alla loro mamma.
E lei è la donna dei miei sogni.

oren miller

Questo post è apparso per la prima volta su "A Blogger and a Father Cancer".
Nota dei direttori di Huffpost Parents: Oren Miller è venuto a mancare sabato 28 febbraio. Sappiamo che il suo ricordo verrà serbato nei cuori di quanti sono stati toccati dalle sue meravigliose parole.
Questo blog è stato pubblicato originariamente su Huffington Post United States ed è stato tradotto dall'inglese da Milena Sanfilippo.



25/01/14

dalla vita non sai mai cosa t'aspetti ecco perchè lotto per mantenermi vivo ed ho rinuciato ai propositi suicidi

In sottofondo due  canzoni
  la  prima  A. Delogu - Ebbè Peppì com'è? - Arr. Giacomo Spano (2014)
la seconda  Il Figlio del re-Piero Marras@Juannusai


Come dal titolo la vita è imprevedibile. Infatti  ho avuto occasione  di verificare sulla mia pelle  che  i proverbi e  detti di saggezza  popolare  molto spesso contengono un fondo di verità  . Ecco  cosa mi è  successo  di recente  .

Quattro anni  anni avevo  litigato con *****  mia  amica  e  compagna  di strada  di   facebook    sia  a causa    di fake  che  m'avevo rubato l'identità   e  s'era spacciato  per  me  ed  insultava  ( lei compresa )   gli altri \e   miei  contatti e  i  loro amici\che  sia  a causa mia .
Provai a ricercarla prima al cellulare  ma non avevo più il numero  ,  più  volte  su fb  , ma   non rispondeva .Cosi  per  3  anni . Poi nei giorni scorsi  ho fatto un ultimo tentativo , trovando il suo nuovo account  ,   ho lasciato un commento   ed inaspettatamente  (  mi sarei aspetto  una risposta  d'insulti  )  ho ricevuto  la richiesta da parte sua  di contatto
 Non  chiedetemi ulteriori particolari   perchè  non mi va  di  riaprire   vecchie ferite ( chi  mi segue  su fb fin dal 2009     ricorderà e saprà  )   mi basta  averla  ritrovata  ed   riaverla fra i miei contatti e  aver   eliminato dei fantasmi  (  rimorsi e sensi di colpa ) .
Felice   come   non mai  , ho detto  fra me e  me  , ho fatto 30   facciamo  31  e  ho scritto  a ***** un altra amica  con cui  avevo litigato  . E  gli avevo anche dedicato   anche  questa  canzone



 perchè , maledetto orgoglio maschile  , mi aveva   , ma non la biasimo non aveva  tutti i torti  in fondo  , trattato  di schifo  )   gli ho scritto avendo il primo account  di fb  bloccato  dal secondo  account  di fb


16:57
Nei giorni scorsi ho fatto un sogno ( anche   se  in realtà  era  più un incubo  )  , come la trama del film http://it.wikipedia.org/wiki/My_Life_-_Questa_mia_vita ne ho parlo con il mio analista è mi ha consigliato di aprirmi e liberarmi dei sensi colpa \ rimorsi . Ecco che ho deciso di farlo . Quindi ti chiedo scusa per come mi sono comportato nei tuo e ( e di tua sorella ) confronti qualche tempo fa . vorrei se che accettassi queste mie scuse e se è possibile che mi diate una seconda possibilità . Appena mi sbloccano l'account principale www.facebook.com/redbeppeulisse1 vi rimando il contatto li , se vi va , altrimenti pazienza . Ma almeno mi sentirò meglio senza pesi sulla coscienza . Con amicizia Giuseppe

ecco la sia riposta
****** Stai tranquillo giuseppe!! Ho accettato l'amicizia!! ci vediamo ci venerdi al corso di fotografia !!! Buona serata !!!


ecco che e proprio vero che a volte è proprio vero che il tempo cancella e porta l'oblio di tutte le ferite il tempo cancella e porta l'oblio di tutte le ferite E che questa a differenza rimarrà una cicatrice e poi pian piano magari scomparirà , in quanto era si profonda  ma  a    differenza  di quando le ferite  sono profonde non guariscono mai, al massimo si formano cicatrici che quando il tempo cambia, fanno male da morire , il tempo o la fortuna chissà  l'hanno rimossa  senza   bruciare troppo e  senza   che  finisse   come stava   per  succedere in ossessione  .

Grazie  Dio  per    questo dono inaspettato ed  improvviso  . Buonannotte  a  tutti\e  a presto  sulla strada  





17/11/13

“Target not visible”, e il bombardiere americano cambiò bersaglio Il mostro nucleare e la città salvata dalle nuvoleIl meteo dirottò l'atomica da Kokura a Hiroshima.

film consigliato  emperor  

  dall'unione  sarda  del  16\11\2013




Possono le nuvole salvare la vita a migliaia di persone? Può il sole rendersi complice di uno sterminio, e della distruzione di un'intera città? Sembra impossibile che sia così: invece è accaduto davvero. In estremo Oriente. Le foto scattate da un giovane sergente hanno testimoniato tutto. Lui è morto, adesso. Le sue immagini, invece, no. Continuano a
 due  dragoni tra le  nuvole  1885  di  kano hogai  ( 1828-1888 ) da http://www.pinterest.com/mikebrautigan/kano-hogai/
rimanere un simbolo e un monito. Per ciascuno di noi.
Tra una giornata di sole e le nuvole, in molti sceglierebbero il sole. Lo farebbero quasi tutti. Invece le nuvole hanno salvato Kokura. La hanno risparmiata dall'annichilimento. Dalla distruzione totale. «Il bel tempo decide la città da colpire: non noi» ha precisato a voce alta il comandante durante la riunione finale, scandendo bene le parole.Un fatto vero, incontestabile. Tanto che nel discorso del presidente Truman il nome della città da colpire era stato appositamente lasciato in bianco. Da riempirsi soltanto a missione compiuta. Come a dire: “L'una o l'altra: fa lo stesso…”. Basta che non ci siano le nuvole! Per carità! Le nuvole potrebbero mandare tutto a monte. Rovinare ogni piano. Ed è così, dunque, che il sole, quel giorno d'agosto, si è alleato con la morte. Era un sole splendente: e con la nitidezza della sua luce ha reso la città di Hiroshima un target ideale per la prima bomba atomica. Un sole pieno, appunto. Il cielo sereno. Tutto immobile e perfetto. Una giornata adatta a essere felici.Invece no.Con questo pensiero, loro sono andati a dormire. Non a lungo, per la verità. Alle due di notte, infatti, erano già svegli, pronti per il decollo. È un meraviglioso giorno d'estate: e a Hiroshima non c'è nemmeno una nuvola. Al mercato rionale la frutta e la verdura ravvivano le anime dei passanti con i loro colori accesi, con il loro profumo d'estate. Sono tutti così felici e ottimisti che quando l'aereo della morte sorvola la città le sirene della vedetta antiaerea nemmeno si prendono la briga di suonare l'allarme: “Sarà un volo di ricognizione” pensano. Lo pensa anche la gente. Ma questa volta si sbagliano. Si sbagliano tutti.«Alla fine di questa missione sarete più famosi di Clark Gable» ha detto il generale ai suoi soldati, per motivarli. Lo ha detto come se la notorietà potesse bastare a giustificare tutto. Come se Hollywood fosse davvero importante. Più importante di uno sterminio.Sei agosto 1945. Un giorno livido nella storia dell'umanità. L'inconfondibile ponte a “T” di Hiroshima è ben visibile. La bomba atomica viene sganciata. Basta il pollice di un soldato su un pulsante, e una colossale quantità di energia distruttiva viene improvvisamente liberata. Quarantadue secondi di caduta libera. E poi il nulla: che prende il posto della vita. In un momento soltanto. Fumo. Luce. Cenere. Morte. Un fungo alto venti chilometri che si erge inaspettato. Settantamila persone smettono di esistere istantaneamente. Il nero che, all'improvviso, prende il posto di tutti i colori. I profumi scompaiono. Scompare anche la luce del sole. Eppure, all'imperatore Hirohito tutto questo non basta per arrendersi. È un uomo orgoglioso, lui. E non è abituato a chinare la testa. Dunque continua a studiare crostacei e molluschi nella sua casa dorata circondata da cigni e da rose: mentre tutto, intorno a lui, muore: perché è facile essere coraggiosi con le vite degli altri.6 agosto 1945. Se quel giorno ci fossero state le nuvole a Hiroshima, tutti sarebbero ancora vivi e la città di Kokura, invece, non esisterebbe più. Kokura è proprio una città miracolata. Per ben due volte. Prima dal sole di Hiroshima. Poi dalle sue stesse nuvole che, tre giorni dopo, la hanno salvata dal nuovo attacco.La seconda bomba ha un nome. Si chiama “Fat Boy”. Ragazzo grasso. È un nome stupido: da caserma. Questo del nome, bisogna sottolinearlo, è un fatto davvero sconveniente e di cattivo gusto. Avrebbero potuto evitarlo, i soldati americani. Quegli stessi che il nove agosto del 1945 hanno sorvolato Kokura con l'intento di distruggerla. Di raderla al suolo.Nove agosto 1945. Sono davvero tante le nuvole che, quella mattina, oscurano i cieli di Kokura e sono spesse. Uno scudo magico e improvviso. Apparso misteriosamente dal nulla a proteggere la città. I militari ancora non lo sanno: per loro, questa volta, Kokura è il target principale per il lancio della seconda bomba atomica: voluta con decisione da Truman pur di finire la guerra in fretta e furia: pur di evitare che i russi potessero prendervi ufficialmente parte e domandare, in cambio, una fetta di Giappone incenerito.La bomba atomica è armata. È pronta per essere sganciata. Le previsioni del tempo hanno annunciato cieli limpidi e sole pieno sulla città di Kokura. Invece, quando i piloti la sorvolano, si trovano immersi fra le nuvole. Una nebbia grigia comparsa all'improvviso li costringe a lasciar perdere. Sono le nove e quarantacinque minuti. “Target not visible” “Target not visible”. Tre parole che salvano Kokura dalla distruzione totale. Nagasaki perirà al suo posto. Perché lì, quel giorno, il sole c'è. Ed è proprio una giornata meravigliosa. 156 chilometri tra le due città: una distanza breve: che, però, cambia tutto. Il sole, le nuvole. Mai così importanti. Mai così determinanti per la vita di tante persone.

Nicola Lecca

31/01/12

basta ( almeno spero ) illusioni [ usare o non usare le illusioni ]

lascio scorrere gli eventi.... Se deve succedere succederà....  ciò che deve  accadere  accade  per  parafrasare   l'omonima canzone, anche questa  adatta  al mio stato ,   degli ex Csi .
Mi sono stancato  e sono rimasto ferito più volte   (  a volte  inutilmente  )   di inseguire illusioni .... per  quanto dolci e bellissime  , ed  a volte  costruttive come il caso   del finale del film   cento passi    di tullio maria  giordana  . Basta altrimenti  mi succede   come la canzone di cui trovate  sotto   il video   con  testo  e traduzione  la  presa da  http://www.airdave.it/ che m'illudo sempre  di trovare  l'amore  invece  ricevo solo  due di picche o rifiuti ipocriti tipo : sono già  sposata  , convivo    fidanzata  , ecc . 
Se  proprio mi si deve  dire   di no  o che  interesso   , preferisco   che mi sia detta  la verità  o meglio preferisco  essere ferito  dalla verità  che illuso  da  una bugia    molto spesso di circostanza  . 



Guns ‘n Roses November Rain 

When I look into your eyes
I can see a love restrained
But darlin’ when I hold you
Don’t you know I feel the same
‘Cause nothin’ lasts forever
And we both know hearts can change
And it’s hard to hold a candle
In the cold November rain
We’ve been through this such a long long time
Just tryin’ to kill the pain
But lovers always come and lovers always go
An no one’s really sure who’s lettin’ go today
Walking away
If we could take the time to lay it on the line
I could rest my head
Just knowin’ that you were mine
All mine
So if you want to love me
then darlin’ don’t refrain
Or I’ll just end up walkin’
In the cold November rain

Do you need some time…on your own
Do you need some time…all alone
Everybody needs some time…on their own
Don’t you know you need some time…all alone
I know it’s hard to keep an open heart
When even friends seem out to harm you
But if you could heal a broken heart
Wouldn’t time be out to charm you

Sometimes I need some time…on my
own Sometimes I need some time…all alone
Everybody needs some time…on their own
Don’t you know you need some time…all alone

And when your fears subside
And shadows still remain, ohhh yeahhh
I know that you can love me
When there’s no one left to blame
So never mind the darkness
We still can find a way
‘Cause nothin’ lasts forever
Even cold November rain

Don’t ya think that you need somebody
Don’t ya think that you need someone
Everybody needs somebody
You’re not the only one
You’re not the only one

 Guns ‘n Roses November Rain Testo Traduzione

Quando guardo nei tuoi occhi
Riesco a vedere che trattieni dentro di te dell’amore
Ma cara quando ti stringo
Non lo sai che io provo la stessa cosa ?
In the cold November rain Perché niente dura per sempre
Ed entrambi sappiamo che i cuori possono cambiare
Ed è difficile tenere accesa una candela
Nella fredda pioggia di Novembre
Ci siamo stati dentro tutto questo da tanto e tanto tempo
Cercando semplicemente di uccidere il dolore
Ma gli amanti vanno e vengono
E nessuno è mai sicuro di chi lascia andare oggi
Mentre se ne va
Se potessimo prenderci il tempo farlo vedere alla luce del sole
Potrei far riposare la mia testa
Semplicemente sapendo che tu eri mia
Tutta mia
Quindi se vuoi amarmi
Allora cara non ti trattenere
O io finirò a camminare
Nella fredda pioggia di Novembre

Hai bisogno di un po’ di tempo… Per conto tuo?
Hai bisogno di un po’ di tempo… Da sola?
Tutti hanno bisogno di un po’ di tempo per conto loro
Non sai che hai bisogno di un po’ di tempo… Da sola?

So che è difficile tenere un cuore aperto
Quando sembra che anche gli amici stiano lì per farti male
Ma se tu potessi guarire un cuore spezzato
Il tempo non sarebbe lì per incantarti?

Sai a volte ho bisogno di un po’ di tempo… Per conto mio
A volte ho bisogno di un po’ di tempo… Da solo
Tutti hanno bisogno di un po’ di tempo per conto loro
Non sai che hai bisogno di un po’ di tempo… Da sola?

E quando le tue paure si placano
E le ombre rimangono ancora
So che puoi amarmi
Quando non c’è più nessuno da incolpare
Quindi non fare caso all’oscurità
Possiamo ancora trovare un modo
Perché niente dura per sempre
Nemmeno la fredda pioggia di Novembre

Non sei l’unica
Non sei l’unica

Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Tutti hanno bisogno di qualcuno
Non sei l’unica
Non sei l’unica

Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Tutti hanno bisogno di qualcuno
Non sei l’unica
Non sei l’unica

Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Tutti hanno bisogno di qualcuno
Non sei l’unica
Non sei l’unica

Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Non credi di aver bisogno di qualcuno?
Tutti hanno bisogno di qualcuno
Non sei l’unica
Non sei l’unica

foto by Rior4


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