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27/11/13

Studentessa "in attesa del 110" vende foto per comprare scooter

mi vendo - renato zero 

 provocazione  o  verità  ? o scherzo  ?  dopo il corpo  con web cam  vedere il precedente post :   






adesso  ci si vende , se  dovesse risultare  vero  ,  anche per  un motorino ecco la storia   

In attesa della laurea, una studentessa napoletana è pronta a vendere le sue foto osé.
La giovane ha pubblicato un annuncio nella bacheca sul portale Skuola.net e poi ha creato una pagina Facebook ("Mary in attesa di 110"") per farsi un po' di pubblicità. Uno scherzo? Una provocazione? "Al momento è l'unico modo che ho per avere uno scooter nuovo", spiega lei. E si chiede: "Avrò mai la mia indipendenza economica?".
www.unionesarda.it Mercoledì 27 novembre 2013 20:40

  storia  verificata   sul sito  di  skuola.net 

Studentessa vende le sue foto hard causa crisi

Accade all’Università di Napoli, dove ieri hanno fatto capolino numerose le locandine di Mary, una studentessa che in attesa di laurearsi vende le sue foto hard in cambio di denaro. La motivazione? C’è crisi e il suo motorino si è appena rotto…

di: Serena R. - 27 novembre 2013 


Della serie non solo baby squillo. Anche le ragazze più grandi sono disposte a vendere il proprio corpo per denaro. In questo caso però solo in fotografia e alla luce del sole. Accade all’Università di Napoli, dove ieri tra annunci di affitti e ripetizioni affissi nelle bacheche, sono comparse numerose  locandine dal contenuto poco equivocabile. Un decolté in bella evidenza e un messaggio chiaro: “In attesa del 110, giovane laureanda invia le proprie foto”. La segnalazione è arrivata alla redazione di Skuola.net da un genitore di una studentessa, che si interroga: “Le sembra possibile che ci siano annunci del genere in quella che dovrebbe essere la casa della cultura? Per i ragazzi tutto questo sembra essere una cosa normale, sarò mica io l'unico a stupirsi

”.
NESSUNO SCHERZO: LA MERCE SI PAGA - Si tratta di una provocazione? Skuola.net ha approfondito la questione intervistando la diretta interessata, che ha anche creato una fan page su Facebook per l’occasione. Contattando Mary in attesa di 110 è possibile infatti parlare direttamente con la studentessa e concordare le condizioni di pagamento della “merce”. Non si tratta di uno scherzo, Mary mette a disposizione immagini del suo corpo dietro pagamento di compenso. A precisa domanda infatti confessa che “Non era uno scherzo. Mi piace fare foto e voglio divertirmi così. Anche se scritto in maniera sintetica credo che sia molto chiaro il messaggio”.
VENDO FOTO PER UNO SCOOTER - Quello che colpisce maggiormente di questa storia è lamotivazione. Infatti, a indurre a una raccolta fondi così originale non è una situazione di povertà, quanto la mancanza di un mezzo di trasporto personale: “Il mio scooter è rotto... me ne serve uno nuovo”. Insomma, la ricerca di un bene non classificabile sicuramente come di prima necessità. Ma anche una certa sfiducia rispetto alle possibilità per un giovane di trovare un lavoro normale: “In attesa della laurea e di un futuro lavorativo, che vedo davvero difficile, mi diverto così... e magari riuscirò anche ad avere un nuovo scooter”. Sicuramente a Mary non manca la creatività. Questa sì speriamo che venga apprezzata da un mondo del lavoro sempre più chiuso nei confronti delle nuove generazioni.
BOOM DI RICHIESTE - Ad apprezzare l’idea sono stati soprattutto i coetanei: “Sto ricevendo troppi messaggi, alcune foto le ho già mandate”. Ragazzi che guardano bene dal farsi identificare: la pagina Facebook conta infatti solo pochi “Mi piace”: chi acquista le foto vuole rimanere anonimo, quindi il contatto avviene tramite messaggistica privata.

06/10/12

la condivisione dell'auto è il futuro della mobilità. intervista agli autori del sito blablacar.it

All'interno di un post ( non ricordo il blog e non riesco a rintracciarlo nella cronologia ) trovai qualche tempo fa questo video





interessato sia ad approfondire tali news in merito ( ne avevo sentito parlare dell'iniziativa nei paesi anglosassoni da report e se non ricordo male sulla rivista terra nuova che abbiamo nella bottega del commercio equo e solidale ) ad avere maggiori informazioni e a conoscere a 360 ° e non solo dai commenti molti dettati dai pregiudizi paure aprioristiche , ecc. ho cercato con i motori di ricerca blablacar ho trovato il sito http://www.blablacar.it/
Esplorando il sito in particolare dalla lettura delle pagine chiave ( tipiche di ogni sito e portale )  : Faq,chi siamo,primi passi, comunicati stampa del sito in questione ( potete trpovare   qui il primo,  cioè quello di quando si chiamava  ancora postoinauto  ),ecc.è un ottima anche se , ecco i molti dubbi della gente , non è free o tipo banca del tempo ( cioè tu mi dai un passaggio io ti imbianco la casa , ecc)
Infatti  inizialmente  credevo  fosse  uno di quei siti   che speculano  e  voglio trarre profitto   tali iniziative .


Ma tale mi dubbio viene sciolto da questa risposta ( sotto il resto dell'intervista ) : <<  voi dite è gratuito come mai affianco ad un elenco dei passaggi ci sono elencate delle tariffe ? 

BlaBlaCar è gratis perché iscriversi, offrire e trovare un passaggio non costa nulla. È ovvio però che ciascun conducente chieda un contributo per le spese di benzina e pedaggio, che dipende dalla distanza e che viene consigliato in automatico dal sistema. Il pagamento avviene poi direttamente in auto. >> .
Già dalla  risposta   mi sembra un ottima forma di compresso tra il gratis e il € e soprattutto fa si che riducano sprechi di risorse economiche e materiali . Infatti :  dal video  sopracitato <<Il viaggio in treno, in aereo, in auto costa sempre di più? Ora c'è una soluzione: su http://www.blablacar.it/ puoi offrire o trovare un passaggio in auto per condividere le spese e viaggiare in compagnia! >>   e << (....) la condivisione dell'auto è il futuro della mobilità Un terreno fertile: oggi in Italia si contano 36 milioni di autoveicoli e oltre l'80% dei conducenti viaggiano da soli. L'automobile è il mezzo di trasporto di gran lunga preferito: è utilizzato per oltre l'80% degli spostamenti degli italiani. 
Prendere coscienza della situazione è il primo passo in favore dell'auto condivisa. La chiave del successo: mettere in contatto, in maniera facile e veloce, i conducenti e i passeggeri. (...) >> ( da http://www.blablacar.it/blog/chisiamo ) .
Ottima iniziativa iniziativa che ancora in Italia , a differenza dei paesi anglosassoni , stenta anzi sta incominciando a prendere piede fra tentennamenti e paure . Concludo il mio post con questa veloce intervista fatta via email scrivendo all'account dei contatti del sito a voi ogni giudizio in merito 

Mentre cerco nell'email  ascolto da  facebook  in sottofondo  questa canzone dell'ultimo album di Francesco de Gregori  che per una delle  assurde  coincidenze  della vita   si chiama proprio


  


Ma  ecco che ho ritrovato  l'intervista  

come è nata questa idea ?
BlaBlaCar nasce con l'idea e con l'obiettivo di rendere più efficienti gli spostamenti in auto: meno posti vuoti in auto significa meno veicoli per strada, meno inquinamento, meno traffico e più risparmio per conducenti e passeggeri.
come mai siete passati da Postoinauto.it a BlaBlaCar ?
Siamo entrati nel network di BlaBlaCar per prendere parte ad un progetto internazionale che crede nei medesimi valori che contraddistinguevamo il progetto postoinauto.it: risparmio, ambiente, efficienza e condivisione.
che cosa offre di più il vostro sito rispetto agli altri siti per cercare ed offrire passaggi ? 
Sicurezza, affidabilità e un gran numero di viaggi disponibili.
sono mai capitate fregature , abusi ?
No. Noi svolgiamo un'attività di moderazione il più capillare possibile che scoraggia chi vuole utilizzare il sito per scopi diversi da quelli per cui è stato pensato. Inoltre il sistema di feedback e l'obbligo di registrazione fungono da ulteriore deterrente.
se m''iscrivo e decidessi d'offire un passaggio gratis andrebbe contro i canoni del sito ?
BlaBlaCar non è un servizio di autostop ma di condivisione non solo del viaggio, ma anche delle relative spese.
la vostra iniziativa vale solo per il territorio italiano ? oppure anche dall'italia all'estero o viceversa ?
BlaBlaCar è attivo in tutta Europa. Attualmente, oltre alla versione italiana, abbiamo una versione francese, spagnola, portoghese e per il Regno Unito.
Mi spiego meglio esempio mi scrivo o sono iscritto a blabalcar e devo andare da torino a cannes e \o viceversa nel vostro programma c'è un qualcosa del genere ?

Sì Giuseppe, si può fare !






02/07/12

Ho 29 anni e sono docente all’Università storia di Valentina Cattivelli


Questa  foto  a  sopra   di un manifesto pubblicitario  , da me scattata  con il telefonino  , mentre   attendevo in lavanderia   di ritirare  una maglione   di mia madre  , sembra  confermare  la storia  che  riporto sotto tratta  dal corriere  della sera   online .
Questo dimostra  che   finalmente  c'è gente  che  sta smettendo di piangersi addosso  e  di parlare od imprecare  solo e  che  ora  di  


Ed  è questo  è il caso di questa storia   che vado a riportare  presa qualche  giorno fa  dal corriere della sera  online  


No, non è facile trovare lavoro in Italia. Lo abbiamo detto e ripetuto su questo blog. Così accade che qualcuno vada all’estero oppure accontoni un sogno o una passione per cercare un impiego. Ma tra migliaia di giovani (e meno giovani) in cerca di un futuro, c’è chi  con impegno ci è riuscita. Valentina Cattivelli, 29 anni, racconta la sua esperienza come docente all’Università di Parma e Verona.Sono una ragazza fortunata. In tanti modi. Ho 29 anni e sono docente universitaria da 3. A contratto, si intende, ma pur sempre docente, con la responsabilità di un corso o di una relazione di tesi.
valentina Cattivelli
Immagino che molti lettori potranno pensare che io sia la solita raccomandata, con un cognome importante a spianarle la strada. Non è così. La mia famiglia ed io siamo quelli che il Manzoni definirebbe “genti meccaniche di piccolo affare”. Mi sono impegnata molto presto. Dopo il diploma di ragioneria, mi sono iscritta ad Economia. Ne sono seguite una laurea specialistica, un master in marketing territoriale ed un dottorato di ricerca in economia regionale e rurale (Agrisystem) presso l’Università Cattolica di Piacenza. Durante gli anni di studio, ho sempre lavorato come impiegata presso la Provincia di Cremona. In questo modo mi sono pagata gli studi che, altrimenti, avrei dovuto abbandonare. Per orgoglio, per necessità, non ho mai voluto pesare sui miei genitori che già mi hanno dato tanto. Sono stati loro a trasmettermi la passione per lo studio e per il sapere e ad infondermi lo spirito di sacrificio e la voglia di fare. Sono stati loro i miei prof più importanti e dei loro insegnamenti faccio continuamente tesoro. Per questo, per la pazienza e l’affetto che ogni giorno mi riservano io sarò loro eternamente grata.L’esperienza che ti cambia la vita l’ho avuta nel 2008, come regalo per il mio 26esimo compleanno.L’università di Ferrara mi ha conferito un incarico di docente a contratto presso la facoltà di Architettura per il corso di Economia applicata avanzata: 100 ore di didattica frontale, oltre sei ore di treno ogni volta per recarmi in università. Una scelta di coraggio non da poco quella di affidare un corso così importante ad una ragazza di 26 anni. E’ stata l’esperienza lavorativa più intensa della mia vita. Il primo giorno poi è stato il più divertente: lo stupore dei miei studenti si leggeva nei loro volti, per alcuni di loro poi ero più vecchia di soli due anni, per altri addirittura una coetanea. I loro commenti, alla fine, sono stati positivi, gratificanti. Molti di loro mi rimproverano “di essere troppo buona”, altri di “metterci troppa passione”.Da qui la volontà di non “accontentarmi” di un lavoro pubblico, sicuro, nei termini e nelle mansioni, ma di tentare la più complicata strada accademica. Sempre con la valigia in mano, alla ricerca di un incarico. Certo il rapporto è di uno a quaranta (un incarico affidato, quaranta domande presentate), non ho “sponsor”, ma solo il mio cv a presentarmi. Certo, il lavoro in Provincia mi dà quella sicurezza economica che altrimenti non mi consentirebbe di rincorrere il sogno di diventare prof universitaria a tutti gli effetti. Ora sono docente presso le Università di Parma e di Verona. In ottobre sarò relatrice della “mia” prima tesi.Questo lavoro mi appassiona, è la cura migliore alla mia fame di sapere. Mi piace il rapporto con gli studenti: mi arricchisce, mi stimola a fare meglio. Cerco di dare loro un aiuto concreto alla costruzione della loro formazione e della loro futura carriera con consigli, incoraggiamenti, suggerimenti, oltre che con modelli o teorie economiche. Aver finito da poco gli studi è un grande vantaggio: li capisco, capisco le loro incertezze o esigenze e cerco di aiutarli.Oggi penso che sia stato il “sogno” il mio punto di forza, l’energia e la luce con le quali lo descrivevo durante i colloqui.Perché, in fondo, hanno ragione Antonacci: “la passione è la forza che lega le teste e a quei corpi noiosi dà spirito e luce” o un altro mio giovane collega prof D’Avenia “I sogni veri si costruiscono con gli ostacoli, altrimenti non si trasformano in progetti, ma restano sogni. La differenza fra un sogno e un progetto è proprio questa”. Il mio sogno è diventato progetto, spero che un giorno diventi quotidianità.

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