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12/01/17

ennesimo bla bla dopo l'ultimo omicidio genitoriale avvenuto a Ferrara

Dopo l'ennesimo fatto di cronaca nera  Eccoci  ad  i  soliti  articoli   ed  interviste  vacue  ed ovvie a psichiatri e  sociologi  da  salotti mediatici televisivi  ( ovviamente senza generalizzare )  e  criminologi   che  affermano  : <<   Ciò che colpisce in questa vicenda sono due cose: l’incapacità di reggere la frustrazione da parte di una generazione abituata sempre e soltanto ai sì e che al primo no perde la trebisonda. E il ruolo dell’amico che partecipa al massacro di persone che neanche conosceva. È spaventoso, siamo al deserto educativo totale >> .
Infatti i ecco  cosa  dice il settimanale    
  http://www.famigliacristiana.it/  sull'orribile massacro  di Ferrara  



«RAGAZZI CHE HANNO TUTTO E AL PRIMO NO UCCIDONO»

11/01/2017  «Ciò che colpisce in questa vicenda», spiega lo psichiatra, «sono due cose: l’incapacità di reggere la frustrazione da parte di una generazione abituata sempre e soltanto ai sì e che al primo no perde la trebisonda. E il ruolo dell’amico che partecipa al massacro di persone che neanche conosceva e che probabilmente non aveva motivo per uccidere. È spaventoso, siamo al deserto educativo totale»

Paolo CrepetPaolo Crepet
Frequenti contrasti familiari, dovuti in particolare al cattivo rendimento scolastico del figlio che prendeva brutti voti a scuola. Sarebbe questo il movente del duplice delitto di Pontelangorino, paesino di mille anime in provincia di Ferrara, dove sono stati massacrati nel sonno dal figlio 16 enne della coppia, aiutato da un amico, Salvatore Vincelli, 59 anni, e la  moglie Nunzia Di Gianni, 45, entrambi originari di Torino dove vive l’altro figlio di 25 anni. Il contesto è quello di provincia: la coppia gestiva il ristorante La Greppia di San Giuseppe di Comacchio. Il figlio, secondo gli inquirenti, aveva progettato da tempo di uccidere i genitori e aveva chiesto aiuto a un amico promettendogli una ricompensa di mille euro. Spiegazioni plausibili? «Non ce ne sono», taglia corto lo psichiatra Paolo Crepet, autore, tra gli altri libri, di Baciami senza rete, in cui analizza i rapporti interpersonali giovanili nel mondo digitale. «Siamo di fronte a un problema educativo generale che non spiega il caso di Pontelangorino», afferma. «Ciò che colpisce in questa vicenda è l’incapacità di reggere la frustrazione, una generazione di ragazzi abituata sempre e soltanto ai sì, al primo no perde la trebisonda. Questo è lo sfondo in cui si inserisce questo delitto. Colpisce molto anche l’amico di questo giovanotto perché fatico a capire il motivo per cui ha partecipato all’omicidio. Il figlio aveva una relazione con i genitori che lo rimproveravano per i brutti vuoti presi a scuola, ma l’amico? Forse è solo l’ebbrezza di fare parte di questo progetto di morte uccidendo persone che neanche conosceva. È ancora più spaventoso, siamo al deserto totale».Crepet colloca il massacro di Pontelangorino, che richiama alla memoria quello di Novi Ligure e di Pietro Maso, nel contesto familiare in cui è avvenuto: «È un mondo particolare: famiglie che pensano solo a lavorare e basta, come si faccia a tirare su un figlio così non lo sa nessuno. È un contesto tipico di un certo mondo dove non è vero che manca il lavoro, anzi ce n’è pure troppo, o i soldi. Il ristorante di questa coppia andava bene. Poi è un contesto dove la scuola è implosa, se per scuola si intende un luogo dove il disagio di un ragazzo viene intercettato. Se oggi in Italia qualcuno trascorre una settimana in un istituto tecnico qualsiasi torna a casa vecchio di tre anni. È un luogo di vuoto assoluto, in passato l’istituto tecnico insegnava un mestiere, adesso tutto questo è saltato, uno si iscrive ma senza neanche sapere il perché. Siamo alla follia totale. E gli insegnanti non c’entrano, hanno una vita grama, non possiamo addossare loro colpe che non hanno».Il luogo del delitto
                                                       Il luogo del delitto



«CHI DOVEVA INTERCETTARE IL DISAGIO DI QUESTO RAGAZZO?»

Era prevedibile questo delitto? «Forse sì», risponde Crepet, «se ci fosse un osservatorio permanente sulla giovinezza. Ma mi chiedo: chi doveva accorgersi di questo ragazzo? I genitori erano impegnati a lavorare 24 ore su 24,  la scuola è un vuoto totale, cosa resta? La parrocchia. Che però negli ultimi anni come presenza è un po’ saltata, non credo che questo giovanotto frequentasse l’oratorio, magari l’avesse fatto! Alla fine è stato intercettato da gente come lui, che viaggia in un iperuranio digitale. La digitalizzazione», sottolinea Crepet, «ha aumentato questo disagio, ha acuito questo vuoto. Ci sono ragazzini che per sei ore al giorno giocano alla Play Station dove guadagni punti se schiacci una prostituta sotto un automobile, sono scuole di violenza i cui effetti sono devastanti e resi ancor più pericolosi dallo stato di abbandono in cui vivono questi ragazzi. Non faccio discorsi moralistici però dobbiamo prendere atto che a fronte di questa desertificazione educativa totale il fatto che succedano tragedie come questa è il minimo».
Secondo Crepet queste cose «possono e devono essere intercettate» ma, si chiede, «da chi?». E conclude: «Come dissi dopo il caso di Novi Ligure, almeno che tragedie come questa insegnino, siano occasione di pensiero e di riflessione. Non possiamo risolvere tutto con una scrollata di spalle o con un sensazionalismo che dura qualche giorno e poi si spegne».

Niente di nuovo sotto il cielo é da tempi di Piero maso ( qui    per  chi fosse interessato a  tali cronache i precedenti delitti familiari avvenuti in italia dal 1975   ) sento e leggo   tali analisi . Solo Bla bla mediatici ma niente proposte per uscire con ridurre tali fenomeni
sensazionalismo che dura qualche giorno e poi si spegne».

03/02/16

non sapevo che scrivere : << ci si concentra più su cosa è famiglia che sui casi femminicidio >> fosse equiparare il valore della famiglia tradizionale ed identificarli tutti con comportamenti di questo genere.



eccovi l'intera discussione avvenuta sulla  fb a voi decidere se sto facendo come da titolo o meno
 davanti  agli ennesimi     fatti di femminicidio



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La Cronaca Italiana ha aggiunto un nuovo video: Tre donne vittime della violenza.
Ieri alle 12:36 ·
ro bimba è nata prematura. Luana aveva 41 anni. Il suo ex convivente l'ha strangolata. Per gelosia. Tre storie di donne vittime della violenza. Tre storie che fanno ancora più male quando il dibattito pubblico è così concentrato su cosa si intende per famiglia


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Commenti

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Esteban Laquidara prossima volta che un gay abusa di un giovane, dovrei dire che sono tutti pedofili

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Esteban Laquidara proprio vero che da stalin a lennin alla pletora ideologica, il quoziente intellettivo e' basso. provoca odio e risentimento

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Rosanna Casula · 12 amici in comune
Una gran tristezza ...
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Giuseppe Scano
Caro  Esteban Laquidara nessun tentativo , in questo caso , d'equiparare il valore della famiglia con comportamenti di questo genere anche se essi avvengono all'interno d'essa . Se c'è l'odio da parte mia verso chi coltiva l'idea della famiglia tradizionale quando questo viene fatto in maniera ipocrita ed incoerente vedi il caso meloni che dichiara aspetto un figlio al family day e poi non è neppure sposata ma convive ( la stessa cosa se rappresentante del centro destra ) unminimo di coerenza caspita . Ma qui non sto criticando i familiy day , ma l'informazione e quindi il dibattito pubblico è così concentrato su cosa si intende per famiglia e la diatriba famiglia tradizionale e le famiglie arcobaleno 

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Giuseppe Scano ops ho sbagliato foto
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Esteban Laquidara un valore non puo' essere equiparato ad un fatto di cronaca nera. che stupidaggine...ma come ragionate?!
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Giuseppe Scano giusto . ma se hai letto bene io non sto equiparando ERO SARCASTICO ED IRONICO . e le foto sono contro le ipocrisie dico sono per la famiglia tradizionale e ne chiedo rispetto ( ok è una tuia scelta ed è giusto che ti chieda rispetto ) ma devi anche rispettare gli altri che non la pensano come te cosa che vedendo i cartelli e gli slogan al fd non n è avvenuto .
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Giuseppe Scano eccoti quella giusta . OVVIAMENTE SENZA GENERALIZZARE PERCHè CI SONO ANCHE QUELLI COERENTI


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28/08/14

donna decapita all'eur se il killer \ boia fosse stato italiano anziché straniero ? i forcaioli diventano ponzio pilati

vi potrebbe interessare  anche


Donna decapitata all’Eur, la polizia: “Costretti a sparare per difenderci”. Spunta un sms
www.lastampa.it del 25\8\2014

Inquirenti al lavoro per ricostruire la dinamica del delitto. Tracce di sangue fuori dalla villetta, perde quota l’ipotesi dello stupro.



Ho aspettato fino ad oggi, perchè pensavo che magari fossero ancora in ferie, tutti quelli che sono pronti a scagliarsi contro chiunque non sia cittadino italiano , invocandone la pena di morte, anche solo per aver rubato una mela . Ed ora? Ora che un "normale" connazionale ha "semplicemente" decapitato un colf "straniera" hanno il braccino corto per digitare su una tastiera  ?  Mi chiedo come si possa essere severi boia quando il carnefice è uno straniero per poi trasformarsi in novelli Ponzio Pilato quando , come in questo caso, il boia nel vero senso della parola ha il passaporto made in Italy ? Non lo capirò mai, anzi, non lo voglio proprio capire... ho smesso di provare  a capirlo onde  evitare  di faremi le solite  pippe mentali  che bloccano il mio  viaggio  . 



20/05/14

cari giornalisti di rai e mediaset



Cari giornalisti seri e non seri di raimediaset . la volete finire con questo sciacallaggio e.lasciare in pace i parenti e conoscenti delle vittime e noi tempiesi ? Speriamo che gli arrestino gli altri due \ tre della banda . Cosi almeno questo feticismo mediatico e e la morbosità mista ad ipocrisia e falsità della gente finirà . Ormai è sempre più un apparire a tutti i costi , infatti in piazza 'è il camion fisso della rai , tanto da far saltare il mercatino della coldiretti , e la gente bramosa d'essere intervistata o d'apparire in tv appostata . videocraty insegna




. Ce si ritorni nei bar e negli altri luoghi alle vecchie e a volte anche noiose discussioni .

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