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01/02/15

ESSERE LAICO E CREDENTE ? E' POSSIBILE

A  chi   mi dice   \  accusa d'essere ateo e miscridente o peggio di   contraddirmi   rispondo che : << (...) Ma alla mia età\vivo bene anche\queste contrarietà\guardo in alto e\mi convinco che \ Dio è laico come me...(....) >> da Laico reggae - Avanzi Sound Machine (Guzzanti - Fassari - Masciarelli - Loche).
Inoltre  alcuni post   che  condivido sui  social  sono  provocatori ( vedi post  precedente :   perchè non restituiamo i resti del cimitero islamico del 1914\1918 del Moschiag a qualche paese Mussulmano ?  ) Io  non sono  ateo  o miscredente   creeo forse  a modo mio     che  spesso   va  incontrasto conla dottrina cattolica . infatti  alcuni mie amici  preti e sacerdoti mi dicono che sono protestante  , i protestanti   che sono cattolico  o viceversa  oppure islamico 
Se proprio volete   etichettarmi sono un laico credente . Ecco  alcune discussioni   che riassumo  e  dovrebbero , almeno credo   chiarire  il mio  credere . 
Riprendendo  quella  discusssione  http://goo.gl/RHdmtn
ecco cosa intendo per laicismo https://www.facebook.com/notes/10150581283890067/?pnref=story
  • Passi Flora Mi spiace Giusè, ma nelle sagrestie delle chiese, alla Caritas e in ogni punto di accoglienza messo in piedi proprio grazie ai VALORI CRISTIANI, c'è la fila di persone disperate, senza soldi, senza lavoro e senza cibo che chiedono aiuto....dove ca@@o ...Altro...




  • Giuseppe Scano concordo come te Passi Flora sul valore del simbolo e sul suo significato . cosi come non metto in dubbio il ruolo svolto dagli enti religiosi ed i suoi valori . e il tuo smarrimento davanti all'essenza dello stato laico ( pseudo tale...Altro...





  • Passi Flora Il BUONSENSO non lo vende neppure MEDIASHOPPING... Questi "diritti" li accampa solo chi in realtà non sopporta chiunque CREDA in qualcosa....Il nostro è uno STATO DI DIRITTO....compreso quello CANONICO da cui attingono la maggior parte degli articoli della Costituzione






  • Giuseppe Scano infatti Passi FloraSe   non bastasse  ecc quanto   dice Don  Farinella  ( news  su  di lui    1  http://www.paolofarinella.eu/  2 https://www.facebook.com/PaoloFarinellaprete )


    Le altre  6 parti le trovate  in questo canale  https://www.youtube.com/user/Grillidiprato/search?query=farinella 

     

    18/01/15

    UNA CAREZZA IN UN PUGNO


    Le frasi pronunciate da papa Francesco durante il viaggio di ritorno dalle Filippine hanno suscitato la riprovazione di molti e il plauso di molti altri (preti di strada, artisti come Moni Ovadia...). Qualche protestatario da web è giunto poi a tuonare "Bergoglio sdogana il terrorismo", "Bergoglio fascista".
    Tali affermazioni, che impegnano esclusivamente i loro autori, non trovano alcuna giustificazione, nemmeno in una ingenua e frettolosa diffidenza verso la gerarchia ecclesiastica. Anzitutto, i discorsi vanno ascoltati per intero; in secondo luogo, contano gli atti; last but not least, la persona che parla e agisce. Se Francesco è il Papa, è anche e soprattutto un uomo. E chiunque conservi un minimo di pudore intellettuale, o solo di ragione, si guarderà bene dall'affiancare la sua vicenda umana e pastorale a un ammiccamento verso il fanatismo assassino.
    Eppure, ci tocca ribadire l'ovvio. All'indomani della carneficina Bergoglio (e, dopo di lui, Monsignor Vingt-Trois), ha celebrato una Messa per i giornalisti trucidati. Le sue condanne della violenza religiosa sono state reiterate, ferme, severe fin dall'inizio del pontificato. Si sono concretizzate in
    La Messa di papa Francesco al Rizal Park a Manila  da © Ansa
    azioni vigorose e altamente simboliche. Ha richiamato i leader islamici alle loro responsabilità molte volte, in modo chiaro e inequivocabile.

    La Chiesa contemporanea esce da un Concilio in virtù del quale, sia pure con fatica e in alcuni casi a malincuore, ha accettato la democrazia. Ne andava del resto, dopo secoli di Inquisizioni, guerre, torture, roghi, della sua sopravvivenza in Occidente - e accadrà, dovrà accadere, pure all'Islam, ché le tragedie attuali manifestano non uno scontro di civiltà ma una lotta tutta interna a quella religione e al suo rapporto col mondo moderno.
    Un rapporto complesso, a volte tragico e sanguinoso. L'aveva sottolineato diversi anni fa Khaled Fouad Allam da me citato in questa sede e  lo ribadiscono oggi,fra gli altri,Orhan Pamuk e Paul Bhatti
    Giusto quindi non abbassare la guardia. La laicità va difesa a ogni costo. A tutela non solo dell'incolumità personale ma della stessa religione. Una laicità forte preserva quest'ultima da tentazioni teocratiche.
    Parimenti: consolidare la laicità, evitarle di degenerare in laicismo, può essere una missione importante per i credenti di qualsiasi religione.
    La laicità da sola è d'altronde insufficiente a costituire una democrazia. La democrazia rimane, oggi, l'unico sistema di governo adatto all'uomo perché si fonda su valori, non semplicemente su principi; valori inviolabili e inattaccabili, quali libertà di pensiero, parola, azione, libertà, certo!, di cambiare credo religioso, pari dignità fra uomo e donna e fra etnie, giustizia, reciprocità ecc.
    Ciò che però caratterizza i valori democratici rispetto ad altri è la loro, diciamo così, malleabilità, la capacità di declinarsi nel rispetto della storia d'ogni paese. Ammettiamo pure sia un parto occidentale; tuttavia è esistito, presso le varie culture, un momento umanista da (ri)scoprire e coltivare affinché cresca ovunque secondo le modalità proprie di quelle stesse culture.
    Per questo un modello unico di democrazia non è esportabile, foss'anche il migliore del mondo. Può persino esser vissuto come un'imposizione, secondo l'impeccabile analisi di Jean-Loup Amselle  il quale individua pure il punto debole, eccessivamente eurocentrico, di molti osservatori sulle inedite, paurose forme di antisemitismo.
    "Siamo il Paese di Voltaire e dell'irriverenza - proclama Christiane Taubira, Ministra francese della Giustizia - liberi di deridere anche la religione". Queste frasi avrebbero potuto sedurre, come in effetti è successo, un algerino di cinquant'anni fa in lotta per l'indipendenza; ma, così decontestualizzate, finiscono per risultare anacronistiche, inaccettabili per certe orecchie, loro malgrado astratte; rendono cioè totalmente irreali.
    È certo possibile ridere di tutto; è anche sempre lecito? È lecito sghignazzare sulla Shoah o sulla decapitazione di Foley, come ha fatto l'ex comico Dieudonné? E su quali basi glielo si potrebbe impedire, se prevale la logica dell'individualismo assoluto? Siamo tutti Charlie, d'accordo; perché allora censurare uno spot come "Dear Future Mom", malgrado gli elogi di Cannes e un prestigioso premio dell'Onu? Per "non turbare le coscienze delle donne che hanno fatto scelte di vita diverse", com'è stato dichiarato? Insomma, Charlie sì e Down no? Liberté, égalité, fraternité è una sintesi mirabile del vivere civile, non merita un approccio così riduttivo.
    Ritengo invece sfugga il vero obiettivo delle controverse dichiarazioni del Pontefice. Non il diritto di satira (ma i doveri?) o la giustificazione del terrorismo, questa sì un'affermazione improvvida. Ma piuttosto il nichilismo, quell'appiattimento del pensiero secondo cui ci si può burlare di qualsiasi valore perché nulla ha valore, e di cui soffrono le società occidentali avanzate. Ciò che, in Italia, spinge alcuni professori sedicenti progressisti a censurare il presepe a scuola in nome d'un malinteso "rispetto verso gli alunni musulmani", i quali alunni musulmani, d'altronde, il problema non se lo pongono nemmeno e anzi non di rado accolgono con gioia la rievocazione della nascita del profeta Gesù [ me n'ero già occupata qui  n.d.A.]. Il vero multiculturalismo non toglie: aggiunge. Né si potrà negare - come rilevato appunto da Bergoglio - l'atteggiamento spocchioso, denigratorio e a volte apertamente ostile verso i credenti da parte di di chi si ritiene intellettuale. Ne è esempio il povero filosofo Giovanni Reale, ingegno di razza, tra i più raffinati interpreti di Aristotele. Ma emarginato dai colleghi per il solo fatto d'esser cattolico ed esegeta di Wojtyla. Per tacere di Testori, il maggior scrittore del secondo Novecento dopo Pasolini. Ma non (più) ateo, anticlericale, di sinistra; per giunta omosessuale "peccatore", quindi ben meritevole d'oblio. Quell'oblio che non
    da  http://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/
    denota solo pigrizia intellettuale; ha pure conseguenze pratiche; e non delle meno gravi. Esse vanno dal totale (e criminale) disinteresse per il genocidio dei cristiani iracheni al silenzio sulla tragedia di Asia Bibi, per cui non s'è udito un fiato da parte delle solitamente attivissime femministe. Le quali si sarebbero schierate senz'indugio con lei, se fosse stata una Femen nuda e blasfema (a proposito, in questi giorni dov'erano, le nostre pitonesse del libertarismo? Chi le ha viste in piazza o davanti alle moschee, e non in qualche paese europeo - troppo comodo - ma nei luoghi d'origine? Invece, nulla di nulla. Che fenomeno singolare! Eh?).

    E poiché non siamo l'uno la fotocopia dell'altro, ne deriva che anche le percezioni di bene e di male variano, diventano liquide; e il politically correct cosa fa? Non sapendo più quali pesci pigliare, li piglia tutti, tranne naturalmente il proprio, cui attribuisce (esagerato!) l'origine d'ogni male. Quindi sì alla Femen ma non si sa come ribattere - si sa, le "loro tradizioni"... -, al fondamentalista che rifiuta il colloquio con l'insegnante donna, siamo tutti Charlie ma chi se ne importa della Nigeria (ma aggiungiamo il Pakistan dove sono stato trucidati cento bambini, il Sud-Sudan, il Corno d'Africa, la Siria...); infatti, sostiene la super-femminista Addis su Huffpost, i 12 morti parigini, emblema di democrazia, valgono più di duemila individui (e tre bambine trasformate in bombe umane) dalla mentalità tribale; proteggiamo le donne dall'Islam cattivo ma presentiamo una proposta di legge - rigorosamente bipartisan - affinché le prostitute/i, pardon, i/le sex-workers, siano riconosciuti lavoratori a tutti gli effetti; rispettiamo qualsiasi opinione purché in linea con la moda del momento, quindi guai a biasimare Charlie, se lo facciamo sosteniamo i jihadisti! Un Charlie misconosciuto, fino a quel maledetto 7 gennaio scorso, dalla maggior parte della popolazione e divenuto poi bandiera dell'Occidente progredito contro l'Islam fanatico e brutale, intento peraltro opposto a quello dei suoi fondatori, che non erano affatto (solo) anti-islamici ma antireligiosi; orgogliosamente sacrileghi. Un paio d'anni fa misero alla berlina la Trinità - non un semplice profeta - allo scopo di canzonare il già menzionato card. Vingt-Trois, reo d'aver biasimato il disegno di legge sulle adozioni gay. Ovviamente nessuno lo ricorda, forse addirittura lo si ignora.
    Era la sciatteria comunicativa (e, quindi, etica) il vero bersaglio della critica di Francesco. Doveva tacere? O, per fare il simpatico, buttarla in caciara? E ciò non implica alcuna censura; invita semmai a un dialogo coscienzioso, soprattutto in determinati momenti. Che gli atti comportino conseguenze (e sempre succede) è un dato di realtà, non un'indulgenza verso la barbarie. Ogni tanto non farebbe male rileggere Kant. Sul serio, però.
      

                                                       

                                         Daniela Tuscano

    08/03/12

    prove di dialogo tra i no tav e i poliziotti mandati li [ Un poliziotto in servizio scrive ai No Tav, e la risposta di un ex operaio thyssen ]

     i media ufficiali   si  concentrano solo sulle  violenze  e  le occupazioni   , e taciono   sul  tentativo  di dialogo   e di confronto   che  sta avvenendo  , come descrive  l'articolo del sito  nocesura.com   che  trovate  sotto  , tra  i manifestanti  e  le forze dell'ordine  .





    Un poliziotto in servizio in Val di Susa rivolge una lettera ai manifestanti "No Tav"


    Ciao manifestante, 
    chi ti parla è quello “sbirro” che odi e che vorresti vedere morto. Mi trovo in Val di Susa e tra non molto è il mio turno. Ho dormito veramente poco e mangiato ad orari impossibili. Adesso preparo l’equipaggiamento per uscire. Davvero qualche volta mi sembra di andare in guerra, invece mi trovo in una valle sconosciuta e lontano da casa.
    Mi chiama mia moglie preoccupata per le notizie che ascolta incessantemente al tg, le dico di stare tranquilla e che andrà tutto bene, per tranquillizzarla le dico che sono lontano dalla confusione. Le chiedo di dare un bacio ai miei figli e rassicurare i nostri parenti.
    Adesso sono con i miei colleghi e siamo pronti per partire. Alcuni non portano dietro neanche il telefono cellulare, a che servirebbe, come potremmo sentirlo e come potremmo usarlo indossando la maschera antigas?
    Le urla di persone indignate e stanche quanto noi di questa situazione sovrastano gli ordini impartiti dai superiori e a fatica ci mettiamo nello schieramento.
    La visibilità ora è scarsa, la tensione è altissima, i manifestanti gridano e chiedono che i lori diritti vengano rispettati. Noi siamo lì perché non accadono ulteriori incidenti.

    Ecco, è questo quel che pensa un poliziotto in servizio in valle. Noi siamo lì per garantire l’ordine. Alcuni di voi solo a vedere la divisa ci insultano e forse a qualcuno non dispiacerebbe vederci morti. Vorremmo evitare qualsiasi tipo di incidente, eppure, solo per avere indosso una divisa, siamo messi al patibolo o alla gogna.
    Il giovane Carabiniere insultato il cui video è oramai tra i più visti del web è solo un esempio di quello che capita ogni giorno in migliaia di casi, in ogni parte d’Italia. Questo atteggiamento che spesso abbiamo cercato di portare a conoscenza tramite i nostri racconti è per una volta stato reso di dominio pubblico.
    Dispiace il fatto che quasi sempre, nel 99% dei casi, i contrasti tra la nostra figura professionale e il cittadino potrebbero essere risolti con il dialogo e il rispetto verso di noi che, ricordo, siamo a pieno titolo una categoria lavorativa e del nostro settore siamo la base, nient’altro che gli operai.
    In questa meravigliosa valle non siamo contro o a favore di qualcuno o di qualche cosa. Siamo persone responsabili dell’ordine e della sicurezza pubblica.
    Ci troviamo malmenati, con la divisa a volte lacerata, a volte sporca dai giorni di fatica, eppure siamo li, per quattro soldi che lo Stato ci paga.
    In quei momenti però non pensiamo al vile denaro, anche perché con quello che la nostra amministrazione ci da in più per essere “massacrati” fisicamente e moralmente potremmo al massimo invitare la nostra famiglia a mangiare una pizza.
    Manifestante, credimi siamo cittadini come te, siamo fatti di carne e ossa. Sai benissimo che questa guerra tra poveri e la sua strumentalizzazione non porterà alcun beneficio. Manifestare è un diritto, certo, ma anche noi appartenenti alle forze dell’Ordine abbiamo diritto alla nostra dignità e vorremmo alla fine del nostro servizio poter rivedere i nostri cari.
    Ti chiedo di ascoltarmi, protesta in tutti i modi che ritieni opportuni, ma non usare la violenza e se lo fai pensa ai tuoi cari quanto ai nostri.
    Penso che questo progetto TAV procederà; voglio dirti che noi non saremo mai contro di te, ma non chiederci di farci da parte.






    No Tav: Un ex operaio della ThyssenKrupp risponde alla lettera del poliziotto



    Maurizio,
    chi scrive è un ex operaio della ThyssenKrupp di Torino, dove nel 2007 sono morti 7 ragazzi, ARSI VIVI in nome del profitto. Apprezzo il tuo tentativo di aprire una sorta di dialogo con il Mov. NO TAV ma credo che la verità di cui parli è molto diversa dalla quella che va delineandosi nella pratica. Capisco che non fa piacere lasciare casa e famiglia per andare a presidiare un posto che nemmeno conosci e per giunta per “4 soldi”, come affermi (e non stento a crederlo): per queste motivazioni, visto che vi definite difensori dell’ordine e della Costituzione, dovreste prendere posizione CONTRO la Tav, perché è espressione degli interessi di uno Stato retto dagli emissari delle banche (Monti in Italia, Papademos in Grecia, ecc. che questa crisi l'hanno creata!) che lede TUTTI, ANCHE VOI (e le Vostre famiglie).
    Definirvi operai mi pare fuori luogo, visto che spesso e volentieri (gli operai) li caricate brutalmente senza troppi riguardi: mi riferisco per es. agli allevatori del Mov. Pastori Sardi, caricati a freddo appena scesi dalla nave a Civitavecchia lo scorso anno per manifestare contro Equitalia, che li sta strangolando!…E dimmi che sono dei facinorosi persone che producono latte e si alzano tutte le mattine alle 4 per accudire il bestiame! O quelli dell’Alcoa di Portovesme caricati brutalmente davanti all’ambasciata americana a Roma per difendere il proprio posto di lavoro! La storiella che “prendete solo ordini” scusami ma è troppo semplicistica: dietro queste affermazioni si nascondono vecchie e nuove nefandezze (fascismo e nazismo ieri, Casapound e Forza Nuova oggi: gli odierni fascisti che spalleggiate ovunque, anche in vili aggressioni in stile squadrista, basta guardare su Youtube...).
    IO NON PESTEREI MAI UN LAVORATORE CHE DIFENDE IL PROPRIO POSTO DI LAVORO! Nemmeno con la giustificazione di un posto di lavoro per mantenere la famiglia: anzi, a maggior ragione, per questo non lo farei: vorrei guardare serenamente negli occhi la mia famiglia ed avere la coscienza pulita sapendo di stare dalla parte della ragione!
    Voi lo fate spesso (caricare gli operai) e volentieri, quindi come potete pretendere che la gente vi veda di buon occhio (dopo Cucchi, Aldrovandi, Uva e centinaia di morti di Stato in manifestazioni, Commissariati, carceri, CIE, ecc.)?
    NESSUNO VI OBBLIGA AD ESEGUIRE GLI ORDINI, SPECIE SE ANTIDEMOCRATICI E ANTIPOPOLARI!!!
    Ribellatevi democraticamente. Ormai siete i difensori di una cricca di corrotti, mafiosi e affaristi, compresi coloro che hanno ucciso i miei 7 colleghi di lavoro, TUTTI A PIEDE LIBERO NATURALMENTE (!) in attesa magari della depenalizzazione in secondo grado e dell’assoluzione in Cassazione. Chi li ha uccisi? La distrazione!....Alla faccia della legalità che andate predicando!…
    Mentre c’è gente che è DA MESI IN CARCERE PER AVER LOTTATO PER DIFENDERE IL PROPRIO FUTURO! La giustizia che difendete (e per cui rischiate la vita per 2 soldi…) è la stessa legalità borghese che lo Stato democratico infrange sistematicamente ogni qualvolta deve difendere i propri interessi (Tav, inceneritori, discariche, tasse e lacrime e sangue per i lavoratori, Voi compresi!)!
    Chiedere ai NO TAV di non essere (in qualche caso) violenti sarebbe come aver chiesto ai partigiani, durante la Resistenza, di cacciare l'invasore nazi-fascista con le badilate! Lo Stato (di minaccia) ha iniziato in Valsusa e nei territori circostanti una vera e propria guerra e Voi non siete altro che (spesso consapevoli) delle pedine mosse a comando contro la popolazione valsusina (ma non solo, visto che la Tav è un vero e proprio banco di prova per l'instaurazione di misure autoritarie e repressive da estendere poi anche altrove, come qualcuno chiede a gran voce in perfetto stile dittatoriale).
    Se siete così democratici e non avete nulla da nascondere, mi chiedo, allora perché: 1) quando prestate servizio in borghese non esibite (quasi) mai un documento di identificazione (Voi stessi quindi contravvenite alle prescrizioni del T.U.L.P.S., che impone invece di identificarsi dichiarando generalità, nr. di matricola e corpo di appartenenza); 2) non avete un codice di identificazione personale su divisa e casco, come in altri Paesi (Vi gioverebbe assai, si isolerebbero subito i “facinorosi”, che dileggiano il Corpo di appartenenza con comportamenti violenti e fuori da ogni regola; 3) se Voi potete riprendere, scattare foto e acquisire materiale video di terziperché non può farlo un qualunque manifestante nei Vostri confronti, senza subire ritorsioni??? Vorrei delle risposte a riguardo.
    E magari se i volantini diffusi ai presidi e alle manifestazioni cercaste di leggerli (e di capire le ragioni delle proteste che stanno dall'altra parte) e non solo per cercare estremi per nuove denunce e misure repressive, il clima sarebbe certo diverso.
    Prendete esempio da Paolo F. Oreste, il poliziotto che ha denunciato le violenze delle forze dell’ordine (definite “inenarrabili”, vedere su http://www.rednest.org/estendere-e-rafforzare-la-vigilanza-democratica-lettera-aperta-di-francesco-paolo-oreste/ ) perpetrate ai danni della popolazione di Terzigno (Na) durante le cariche contro la costruzione delle discariche, che ha firmato anche un Appello alla Vigilanza Democratica! Come vedi ci si può opporre, la scusa dell'eseguire ordini (ingiusti) è puerile, ancor più grave se perpetrata da chi si fa forte con le leggi dello Stato (borghese).
    Al Carabiniere sardo osannato per la sua temperanza - per non aver risposto alle provocazioni del manifestante No Tav - vorrei far notare che la Sardegna (la Sua e la Mia terra...) è la Regione d'Italia più militarizzata, ospitando: diverse basi N.A.T.O. che producono morte (tumori da uranio impoverito, per il quale sono morte peraltro anche decine di militari, la più lampante dimostrazione che per lo Stato siete solo truppa di manovra per i loro loschi affari, da utilizzare per alimentare lo scontro masse contro masse anziché masse contro classe dominante: leggetevi Marx!!!) e devastazione ambientale (in uno dei paradisi naturali più belli al mondo), poligoni di tiro Interforze (come il Salto di Quirra, dove per 140 mila euro l'ora qualsiasi esercito alleato può testare armi di ogni genere, contro la salute dei cittadini – che dovreste tutelare - e contro l'ambiente, gravemente compromesso da scorie altamente nocive per qualunque forma di vita), aree interdette e servitù militari dislocate ovunque, anche in posti di rara bellezza naturalistica.
    A Lui che è sardo (di Oristano, mi pare di aver letto sui giornali...) come me chiederei di interrogarsi sul perché questo governo taglia sanità, istruzione e trasporti, impone tasse e aumenti di ogni genere e costringe migliaia di giovani sardi (come me del resto, torinese per caso in quanto figlio di emigrati di Oristano e Nuoro), devono allontanarsi dalla terra natia per cercare altrove alterne fortune (compresi moltissimi giovani appartenenti alle Forze dell'Ordine, vero e proprio bacino di reclutamento per migliaia di giovani proletari, sottoproletari e figli di operai provenienti dalle zone più povere d'Italia, specie il Sud, che questo Stato ha sempre trattato come “terra di conquista”) quando invece i soldi (invero molti, anche se si sbandiera continuamente la mancanza di risorse economiche, ma decine di aerei da guerra non ce li facciamo scappare, non si sa mai dovesse attaccarci San Marino!!) vengono sperperati in opere mostruose e inutili come la Tav (ma non solo) e andrebbero invece spesi per creare POSTI DI LAVORO (sicuri e dignitosi per tutti, non come alla Thyssenkrupp, dove il terzo gruppo al mondo per produzione di laminati piani inossidabil con un fatturato da 3,4 miliardi annuo non voleva spendere 60 (merdosi) euro per un estintore!!! che rabbia.....), servizi e migliorare le condizioni di vita di tutti (quindi anche di Voi appartenenti alle Forze dell'Ordine e delle Vostre famiglie, che mandate i vs. figli a scuola e fate la spesa negli stessi mercati e supermercati dove anche noi incontriamo mille difficoltà con salari sempre più magri e poche prospettive per il futuro.
    Un'ultima parola vorrei spenderla per chiedere che si dia il via ad una campagna mediatica di boicottaggio de “il Giornale” e personalmente contro il suo Direttore, il pennivendolo A. Sallusti (Chiedi immediatamente scusa a Luca Abbà e alla sua Famiglia per aver definito un pacifico combattente per la libertà un cretinetto. Sallusti vergognati!) L'Ordine dei Giornalisti dovrebbe radiarlo e prenderne immediatamente le distanze da un tale personaggio...
    Spero che questa lettera ottenga una risposta e apra realmente un dibattito e che questa nota pubblicata su fb non sia solo una giustificazione per lavarsi la coscienza e dire che Vi dispiace, anche se apprezzo l'intento.

    NE' BUONI, NE' CATTIVI! LIBERI TUTTI!
    SOSTEGNO ALLE LOTTE PER LAVORO, CASA E SERVIZI!
    PER UNA POLIZIA POPOLARE E DEMOCRATICA A SOSTEGNO DELLA POPOLAZIONE!


    MIRKO “cretinetto” PUSCEDDU, ex operaio ThyssenKrupp Torino

    Mirko Pusceddu ex operaio dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino risponde a Maurizio Cudicio, Sindacalista di Polizia e fondatore del Movimento Poliziotti sui fatti della Val di Susa, che dalle pagine di facebook ha scritto " Lettera di un poliziotto ai manifestanti No Tav"

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