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30/01/14

sensi di colpa , rimorsi , rimpianti , , utili o inutili ? eliminarli o conviverci ? II puntata

 canzoni   in sottofondo  
Zucchero - Alleluja.
 "              -Senza Rimorso

http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2014/01/sensi-di-colpa-rimorso-rimpianto-utili.html

Dopo  aver riordinato le  idee    riecco  che  riprendo  quel discorso intrerrotto  (  trovate  nell'url  sopra    la prima parte  )  sui sensi  di colpa  , rimorsi  , rimpianti
 Prima  d'iniziare  la  discussione  bisogna chiedersi Non è per  fare il sapiente o  il so  tutto io , ma  è  il fatto    che molti  o  fanno  finta  di sapere    cdi cosa  si parla  o non (  ma  sono pochissimi )    il significato dei termini in questione ma  cosa  significano  i termini rimorso   e  rimpianto  .

rimorso [ri-mòr-so] s.m.
• Sentimento di dolore e di tormento che nasce dalla consapevolezza dei mali commessi SIN pentimento: essere assillato dai r.; non ho alcun r. per quello che ho fatto
rimpianto [rim-piàn-to] s.m.
• Ricordo nostalgico e doloroso di qlco. o di qlcu.: me ne vado senza alcun r.
Source:
da     http://dizionari.corriere.it/

 A mio avviso, poi ciascuno di voi  valuterà    quello che meglio crede , in base  alla  mia esperienza  fin qui  svolta  , posso dire  che  sono  entrambi  effetti , nel bene   o nel male   di tutto  quello che facciamo   , di ogni nostra  azione    e  fanno si  che  andiamo avanti  . Posso dire che se dovesse  scegliere ,  ma  esercito il diritto di non scegliere 



 forse e meglio avere rimorsi che rimpianti. Entrambe le cose sono spiacevoli certo, ma chi ha rimorsi li prova per aver fatto qualcosa sbagliando, quindi ha comunque agito. Chi ha rimpianti ha sognato soltanto di fare qualcosa ma non l'ha mai realizzata alla fine. Il rimorso è in parole povere suscitato dai sensi di colpa, il rimpianto dalla frustrazione. Infatti  c'è  molta differenza tra rimorsi e rimpianti..I rimorsi è qnd si hanno i senzi di colpa x qualcosa che è stato fatto male o qualche offesa fatta ecc ecc i rimpianti e quando stai male per non aver fatto una determinata cosa o perche hai la consapevolezza di poterla fare meglio . Se  volete  altre  definizioni eccovene alcune  trovate  su  http://it.answers.yahoo.com/
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  • Fla84 con risposta 5 anni fa
    rimorso è qualcosa che hai fatto e poi ti sei pentito alla grande, rimpianto è qualcosa che NON hai fatto e poi ti sei pentito di non averlo fatto!

    cmq è meglio vivere di rimorsi che di rimpianti, fidati.
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  • Allora hanno stesso significato cioè ti fanno stare male comunque...ma cmq è meglio vivere di rimorsi che di rimpianti.
    Il rimpianto è quando una cosa vorresti farla ma non la fai per paura di quello che potrebbe succedere.
    Il rimorso pensa come se dovessi mordere te stesso nel senso hai fatto una cosa che purtroppo è andata male...ma cmq che hai fatto...hai scoperto il fatto tragico almeno!!
    spero di averti aiutata!
    Baci
    Aby!!
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  • CammeloSpareddaGOD con risposta 5 anni fa
    Il RIMORSO e un sentimento di dolore che si prova per le colpe commesse.. Il RIMPIANTO e il ricordare con desiderio e rammarico cose o persone che non si hanno più,, Il RIMORSO e un sostantivo maschile mentre il RIMPIANTO e un verbo (rimpiangere).. RIMORSI e di 7 lettere.. RIMPIANTI di 9 lettere..
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  • pupettina con risposta 5 anni fa
    Pratikamente...evere un rimorso significa pentirsi di NON AVER fatto qualkosa...mentre avere un rimpianto significa pentirsi di AVER fatto qualkosa...fine ;)
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  • stellina con risposta 5 anni fa
    Il rimorso è un'emozione sperimentata da chi ritiene di aver tenuto azioni o comportamenti contrari al proprio codice morale. Il rimorso produce il senso di colpa.

    Il Rimpianto, invece, è il sentimento che nasce da qualcosa che in passato avresti voluto fare – senza però mai farlo. Il non aver colto occasioni, opportunità.

    A parer mio sia il rimorso che il rimpianto sono comunque legati al ricordo. E non c’è peggio che ricordare qualcosa che nn è successo.. rimpiangere di non aver fatto, di non essersi fidati del cuore, di aver affidato tutto alla mente razionale.
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Io  posso solo  dire   che   cerco   di scacciarli  entrambi  perchè dopo  che  ha  capito   come gli  hai  originati   non ti servono più  ed  finiscono per  appesantire  e  ti obbligano a


 ricercarla di  nuovo 

  



19/01/14

sensi di colpa , rimorso , rimpianto , , utili o inutili ? eliminarli o conviverci ? 1 puntata

Iniziamo   questa esplorazione   di me  e non solo parlando  \  affrontando  i sensi  di colpa  

per  chi volesse approfondire  


http://www.clinicadellatimidezza.it/il-senso-di-colpa/
http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=40
http://www.solaris.it/indexprima.asp?Articolo=2250
http://www.barbarabenedettelli.com/1/ricominciare_il_senso_di_colpa_3092021.html
http://www.laveritachelibera.com/Libri/La_psicologia_della_colpa.htm

Innanzitutto  per poter  analizzare   una cosa   ci si deve  chiedere    cosa  è  o cosa sono  i sensi di colpa   e come influiscono   su di noi e  sul nostro percorso  .

 N.B
chi lo sa  già   può anche saltare  la  parte iniziale  di questo  pezzo

Definizione psicologica del senso di colpa – Il senso di colpa è qualcosa di molto profondo, a volte un sentimento molto doloroso e alla base di gravi problemi e disturbi. Il senso di colpa arriva a determinare le nostre azioni, le nostre scelte, la nostra vita. Nasce dal “non essere all'altezza” e trova terreno fertile in una personalità fortemente autocritica.
da http://www.albanesi.it/

Infatti i sensi di colpa si basano sulla paura interiorizzata, spesso inconscia, di un giudizio negativo (nessuno infatti ha paura di un giudizio positivo), e che tale giudizio negativo comporterà una punizione che la persona vive sempre come un rifiuto o una minaccia di ritiro dell’amore da parte della persona che la giudica negativamente. In definitiva il senso di colpa ci dice “sei colpevole e verrai condannato e punito con l’abbandono”. Quindi sotto ogni senso di colpa c’è sempre il terrore del rifiuto, dell’abbandono e della morte.
Il senso di colpa si basa anche su tre componenti cognitive:


  1. La valutazione negativa del proprio comportamento o anche della sola intenzione;
  2. L’assunzione di responsabilità quando si riconosce di essere stati causa diretta o indiretta di un evento;
L’abbassamento dell’autostima morale, attraverso la valutazione negativa del proprio comportamento, riconosciuto come volontario.
È possibile ipotizzare anche che il senso di colpa nasca anche da una sopravvalutazione delle proprie capacità o dalla sensazione narcisistica di essere, in qualche modo, al centro del mondo. Il pensiero psicoanalitico suggerisce di esaminare questi processi mentali con attenzione: quando in psicologia si arriva alle radici di un senso di colpa apparentemente immotivato, di solito si trova un sentimento ostile nei confronti di qualche componente della famiglia o di un suo sostituto.
Non provare sensi di colpa vorrebbe dire essere totalmente dominati dalla crudeltà', dalla superbia e dall'orgoglio o viceversa essere degli 'illuminati'.


 Ora veniamo   al post  vero e proprio


Secondo  il mio percorso  , fin qui fatto  da  solo e in compagnia    ( ancora  sono in word progres ) ,   posso  dire  che a differenza di  quanto dice  http://www.albanesi.it/Mente/sensocolpa.htm .a  volte faccio una distinzione fra  sensi di colpa  UTILI   e sensi di colpa INUTILI
Gli considero   Utili    quando la  colpa   ti  indica  e  ti rende  consapevole   dell'errore  diretto  o indiretto che fai  con : i  tuoi gesti  , le  tue parole  , i tuoi scritti  , ecc  . insomma  ci permettono di rimediare \  capire  ad errori o di evitarli in futuro.
idem precedente  

INUTILI quando quando non ti servono  o non t'indicano niente    cioè    sono un problema che causa parecchi altri problemi psicologici, oppure e' causato da essi. Io ho un senso di colpa ogni 4 minuti e 30 secondi. Classico esempio da manuale del senso di colpa dannoso e che e' spesso associato ad altri disturbi psicologici: il sentirsi in colpa quando si esce da un negozio senza comprare niente. 

Adesso la mia esperienza   personale  in merito 

Io avevo  ( ed  ogni tanto  ci ricado ancora  )    questo problema che mi opprime per un certo periodo di tempo quando mi capitano situazioni dove, secondo me, il mio intervento avrebbe potuto essere decisivo. Un esempio  ? Qualche  tempo fa il nostro gatto  (  foto a destra  )  e' morto di vecchiaia: quel giorno non
eravamo in casa , sapevamo che'era  malato e che  forse  sarebbe morto  da  li a qualche  giorno  ,  purtroppo pero' al ritorno lo abbiamo trovato morto, come se ci avesse aspettati per andarsene.A questo punto ho cominciato a colpevolizzare così da rendermi la vita impossibile per settimane imputandomi cose come: Se fossi stato a casa avrei potuto stare con lui tutto il giorno ed accompagnarlo <<   non gli hai dato, >> come mi dice  anche mia madre ,  <<  la  soddisfazione   di vederti laureato   lui che  veniva   a sdraiarsi  sulla   tua  scrivania   mentre  studiavi >>   Forse non gli ho dato tutto quello che avrei potuto dargli quando era in vita... Sapevo che era vecchio, potevo passare più' tempo con lui, fargli ancora piu' coccole, godermelo ancora di più' e cosi' via...
Purtroppo ad ogni situazione analoga si ripresenta lo stesso copione di tormenti e sensi di colpa non giustificabili o comunque  troppo  eccessivi e pur riconoscendo questo non posso pero' fare a meno di subire questa tortura psicologica auto-imposta  e lotto  contro  d'essi  
Ora  mi chiederete    come  lottarci  . 
 Dipende   quando  sono tuoi o  non tuoi ( su  questo non posso darvi   nessun consiglio  sei tu  che devi decidere    quando   sono tuoi e  quando  non lo sono  )  . Posso solo dirti che quando  non  sono tuoi, non fanno parte di te quindi non li ascoltare. Per non dargli modo di assalirti e divorarti la poca serenità che hai, non gli devi dare modo di formarsi.  Se  invece si  sono già formati  chiedi  mi serve continuare cosi  o no  ?  Se abbiam fatto qualcosa di sbagliato senza dolo, provare sensi di colpa non aggiunge nulla. Se l'abbiam fatto con dolo, invece, il senso di colpa ha men che mai senso...  le  famose  lacrime di coccodrillo ?  . Se invece  sono i tuoi  ecco un consiglio generale     a cui spesso ricorro  quando m'assalgono   preso da  http://www.ass-arcano.it/

                                                  I sensi di colpa


Credo che non esista essere umano che non sia ammalato di SENSI DI COLPA. Tuttavia molte persone, pur nominandoli spesso, non capiscono né cosa siano, né di cosa veramente si stia parlando, poiché i loro sensi di colpa sono profondamente nascosti nell'inconscio. Quindi, pur essendo notevolmente condizionati dai sensi di colpa, non comprendono cosa possano fare per liberarsene.
Allora, il primo lavoro da fare è comprendere cosa sono i sensi di colpa, come cercarli e come riconoscerli attraverso una indagine introspettiva. Riconoscere i propri sensi di colpa è difficile poiché significa ammettere la propria incapacità e la propria debolezza andando a toccare due fattori molto delicati e cioè :
l'IDEA DI PERFEZIONE grazie alla quale ognuno di noi è profondamente convinto di essere sempre perfetto e senza colpa alcuna
il proprio IDEALE DELL'IO, cioè quello che noi vorremmo essere o a cui aspiriamo, e col quale continuamente ci troviamo a confrontarci. Questo ideale dell'io è sempre sproporzionato rispetto alle nostre reali capacità
I sensi di colpa si nascondono spesso dietro una profonda e vasta mancanza di desideri e dietro frasi del tipo "no questo non mi interessa" oppure "no non mi piace" o "no questo non mi va". La verità è che quella cosa non ci va poiché il solo ipotizzarla terrorizza il soggetto che non può ammettere a se stesso questa sua debolezza.
Quindi, proprio per la nostra tendenza a nasconderli, la conoscenza dei sensi di colpa non va mai data per scontata. Anzi ogni tanto è necessario tornare a lavorare su di essi a differenti livelli di profondità partendo ad esempio dalla attuale incapacità a dire dei "NO" alle richieste altrui.
Molte persone hanno fortissime resistenze a riconoscere che molte cose non le fanno PER PAURA e preferiscono mentire inconsciamente, affermando che non fanno certe cose perché "NON GLI VA" di farle. Ma se osserviamo la nostra vita con onestà, scopriamo che le cose che "non ci va di fare" sono veramente molte. Bisogna quindi ipotizzare che non siamo capaci di farle perché altrimenti ci sentiremmo in grave disagio e avremmo paura giacché esse ci furono proibite da nostra madre quando eravamo bambini e poi crescendo abbiamo interiorizzato tali divieti e questi sono così divenuti nostri divieti interni.
Riassumendo è necessario comprendere che :
I sensi di colpa sono un gran peso e non consentono una vita serena e soddisfacente poiché ci allontanano dai nostri desideri e dal nostro progetto di vita.
I sensi di colpa si sono formati nel rapporto con la madre quando eravamo molto piccoli e rappresentano tutto ciò che essa ci proibiva, oppure che noi stessi abbiamo creduto non essere gradito a nostra madre.
La proibizione materna e/o paterna non è stata solo quella esplicita, anzi essa ci è stata passata soprattutto dal loro comportamento esterno che veniva poi interpretato dalle nostre menti ancora poco sviluppate e quindi incapaci di capire coerentemente.
Si scopre così che molte persone vivono proibizioni veramente astruse ed assurde. A volte, per esempio, è sufficiente un commento genitoriale sulla sessualità o altro mentre in famiglia si guardava la televisione, per influenzare profondamente un bimbo e creare in lui minacce e condizionamenti inconsci.
Antonio Mazzetti dice spesso che ognuno di noi ha almeno centomila comandamenti interni che non conosce e non riconosce come tali, ma ai quali ubbidisce ciecamente in modo assoluto. Questi comandamenti sono stati scritti dentro di noi dalla madre e/o dal padre quando eravamo piccoli; sono il super-io freudiano.
Infatti i sensi di colpa si basano sulla paura interiorizzata, spesso inconscia, di un giudizio negativo (nessuno infatti ha paura di un giudizio positivo), e che tale giudizio negativo comporterà una punizione che un bambino piccolo vivrà sempre come un rifiuto o una minaccia di ritiro dell'amore materno stesso. In definitiva il senso di colpa ci dice "sei colpevole e verrai condannato e punito con l'abbandono", che per un bambino piccolo significa con la morte. Quindi sotto ogni senso di colpa c'è sempre il terrore del rifiuto, dell'abbandono e della morte.

                                            Come si combattono i sensi di colpa
Ci si libera dei sensi di colpe soltanto attraversando le seguenti fasi, tutte necessarie:
Riconoscere i propri sensi di colpa. Ossia vederli ed evidenziarli alla propria coscienza, poiché essi sono quasi sempre totalmente inconsci. Quindi valutare obiettivamente se quando "non ci va" di fare una cosa, non vi si nascondano invece dei sensi di colpa. È molto differente infatti essere educati o riservati per una scelta matura e responsabile od invece esserlo per sensi di colpa inconsci e quindi per paura di perdere l'amore materno. Naturalmente tale esempio è estendibile a infinite altre possibilità.
Calpestare i propri sensi di colpa, ossia provare a fare le azioni sentite come proibite, cercando di farle in una forma "terapeutica" non distruttiva. Se per esempio, avessi paura a prendere a calci l'autorità (che rappresenta la madre o il padre), non devo farlo nella realtà andando a prendere a calci il primo carabiniere che mi capita a tiro, poiché finirei ovviamente (e giustamente) in galera. Potrei invece trovare una forma simbolica che mi consenta di vivere comunque questa esperienza. Ad esempio disegnare su un foglio una figura che rappresenta l'autorità o mia madre e colpirla. Questo spostamento in chiave simbolica non deve essere assolutamente visto con superficialità perché viene vissuto con molte resistenze da parte di tutti. Ma vi assicuro che il riuscire a farlo autenticamente è molto più efficace che nella realtà, giacché viverlo simbolicamente in modo "primario" aiuta molto di più a prendere coscienza della formazione dei sensi di colpa e delle paure infantili. L'azione va fatta, naturalmente, con la coscienza che si sta cambiando una situazione problematica infantile, e che non si sta commettendo nessuna colpa reale. Ecco quindi la necessità di un situazione simbolica.
Conoscere e riconoscere le modalità difensive personali con le quali nascondiamo o riduciamo le sensazioni di sofferenza collegata ai sensi di colpa. Vi elenco alcune difese molto diffuse:
Ridere mentre si esegue l'azione
Chiudere gli occhi per non vedere
Irrigidire tutto il corpo o parti di esso.
Esagerare i movimenti, la voce, la gestualità in modo isterico.
Formulare e ripetersi mentalmente pensieri consolatori o decolpevolizzanti.
Formulare mentalmente pensieri giustificatori delle proprie azioni.
L'esistenza di tutte queste difese dimostra che quando ci si sforza di commettere l'azione proibita bisogna sentire effettivamente tutta la colpa che nostra madre ci ha addossato. Altrimenti si rischia di calpestare i sensi di colpa senza tuttavia riuscire mai a liberarsene. Ciò accade poiché in quel momento si mettono in atto una o più barriere difensive per non sentire le minacce e l'angoscia collegata ai sensi di colpa, strategie difensive che sfuggono al controllo della persona stessa. In definitiva per lavorare sui sensi di colpa è necessario :
vederli
affrontarli con determinazione e costanza
ridurre sempre più le strategie e gli strumenti difensivi personali messi in atto contro il sentire, aiutandosi ad accentuare l'azione proibita in forma terapeutica, imparando a ridurre le resistenze e non a rinforzare lo stimolo.
Un punto fondamentale è perdonarsi ed imparare a farlo, ad ogni fallimento durante questo tipo di lavoro, altrimenti i sensi di colpa si nascondono di nuovo nell'inconscio e si trasformano nella assenza di desideri
Louise Hay afferma che i sensi di colpa sono delle emozioni assolutamente inutili, perché non fanno star bene nessuno e non riescono a cambiare nessuna situazione. Tuttavia il senso di colpa ha una sua utilità specifica e cioè ci consente di comprendere che nascondiamo una colpa reale. Antonio Mercurio afferma che ogni senso di colpa nasconde una colpa reale.
La colpa reale è quella colpa che l'individuo commette nel non realizzare il proprio progetto di vita, la finalità per la quale l'Universo gli ha fatto dono della vita.
Colpa reale è rimanere ancorati ai meccanismi infantili e rifiutarsi di nascere al proprio progetto del se.
Ogni senso di colpa ha come radice una colpa reale, di cui diviene campanello d'allarme, di come siamo ancorati al potere materno e paterno.
Un bambino divorato dalla colpa dell'odio, diviene un bambino ammalato di sensi di colpa. Da adulto sarà un adulto ammalato di sensi di colpa, la sua colpa reale sarà il non fare nulla per liberarsi e realizzare il progetto del proprio se.
Pertanto, riassumendo, quando ci sentiamo in colpa a causa dei sensi di colpa dobbiamo, secondo me, procedere nel modo seguente:
Mi sento in colpa
E' un senso di colpa?
Da quale proibizione materna diretta o indiretta mi deriva?
Quali resistenze o meccanismi difensivi adotto per ridurre la sofferenza?
Se non li affronto e non costruisco "qui ed ora" un progetto per uscire da questo tipo di senso di colpa che sento oggi, mi assumerò una colpa reale contro la mia persona e la mia coscienza.
Nel fare il progetto di liberazione, devo tenere presente sia il grado di libertà che possiedo, sia il concetto di perdono che quello di complicità.
Soprattutto non devo mai scoraggiarmi, poiché il lavoro sui sensi di colpa è lungo e difficile ma ripaga sempre con benessere e libertà.
Ogni piccola vittoria sui sensi di colpa dà una particolarissima soddisfazione, senso di appagamento e di vitalità altrimenti irraggiungibile con altre esperienze.
Per finire un consiglio di Antonio Mazzetti : "Il senso di colpa in realtà, ti viene messo addosso da chi ti VUOLE DOMINARE, quindi liberati dai sensi di colpa."
non so che altro dirvi se  non buona lotta  

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