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27/11/13

la maternità di un trans

consigliato il discorso di Fabrizio de  Andrè Ai Figli della Luna




da  http://www.blitzquotidiano.it/

BUENOS AIRES – Alexis Taborda, 26 anni, e Karen Bruselario, 28, avranno un bebè. Lui, nato donna, è un transessuale e avrà un figlio, con lei che in realtà è un uomo. Più difficile a spiegarlo che a farlo: la loro storia è stata raccontata dal quotidano argentino Muy, poi ripresa da tutti i media locali, che dedicano titoloni e inchiostro al ”primo trans incinta del Paese”.Alexis e Karen aspettano una bambina e, grazie al la chiameremo Genesis, ma quando si muove sento come se avessi qualcosa di strano nel mio corpo. Ammetto di non avere l’istinto materno. A occuparsi del matrimonio è d’altra parte Karen perché io sono incinta di otto mesi e non ce la faccio più”. Alexis ricorda inoltre ”di essersi sottoposto ad una cura di ormoni maschili ma di aver nel contempo deciso dei mantenere gli organi femminili, così come d’altronde – precisa – ha fatto Alexis con i suoi maschili”.I due, residenti nella città di Victoria, sono disoccupati e sperano di ricevere aiuti attraverso laFederazione argentina lgbt, lesbiche, gay, bisessuali e trans. Negli ultimi giorni, la coppia ha partecipato a programmi della tv argentina mentre – precisa la stampa – si sta d’altra parte preparando un documentario sul loro caso.Il matrimonio si celebrerà in comune ma lei, aggiunge la stampa, ha fatto sapere di aver chiesto al Papa di poterlo fare anche in chiesa. Chissà che papa Francesco non risponda anche a questo appello.
matrimonio, la piccola nascerà “nell’ambito delle leggi nazionali”. L’identità maschile di Alexis è stata infatti riconosciuta dallo stato argentino. I due si sposano venerdì, e sabato festeggeranno il lieto evento.Alexis ha detto alla stampa: “Amo mia figlia,



02/01/13

dimmi che destino avrò di Regia:Peter Marcias Sceneggiatura:Gianni Loy, Peter Marcias altro che cinema panettonee



Prima d'iniziare il post , sulle note di Khorakhané (A Forza di Essere Vento) di Fabrizio de Andrè , prima che me ne dimentichi sbadato come sono lo trovate ancora in streaming qui fino al 9 di gennaio .








finalmente un natale senza cine panettoni e film mediocri o mezze cagate .Un film che ha al centro della vicenda una storia d'amore fuori dagli schemi, che ha per protagonisti un poliziotto e una donna di origine rom. E forte di uno sguardo davvero senza pregiudizi sulla vita in un campo nomadi. Con una particolare attenzione ai suoi abitanti più piccoli: e infatti la pellicola è sostenuta dall'Unicef, per "la sensibilità e delicatezza" - si legge nella nota dell'organizzazione - con cui affronta "il tema della discriminazione dei gruppi più emarginati di bambini e adolescenti". Ha ragione repubblica : <<


Ma queste parole impegnative non devono ingannare: l'opera - già uscita in alcune sale cinematografiche, con grandi consensi in Sardegna - non ha intenti sociologici, non è un saggio di politicamente corretto ma una storia centrata sulle emozioni. A cominciare dall'incontro tra un un uomo e una donna. Lui è un agente interpretato da Salvatore Cantalupo, già visto in Gomorra, che si trova per caso a indagare in un insediamento rom alla porte di Cagliari. Lei (Luli Bitri, star molto emergente del cinema albanese) è una ragazza che vive a Parigi per lavoro, e che tornando in quel campo - da cui proviene - finirà per confrontarsi con se stessa e con la propria identità.




"Dimmi che destino avrò parla essenzialmente d'amore - spiega il regista Peter Marcias - della possibilità di ascoltarci senza tener conto dell'etnia, della religione, del colore della pelle e di altro ancora: una strada difficile, ma è la mia". >> .IL produttore Gianluca Arcopinto, che con la sua Pablo distribuisce il film, sottolinea l'importanza della visione in streaming attraverso un sito a grande diffusione come Repubblica.it: "Una scelta che diventa un dono per tutte le famiglie - dichiara - che direttamente e comodamente da casa, e nel pieno del periodo natalizio, potranno fruire questo nuovo film di Natale".


Un film che ha arricchito lo stesso regista e gli stessi attori , come riferiscono in questa intervista a l sito movieplayer


Un film alla de andrè













chi non sentisse o non vedesse il video ecco il testo del discorso di de Andrè preso da http://guide.supereva.it/de_andre/interventi/2005/04/207484.shtml


“(…) è il caso del popolo Rom, quello che noi volgarmente chiamiamo “Zingari” prendendo a prestito il termine da Erodoto, che li chiamava “Zinganoi” - diceva che era un popolo che veniva dal sud-est asiatico, dall’India, che parlavano una strana lingua - che poi si è scoperto essere il Sanscrito - e che facevano un mestiere (se mestiere lo si può considerare): quello del mago e dell’indovino.


E’ quindi un popolo che gira il mondo da più di 2000 anni, afflitto o affetto - io non so come meglio dire, ma forse semplicemente affetto - da quella che gli psicologi chiamano “dromomania”, cioè la mania dello spostamento continuo, del viaggiare, del non fermarsi mai in un posto. E’ un popolo, secondo me, che meriterebbe - per il fatto, appunto, che gira il mondo da più di 2000 anni senza armi - meriterebbe il premio per la pace in quanto popolo.


Purtroppo i nostri storici - e non soltanto i nostri - preferiscono considerare i popoli non soltanto in quanto tali ma in quanto organizzati in nazioni, se non addirittura in stati, e si sa che i Rom - non possedendo territori - non possono considerarsi né una nazione né uno stato. Mi si dirà che gli zingari rubano; è vero, hanno rubato anche in casa mia. Si accontentano, però, dell’oro e delle palanche; l’argento non lo toccano perchè secondo loro porta male, lascia il nero - quindi vi accorgete subito se siete stati derubati da degli zingari. D’altra parte si difendono come possono; si sa bene che l’industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali. Buona parte dei Rom erano e sono ancora artigiani, lavoratori di metalli (in special modo del rame), addestratori di cavalli e giostrai - tutti mestieri che, purtroppo, sono caduti in disuso. Gli zingari rubano, è vero, però io non ho mai sentito dire - non l’ho mai visto scritto da nessuna parte - che gli zingari abbiano rubato tramite banca. Questo è un dato di fatto.”







Da “princesa e i Rom” - Fabrizio De Andrè, in un discorso durante un concerto. e contenuta nell'


Album dedicato a Faber dalla rivista A : Ed avevamo gli occhi troppo belli - 2001

















Concludo questo post rispondendo in anticipo alle domande e alle affermazioni , di chi commenterà qui o sui facebook dove metto gli url dei post , tipo : questi commenti al video sopracitato : << certo,un comunista ben pensante,ricco che certamente non abita vicino ad un campo rom parlerà cosi...e poi,certamente non avranno la bomba atomica,ma sto fabrizio non ha mai sentito parlare di accoltellamenti,sparatorie e stupri da parte degli zingari?quale popolo di merda puo mandare i propri figli sulla strada a chiedere l'elemosina se non il loro???sveglia,che non hai piu 20 anni rimbambito >> o << Prima di trovare la loro identità dovrebbero scoprire se hanno una dignità.Sono la feccia del mondo.. Mamma mia...se esistono italiani come voi, che negano l'evidenza così spudoratamente comincio a vergognarmi di essere italiano...(...) Io difendo la mia italianità e mi fa schifo la gente che sputa sul proprio paese per favorire rifiuti della società...sono spazzatura non uomini...!!! >>






"preferisco rischiare una fregatura in più che discriminare anche un solo innocente"...vogliono vivere onestamente, proprio perché non siamo disposti a dare loro neanche una possibilità. I campi sono nella maggior parte dei casi un ricettacolo di illegalità e delinquenza, che molti rubano o sfruttano i bambini per mendicare , è vero non ci piove,ma però: << (....) non sono -- perché ci lavoro -- non sono tutti delinquenti. Più della metà sono semplicemente "taglieggiati" dalla parte marcia. Più o meno come succede nei quartieri a rischio di Napoli. Ogni volta che facciamo tutta una "pastetta", stiamo vittimizzando ulteriormente chi vittima già lo è. >> ( dal commento nazarin75 al video citrato ) di E poi non si può vivere nella paura. Per superare la logica dei campi, tuttavia, bisogna essere disposti ad offrire lavoro a chi vuole lavorare. I problemi ci sono, è innegabile...ma io la penso in maniera diversa, e preferisco rischiare una fregatura in più che discriminare anche un solo innocente. Meglio derubato che stronzo . Inoltre i gitani I gitani sono persone che hanno arricchito la nostra cultura, pensate al flamenco che è una danza importata dai gitani andalusi, quindi quando assistiamo a uno spettacolo di flamenco stiamo assistendo a una danza zingara. Ascoltate la canzone di Dalida “Gil zingari” e “arlecchino gitano”, che mostra la vita dei gitani.






Non so che altro dire che buona visione













12/04/12

Addio Mr Commodore 64: è morto Jack Tramiel Ebreo polacco sopravvissuto ad Auschwitz, inventò il celebre computer (oltre al Vic 20 e al 128).

Nei giorni scorsi   stavo cercando in rete  l'immagine da mettere  sulla mia bacheca    di facebook  del  comodore  64  quando ieri    leggo   suilcorriere dela sera  ( se  non ricordo male  )  online    questa  triste  , la morte   del  creatore  del pc  in questione     senza  nessun richiamo in prima    nelle  pagine in fondo    cioè quelle  della cultura  . Eppure  se  non ci fosse stato quel  tipo  di pc   forse non avremo neppure   tutte le  tecnologie  attuiali  nel campo dell'informatica  e  internet  sarebbe  ancora per  pochi eletti  .   Aveva ragione de  André   :<< quando si muore  si  muore  soli  >>




Ebreo polacco sopravvissuto ad Auschwitz, inventò il celebre computer (oltre al Vic 20 e al 128). E ne vendette a milioni
ramiel e la sua celebre creaturaMILANO - Quella tastiera squadrata e quello schermo viola, hanno segnato l'infanzia di tantissimi italiani tra i 35 e i 45. Oltre ad aver alfabetizzato all'informatica milioni di persone in tutto il resto del mondo. Già, il Commodore 64, il leggendario e monolitico computer (ma anche il cugino Vic 20 e il concorrente Atari) non esisterebbero se non li avesse inventati Jack Tramiel. Che se ne è andato, domenica sera, all'età di 83 anni.
LA COMMODORE INC. - Figlio di ebrei polacchi, sopravvissuto ad Auschwitz, Tramiel emigrò negli Usa all'inseguimento di un sogno. Come tanti che poi avrebbero sfondato nell'informatica, iniziò anche lui con le macchine da scrivere. Prima facendo manutenzione per l'esercito americano, poi mettendosi in proprio e fondando appunto la Commodore Inc. Leggenda vuole che la chiamasse così perchè innamorato del gergo militaresco. E perché admiral e coronel erano già stati presi da altre società.
INVASE IL PIANETA- Tramiel passò poi alla vendita di calcolatori elettronici e, con l'aiuto di valenti tecnici, lanciò all'inizio degli anni'80 prima il Vic 20, poi il Commodore 64 e infine il 128. Abbassando i prezzi e popolarizzando il computer per tutti, quando i contemporanei Pc e Mac erano fuori portata, la Commodore invase il pianeta. Ma con questa politica aggressiva spinse forse troppo l'acceleratore Tramiel, litigò con i soci e mollò l'azienda per passare alla nemica Atari, nel 1984. Poi il lento declino di questa generazione di computer coincise con il declino personale di Tramiel, mentre il testimone della missione telematica veniva trasmesso definitivamente a Microsoft e Apple. Ma se non ci fosse stato lui, con quella tastiera squadrata e quello schermo viola....

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