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05/02/16

Castelvetrano, la prof centenaria Pietra Coniglio, che dà lezioni gratis di greco e latino

    tra le tante storie   \ fatti curiosi che  condivido sulla bacheca  di fb e   di twitter  (   gli account  li trovate  cercando nell'archivio del blog  )  ecco quella di Pietra Coniglio,  centenaria    ed  ex docente  di latino e greco  che .........

 lucidità e cultura in questa splendida centenaria che in tutto il nostro parlamento.

Cento anni e non sentirli. Pietra Coniglio, di Castelvetrano, ha toccato il traguardo del secolo e il prossimo 14 febbraio compirà 101 anni. Si è laureata nel 1938 e per 42 lunghi anni è stata una docente di italiano, latino e greco ne licei della sua città. Dal 1980 è in pensione e durante questi ultimi 35 anni non ha mai perso la passione per l’insegnamento. E anche ora, superato il secolo di vita, l’insegnamento è rimasto uno dei suoi passatempi preferiti. “A scuola venivo pagata come docente – spiega – per le lezioni private e le ripetizioni a casa, invece, non mi sono mai presa una lira”. Quest’anno nella sua piccola casa di Castelvetrano, dove vive da sola, assistita dal nipote Francesco Bonsignore, tiene lezioni di ripetizione a Chiara Calcara, 16 anni, studentessa del classico “Giovanni Gentile”. “Quella d’oggi è caduta in basso, ma la scuola italiana di una volta era conosciuta non soltanto in Europa e si studiava sul serio. Ai giovani? Insegnare a ragionare con la loro testa”. (di Max Firreri e Salvino Martinciglio)

 C'è più lucidità e cultura in questa splendida centenaria che in tutto il nostro parlamento.

24/08/12

i miei punti di riferimento nella tempesta della vita

il primo  è il primo canto  dell'Oddisea  d'Omero  Trad. di Ippolito Pindemonte  1753 –  1828 

da wikipedia Testa di Odisseo - Particolare di gruppo marmoreo del II secolo a.C.
Museo archeologico nazionale di Sperlonga

                                                    Musa, quell'uom di multiforme ingegno 
Dimmi, che molto errò, poich'ebbe a terra 
Gittate d'Ilïòn le sacre torri; 
Che città vide molte, e delle genti 
L'indol conobbe; che sovr'esso il mare 
Molti dentro del cor sofferse affanni, 
Mentre a guardar la cara vita intende, 
E i suoi compagni a ricondur: ma indarno 
Ricondur desïava i suoi compagni, 
Ché delle colpe lor tutti periro. 
Stolti! che osaro vïolare i sacri 
Al Sole Iperïon candidi buoi 
Con empio dente, ed irritâro il nume, 
Che del ritorno il dì lor non addusse. 
Deh! parte almen di sì ammirande cose 
Narra anco a noi, di Giove figlia e diva. 
Già tutti i Greci, che la nera Parca 
Rapiti non avea, ne' loro alberghi 
Fuor dell'arme sedeano e fuor dell'onde; 
Sol dal suo regno e dalla casta donna 
Rimanea lungi Ulisse: il ritenea 
Nel cavo sen di solitarie grotte 
La bella venerabile Calipso, 
Che unirsi a lui di maritali nodi 
Bramava pur, ninfa quantunque e diva. 
E poiché giunse al fin, volvendo gli anni, 
La destinata dagli dèi stagione 
Del suo ritorno, in Itaca, novelle 
Tra i fidi amici ancor pene durava. 
Tutti pietà ne risentìan gli eterni, 
Salvo Nettuno, in cui l'antico sdegno 
Prima non si stancò, che alla sua terra 
Venuto fosse il pellegrino illustre. 
Ma del mondo ai confini e alla remota 
Gente degli Etïòpi (in duo divisa, 
Ver cui quinci il sorgente ed il cadente 
Sole gli obbliqui rai quindi saetta) 
Nettun condotto a un ecatombe s'era 
Di pingui tori e di montoni; ed ivi 
Rallegrava i pensieri, a mensa assiso. 
In questo mezzo gli altri dèi raccolti 
Nella gran reggia dell'olimpio Giove 
Stavansi. E primo a favellar tra loro 
Fu degli uomini ...

 poichè  è importante  anche  come  viene  letto \ la recitazione  trovate    qui   quella  recitata  da  Spini Gianluigi

Il secondo    è doppio  1) il  romanzo  la  fattoria  degli animali di  George Orwell   ( 1903 -1950) ; 2) il film di John Halas e Joy Batchelor,  d'esso tratto    sotto un articolo interessante  preso da http://lupoblu-westwind.blogspot.it/


ASSI DI PICCHE (Orwell)

 ASSI DI PICCHE (La fattoria degli animali)
Dopo la grande ribellione giunse il momento dell’accordo. Anzi dell’integrazione reciproca. Anzi…dell’unione. L’epoca dei malintesi apparteneva ormai al passato. La fattoria degli animali era una fattoria ben organizzata. Venne ribattezzata “Fattoria dei talenti”. Ed era divenuta più ricca di prima. (Così almeno si sosteneva). Anche se di questa nuova ricchezza nessuno se ne era accorto.  Ma ciò era attribuito alla scarsa capacità di apprendimento degli animali, tutti frequentatori delle scuole dell’obbligo ma incapaci, nello studio dell’alfabeto, di andare oltre la lettera B. E così per tutti (cioè gli animali “lavoratori”) la vita sembrava pressocchè identica a come era stata prima della grande ribellione. (le cui motivazioni nessuno ormai ricordava più). Ma che aveva ormai raggiunto il suo principale obiettivo. Che era quello di rendere tutti, ma propri tutti, proprietari di tutto. Ma che non era possibile rivendere a chicchessia poiché i titoli di proprietà erano indivisi ed appartenevano collettivamente a tutti. Per festeggiare l’unità tra le due comunità (quella degli animali e quella degli umani/umanoidi) fu organizzato un grande banchetto ed una partita a carte. Con la partecipazione dei massimi esponenti delle due collettività. Che ebbe termine con una grande rumorosa baruffa. Poiché ciascuno dei partecipanti al gioco aveva simultaneamente giocato….l’asso di picche. (Evidentemente il "meccanismo" si era inceppato).Sorprende non poco che la BBC ed i massmedia inglesi abbiano decisamente posto un veto a ricordare, con una lapide o un monumento, lo scrittore/giornalista G.Orwell (che a suo tempo prese parte alla guerra civile spagnola, militando nelle file repubblicane) autore della “Fattoria degli animali” e di “1984”. Il cui contenuto (evidentemente urticante per qualcuno)  non era certo quello di denigrare gli ordinamenti democratici inglesi o di altro paese occidentale.


11/04/12

Sono Asino [ l'orgoglio d'essere asino ]




Asino in terracotta   trovato  a pasqua 2012
 in un ovetto  del commercio  equo - solidale 
Se prima m'offendevo ed a volte  mi adiravo ( in parte è ancora cosi perché me lo dicono \ mi chiamano,a  volte senza nessuna  ragione apparente poi i fatti gli smentiscono i matusa ed altri amici\che ) adesso   sia  dopo due   parabole   una cattolica  ( da  cui  ho imparato   anche se  non sempre     riesco ad  applicarlo alla mia  opera  d'arte   che  : <<  Quella degli asini é la fierezza degli umili, capaci di difendere con dignità la loro famiglia e la loro storia >>) ., un altra laica d'origine calabrese   che  ho trovato qui ( per  chi ha ed  usa  facebook ) oppure  qui da  cui  ho appreso la MORALE:  ed  è quella   che  applico di più  nella mia opera  d'arte  \  il mio modo d'agire Qualunque cosa si faccia ci sarà sempre qualcuno a cui non va bene ciò che si è fatto e spesso è una stessa persona a lamentarsi qualsiasi cosa si faccia nei suoi confronti o in generale
Ma  a confermare : 1)  l'accettazione   di   tale termine  a  cui si dà solo ed  esclusivamente  un termine  negativo    ., 2)  a  continuare  a tenere   fra  i tanti  " cingigli ( come li chiama la donna delLe pulizie  e mia madre un  giorno  posterò  delle foto  d'essi   )  della libreria .,   3  )   e  a  seguire   e cercare d'applicare  il metodo  assertivo    spiegato  nel libro toglimi quel piede per  favore  di Alessandra  Faiella   , è  stata la lettura di questa fiaba di Esopo suggeritami dal blog http://stefanover.blogspot.it/ ( più precisamente dal post riportato sotto ) di un commentatore del nostro blog .




Un giorno l'asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscirne. L'asino continuò a ragliare sonoramente per ore, mentre il proprietario pensava al da farsi.Finalmente il contadino prese una decisione, crudele: concluse che l'asino era ormai molto vecchio e che non serviva più a nulla, che il pozzo era ormai secco e che in qualche modo bisognava chiuderlo. Non valeva pertanto la pena di sforzarsi per tirare fuori l'animale dal pozzo.

 Al contrario chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero a seppellire vivo l'asino.Ognuno di loro prese un badile e cominciò a buttare palate di terra dentro al pozzo. L'asino non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo con lui e pianse disperatamente. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l'asino rimase quieto. Il contadino alla fine guardò verso il fondo del pozzo e rimase sorpreso da quello che vide.Ad ogni palata di terra che gli cadeva addosso, l'asino se ne liberava, scrollandosela dalla groppa, facendola cadere e salendoci sopra. In questo modo, in poco tempo, tutti videro come l'asino riuscì ad arrivare fino all'imboccatura del pozzo, oltrepassare il bordo e uscirne trottando.
Esopo

 con questo è tutto   bella  gente  .




P.s                                                                                                                                                               se  nel caso  vorreste raccontare fiabe  \ favole  ai  vostri  figli o nipoti  trovate  sotto    dei link  su  due favolisti del mondo antico   (  Esopo e  Fedro  ) ancora  oggi più attuali che  mai 

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