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12/10/14

la sardegna non è solo paolo fresu o enzo favata . Logrind: Da Oristano il rock made in Italy che fa la differenza

la sardegna   non è  solo  Maria  Carta  , Sandro  Fresi  , Piero Marras  ,  Paolo Fresu o Enzo Favata ,  solo per  citare  i primi  che mi vengono in mente . Ma    


Fra  questi nuovi  gruppi    della  nuove leve   ci sono   Oppure (  vedere  sotto  la   nota  stampa \ recensione  dell'amica     \  compagna di strada   Eleonora Casula ) i logrind un gruppo  Oristanese

Essi    a  mio avviso  almeno da quei pezzzi che  ho  avuto modo  d'ascoltare   online ( vedere  url  sotto  )   che promettono  bene , infatti  stanno   riscuotendo  ottimi critiche    da specialisti  e  dei media   ecco uno Da Oristano parte il viaggio musicale dei Logrind, una band rock/pop italiana, quattro giovani una sola passione: la musica pop ed il rock americano anni 90. 
Andrea Carmelita alla voce,  Sharmel, Gianluca Macis  alla Chitarra,  L.Macys, Alessandro Dalla Palma alla Chitarra ,  Dallas, Fabrizio Foglia, Batteria , Fabrice e Omar Lampis al Basso  O.Jay, un caldo mix sardo molisano, che si mette  in gioco. 
Il proprio ambiente non basta per chi è giovane ed ama la musica; è necessario uscire e, sognando un po,' si arriva a superare i confini nazionali esportando il “Rock made in Italy”. 
Tra aspettative e duro lavoro in studio e sul palchi dell'Isola e non solo,  i Logrind sono immediatamente apprezzati dal Contest Heineken Jammin’ Festival e da Mondo Ichnusa. I brani composti e suonati dal gruppo si “piazzano bene”: svettano in cima alle classifiche ascolti in poco tempo, i riconoscimenti arrivano da migliaia di utenti della rete e non solo. 
L'energia data dai risultati positivi porta i Logrind a partecipare alla tappa milanese del TMF (Tour Music Fest) dove ottengono “ un’ottima critica artistica da parte  degli addetti ai lavori.”  
A luglio 2014 esce  FIRED,  il primo EP della band made in Oristano. Fired è disponibile sui migliori digital stores ed in cd.  Interamente  creato e prodotto dai Logrind con il mastering analogico di Filippo Strang del VDSS Studio di Morolo – Frosinone, l’extended play  è composto da cinque tracce con una durata di 20 minuti di Rock/Pop. 
I Logrind sono determinati e così, qualche giorno fa, ennesimo goal:  la band conquista  il primo posto al concorso regionale “Radio Contea”  svolto in Sardegna e dedicato agli artisti emergenti. Ulteriore conferma della spiccata attitudine dei Logrind  per il live. 
Piccoli e grandi successi proseguono, i Logrind vengono apprezzati negli Stati Uniti dove alcuni artisti seguono con attenzione la band oristanese presente anche sul sito americano Reverbnation. 
Al  sogno segue la realtà: il singolo “Waiting for your call” dei Logrind è attualmente in rotazione su numerose radio FM regionali italiane e in diversi network europei. 
Altro da dire? Sicuramente tanto tantissimo ma lo faranno i Logrind stessi. 
Per ora continuiamo a seguirli e perchè no a dar loro sostegno al concorso online Redbull Tour Bus Chiavi in manoIl brano è  votabile dagli utenti fino al 17 Novembre 2014. 
Una band con un percorso musicale tutto vissuto e tutto da vivere, una band che continuerà a far parlare di sé: mentre scriviamo questa nota in quasi tutte le region di Italia passa il single, ascoltabile nelle maggiori radio fm regionali e diversi network europei. 
Perchè con Logrind il rock made in Italy è differente.  ma  peccato  che  abbiano deciso   di farsi conoscere  usando  solo l'inglese  . Con le loro  potenzialità  potrebbero dare l'esempio , e forse  portare  ad un movimento , le premesse  e e basi ci sono  capace ( come quello  che  fu il rock progressive italiano ) di svecchiare completamente come sta facendo il rap e l'hip hop la musica italiana che ha ripreso dopo al parentesi 60\80 a essere solo fior e cuore \ amore  e menate  simili , salvo poche eccezioni  del mondo  indie    che purtroppo non riesce ad  emergere  dal suo ruolo di  nicchia  , ma canzone fu cosi profetica  ,   in giro  da   Renzo Arbore con questa  canzone  


 Ma   è  ed   questo  che mi piace  di loro  l'umiltà e la modestia  . Infatti  <<  Non siamo una band che nasce con l’aspirazione e/o presunzione di svecchiare la musica italiana. 
. Per le  altre recensioni  , pezzi  , ecc   ecco dove  cercare  


LINE UP

Andrea Carmelita – Voce (Nome d’arte Sharmel)
Gianluca Macis – Chitarra (Nome d’arte L.Macys)
Alessandro Dalla Palma – Chitarra (Nome d’arte Dallas)
Fabrizio Foglia – Batteria (Nome d’arte Fabrice)
Omar Lampis – Basso (Nome d’arte O.Jay)

Siti

Contatti: booking@logrind.com – logrindmusic@gmail.com Tel. +39 347 5095698

Contatti con stampa e media:

Eleonora Casula
3397916117
eleonora@webjournalist.eu
Linkedin: Eleonora Casula




In virtù'  dei loro  pezzi  e    delle ottime recensioni  che  si leggono in rete   ho deciso  d'intervistarli

nella vostra bio : << Scelgono di esprimersi in lingua inglese per dare una dimensione internazionale alla propria musica, scelta dettata dal sound moderno a metà strada tra il Brit Pop e il Rock americano degli anni ’90, ma anche dal forte desiderio di varcare i confini regionali-nazionali per mettersi in gioco innanzi a realtà artistiche importanti ed esportare il Rock “Made in Italy”.>> non è che vi  siete , con il rischio di bruciarvi ( toccando ferro e facendo gesti apotropaici ) parti troppo in fretta a livello internazionale senza fare una gavetta in italia o tentare di svecchiare la musica italiana come fecero i gruppi ( pfm , banco del mutuo soccorso , ecc ) del rock progressivo italiano ? come mai questa scelta ? 
 La scelta della lingua inglese è dovuta alla musicalità della lingua stessa. Probabilmente ciò è dovuto
alla minore presenza di nessi consonantici e “suoni duri” rispetto all’italiano  che la rendono
maggiormente malleabile. E’ una scelta dettata dalla resa melodica complessiva, ma anche dalla
mia personale passione per le lingue estere.Non siamo una band che nasce con l’aspirazione e/o presunzione di svecchiare la musica italiana.
Hai fatto giustamente riferimento a capisaldi del prog italiano, tuttavia erano altri anni, noi siamo 
una band rock/pop del 2014 laddove le condizioni sociali si sono ribaltate, il music business pure e 
la “partita” si gioca a viso aperto nel mondo social con il quale è meno arduo rispetto al passato 
raggiungere un pubblico multiculturale, benché la qualità di molte bands  emergenti e dunque la 
concorrenza sia di altissimo livello.Essere sognatori è una qualità indispensabile per un musicista, pertanto non credo che il desiderio
di raggiungere certi obiettivi sia foriero di sventura o implichi la presunzione di voler evitare, o
sottrarci alla gavetta regionale e nazionale, cosa che peraltro stiamo facendo e vogliamo continuare
a fare con passione, dedizione e sacrificio. Ben vengano infatti clubs e manifestazioni che possano
ospitare i nostri concerti. Tuttavia spero che il contenuto della nostra biografia non dia adito a
fraintendimenti, l’umiltà è la prima delle qualità umane che si devono possedere in questo ambito.
Siamo persone umili ma determinate. [....]
Hai fatto giustamente riferimento a capisaldi del prog italiano, tuttavia erano altri anni, noi siamo
una band rock/pop del 2014 laddove le condizioni sociali si sono ribaltate, il music business pure e
la “partita” si gioca a viso aperto nel mondo social con il quale è meno arduo rispetto al passato
raggiungere un pubblico multiculturale, benché la qualità di molte bands emergenti e dunque la
concorrenza sia di altissimo livello.
In sintesi, non credo che il nostro modus operandi possa portare verso un’amara sconfitta. Anche
Mogol in una recente intervista, alla domanda: “Quali sono le possibilità di affermazione per un
giovane o per una band emergente?” ha risposto: “ Deve mettersi alla prova, sperimentarsi, crearsi
una cultura musicale e farsi conoscere. Formazione e promozione: le due parole d’ordine”.
 Ed è quello che stiamo facendo noi. Creiamo e suoniamo questi brani perché in questi ci
riconosciamo, ci appassionano e fare musica migliora la qualità della nostra esistenza, ci mettiamo
alla prova, sperimentiamo, inoltre ascoltiamo qualsiasi genere per accrescere la nostra cultura
musicale. Anche una semplice intervista presso una radio, un giornale e un ottimo blog come il tuo
credo possano instillare un certo grado di interesse verso la musica che facciamo, nel bene e nel
male.
cosa c'è oltre le vostra provenienza , di sardo e molisano nella vostra arte ?E’ vero, nella nostra arte non vi sono elementi folk, non ci sono tracce né di Sardegna né di Molise a
parte la provenienza geografica, ciò nonostante siamo fieri delle nostre radici.
a quando qualche pezzo in italiano ?
 Ti rivelo che esistono già alcuni singoli in italiano che potrebbero essere inseriti in qualche nostra futura pubblicazione,
ma che si possono già ascoltare ai nostri live.








05/08/12

Sul filo


Non  rimpiango quei giorni,
non rivoglio quelle sere.
Sere d'ovatta e d'alcova,
sere annegate e sole,
sere povere, enfiate,
che tralucono un abbraccio.
Ma rivoglio il nostro cuore,
quel momento bianco e terso
dove mi fissavi muto,
e dicevi: sono tuo,
stai con me, anima stinta.

15/05/12

Ricordi tanti e nemmeno un rimpianto La Spoon River di Lee Faber di Matteo Tassinari




                                                      Il suonatore Jones


                                 
E' difficile, oggi più di 10 anni fa, con un blog, intrattenere qualcuno senza che questi con un occhio legga il post e con l'altro sfogli Repubblica, Wired o Vanity Fair. Mi sto rendendo conto che il linguaggio blogger è diventato esclusivamente "utilitaristico", per allacciare rapporti (o continuarli) non certo per comunicarsi facendosi architrave di altrui pensieri. Quando mi trovo al confronto con tal punto, o il non aver chiaro cosa gli altri pensino, lascio il compito a Fabrizio De André di non fregarmi in questo mio adolescente desiderio di voler parlare come i bambini che chiedono 3 perché per la stessa cosa. Un pò vecchio a zughè incora e burdèl, diceva nonna Iole. Perché la goffaggine è sempre attenta a specchiarti in vetri narcisi, chi in un modo chi nell'altro, le grame le facciamo. Per questo ridiamo e quindi, esorcizziamo anche il male 

Il bombarolo

Come la polenta con l'insalata, "L’Antologia di Spoon River" è una raccolta di epitaffi raccolti dal Mirror nel 1915 a firma di Edgar Lee Master. 244 personaggi, un intero villaggio, arti mestieri, una lucida analisi della società americana di quell’epoca. Fernanda Pivano, venuta in possesso grazie a Cesare Pavese dell’originale manoscritto inglese, lo tradusse nel 1942, cosa che piacque molto a Fabrizio "perché fu un atto che dimostrava un grande coraggio". De André inizia a lavorare su 9 poesie dell’antologia, ovvero, la Collina, Un matto, Un giudice, Un blasfemo, Un malato di cuore, Un medico, Un chimico, Un ottico e il suonatore Jones. Non traducendo, bensì, ricostruendo completamente l’opera e in alcuni casi, secondo la Pivano, superando addirittura l’originale per efficacia e profondità poetica. Nelle note di copertina la "Nanda", com'era conosciuta negli ambienti letterari, scriverà dell'autore della "Buona novella": “Fabrizio ha fatto un lavoro straordinario con l'Antologia di Spoon River di Master. Gli ha dato linfa nuova alle poesie, rendendole molto più attuali. Ha fatto un lavoro splendido. Sono molto più belle quelle di Fabrizio, che quelle di Master, ci tengo sottolinearlo”

"La canzone del Maggio"

Non c’è dubbio che sia Master che De Andrè siano due grandi poeti. Tutti e due pacifisti, tutti e due anarchici libertari e tutti e due evocatori di coloro che sono stati i sogni di molti di noi. Faber sarà sempre attuale, essendo un poeta di tale levatura che gli riesce bene scalcare i secoli. In questo, modo, con queste note, nel 1971 esce l'Lp “Non al denaro, non all’amore ne al cielo”. In mezzo ai personaggi del disco, spicca la figura del suonatore Jones, perché è l’unico ad avere un nome, perché è il suonatore e non un suonatore. Fabrizio lega chiaramente la sua storia intellettuale ed umana a quella del libero suonatore Jones, individualista che mangia per strada nelle ore sbagliate, portatore nell’Italia dei primi anni ’70, di valori non certo ben visti dal consociativismo borghese democristiano 

Anarchiaperfezionamento democratico

Riteneva che l’anarchismo fosse un perfezionamento della democrazia: “Mai avrei fatto la lotta armata, ma condividevo tutti quelli che oggi definiscono gli eccessi 68ini. Se alle manifestazioni un autonomo sgangherato, iniziava a tirare pistolettate, questo non lo condividevo sicuramente, ma condividevo la rivolta di un certo modo di amministrare la società” e conclude. “Il fatto che la rivolta non sia riuscita, forse è un bene se è vero che il grosso problema di ogni rivoluzione, i rivoluzionari finiscono di essere tali per  di ogni rivoluzione avvenuta è che una volta preso il potere, i rivoluzionari cessano d’essere tali per diventare amministratori”. Sulla base di queste considerazioni, prende forma nel 1979 anche il nuovo Lp “Storia di un impiegato” arrangiato da Nicola Piovani. Un album non felice secondo Faber, intriso d’ ideologia, Fabrizio non trova la giusta misura delle cose. E’ anima speciale la sua, senza mitizzarla, per carità, fugga da me la voglia di farne un santino, perché è sempre uguale alla prossima persona che incontrerò, ma non si chiamerà Fabrizio De Andrè. Chiuso. Tornando a Faber e non a me, la storia è quella di un impiegato che ascolta una canzone del maggio francese, una canzone di lotta. Una canzone di accusa a coloro che non hanno partecipato, che hanno avuto paura, e ricorda che ciascuno è coinvolto. E’ un disco molto complesso, quasi un presagio sulla triste vita politica degli anni ’70

"Verranno a chiederti del nostro amore"

Ma “Storia di un impiegato” contiene anche uno dei più alti esempi di canzone d’amore della storia della musica popolare italiana: “Verranno a chiederti del nostro amore”. Una lettera o comunque un monologo di un impiegato che guarda indietro e vede una storia fallimentare, conclusa con il suo ripiegamento ad una vita borghese con la sua ex compagna, piena di superfluo e agi quanto di schiavitù nascoste e indicibili. Nella sofferenza dell’impiegato, s’intuiscono parole sarcastiche molto dure, e un testo lungo al limite della prolissità. Lo stesso De Andrè comunque non sarà mai contento della riuscita di “Storia di un impiegato” e forse è l’album che più di ogni altro l’ha fatto sempre incazzare in qualche modo. Alla fine degli anni ’70 indugia spesso con la bottiglia e con la moglie Puny le cose vanno male ma senza inimicizia. Un disagio vissuto in due. Amore anche nel dirsi addio. O è troppo? Lo chiedo ai Catoni o Censori di turno, persone ben precise nella funzione delle loro qualificate discipline

Il poeta americano Edgar Lee 

22/04/12

il viaggiatore - mercanti di liquore e un altro gruppo \ cantante sconosciuto

 chi lo dice    che  la musica italiana  ( in questo  caso )  o staniera    debba  avere  mercato per  essere bella  ed intensa
 il primo  gruppo  , i mercanti di  liquore   è per me  una ulteriore  scoperta   perche'    già conoscevo per  reinterpretazioni  di canzoni de  Andrè ma   non per  canzoni  proprie


4


la  seconda   canzone (  Signorina libertà  ) è la personificazione dell'ideale della libertà cercato nella musica nell'amore per le strade e ovunque, una ricerca romantica di quel che nella realtà non c'è, un ideale utopico da inseguire sempre.   ho provato  a sapere  chi sia  o  chi sonio   sulla mia bacheca  di facebook su  quella  di  yahoo ansewer  (  domani provo  sulla pagina non facebook  di answer in quella  di  di facebook degli amici  di radio anarchia  )    ha  scritto questa bella canzone













15/04/12

grazie matteo tassinari per avermi ricordato Walk on the wild side"


Dedico il post  d'oggi  a Matteo Tassinari   che  mi  ha  ricordato   questa   canzone  Walk on the wild side"   che  come giustamente  dice  nel  suo https://plus.google.com/ o meglio  Google+ <<  è il capolavoro di Lou Reed, dove, a dispetto dell'esplicito linguaggio del testo che toccava (?) tabù come la omosessualità, l'uso delle droghe, la prostituzione maschile e il sesso orale. Il testo è stato scritto nella Factory di Andy Warhol nel 1972. Una brano che ha superato grandi confini geografici e comportamentali.>>




Infatti  tale  canzone tratta  dal  suo secondo album solista, Transformer, dopo aver lasciato i Velvet Underground. In verità << (..)  questa canzone era molto controversa quando è uscita  in considerazione si tratta di travestiti che vengono a New York per la prostituzione. Dicevano ai loro potenziali clienti, "Fate una passeggiata sul lato selvaggio!"   ( dalla  didascalia  del video sopra  riportato  )>>  . Infatti ciò  cosa     dovette  essere   ( ed  ancora  lo è  per  l'america profonda   del sud   )  assai fastiosa  per  i benpensanti   vedere   le  censure  sui  Doors o  quelle  applicate post  11  settembre 2001  , non solo per  l'argomento   trattato ma per  la spontaneitàù  dell'autore  ,   Lou Reed , che  ha detto  <<  una volta sul brano: "Ho sempre pensato che sarebbe stato divertente per introdurre le persone a personaggi che forse non avevo mai visto prima, o non aveva voluto incontrare."  >>  (  sempre  la discalia del video   ). un classico, classica canzone!  una di quelle  che ti prende  l'anima 

14/02/12

Errori di valutazione....


pubblicata da Barbara Mariano il giorno lunedì 13 febbraio 2012 alle ore 18.44 ·



..."l'Errore di valutazione è spesso malinterpretato.
L'Errore non lo commette chi, (con un pizzico di imprudenza) sopravvaluta un determinato individuo, immeritevole di tale privilegio...Ma lo commette l'individuo (immeritevole) sopravvalutato, nel momento in cui non coglie (ahilui! ) l'opportunità di poter fare un gran salto di qualità...continuando il suo mediocre cammino"... 

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