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03/03/13

quando il negazionismo nega la verità e la realtà

 non sono ( e non  lo sarò mai  )   d'accordo   con  le lobby ed  in particolare  quelle  delle armi   ora  dopo questo articolo    di repubblica   del 28\2\2013. Esso  è stato    ritrovato  oggi  , mentre   prendevo dei giornali vecchi   per  accendere il  fuoco del camino . Ora  posso capire  l'opposizione alla  riforma  obama  sulle  armi  , ma  non la bassezza  ed  il modo presunto con cui viene applicata  .Infatti  ,  a me  che in parte  sono complottista  ed appassionato di misteri ed intrighi  ,  talke cosa mi sta  dando  a nausea  , perchè in questo cvaso il complottismo non c'è  e si presta  ad un uso strumentale  di  tale  triste  vicenda 
Prima dell'articolo  riportato sotto   trovate   qui  a  sinistra  un breve  sunto  della  vicenda  in questione

I negazionisti  della strage dei bimbi  l’ultima follia che indigna l’America  Newtown presa d’assalto. Il sospetto che dietro ci sia la lobby delle armi


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE  FEDERICO RAMPINI

NEW YORK
È l’ultimo oltraggio inflitto a Newtwon. La cittadina del Connecticut martoriata  dalla strage di 20 bambini il 14 dicembre scorso, ora deve subire anche questo: l’invasione dei negazionisti.
Arrivano da tutta l’America.Sono seguaci dell’ultima teoria del complotto. Vogliono  raccogliere le prove: che la strage  non è mai avvenuta, è una montatura,una finzione. Orchestrata dai media di sinistra. Ordita forse da Barack Obama per ottenere limiti sulle armi. Sembra troppo crudele eppure è vero: i genitori dei bambini massacrati nella scuola elementare Sandy Hook sono assediati da questa folla di invasati. Li aspettano sotto casa per fargli domande, coglierli in fallo, scoprire versioni che non coincidono su quel che accadde il 14 dicembre. Il dilagare di questo macabro negazionismo lo hanno scoperto per primi,a loro spese, i redattori del  piccolo giornale locale The Newtown Bee. Ora la loro denuncia viene rilanciata a livello nazionale dal New Yorker.
Non è un fenomeno ristretto a pochi fanatici. Ha già avuto oltre dieci milioni di spettatori un mini documentario di 30 minuti che è il film-culto dei negazionisti.
S’intitola “Sandy Hook Shooting – Fully Exposed”, cioè tutta la verità su Sandy Hook messa a nudo. Il video riprende le cronache televisive andate in ora nelle prime ore dopo la strage dei bambini, per sottolineare con maniacale e paranoica pignoleria ogni discrepanza, rettifica,contraddizione: sulla cronologia della sparatoria, sul tipo di armi usate. Nel rivedere e commentare quelle immagini televisive, gli autori del documentario notano con sospetto che i genitori di tre bambini (“presunte” vittime)
non sembrano «abbastanza addolorati » davanti alle telecamere.
Sono dunque dei simulatori? Un altro cittadino di Newtown  intervistato dalle tv subito dopo la strage, Gene Rosen, secondo il documentario-denuncia sarebbe un «noto attore», specializzato nel recitare in «situazioni di  crisi». I reporter del Newtown Beesono tra i bersagli dell’invasione negazionista. «Quando le troupe televisive lasciarono Newtown –scrive Rachel Aviv sul New Yorker – e cioè poco dopo gli ultimi funerali dei bambini, una nuova categoria di investigatori prese il loro posto. Appartengono a The Sandy Hook Truther Movement ». La sigla di questo movimento ne evoca un’altra.


“Truther” cioè difensori della verità,così si definivano anche coloro che volevano dimostrare che Barack Obama non è nato alle Hawaii bensì in Kenya, dunque è un impostore, un alieno ineleggibile come presidente.Nel fuoco della campagna elettorale del 2012, fino al 30% degli elettori repubblicani si convinsero della teoria dei “truther”. A nulla servì che la Casa Bianca esibisse il certificato rilasciato dal
reparto maternità nell’ospedale delle Hawaii.Ora questo nuovo Truther Movement ha una certezza ben
più agghiacciante: il massacro di Newtown non è mai avvenuto,quel giorno andò in onda una gigantesca
messinscena, con la finalità di limitare il diritto costituzionale alle armi. L’invadenza dei negazionisti è ossessiva: il piccolo municipio di Newtown è assediato da domande di certificati di decesso, richieste sull’ubicazione specifica delle tombe dei bambini. Il sindaco sta cercando  di varare delle limitazioni sull’accesso pubblico all’anagrafe,perché non riesce a star dietro a tutte queste domande. La più tartassata è la fotografa del giornale Newtown Bee, Shannon Hicks. Fu lei a scattare la maggior parte dei servizi fotografici nella prima ora dopo la strage, quando non erano arrivati gli inviati della stampa nazionale né le troupe televisive da fuori. Una in particolare: la foto dei bambini evacuati dalle maestre, che si tengono per mano (a occhi chiusi per non vedere i cadaveri dei compagni) uscendo dalla scuola. Su
quella foto la Hicks ha ricevuto email e telefonate da tutta America,con domande insidiose per coglierla in fallo, smascherarla come un’impostora. Un negazionista è arrivato in macchina fin da Ottawa in Canada, e si è introdotto nella redazione del  Newtown Bee per chiedere dov’è  finito «il secondo sospetto interrogato dalla polizia, poi sparito».
Il direttore e il caporedattore del  Newtown Bee, sono tempestati  di domande sull’assassino Adam Lanza. Perché si sa così poco di lui? Perché la sua vita a Newtown sembra quasi non avere lasciato tracce ? Esisteva davvero, costui ?


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