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21/05/16

BUFALA 100 euro di multa per chi indossa leggins e pantaloni attillati, sono considerati atti osceni in luogo pubblico

per  la  bufala  d'oggi eccone  una veramente  divertente



BUFALA 100 euro di multa per chi indossa leggins e pantaloni attillati, sono considerati atti osceni in luogo pubblico

  daBufale maggio 19, 2016maggio 19, 2016 David Tyto Puente


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Pubblicata il 15 maggio 2016, la bufala pubblicata dal sito “Larespublica.altervista.org” dal titolo “100 euro di multa per chi indossa leggins e pantaloni attillati, sono considerati atti osceni in luogo pubblico” ha superato largamente le 12 mila condivisioni Facebook.
I leggings vengono ufficialmente dichiarati fuorilegge”: il capo vestiario femminile è stato oggetto di un decreto legge di tipo restrittivo. Il motivo? Sono considerati osceni, volgari ed equiparabili ad ‘Atti osceni in luogo pubblico’. Se pensate che la proposta venga da qualche paese con radicati fondamentalismi religiosi mussulmani, vi sbagliate di grosso: la proposta di legge arriva dal ministro della pari opportunita Maria Elena Boschi, la quale,  infatti, ha emanato una normativa, “che vieta gli “yoga pants” – così chiamati perché usati dalle donne per fare yoga o ginnastica – in quanto abbigliamento “indecente” da non indossare in luogo pubblico perché metterebbero troppo in evidenza il lato b. In futuro la legge potrà interessare anche altri indumenti che mettono in bella mostra il seno o altre parti del corpo femminile.
Non esiste alcuna proposta di legge di questo tipo in Italia, nemmeno a firma del ministro Boschi. La bufala, tuttavia, ha un’origine nel mese di febbraio 2015 che riguarda però gli Stati Uniti e lo Stato del Montana:
La table House Bill 365, promossa dal repubblicano David Moore, potrebbe essere una legge che farà la storia dello Stato del Montana anche se, probabilmente, di breve durata. Pare infatti che la legge 365 dichiari illegali gli yoga pants, la versione sportiva dei leggins, quei pantacollant amati dalle donne e, soprattutto, dalle sportive che ne apprezzano la versatilità, l’aderenza e la confortabilità. Caratteristiche che hanno portato David Moore a dichiararli illegali nel Montana considerandoli abbigliamento indecente, ovvero atti osceni in luogo pubblico.
La proposta presentata dal consigliere repubblicano, e votata all’unanimità dalla commissione legislativa dello Stato, mira a espandere la definizione di abbigliamento indecente verso quegli indumenti che mostrano o mettono in evidenza i genitali, il pube o i capezzoli femminili.
Insomma, una storia vera riguardante gli Stati Uniti ripresa per raccontare una bufala in Italia. Il testo della bufala pubblicata da “Larespublica.altervista.org” è stato copiato, incollato e modificato da quello pubblicato il 20 febbraio 2015 da Direttanews.it:
“I leggings veranno messi fuorilegge”: il capo vestiario femminile potrebbe essere soggetto ben presto ad un restrittiva norma di legge. Il motivo? Sono considerati osceni ed equiparabili ad ‘Atti osceni in luogo pubblico’. Se pensate che la proposta venga da qualche paese con radicati fondamentalismi religiosi mussulmani, vi sbagliate di grosso: la proposta di legge arriva dallo stato americano del Montana.
Il repubblicano David Moore, infatti, ha proposto una normativa, la table House Bill 365, che vorrebbe vietare gli “yoga pants” – così chiamati perché usati dalle donne per fare yoga o ginnastica – in quanto abbigliamento “indecente” da non indossare in luogo pubblico perché metterebbero troppo in evidenza il lato b. Se passerà, la legge potrà interessare anche altri indumenti che mettono in bella mostra il seno o altre parti del corpo provocanti.
Anche il sito bufalaro Ilmessaggio.it pubblicò una bufala simile il 10 febbraio 2016, ma senza fortuna:
“I leggings sono illegali”. E per questo vanno aboliti. A sostenerlo è il deputato della lega M.C.P. che ha promosso la table House Bill 365, una legge che potrebbe essere approvata prossimamente in Italia
La norma considera illegali gli yoga pants, la versione sportiva dei leggins. Il motivo di tanta avversità nei confronti dei pantaloni è che vengono considerati abbigliamento indecente, cioè atti osceni in luogo pubblico.
Come potete notare la differenza è sostanziale: la bufala senza successo veniva associata ad un “deputato della Lega” mentre quella di successo viene associata al ministro Boschi.


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