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09/02/16

“Noi, i cristiani-fantasma venuti dall’Islam” gli islamici che si convertono all'islam

http://www.lastampa.it/  7.2.2016  

“Noi, i cristiani-fantasma venuti dall’Islam”
Un reportage tra gli islamici che, in Italia, si sono convertiti al cristianesimo. «Per evitare ritorsioni e minacce da parte dei musulmani più fanatici siamo costretti a nasconderci»




In Italia potrebbero essere un migliaio gli islamici divenuti cristiani

07/02/2016
MAURO PIANTA
TORINO





Omar, lo chiameremo così, soffia via il fumo leggero della sigaretta che si è concesso nella pausa del lavoro. Si schiarisce la voce, poi ti guarda dritto negli occhi: «Sì, adesso sono felice. Rimpiango solo gli anni che ho passato senza conoscere Cristo, ma si vede che doveva andare così. Sono rinato, la mia vita è cambiata. Non è che non abbia problemi, figurati… Ma sono più paziente, sereno». Omar, 55enne ingegnere chimico egiziano che oggi si aggiusta a fare il cameriere in una città del centro-Italia, era musulmano. Con più di una venatura di fanatismo. Poi c’è stato l’arrivo in Italia, la crisi per la morte della madre, la lettura della Bibbia e in particolare del libro dell’Apocalisse, l’appassionarsi per le omelie di un predicatore cristiano egiziano guardate grazie alla parabola, infine l’incontro con alcuni cristiani che sono divenuti suoi amici e che lo hanno accompagnato fino al battesimo, tre anni fa. L’elemento decisivo per la sua conversione? «L’aver visto in queste persone – dice a Vatican Insider – un’umanità più completa della mia e il fatto che mi hanno aiutato senza chiedermi di cambiare religione». Resta, per Omar, un enorme, drammatico, cruccio: «Non posso praticare apertamente la mia fede cristiana: ho paura che qualche fanatico islamico possa fare del male non solo a me, ma soprattutto ai parenti che sono rimasti in Egitto. Perché – si chiede – gli italiani che si convertono all’Islam possono andare tranquillamente a parlarne in tv e invece io devo nascondermi per evitare ritorsioni?».



“Chi cambia religione tradisce il suo popolo”

Rivolgiamo la domanda di Omar a padre Samir Khalil Samir, gesuita, uno dei maggiori islamologi a livello internazionale: «L’Islam non è solo religione ma è anche politica, cultura, società. Esso penetra fin nelle minime cose. Non esiste una separazione tra fede e politica, il credente in Allah fatica a distinguere il cristianesimo dall’Occidente. Ecco perché un musulmano che passa ad un’altra religione commette un tradimento rispetto alla comunità: non tradisce solo la propria fede, ma anche il proprio popolo, la nazione. Insomma, nell’Islam si può entrare ma è vietato uscire». E infatti in nessun paese islamico ci si può convertire a un altro credo senza subire conseguenze. Il reato di apostasia è punito con diverse gradazioni: dalla “morte civile” (perdita del lavoro, della tutela dei figli e di alcuni diritti, rottura dei legami familiari), si arriva fino al carcere o alla pena di morte. «Anche in terra di emigrazione – osserva ancora padre Samir – l’apostata è oggetto di riprovazione, minacce o violenze da parte della comunità di appartenenza o della sua stessa famiglia. Da qui la necessità per i convertiti di vivere nella riservatezza. Nonostante tutto questo il fenomeno dei musulmani che diventano cristiani, grazie anche alle tv satellitari e al web, è sempre più diffuso».



Ecco chi sono

Ma qual è l’identikit del musulmano che abbraccia il cristianesimo in Italia? Il profilo disegnato dalle associazioni cattoliche che si occupano di immigrati e dall’esperienza di chi lavora del Servizio nazionale per il Catecumen

“Noi, i cristiani-fantasma venuti dall’Islam”
Un reportage tra gli islamici che, in Italia, si sono convertiti al cristianesimo. «Per evitare ritorsioni e minacce da parte dei musulmani più fanatici siamo costretti a nasconderci»


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