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09/12/12

Decrescita felice per rispondere alla crisi "Si coltivano orti e si vendono più bici"

non ricordo la fonte  di questo interessante articolo

"La paura c'è" ma gli italiani reagiscono alla crisi anche con "difese strenue": è quanto si rileva dal rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese.
In due anni 2,5 mln di famiglie hanno venduto oro o preziosi; l'85% ha eliminato sprechi ed eccessi, il 73% va a caccia di offerte; il 62,8% ha ridotto gli spostamenti per risparmiare benzina, si vendono meno auto. Alla contrazione della vendita delle auto ha risposto un boom delle biciclette: ne sono state vendute 3,5 milioni; 2,7 milioni di italiani coltivano ortaggi da consumare ogni giorno.

LE SPESE - La sanità costa cara agli italiani. Nel 2011 le famiglie hanno tirato fuori di tasca loro (out of pocket), per acquistare beni e servizi sanitari, ben 28 miliardi di euro, pari all'1,76% del Pil. Lo evidenzia il 46° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Una spesa sostenuta soprattutto per far fronte alla scarsità di cure domiciliari e integrazione socio-sanitaria, necessarie per sostenere l'aumento dei malati gravi e cronici. E anche se, secondo l'Ocse, la spesa out of pocket italiana nel 2010 è stata pari al 17,8% della spesa sanitaria complessiva, quindi al di sotto della media Ocse del 20,1%, gli italiani spendono molto di più di altri Paesi europei come Francia (7,3%), Regno Unito (8,9%) e Germania (13,2%). Del resto, come evidenziano i dati del Ministero della Salute, il numero medio di ore erogate a ciascun caso preso in carico dall'assistenza domiciliare integrata nel 2008 è stato di circa 22 ore. Il che rende inevitabile per le famiglie supplire alle mancanze del sistema pubblico, e sostenere costi spesso insostenibili, quando si tratta di malattie gravi o croniche. Ad esempio, la stima dei costi sociali diretti a carico delle famiglie, fatta dal Censis, vede una spesa di 6.403 euro per l'ictus, di 6.884 euro per il tumore e 10.547 per l'Alzheimer. Ciò evidenzia, secondo il Censis, come il modello assistenziale socio-sanitario sia capace di coprire solo una parte dei bisogni, lasciando scoperti proprio i soggetti che più ne avrebbero bisogno, soprattutto nel lungo periodo.

POLITICA E SOCIETA' - Italia "separata in casa" per sopravvivere alla crisi: da una parte ci sono le istituzioni politiche alle prese con il rigore sui conti, dall'altra i soggetti economici e sociali, che, "rimasti soli", attuano "affannose strategie di sopravvivenza".

I CONSUMI FAMILIARI - "Risparmio, rinuncio, rinvio": il rapporto annuale del Censis indica così "le tre 'r' dei consumi familiari", alla base del crollo delle spese. "Nel primo trimestre 2012 la flessione delle spese delle famiglie è stata del 2,8% e nel secondo trimestre vicina al 4% in termini tendenziali". Nel 2012 i consumi reali pro-capite, pari a poco più di 15.700 euro, "sono tornati ai livelli del 1997". Mentre è in "drastica riduzione"anche la propensione al risparmio, "dal 12% del 2008 all'attuale 8%".

BOOM DI CERCA LAVORO - "Tra primo semestre 2011 e primo semestre 2012 il numero delle persone in cerca di lavoro è aumentato di oltre 700mila unità", a 2,75 milioni. "Incremento davvero eccezionale, +34%", rileva il Censis nel rapporto annuale. Mentre è "anticiclica" la dinamica dell'occupazione femminile, con 110mila nuovi posti tra 2010 e 2011, +1,2%; "Tendenze destinate a consolidarsi ancora di più nel 2012", con un saldo di +118mila unità nel primo semestre. In controtendenza anche l'occupazione nelle coop.

LA CRISI COLPISCE LA LETTURA - Gli unici mezzi di comunicazione che riscuotono un successo crescente sono quelli che integrano le funzioni dei vecchi media nell'ambiente di Internet, come gli smartphone e i tablet. E' quanto si legge nel capitolo del rapporto del Censis dedicato a comunicazione e media. Prosegue l'emorragia della carta stampata: i lettori di quotidiani (-2,3% tra il 2011 e il 2012), che erano il 67% degli italiani cinque anni fa, sono diventati oggi solo il 45,5%. Perde lettori anche l'editoria libraria: ormai meno della metà degli italiani legge almeno un libro all'anno (49,7%), anche se si segnala un +1% per gli e-book. La penetrazione di Internet ha guadagnato 9 punti percentuali nell'ultimo anno ed oggi l'utenza si assesta al 62,1% degli italiani (90,8% tra i giovani). Continua anche la forte diffusione dei social network: è iscritto a Facebook il 66,6% delle persone che hanno accesso a Internet (il 41,3% dell'intera popolazione). Al tempo stesso i telefoni cellulari (utilizzati ormai da 8 italiani su 10) aumentano ancora la loro utenza complessiva (+2,3%). La televisione continua ad avere un pubblico che coincide con la totalità della popolazione (il 98,3%: +0,9% rispetto di utenza complessiva rispetto al 2011), ma cambiano i modi guardarla: il 42% degli italiani collegati ad Internet cerca i canali su YouTube per costruirsi i propri palinsesti. Anche la radio resta un mezzo a larghissima diffusione (la ascolta l'83,9% della popolazione: +3,7% in un anno).

06/12/12

La pizza non si paga. Si baratta La nuova provocazione di Massimo Bosco, vulcanico pizzaiolo gallurese

unione sarda del 6\12\2012

TEMPIO. Sempre al passo con la cronaca, l'artista del lievito, fa satira tra pomodoro e mozzarella 
presa dal suo facebook
www.facebook.com/massimo.boscopizzeria/             
In questo periodo ogni espediente per arginare la crisi è buono. Così, a Tempio, una volta la settimana, e per tutto il mese di dicembre, la pizza la si potrà barattare. Niente soldi il lunedì. Per una volta a settimana, infatti, alla pizzeria Bosco, si ritorna alle origini, come spiega il proprietario: «da lunedì 10 dicembre, e solo i lunedì - spiega Massimo Bosco ( foto  a destra  )  - parte la prima di una serie di giornate di scambio di beni. Introduciamo lo scambio mediante baratto». Poi, il fantasioso pizzaiolo aggiunge: «In economia, il baratto è un'operazione di scambio bilaterale di beni. Noi abbiamo i nostri prodotti artigianali, che verranno barattati con quello che si hanno da proporre». Ci sarà solo qualche vincolo: il baratto dovrà essere concordato prima, con diritto di accettare o no. Lo scambio, inoltre, dovrà avere valore in equa misura. «Prendiamo in considerazione oltre i prodotti alimentari, anche abbigliamento, oggettistica, prestazioni professionali e quanto altro verrà proposto - continua Bosco - Torniamo per una volta alla settimana, per il mese di dicembre, all'antica: niente soldi da sborsare, solo riciclo». Il pensiero di Massimo Bosco va a chi non può permettersi di acquistare la pizza: «Tutto questo, serve anche per dare una possibilità in più per mangiare un prodotto della nostra tradizione. E anche a chi non si può permettere un pasto caldo. Col baratto potrà. Questo è anche il mio piccolo contributo verso il modo del sociale». In un mondo che corre veloce e che guarda sempre avanti c'è bisogno di un ritorno alla tradizione. La cosa bella della tradizione e che, prima o poi, anche nella modernità, si intrufola sempre. «Sono un innovatore - conclude il titolare di partita iva - e forse la vera innovazione oggi è tornare al vecchio, all'antico». La fantasia di Massimo Bosco non ha confini. Il pizzaiolo, originario di Carbonia, è stato tra i primi a ricevere gli ordini su facebook. Inoltre, nella sua pizzeria si segue l'esempio altre attività commerciali: per deputati e senatori la pizza costerà 100 euro. Stesso prezzo per gli avvocati olbiesi che vogliono il trasferimento del tribunale da Tempio ad Olbia. Lo scorso anno è arrivato secondo ai campionati mondiali di pizza con la sua "operaia" dedicata ai lavoratori della Vinyls.

29/04/12

come passa il tempo il gruppo www.testedatagliare.it fa 10 anni



come miele per le api

Tutto è nato da un appuntamento già fissato per festeggiare i 10 anni di conoscenza di un gruppo di amici di tutta Italia (ovvero noi, testedatagliare, che ci siamo incontrati grazie all'ascolto di Jack Folla nella trasmissione radiofonica Alcatraz - Un uomo nel braccio della morte, ideata da Diego Cugiae andata in onda su Radio 2 Rai)... ma essendo tali amici da sempre sensibili alle tematiche ambientali, sociali, ecc. (in ciò probabilmente hanno a suo tempo trovato il “collante” di questa intensa unione ideale ed è con questo spirito che, in gran parte, hanno costruito e vissuto le proprie vite in questi anni) abbiamo pensato di farne un evento pubblico dedicato al tema della decrescita felice, per estendere a più persone quella che noi crediamo possa essere non solo una buona, ma anche una necessaria pratica di vita.

Da quando abbiamo incominciato a intessere contatti chiedendo la collaborazione di diverse realtà, siamo improvvisamente diventati come miele per le api ricevendo telefonate da persone che hanno chiesto di poter partecipare. E’ evidente che in questo tempo la tematica è fortemente sentita e per noi è un grande piacere pensare ad un momento di confronto e crescita su questo tema da condividere il più possibile.

Una specie di “m'illumino di meno” in versione primaverile quindi, organizzato per crescere ancora assieme nella felicità di riabbracciarci dopo tanto e condividendo questa esperienza con altre persone per uno stimolo ad uno stile vita più consapevole (e anche per far conoscere Montecarotto e le realtà locali).

Se nel caso non leggeste bene o cliccandoci sopra non vi si apre , Il programma dell'evento, pressoché definitivo, è scaricabile qui.

A breve verranno inserite altre pagine utili ai contatti con i b&b e agriturismi della zona e un forum di contatto per il mercato del baratto e per organizzarsi in car pooling.

A prestissimo!!

Per info e indicazioni:
info@testedatagliare.it - 3394092848

17/03/12

la gioia di vivere con 200 € al mese







MILANO 
Altro che Bot e Btp. Piselli e ravanelli sono al centro della sua vita. E poi la serra e le pannocchie rosse. Lontano anni luce dallo spread e dagli ammortizzatori sociali, ecco il «vivere altrimenti» di Devis Bonanni. Classe 1984, nato e cresciuto a Raveo, quattrocento abitanti in Carnia (in provincia di Udine), Devis a 23 anni decide di abbandonare l'impiego come tecnico informatico e si trasferisce in una casetta prefabbricata riscaldata solo da una stufa a legna per dedicarsi a tempo pieno a quella che battezza «vita frugale». Vale a dire l'orto, la serra e i campi. Da questa scelta nasce l'appellativo «Pecoranera», che diventa prima un blog, poi un libro della Marsilio: «Si definisce pecora nera della famiglia o di un gruppo di conoscenti un individuo che ha imboccato una cattiva strada o che non soddisfa le aspettative degli altri componenti».
IL BLOG - La cattiva strada viene raccontata dal 2003 sul blog dove posta pensieri come questo: «Ho iniziato quest'avventura per verificare se fosse possibile vivere altrimenti. Auto-produrre buona parte del cibo di cui ho bisogno, muovermi con mezzi alternativi all'automobile, riscaldare la casa con la legna e compiere tutte quelle scelte che sono annoverate tra le abitudini del bravo ecologista. In parte sento di esserci riuscito anche se non mancano incoerenze e piccole storture». Chiaro? Non una fuga ma una scelta. «Non sono un'eremita, non fuggo dalla modernità». E come contraddirlo? Le sue scelte sono sorprendenti: non ha il frigo ma ha un cellulare. Ha venduto l'auto e gira in bici. Niente tv, ma un pc portatile con connessione Internet. 
200 EURO AL MESE - Denis vive delle uova delle sue galline e di ciò che cresce nel suo appezzamento. «Lavorare la terra è una parte di me, è come camminare, respirare». Per le spese gli bastano 200 euro al mese che guadagna vendendo appunto le «eccedenze»: pomodori, melanzane, verdura fresca d'estate, fagioli e farina di mais. Non paga l'affitto (la casa è di proprietà della sua famiglia), la bolletta del gas non esiste, ha boiler e stufa a legna. E allora per cosa spende? Per gli «sfizi», come li chiama lui: olio, pastasciutta e pane, una volta ogni tanto. E quanto spende? Venti euro al mese.
CIOCCOLATA- Ma Devis ha anche i suoi momenti di crisi. Durante un fugace tuffo nella «nostra» realtà scrive: «Sono al supermercato per procurarmi quei beni voluttuari cui non rinuncio mai. Birra e cioccolata su tutti. Cioccolata in particolare, in tutte le declinazioni, dalla barretta alla merendina ripiena. In quest'epoca il cibo è come una puttana, sempre disponibile – basta pagare. Sugli scaffali del supermercato vedo di tutto e di ogni cosa vorrei fare incetta ma rimango ancorato ai peccati di cui sopra. La bici l'ho lasciata fuori, la crisi ipoglicemica mi fa salire la bava alla bocca. Immagino un mio progenitore della savana con lo stesso languore mentre sta alle calcagna della preda. La mia lancia è il braccio, l'allungo e afferro una preda già morta, lavorata e confezionata. Meno cruento, colgo dall'albero-scaffale un frutto mai scarso, sempre perfetto e identico a se stesso».
NON UNA FUGA, UNA SCELTA - E le ragazze? Con una vita così, le ragazze fuggono e al contempo sono affascinate. All'inizio scappavano, adesso che è quasi una celebrità i contatti con il gentil sesso sono cresciuti in misura esponenziale. Chi pensa che Devis sia l'espressione di un disagio generazionale, di una frattura tra genitori e figli, tra il boom economico e la decrescita felice, non si sbaglia. Ma la novità è che Denis è tra i pochi che fa coincidere il pensare con l'agire: «I bisogni schiacciano noi e ammorbano il Pianeta… Sediamo a tavola annoiati da tanta abbondanza e sapore. Senza fame non ci sarà pietanza in grado di soddisfarci. Perché abbiamo bandito la fame dalle nostre tavole?». Quindi ci ammonisce: «Il nostro corpo immoto si ammala nel suo stesso torpore. Allora corriamo sul tapis roulant come criceti che non hanno altro mondo che la propria gabbia». La differenza è questo detto, Devis sceglie e agisce, così cambia il suo stile di vita. Nessuna fuga però. Devis è rimasto a Raveo, abita nella periferia del mondo ma pur sempre nel mondo. «In questa nuova vita non ci sono domeniche. Le settimane non segnano più il passo. È la natura a scandire il tempo. Non dovremmo portare più orologi al polso, come cappi al collo». L'unico dilemma è: Devis, quanto durerà?

Nino Luca

fonte  corriere della sera  online  13 marzo 2012 

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