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12/07/07

Senza titolo 1935

Speriamo che la nascita di nuove forme sindacali  all'interno delle forze dell'ordine porti un vera democratizzazione  dele nostre  forze dell'ordine . Inffatti in questi giorni  sono sorti  : 1)  www.mgfo.altervista.org ; 2)  www.grnet.it il "nuovo blog per le Forze Armate e di Polizia" nato con l'obiettivo di far sentire lavoce della base e rappresentare al tempo stesso un nuovo mezzo di denuncia sulle tematiche relative al settore della Sicurezza e Difesa.Il periodico telematico, ieato da Francesco Palese in collaborazione con Giuseppe Paradiso, si avvale dei contributi di numerosi delegati del Cocer (Consiglio centrale di rappresentanza) di Esercito, Carabinieri, Marina,Aeronautica e Guardia di Finanza, dei sindacati della Polizia di Stato e soprattutto dei singoli operatori in divisa .
Speriamo inoltre ( voglio  provare ad  avere fiducia  dopo i fatti di Napoli  e il g8 di genova  e lere repressioni dele altre manifestazioni ) che realmente rispetto,non generalizzazione,legalità,e cambiamento di metalità ( l'obbedir tacendo ) ,e l'insegnamento di  quella che  un tempo  si  chiamava ( e  che anelle scuoole  e nelle istituzioni  non esiste più )  educazione civica  .
Visto che  come dimostra il  file qui sotto preso  da questo sito qui

 www.twango.com/m/140b2fa1ac

audio hosting by Twangouno stralcio  di quele  telefonate  fra  agenti  e 113  durante  il  g8   di genova  201  e di cui parla l'articolo sotto riportato  del network  tg24
del 6  lugliio 2007 (  www.skylife.it/html/skylife/tg24/ )


G8 Genova, 2001 – “Speriamo che muoiano tutti”. E ancora: “Uno a zero per noi”. Sono stralci di conversazioni telefoniche, queste. Comunicazioni tra gli agenti e il 113scuola Diaz di Genova durante il G8 2001. 26 registrazioni, che gli avvocati delle parti lese depositano oggi nell’ultima udienza, prima della pausa estiva, del processo per l’incursione nella scuola, che vede 29 imputati tra agenti e funzionari di polizia. Le accuse per loro sono di lesioni, falso e calunnia.
La notte del 21 luglio, notte dell’irruzione – Le 26 registrazioni contengono le conversazioni degli agenti di polizia. Sullo sfondo la manifestazione, gli scontri, la morte di Carlo Giuliani, l’irruzione nella scuola Diaz. C’è chi ironizza sulla morte del ragazzo, chi parla di “balordi” e “zecconi” (i manifestanti) che mettevano i cassonetti dei rifiuti in mezzo alla strada. C’è chi chiede se sia vero che “c’è una valanga di feriti” e chi risponde “sì no, guarda io non te lo so dire”. Si parla di manganellate e teste aperte. E c’è Spartaco Mortola, allora dirigente Digos di Genova che agli agenti nel suo ufficio raccomanda di portar via le molotov. Quelle molotov che l’accusa sostiene siano state introdotte dai poliziotti all’interno della scuola Diaz per giustificare l’irruzione. Molotov, custodite in Questura e poi sparite. (.... ) qui l'articolo integrale


27/03/07

Senza titolo 1722

Due settimane fa un ragazzo eritreo si è tolto la vita in pieno centro a Milano. Il suo gesto disperato è la conseguenza di una serie continua di sogni infranti, di sforzi per rialzarsi e di nuove cadute. Una storia, purtroppo, comune a molti immigrati, nei quali – per provare a sentire davvero quale sia la loro condizione – bisognerebbe ogni tanto immedesimarsi. È ciò che invita a fare l’orazione civile scritta da un operatore sociale in occasione del funerale del ragazzo eritreo. Si intitola “Immagina” e vi invito a leggerla
eccone alcuni stralci 

IMMAGINA

Immagina di fuggire dal tuo paese, ad esempio l'Eritrea, di dover lasciare il posto dove sei cresciuto e dove hai vissuto per trent'anni. Immagina di aver costruito in quel posto una famiglia, di avere tre figli con la donna che ami.
Immagina di fuggire da quel posto.
Adesso impegnati per credere che tu abbia attraversato, percorrendo trecento chilometri, uno stato in guerra con il tuo, per esempio l'Etiopia, per poter sperare in un futuro migliore.
Immagina adesso di esser salito su di un camion con altre decine di persone e di aver viaggiato per venti giorni in mezzo a un deserto per arrivare in Libia. E sforzati di credere che ti portavi dietro solo un litro d'acqua.
Pensa che ora, per essere al sicuro dal tuo paese, ti resta solo da attraversare un braccio di mare che separa la Libia dall'Italia, e poi finalmente la vita potrà ricominciare. Per il viaggio in mare ti servono ancora tremila euro e allora ti fai aiutare da qualche tuo connazionale per fare qualche lavoretto, con la paura che l'esercito ti trovi e ti rispedisca nel tuo paese. Sei mesi di lavoro e riesci a trovare i soldi per partire. La tua barca per la salvezza parte con te sopra e finalmente arrivi in un paese che ti può garantire la sicurezza che cerchi. In questo paese potrai lavorare e ricostruirti una vita con la tua famiglia.
Immagina ora di non conoscere la lingua di questo paese, di non avere né amici né parenti che ti possano aiutare. Vieni portato in un campo dove ti viene chiesto perchè sei lì. Alcuni giorni dopo ti viene dato un cartoncino e ti viene detto che da quel momento sei libero di andare dove ti pare. Ti viene consigliato da alcuni militari di andare a Milano perchè lì sapranno aiutarti. Ti insegneranno a parlare la lingua nuova – dicono –, ti daranno un posto dove dormire e ti aiuteranno a cercare un lavoro. Fiducioso sali sul primo treno per Milano, mentre il tuo biglietto, anche se non puoi saperlo, dice Salerno. Arrivi in stazione centrale a Milano che sei distrutto e frastornato. In inglese provi a chiedere informazioni alle persone che incontri senza ottenere risposte.  ( continua --- è il commento n 5 ---    sul il bellissimo blog  di  www.gugg.splinder.com/ )

02/03/07

Senza titolo 1673

Fra le tanti canzoni  su  o dedicate a Garibaldi    di cui trovate   un elenco  sulla pagina  di  it.wikpedia     a lui dedicata    ho scelto   questa  canzone   partigiana  per  indicare   come    rispetto  agli eredi  (  salvo alcuni )  che gettarono nel cesso gli ideali di G    schierandosi   con il regime fascista (  e passi  )  ed  in particolare ,  quando    dopo il crollo del  Fascismo  fosse   ormai chiaro  alla maggior parte  del popolo italiano  cosa  esso fu  ,  essi   si schierano   senza  spirito critico   con la  Rsi ( repubblica sociale italiana  )  e  con i  nazisti 

Canzone  Composta collettivamente da un gruppo di partigiani a Castagneto di Ramisèto nella primavera del 1944 sull'aria di una vecchia marcia fascista cantata durante anche la guerra di Spagna (ma la cui origine più antica potrebbe essere ottocentesca e garibaldina), è considerato l'inno quasi ufficiale delle brigate garibaldine della provincia di Reggio Emilia. Impossibile non ricorda-re l'interpretazione dell'indimenticabile Giovanna Daffini contenuta nell'album La Resistenza nell'Emilia Romagna 
note storiche tratte  da  www.cantilotta.org/index.htm

Libertà... sì. Libertà... sì.
Noi siamo i partigiani fate largo che passa la brigata Garibaldi
la più bella, la più forte, la più ardita che ci sia,
quando avanza, quando avanza,
il nemico fugge allor
tutto rompe, tutto infrange
con la forza e con l'ardor.


Abbiam la giovinezza in coi., simbolo di vittoria
marciano sempre forte e non temiam la morte, la stella rossa in fronte la civiltà portiamo
ai popoli oppressi
la libertà noi porterem.


Fate largo, che passa la brigata Garibaldi
la più bella, la più forte la più ardita che ci sia
quando passa, quando avanza
il nemico fugge allor siamo fieri, siamo forti per cacciare l'invasor.


Col mitra e col fucile siam pronti per scattare ai traditor fascisti
ce la farem pagare
con la mitraglia fissa
e con le bombe a mano le barbarie commesse sul nostro popolo fede



Complimenti agli eredi  dei due rami di Giuseppe  Garibaldi e  alla   poco coraggiosa  posizione  dela  sovraintendenza   che  non ha  avuto il coraggio  ( almeno provarci o tentare  )  di mediare   fra  i due litiganti  o al massimo (  situazione  preferibile   ) nel nome  di Garibaldi imporre  un compromesso  o  una  tregua   fra  i due rami  ereditari dell'erore dei due mondi proprio in una  occasione  cosi importante  come  un  bicentenario    .
Infatti  a causa di questa  diatriba   e di questi rancori familiari   si potranno celebrare all'ìnterno del piazzale  dela casa  museo solo  gli eventi ufficiali 

Come  avviene  uin maniera   cosi manifesta  da  due  tre  anni  e forse  anche  di più   ( e il che ha permesso che  alcuni oggetti  di Garibaldi finissero  in mano  estranea  e in particolare   nella vila  di Hammamet  di un grande   ladrone di stato di quella  che molti storici    del Cepu o  pseudo storici  hanno chiamato  con il termine  prima repubblica    )  si  ,  scatenino, come avviene immancabilmente il 2 giugno, anniversario della morte  di  quello che  fu  uno dei  protagonisti  ( il rapressentante  del lato popolare  )  del nostro --- nel bene  e nel male ---   risorgimento  ,  liti furiose e, quando va bene,terribili occhiatacce, ciò  scoraggia la Sovrintendenza di Sassari che gestisce il Compendio e la costringe a non concedere a nessuno quello spazio sotto l'albero secolare dedicato a Clelia.Tanto meno quello ampio davanti alle tombe dove riposano l'eroe e alcuni dei suoi figli.Nemmeno un innocuo premiodi poesia sarà ospitato quest'anno nel giardino di fronte alla casa.
Quindi  quest'anno  a  causa  :  dello scarsissimo   coraggio   diplomatico    della  sovvraintendenza  di Sassari  ., della litigiosità dei pronipoti  da parte di Anita la prima  moglie di Garibaldi che soi distinguono  per  due  N  .,   del fatto che solo  Giuseppe Garibaldi  l'unico pronipote maschio  che può passare l'estate  nella casa museo  di Caprera   ,  quest'anno  in particolare  , anche  se non è una novità  in quanto accade da sempre  .
Un vero peccato  in quanto le   diverse  associazioni garibaldine  e sono tante  , si aspettavano  soprattutto  che  nel  bicentenario  le  cose  andassero in maniera  diversa e non  uguale  e ripetitiva   .                                   
E tutti saranno costretti ad accontentarsi di qualche altro palcoscenico, o della sala con-siliare o della biblioteca. Purtroppo per la mancata  (  se mai c'è stata  ) collaborazione tra i due   gruppi degli eredi  , che a dire il  vero non c'è mai stata  tanto meno  tra  i pro nipoti   dell'Eroe che  --- il   bisnonno  e  la  bisnonna anita  e   gli altri parenti collaterali   figli  dell'amante  e dellla seconda moglie  si rivolteranno nella tomba   gareggiano  per  conqnel bene  e nel maleuistare uno  spazio  . Impedendo   che una  manifestazione   culturale  sia  ridotta  solo a livello ufficiale  e non  solo anche di popolo   e sia  vissuta con tranquilità .
Per questo  e non assistere ad  attacchi e batibecchi (  e qui  non  gli posso biasimare , anche  se potevano mostrare un po' più d'iniziativa   e concedere  spazi ad  entrambi  gli eredi   )   le  dirigenze del museo  si guardano bene dal  non concedere  udienze separate  a  gli uni  e  a  gli altri  . Ma  per non incorrere negli spiacevoli episodi che si ripetono ogni due giugno, per non suscitare gelosie di sorta ( cosa  che secondo me  , non  si avrebbero  se il comune  e la sovraintendenza  concedessero  ad entrambi  senza  privilegiare l'uno o l'altro ramo )  che si potrebbero scatenare durante il Bicentenario, Caprera festeggerà quasi sottotono iduecento anni della nascita dell'Eroe
Con le solite parate e maifestazioni di sempre . Con i pellegrini  che s'aggireranno nel  museo  e  i soliti  discorsi  vuoti e  retorici   . Niente di nuovo  come sempre , un occasione mancata  per  celebrare in maniera non retorica  uno che ha  dato la sua vita  e  se stesso  non solo  per l'unita  del nostro  amato-odiato paese ma anche   per  altri popoli  ( vedere  ggli approfondimenti a fine post  ) . Niente di nuovo  , dunque  ,  per la decisione  pilatesca  della  sovraintenza  e po' troppo neutralista della  direzione  del museo Garibaldino  guidata  da Wally  paris  cultrice  e studiosa  di Garibaldi  oltre che custode umana del suo compendio  e delle sue  memorie  come se fosse un vero  e proprio  masuoleo  .


Approfondimenti


 eventi  per il bicentenario


fra cui  la  1  e la  2 tappa del giro  d'italia  di quest'anno  , quest'ultima parte  dalla mia  cittadina 
siti  di comitati per  Bicentenario della nascita eleco  estratto dall'ottima  voce  http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Garibaldi


siti su Garibaldi 


17/02/07

Senza titolo 1642

alla  faccia di  chi vuole combattere  internet  con la repressione  e la censura.IL video della prof  di Lecce  è ancora  disponibile in chiaro   ,  cioè  con i  visi  non coperti  e   dove adirittura  si  chiamano con  nome  . ecco  per dovere di cronaca  e non per  fare pubblicità alla cosa ,   il sito  www.metello.com  in cui si trova e   dove  sono presenti altri video di bulli  ,  che prontamente ho segnalato  ai gestori nell'apposito  form  presente   sotto ogni video , dove puoi commentare ,  o mandarlo via email , e  contattare  la redazione    per prooporne altri o  se  esso non è di tuo gradimento 

22/11/06

Senza titolo 1508


N.B
a causa   dei problemi tecnici e  d'incompatibilità  fra  ubuntu  e  splinder   i siti  in neretto sono  dei collegamenti ipertestuali 



visto il ripetersi  ad ogni manifestazione  pro palestina   di bandiere briuciate  e di slogan vergognosi  ed insultanti  verso i morti  di nassyria  ho deciso   di scrivere una lettera  a  quelli dle movimento 


Cari compagni \e
Capisco il vostro scendere  in piazza  per  contro vostro e din non unirvi  alla sinistra di governo  ( quella che un tempo --- e alcuni sia  a destra sia  [sic ] a sinistra  continuano  ancora oggi --- veniva chiamata sia in senso ironico , sia in quello dispregiativo   sinistra parlamentare  )  per  le  sue ambiguita  sulla questione palestinese vedere in merito  il  precedente post  di  Solaria da parte dei nostri politica  post tangentopoli o manipulite   . Ora Condivido  quelo che dite  sull'occupazione   dell'Iraq  da parte delle truppe Americane e Inglesi ed [SIC ] Italiane, e sulla questione palestinese  perchè è giusto protestare e manifestare  contro m'arroganza  d'israele che non consente al popolo palestinese di  poter raggiungere  l'obbiettivo  di  costruirsi uno stato  automo ed occupa  territori che  in base  alle risoluzioni dell'Onu in merito  non gli appartengono   Infatti non bisogna dimenticare  che  quando dopo la seconda guerra mondiale fu deciso  di dare  ( giustamente  dopo  quella  che avevano passato  in Europa  con pogrom e persecuzioni \ leggi  razziali  sia naziste che fascite )  fu deciso che in quella terra  la palestina  sorgessero due stati  uno ebraico e uno arabo . Lo stato ebraico  è sorto forte  ed ha occupato territori non siuoi  . Quello arabo non è mai  stato costituito un affronto al popolo arabo insomma,dovrebbe è nell'interesse  d'israele e  della sua sicurezza, ma anche e soprattutto  per riportare la pace in una zona martoriata  da 60 anni di guerre e repressioni  legate direttamente o indirettamente al conflitto arabo -israeliano  che si detterini la realizzazione delllo stato palestinese 
Ma quello che non condivido è il metodo  con cui  lo esprimete Infatti  neanche  pensando a questo   ci si comporta in questo modo contro producente  e autolesionista .  Tale  comportamento non è  nè civile netanto meno democratico  ( sia  che per  democrazia  s'intenda democrazia diretta [ popolare  \ ploretaria ] = il potere è amministrato direttamente dal popolo, come avveniva nell'antica Grecia, dove i cittadini si riunivano nell'agorà (piazza) ; sia  democrazia indiretta [Borghese] = il potere è amministrato da rappresentanti del popolo (il parlamento). L'Italia è una repubblica parlamentare ( quindi a democrazia indiretta) che usa come unici strumenti di democrazia diretta il referendum e l'iniziativa popolare )   1)  bruciare la  bandiera di uno stato  anche se  esso una dittatura o  poco democratico   Israele  e Usa. Anche e ciò puo sembrare catarchico : << Se date fuoco  a una cartolina di porecetto  date fuoco ad un pezzo di carta  .Se date  fuoco ad una bandiera , date  fuoco  ad un pezzo di stoffa . >>  come  scrisse   nella sua "lettera  ai soldati americani in vietnam " del 1967 divenuta  poi uno dei punti di rifermento del pacifismo di quel periodo  David McReynolds   << Ma se buttate una bomba al napalm,voi date fuoco ad un esere umano  . Sente  forse male  una cartolina quando la  bruciate  ?  Sete forse male  una bandiera  quando la bruciate  ? Ma un bambino   sente male  quando lo bruciate  . Cosa è peggio   bruciare  una cartolina di precetto o bruciare un bambino  (... ) >> (  tratta da   voci degli Hippies  di J.Hopkins Laterza in C.Salinari, C.Ricci  " storia  della letteratura italiana  Laterza )             Infatti  concordo con quanto dice in una intervista   sul quotidiano l'unita di oggi  20  novembre  2006 Sari Nusseibeh, presidente dell'Università Al Quds di Gerusalemme Est, uno dei più autorevoli intellettuali palestinesi. palestinese che, nella prima Intifada, ha conosciuto per il suo impegno anche le carceri israeliane.
Riporto  qui l'articolo  accesibile online solo agli utenti registrati 
<<
No, di quella "solidarietà" che istiga l'odio ed esalta i kamikaze non abbiamo proprio bisogno. Chi scende in piazza per bruciare le bandiere israeliane, simbolo di un popolo e non di un governo, fa solo del male alla causa palestinese. Non è con la cultura dell'odio che vedremo riconosciuti i nostri sacrosanti diritti. Vorrei invece abbracciare uno per uno i partecipanti alla manifestazione di Milano: lì sì che ho trovato saggezza, solidarietà quella vera, propositiva. Non bisogna mai dimenticarsi che stiamo lottando per uno Stato in più in Medio Oriente e non per la cancellazione di uno già esistente».
Professor Nusseibeh, cosa vuol dire oggi essere solidali con il popolo palestinese?
«Significa battersi per favorire il dialogo dal basso, tra le due società civili, e al tempo stesso premere sulla comunità internazionale perché rimetta in movimento il processo di pace indicandone da subito lo sbocco finale e calendarizzandone l'attuazione. Solidarietà è anche chiedere la fine delle punizioni collettive che Israele sta infliggendo da mesi alla popolazione civile della Striscia di Gaza. Solidarietà è costruire davvero una cultura del rispetto delle ragioni dell'altro».
È quanto espresso dalla manifestazione di sabato a Milano. Ma in Italia la discussione si è polarizzata attorno all'azione di un gruppo di estremisti nel corteo di Roma. Tra gli slogan gridati: «Israele brucerà» e «"La pace in Medio Oriente si fa così, armi, armi ai feddayn»…
«No, la pace non si fa così. Non la si fa esaltando l'uso della forza, terreno su cui saremo sempre e comunque perdenti. Non abbiamo bisogno di armi, ma di sostegno politico. La pace non si costruisce istillando l'odio verso il "Nemico". A Milano so che sono state espresse critiche, che io condivido, sulla politica unilateralista adottata dal governo israeliano e si è denunciata la drammatica situazione in cui sono costretti a vivere 1milione e 400mila palestinesi nella Striscia di Gaza. Ma nessuno si è sognato di bruciare bandiere israeliane perché la bandiera rappresenta un popolo e non una politica, e il popolo palestinese non ha mai dichiarato guerra a quello israeliano. Noi lottiamo per ottenere i nostri diritti e non per cancellarne quelli di altri. E questi diritti possono essere realizzati solo attraverso la politica. Non esistono scorciatoie militariste. E questo vale anche per Israele».
Vorrei tornare agli slogan di Roma. A chi possono giovare nel campo israeliano?
«Certo non a persone che si battono con coraggio per il dialogo, come il mio amico David Grossman. Quei gesti, quelle frasi rafforzano invece quanti in Israele diffidano dell'Europa, considerandola pregiudizialmente ostile alle ragioni di Israele. Gli estremismi si alimentano a vicenda. A chi possono giovare quelle frasi, mi chiede. Beh, la prima persona che mi viene in mente è Avigdor Lieberman (vice premier israeliano e leader del partito di estrema destra Israel Beitenu, ndr.), aperto sostenitore della deportazione in massa dei palestinesi oltre il Giordano. Oggi può usare quelle immagini e dire: vedete questi sono gli amici dei nostri nemici…».
Tra coloro che hanno sfilato a Milano, e non solo tra loro, è ancora impressa nella memoria la strage di Beit Hanun. «Non si è trattato di un errore, ma dello sbocco di una politica che fonda la sicurezza di Israele sull'uso della forza»: è quanto affermato dal ministro degli Esteri italiano Massimo D'Alema in una recente intervista a l'Unità a scatenato polemiche. Qual è in merito la sua opinione?
«Ho incontrato D'Alema e so che è decisamente impegnato nella ricerca di un accordo di pace globale tra Israeliani e Palestinesi. Considerarlo per questo un "antisemita" piu' che ingeneroso mi sembra profondamente stupido. D'altra parte, le sue critiche sono le stesse avanzate dall'Unione Europea. E mi viene difficile pensare al premier britannico Tony Blair come ad un "amico di Hamas"».>>
2) Insultare i morti , perchè per i morti  qwualunque sia la causa \ il motivo  dela loro  morte  anche nell'analizzare  le cause  \ origini dela loro morte  bisogna  averne rispetto  e  voi con il vostro becero slogan non lo avete  avuto . Infatti concordo  per una  volta  tanto   con cossutta che   sempre sull'unità di oggi  dice  : << (  bruciando le  bandiere  e gridando slogan assurdi   hanno creato u grave danno ala causa del popolo palestinese .
 >>
Ecco dunque che   i media  anzichè parlare (   chi in maniera faziosa chi no )  di quello che avviene nei territori occupati parlano dei vostri gesti \ mascalzonate . Mi chiedo ignorate forse che la pace   passa anche per il rispetto  dei caduti  qualunque  sia la  causa perchè i morrti come dice  i nostri anni film sulla resistenza ( qui maggiori dettagli )   i morti sono tutti uguali e come  taloi vanno rispettatati  sono solo le cause   o le scelte   che li diffeenziano   . Inoltre voi sapete  ( o almeno cosi credo  )  che  molto spesso come in questo caso  essi stessi  vengono mandati ( o ci sono anche quelli che lo scelgono per sfuggire , visto  i grandi stipendi che le missioni di " pace " offrono , per sfuggire alla dissocupazione  o per  avere ulteriori soldi per  potersi costruire un futuro )  dai vari governi fra  cui  il nostro [sic]   sapendo  di mentire  allo sbaraglio nascondendone le vere  cause  e  facendogli credere che  è  una  solo una missione di pace  . Quindi concludo che con il vostro   comportamento  verso tali  vittime la vostra << "Pietà l'è morta" proprio coe la  famosa  canzone  della  II  guerra mondiale  qui iltesto e le note storiche  eil file midi  sotto riportato 

Pieta_l_e_morta


Cordialmente un compagno 

  P.s
scometto che  ci saranno email  che mi chiederanno news  sulla questione palestinese  sotto a   fine post  troverete   i link di wikipedia  sulla  questione palestinese . Qualcuno di voi sostiene  che invece le provocazioni   si riesce a parlare  di tale  causa  . Invece   sono proprio queste che   che fanno regredirte  la battaglia per  questa causa  .


 

N.b                                                                                                          Alcuni dei link riportati in lingua inglese riportano punti di vista palestinesi, altri punti di vista israeliani. Poiché l'argomento è uno dei massimi problemi politici mondiali, talvolta le informazioni non sono imparziali e hanno carattere propagandistico.

 La "Questione palestinese"








Collegamenti filo-palestinesi






Collegamenti filo-israeliani






 Collegamenti ONU



                                                       


20/11/06

Senza titolo 1506

con questa nuova  categoria  intendo recensire  e riportare  articoli interesanti su  stamapa  , blog e  altri siti  , inizio  con  questo blellissimo articolo  e  bellissima iniziativa   riporta dal blog pennarossa.splinder.com

Nonno "Libero", in "Libero Stato"

Nonno Libero







Lunedì 20 novembre, in prima serata su Raiuno, è in programmazione il film per la Tv "Il padre delle spose" interpretato da Lino Banfi il simpatico nonno Libero di "Un Medico in Famiglia". Il film parla dell'amore di un padre per la propria figlia affrontando il tema dell'accettazione della diversità.La programmazione nella prima serata di lunedì ha fatto insorgere blog ed organizzazioni come “Cultura Cattolica”, preoccupate che il pericoloso “messaggio” di nonno Libero possa arrivare ai bambini. E’ partita quindi una campagna per chiedere lo spostamento in seconda serata del programma tramite e mail alla RAI. Di seguito riportiamo quella arrivata al nostro amico Maurizio, che ci ha segnalato l’iniziativa e proposto di controbattere adeguatamente


Vi riproponiamo l'email circolante:






“La Rai, la nostra televisione pubblica nazionale, sta per lanciare l'ennesima pubblicità ai matrimoni omosessuali. Protagonista di questa subdola operazione, dopo Gianni Morandi, questa volta è Lino Banfi. L'attore pugliese sarà infatti protagonista il giorno 20 Novembre di una fiction in prima serata su Rai Uno, dal titolo "Il padre delle spose". La vicenda narra che questo padre recatosi in Spagna per andare a trovare la figlia che lavora lì, la troverà con sua sorpresa sposata con un altra donna!E' già stato anticipato che la fiction si concluderà con l'accettazione da parte del padre di questo matrimonio, con tanto di finale a loro dire commovente in baci e abbracci di Lino Banfi alle due donne sposate.Ora mi chiedo: ma chi vogliono prendere in giro? Certo, basterà non vedere questo film ma il punto non è questo: il fatto è che lo vedranno in prima serata tanti bambini affascinati dalla comica figura di Lino Banfi e noi questo non lo possiamo permettere.Per questo propongo di tempestare la Rai con e mail di protesta, chiedendo lo spostamento in seconda serata (quantomeno!) della fiction, siete d'accordo?” per protestare potete compilare il seguente modulo della RAI



















La tribù di Pennarossa ha deciso di replicare inviando alla RAI il seguente messaggio, invitando tutti gli amici e i compagni, a fare lo stesso:








"In riferimento alle proteste che persone e organizzazioni stanno avanzando sullo slittamento in seconda serata (o addirittura alla non messa in onda) del film tv "Il padre delle spose" interpretato da Lino Banfi, vi comunico la mia opinione.
Credo che proprio l'utilizzo della figura di Lino Banfi, cara e familiare ai bambini, nella veste del padre di una delle due donne, possa, con tatto e sensibilità, finalmente rappresentare un messaggio positivo nei confronti di una realtà troppe volte male rappresentata nei media.Intendo quindi manifestare il mio apprezzamento sia per il tema trattato sia per la scelta di trasmetterla in prima serata.Nella malaugurata ipotesi che il film venga “oscurato”, considererei la decisione un gravo atto di censura.    Cordiali saluti"







Se siete d'accordo unitevi celermente all'iniziativa e lasciate nei commenti l’eventuale messaggio che avete inviato.
Augh, a tutti.



Aggiornamento importante - Alla campagna in atto contro il programma si è affiancato il Giornale, con questi due articoli:"Il Giornale1" - "Il Giornale2".
Aggiornamento 2 - Le ragioni della nostra iniziativa, sono state riprese da " Repubblica ".
Aggiornamento 3 - Da stasera, al termine de "Il padre delle spose", e per tutta la giornata di domani, raccogliamo i vostri commenti per capire se avete gradito come il tema è stato trattato.
Aggiornamento 4 - Ce l'abbiamo fatta! Anche il Corriere alla fine ha scritto qualcosa. Qui invece trovate il comunicato dell'Arcigay.




18/11/06

Senza titolo 1503




N.B
solito problema  nella lettura  dei collegamenti  a causa  di programmi da me usati e  quelli usati dalla  piattaforma  splinder 


Oggi  ho trovato numerose email, e non nei commenti come mi sarei aspettato,
di critiche superficiali e fatte tanto per fare  quanto ho scritto precedentemente  sui fatti avvenuti nel liceo di Torino ( lo so  che devo cestinarle come ho già detto più volte in questo blog,ma  non ci riesco è più forte di me,perchè a mio avviso sono sintomo  di quel disagio che porta  a giustificare,se non adrittura  a commetttere  ed  ad emulare simili   gesti  \ eventi come quello di torino ) . In esse sono  stato " accusato "  di  : 1) d'esagerare per un piccolo caso , 2)  di fare politica perchè ho citato in opera politica,cioè  gli indifferenti di Gramsci 3) non è  giusto che debba pagare  anche gente che non c'entra  niente  come  il resto  della clase  e l'insegnante  puniti  dal  preside   del liceo di torino (  dov' erano avvenute le  violenze  verso  il disabile ),4) che il bullismo è sempre esistito a scuola  e nelle caserme 
Rispondo punto per punto  alle accuse che mi vengono lanciate 

1) 
Essa è immotivata  e fatta da gente  che  sottovaluta il problema   considerandolo   di poco conto,quando invece  gravisimo ed  è ogni giorno peggio.Infatti come testiimoniano i  giornali d'oggi  ( 18\11\2006 ) leggerete  di  torie di ordinaria violenza nella scuola italiana. Non è Bowling for Columbine, ma qualcosa comincia a rompersi, qualche limite, forse, sta pericolosamente crollando. Il caso del ragazzo disabile maltrattato dai compagni nella scuola di Torino e ripreso dal telefonino, è solo uno dei tanti a disposizione della Rete. Dove proliferano - e cronologicamente, da prima - immagini e filmati degli studenti italiani trasformati in una specie di orda barbarica. C'è sempre un sodàle che riprende tutto, divertendosi un mondo: sedie che volano, grida furiose e autoeccitate, droga, calci, pugni, bullismo all'ennesima potenza. Poi ci pensano Google e Youtube a fare il resto. Così, qualcuno potrà dire "io sono su internet", i video circoleranno e i protagonisti penseranno di essere diventati famosi perché quel filmato avrà scalato la classifica di gradimento del sito.
La casistica è disparata e amplissima. Come se ormai fosse una moda, una tendenza. D'altra parte negli Stati Uniti - dai quali importiamo sempre il meglio - da anni in Rete hanno grande successo i video denominati school fighter dove si vedono studenti che fanno a botte fuori dalla scuola. I ragazzi italiani prediligono invece il danno al bene pubblico, la devastazione di tavoli, sedie, lavagne e tutto quanto riescono a trovare nelle aule. Senza dimenticare le persone. Così è normale far esplodere delle micce sotto la cattedra ed è altrettanto normale tirare un banco contro una finestra e farlo a pezzi. O far esplodere un accendino creando un vero e proprio falò. Ancora: prendere il registro di classe e picchiarlo in testa al compagno di scuola che in quel momento sta serenamente conversando con un altro. E si spaventa il poverino, ma tace perchè l'altro è il bullo e si vede. Molestare i più deboli fa parte dei giochi. E i docenti, in questo gioco al massacro, davanti alla tivvù, sembrano proprio i più deboli. Per lo meno impotenti. Il professore redarguisce lo studente. Quello invece di incassare e andare al posto comincia a urlare, a dimenarsi, a inveire. Alla fine parte un vaffa e il prof che fa? Zitto. Commenti dalla Rete: bravi, bene, bis. "I prof sono degli schifosi". E a chi tenta di riportare il tutto in un alveo di decenza la risposta non manca mai: "Taci tu, scemo, ci stiamo solo divertendo un po' ".
Infatti  sul corriere della sera  di oggi  afferma e  sottolinea Paolo Osiride Ferrero, presidente per la Consulta per le persone in difficoltà << Quello accaduto a Torino non è un caso isolato come a noi piacerebbe pensare >> . Le cause  vengono analizzate  da Isabella Bossi Fedrigotti sempère sul numero  odierno del corriere dela era   <<  I ragazzini di Ancona violentano la tredicenne riprendendo la bella scena e la scaricano in rete dove potranno gustarla, commentarla e, probabilmente, vantarsene con gli amici. E più o meno lo stesso è successo a Napoli, a Ginevra e in innumerevoli altri recenti casi di aggressioni.Quasi tutti avvenuti a scuola, come testimoniano i risultati delle ricerche in rete, che in una catena inattesa e disgustosa di botte e angherie si materializzano sullo schermo, serpente velenoso che si mangia altre illusioni sui nostri figli. Li sapevamo immaturi, indifferenti, privi di iniziativa, forse ignoranti o anche maleducati: non perversi. D’un colpo, tutti questi giovani filmaker dei loro stessi orrori, neppure ancora maggiorenni, spesso soltanto adolescenti, sembrano essersi trasformati in adulti opachi, disfatti dalla noia: vecchi stanchi che, ormai estranei alla vita, si chiudono nelle loro buie stanze per guardare filmini oscenamente violenti o pornografici, unico mezzo per riuscire a strapparsi ancora un guizzo di vitalità.



Evidentemente infettati da una malattia che da tempo si sta allargando nella società, per cui esiste solo quello che si vede in televisione e tutto il resto è ininfluente e senza peso, picchiano, stuprano, umiliano, ma, contemporaneamente immortalano o raccomandano di immortalare, forse perché sentono che, se nessuno li guarda mentre esercitano le loro odiose sopraffazioni, se nessuno dei tanti confratelli di vizio li osserva, li approva, magari, anche, li invidia, rischiano di scoprire il nulla inconsistente di cui sono fatti.

Non potendo andare in televisione, si arrangiano per finire almeno su Internet, dove, c’è da immaginarlo, già sono diventati personaggi, quasi eroi: del male, è vero, ma per loro non si tratta certo di una controindicazione. Né un caso, a questo proposito, che il picchiatore del disabile nella scuola torinese si sia affrettato a dichiarare che non era stato lui a scaricare il filmino in rete e che, anzi, non ne non sapeva nulla: probabilmente ha avuto la percezione che prendere a calci è un conto, ripeterlo decine di migliaia di volte nei fotogrammi della rete, per la sicura proliferazione della violenza contro i deboli e la soddisfazione degli ebeti guardoni, tutt’altro.

Se una consolazione ci può essere, sta soltanto nel fatto che l’ansia di mostrarsi e di riguardarsi di questi sfigatissimi giovani deve essere tale da far perdere loro la misura del rischio che corrono: è, infatti, proprio grazie a Internet, grazie alle tracce dei telefonini che, fino adesso, sono stati quasi sempre smascherati.>> .                                                           Tale  origine viene anche confermata  ,  sempre  sullo stessoi quotidiano daAnna Oliverio Ferraris psicologa dell’età evoluti : << SENTIRSI FORTI Molestare chi è debole fa parte dei giochi. «Mettere in difficoltà le persone indifese dà piacere. E’ un modo semplice e primordiale di sentirsi forti — commenta — e mettere il video in Rete è un modo per amplificare e ottenere apprezzamenti. Dal punto di vista di questi ragazzi è solo un divertimento ». Per tutelare i minori è sceso in campo anche il garante che ha deliberato l’introduzione di un codice di sicurezza sui telefonini che offrono servizi per adulti.
2)  
Io non intendevo  con quel post  fare politica  anche se l'indifferenza  ha  iun significato politico ( altrimenti non si  spiegano  di come  le dittature   del ecoo corso  abbiano preso e mantenuto il potere o come certi governi che si dicono  democratici possano fare oppure permettano\tollerino in mùnome del petrolio e del  dejnaro  crimini  , contro l'umanità )   ma non  è questo il nostro caso.Infatti ho citato  solo le parti non politiche , perchè trovo  le parole  di  G ed in particolare quelle citate  una delle migliori  e più comprensibili per descrivere sia l'indifferenza  ma soprattutto gli indifferenti  . Comunque  per chi volesse  una definizione " non politica  "  la  trova  qui  e qui oppure nel significato filosofico  dove  ne  è descritta  anche la storia qui  in file  pdf  qui  in file html )  oppure usata  come  crudeltà dall'e-enciclopedia  wikipedia  : << La crudeltà è indifferenza alla sofferenza e si prova perfino piacere nell'infliggerla.I modi di infliggere sofferenza possono coinvolgere la violenza, ma la violenza non è necessaria per un atto crudele. Per esempio, se un'altra persona sta annegando e vi sta chiedendo aiuto, non aiutarla ma guardarla divertendosi è un'atto di crudeltà, ma non violenza.La persona crudele ha solitamente una supremazia sulla persona più debole.Il termine crudeltà viene usato spesso riguardo al trattamento degli animali, dei bambini ,  dei malati o di gente  che  che  ha problemi psicofisici e psicologici e dei prigionieri. >>
3)
La quale è  collegata alla  seconda  perchè   qual'ora si tratti di un reato  lìindifferenza  è  prevista  dala legge  infatti : << ( ... ) Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo.>> codice  penale  art 40 cap I titolo III . C'è indifferenza  e indifferenza  un  conto è quella ( a volte praticata  anche  da me )  usata  verso  gli stupidi e gli idioti  , un altra  che questa  di cui stiamo parlando  adesso   più grave   che  porta   conseguenze spaventose  . Io considero  alla stesa maniera  complici coloro che con le  loro  indifferenza  permettono simili cose  e  sono d'accordo che vadano puniti alla stessa maniera   di coloro che commetono un crimine  perchè  essa sfocia  nell'omertà  e permette che continuino   ad esistere  crimini efferati  come i sequetri di persona, o reati simili .
4)
Concordo solo in parte . Infatti  esso  è sempre esistito , ed  anch'io
da ragazzo l'ho praticato  e magari  anche  voi .



Ma un conto  è  sfottere-prendere  in giro  un\una  prof  per alcuni suoi modi di comportarsi , come  facevo    ad esempio prendevo in giro il prof di storia e filosofia  perchè  per  spiegare usava  espressioni  come: <<con molta frachezza >> seguite  a  grattate allam testa pelata  oppure <<  ciò  che  Platone  aveva  uscire  dalla porta di Aristotele  lo fà rientrare dala finestra  >>   o quella d'italiano-latino che  usava  espressioni  italianizzate del  nostro  dialetto es  saltami la porta=per dire vai fuori  o  vi do delle frasi condite= frasi complicate  o difficili   oppure  ancora  a saperlo eravate= ancora non lo sapevate  , ecc ; o prendere in giro un altro prof sbadato  e dirgli che non è  nella tua clase per non  fare lezione o  farne un ora sola  anzi che due  . oppure  scherzi gollardici  ai primi o alle matricole  ( i cosidetti niubbi o primi  ) o a prof  come questi proposti  da questo sito qui .  Ma ora negli ultimi 10-12 anni   si sta esagerando è sempre peggio e si arriva  al cinismo  oalla violenza    . Ad esempio  due anni dopo  che  ho preso la  maturità ( nel lojntano anno solastico  1994\5 )  , un prof  mi raccontava  che  avevano dovuto mettere i bagni alla  turca perchè i ragazzi  non solo disruggevano i bagni  , ma  smontavano i sanitari  e li mettevano  sulle cattedre  dei prof   facendogli trovare  all'inizio delle lezioni .  In pratica  do ragione  a
Parla Fernanda Tuccillo, dirigente in prima linea di un istituto napoletana e componentedella commissione ministeriale "Scuola e legalità" che  al quotidiano la  repubblica di oggi  dice  : " Basta minimizzare: non è bullismo quei ragazzi sono cattivi e violenti " ecco qua  l'articolo
<<

NAPOLI -
Il video con le violenze al ragazzo disabile, nella scuola di Torino, "è il risultato di quel che stiamo dando come cultura ai nostri figli. Li lasciamo crescere senza regole, piazzati avanti a tv e videogiochi. Così la violenza diventa, per loro, normalità. Fanno a botte anche tra ragazzi che si vogliono bene. Anche tra amici. Solo per gioco. E sono capaci di raccontartelo sorridendo".
Fernanda Tuccillo ( foto in basso a sinistra  )  è dirigente di una scuola napoletana. In prima linea da anni, al punto da esser stata chiamata a far parte della Commissione ministeriale voluta da Fioroni su "scuola e legalità". "La violenza è entrata nel quotidiano dei nostri ragazzi - spiega - Ed è colpa soprattutto della tv e dei videogiochi".
Detto così, sembra non esserci scampo, a meno di non voler fantasticare su bambini che smettano di guardare la televisione.
"Ma non è detto - replica la Tuccillo - che non si possa incidere sulla programmazione. Quanto alla scuola, ha le sue responsabilità, ma sulla violenza giovanile bisogna fare i conti con tutti i 'dipartimenti' del Paese. Anche con le famiglie: ci sono mamme 'attente' che preferiscono che il bambino sia immobile a casa davanti alla tv piuttosto che corra nel cortile e sudi e prenda freddo".
Ma alla violenza vista sullo schermo, può, la scuola, opporre qualcosa?
"Può tenere i bambini il più possibile lontano da queste logiche di violenza, anche quando sono familiari. Può creare una coscienza negli insegnanti, innanzitutto, e quindi negli alunni: lo studente che è oggetto di attenzione, il bambino o il ragazzo col quale i prof usano le parole giuste, più difficilmente si lascerà andare alla violenza".
Sembra un invito buonista, ma Fernanda Tuccillo è tutt'altro che incline a questo atteggiamento: "Viviamo in una società troppo permissiva. Noi adulti, noi educatori, noi insegnanti, non possiamo più essere conniventi con l'assenza di regole. Ai piccoli, ai ragazzi, va insegnato il senso del dovere. E invece siamo circondati da bambini cui tutto è consentito. Nel caso della scuola di Torino, il campanello d'allarme non è suonato in tempo: la violenza di quei ragazzi doveva essere precedente all' episodio odioso contro il compagno disabile".
E se il padre della giovane vittima sostiene che "il termine bullismo non rende l' idea della violenza che c'è nelle scuole", Fernanda Tuccillo rincara la dose: "Ma quale bullismo! Quella è vera e propria violenza. Il rischio è che parlando di bullismo si tenda a minimizzare, a limitare queste manifestazioni di prevaricazione ad un periodo circoscritto della crescita dei ragazzi. E invece no. L'episodio di Torino ci racconta di ragazzi non solo violenti, ma cattivi. E lo ripeto, la colpa è anche di una società troppo permissiva, dove nella generale decadenza dei valori è venuto meno anche il concetto di famiglia. I ragazzi hanno altri aggregati sociali, non più la famiglia. Hanno il branco"
"Ma torniamo alla scuola. Da dirigente mi chiedo: l' istituto dove è avvenuto il fatto lavora davvero all' integrazione dei disabili? Ci sono progetti che vedano fianco a fianco alunni 'normodotati' e handicappati? Gli insegnanti di sostegno possono contare su un team di classe con cui condividere le strategie per l' integrazione del disabile, o sono a loro volta emarginati e vissuti come quelli cui scaricare gli studenti più deboli? "
>>

Infatti alcuni siti    come questo www.bullismo.com lo paragonano al mobbing  considerandolo mobbing infantile per le sue notevoli  conseguenze  sociali ( leggete questa storia  proposta  dal sito  citato )

Spero d'esere tato chiaro  e d'avere risposto i maniera completa alle osservazioni . Se qualcuno\a   avete altre domande da farmi   o dei chiarimenti    resto a disposizione oviamente  nei limite del possibile  e non alle critiche idiote  e immotivate







01/09/06

Senza titolo 1422

Dopo  aver letto questa  news  mi chiedo  se  il nostro paese  è unos tato laico  o  uno stato  creatico  per nopn dire  servo (  ziraccu    come  diciamo dala mie pareti  )  del Vaticano   cioè dele  gerarchiè ecclesiastiche  ? 
Ecco  a voi la news   traetene   voi le conclusioni 


'Associazione padri separati contro la sentenza: ''Neanche stessimo a Kabul''

Cassazione: il catechismo prevale sul diritto di vedere i figli


Annullata la condanna ad una madre, che non aveva rispettato la disposizione del tribunale che stabiliva che il marito vedesse la figlia nello stesso giorno della catechesi



Roma, 31 ago. (Adnkronos/Ign)


Le lezioni di catechismo prevalgono su  tutto,anche sul diritto dei genitori separati di vedere i loro figli. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione annullando la condanna inflitta ad una madre romana di 46 anni, che non aveva rispettato la disposizione del giudice civile che, in sede di separazione, aveva disposto che il padre vedesse la figlia minore nello stesso giorno in cui la parrocchia aveva fissato la lezione di catechismo. Per la Suprema Corte, le decisioni dei parroci in materia di catechismo sono insindacabili e dunque le disposizioni del giudice in materia di visita devono cedere il passo a quest'ultime.


Scrivono i supremi giudici della Sesta sezione penale, nella sentenza 27613, che ''le lezioni di catechismo sono collettive in quanto interessano i ragazzi di ambo i sessi di una determinata fascia d'età appartenenti ad una parrocchia e l'organizzazione di esse (giorno, orario) è stabilita dal clero preposto alla parrocchia in questione compatibilmente con gli impegni dei sacerdoti che le impartiscono ed agli impegni scolastici dei ragazzi che debbono seguirle''. Di diverso avviso erano stati i giudici del Tribunale di Roma (luglio 2004) e della Corte d'appello della capitale (dicembre 2005) che avevano condannato la mamma ad una multa di 800 euro (pena sospesa in appello) per elusione dei provvedimenti del giudice in sede di separazione.

Come si evince dalla sentenza la madre, pur facendo seguire le lezioni di catechismo alla figlia nello stesso giorno in cui il padre Vittorio avrebbe dovuto vederla, si accordava comunque con l'ex marito per ''recuperare il mancato incontro''. Ciò nonostante la donna era stata denunciata ugualmente dal consorte e condannata sia in primo che in secondo grado per il reato previsto dall'art. 388 del Codice Penale. Una condanna ritenuta da lei ingiusta. Di qui il ricorso alla Cassazione che è stato giudicato ''fondato''. In proposito, i supremi giudici, bacchettando i colleghi del giudizio di merito, sottolineano che il comportamento di quella madre ''non è sorretto dal dolo''.

Piazza Cavour, che ha annullato la sentenza di condanna perché il fatto non costituisce reato, ricorda ancora che ''in tema di mancata esecuzione di un provvedimento del giudice civile, concernente l'affidamento di un figlio minore, il motivo plausibile e giustificato che può costituire valida causa di esclusione della colpevolezza, anche se non deve configurarsi l'esimente dello stato di necessità, deve comunque essere stato determinato dalla volontà di esercitare il diritto-dovere di tutela dell'interesse del minore, in situazione che non abbia potuto essere devoluta al giudice per eventuale modifica del provvedimento''. Da qui l'accoglimento del ricorso della mamma che aveva preferito che la figlia prendesse parte alle lezioni di catechismo piuttosto di farla stare con il padre nello stesso giorno.
Sulla sentenza della Cassazione si alza la protesta dei padri separati. ''In uno Stato laico, tutto ciò che riguarda la religione di pochi (o di molti) dovrebbe essere secondario rispetto alle leggi nazionali che riguardano tutti, senza distinzione di religione - evidenzia Giorgio Ceccarelli, presidente dell'associazione. ''La Cassazione -insiste Ceccarelli- neanche stessimo a Kabul, decide che gli impegni religiosi sono prioritari rispetto a quelli civili tra padre e figlio come stabilito da sentenza di un Tribunale Italiano''.

19/08/06

Senza titolo 1403

Ieri   dei (  è a dir poco   ) criminali  hanno buttato dal finestrino  , per poi vigliaccamente  come  si è soliti  in questi casi   fuggire ,  un cucciolo   ( foto a sinistra  )  .  Vista la mia incazzatura  nonostante il cane  sia stato  salvato  e  gli autori denunciati da  dei turisti spagnoli   appne a  sbarcati  ad Alghero  , preferisco , piuttosto che  impappinarmi   nel raccontare  la vicenda  , lasciare   che  a farla   sia  l'articolo della  nuova sardegna (  il  più letto   fra    i quotidiani  con le  sue    5 edizioni  dei tre  --- l'unione sarda   , e le  due  del  giiornale  di sardegna  ---  )    del  19\08\2006

<<
SASSARI

Non si sono neanche fermati per scaricarlo sul ciglio della strada. Hanno preferito lanciarlo direttamente dal finestrino, con l’auto in corsa. Il cane, un cucciolone di cinque mesi, è rotolato per alcuni metri sull’asfalto. Una scena incredibile a cui ha assistito una coppia di spagnoli a bordo di un’altra auto. I due hanno recuperato il cane e sono andati direttamente in questura per raccontare quanto accaduto.

L’episodio è avvenuto giovedì sera, poco dopo le 23, nel primo tratto della superstrada che da Alghero porta a Sassari. I turisti spagnoli, due giovani sui 35 anni, che erano appena sbarcati all’aeroporto di Fertilia con un volo Ryanair, viaggiavano a bordo di un’auto presa a noleggio. Quando hanno visto la povera bestia volare dal finestrino, non hanno esitato un attimo per fermarsi a soccorrerla. Illuminando il ciglio della strada con i fari dell’auto, la coppia si è avvicinata al cucciolo temendo il peggio. Ma il piccolo, un bell’incrocio di Labrador color nocciola, era sano e salvo. Una bella fortuna, visto il modo in cui è stato «abbandonato» dai padroni. «Lucky Pablo», con quale altro nome potevano battezzarlo i due spagnoli? Meno fortuna, molto probabilmente, avranno gli ex proprietari del cucciolo. I turisti, infatti, hanno fatto in tempo a segnare alcuni numeri della targa dell’auto sulla quale viaggiava il cane, e hanno riconosciuto anche il modello.
 Dopo avere caricato in macchina Lucky, gli spagnoli si sono diretti a Sassari e hanno raggiunto la questura per denunciare l’episodio. Un racconto complicato dal fatto che il turista che ha parlato con i poliziotti non capiva l’italiano. A gesti e con qualche disegno, il giovane è riuscito a spiegare come si sono svolti i fatti.
 Dalla questura è stato chiamato il veterinario di turno della Asl, Stefano Grassi, che ha visitato il cucciolo (non ha avuto bisogno di cure) e l’ha poi affidato alla guardia zoofila della Lida, Costantino Delrio. Lucky Pablo è stato subito trasferito nel canile dell’associazione di difesa degli animali, a Caniga, dove attenderà un nuovo padrone.
 Sul grave episodio di maltrattamento degli animali sta indagando la squadra volante della polizia, guidata dal dirigente Giusy Stellino.
>>

Sono d'accordo con quanto dice   l'analisi  ( sempre  sullo stesso quotidiano  ) di Antonello palmas   sul  fenomeno  degli animali  : << Il vero animale spesso è l’uomo >> e  quando propone  ;  << Anche noi volontari possiamo dare una mano, ad esempio segnalando delle studentesse che per fare qualche soldo fanno (e molto bene) le dog-sitter. Devo dire che, nonostante le apparenze, c’è più sensibilità da parte di chi non ti aspetti, da chi ha problemi personali anche grossi”.>> . 
Ora  poichè  la nuova sardegna  ----  di cui  ho  la password  di mio  zio ----e  l'unione (   eccetto i  giornale di sardegna  )   sono a pagamento  . riporto  qui   l'articolo  citato prima  .

 <<
Coccolati (anche troppo) ed erroneamente trattati da bambini quando rappresentano un regalo per gli ancora più viziati cuccioli d’uomo. Seviziati e nella migliore delle ipotesi abbandonati quando diventano un peso, limitando la libertà dei loro proprietari. Che sempre più spesso non esitano a libersi degli «animali da compagnia», nonostante gli spot pubblicitari con testimonial famosi e messaggi anche forti (”il vero animale sei tu”) e una coscienza civile sempre più diffusa. Solo in apparenza, a quanto sembra. L’auspicato inasprimento delle sanzioni penali, a sentire i volontari delle associazioni animaliste, non avrebbe prodotto i risultati sperati. Gli abbandoni e le violenze proseguono senza sosta e nonostante certi episodi avvengano tutto l’anno (e non soprattutto d’estate) negli ultimi mesi viene segnalato un aumento dei casi. “Sì, è un periodo tremendo, una cosa mai vista - spiega il presidente della Lida di Sassari, Maria Carboni -; siamo chiamati di continuo da poliziotti di quartiere e semplici cittadini che ci segnalano ogni genere di fatti. Tra quelli più recenti: alcuni cagnetti appena nati sono stati picchiati; un tossico nella zona del Sert ha ridotto in brutte condizioni il suo cane perché lo seguiva... E’ un meticcio che ora è con noi. Al centro storico un cane tenuto costantemente chiuso e alla catena è stato tolto al possessore. E poi gli abbandoni, tantissimi. In pochi giorni una trentina soltanto quelli segnalati alla nostra associazione”. E se aggiungiamo quelli degli altri enti che si occupano di proteggere gli animali, come a Sassari fanno Qua la Zampa e Amico Cane, e quelli di cui non si saprà mai niente, i numeri sono certamente preoccupanti e fanno pensare che sia vero ciò che segnalano molti turisti, stupiti soprattutto dalla grande presenza di randagi nelle strade e nelle campagne rispetto ad altre zone d’Italia: in Sardegna l’attenzione per le condizioni di vita degli animali è da Terzo Mondo. E’ un problema culturale, ma anche di organizzazione e reale volontà di risolvere il problema.
 Le tecniche messe in atto da chi vuole disfarsi di Fido sono le più disparate e vigliacche nei confronti non solo dell’animale, ma anche di chi non se la sente di voltare la faccia dall’altra parte in presenza di un animale che chiede aiuto. E proprio su questo fanno leva i nostri ”eroi”. C’è il classico abbandono sulla strada: una breve sosta (a volte nemmeno quella), uno sportello che si apre e buona fortuna. Sempre più spesso i cani non più desiderati vengono legati ai cancelli dei canili delle associazioni di volontari, tutti disperatamente strapieni. Ma c’è addirittura chi, infischiandosene delle conseguenze, getta i cuccioli (a volte con le mamme) in terreni dove sono presenti altri cani che spesso, non accettando l’intrusione, li fanno a pezzi. C’è poi il sistema della scatola di cartone, a volte chiusa ermeticamente e lasciata anche per tutto il giorno sotto il sole, a volte fuori dei cancelli delle associazioni o di privati. A volte nella zona dei cassonetti della nettezza urbana. A volte dentro gli stessi. Ci sono finite cucciolate intere.
 “L’estate sembra far impazzire la gente - dice Maria Carboni -, almeno quella senza coscienza. Perché se ci tieni una soluzione la trovi, quando devi partire. Anche noi volontari possiamo dare una mano, ad esempio segnalando delle studentesse che per fare qualche soldo fanno (e molto bene) le dog-sitter. Devo dire che, nonostante le apparenze, c’è più sensibilità da parte di chi non ti aspetti, da chi ha problemi personali anche grossi”.
  
 >>
Proprio  in virtù di questi fatti  ho  fatto un sogno  ,  forse  ispirato   o consegente  alla  lettura   fatta  prima di coricarmi    della  storia  la  rivolta dele macchine  "  n° 106 di  Dylan  Dog  ( vedere foto a sinistra e  qui  per  la trama  
in cui  pero a ribbellarsi  non erano, come  avviene  nella storia in questione    le  macchine  , ma  i cani ed i gatti   che  gettavano   dal  finestrino o facevano a quelle  persone ( se  tali  si posso  chiamare  )   le  stesse  cose  che   quotidianamente  subiscono   talvolta  anche  nell'indiffeenza  generale    .


 

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