Visualizzazione post con etichetta comunisti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta comunisti. Mostra tutti i post

27/12/13

Il carabiniere del Pci che salvò Emilio Lussu


In Sardegna. Per punizione. Colpa di un ritardo dopo una libera uscita. Giovanni Chabert, sottufficiale dei Carabinieri reali, fu spedito ad Armungia nel '17 con una missione ufficiale e un'altra più riservata: inaugurare la caserma in quel paese del Gerrei e controllare un intellettuale che aveva fatto parlare di sé, Emilio Lussu. Arrivò da solo in sella a una bici, requisì una stalla, la elevò al rango di sede dell'Arma e si accorse che lì l'italiano era lingua straniera. Riuscì a ricevere a stento la prima denuncia: mi è sparito un paiolo di rame, forse me l'hanno rubato i Lussu . Niente male come battesimo: una perquisizione nella casa della famiglia più in vista di Armungia.Chabert non trovò la preziosa pentola, era una calunnia. Il suo sguardo incrociò quello di Maria, vedova del fratello di Emilio Lussu, Peppino, morto di tisi in un campo di prigionia. Fu amore. Il maresciallo che doveva controllare il fondatore del Psd'Az ne divenne parente, amico, complice: gli fece persino arrivare denaro durante la latitanza parigina.Questa storia d'amore e politica non compare sui libri di storia. Fa bella mostra nei ricordi di una famiglia che ancora oggi ha una casa in pietra ad Armungia. Sì, proprio quella costruita dal maresciallo piemontese che arrivò nel Gerrei per punizione e ci rimase per sempre. Così benvoluto che alla caduta del fascismo fu nominato sindaco pro tempore in quota Partito comunista.

30/06/09

Analisi Errate e sogni inconfessabili

Occupati come sono a cercare di capire in che modo il cavaliere saprà uscire dal Trappolone abilmente teso, se non attraverso l’ipotesi del “Governissimo”, i “sinistri” rischiano di non comprendere – ancora una volta - come il  mondo stia letteralmente cambiando. Non si comprende, per esempio, che il comunismo è ormai un‘ideologia archiviata dalla storia. Nulla ormai potrà risuscitare Marx, Lenin, o Mao Tse Tung, nemmeno la recessione economica già in atto. Per questo motivo l’iniziativa di riunire le forze di sinistra e libertà con il Partito Radicale appare una cosa sensata oltre che auspicabile. La gente non ha nessuna voglia di rinunciare alla ricchezza, alla popolarità, al desiderio di possedere cose belle in numero sempre crescente. Persino chi fa il cameriere sogna di vincere un terno al lotto e cambiare la sua vita in modo veramente radicale. Il sogno inconfessato della sinistra radicale è appunto questo: capovolgere le parti e passare dalla parte dei vincenti. Tutto qui. Chiunque abbia raggiunto livelli di prestigio sociale alti, difficilmente saprà rinunciarvi in nome dell’equa redistribuzione delle ricchezze (Bertinotti docet). Persino i migranti, che hanno cominciato come camerieri o “vu cumprà”, sognano di diventare proprietari di liberi esercizi. La dissoluzione della proprietà privata fondata sul lavoro personale è inattuabile in tempi come questi, oltre ad essere fallimentare sotto il profilo economico. Così pure la socializzazione dei mezzi di produzione che in parte fu fatta propria persino dal fascismo. Nessuno pensa ad una cooperativa di camerieri che diventano gestori di un ristorante. Insomma è l’ego la molla più forte, la molla che li fa scattare in piedi la mattina presto, non il desiderio di solidarietà che alberga in poche anime elette.Questo sentimento, moralmente elevato, deve essere lasciato alla libertà dei singoli, non imposto per legge o, peggio, reso cogente attraverso l’uso della violenza.

Archivio blog

Si è verificato un errore nel gadget